Cate Blanchett

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Catherine Elise Blanchett, conosciuta come Cate Blanchett (Melbourne, 14 maggio 1969), è un'attrice australiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Catherine Elise Blanchett nasce a Melbourne (Australia) il 14 maggio 1969. Ha un fratello maggiore ed una sorella minore. Figlia di June Gamble e Robert DeWitt Blanchett, suo padre morì d'infarto quando lei aveva solo 10 anni.

Dopo aver studiato danza e pianoforte, all'età di 18 anni, durante un viaggio in Egitto, partecipa come comparsa in un film arabo sul pugilato e decide di intraprendere la carriera di attrice. Frequenta il "Sydney's National Institute of Dramatic Arts (NIDA)" e recita in teatro e in alcune serie televisive, fino ad approdare sul grande schermo nel 1997 con Paradise Road di Bruce Beresford.

Dagli inizi al 2008[modifica | modifica wikitesto]

Raggiunge un buon successo di critica e pubblico nel 1998 con Elizabeth, di Shekhar Kapur, con cui ottiene il Golden Globe come migliore attrice drammatica e una candidatura all'Oscar. Nel 1999 recita nell'adattamento cinematografico della commedia di Oscar Wilde Un marito ideale, a fianco di Rupert Everett e Julianne Moore e ha dei ruoli secondari in Il talento di Mr. Ripley di Anthony Minghella e The Man Who Cried - L'uomo che pianse di Sally Potter con Christina Ricci e Johnny Depp. Nel 2001 è la protagonista di The Gift, di Sam Raimi e recita nella commedia Bandits, accanto a Bruce Willis e Billy Bob Thornton, ma entrambi ricevono una fredda accoglienza da parte del pubblico. Al contrario, la trilogia de Il Signore degli Anelli del regista Neozelandese Peter Jackson, dove interpreta Galadriel, è un enorme successo di pubblico e critica.

Cate viene inoltre molto apprezzata in Charlotte Gray e Heaven e riceve una candidatura al Golden Globe per la sua interpretazione in Veronica Guerin - Il prezzo del coraggio di Joel Schumacher. Nel 2004 viene scelta da Martin Scorsese per interpretare Katharine Hepburn in The Aviator, per cui ottiene l'Oscar come migliore attrice non protagonista nella cerimonia del 2005. Nel 2006 è al cinema con Diario di uno scandalo, del regista inglese Richard Eyre a fianco di Judi Dench (entrambe ricevono una candidatura agli Oscar) e Babel a fianco di Brad Pitt. Del 2007 è Intrigo a Berlino, firmato Steven Soderbergh, che annovera nel cast anche George Clooney e Tobey Maguire. Ha di nuovo indossato gli abiti della Regina Elizabeth d'Inghilterra, diretta nuovamente da Shekhar Kapur, in Elizabeth: The Golden Age, sequel del film che l'ha consacrata.

L'attrice è inoltre l'unica donna dei sei attori che interpretano Bob Dylan nel film Io non sono qui del 2007, e per questa sua interpretazione ha ricevuto la Coppa Volpi alla 64ª Mostra del cinema di Venezia[1] e un Golden Globe. Ha vinto la Coppa Volpi come migliore attrice. Tuttavia, ella non era presente alla manifestazione (né per la presentazione del film, né per il ritiro del premio). La Coppa, in quell'occasione, fu ritirata per lei dal compianto Heath Ledger, anch'egli attore nel medesimo film. Agli Oscar 2008 riceve due candidature, una come miglior attrice protagonista per Elizabeth: The Golden Age, e l'altra come miglior attrice non protagonista per Io non sono qui, non riuscendo però a portare a casa nemmeno una statuetta. Il 5 dicembre 2008 riceve la sua stella nella Hollywood Walk of Fame. Ha interpretato il ruolo dell'Agente Irina Spalko nel kolossal Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo diretto da Steven Spielberg. Ne Il curioso caso di Benjamin Button di David Fincher, è protagonista insieme a Brad Pitt.

Dal 2009 ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un anno di pausa nel 2010 recita al fianco di Russell Crowe in Robin Hood di Ridley Scott: nella pellicola l'attrice ha il ruolo di Lady Marian, mentre nel 2011 interpreta un agente della CIA nel film Hanna, diretta dal regista Joe Wright, al fianco di Eric Bana. Nel 2012 riprende, a distanza di ben nove anni, il ruolo di Galadriel ne Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato, prima pellicola della trilogia Lo Hobbit, antefatto della trilogia de Il Signore degli Anelli, sempre diretta da Peter Jackson. Nel 2013 viene scelta come testimonial del profumo Si di Giorgio Armani, col quale firma un contratto da 10 milioni di dollari e lo stesso stilista ha dichiarato che l'attrice «rappresenta la donna per la quale io creo»[2][3]. Inoltre viene diretta da Woody Allen in Blue Jasmine, dove interpreta una donna che di fronte al fallimento di tutta la sua vita, compreso il matrimonio con un ricco uomo d'affari di New York, decide di trasferirsi nel modesto appartamento della sorella a San Francisco per ricominciare.[4] Grazie a questa sua interpretazione vince il suo terzo Golden Globe[5] ed il suo secondo Oscar, questa volta trionfando nella categoria di miglior attrice.[6]

L'attrice al San Diego Comic-Con nel 2014.

Nel 2014 viene diretta da George Clooney nel film Monuments Men, la pellicola narra la storia di un gruppo di storici dell'arte che durante la Seconda Guerra Mondiale si mette a caccia di tutti i capolavori finiti nelle mani dei nazisti, per salvaguardare il patrimonio culturale dell'umanità.[7] Sempre nel 2014, per la seconda volta nella sua carriera, Blanchett partecipa ad un film in veste di doppiatrice, prestando la sua voce a Valka, importante personaggio del film Dragon Trainer 2, seguito del film di successo del 2010 Dragon Trainer della Dreamworks.

Nel 2015 ritorna al cinema con la pellicola Cenerentola, diretto da Kenneth Branagh, dove veste i panni della matrigna.[8] Sempre nello stesso anno, ricopre un piccolo ruolo nel film Knight of Cups diretto da Terrence Malick[9][10][11], previsto per l'uscita nelle sale cinematografiche nel 2016. La pellicola è stata presentata in anteprima al Festival di Berlino nel febbraio 2015.[12] Nello stesso mese riceve la sua prima statua di cera, esposta al Madame Tussauds di Hollywood.[13] Nel 2016 è protagonista del film Carol, accanto a Rooney Mara. La pellicola, diretta da Todd Haynes, narra la storia di una donna sposata che si innamora di una commessa di un grande magazzino.[14] Nello stesso anno recita accanto a Robert Redford nel film Truth - Il prezzo della verità, diretta da James Vanderbilt, basato sul libro della giornalista statunitense Mary Mapes intitolato Truth and Duty: The Press, the President, and the Privilege of Power. La pellicola, che racconta il caso che coinvolse la CBS News nell'inchiesta Bush-Guard e che portò al licenziamento della produttrice del programma 60 Minutes, viene presentato in concorso alla decima edizione del Festival del Cinema di Roma.[15]

Tra il 2015 ed il 2017 è protagonista del progetto del videoartista tedesco Julian Rosefeldt, Manifesto, in una serie di dodici video installazioni proiettate in alcuni musei d'arte moderna australiani e tedeschi.[16] Successivamente, è stato annunciato che interpreterà Lucille Ball in un film biografico scritto da Aaron Sorkin.[17]

Nel gennaio 2016 annuncia un anno di ritiro dalla scena cinematografica per dedicarsi alla famiglia e a progetti personali.

Carriera teatrale[modifica | modifica wikitesto]

Cate Blanchett inizia la sua carriera artistica in teatro, dove prende parte in produzioni minori fin dal suo diploma presso il NIDA. Si fa notare dai critici nel 1993, quando recita al fianco di Geoffrey Rush nell'opera Oleanna di David Mamet, che le vale il Rosemont Award. Dopo alcune produzioni australiane, nel 1999 è in scena a Londra con Plenty del drammaturgo inglese David Hare.

Dopo cinque anni lontano dal palcoscenico, Cate Blanchett ritorna al teatro nel 2004, al fianco di Hugo Weaving, nell'Hedda Gabler di Henrik Ibsen, che le vale il suo primo Helpmann Award come miglior attrice teatrale. Nel 2009, anno che segna l'inizio della sua co-direzione artistica della compagnia teatrale di Sydney, interpreta Blanche DuBois in Un tram che si chiama Desiderio, diretta dall'attrice norvegese Liv Ullmann. Sempre nel 2009 riveste due ruoli nel ciclo The War of the Roses, adattamento tratto dall'Enrico VI e dal Riccardo III di William Shakespeare. Nel 2010 calca il palcoscenico con l'opera Zio Vanja di Anton Čechov, mentre nel 2011 è Lotte in Groß und klein del drammaturgo tedesco Botho Strauß. La sua interpretazione in quest'opera le vale la candidatura agli Evening Standard Theatre Awards come migliore attrice.

Dopo un anno di assenza dalle scene, nel 2013 calca nuovamente il palcoscenico in Le serve, di Jean Genet, al fianco dell'attrice francese Isabelle Huppert, mentre nel 2015 fa parte del cast del riadattamento dell'opera incompiuta Platonov di Anton Čechov.

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver diretto, durante le scuole superiori, un riadattamento teatrale del libro Non si uccidono così anche i cavalli? dello scrittore statunitense Horace McCoy, Cate Blanchett debutta ufficialmente come regista teatrale nel 2006, quando dirige, per la compagnia teatrale di Sydney, l'opera Una specie di Alaska del drammaturgo inglese Harold Pinter. Nel 2007 dirige Blackbird dello scrittore scozzese David Harrower, mentre nel 2008 dirige Robyn Nevin ne L'anno del pensiero magico, opera autobiografica della scrittrice statunitense Joan Didion.

Nel luglio 2015 viene annunciato che dirigerà la serie TV australiana Stateless, basata sulla tragica storia di Cornelia Rau.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 dicembre 1997 sposa il drammaturgo, sceneggiatore e regista australiano Andrew Upton, conosciuto l'anno prima sul set di uno show televisivo. La coppia ha tre figli[18]: Dashiell John (2001), Roman Robert (2004) e Ignatius Martin (2008). Nel marzo 2015 conferma le voci secondo cui abbia adottato una bambina[19][20], Edith Vivian Patricia.

Attivismo[modifica | modifica wikitesto]

Blanchett è impegnata in iniziative culturali, sociali e ambientaliste, è ambasciatrice di buona volontà dell'organizzazione non governativa di sviluppo SolarAid e ha più volte collaborato con l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Nel maggio 2016, dopo una missione in Giordania nei confronti degli sfollati, viene ufficializzata la notizia della nomina dell'attrice come nuova ambasciatrice di buona volontà dall’Unhcr.[21]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Attrice[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

  • Polizia squadra soccorso (Police Rescue) - serie TV, episodio 3x05 (1993)
  • Bordertown - mini serie TV, 3 episodi (1995)
  • Rake (cameo) - serie TV, episodio 3x03 (2014)

Doppiatrice[modifica | modifica wikitesto]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Premio Oscar[modifica | modifica wikitesto]

Premio Golden Globe[modifica | modifica wikitesto]

Premio Bafta[modifica | modifica wikitesto]

Premi e nomination per ogni anno[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Cate Blanchett è stata doppiata da:

  • Cristiana Lionello ne Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello, Il Signore degli Anelli - Le due torri, Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re, The Man Who Cried - L'uomo che pianse, The Shipping News - Ombre dal profondo, The Missing, The Aviator, Babel, Io non sono qui, Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato, Lo Hobbit - La desolazione di Smaug, Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate
  • Roberta Pellini in Elizabeth, Elizabeth: The Golden Age, Un marito ideale, The Gift, Bandits, Il curioso caso di Benjamin Button, Robin Hood
  • Emanuela Rossi in Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, Blue Jasmine, Carol, Truth - Il prezzo della verità
  • Francesca Fiorentini in Falso tracciato, Coffee and Cigarettes, Le avventure acquatiche di Steve Zissou, Little Fish
  • Claudia Catani in Charlotte Gray, Cenerentola
  • Sabrina Duranti in Veronica Guerin - Il prezzo del coraggio
  • Eleonora De Angelis in Paradise Road
  • Chiara Colizzi ne Il talento di Mr. Ripley
  • Laura Boccanera in Oscar e Lucinda
  • Silvia Pepitoni in Stories of Lost Souls
  • Marit Nissen in Intrigo a Berlino
  • Ilaria Stagni in Hot Fuzz
  • Liliana Sorrentino in Diario di uno scandalo
  • Ida Sansone in Hanna
  • Cinzia Villari in Monuments Men

Da doppiatrice è stata sostituita da:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Venezia: Coppa Volpi a Brad Pitt e Cate Blanchett blogsome.com
  2. ^ Giorgio Armani presenta Sì, la nuova fragranza femminile, vanityfair.it. URL consultato il 9 febbraio 2014.
  3. ^ Cate Blanchett volto di Giorgio Armani Profumi per 10 milioni di dollari, bellezza.excite.it, 29 marzo 2013. URL consultato il 21 aprile 2014.
  4. ^ Alec Baldwin e Cate Blanchett insieme per Allen, ansa.it. URL consultato il 26 ottobre 2013.
  5. ^ Golden Globe 2014: Cate Blanchett è la migliore attrice, it.notizie.yahoo.com. URL consultato il 13 gennaio 2014.
  6. ^ Oscar, Cate Blanchett fa il bis e ringrazia Woody Allen, repubblica.it. URL consultato il 3 marzo 2014.
  7. ^ In nome dell'arte: George Clooney, Matt Damon e Cate Blanchett nel nuovo trailer di The Monuments Men bestmovie.it
  8. ^ Cenerentola, film disney con Cate Blanchett, cinema.excite.it. URL consultato il 28 novembre 2014.
  9. ^ Jason Clarke entra nel cast di Knight of Cups di Terrence Malick, Primissima.it. URL consultato il 2 ottobre 2012.
  10. ^ (EN) Terrence Malick Will Edit His Upcoming Films Simultaneously; KNIGHT OF CUPS, Collider.com, 4 settembre 2012. URL consultato il 2 ottobre 2012.
  11. ^ (EN) Life's a beach for Christian Bale as he frolics on the shore with brunette beauty Freida Pinto, Dailymail.co.uk/, 27 giugno 2012. URL consultato il 2 ottobre 2012.
  12. ^ Christian Bale e Natalie Portman, superstar a Berlino, repubblica, 9 febbraio 2015. URL consultato il 10 febbraio 2015.
  13. ^ Cate Blanchett di cera al Madame Tussauds, gossipblog.it. URL consultato il 20 febbraio 2015.
  14. ^ Cate Blanchet e Rooney Mara coppia lesbica in “Carol”, lezpop.it, 24 novembre 2014. URL consultato il 6 aprile 2015.
  15. ^ Festa del cinema di Roma, apre “Truth” con Cate Blanchett: sul grande schermo, uno dei casi giornalistici più discussi di sempre, ilfattoquotidiano, 16 ottobre 2015. URL consultato il 17 ottobre 2015.
  16. ^ Manifesto, le prime immagini di Cate Blanchett nel progetto di Julian Rosefeldt, loudvision.it. URL consultato il 27 aprile 2015.
  17. ^ (EN) Tanya Basu, Cate Blanchett Will Star in Aaron Sorkin's Lucille Ball Film, time.com. URL consultato il 04 settembre 2015.
  18. ^ Cate Blanchett è diventata mamma tgcom.
  19. ^ Cate Blanchett ha adottato una bambina, gossipblog.it. URL consultato il 7 marzo 2015.
  20. ^ Cate Blanchett mamma per la quarta volta, ha adottato una bimba, ilmessaggero. URL consultato il 7 marzo 2015.
  21. ^ Cate Blanchett nominata dall’Unhcr “ambasciatrice di buona volontà”, lastampa.it, 3 maggio 2016. URL consultato l'8 maggio 2016.
  22. ^ (EN) 'Spotlight' Wins Big at 2015 Gotham Awards (FULL LIST), su Variety. URL consultato il 1° dicembre 2015.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Oscar alla miglior attrice non protagonista Successore
Renee Zellweger
per Ritorno a Cold Mountain
2005
per The Aviator
Rachel Weisz
per The Constant Gardener - La cospirazione
Predecessore Oscar alla migliore attrice Successore
Jennifer Lawrence
per Il lato positivo - Silver Linings Playbook
2014
per Blue Jasmine
Julianne Moore
per Still Alice
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