Gérard Oury

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Gérard Oury e la moglie Michèle Morgan nel 2001

Gérard Oury, nome d'arte di Max-Gérard Houry Tannenbaum (Parigi, 29 aprile 1919Saint-Tropez, 19 luglio 2006), è stato un regista e sceneggiatore francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del violinista russo di origine ebraica Serge Tannenbaum e della giornalista di Paris-Soir Marcelle Houry, Gérard Oury studiò al Conservatoire national supérieur d'art dramatique e divenne membro della Comédie-Française[1] nel 1938.

Poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, dovette fuggire dalla Francia, a causa delle sue origine ebraiche]][1], scappando prima a Marsiglia e rifugiandosi poi nel Principato di Monaco e infine a Ginevra in Svizzera[1].

Nel 1945 ritornò in Francia, riprese con successo la carriera di attore]][1], e diventò più tardi un affermato regista, facendo il suo esordio dietro la macchina da presa con il noir La minaccia (1960), seguito l'anno successivo da La mano calda (1961). Ma il suo primo vero successo come regista fu il dramma Il delitto non paga (1962), pellicola in quattro episodi ambientati in epoche diverse, in cui altrettanti assassini pensano di averla fatta franca ma vengono infine puniti in vario modo.

Oury cambiò poi totalmente registro, passando alla commedia e dirigendo Louis de Funès e Bourvil in Colpo grosso ma non troppo (1965), una parodia del genere gangster. La collaborazione con i due attori si rinnovò per un'altra commedia di successo, Tre uomini in fuga (1966), che riscosse un grande successo di pubblico[1]. Il regista continuò negli anni successivi a realizzare pellicole di buon riscontro commerciale, affrontando tempi impegnativi quali xenofobia e razzismo pur in contesti leggeri, come in Le folli avventure di Rabbi Jacob (1973), nel quale Louis de Funès interpretò il ruolo di un uomo d'affari antisemita che si traveste da rabbino per sfuggire a potenziali assassini[1]. Uscito durante il periodo della Guerra dello Yom Kippur, il film suscitò però controversie e Oury arrivò addirittura a ricevere minacce di morte[1].

Compagno dal 1959 dell'attrice Michèle Morgan, è padre della scrittrice e sceneggiatrice Danièle Thompson e nonno dell'attore e scrittore Christopher Thompson.

È morto a Saint-Tropez il 20 luglio 2006, all'età di ottantasette anni.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g "501 grandi registi", a cura di Steven Jay Shneider, Atlante Edizioni, Bologna, 2009, pag. 238

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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