Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate

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Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate
Battaglia cinque armate.png
Una scena del film
Titolo originale The Hobbit: The Battle of the Five Armies
Lingua originale inglese
Paese di produzione Nuova Zelanda, USA
Anno 2014
Durata 144 min[1] (versione cinematografica)
164 min[2] (versione estesa)
Rapporto 2.35:1
Genere fantastico, avventura, epico
Regia Peter Jackson
Soggetto J. R. R. Tolkien (romanzo)
Sceneggiatura Peter Jackson, Fran Walsh, Philippa Boyens, Guillermo del Toro
Produttore Peter Jackson, Carolynne Cunningham, Zane Weiner, Fran Walsh
Casa di produzione New Line Cinema, Metro-Goldwyn-Mayer, Warner Bros. Pictures, WingNut Films
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Pictures
Fotografia Andrew Lesnie
Montaggio Jabez Olssen
Effetti speciali Weta Digital
Musiche Howard Shore
Scenografia Dan Hennah
Costumi Ann Maskrey, Bob Buck
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate (The Hobbit: The Battle of the Five Armies) è un film fantasy del 2014 diretto da Peter Jackson e scritto dallo stesso regista con Fran Walsh, Philippa Boyens e Guillermo del Toro. Basato sulla parte finale del romanzo Lo Hobbit e sulle Appendici de Il Signore degli Anelli di J. R. R. Tolkien, è il terzo e conclusivo capitolo della trilogia de Lo Hobbit che funge da prequel alla trilogia de Il Signore degli Anelli. È preceduto da Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato (2012) e Lo Hobbit - La desolazione di Smaug (2013).

È prodotto da Metro-Goldwyn-Mayer, New Line Cinema, Wingnut Films e distribuito dalla Warner Bros. Pictures. In Italia è uscito il 17 dicembre 2014, con prime proiezioni notturne nazionali in diverse sale a partire da mezzanotte e un minuto[3][4][5]. Il film è uscito lo stesso giorno anche nelle sale degli Stati Uniti. Come i due precedenti capitoli, il film è distribuito in 2D, 3D, HFR 3D e IMAX 3D. Il film ha ottenuto una nomination agli Oscar 2015.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il terribile drago Smaug, infuriato a causa del tentativo del nano Thorin Scudodiquercia e della sua compagnia di eliminarlo, attacca Pontelagolungo. Il governatore della città, terrorizzato, tenta disperatamente di fuggire, portando con sé (con l'aiuto del fido Alfrid e delle guardie) tutto l'oro possibile a bordo di una barca. Nel frattempo, Bard riesce a scappare dalla prigione dove era stato rinchiuso e, arrampicatosi su una torre, prova (senza successo) ad uccidere il drago con arco e frecce. Raggiunto dal figlio Bain, che ha recuperato la Freccia Nera, Bard utilizza il ragazzo come appoggio per una balista improvvisata e colpisce il drago nel punto in cui il suo antenato Girion ne aveva scalfito la corazza decenni prima. Colpito a morte, Smaug muore agonizzante, e la sua carcassa cade sulla barca del governatore, uccidendo lui e le sue guardie. La mattina seguente, sulle sponde del lago, Alfrid, sopravvissuto al massacro, rischia di essere linciato dai superstiti (per aver aiutato il governatore a svuotare la tesoreria), ma viene salvato da Bard, il quale prende la guida dei concittadini sopravvissuti, conducendoli verso le rovine di Dale.

Nel mentre, i quattro Nani rimasti a Pontelagolungo prendono una barca per raggiungere i propri compagni alla Montagna Solitaria, ma prima Kíli dichiara il proprio amore all'elfa Tauriel, promettendole di tornare. Subito dopo, Tauriel viene raggiunta da Legolas e da un altro elfo, che le comunica il fatto che Thranduil l'abbia bandita dal suo reame. A questo punto anche Legolas rifiuta di tornare dal padre, e i due decidono di partire per Gundabad, per seguire le tracce dell'orco Bolg. Intanto, a Erebor, Thorin contrae "la malattia del drago" e, colto da una bramosia insaziabile, cerca ossessivamente l'Arkengemma. Bilbo, che è in realtà riuscito a prendere la preziosa pietra a Smaug, concorda con Balin sul fatto che trovare il gioiello non farebbe altro che aggravare la follia di Thorin. Intanto, vedendo che i sopravvissuti di Pontelagolungo hanno raggiunto Dale, Thorin ordina agli altri nani di murare l'entrata della Montagna, per proteggerne i tesori.

L'orco Azog, in marcia verso Erebor con il suo esercito, viene raggiunto da Bolg, che lo informa dell'intromissione di Legolas e Tauriel. Azog, preoccupato di un intervento militare degli elfi, invia Bolg a Gundabad per reclutare un'altra legione di orchi. Nel frattempo, il Bianco Consiglio salva Gandalf (in realtà tenuto prigioniero poiché in possesso di uno dei 3 anelli elfici) a Dol Guldur. Qui Sauron palesa il suo piano: conquistare la Montagna Solitaria per poter, da lì, controllare tutto il nord, rifondando il reame di Angmar e muovendo poi guerra all'intera Terra di mezzo. Tuttavia, dopo un lungo combattimento, Galadriel riesce a scacciare dalla fortezza Sauron e i suoi nove Spettri, usando la luce della stella di Eärendil. Dopodiché Saruman rassicura Elrond di come Sauron non abbia poteri senza il suo Anello, e del fatto che sarà lui stesso ad occuparsi del Signore Oscuro. Gandalf, che viene portato da Radagast (il quale gli dona anche il suo bastone) nella sua dimora a Rhosgobel, chiede a quest'ultimo di informare gli animali del suo bosco dell'imminente guerra e parte per Erebor, con l'intento di avvertire i nani.

Quando l'esercito di Thranduil arriva a Dale, questi si allea con Bard, poiché entrambi vantano diritti su una parte del tesoro di Erebor (il re degli elfi, in particolare, desidera delle bianche gemme di luce argentata). Volendo inizialmente evitare il conflitto, Bard cerca di trattare con Thorin, ma il nano non vuole sentire ragioni, e perciò elfi, uomini e nani si preparano alla guerra. Mentre i nani si apprestano alla battaglia, Thorin dona a Bilbo una cotta di mithril in segno della loro amicizia, confidandogli il sospetto che uno degli altri nani gli abbia rubato l'Arkengemma. Nel mentre, a Dale arriva Gandalf, il quale tenta inutilmente di dissuadere Thranduil e Bard dall'uso delle armi, mettendoli in guarda dell'imminente attacco degli orchi. Durante la notte, Bilbo abbandona di soppiatto la Montagna e consegna l'Arkengemma agli assedianti, in modo da rendere Thorin meno restio alle trattative. Il giorno successivo Thranduil e Bard, con le rispettive armate schierate, chiedono un'ultima volta a Thorin di consegnare loro quanto promesso in cambio dell'Arkengemma. Thorin rifiuta nuovamente, credendo che quella non fosse la vera Arkengemma. Tuttavia, Bilbo, tornato alla Montagna, confessa al nano di aver portato lui la pietra fuori da Erebor, con l'intenzione di evitare un'inutile battaglia, e Thorin,furibondo,tenta di ucciderlo.Gandalf raggiunti gli assedianti, dissuade Thorin dal fargli del male, permettendo allo hobbit di fuggire. Nel momento in cui Thorin è sul punto di cedere, inaspettatamente sopraggiunge, con un esercito di nani, Dáin, signore dei Colli Ferrosi e cugino di Scudodiquercia, da lui precedentemente (e segretamente) chiamato a difesa della Montagna. Nonostante gli sforzi di Gandalf per farlo ragionare, Dáin minaccia e attacca Thranduil e Bard, ma improvvisamente piomba sul campo di battaglia l'esercito di Azog (che ha superato le colline circostanti muovendosi in gallerie sotterranee scavate da enormi vermi, chiamati "mangiaterra") e non resta scelta per i contendenti che allearsi contro il comune nemico. Comincia così la battaglia dei cinque eserciti.

Quando Azog ordina ad una parte degli orchi di attaccare Dale, Gandalf, Bilbo, Thranduil e Bard (con i rispettivi eserciti) accorrono all'interno delle mura della città, per difenderla. L'esercito dei nani guidati da Dáin, invece, affronta il restante (e numeroso) esercito di orchi ai piedi della Montagna. Intanto Thorin è sopraffatto dalla follia, e durante i combattimenti rinuncia a scendere in campo, preferendo segregarsi con il tesoro e l'intera compagnia all'interno di Erebor, con il disappunto dei compagni. Tormentato dai sensi di colpa e dai rimproveri di Bilbo e del fidato Dwalin, il re nanico (dopo una visione onirica che gli mostrava la sua morte per mano dello stesso oro che tanto avidamente amava) torna in sé e decide di unirsi alla battaglia. Uscito da Erebor con una carica trionfale, in grado di motivare nuovamente l'esercito dei nani, Thorin si dirige con Dwalin, Fíli e Kíli verso Collecorvo, la torre da cui Azog comanda le sue truppe, per uccidere l'orco pallido e destabilizzare le forze avversarie. Gli altri membri della compagnia, invece, restano a combattere nella valle. A Dale, anche le donne e gli anziani si uniscono alla battaglia, mentre Bard si rende conto che non desidera governare il popolo di Pontelagolungo, rinunciando alla carica di governatore per prendersi cura della sua famiglia. Alfrid, avendo trovato dell'oro, preferisce fuggire, travestito da donna (in seguito morirà, catapultato nella bocca di un troll).

Legolas e Tauriel fanno ritorno da Gundabad, avvertendo Gandalf dell'imminente arrivo dell'esercito di Bolg. Pertanto Bilbo, noncurante dei rischi, accorre ad avvisare Thorin (ancora ignaro dell'altro esercito), usando l'Anello per attraversare invisibile la battaglia e raggiungere Collecorvo. Nel frattempo Thranduil, turbato dalle numerose perdite subite, vuole ritirare le truppe elfiche, scontrandosi però con Tauriel e il figlio Legolas, che non hanno intenzione di abbandonare nani e uomini al loro destino. I due elfi si dirigono quindi anch'essi a Collecorvo, in aiuto di Thorin, Kíli e gli altri.

Giunti a Collecorvo, il quartetto dei nani si separa per stanare Azog, ma Fíli viene quasi subito catturato e ucciso da Azog in un agguato, di fronte agli altri nani e a Bilbo. Subito dopo sopraggiunge anche Bolg che, dopo aver fatto perdere i sensi a Bilbo, affronta Tauriel e Kíli, il quale viene ucciso nello scontro, e davanti agli occhi di Tauriel. L'elfa, sconvolta, attacca Bolg e precipita con lui da un dirupo, ma l'orco sopravvive. Legolas, vedendo l'elfa in difficoltà, soggioga un troll, facendo crollare una torre di guardia che, fungendo da ponte, gli permette di raggiungere e duellare con Bolg. Intanto anche Thorin, in difficoltà con alcuni goblin mercenari, viene salvato dall'elfo, che ne trafigge uno scagliandogli in petto la spada Orcrist, recuperata poi dal nano. Poco dopo, Legolas uccide Bolg, infilzandolo alla testa con uno dei suoi pugnali elfici. Improvvisamente giungono in aiuto le aquile, insieme allo stregone Radagast e al mutapelle Beorn, che sbaragliano l'esercito di Gundabad, compresi i pipistrelli, e il grosso delle truppe degli orchi. Thorin intanto affronta il suo storico nemico Azog sul fiume ghiacciato di Collecorvo, riuscendo infine a ucciderlo, ma venendo a sua volta mortalmente ferito. Bilbo, rinvenuto appena in tempo, si riconcilia con l'amico nei suoi ultimi istanti di vita.

Legolas, turbato dagli avvenimenti recenti, decide di non tornare a Bosco Atro e il padre (che ha finalmente compreso che l'amore vale più delle gemme tanto agognate) gli consiglia di recarsi tra gli uomini dunedain, alla ricerca di un giovane dal grande destino, chiamato "Grampasso". Tauriel, in lacrime sul corpo di Kíli, viene perdonata dal re Thranduil, il quale riconosce che tra lei e il nano vi era vero amore. Mentre a Dale vi è la commemorazione in onore dei caduti, a cui partecipano Bard, la sua famiglia e tutti i cittadini sopravvissuti, a Erebor si svolgono i funerali di Fíli, Kíli e Thorin (sepolto con Orcrist e l'Arkengemma), oltre all'incoronazione di Dáin come nuovo Re sotto la Montagna.

Bilbo e Gandalf salutano i propri compagni d'avventura, e ripartono per la Contea. Prima di congedarsi da Bilbo ai confini della Contea, lo stregone gli confessa di sapere dell'anello magico in suo possesso (senza però conoscerne la vera natura) e lo mette in guardia sull'uso di tali artefatti magici. Al rientro a Casa Baggins, Bilbo scopre che i suoi beni vengono venduti all'asta e che lui è dato per morto: solo mostrando il contratto stipulato con i Nani tredici mesi prima riesce a convincere i presenti della sua identità e a rientrare nella sua casa ormai vuota, carico di cimeli (tra cui il bottino dei tre troll) e ricordi della sua avventura.

Sessant'anni dopo, Gandalf bussa alla porta di Casa Baggins, dove ci si appresta a festeggiare il centoundicesimo compleanno di Bilbo, ancora in possesso dell'Unico Anello.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Lo Hobbit (trilogia) § Personaggi.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Lo Hobbit (trilogia).

Le riprese si sono svolte in Nuova Zelanda, principalmente in concomitanza con le riprese dei primi due film della trilogia[6], dal 21 marzo 2011 al 6 luglio 2012 Inizialmente concepito e lavorato come un adattamento in due parti, il 30 luglio 2012 Peter Jackson annunciò al Comic-Con di San Diego, durante la presentazione del primo capitolo, che il progetto cinematografico de Lo Hobbit sarebbe diventata una trilogia. Con l'introduzione del terzo capitolo, i precedenti due film vennero quindi riadattati e rieditati in fase di montaggio, lasciando al terzo capitolo la narrazione dell'arrivo di Smaug a Pontelagolungo e dell'epica Battaglia dei Cinque Eserciti, per la quale, come accaduto nei due precedenti capitoli, è stato tratto materiale anche dalle Appendici de Il Signore degli Anelli. Le riprese aggiuntive vennero effettuate dal 10 maggio al 29 giugno 2013[7] e tornarono sul set la maggior parte degli attori. Quest'ultimo capitolo della trilogia dello Hobbit è il film con il budget più elevato di tutti e sei film sulla terra di mezzo e uno dei film più costosi mai realizzati: la cifra per la sua realizzazione è stata di circa 250 000 000 di dollari.

Nell'agosto 2012 il film venne sottotitolato There and Back Again (in italiano Racconto di un ritorno)[8], ma il 24 aprile 2014 Peter Jackson annunciò tramite la propria pagina Facebook che il sottotitolo del film sarebbe stato modificato in The Battle of the Five Armies (La Battaglia delle Cinque Armate).[9][10] In proposito, su Facebook, Jackson commentò tale scelta spiegando che Racconto di un ritorno era il titolo adatto per il secondo film di una saga in due parti, con l'arrivo di Bilbo a Erebor e il suo ritorno a casa. Ma con la divisione in tre film Bilbo arriva a Erebor nel capitolo centrale, ovvero ne La desolazione di Smaug, e quindi il titolo era divenuto ormai fuori luogo.[10] Anche Shaun Gunner, presidente della Tolkien Society, ha supportato il cambiamento di titolo affermando che La Battaglia delle Cinque Armate cattura molto meglio l'argomento del film e si collega molto bene all'essenza della storia.[11]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora è stata composta da Howard Shore, già compositore di quella della trilogia de Il Signore degli Anelli e dei precedenti capitoli de Lo Hobbit. La canzone per i titoli di coda è The Last Goodbye interpretata da Billy Boyd, Pipino nella precedente trilogia[12].

Disco uno

  1. Fire and Water - 5:57
  2. Shores of the Long Lake - 4:01
  3. Beyond Sorrow and Grief - 4:11 (extended version)
  4. Guardians of the Three - 5:47 (extended version)
  5. The Ruins of Dale - 3:39
  6. The Gathering of the Clouds - 5:52 (extended version)
  7. Mithril - 3:08
  8. Bred for War - 3:19
  9. A Thief in the Night - 4:14
  10. The Clouds Burst - 4:12
  11. Battle for the Mountain - 4:38

Disco due

  1. The Darkest Hour - 5:31
  2. Sons of Durin - 4:23
  3. The Fallen - 4:56
  4. Ravenhill - 5:47
  5. To the Death - 7:22 (extended version)
  6. Courage and Wisdom - 5:09
  7. The Return Journey - 4:16
  8. There and Back Again - 4:19
  9. Billy BoydThe Last Goodbye - 4:05
  10. Ironfoot - 6:11 (extended version)
  11. Dragon-Sickness (bonus track) - 3:51
  12. Thrain (bonus track) - 3:24

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il teaser trailer è stato distribuito online il 28 luglio 2014 dalla Warner Bros. dopo essere stato presentato in anteprima al San Diego Comic-Con International 2014.[13] Il 6 novembre è stato pubblicato il trailer ufficiale del film, che è stato distribuito nelle sale in allegato alle copie del film Interstellar di Christopher Nolan.[14]

Il film è stato distribuito nelle sale cinematografiche italiane e statunitensi dal 17 dicembre 2014 nei formati 2D, 3D, HFR 3D e in IMAX 3D.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Anche l'ultimo capitolo della trilogia cinematografica de Lo Hobbit si è rivelato un gran successo al botteghino, dominando la stagione natalizia. In tre settimane negli Stati Uniti il film ha raggiunto la cifra d'incassi di circa 220 milioni di dollari[15]. In Italia la pellicola ha conquistato il periodo natalizio, incassando nelle sale circa 12 milioni di euro in solo tre settimane, diventando così uno dei maggiori incassi cinematografici italiani del 2014.[16] A fine corsa il film ha incassato 255.119.788 dollari negli Stati Uniti, 700.000.000 dollari nel resto del mondo per un totale di 955.119.788 dollari[17].

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Differenze tra libro e film[modifica | modifica wikitesto]

Il film, pur basandosi sull'opera di Tolkien, in realtà si prende come ogni adattamento alcune licenze, mantenendo comunque lo spirito narrativo del libro. Le differenze con il libro, soprattutto nella seconda parte del film (in particolar modo riguardo alla battaglia e alle narrazioni affini, con i non secondari ruoli ricoperti da Tauriel e Legolas), rendono il terzo capitolo della trilogia quello più liberamente interpretato (e implementato) in sede cinematografica.

  • Nel libro, il Governatore sopravvive all'incendio della città e muore soltanto dopo che è fuggito nel deserto dopo aver rubato l'oro rimasto alla città; nel film, al contrario, il governatore muore ucciso da Smaug nell'attacco alla città e un ruolo simile è ricoperto dal suo consigliere Alfrid. Precedentemente, nel film il Governatore è visto scappare con alcune guardie e l'oro; ciò non accade nel libro, dove rimane con gli altri in città durante l'attacco del drago. Inoltre, nel film non vi è alcun cenno sulla ricostruzione di Pontelagolungo.
  • Bard, nel film, uccide Smaug con l'aiuto del figlio, che gli porta l'ultima freccia nera; ciò non avviene nel libro, dov'è invece il tordo (che aveva aiutato Bilbo ad individuare la porta segreta di Erebor) a suggerire quanto scoperto da Bilbo durante il dialogo con Smaug, ovvero la parte scoperta del dorso di Smaug, facilmente penetrabile dalla freccia.
  • I Nani, insieme a Bilbo, assistono all'attacco e alla caduta di Smaug ad Esgaroth; non così nel libro, dove sono inconsapevoli di quanto accaduto a Pontelagolungo, fin quando non si rendono conto, dal ritorno degli uccelli alla Montagna, della dipartita del drago.
  • Nel libro lo scontro tra il Bianco Consiglio e Sauron a Dol Guldur è solo accennato alla fine da Gandalf, mentre nel film è narrato direttamente. Questa sottotrama è narrata nelle appendici de Il Signore degli Anelli.
  • Nel libro, gli Elfi Silvani deviano la loro marcia e raggiungono gli Uomini del Lago, venendo incontro alla chiamata di soccorso di Bard. E sulle rive del Lago rimarrà gran parte della popolazione di Pontelagolungo insieme ad alcuni Elfi, mentre solo uomini d'armi e gli Elfi Silvani guidati dal loro Re marceranno verso Erebor, accampandosi nella Valle. Non così nel film, dove tutto il popolo, guidato da Bard, volge verso la Montagna; gli Elfi Silvani giungeranno in seguito e separatamente (portando solo allora ristoro per la popolazione disagiata di Pontelagolungo).
  • Nel film viene mostrato come Bilbo prenda l'Arkengemma durante il dialogo avuto in precedenza con Smaug, favorito dall'Anello. Nel libro, invece, la trova mentre rientra nelle sale principali di Erebor insieme agli altri Nani, durante l'assenza di Smaug. Inoltre il proposito di ricercare l'Arkengemma viene esplicato in seguito da Thorin (dopo che Bard e alcuni Elfi tentarono di parlamentare per la prima volta con Scudodiquercia) e non da subito, come avviene nel film. E nel film, la "malattia" di Thorin legata all'Arkengemma e al tesoro nanico è molto più approfondita rispetto al libro, ricoprendo un ruolo principale in questo terzo capitolo cinematografico: addirittura giunge ad accusare gli altri membri della Compagnia di tradimento (cosa assente nel libro).
  • Nella versione estesa del film, Bofur intuisce le intenzioni di Bilbo e lo lascia andare (pur non immaginando che lo Hobbit andrà a consegnare proprio l'Arkengemma a Elfi e Umani), dicendogli che Bombur, il prossimo nel turno di guardia, tarderà a prendere il suo posto; nel libro, invece, è lo stesso Bombur ad essere convinto da Bilbo a lasciarsi sostituire nel turno di guardia, così da poter lasciare Erebor inosservato.
  • Tauriel e Legolas sono assenti nel libro e, di conseguenza, tutte le scene con loro protagonisti sono invenzioni cinematografiche.
  • Nel film Thranduil si dimostra irragionevole, egoista ed avventato. Non così nel libro, dove il Re degli Elfi si dimostra piuttosto saggio, generoso con i sopravvissuti all'incendio della Città del Lago e stimato da tutti, anche da Bilbo.
  • Nel film è il solo Bard a presentarsi alla Porta Principale di Erebor per cercare di trovare un accordo con Thorin (mentre Thranduil era fin dal principio intenzionato ad attaccare i Nani: voleva riprendersi alcuni gioielli cari agli Elfi Silvani, cosa non menzionata esplicitamente nel libro); nel libro, invece, dopo una prima spedizione di Elfi che trovano la Porta Principale sbarrata, rendendosi così conto che i Nani erano sopravvissuti a Smaug, fa seguito una seconda spedizione, dove Bard è accompagnato da una schiera di Elfi.
  • Nel film Gandalf raggiunge Dale e avverte Thranduil e Bard dell'imminenete arrivo degli Orchi: ciò non è narrato esplicitamente nel libro, dove Gandalf si palesa a Bilbo quasi di soppiatto, solo dopo che lo Hobbit ha consegnato l'Arkengemma a Bard e Thranduil. Inoltre, Gandalf ordina a Bilbo di rimanere a Dale per la notte (cosa che non farà), non così nel libro.
  • Nel film gli Elfi, insieme agli Uomini del Lago (prima dell'arrivo di Dáin e degli Orchi) sono appostati in assetto di guerra di fronte alla Porta Principale di Erebor; non così nel libro, dove rimangono nell'accampamento, cominciando un assedio (e non avendo intenzione, perlomeno all'inizio, di attaccare direttamente Thorin e i suoi Nani).
  • Le tempistiche e le modalità dell'arrivo dei Nani di Dáin sono differenti tra libro e film: nel primo, passerà un giorno prima dell'arrivo dell'esercito dei Nani, che intimano ad Elfi e Umani di abbandonare lo spiazzo di fronte alla Montagna; inoltre Thranduil è restio ad entrare in guerra, forte della posizione del suo accampamento, d'ostacolo all'avanzata dei Nani verso la Montagna. Non così nel film: tutto accade in contemporanea, ed è direttamente Dáin a intimare ad Umani ed Elfi di abbandonare Erebor. Inoltre, nella versione estesa del film, inizialmente avviene uno scontro tra Elfi e Nani, cosa non accaduta nel libro.
  • Nel film Thorin, dopo aver accusato Bilbo di mancata lealtà, ordina agli altri Nani di buttarlo giù dalla Porta Principale; rifiutatisi, provvede lui stesso, prima dell'intervento di Gandalf; nel libro, invece, è direttamente Thorin stesso a voler buttare Bilbo al di là della barricata, senza ordinare ai compagni nani alcunché.
  • Nel film, all'armata degli Orchi sono aggiunti i Troll e i "Were-Worms" (chiamati "mangiaterra" nel doppiaggio italiano) e a comandare l'esercito non è il solo Bolg (il quale guida le legioni di Gundabad) ma anche Azog, poiché nella versione cinematografica egli è sopravvissuto alla battaglia di Azanulbizar. Nel libro, difatti, gli unici Orchi ad attaccare Erebor sono le legioni provenienti da Gundabad, guidate da Bolg, per vendicare la morte del Grande Goblin, che non aveva fatto altro che acuire il loro odio verso i Nani. Inoltre, nel film vengono citati i "Goblin": nel libro, invece, Tolkien (nell'Introduzione) afferma come la parola Goblin (e Hobgoblin, i più grandi) siano stati tradotti in "Orc", Orchi, nella lingua hobbit.
  • Nel libro si combatte solo nella Valle e, marginalmente, a Collecorvo, mentre nel film si combatte anche nelle rovine di Dale e Collecorvo è il punto in cui Azog e Bolg comandano le loro truppe.
  • Ci sono delle scene, assenti nel libro, che rendono molto bene la pazzia di Thorin: mentre infuria la battaglia, Dwalin, che gli è sempre stato fedele, cerca di convincerlo a combattere, ma Thorin si rifiuta e arriva quasi ad ucciderlo. Il nano comincia poi a vagare nella Montagna, sopraffatto dai sensi di colpa, e si immagina di essere risucchiato dall'oro, come era successo precedentemente a Smaug. Dopodiché, Thorin torna in sé e guida i suoi compagni in battaglia.
  • In generale, la Battaglia dei Cinque Eserciti è approfondita non come nel libro, occupando una parte rilevante del film, con l'inserimento di sottotrame nel libro assenti (derivate, soprattutto, dalla presenza di personaggi assenti nel libro come Azog, Tauriel e Legolas).
  • Nel libro, Bilbo viene colpito alla testa da un orco circa a metà della battaglia e perde i sensi, perdendosi così gran parte del conflitto (che gli verrà narrato successivamente). Nel film, Bilbo viene effettivamente colpito in testa da Bolg e sviene, e si riprende solo alla fine della battaglia, ma comunque nel film ha modo di assistere e partecipare a buona parte del confronto, giocando anche un ruolo importante (avvisa i suoi amici dell'armata di Bolg in arrivo dal nord). Inoltre, al risveglio, nel libro, Bilbo indossava l'Anello che lo rendeva invisibile: ciò ha fatto presumere la sua morte, fin quando si risveglia a Collecorvo.
  • Differentemente dal libro, Fíli e Kíli non muoiono per difendere lo zio ferito a morte, ma vengono uccisi rispettivamente da Azog e Bolg, che poi viene ucciso da Legolas, e Thorin viene colpito a morte da Azog, ma riesce comunque a uccidere per primo l'orco pallido, vendicando così il nonno e i nipoti. Tutto questo avviene a Collecorvo, e non nella Valle.
  • La morte di Thorin avviene a Collecorvo, mentre nel libro muore in accampamento, non prima di dare il suo ultimo saluto a Bilbo.
  • Nel romanzo, le Aquile non sono chiamate da Radagast (che non è presente nella battaglia) ma la scena è un omaggio al fatto che nel romanzo La Compagnia dell'Anello è proprio lo stregone bruno a chiamare le grandi aquile perché liberino Gandalf da Isengard dopo che questi è stato fatto prigioniero da Saruman; nell'edizione cinematografica di tale capitolo Radagast era invece assente e l'Aquila chiamata dal solo Gandalf.
  • Nel libro Beorn ha un ruolo chiave nel corso della battaglia: trasporta il morente Thorin fuori dal campo in cui essa avviene e uccide Bolg; inoltre, durante il viaggio di ritorno a casa di Bilbo, ospita nuovamente quest'ultimo e Gandalf in casa sua. Nel film tutto ciò non accade e la sua apparizione è ridotta ad un breve cameo sul finire della battaglia. Nel film, Beorn giunge al campo di battaglia trasportato dalle Aquile; nel libro, invece, vi arriva da solo, inaspettatamente.
  • Nella parte finale della versione cinematografica del film mancano i funerali di Thorin, Fíli e Kíli, nonostante venga menzionata da Tauriel la sepoltura di quest'ultimo. Questa narrazione è presente nella versione estesa del film, con inclusa l'incoronazione di Dáin come nuovo re di Erebor. Per quanto riguarda il destino dell'Arkengemma, nella versione cinematografica del film non se ne sa più nulla, mentre in quella estesa essa viene sepolta insieme a Thorin, come nel libro. Mancano anche nella versione estesa la spartizione dei tesori della Montagna Solitaria con il popolo di Dale e la restituzione delle gemme a Thranduil da parte di Bilbo.
  • Gandalf abbandona Bilbo al limitare della Contea; non così nel libro, dove lo accompagna fino a Casa Baggins. Nel film, la dichiarazione di morte presunta di Bilbo è facilmente superata dal contratto firmato da Bilbo con la Compagnia; nel libro, invece, ci vorranno anni affinché la vicenda legale si concluda in favore di Bilbo. Inoltre, al ritorno a casa, Bilbo ha modo di ritrovare i famosi cucchiaini di argento; cucchiaini che, nel libro, si danno per misteriosamente dispersi (nel primo capitolo della trilogia cinematografica un vecchio Bilbo afferma come la cugina Sackville-Baggins abbia, una volta, rubato tutta l'argenteria di casa sua, compresi i cucchiaini).
  • Nel film, prima di salutarsi, Gandalf dice a Bilbo che sa della scoperta di un anello magico fatta dallo Hobbit nelle caverne delle Montagne Nebbiose, cosa che ha notevolmente aiutato la sua "fortuna". Non sembra, però, che Gandaf abbia capito la reale natura dell'Unico (visto che ne Il Signore degli Anelli lo stregone rimane sorpreso, una volta appresa la notizia, seppur avesse da tempo intuito trattarsi di uno dei Grandi Anelli). Nel libro, Gandalf non era presente nel momento in cui Bilbo ha dovuto svelare la presenza dell'anello ai Nani, dopo l'attacco dei Ragni (cosa non rappresentata nel secondo film della trilogia); ma dal Prologo de Il Signore degli Anelli apprendiamo come Bilbo, al ritorno, avesse messo al corrente Gandalf (insieme a Frodo) dell'Anello ritrovato nelle caverne delle Montagne Nebbiose.

Versione estesa[modifica | modifica wikitesto]

Come già successo per la trilogia de Il Signore degli Anelli, Un viaggio inaspettato e La desolazione di Smaug, anche per questo film è stata realizzata un'edizione estesa, che contiene 20 minuti di scene aggiuntive rispetto a quella cinematografica. Essa è stata distribuita in Italia in digital download a partire dal 21 ottobre 2015 e in Blu-ray Disc 2D / 3D e DVD il 18 novembre 2015.

In questa versione, ci sono diverse scene inedite rispetto a quella cinematografica:

  • Mentre Bard corre sui tetti per raggiungere la torre, Smaug lo vede e cerca di ucciderlo, ma Bard riesce a scappare e si salva rimanendo aggrappato alla freccia infilata nel tetto.
  • A Dol Guldur, il guardiano delle segrete nota che Gandalf ha con sé Narya e, dopo avergli chiesto informazioni sugli altri due Anelli elfici, cerca di tagliargli la mano per prendersi l'Anello. Tuttavia, arriva Galadriel, che, dopo averlo minacciato, lo disintegra sfruttando il potere di Nenya. Inoltre, la battaglia tra Elrond, Saruman e i Nazgûl è più lunga.
  • Prima che Gandalf parta per Erebor, Radagast gli consegna il suo bastone, ritenendo che sia più utile per Gandalf che per lui. Tuttavia, Radagast avverte Gandalf che il bastone è difettoso.
  • Prima che Bilbo vada a Dale per consegnare l'Arkengemma a Bard e Thranduil, viene scoperto da Bofur: in un primo momento, Il Nano consiglia allo Hobbit di tornare nella Montagna, poi i due riflettono sul fatto che quelli che stanno passando siano giorni oscuri. Infine, Bofur si ricorda che Bombur ha il turno successivo di guardia e va a svegliarlo, quindi lascia andare Bilbo. Questa scena, oltre ad essere molto simile a quella del libro, mette in risalto il rapporto di fiducia che si è sviluppato tra Bilbo e Bofur durante la loro avventura.
  • Dopo che Bilbo è stato lasciato andare dall'infuriato Thorin, che si rifiuta di consegnare quanto promesso agli assedianti, Thranduil suggerisce a Bard di vendere la pietra a Echtelion di Gondor (padre di Denethor e nonno di Boromir e Faramir, personaggi de Il Signore degli Anelli), facendo infuriare ancora di più il Nano. A questo punto, Gandalf e Balin cercano di riportare Thorin alla ragione, senza successo.
  • L'arrivo di Dáin è molto diverso in questa versione: egli avanza da solo verso gli Uomini e gli Elfi, lasciandosi alle spalle il suo esercito, composto da fanteria, Nani in groppa ad arieti e carri trainati da arieti, e, come nell'edizione cinematografica, intima minacciosamente gli assedianti a lasciargli strada libera. Nonostante Gandalf cerchi di riportare tutti alla calma, Dáin ordina agli arieti di caricare, e Thranduil risponde facendo avanzare il suo esercito, e ordina a Bard di far ritirare i suoi uomini perché si occuperà lui dei Nani. Poi, gli arcieri elfici scagliano le frecce, cui i Nani rispondono con le baliste a ombrello che bloccano tutti i dardi dei nemici. Scoppia dunque una vera e propria guerra tra Nani ed Elfi, e alcuni rimangono uccisi. All'improvviso, arrivano i Mangiaterra, seguiti dagli Orchi: a questo punto, gli Elfi e i Nani cessano le ostilità, e si alleano contro il nemico comune. Nella versione cinematografica Dáin avanza con tutto l'esercito per trattare con Thranduil, ma l'esercito degli Orchi arriva prima che ci possa essere alcuno scontro ed entrambi gli eserciti si coalizzano immediatamente per affrontare la minaccia.
  • Dopo che Azog fa entrare i Troll, gli Elfi scagliano le frecce contro di loro. Poi, i Troll distruggono alcuni carri dei Nani.
  • In una scena successiva, Thranduil e Dáin combattono fianco a fianco nella valle.
  • Vengono mostrate alcune sequenze dalla Compagnia dei Nani sul campo di battaglia: alla fine, Bofur riesce a domare un Troll.
  • Dopo che Alfrid è stato smascherato, vediamo le donne e gli anziani combattere contro gli Orchi a Dale.
  • Quando Thorin incontra suo cugino Dáin nella valle, quest'ultimo lo intima a lasciar perdere Azog, ma Thorin gli risponde che lui è il loro Re, quindi deve andare a Collecorvo. Thorin a questo punto carica gli Orchi in groppa ad un ariete, seguito da Balin, Dwalin, Fíli e Kíli, che sono a bordo di un carro. Questi ultimi sono poi inseguiti da un Troll, che viene ucciso dal Troll che Bofur aveva precedentemente domato. In seguito, sono attaccati dai Mannari, e capiscono che non c'è più nulla da fare, quindi Balin intima gli altri a seguire Thorin a Collecorvo. Fíli, Kíli e Dwalin salgono in groppa agli arieti superstiti del carro e seguono Thorin a Collecorvo, mentre Balin uccide i Mannari con le frecce.
  • Gandalf è in difficoltà con un Troll perché si rende conto che il bastone è difettoso. Alfrid è nascosto lì vicino all'interno di una catapulta: una moneta gli cade dal vestito e finisce sul meccanismo di scatto, facendo catapultare Alfrid nella bocca del Troll. Entrambi rimangono quindi uccisi.
  • Bofur sta lottando contro un Orco, e finisce a terra. Viene quindi aiutato da Bifur, che dà una testata all'Orco: i due rimangono incastrati a causa dell'ascia che Bifur ha in testa, quindi Bombur li stacca prendendo l'Orco per i fianchi. Bofur fa notare a Bifur che ha perso l'ascia, ma in realtà l'ha presa Bombur: egli la restituisce a Bifur, ma questi non gradisce e la getta via (in questa scena, Bombur e Bifur parlano per la prima e unica volta).
  • Ad un certo punto, mentre si fa portare a Collecorvo da un pipistrello, Legolas è a testa in giù, e uccide alcuni Orchi con i suoi pugnali.
  • Lo scontro tra Legolas e Bolg è più violento: Legolas infila il pugnale nella mano del capo degli Orchi di Gundabad e, in seguito, affonda più profondamente la lama nella sua testa.
  • Ci sono più fotogrammi di Beorn in forma ursina che uccide gli Orchi.
  • Dopo la Battaglia, c'è la scena del funerale: Thorin è sul sepolcro, con l'Arkengemma e Orcrist sul petto, e accanto a lui ci sono Fíli e Kíli. Alla cerimonia partecipano anche Radagast e Beorn, tornato in forma umana. Bilbo piange disperato sul corpo di Thorin. Poi, Gandalf grida «Il Re è morto!», quindi Balin risponde «Lunga vita al Re!», e gli altri Nani ripetono «Lunga vita al Re!». Infine, viene inquadrato Dáin con la corona in testa.

Analogie con la trilogia de Il Signore degli Anelli[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Peter Jackson e Philippa Boyens sull’edizione estesa dello Hobbit: la Battaglia delle Cinque Armate!, hobbitfilm.it, 2 dicembre 2014. URL consultato il 19 aprile 2015.
  2. ^ Lo Hobbit: la Battaglia delle Cinque Armate Extended Edition, le date e il gift set! | HobbitFilm.it
  3. ^ Tutte le maratone e Sale HFR 3D per il capitolo definitivo, tolkienitalia.net, 1º dicembre 2014. URL consultato il 23 dicembre 2014.
  4. ^ BadTaste.it e HobbitFilm.it vi invitano alla Maratona dello Hobbit!, badtaste.it, 29 novembre 2014. URL consultato il 23 dicembre 2014.
  5. ^ Acquista qui i biglietti per la nostra maratona Hobbit di Roma!, badtaste.it, 4 dicembre 2014. URL consultato il 23 dicembre 2014.
  6. ^ (EN) Pip Bulbeck, 'Hobbit' Filming Finally Under Way in New Zealand, su The Hollywood Reporter, 20 marzo 2011. URL consultato il 21 marzo 2011.
  7. ^ (EN) Lo Hobbit: la battaglia delle cinque armate, imdb.com. URL consultato il 19 aprile 2015.
  8. ^ Pamela McClintock, Third 'Hobbit' Film Sets Release Date, in The Hollywood Reporter, 31 agosto 2012. URL consultato il 31 agosto 2012.
  9. ^ Lo Hobbit: Il terzo capitolo si intitolerà La battaglia delle cinque armate, su badtaste.it, 14 maggio 2014.
  10. ^ a b Ben Skipper, Hobbit Third Movie Renamed The Hobbit: The Battle of the Five Armies, International Business Times UK, 24 aprile 2014.
  11. ^ Shaun Gunner, The Battle of the Five Armies is the right name for the third Hobbit film, The Tolkien Society, 28 aprile 2014. URL consultato il 28 aprile 2014.
  12. ^ Svelata la tracklist della colonna sonora di Lo Hobbit: La Battaglia delle Cinque Armate, hobbitfilm.it, 1º novembre 2014. URL consultato il 19 aprile 2015.
  13. ^ Comic-Con 2014: il teaser trailer di Lo Hobbit: La Battaglia delle Cinque Armate!, su badtaste.it, 28 luglio 2014.
  14. ^ Lo Hobbit: la Battaglia delle Cinque Armate, il trailer finale in arrivo fra 3 giorni, badtaste.it. URL consultato l'11 gennaio 2015.
  15. ^ (EN) The Hobbit: The Battle of the Five Armies, boxofficemojo.com. URL consultato il 21 aprile 2015.
  16. ^ Box-Office Italia: Maleficent guida i maggiori incassi di un 2014 in calo, badtaste.it, 3 gennaio 2015. URL consultato il 19 aprile 2015.
  17. ^ (EN) The Hobbit: The Battle of the Five Armies, boxofficemojo.com. URL consultato il 21 aprile 2015.
  18. ^ Tutte le nomination agli Oscar 2015, ilpost.it, 15 gennaio 2015. URL consultato il 19 aprile 2015.
  19. ^ The 21st Annual Screen Actors Guild Awards, Sag Awards. URL consultato l'11 gennaio 2015.
  20. ^ Critics’ Choice Movie Awards, Critic's Choice Awards. URL consultato l'11 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale l'8 gennaio 2015).
  21. ^ Critics’ Choice Awards – "Interstellar", "Lo Hobbit: la battaglia delle cinque armate" e "Vizio di forma" tra i candidati, warnerbros.it. URL consultato l'11 gennaio 2015.
  22. ^ The 2015 BAFTA Nominations Are Here, empireonline.com. URL consultato l'11 gennaio 2015.
  23. ^ (EN) 2015 Saturn Awards: Captain America: Winter Soldier, Walking Dead lead nominees, ew.com. URL consultato il 24 agosto 2015.
  24. ^ (EN) Full List of 2015 Saturn Awards Winners - Dread Central, dreadcentral.com. URL consultato il 26 giugno 2015.
  25. ^ Kids Choice Awards 2015: Ecco tutti i vincitori!, su www.gingergeneration.it. URL consultato il 20 aprile 2015.
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  28. ^ (EN) MTV Movie Awards 2015 Winners, mtv.com, 12 aprile 2015. URL consultato il 19 aprile 2015.
  29. ^ (EN) Variety Staff, Teen Choice Awards 2015 Winners: Full List, variety.com. URL consultato il 23 agosto 2015.

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