Joan Didion

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Joan Didion al Brooklyn Book Festival

Joan Didion (Sacramento, California, 5 dicembre 1934) è una giornalista, scrittrice e saggista statunitense, vincitrice del National Book Award nel 2005 per la saggistica con il libro L'anno del pensiero magico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia e formazione scolastica[modifica | modifica wikitesto]

Figlia di Frank Reese e Eduene Jerrett, Joan Didion è nata e cresciuta a Sacramento. Ricorda di aver cominiciato a scrivere sin dall'età di cinque anni, ma è solo alla pubblicazione del suo primo romanzo che dichiara di considerarsi una scrittrice[1]. Dopo aver imparato a leggere, diviene assidua frequentatrice della biblioteca, chiedendo spesso dei permessi scritti a sua madre per poter prendere in prestito libri destinati agli adulti, specialmente biografie. Si è definita una "bambina timida, amante di libri", che cercò di impegnarsi a superare la sua ansia sociale attraverso la recitazione e parlando in pubblico[1].

Da bambina, a causa della professione del padre, membro delle United States Army Air Forces durante la Seconda Guerra Mondiale, non poté frequentare le scuole regolarmente per i continui trasferimenti della famiglia. Nel 1943, Joan e la madre si stabilirono definitivamente a Sacramento, mentre il padre, per impegni militari, andò ad abitare a Detroit. Didion scrisse nel suo memoir del 2003, Where I was from, che trasferirsi così spesso la faceva sentire come una eterna estranea.[1]

Nel 1956 si laureò presso l'Università della California, Berkeley con un Bachelor of Arts in Lettere. Durante il secondo anno di studio vinse un concorso di saggistica sponsorizzato dal mensile di moda Vogue che le affidò un lavoro come assistente alla ricerca presso la rivista.[2]

Vita professionale[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso dei due anni in cui lavorò a Vogue, Joan Didion venne promossa da copywriter a redattrice associata. In questo periodo scrive il suo primo romanzo, Run, River, pubblicato nel 1963. Successivamente si trasferisce di nuovo in California con il marito, lo scrittore John Gregory Dunne, e nel 1968 pubblica Verso Betlemme, il suo primo lavoro di saggistica, costituito da una raccolta di articoli scritti per riviste sulla sua esperienza in California.[3]

Nel 1979 esce The White Album, un'altra raccolta di articoli pubblicati in precedenza su riviste quali Life, Esquire, The Saturday Evening Post, The New York Times, e The New York Review of Books.

Prendila così, ambientato a Hollywood, viene pubblicato nel 1970, a cui segue nel 1977 Diglielo da parte mia. Un altro libro di narrativa, Democracy, che narra la storia di un amore non corrisposto tra una ricca ereditiera e un uomo anziano,agente della CIA, sullo sfondo della Guerra Fredda e della Guerra del Vietnam, viene dato alle stampe nel 1984. Miami (1987), libro di saggistica, narra della comunità di espatriati cubani a Miami.

Nel corso degli anni '90 pubblica After Henry (1992), una collezione di dodici saggi geografici, e quattro anni dopo The Last Thing He Wanted (1996), un thriller romantico.

John Gregory Dunne e Joan Didion lavorarono a lungo insieme per gran parte delle loro carriere. Insieme a Dunne, la Didion scrisse un gran numero di sceneggiature, incluso un adattamento del suo romanzo Prendila così per un film che avrebbe avuto come protagonisti Anthony Perkins e Tuesday Weld.

A seguito della morte del marito e della dura malattia della loro figlia Quintana, adottata nel 1966, Joan Didion scrive L'anno del pensiero magico. Iniziato il 4 ottobre 2004, viene terminato 88 giorni dopo, il giorno della vigilia di Capodanno.[4] Dopo la sua pubblicazione, Didion fu impegnata in un tour di promozione, corredato da diverse letture pubbliche e interviste, che rivestì per lei un ruolo terapeutico per l'elaborazione del lutto.[5]

Nel 2006 viene pubblicata dalla Everyman's Library una raccolta di gran parte degli scritti dell'autrice, intitolata We Well Ourselves Stories in Order to Live. Introdotto da un critico suo contemporaneo, John Leonard, il libro raccoglie in testo integrale i primi sette libri di saggistica da lei pubblicati: Verso Betlemme, The White Album, Salvador, Miami, After Henry, Political Fictions, and Where I Was From.

Nel 2007 inizia a lavorare su un monologo basato su L'anno del pensiero magico. Prodotta da Scott Rudin, quest'opera teatrale viene rappresentata a Broadway dall'attrice Vanessa Redgrave. Sebbene esitante nei confronti della scrittura di un'opera teatrale, Didion ha dichiarato di trovare questo genere abbastanza emozionante.[5]

Nel 2011 viene pubblicato Blue Nights, un memoir sull'età che avanza. Il libro è incentrato sulla figlia di Joan Didion, Quintana Roo Dunne,[6] morta nel 2005, poco prima della pubblicazione del suo precedente memoir, L'anno del pensiero magico.

Una foto di Joan Didion scattata da Juergen Teller viene usata come parte della campagna Primavera/Estate del marchio di lusso francese Céline.[7]

Vita personale[modifica | modifica wikitesto]

A New York, durante il periodo di lavoro a Vogue, Didion incontra John Gregory Dunne, suo futuro marito, che al tempo scriveva per Time. John Gregory Dunne era il fratello più giovane dello scrittore, uomo d'affari e presentatore televisivo Dominick Dunne. La coppia si sposò nel 1964 e si trasferì a Los Angeles poco dopo, con l'intenzione di rimanere solo per un breve periodo, ma la California divenne invece la loro casa per i successivi venti anni.

Due sono le tragedie che hanno colpito la scrittrice nell'arco di meno di due anni. il 30 dicembre 2003, mentre la loro figlia Quintana era ricoverata in stato comatoso presso il reparto di cura intensiva in seguito allo shock settico causatole da una polmonite, suo marito fu vittima di un fatale attacco di cuore durante una cena. Didion attese tre mesi prima di organizzare il funerale del marito, poiché voleva che sua figlia fosse in grado di partecipare al funerale del padre. Visitando Los Angeles dopo il funerale del padre, Quintana soffrì di un grave ematoma, per il quale dovette subire una lunga operazione chirurgica[4]. Dopo essersi ripresa nel 2004, morì di pancreatite acuta il 26 Agosto 2005, all'età di 39 anni. Didion scrisse di questa esperienza nel suo libro del 2011, Blue Nights.

Nel saggio che ha lo stesso titolo che dà il nome alla raccolta, The White Album, Didion racconta di una crisi nervosa vissuta nell'estate del 1968. Dopo una valutazione psichiatrica, le venne diagnosticato un attacco di vertigini e nausea. Successivamente, venne scoperto che era affetta da sclerosi multipla.[8]

Dal 1979 al 2004 Didion ha vissuto a Brentwood Park, in California, un tranquillo sobborgo residenziale di Los Angeles. Dal 2005 si è trasferita a New York, dove vive in un appartamento sulla East 71st Street[4].

Vita da scrittrice[modifica | modifica wikitesto]

New Journalism[modifica | modifica wikitesto]

Il nuovo giornalismo cerca di comunicare i fatti attraverso un racconto di tipo narrativo e tramite l'uso di tecniche letterarie. Questo stile, nato negli anni '60 e '70 negli Stati Uniti in contrasto con il giornalismo tradizionale, è stato descritto anche come "saggistica creativa", "giornalismo intimo", o "saggistica letteraria". Il termine raggiunse una certa popolarità nel 1973 con la pubblicazione di una collezione di articoli nell'antologia The New Journalism (1973) curata da Tom Wolfe, il quale sostenne la necessità di passare a un tipo di giornalismo da leggersi "come un romanzo".[9]

La soggettività diventa il tema chiave nel New Journalism. Gli scrittori che si identificano in questa corrente non raccontano puramente i fatti, in modo oggettivo e senza interventi personali, ma sentono la necessità di una maggiore libertà creativa che permetta di rappresentare una realtà filtrata da loro personalmente, arricchita dal dialogo e dagli scenari della situazione. La voce dell'autore è critica verso il lettore, creando opinioni e pensieri riguardo l'opera stessa.[10]

Verso Betlemme (1968), che esplora i valori culturali e le esperienze della vita americana negli anni Sessanta, viene considerato un classico del New Journalism,[11]. Didion include i suoi sentimenti personali e i suoi ricordi nella narrazione in prima persona, descrivendo gli individui e il modo con cui essi concepiscono il mondo. La scrittrice rifiuta il giornalismo convenzionale, preferisce avere un approccio soggettivo rispetto ai saggi. Il suo stile si fa unico e inconfondibile.

Nello stesso tempo con questo libro Didion si allontana da autori fondamentali di questa nuova corrente giornalistica, come Tom Wolfe o Norman Mailer. Verso Betlemme, grazie al suo ricorso a silenzi e reticenze autoriali, possiede una prosa più affine al Truman Capote di A sangue freddo (1966).[12]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2002 Didion ha ricevuto il St. Louis Literary Award dalla Saint Louis University Library Associates.[13][14]

L'anno del pensiero magico ha vinto il National Book Award per la saggistica nel 2005[15] ed è stato definito "un capolavoro di due generi: memoir e giornalismo investigativo."[5]

Nel 2007 l'autrice ha ricevuto il Medal for Distinguished Contribution to American Letters[16] dalla National Book Foundation e l'Evelyn F. Burley Award dal Writers Guild of America.[17]

Nel 2009 le è stato conferito il titolo onorario di Dottore di Lettere dalla Harvard University.[18] L'università di Yale le ha conferito un altro titolo onorario di Dottore di Lettere nel 2011.[19] Il 3 Luglio del 2013, la Casa Bianca ha annunciato che Didion era tra i beneficiari della National Medal of Arts and Humanities, conferita dal presidente statunitense Barack Obama in persona.[20]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

  • Run, River (1963)
  • Play As It Lays (1970)
  • A Book of Common Prayer (1977)
  • Democracy (1984)
  • The Last Thing He Wanted (1996)

Saggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Slouching Towards Betlehem (1968)
  • The White Album (1979)
  • Miami (1987)
  • After Henry (1992)
  • Political Fictions (2001)
  • Where I Was From (2003)
  • Fixed Ideas: America Since 9.11 (2003, prefazione di Frank Rich)
  • Vintage Didion (2004, estratti selezionati di opere precedenti)
  • The Year of Magical Thinking (2005)
  • We Tell Ourselves Stories in Order to Live: Collected Nonfiction (2006, include i primi sette volumi delle raccolte di saggi)
  • Blue Nights (2011)

Opere teatrali[modifica | modifica wikitesto]

  • The Year of Magical Thinking (2006)

Sceneggiature[modifica | modifica wikitesto]

  • The Panic in Needle Park (1971)
  • Play As It Lays (1972) (basata sul suo romanzo)
  • A Star Is Born (1976)
  • True Confessions (1981)
  • Up Close & Personal (1996)

Traduzioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • Prendila così, trad. di Adriana Dell'Orto, Milano, Bompiani, 1978; Milano, Il Saggiatore, 2014. ISBN 9788842818373
  • Diglielo da parte mia, trad. di Adriana Dell’Orto, Milano, Bompiani, 1979; Roma, Edizioni E/O, 2013. ISBN 9788866323990
  • Democracy, trad. di Rossella Bernascone, Milano, Frassinelli, 1994; Roma, Edizioni E/O, 2014. ISBN 9788866325024
  • L'anno del pensiero magico. Monologo, trad. di Vincenzo Mantovani, Milano, Il Saggiatore, 2008. ISBN 9788856500066
  • Verso Betlemme. Scritti 1961-1968, trad. di Delfina Vezzoli, Milano, Il Saggiatore, 2008. ISBN 9788842814818
  • L'anno del pensiero magico, trad. di Vincenzo Mantovani, Milano, Il Saggiatore, 2008. ISBN 9788856500981
  • Blue nights, trad. di Delfina Vezzoli, Milano, Il Saggiatore, 2012. ISBN 9788842817574
  • The White Album, trad. di Delfina Vezzoli, Milano, Il Saggiatore, 2015. ISBN 9788842821472
  • Run river, trad. di Sarah Victoria Barberis, Milano, Il Saggiatore, 2016. ISBN 9788842822370

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Joan Didion Biography -- Academy of Achievement, su www.achievement.org. URL consultato il 3 ottobre 2016.
  2. ^ About Joan Didion, su TheJoanDidion.com. URL consultato il 4 maggio 2016.
  3. ^ Verso Betlemme | Il Saggiatore, in Il Saggiatore, 28 febbraio 2010. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  4. ^ a b c Jonathan Van Meter. "When Everything Changes". New York Magazine.
  5. ^ a b c "Seeing Things Straight: Gibson Fay-Leblanc interviews Joan Didion". Guernica, April 15, 2006.
  6. ^ Louis Menand. "Out of Bethlehem: The radicalization of Joan Didion" The New Yorker, August 24, 2015.
  7. ^ Joan Didion modella a sorpresa per Céline, in D - la Repubblica. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  8. ^ Anthea Gerrie, Interview: A stage version of Joan Didion's painfully honest account of her husband's death comes to London, in The Independent (London), 21 settembre 2007.
  9. ^ A Masterpiece of Literary Journalism: Joan Didion's Slouching towards Bethlehem - Feb. 2006, Volume 3, No.2 (Serial No. 26), Sino-US English Teaching, ISSN 1539-8072 (WC · ACNP), USA
  10. ^ Sandra Braman. "Joan Didion".
  11. ^ (EN) Louis Menand, Out of Bethlehem. The radicalization of Joan Didion., in New Yorker, 24 agosto 2015. URL consultato il 15 ottobre 2015.
  12. ^ Cinzia Scarpino, ‘I, the Implacable I’: l’opera di Joan Didion negli anni Settanta, in Enthymema, VII 2012.
  13. ^ Website of St. Louis Literary Award
  14. ^ Saint Louis University Library Associates, Saint Louis University Library Associates Announce Winner of 2002 Literary Award, lib.slu.edu. URL consultato il 25 luglio 2016.
  15. ^ 2005 National Book Awards Winners and Finalists, The National Book Foundation, su www.nationalbook.org. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  16. ^ "Distinguished Contribution to American Letters". National Book Foundation. Retrieved 2012-03-12.
    (With citation, introduction by Michael Cunningham, acceptance speech by Didion, and biographical blurb.)
  17. ^ New York Times: "A Medal for Joan Didion," Sept. 11, 2007
  18. ^ Ten honorary degrees awarded at Commencement, su Harvard Gazette.
  19. ^ Joan-Didion.info "Didion Receives Honorary Degree from Yale"
  20. ^ Tina Daunt, George Lucas, Joan Didion to Receive White House Honors.. The Hollywood Reporter, 2013-07-03

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tracy Daugherty, The Last Love Song: A Biography of Joan Didion, New York, St. Martin's Press, 2015, OCLC 910009193.
  • Marta Figlerowicz, Landscapes and Ladles: Joan Didion's Where I Was From, in Room One Thousand, vol. 2, 2014, OCLC 904937330.
  • Cinzia Scarpino, "I the Implacable I": l'opera di Joan Didion negli anni Settanta, in Enthymema, VII, 2012, pp. 453-472, OCLC 823343976.
  • Alexandra Wagner, “Confusions about the place and the way in which I grew up”: Place and Knowledge in Joan Didion’s Memoir Where I Was From, in COPAS : Current Objectives of Postgraduate American Studies, vol. 12, 2011, OCLC 851674151.
Controllo di autorità VIAF: (EN100261335 · LCCN: (ENn78089822 · SBN: IT\ICCU\CFIV\015053 · ISNI: (EN0000 0001 2103 3969 · GND: (DE118884131 · BNF: (FRcb11900149g (data)