Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re

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Disambiguazione – Se stai cercando il film del 1980, vedi The Return of the King (film 1980).
Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re
Aragorn (Viggo Mortensen) prima della battaglia finale ai Cancelli del Morannon
Titolo originaleThe Lord of the Rings: The Return of the King
Lingua originaleinglese, quenya, sindarin
Paese di produzioneNuova Zelanda, Stati Uniti d'America
Anno2003
Durata200 min (versione cinematografica)[1]
250 min (versione estesa DVD)[2]
263 min (versione estesa Blu-ray)[3]
Rapporto2,35:1
Generefantastico, avventura, azione, epico, drammatico
RegiaPeter Jackson
Soggettodal romanzo Il ritorno del re di J. R. R. Tolkien
SceneggiaturaFran Walsh, Philippa Boyens, Peter Jackson
ProduttoreBarrie M. Osborne, Peter Jackson, Fran Walsh
Produttore esecutivoRobert Shaye, Michael Lynne, Mark Ordesky, Bob Weinstein, Harvey Weinstein
Casa di produzioneNew Line Cinema, WingNut Films
Distribuzione in italianoMedusa Film
FotografiaAndrew Lesnie
MontaggioJamie Selkirk
Effetti specialiJim Rygiel, Joe Letteri, Randall William Cook, Alex Funke
MusicheHoward Shore
ScenografiaGrant Major, Dan Hennah, Alan Lee
CostumiNgila Dickson, Richard Taylor
TruccoRichard Taylor, Peter Owen, Peter King
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Logo ufficiale del film

Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re (The Lord of the Rings: The Return of the King) è un film colossal del 2003 co-scritto, diretto e co-prodotto da Peter Jackson.

Tratto dall'omonima terza e ultima parte del romanzo di J. R. R. Tolkien, è il sequel de Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello e Il Signore degli Anelli - Le due torri, e conclude la trilogia de Il Signore degli Anelli.

Il film ha ottenuto un grande successo di critica e incassi, aggiudicandosi anche numerosi riconoscimenti, tra cui undici premi Oscar su altrettante candidature,[4] diventando il film più premiato di sempre insieme a Ben-Hur e Titanic e il primo film di genere fantasy ad aver vinto l'Oscar al miglior film. Con questo capitolo, inoltre, la saga risulta la più vittoriosa della storia con diciassette statuette.[5]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Due hobbit, Sméagol e Déagol, stanno pescando. All'amo di Déagol abbocca un pesce molto grande che trascina l'hobbit in acqua. Il pesce riesce a scappare, ma l'hobbit è attratto da un bagliore sul fondo, che si rivela essere l'Unico Anello. Quando Déagol torna a riva con l'Anello, Sméagol lo vede, ne desidera fortemente il possesso e glielo chiede come regalo di compleanno, ma Déagol si rifiuta. Nasce così uno scontro che sfocia nella morte di Déagol. Divenuto il Portatore dell'Anello, Sméagol è lentamente consumato e trasformato dal potere oscuro dell'oggetto e, rintanatosi a vivere nelle profondità della terra, diviene in seguito Gollum.

Nel presente, Gandalf, Théoden, Éomer, Aragorn, Gimli e Legolas si recano a Isengard e incontrano Merry e Pipino, i quali narrano loro il trionfo di Barbalbero e degli Ent su Saruman che, ormai a corto di poteri, è rinchiuso nella torre di Orthanc. Subito dopo Pipino trova il Palantír e lo prende, ma Gandalf glielo toglie di mano. Il gruppo torna a Edoras; Pipino, mentre tutti dormono, prende in mano il Palantír, attirando così su di sé l'occhio di Sauron. Fermato in extremis, riferisce a Gandalf quanto ha visto; lo Stregone Bianco e Pipino, così, partono per Gondor. Arrivato a Minas Tirith, Gandalf cerca di convincere il sovrintendente di Gondor, Denethor, a prepararsi all'attacco di Sauron, ma questi, sconvolto dalla morte del figlio Boromir, ha perso il lume della ragione. Nel frattempo, Frodo, Sam e Gollum arrivano a Minas Morgul, dove vedono uscire un grande esercito comandato dal Re stregone di Angmar. Mentre salgono le ripide scale di roccia che portano a Cirith Ungol, Gollum fa credere a Frodo, sconvolto dalla fatica e debilitato dall'Anello, che Sam voglia impadronirsi del potente oggetto; Frodo, quindi, dice a Sam di andarsene. Nel frattempo, Aragorn convince re Théoden ad accorrere in aiuto di Gondor; viene, quindi, radunato un esercito di 6000 Rohirrim. Su suggerimento di Elrond, Aragorn, con Gimli e Legolas, attraversa i Sentieri dei Morti, infestati da un antico popolo che avrebbe dovuto aiutare Isildur e che, non avendo mantenuto la promessa, potrà trovare pace solo dopo aver aiutato il suo erede, Aragorn.

Faramir, posto a difesa di Osgiliath, subisce un violento attacco da parte degli orchi comandati da Gothmog e dai Nazgûl, che lo costringono a ritirarsi assieme ai suoi pochi uomini. Tornato a Minas Tirith, il capitano di Gondor è incolpato da suo padre Denethor della perdita di Osgiliath, ed è obbligato a un folle contrattacco per poterla riconquistare. Faramir riesce a salvarsi, ma è gravemente ferito e Denethor, ormai impazzito di dolore, quando vede l'esercito di Sauron in arrivo, decide di suicidarsi insieme al figlio e ordina ai servi di preparare un rogo. Frodo, nel frattempo, entra a Cirith Ungol dove, tradito da Gollum, è assalito da Shelob, un immenso ragno discendente da Ungoliant. Sam, accortosi del tradimento di Gollum, torna indietro ad aiutare l'amico, sconfiggendo Shelob, ma è costretto a prendere l'Anello da Frodo, apparentemente morto. La difesa di Minas Tirith è organizzata da Gandalf, ma la superiorità numerica degli orchi è schiacciante e il cancello della città viene abbattuto. Gandalf, avvertito da Pipino, raggiunge Faramir sulla sommità della cittadella, per salvarlo dalla pazzia di Denethor. Lo stregone riesce a salvare Faramir ma, a seguito della colluttazione, Denethor prende fuoco e si getta dalla rupe che sovrasta la città. Gli orchi, intanto, avanzano all'interno di Minas Tirith, ma all'alba giungono sul campo i cavalieri di Rohan che, con una carica travolgente, sbaragliano le file del nemico. A questo punto, però, Sauron fa entrare in scena gli enormi olifanti, che creano disordine e scompiglio tra i difensori.

L'arrivo di Aragorn, Legolas, Gimli e l'esercito dei morti, conclude la battaglia a favore di Gondor e Rohan. Théoden, però, resta gravemente ferito nello scontro con il Re stregone che Éowyn, poco prima della morte dello zio, riesce a uccidere con l'aiuto di Merry. Sconfitto l'esercito di Sauron, non resta che marciare verso Mordor, in modo da attirare su di loro l'attenzione di Sauron, distraendolo così da Frodo, il quale può recarsi all'interno del Monte Fato per distruggere l'Anello. Frodo, intanto, ancora vivo dopo l'attacco di Shelob, è catturato dagli orchi, ma, dopo essere stato salvato da Sam, recupera l'Anello e riprende il viaggio con il fedele amico. Arrivati alle pendici del Monte Fato, però, i due hobbit si scontrano nuovamente con Gollum e, mentre Sam combatte, Frodo entra nella voragine del vulcano per gettare l'Anello. Arrivato al momento cruciale, però, l'hobbit cede alla sua corruzione e lo indossa, rivelando così la sua posizione a Sauron, che invia immediatamente i Nazgûl contro di lui. Prima di loro, però, arriva Gollum che, con un morso, strappa il dito con l'Anello a Frodo e, durante la colluttazione che segue, cade nella lava trascinando con sé l'Unico Anello, che così è finalmente distrutto. Barad-dûr, così, crolla, l'esercito di Mordor viene spazzato via e lo spirito di Sauron è sconfitto definitivamente.

Frodo e Sam sono tratti in salvo dalle Aquile, arrivate in loro soccorso grazie a Gandalf, che li portano a Gondor, dove si ricongiungono con il resto della Compagnia. Tempo dopo, a Minas Tirith, si celebrano l'incoronazione di Aragorn come re di Gondor e il suo matrimonio con Arwen, figlia di Elrond. Gli hobbit tornano nella Contea e, pochi anni dopo, Frodo decide di partire insieme a Bilbo, Gandalf e gli ultimi elfi rimasti (tra cui Elrond, Celeborn e Galadriel) verso Valinor, chiudendo così la Terza Era della Terra di Mezzo.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese de Il ritorno del Re sono state girate in gran parte nel 2001 e terminate agli inizi del 2002. L'ultimo giorno di riprese del terzo film si è svolto a casa di Peter Jackson, dove è stata filmata un'espressione facciale di Andy Serkis, l'attore che interpreta Gollum. Il video è stato inviato alla Weta, dove i tecnici decisero di incorporare l'espressione nel personaggio, precisamente nella scena in cui Gollum capisce che Frodo è intenzionato a distruggere l'anello.[6] Peter Jackson è stato sempre presente, in ogni episodio della trilogia, come cameo. Nel terzo episodio ricopre la parte di un pirata, ucciso dalla freccia di Legolas; tale scena però è presente solo nell'edizione estesa del film.[6] La dipartita dello stregone Saruman, filmata inizialmente per essere impiegata nel precedente Le due torri, è stata inserita all'inizio de Il ritorno del Re, ma successivamente tagliata quando Peter Jackson ha ritenuto che con quella sequenza il terzo film non sarebbe iniziato in maniera abbastanza efficace.[7] La scena ha comunque trovato posto nell'edizione estesa della pellicola.

Post-produzione[modifica | modifica wikitesto]

La post-produzione del film è durata quasi due anni ed è terminata solo nel mese di novembre 2003, un mese prima del debutto nelle sale com'era successo per il secondo film. Le fasi finali di lavorazione de Il ritorno del re sono state molto caotiche, tanto che Jackson è riuscito a vedere una proiezione integrale del film solo alla première di Wellington, nel dicembre 2003: la stampa della pellicola finale era stata completata appena cinque giorni prima.[8]

Effetti speciali[modifica | modifica wikitesto]

Come per il Fosso di Helm nel secondo film, la città di Minas Tirith nel terzo film è una fedele ricostruzione alta circa 90 centimetri. Anche qui per le vicende che si svolgono dentro di essa, le scene sono state girate su dei set esterni e in seguito i personaggi e i combattimenti (questi ultimi girati in set attrezzati con la tecnologia green screen) sono stati inseriti nell'omonima ricostruzione con la tecnica digitale.[6]

Scene eliminate[modifica | modifica wikitesto]

Scene eliminate dal montaggio cinematografico e aggiunte nell'edizione estesa:

  • Il dialogo tra Pipino e Merry è più lungo: essi parlano della qualità dell'erba-pipa che viene dalla Contea.
  • Vi sono due conclusioni differenti per quanto riguarda la vicenda di Saruman: nella versione cinematografica, il personaggio interpretato da Christopher Lee non appare mai sullo schermo, ma il racconto di Barbalbero e le parole successive di Gandalf lasciano intendere implicitamente che lo stregone sia in fin di vita e a corto di poteri nella torre di Orthanc. Nella versione estesa, invece, Saruman compare e si confronta verbalmente con Gandalf; quest'ultimo cerca di estorcergli delle informazioni circa i piani di Sauron e fra i due vi è una breve lotta a colpi di incantesimi, che termina con la rottura del bastone di Saruman. Lo stregone, inoltre, ha un duro scontro verbale anche con re Théoden, che gli chiede spiegazioni per tutti gli innocenti morti a Rohan a causa sua e, così come Frodo nel capitolo Percorrendo la Contea del libro, invita Grima Vermilinguo ad abbandonare Saruman. Questi, però, afferma che egli non sarà mai libero e lo umilia schiaffeggiandolo; Grima allora estrae un pugnale e, in uno scatto d'ira, colpisce ripetutamente lo stregone alla schiena. Legolas tenta di impedirglielo, scoccando una freccia che lo colpisce al petto, mentre Saruman, ormai moribondo, precipita dalla sommità della torre. Il taglio di questa scena (oltre a privare di un finale le vicende di Saruman e Grima) rende particolarmente bizzarro il ritrovamento del Palantír: nella versione cinematografica, infatti, sembra che Pipino lo ritrovi per caso; nella versione estesa, invece, lo hobbit nota l'artefatto magico mentre esso scivola via dalla tunica di Saruman. Il momento dove Saruman viene pugnalato ha ricevuto una consulenza da parte di Christopher Lee stesso: da veterano della seconda guerra mondiale, ha ritenuto poco realistico un urlo di dolore dopo una pugnalata alla schiena, proponendo invece il suono strozzato presente nella scena.[9]
  • Per festeggiare la vittoria al Fosso di Helm, Legolas e Gimli si sfidano a una gara di bevute a colpi di boccali di birra vinta, poi, dall'elfo.
  • Mentre dorme, Éowyn ha un incubo, e Aragorn, che è vicino a lei, cerca di tranquillizzarla.
  • Quando Pipino e Gandalf partono per Minas Tirith, Merry racconta ad Aragorn che lui e Pipino sono stati sempre insieme e che si sono cacciati in molti pasticci, per poi uscirne sempre.
  • Dopo essere usciti dal palazzo di Denethor, c'è una sequenza di dialogo in cui Gandalf spiega brevemente a Pipino come la stirpe dei Re fu spezzata.
  • Durante il viaggio verso Mordor, in un breve istante in cui c'è un raggio di sole, Sam crede di vedere una corona sulla testa di una statua semidistrutta del re.
  • Mentre Frodo, Sam e Gollum salgono le scale, Sam avverte Gollum del fatto che, nel caso sospetti qualcosa, saranno guai per lui.
  • Mentre gli orchi arrivano a Osgiliath, uno di loro uccide con una freccia un soldato che li aveva avvistati, venendo così scoperti da Faramir.
  • Prima della partenza dei Rohirrim, Merry presta giuramento a re Théoden. Gimli, poi, dice che vorrebbe portare in guerra una legione di nani armati e ripugnanti, ma Legolas gli risponde che la guerra marcia già sul loro territorio (questo è un riferimento alla battaglia di Dale, avvenuta in contemporanea con la battaglia dei Campi del Pelennor).
  • Dopo la perdita di Osgiliath, Faramir e Denethor fanno un discorso e il sovrintendente chiama suo figlio "il pupillo dello stregone" (Gandalf) e ha una visione di Boromir.
  • Prima del giuramento di Pipino, vi è un dialogo tra lo hobbit e Faramir.
  • Vi sono due dialoghi aggiuntivi di Éowyn, uno col fratello Éomer e l'altro con Aragorn, che evidenziano la sua personalità.
  • Aragorn, Legolas e Gimli entrano nella grotta nel tentativo di convincere l'esercito dei morti a combattere per loro: nella versione cinematografica, la scena si conclude con Aragorn che, a gran voce, domanda agli spettri quale sia la loro risposta, senza però ottenerla; in seguito, i tre riappaiono nella fase finale della battaglia dei Campi del Pelennor con l'esercito dei morti al loro fianco, facendo capire che avevano accettato. Nella versione estesa, invece, prima che il Re dei morti risponda, i tre compagni sono costretti ad abbandonare la grotta a causa di un terremoto provocato da una cascata di teschi; solo dopo essere tornati all'esterno, il Re li raggiunge e li informa che combatteranno per ottenere la libertà. La scena prosegue con l'arrivo delle Navi Nere dei Corsari, contro cui Aragorn, Legolas e Gimli scatenano l'esercito dei morti.
  • Nella battaglia a Minas Tirith, prima che gli orchi entrino in città, è presente una scena in cui essi tentano invano di abbattere il portone con un semplice ariete di legno. Solo in seguito, il comandante Gothmog ordina di usare Grond, un ariete gigante a forma di lupo.
  • C'è una scena in cui i Rohirrim vengono informati dell'andamento della battaglia dei Campi del Pelennor ed Éowyn e Merry si fanno coraggio reciprocamente.
  • Durante la processione funebre di Denethor, Pipino vede spuntare un fiore dall'Albero Bianco.
  • Quando Pipino e Gandalf si dirigono da Denethor per impedirgli di bruciare vivo Faramir, nella versione estesa essi incrociano il Re stregone di Angmar che, nettamente più forte di Gandalf, infrange il bastone dello Stregone Bianco e sta per sopraffarlo, ma è poi distratto dall'arrivo dell'esercito di Rohan. Nel libro appare una scena simile davanti ai cancelli di Minas Tirith, ma il Nazgûl lascia la scena prima di un eventuale confronto.
  • Prima di darsi fuoco, Denethor dice che si può trionfare sul campo di battaglia per un giorno, ma contro il potere di Mordor non c'è speranza.
  • Nella versione estesa, Éowyn e Merry combattono direttamente contro gli Haradrim posti in groppa agli olifanti.
  • Nella versione cinematografica, s'intuisce che Gothmog sia stato ucciso dalla carica dei cavalieri di Rohan, mentre nella versione estesa si scontra due volte con Éowyn e viene infine abbattuto da Aragorn e Gimli.
  • C'è una scena in cui Aragorn ed Éomer assistono Éowyn nelle Case di Guarigione, curandole la ferita inflitta dal Re stregone di Angmar col flagello.
  • Nella torre di Cirith Ungol, un Uruk-hai di Mordor ha in mano la cotta di mithril di Frodo, che verrà consegnata alla Bocca di Sauron.
  • Quando i protagonisti decidono di cavalcare verso il Nero Cancello per attirare l'occhio di Sauron, c'è una scena in cui Aragorn prende il Palantír e si mostra all'Oscuro Signore, sfidandolo apertamente. Per tutta risposta, il nemico gli trasmette una visione di Arwen morente, e ciò porta Aragorn a far cadere e infrangere l'Elessar. La rottura dell'Elessar è visibile nella versione cinematografica nell'incubo che coglie Aragorn prima che Elrond gli consegni Andùril.
  • Dopo la partenza di Aragorn, nelle Case di Guarigione, vi è una sequenza in cui Éowyn e Faramir si osservano senza parlare, e la dolcezza del loro sguardo lascia intendere che i due si stiano innamorando, cosa poi confermata da un'altra scena in cui parlano e si abbracciano e che spiega il perché dopo l'incoronazione di Aragorn li si vede vicini mentre applaudono.
  • Quando Frodo e Sam entrano a Mordor travestiti da orchi, scesi dalla collina vengono scambiati per orchi veri e propri e costretti a marciare verso il Nero Cancello. Riescono a fuggire poco prima di essere scoperti, scatenando una rissa durante un'ispezione.
  • Dopo che sono fuggiti dagli orchi, Frodo e Sam si tolgono i vestiti degli orchi perché sono troppo pesanti e, mentre stanno riposando, Sam riesce a vedere le stelle nel cielo.
  • Nel finale, Aragorn, Gandalf, Legolas, Gimli ed Éomer chiamano Sauron, ma dal Nero Cancello di Mordor esce invece un suo servo: la Bocca di Sauron. Costui ha in mano la cotta di maglia in mithril appartenuta a Frodo, e la sventola davanti agli eroi come prova della sua morte. Aragorn, seppur turbato, sostiene di non credere alle parole dell'ambasciatore di Sauron e lo decapita. Il reintegro di questa scena dà un significato diverso, e più profondo, al momento in cui Aragorn e compagni caricano l'esercito alla frase: "Per Frodo". Nella versione cinematografica, inoltre, è incomprensibile perché Aragorn prima dello scontro abbia la spada sporca di sangue.
  • La lotta tra Frodo, Sam e Gollum sul Monte Fato è più lunga ed è presente un breve scambio di battute tra Frodo e Gollum.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora originale per Il ritorno del re è stata pubblicata il 25 novembre 2003. Il suo brano di chiusura, Into the West, è stato eseguito da Annie Lennox e ha vinto nel 2004 l'Oscar alla migliore canzone.[4]

I brani Twilight and Shadow, The End of All Things e The Return of the King sono stati cantati da Renée Fleming e i brani The Black Gate Opens, The Return of the King e The Grey Havens hanno visto la partecipazione di Sir James Galway.

L'album ha raggiunto la prima posizione in Irlanda, la quinta nella Ö3 Austria Top 40 e nella Suomen virallinen lista, l'ottava nelle Magyar Hangfelvétel-kiadók Szövetsége e Schweizer Hitparade, la nona nella The Official NZ Music Charts e la decima nelle Offizielle Deutsche Charts rimanendo in classifica 19 settimane e Ultratop rimanendo in classifica 27 settimane vincendo 2 dischi d'oro.

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Il primo trailer promozionale per Il ritorno del re è uscito in esclusiva il 26 settembre 2003.[10]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Il film è uscito nelle sale negli Stati Uniti il 17 dicembre 2003,[11] in Italia il 22 gennaio 2004.[12]

In occasione dell'uscita del terzo e conclusivo film della saga, in molte sale italiane è stata fatta la cosiddetta "maratona" dei tre film, con proiezioni dalle 14.00 per arrivare a mezzanotte circa, ora d'inizio dell'ultimo capitolo della trilogia.[13]

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

La direzione del doppiaggio e i dialoghi italiani sono stati curati da Francesco Vairano.[14]

Edizioni home video[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato pubblicato dalla New Line Cinema in DVD e in produzione limitata in VHS nel maggio 2004.[15] In DVD è stato pubblicato in edizione Widescreen, con nove minuti in meno rispetto alla versione cinematografica, poiché sono stati effettuati alcuni tagli di regia esclusivamente nei titoli di coda. La seconda edizione è la versione estesa del film, che consta di cinquanta minuti in più rispetto a quella cinematografica[2] ed è uscita nella primavera 2005. Il film in versione estesa contiene nuove scene inedite ed è diviso in due tempi su due dischi per un totale di quattro (gli altri due contengono extra). La versione cinematografica Blu-ray del film è uscita negli Stati Uniti il 14 settembre 2010,[16] mentre la versione estesa è uscita il 28 giugno 2011.[17] Sebbene non contenga scene inedite, l'edizione estesa in alta definizione dura tredici minuti in più rispetto all'edizione estesa in DVD.[3] Essa include nei titoli di coda anche i nomi di tutti membri dei più noti fans club internazionali dedicati della Terra di Mezzo, che hanno partecipato all'iniziativa di diventare "produttori associati accreditati" per la pubblicazione in Blu-ray della trilogia in edizione estesa. Questa iniziativa è stata lanciata dalla Warner Bros. nel 2010. Il 1º dicembre 2020 è uscito il cofanetto in Blu-ray 4K, con un nuovo scan 4K nativo delle pellicole originali, con tutti e tre i film in altrettante steelbook dove sono incluse sia la versione cinematografica (un disco) che estesa (divisa in due dischi).[18]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il terzo e conclusivo film della saga di J. R. R. Tolkien è stato record d'incassi a tal punto da finire sul Guinness dei Primati: infatti, a fronte di un budget di produzione di soli 94 milioni di dollari, ha ottenuto un incasso mondiale di 1156194180 $, di cui 379427292 $ in Nord America e 776766888 $ nel resto del mondo,[19] entrando così nella storia dei film che hanno incassato maggiormente.

Il film è il maggior incasso mondiale del 2003[20] e il maggior incasso nel Nord America del 2003,[21] ed è stato il secondo film con maggiori incassi nella storia del cinema dietro a Titanic;[22] inoltre è il maggior incasso della New Line Cinema e il secondo più grande successo finanziario per Time Warner dopo Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2.

Nord America[modifica | modifica wikitesto]

Nel primo giorno di programmazione il film ha incassato $34,5 milioni in 3,703 schermi.[23] Nel week-end d'esordio ha ottenuto il primo posto al botteghino incassando $72,6 milioni,[24] mentre nella prima settimana ha incassato di $150,1 milioni.[23] Ha mantenuto il primo posto anche nel secondo week-end con $50,6 milioni,[25] nel terzo week-end con $28,2 milioni[26] e nel quarto week-end con $14,2 milioni,[27] per poi scendere al terzo posto nel quinto fine settimana con $10,2 milioni.[28]

Internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Nel resto del mondo ha incassato 776766888 $ e i mercati maggiori sono stati Regno Unito ($106,7 milioni), Giappone ($95,4 milioni), Germania ($87,2 milioni), Francia ($48,4 milioni), Spagna ($40,1 milioni), Australia ($36,6 milioni), Italia ($35,8 milioni), Corea del Sud ($28,8 milioni), Svezia ($24,1 milioni) e Norvegia ($20 milioni).[19] In Italia ha incassato 23121354 ,[29][30][31] che ne fa il 36º film col maggiore incasso di sempre.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato accolto molto positivamente dalla critica cinematografica. Sull'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes ha un indice di gradimento del 94% basato su 280 recensioni, con un punteggio medio di 8,7 su 10; il consenso critico del sito recita: "Visivamente mozzafiato ed emotivamente potente, Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re è una conclusione commovente e soddisfacente per una grande trilogia".[32] Su Metacritic ha un punteggio medio di 94 su 100 basato su 41 recensioni.[33]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

«And the Oscar goes to... It's a clean sweep, for Lord of the Rings - The Return of the King: Barrie M. Osborne, Fran Walsh and Peter Jackson»

(IT)

«E l'Oscar va a... È piazza pulita, per Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re: Barrie M. Osborne, Fran Walsh e Peter Jackson»

L'ultimo capitolo della trilogia vinse undici premi Oscar su undici candidature,[4] eguagliando il record di Titanic e Ben-Hur,[5] ma non ha ricevuto candidature per le categorie relative agli attori.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) The Lord of the Rings: The Return of the King (2003), su American Film Institute. URL consultato il 6 febbraio 2024.
  2. ^ a b (EN) The Lord of the Rings: The Return of the King DVD Extended Edition, su blu-ray.com. URL consultato il 6 febbraio 2024.
  3. ^ a b (EN) The Lord of the Rings: The Return of the King Blu-ray Extended Edition, su blu-ray.com. URL consultato il 6 febbraio 2024.
  4. ^ a b c d (EN) The 76th Academy Awards (2004), su oscars.org. URL consultato il 31 agosto 2021.
  5. ^ a b Matteo Regoli, Premi Oscar: quante statuette ha vinto Il Signore degli Anelli?, su Everyeye.it, 4 marzo 2021. URL consultato il 9 giugno 2021.
  6. ^ a b c Eleonora D'Agostino, Il Signore degli Anelli – Il Ritorno del Re: 13 curiosità sul film, su metropolitanmagazine.it, 11 maggio 2020. URL consultato il 25 giugno 2021.
  7. ^ (EN) Hey, what happened to Saruman?, su CNN.com, 25 maggio 2005. URL consultato il 30 aprile 2023 (archiviato dall'url originale il 25 maggio 2005).
  8. ^ (EN) Nicolas Cage was Originally Offered the Part of Aragorn in Lord of the Rings, su Today I Found Out, 16 luglio 2011. URL consultato il 30 aprile 2023.
  9. ^ (EN) Meredith Woerner, That time Christopher Lee taught Peter Jackson the sound a stabbed man makes, su Los Angeles Times, 11 giugno 2015. URL consultato il 3 ottobre 2022.
  10. ^ (EN) THE RETURN OF THE KING trailer coming September 26th!, su Movieweb.com. URL consultato il 5 febbraio 2024 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2007).
  11. ^ (EN) The Lord of the Rings: The Return of the King, su Warner Bros.. URL consultato il 13 giugno 2021.
  12. ^ Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re, su Comingsoon.it. URL consultato il 13 giugno 2021.
  13. ^ Marco Letizia, Film: debutta in Italia «Il ritorno del re», su Corriere della Sera. URL consultato il 9 giugno 2021.
  14. ^ Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re, su Antoniogenna.net. URL consultato il 5 maggio 2021.
  15. ^ (EN) Neil Wilkes, 'Return of the King' gets DVD release date, su Digital Spy, 8 marzo 2004. URL consultato il 10 giugno 2021.
  16. ^ (EN) Juan Calogne, Lord of the Rings Movies Get Separate Blu-ray editions, su Blu-ray.com, 23 giugno 2010. URL consultato il 28 novembre 2010.
  17. ^ (EN) Lord of the Rings Pre-order Now Available, su Amazon.com, 31 maggio 2011. URL consultato il 31 maggio 2011.
  18. ^ (EN) Simon Brew, Lord Of The Rings and The Hobbit set for 4K release in November, su filmstories.co.uk, 9 ottobre 2020. URL consultato il 10 giugno 2021.
  19. ^ a b (EN) Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re, su Box Office Mojo, Amazon.com. URL consultato il 15 febbraio 2024. Modifica su Wikidata
  20. ^ (EN) 2003 Worldwide Box Office, su Box Office Mojo. URL consultato il 1º febbraio 2024.
  21. ^ (EN) Domestic Box Office For 2003, su Box Office Mojo. URL consultato il 9 agosto 2023.
  22. ^ (EN) Top Lifetime Grosses, su Box Office Mojo. URL consultato il 1º febbraio 2024 (archiviato dall'url originale il 10 giugno 2004).
  23. ^ a b (EN) The Lord of the Rings: The Return of the King - Daily Box Office Results, su Box Office Mojo. URL consultato il 15 agosto 2023.
  24. ^ (EN) Weekend Box Office (December 19-21, 2003), su Box Office Mojo. URL consultato il 15 agosto 2023.
  25. ^ (EN) Weekend Box Office (December 26-28, 2003), su Box Office Mojo. URL consultato il 15 agosto 2023.
  26. ^ (EN) Weekend Box Office (January 2-4, 2004), su Box Office Mojo. URL consultato il 15 agosto 2023.
  27. ^ (EN) Weekend Box Office (January 9-11, 2004), su Box Office Mojo. URL consultato il 15 agosto 2023.
  28. ^ (EN) Weekend Box Office (January 16-18, 2004), su Box Office Mojo. URL consultato il 15 agosto 2023.
  29. ^ Classifica Box Office ITALIA 2020/2021, su MYmovies.it. URL consultato il 26 settembre 2022 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2022).
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