Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello

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Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello
Il Signore degli Anelli 003.JPG
L'Unico Anello in una scena del film
Titolo originaleThe Lord of the Rings: The Fellowship of the Ring
Paese di produzioneNuova Zelanda, Stati Uniti d'America
Anno2001
Durata178 min (versione cinematografica)[1]
208 min (versione estesa)[2]
228 min (versione estesa blu-ray)
Rapporto2,40:1
Genereepico, fantastico, avventura, drammatico
RegiaPeter Jackson
SoggettoJ. R. R. Tolkien (romanzo)
SceneggiaturaPeter Jackson, Fran Walsh, Philippa Boyens,
ProduttorePeter Jackson, Fran Walsh, Barrie M. Osborne, Tim Sanders
Produttore esecutivoRobert Shaye, Michael Lynne, Mark Ordesky, Bob Weinstein, Harvey Weinstein
Casa di produzioneNew Line Cinema, WingNut Films
Distribuzione in italianoMedusa Film
FotografiaAndrew Lesnie
MontaggioJohn Gilbert
Effetti specialiWeta Digital
MusicheHoward Shore
ScenografiaGrant Major
CostumiNgila Dickson, Richard Taylor
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello (The Lord of the Rings: The Fellowship of the Ring) è un film fantasy del 2001 diretto da Peter Jackson.

Tratto dall'omonima prima parte del romanzo di J. R. R. Tolkien,[3] è il primo lungometraggio della trilogia del Signore degli Anelli, seguito da Il Signore degli Anelli - Le due torri e da Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re, basati sul secondo e terzo volume dei romanzi.

Uscì nelle sale negli Stati Uniti il 10 dicembre 2001 e in Italia il 18 gennaio 2002. La Special Extended Edition fu rilasciata in DVD il 12 novembre 2002 e in Blu-ray Disc il 28 giugno 2011.

Le riprese iniziarono a ottobre 1999, in concomitanza con quelle del secondo capitolo e si svolsero in Nuova Zelanda, in molti set sparsi per la nazione.[4] La sceneggiatura fu scritta da Peter Jackson, da sua moglie Fran Walsh e da Philippa Boyens[4]. La colonna sonora fu composta da Howard Shore, presente anche nei successivi capitoli.

Acclamato dalla critica[5] e dal pubblico,[6] che lo considerarono un punto di riferimento per il cinema e un successo del genere dei film fantasy, ottenne vari riconoscimenti tra cui 4 premi Oscar su 13 candidature e 4 British Academy Film Awards; incassò oltre 871 milioni di dollari e fu il secondo film con il maggior incasso del 2001 dopo Harry Potter e la Pietra Filosofale, nonché il terzo film con maggiori incassi nella storia del cinema.

Nel 2007, l'AFI lo inserì al cinquantesimo posto nella classifica dei cento migliori film statunitensi di tutti i tempi[7] e al secondo posto nella classifica dei dieci migliori film fantasy di tutti i tempi nell'AFI's 10 Top 10 della American Film Institute[8][9]. Il film occupa il 24º posto nella lista del 2008 dell'Empire dei 500 migliori film di tutti i tempi.[10]

Tre prequel intitolati Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato, Lo Hobbit - La desolazione di Smaug e Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate tratti dal romanzo Lo Hobbit di J.R.R. Tolkien, uscirono rispettivamente nel 2012, 2013 e 2014[11].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel prologo del film si narra della Seconda Era, in cui sono stati forgiati gli anelli, spiegando come lo hobbit Bilbo Baggins sia infine entrato in possesso dell'Unico Anello. La prima parte del prologo narra dei 19 anelli che il malvagio Sauron, l'Oscuro Signore di Mordor ha donato alle razze della Terra di Mezzo: sette anelli sono stati dati ai nani, tre agli elfi e nove ai re degli uomini; tutti questi, però, sono stati ingannati dall'Oscuro Signore, il quale ne forgiò uno, l'Unico Anello, con lo scopo di dominare tutti gli altri. Nella battaglia contro Sauron, Isildur, figlio del re degli uomini Elendil, taglia a Sauron il dito al quale è infilato l'Unico Anello, ottenendo così un'insperata vittoria. Impossessatosi dell'Anello, si lascia però irretire dal potere malefico in esso contenuto e non ascolta il consiglio del re degli elfi Elrond, che gli dice di gettarlo nella bocca del vulcano su Monte Fato per sconfiggere definitivamente il nemico. Questa scelta gli costerà la vita e porterà alla rovina la razza degli uomini, mentre vengono così perse le tracce dell'Anello, che viene in seguito ritrovato dalla misteriosa creatura Gollum. Anche l'infelice essere viene irretito dal malvagio potere di Sauron, ed infine smarrisce l'Anello nelle profondità dei cunicoli degli orchi sotto le Montagne Nebbiose (forse per volontà dell'oggetto stesso), che viene poi ritrovato da Bilbo Baggins. La storia comincia con i preparativi per il compleanno di Bilbo, impegnato nella stesura della sua autobiografia: Andata e ritorno. Nel frattempo si avvicina al villaggio di Hobbiville il potente stregone Gandalf il Grigio, anch'egli invitato ai festeggiamenti in quanto amico di lunga data del vecchio hobbit. Durante la festa, Bilbo indossa davanti a tutti gli ospiti l'Anello e scompare, con l'intenzione di andare a Gran Burrone e non farsi ritrovare mai più. Prima della partenza, però, viene convinto da Gandalf a lasciare l'Anello al giovane nipote Frodo. Dopo qualche tempo Gandalf torna ad Hobbiville e studia l'Anello, scoprendo la sua origine. La natura del sinistro monile è confermata indiscutibilmente quando gettandolo nel fuoco al suo interno compare l'incisione in Linguaggio Nero che Gandalf traduce: "Un anello per domarli tutti, un anello per trovarli, un anello per ghermirli e nell'oscurità incatenarli". Gandalf riferisce a Frodo che Sauron è 'tornato spiritualmente' in cerca dell'Anello: per questo motivo ha inviato i 9 Spettri dell'Anello, i Nazgûl, a Hobbiville. Frodo, su suggerimento di Gandalf, decide di partire per il villaggio di Brea per non far trovare l'Anello al nemico. Con lui parte anche il suo giardiniere Samvise Gamgee, mentre Gandalf si dirige ad Isengard, presso il capo dell'ordine degli stregoni Saruman il Bianco, per riferirgli i fatti in corso. Tuttavia, Saruman ha visto quanto sta accadendo tramite il Palantír, la pietra veggente, e ha deciso di schierarsi dalla parte dell'Oscuro Signore. Ignaro di ciò, Gandalf si reca da lui per informarlo degli eventi, ma Saruman cerca di indurlo ad allearsi a lui. Nasce uno scontro da cui Gandalf esce sconfitto ed è imprigionato nella torre di Orthanc. Saruman crea un esercito di Orchi (più precisamente, gli Uruk-hai, fisicamente molto più potenti dei normali Orchi) al servizio di Sauron; nel frattempo Gandalf scappa grazie all'aiuto di Gwaihir, una delle Grandi Aquile. Durante il viaggio, Frodo e Sam incontrano due loro congiunti, Meriadoc Brandibuck e Peregrino Tuc, che si uniscono al loro viaggio; purtroppo sono intercettati ed inseguiti dai Cavalieri Neri, ma riescono comunque a raggiungere la locanda del Puledro impennato a Brea, e lì attendono, invano, l'arrivo di Gandalf. Nella locanda vengono adocchiati da uno dei raminghi conosciuto come Grampasso. Frodo, per sbaglio, indossa l'Anello per la prima volta, diventando invisibile: tutto quello che lo circonda assume un aspetto distorto, circondato da una mistica nebbia. I Cavalieri Neri, attirati dalla forza magica dell'Anello, si dirigono a Brea per ucciderlo, ma Frodo e i suoi amici vengono salvati dall'intervento di Grampasso. Il ramingo, allora, si unisce agli Hobbit per accompagnarli a Gran Burrone da Elrond; durante la sosta a Colle Vento sono raggiunti dai Nazgûl, il cui capo ferisce Frodo con un pugnale di Morgul, e solo l'intervento di Grampasso, che li respinge con il fuoco, evita conseguenze ancor più gravi. Ad aiutare Frodo, che sta male dopo la pugnalata ricevuta, arriva la principessa Arwen, figlia di Elrond, che con il suo cavallo lo conduce a Gran Burrone proteggendolo dai nove spettri: qui Elrond lo cura e qui Frodo, al suo risveglio, incontra Gandalf, i suoi amici Hobbit, e suo zio Bilbo (che, una volta lasciato l'Anello, è invecchiato inesorabilmente). Il Consiglio di Elrond si riunisce a Gran Burrone, con rappresentanti di tutte le razze, tra cui Gimli per i Nani, Legolas per gli Elfi e Boromir per gli Uomini. Prima che si tenga il Consiglio, Arwen annuncia a Grampasso di voler rinunciare alla sua immortalità per vivere da mortale con lui che cerca invano di dissuaderla. Il Consiglio decide, con evidente disappunto di Boromir, di distruggere l'Anello portandolo a Mordor e gettandolo nel Monte Fato, dove è stato forgiato. Frodo si offre volontario per compiere la missione ed a lui si uniscono Gandalf, Grampasso (che nel frattempo si è rivelato come Aragorn, erede di Isildur e del trono di Gondor), Legolas, Gimli, Boromir, Sam, Merry e Pipino: è questa la compagine che prenderà il nome di Compagnia dell'Anello. Bilbo regala a Frodo due oggetti magici, che lo aiuteranno nel corso del suo viaggio: Pungolo, una spada incantata la cui lama s'illumina non appena ci sono Orchi nelle vicinanze ed una corazza fatta di mithril, un metallo dei nani caratterizzato da straordinaria leggerezza e grande resistenza. La strada scelta per arrivare alla meta è inizialmente la Breccia di Rohan, da cui la Compagnia devierà poi per l'angusto passo di Caradhras. Alla fine gli ostacoli posti da Saruman costringeranno il gruppo a passare per le miniere di Moria, regno di Balin, cugino di Gimli. Giunti alle miniere, dopo aver superato il pericoloso Osservatore nell'acqua, scoprono che tutti i nani delle miniere sono stati sterminati dai Goblin. Durante il viaggio, Frodo e Gandalf si accorgono che la Compagnia è seguita da Gollum (che, in un primo momento imprigionato a Barad-dûr, fortezza di Sauron, ne è evidentemente stato rilasciato). La compagnia giunge alla Tomba di Balin, dove viene attaccata dai Goblin e da un Troll delle caverne e, dopo averli sconfitti, si recano al ponte di Khazad-dûm, dove li aggredisce il Flagello di Durin, un Balrog, uno dei Maia caduti nella corruzione di Morgoth: l'unico che è in grado di affrontarlo è solo Gandalf che, per salvare la Compagnia, si scontra con lui fin quando non distrugge il ponte facendolo precipitare nelle viscere della montagna, ma il mostro usa la sua frusta infuocata per portarlo con sé. Aragorn assume il comando della Compagnia che guida al bosco di Lothlórien, regno di sire Celeborn e della dama della luce Galadriel. È qui che Boromir comincia a nutrire dei dubbi sull'esito della missione, mentre Frodo vede attraverso lo specchio magico di Galadriel la distruzione della Contea da parte degli Orchi e la terribile prigionia che aspetta i suoi compagni in caso di fallimento. Le dolorose sensazioni causate dalla visione lo accompagneranno per il resto del viaggio. La Compagnia lascia il regno di Galadriel con gli omaggi ricevuti dagli elfi e continua il viaggio in canoa, lungo il fiume. Nel frattempo gli Uruk-hai di Saruman, comandati dal loro capo Lurtz, sono sulle tracce della Compagnia, con l'ordine di catturare tutti gli Hobbit e portarli al cospetto dello stregone. Mentre si riposano sulla sponda del fiume, Boromir, offuscato nella ragione dalla vicinanza con l'Anello, tenta di rubarlo, ma Frodo, impaurito, lo indossa. Intanto sopraggiungono gli Uruk-hai ed il primo ad affrontarli è Aragorn, che consente così a Frodo, che aveva già in animo di proseguire da solo, di fuggire. In suo aiuto giungono anche Legolas e Gimli. Durante la sua fuga Frodo s'imbatte in Merry e Pipino, i quali richiamano l'attenzione degli Uruk-hai per salvarlo e permettergli di proseguire la sua missione. Nel frattempo Boromir li raggiunge per aiutarli tentando di riscattarsi dall'aver assalito Frodo, abbattendo numerosi Uruk-hai, venendo però trafitto da Lurtz con numerose frecce. Nonostante l'arrivo di Aragorn che, dopo un feroce combattimento con Lurtz, riesce finalmente ad uccidere l'Uruk, Boromir non riesce a salvarsi, e il gruppo non può nulla per impedire che Merry e Pipino vengano rapiti. Nel frattempo, Frodo, deciso a proseguire la missione da solo, sale su una delle canoe, ma il fido Sam, per mantenere la parola data a Gandalf, non vuole abbandonarlo e così proseguono il viaggio insieme. L'ultima scena, tratta dal primo capitolo de Le due torri, vede Aragorn, Legolas e Gimli che decidono di andare alla ricerca degli hobbit rapiti (Merry e Pipino).

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Prima dell'inizio delle riprese, l'11 ottobre 1999, i principali attori si sono allenati per sei settimane nel combattimento con la spada (con Bob Anderson), nell'andare a cavallo ed in barca. Jackson sperava che tali attività avrebbero permesso al cast di legare in modo che la chimica tra di essi fosse evidente sullo schermo e così facendo voleva farli abituare anche alla vita a Wellington.[12][13] Gli attori, inoltre, vennero istruiti anche a pronunciare correttamente i versi narrati nell'opera di Tolkien[14]. Dopo le riprese, i nove membri del cast, che hanno interpretato la Compagnia, si sono fatti tatuare la parola inglese "nove", scritta in Tengwar, con l'eccezione di John Rhys-Davies, la cui controfigura, invece, si è fatto il tatuaggio.[15] Il film è noto per un cast d'ensemble, ed alcuni di essi sono:

Elijah Wood nel 2009
Sir Ian McKellen nel 2010
  • Sir Ian McKellen, interpreta Gandalf il Grigio: un mago Istari e mentore di Frodo. Per la parte era stato inizialmente avvicinato dalla produzione anche Sean Connery, però l'attore scozzese ha rifiutato la parte perché non intendeva stare diciotto mesi in Nuova Zelanda e anche perché lui stesso ha affermato di non essere mai riuscito a capire i romanzi di J.R.R. Tolkien[22]. Patrick Stewart, invece, rivelò di aver rifiutato il ruolo poiché non aveva capito la sceneggiatura[23]. McKellen venne così assunto. L'attore ha dichiarato di aver recitato ispirandosi al modo di parlare di Tolkien stesso (come fece lo scrittore per la parlata di Barbalbero, si dice ispirata a C.S. Lewis)[24].
Sean Astin nel 2006

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Origini del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Peter Jackson, regista, produttore e sceneggiatore del film.

Già in tenera età, Jackson aveva avuto modo di apprezzare il romanzo Il Signore degli Anelli dopo aver guardato la versione cinematografica animata del 1978 di Ralph Bakshi[30]. Il film entusiasmò il regista[31] al punto da spingerlo a leggere parti del romanzo[32] durante un viaggio di dodici ore da Wellington ad Auckland quando aveva diciotto anni[33][34].

«Lessi il libro quando avevo 18 anni e la prima cosa che pensai fu: "Non vedo l'ora che ne traggano un film". Ho atteso questo momento per 20 anni.»

(Il regista Peter Jackson[33].)

Dopo che la Universal Studios rifiutò il remake di King Kong proposto da Jackson, il regista decise di dirigere l'adattamento cinematografico del romanzo di Tolkien. Iniziò, quindi, a scrivere la sceneggiatura insieme a sua moglie e ad altri sceneggiatori[4]. La casa di produzione Miramax Films impose a Jackson di dirigere l'adattamento in un unico film, ma il regista ottenne di girarlo in due parti. Quando la produzione del film andò oltre i limiti del budget imposto, la New Line Cinema ne rilevò la titolarità e, credendo fino in fondo nel progetto, ampliò la trasposizione del libro da due a tre film, per rispettare meglio i tempi della saga di Tolkien[35]. La fase di pre-produzione della trilogia dei film si è avviata nel 1997 ed è durata quasi tre anni poiché realizzare una trilogia con un budget richiesto così elevato era molto difficile ed impegnativo per molte case di produzione in quei tempi. Le riprese del primo e secondo film (girati insieme) sono iniziate ufficialmente l'11 ottobre 1999 e sono terminate il 22 dicembre 2000.

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

Peter Jackson e sua moglie Fran Walsh iniziarono a scrivere la prima sceneggiatura subito dopo l'abbandono del progetto del remake di King Kong[4]. Per semplificare il lavoro, Jackson e sua moglie chiesero alla Botes Costa di scrivere una sinossi del libro che avrebbero poi letto. La prima sceneggiatura dell'opera, corrispondente a La Compagnia dell'Anello, presentava molte differenze con la sceneggiatura finale ed aveva più punti in comune con il libro di Tolkien[4]. Tra le numerose differenze ci sono: la visita ad Edoras di Gwaihir e Gandalf dopo la fuga da Isengard, Gollum attacca Frodo quando la compagnia è ancora unita, Maggot, Glorfindel, Radagast, Elladan ed Elrohir sono presenti nella sceneggiatura, Bilbo assiste al Consiglio di Elrond e Sam si guarda nello specchio di Galadriel[4].

Durante la metà del 1997[35] Jackson e Walsh iniziarono a rimaneggiare la sceneggiatura insieme a Stephen Sinclair[4] e il suo partner, Philippa Boyens, il quale si disse un grande fan del libro[35]. Dopo 13-14 mesi[35], il gruppo concluse due sceneggiature[35], rispettivamente di 144 e 147 pagine. Sinclair lasciò il progetto a causa di alcuni obblighi teatrali. I cambiamenti rispetto alla prima sceneggiatura sono molti: "Sam non sa nulla dell'Anello inizialmente, contrariamente a Pipino e Merry che in seguito lo scopriranno e si offriranno volontariamente di seguire l'amico nel suo viaggio[4]. La fuga di Gandalf da Isengard è vista attraverso vari flashback, mentre le scene riguardo Lothlórien sono completamente assenti[4]. Denethor assiste al Consiglio di Elrond insieme a Boromir, suo figlio[4]. Un'altra scena, completamente inventata ed assente nel libro, vedeva Arwen, durante la fuga con Frodo, uccidere il Re stregone[4].

La terza versione della sceneggiatura risultò quella finale, ma tuttavia presentava, come ogni adattamento, alcune licenze. Ad esempio i cambiamenti della personalità di alcuni protagonisti, oppure la mancanza di alcuni personaggi importanti, tra cui Tom Bombadil. Il finale del film, invece, è tratto dal primo capitolo de Le due torri, ovvero capitolo in cui Aragorn, Legolas e Gimli trovano Boromir in fin di vita (che gli racconta della cattura di Pipino e Merry) e decidono in seguito di andare alla ricerca degli hobbit rapiti dagli Uruk-hai.

Design, ambientazione ed effetti speciali[modifica | modifica wikitesto]

John Howe, scenografo del film.

«All'inizio sarei dovuto restare laggiù [Nuova Zelanda] per circa 20 settimane, ma questo accadeva due anni e mezzo fa!»

(Alan Lee[33].)

Il design della Terra di Mezzo è stato progettato a partire dal 1997[36]. Jackson voleva che l'ambientazione del film fosse molto realistica[37]. Alan Lee e John Howe vennero assunti nel mese di novembre dello stesso anno, cominciando a creare l'ambientazione del film e le rispettive razze[37][38]. Jackson incontrò Lee per la prima volta a Dartmoor, nel Regno Unito, dove riuscì a convincerlo a partecipare al film[33]. Howe era un famosissimo illustratore ed aveva già illustrato parecchie scene tratte dal racconto di Tolkien che avrebbero, poi, contribuito all'ambientazione del film[33]. Insieme a Peter Jackson, i due scenografi si riunirono a Matamata, nell'Isola del Nord, nella quale ricrearono l'ambientazione di Hobbiville. Jackson aveva a cuore Hobbiville, poiché avrebbe dovuto simboleggiare quanto Frodo vuole proteggerla[33].

Il film è caratterizzato da un ampio utilizzo di effetti speciali assolutamente innovativi e di modellini e diorama, sviluppati interamente dalla Weta Digital e dalla Weta Workshop, società cinematografiche fondate da Peter Jackson stesso. La grafica computerizzata, in particolare, è stata molto usata, sia nelle piccole ambientazioni (ad esempio la creazione del personaggio di Gollum, anche se in questo film il personaggio compare brevemente e sarà perfezionato nel sequel) che in altre scene: la scena della visione di Frodo sul seggio, gli Argonath sulle sponde dell'Anduin e la scena della battaglia iniziale tra Uomini-Elfi e orchi, per la quale sono state programmate migliaia di comparse digitali, in modo tale che avessero una discreta autosufficienza di movimento ed azione. Il set finale di Amon Hen, invece, presenta diverse curiosità, poiché le scenografie digitali sono pochissime. Il set, infatti, è stato costruito interamente in polistirene.

Il 1º aprile 1999, Ngila Dickson venne assunta come costumista. Insieme a circa 40 sarte, Dickson progettò circa 19 000 costumi[39].

Riprese e location[modifica | modifica wikitesto]

Il film, come tutto il resto della trilogia cinematografica, è stato girato in Nuova Zelanda, in molti set sparsi per la nazione. Quello più particolare è lo scenario creato nella località di Matamata, nell'Isola del Nord, nella quale è stata ricreata l'ambientazione di Hobbiville; oggi la cittadina espone il cartello "Benvenuti a Hobbiville", all'ingresso, attirando così un discreto turismo di settore.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

The Fellowship of the Ring
ArtistaHoward Shore
Tipo albumColonna sonora
Pubblicazione2001
Durata71:29
Dischi1
Tracce18
GenereColonna sonora
EtichettaReprise Records
ProduttoreHoward Shore
RegistrazioneNew Line Cinema
Certificazioni
Dischi d'oro5
Dischi di platino1
Il compositore Howard Shore.

La colonna sonora del film (e dei suoi seguiti) è stata composta da Howard Shore, in questo film alla sua prima collaborazione con Peter Jackson. Shore dice riguardo alla sua collaborazione nel film «Devo ammettere che alle volte mi sono sentito come Frodo, con il peso dell'Anello nella tasca del mio gilè ma, pagina dopo pagina e poi nota dopo nota, sono riuscito a scoprire il complesso mondo di Tolkien.»[40]. Il compositore, contrariamente a quanto ha fatto nei due séguiti, ha lavorato alla colonna sonora di questo primo film per quasi un anno. La colonna sonora è stata eseguita al London Philharmonic e al New Zealand Symphony ed è caratterizzata principalmente da voci soliste[40].

Due canzoni originali, "The Council of Elrond" (Aníron) (le cui parole sono state scritte da Roma Ryan[41]) e il tema dei titoli di coda "May It Be", sono stati composti e cantati da Enya[42]. Quest'ultima ha ottenuto due nomination per la Miglior Canzone Originale al Premio Oscar[43] e al Golden Globe[44] nel 2002.

Edward Ross ha partecipato alla colonna sonora cantando la canzone "In Dreams", composta da Shore[45].

L'album raggiunse la seconda posizione nelle classifiche Ö3 Austria Top 40 ed in Finlandia, la terza nella Media Control Charts (dove rimane in classifica 34 settimane), la sesta in Danimarca e nella Sverigetopplistan, la settima nella Ultratop e nella MegaCharts (dove rimane in classifica 39 settimane), l'ottava nella ARIA Charts e nella Swiss Music Charts e la decima nella Official Albums Chart.

Lista delle tracce[modifica | modifica wikitesto]

1. "The Prophecy" 3:55
2. "Concerning Hobbits" 2:55
3. "The Shadow of the Past" 3:32
4. "The Treason of Isengard" 4:00
5. "The Black Rider" 2:48
6. "At the Sign of the Prancing Pony" 3:14
7. "A Knife in the Dark" 3:34
8. "Flight to the Ford" 4:14
9. "Many Meetings" 3:05

10. "The Council of Elrond" 3:49
11. "The Ring Goes South" 2:03
12. "A Journey in the Dark" 4:20
13. "The Bridge of Khazad-dûm" 5:57
14. "Lothlórien" 4:33
15. "The Great River" 2:42
16. "Amon Hen" 5:02
17. "The Breaking of the Fellowship" 7:20
18. "May It Be"

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 aprile 2001 è stato presentato il primo trailer del film.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il primo capitolo del film tratto dalla saga di Tolkien è stato subito record d'incassi: il film ha incassato a livello internazionale 871 530 324 $, di cui 315 544 750 $ nelle sale statunitensi[6]. In Italia il film ha venduto biglietti per un totale di 21 430 427 €.[46].

Il film ha ricevuto recensioni positive da parte della critica cinematografica. Il sito Rotten Tomatoes ha riportato una percentuale di gradimento del 91%[5].

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Edizione home video[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato pubblicato dalla New Line Cinema in DVD e in produzione limitata in VHS ad agosto 2002. In DVD è stato pubblicato in edizione Widescreen, con 7 minuti in meno rispetto alla versione cinematografica, poiché sono stati effettuati alcuni tagli di regia esclusivamente nei titoli di coda. La seconda edizione è la versione estesa del film che consta di trenta minuti in più rispetto a quella cinematografica ed è uscita a novembre 2003. Il film in versione estesa contiene ulteriori scene inedite ed è diviso in due tempi su due dischi, per un totale di quattro totali (gli altri due contengono extra). La versione cinematografica Blu-ray del film è uscita negli Stati Uniti il 14 settembre 2010[47], mentre la versione estesa è uscita il 28 giugno 2011[48]. Sebbene non contenga scene inedite, l'edizione estesa in alta definizione dura venti minuti in più rispetto all'edizione estesa in DVD. Essa, infatti, include nei titoli di coda anche i nomi di tutti membri dei più noti fan club internazionali dedicati alla Terra di Mezzo che hanno partecipato al progetto di diventare "produttori associati accreditati" per la pubblicazione dell'edizione estesa in Blu-ray della trilogia. Questa iniziativa venne lanciata della Warner Bros. nel 2010.

Scene aggiunte nell'Extended Edition[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel prologo, vediamo che Isildur indossa l'Anello e si tuffa nell'Anduin, ma l'Anello gli scivola dal dito e viene ucciso dagli orchi.
  • Dopo il prologo, c'è una scena in cui Bilbo descrive la Contea. In un'altra scena successiva, vediamo che Bilbo cerca disperatamente l'Anello, salvo poi ricordarsi che ce l'ha in tasca.
  • In due scene estese, compaiono i Sackville-Baggins, che vogliono comprare la casa di Bilbo: in una gli bussano alla porta mentre sta parlando con Gandalf, nell'altra si presentano alla sua festa di compleanno, e si nasconde con Frodo per evitarli.
  • C'è una scena al Drago Verde in cui alcuni hobbit parlano di ciò che succede fuori dai loro confini.
  • Dopo la partenza, Frodo e Sam incontrano gli elfi dei boschi che partono verso le Terre Immortali.
  • Nelle Chiane Ditteri, Aragorn parla a Frodo dell'amore tra la Dama Lúthien, un'elfa, e Beren, un uomo.
  • Dopo che Frodo è stato ferito dal Re stregone di Angmar, vengono inquadrati brevemente i corpi pietrificati dei tre Troll che Bilbo incontrò nel suo viaggio.
  • Prima che Boromir prenda in mano i frammenti di Narsil, egli parla con Aragorn.
  • Durante il Consiglio di Elrond, Boromir parla del suo sogno e tenta di prendere l'Anello, ma Gandalf lo ammonisce ripetendogli le incisioni sull'Unico Anello nella lingua di Mordor.
  • Davanti alla tomba di Gilraen, la madre di Aragorn, Elrond dice a quest'ultimo che Narsil, la spada di Elendil, può essere riforgiata, ma solo Aragorn può brandirla. Aragorn, però, rifiuta questo potere.
  • Nella versione estesa è mostrata la partenza della Compagnia da Gran Burrone.
  • Davanti alle porte di Moria, Gandalf ricorda a Frodo che il Male può venire sia da fuori che da dentro la Compagnia, e che deve fidarsi solo di sé stesso. Inoltre, la scena del Cancello di Moria è più lunga.
  • Dentro le miniere, Gandalf spiega che la ricchezza di Moria proviene dal mithril, il materiale di cui è fatta la cotta di maglia di Frodo regalatagli da Bilbo, che l'ha a sua volta ricevuta da Thorin Scudodiquercia e il cui valore supera quello dell'intera Contea, lasciando Frodo sbalordito.
  • Quando Frodo e Gandalf vedono Gollum, lo stregone racconta a Frodo che una volta, prima che prendesse l'Anello, Gollum si chiamava Sméagol.
  • La battaglia contro il Troll nella Camera di Mazarbul è più lunga.
  • Quando arrivano nei boschi di Lothlórien, Haldir e il suo gruppo di elfi trattengono per breve tempo la Compagnia.
  • Celeborn e Galadriel parlano più a lungo con la Compagnia.
  • Quando viene cantato il lamento per Gandalf, Sam recita una poesia in onore dei suoi fuochi d'artificio.
  • Prima che la Compagnia parta, Celeborn e Galadriel regalano dei doni a ciascun membro della Compagnia.
  • Durante una sosta lungo il Grande Fiume, ci sono due litigi: uno tra Frodo e Sam, e l'altro tra Aragorn e Boromir, perché quest'ultimo vorrebbe passare da Minas Tirith. Possiamo anche vedere che Gollum segue la Compagnia.
  • Il combattimento con gli Uruk Hai che porterà Boromir alla morte e la Compagnia allo scioglimento è molto più lungo e violento.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) THE LORD OF THE RINGS - THE FELLOWSHIP OF THE RING, su British Board of Film Classification. URL consultato il 1º giugno 2019 (archiviato il 26 marzo 2018).
  2. ^ (EN) THE LORD OF THE RINGS - THE FELLOWSHIP OF THE RING [Extended version], su British Board of Film Classification. URL consultato il 1º giugno 2019 (archiviato il 21 marzo 2018).
  3. ^ Top 25 Fantasy Movies of All-Time - Movies Feature at IGN, su uk.movies.ign.com, 11 giugno 2012. URL consultato l'8 settembre 2018 (archiviato dall'url originale l'11 giugno 2012).
  4. ^ a b c d e f g h i j k Brian Sibley, Quest for the Ring, in Peter Jackson: A Film-maker's Journey, London, Harper Collins, 2006, pp. 329–87, ISBN 0-00-717558-2.
  5. ^ a b The Lord of the Rings - The Fellowship of the Ring, Rotten Tomatoes. URL consultato l'11 marzo 2017.
  6. ^ a b The Lord of the Rings: The Fellowship of the Ring (2001), Box Office Mojo. URL consultato il 5 febbraio 2009.
  7. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies - 10th Anniversary Edition, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  8. ^ American Film Institute, AFI Crowns Top 10 Films in 10 Classic Genres, in ComingSoon.net, 17 giugno 2008. URL consultato il 18 giugno 2008.
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  10. ^ The 500 Greatest Movies Of All Time, Feature | Movies - Empire, su empireonline.com, 22 agosto 2016. URL consultato l'8 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 22 agosto 2016).
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