Sfrattato cerca casa equo canone

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Sfrattato cerca casa equo canone
Sfrattato cerca casa equo canone.jpg
Oreste Lionello, Anna Mazzamauro e Pippo Franco
Titolo originaleSfrattato cerca casa equo canone
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1983
Durata87 min
Generecommedia
RegiaPier Francesco Pingitore
SoggettoPier Francesco Pingitore
SceneggiaturaPier Francesco Pingitore
ProduttoreBruno Altissimi e Claudio Saraceni
Casa di produzioneMaura International Film
Distribuzione (Italia)Titanus
FotografiaFederico Zanni
MontaggioAlberto Moriani
MusicheBruno Zambrini
Interpreti e personaggi

Sfrattato cerca casa equo canone è un film del 1983 diretto da Pier Francesco Pingitore.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Marino Stroppaghetti è un capofamiglia in cassa integrazione, fortemente indebitato con i negozianti del quartiere. Per racimolare qualche soldo si arrangia facendo piccoli lavori di sartoria a casa. Disperato per avere ricevuto lo sfratto, Marino va al Comune di Roma, dove scopre che ci sono altre 80.000 domande prima della sua. Viene quindi fermato da un signore, che gli dice di conoscere una persona che può aiutarlo: il dottor Pellecchia, direttore dell'Istituto Case Popolari.

Marino riesce ad avere un colloquio con Pellecchia, che gli spiega che può assegnargli un appartamento nel giro di quindici giorni in cambio di una mazzetta di tre milioni di lire. La prima rata viene pagata con i risparmi del conto in banca di Marino e della moglie, mentre per la parte rimanente (un milione e mezzo) le cose si complicano e la coppia non riesce a pagare. Quando la famiglia sembra ormai rassegnata, il figlio minore Massimiliano fa 13 al Totocalcio, ma vale solo due milioni. Non potendo aspettare i tre mesi del pagamento, Marino vende la sua schedina a un conoscente per un milione e mezzo, che consegna quindi al dottor Pellecchia che a sua volta gli affida un appartamento nelle case popolari del quartiere Corviale.

La famiglia Stroppaghetti si trasferisce nel nuovo angusto appartamento, ma poche ore dopo il loro ingresso arrivano altre due famiglie e Marino scopre che anche loro hanno lo stesso suo foglio di assegnazione, e in breve tempo capiscono che sono stati vittime di una truffa. Cacciati dall'appartamento, cercano prima di occupare abusivamente una casa, poi tentano di sistemarsi senza successo in una Chiesa. Dormono in un Autobus; però, ormai, la fame e la stanchezza si fanno sentire. Alla fine si riducono in una tenda sul litorale romano, ma vengono scacciati anche da lì.

Marino rimpiange il condominio coi ragazzi in moto nel cortile, l'ascensore rotto, i cinque piani di scale da fare a piedi. Vi vorrebbe tornare, rompendo i sigilli. Alla famiglia Stroppaghetti non resta così altro che tornare in macchina: quando finisce il carburante, finiscono per caso davanti alla casa del custode di un cimitero, che li accoglie al suo interno. Dopo essere rimasto invischiato con un reato di droga con un becchino falso sordo-muto, Marino viene rinchiuso nell'affollatissimo carcere di "Regina Coeli".

Scarcerato, si ritrova con la famiglia riunita e l'ex custode del camposanto, e decide di non combattere più. Il finale li vede fare "Ciao" con la mano, ognuno in un cassonetto della nettezza urbana.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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