La Terra di Mezzo: L'Ombra della Guerra

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La Terra di Mezzo: L'ombra della guerra
videogioco
PiattaformaMicrosoft Windows, PlayStation 4, Xbox One
Data di pubblicazioneMondo/non specificato 10 ottobre 2017
GenereAction RPG
SviluppoMonolith Productions
PubblicazioneWarner Bros. Interactive Entertainment
Modalità di giocoGiocatore singolo, multigiocatore
Periferiche di inputMouse, tastiera, DualShock 4, gamepad
Motore graficoLithtech
Motore fisicoHavok
SupportoBlu-ray Disc, DVD, download
Distribuzione digitaleSteam, PlayStation Network, Xbox Live
Fascia di etàACB: MA
BBFC: 15
CERO: D
ESRB: M
PEGI: 18
USK: 16
Preceduto daLa Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor

La Terra di Mezzo: L'Ombra della Guerra è un action RPG, sequel de La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor, sviluppato da Monolith Productions e pubblicato da Warner Bros. Interactive Entertainment.[1] Il gioco è stato pubblicato per Microsoft Windows, PlayStation 4 e Xbox One il 10 ottobre 2017.[2] Un videogioco companion app free-to-play è disponibile per iOS e Android.[3]

L'Ombra della Guerra continua la narrazione del gioco precedente, basata sul legendarium di J. R. R. Tolkien e impostata tra gli eventi de Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli. Come il suo predecessore, il gioco prende anche ispirazione dagli adattamenti cinematografici del regista Peter Jackson Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli. Il giocatore prosegue la storia del ramingo Talion e lo spirito del Signore elfico Celebrimbor, che condivide il corpo di Talion, di come essi forgiano un nuovo Anello del Potere per creare un esercito e combattere contro Sauron[4]. Il gioco si basa sul "sistema Nemesis" introdotto nell'Ombra di Mordor, permettendo a Talion di guadagnare seguaci di diverse razze della Terra di Mezzo, tra cui orchi e troll e pianificare strategie complesse usando questi per completare le missioni.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'Ombra della Guerra prosegue la narrazione da L'Ombra di Mordor, con Talion, il ramingo gondoriano conosciuto come Senzamorte, ancora unito con lo spirito del Signore elfico Celebrimbor recatisi a Monte Fato per forgiare un nuovo Anello del Potere libero dalla malvagità di Sauron poiché in esso è infuso lo spirito dell'elfo. Subito dopo la creazione arriva però Shelob[5], la terribile regina dei ragni figlia di Ungoliant che rapisce lo spirito del Lucente Signore elfico e lo porta nella sua tana a Cirith Ungol. Trovata la tana Talion è costretto dalla creatura (che si palesa nella forma di una donna bellissima) a cederle l'anello per l'elfo. I due cercano di riprendere il maltolto ma Shelob usa i suoi poteri e dà a Talion la visione della caduta di Minas Ithil, l'ultima roccaforte di Gondor nella regione. Talion parte alla volta della città per salvare il suo popolo mentre Celebrimbor è interessato a impedire che Sauron si impossessi del Palantír custodito nella fortezza.

Giunto durante la breccia degli Uruk Talion aiuta le forze Gondoriane - guidate dal capitano Baranor, la bella e coraggiosa Idril e il padre di lei il generale Castamir - arroccate nella città alta. Talion chiede il Palantír ma Castamir glielo nega affermando che è una reliquia che deve essere nascosta e prottetta. In seguito Talion e Celebrimbor ritornano da Shelob in quanto si è rivelata un utile informatrice grazie alle sue visioni; nel mentre vengono aiutati contro un Olog-hai da Gollum, divenuto un servitore di Shelob, che li accompagna. Shelob rivela che il reggente di Cirith Ungol ha assoldato un assassino per uccidere Castamir o Idril in modo da accelerare la conquista di Minas Ithil. Guidati da Gollum Talion e Celebrimbor riescono a scovare l'assassino seguendo la scia di morte che si è lasciato per avanzare di grado nella gerarchia orchesca e lo mettono fuori gioco. Talion incontra anche Baranor e lo aiuta a eliminare l'ultima guardia del corpo di un comandante in modo da renderlo un bersaglio facile. Talion ritorna quindi da Shelob, scoprendo che i Comandanti sono coloro che guidano l'assalto a Minas Ithil, perciò aiuta Baranor a sconfiggerne uno. Tornato da Shelob Talion capisce che a Minas Ithil c'è un traditore e che l'unico che può rivelarlo è il comandante Snafû, conosciuto come lo Spezzauomini. Seguendo un corriere in contatto con il traditore, Talion tende un'imboscata a Snafû ma quando cerca di scoprire chi è il suo contatto umano un maleficio del Re Stregone di Angmar uccide l'Uruk. Tornato a Minas Ithil Talion scopre che Castamir è stato catturato, e in quel momento viene sfidato dal Re Stregone che ha preso possesso del corpo di un Uruk: la sua vita nell'arena in cambio di quella del generale. Sapendo che si tratta di una trappola Talion decide comunque di acconsentire, permettendo però a Idril e Baranor di infiltrarsi dietro le linee nemiche per scoprire dove Castamir è tenuto prigioniero. Sceso nell'arena Talion affronta il campione del Re Stregone sconfiggendolo in fretta, così decide di provocare la folla in modo da far guadagnare tempo a Idril e Baranor. Talion sconfigge uno a uno tutti gli Orchi, mentre i restanti vengono messi in fuga da Celebrimbor che ordina loro di mandare un messaggio di sfida a Sauron; infine riescono anche a salvare Castamir e a riportarlo a Minas Ithil. Tornato da Shelob questa volta Talion scopre che il traditore è Castamir. Tornato in fretta a Minas Ithil Talion cerca di difenderla dall'attacco degli Orchi guidati dal Re Stregone in persona che distrugge il cancello della roccaforte, ma nonostante gli sforzi la cittadella verrà presa e i suoi soldati trucidati. Ora che Minas Ithil è perduta Talion, intimato di Celebrimbor, decide di prendere almeno il Palantír in modo che non cada in mano al Re Stregone. Giunto nella grande sala trova Castamir con Idril, il quale confessa il suo tradimento affermando però che lo ha fatto in cambio della vita della figlia. Quando il Re Stregone giunge con gli altri Nazgûl Castamir gli consegna il Palantír, ma ovviamente il Nazgûl lo tradisce uccidendolo e ribattezza la città Minas Morgul. Talion mette in salvo Idril e affronta gli Spettri dell'Anello, ma quando sta per attaccare il Re Stregone costui lo immobilizza e cerca di renderlo suo schiavo. Talion viene salvato in extremis da Eltariel, guerriera elfica che da molti anni lotta contro i Nazgûl per ordine della sua signora Galadriel. Tramite il Palantír Sauron scopre che Shelob possiede l'anello di Celebrimbor e quindi manda i Nove ad ucciderla. Talion e Eltariel salvano la regina dei ragni e lei in cambio riconsegna l'anello al ramingo dicendogli che il destino della Terra di Mezzo è nelle sue mani.

Grazie al potere dell'anello Talion ora è in grado di sottomettere nuovamente gli orchi e di ricreare il suo esercito. Tornati nella fertile regione di Mare di Núrnen dove conobbero Dama Marwen e sua figlia Lithariel, l'attenzione di Talion e Celebrimbor viene attirata da un Olog particolarmente capace nel combattimento chiamato Brûz. Una volta dominato i tre formano così un esercito di Orchi per prendere la fortezza di Núrn sconfiggendo l'attuale reggente, un Troll a due teste chiamato l'Etten. Presa la fortezza Talion scopre che l'Etten è in realtà un Olog la cui seconda testa è una sua vecchia conoscenza: Ratbag, il primo ufficiale degli Uruk che in passato aveva infiltrato nelle file di Sauron ma dato per morto dopo essere stato colpito dal Martello di Sauron. Ratbag era invece sopravvissuto ma venne catturato da una banda di Orchi, riuscendo però a liberarsi assieme all'Olog conosciuto durante la prigionia, e che ha chiamato "Ramingo" in onore del suo vecchio amico, e insieme avevano preso possesso del forte della regione di Núrnen, che cederanno volentieri a Talion. Dopo ciò Talion e Celebrimbor sentono un richiamo che li attira nella Foresta di Carnan, dove lo spirito omonimo uccide gli Orchi che vi entrano sotto forma di flora e fauna. I due scoprono la sua residenza in un grande albero ma Carnan li tratta con ostilità perché Talion, in quanto un morto che cammina, è un essere contro natura e così li affronta sotto le sembianze arboricole di un Caragor, un Graug e un Draco. Una volta affrontata Talion e Celebrimbor incontrano Carnan in una forma umanoide, la quale gli rivela che la creazione del nuovo Anello ha risvegliato Tar Goroth, uno dei Balrog di Morgoth nascosto nella regione di Gorgoroth e suo antico nemico. Usciti dalla foresta i due vengono raggiunti da Eltariel e insieme scoprono che i Nazgûl stanno creando i Prescelti, Orchi da loro selezionati che divengono i loro diretti servitori, così decidono di fermare i rituali che si stanno svolgendo per Mordor. Tornati a Minas Morgul per cercare di riprendere il Palantír, i tre affrontano il Nazgûl Suladân e una volta sconfitto Talion ha una visione del suo passato quando era ancora un Uomo che venne soggiogato da uno dei nove Anelli del Potere di Sauron. Arrivato nella regione montuosa di Seregost, Talion rincontra Baranor, sopravvissuto alla caduta di Minas Ithil, aiutandolo a liberare altri gondoriani e a ricongiungersi con Idril. Baranor, però, viene fatto prigioniero e portato a Gorgoroth. Talion e Idril lo rintracciano in un avamposto e dopo aver sconfitto i capitani lo liberano; Baranor decide di rimanere al fianco di Idril nella loro guerra a Mordor, pur sapendo che un giorno potrebbero trovare la fine. Talion e Celebrimbor decidono di raggiungere la fossa di Gorgoroth, dove un gruppo di negromanti guidato dal loro capo Zog sta eseguendo un rituale per riportare in superficie Tar Goroth. Messo in fuga Zog e ucciso i suoi accoliti, Talion e Celebrimbor assistono troppo tardi al risveglio del Balrog che uccide i suoi evocatori per poi concentrarsi sul ramingo. In loro aiuto giunge Carnan che prende le sembianze di un gigantesco Graug e si prepara a combattere la sua nemesi. Nonostante gli sforzi di Carnan e l'aiuto di Talion Tar Goroth riesce a metterli fuori gioco e a uscire dalla fossa, pronto a spargere distruzione a Mordor e oltre. Lo inseguono fino a Seregost, dove però cadono in una sua imboscata che li conduce a un lago ghiacciato. Carnan assume allora le fattezze di un Draco e finalmente, dopo vari tentativi, Tar Goroth cade sott'acqua e Carnan decide di sacrificarsi spingendolo più in profondità, dove l'acqua e le basse temperature porteranno il Balrog alla morte.

In seguito Talion e Celebrimbor tornano appena in tempo a Núrnen per difendere la fortezza e impedire che la regione torni sotto il controllo di Sauron. Dopo l'assedio, però, Brûz tradisce Talion colpendolo alle spalle e prende lui il comando. Resosi conto che la volontà degli Orchi è ancora presente anche dopo essere stati dominati e per evitare che altri seguano l'esempio di Brûz, Celebrimbor decide che non dovranno ucciderlo ma trasformarlo in un esempio per chiunque voglia tradire il Lucente Signore. Poco dopo rincontrano Ratbag che si è salvato grazie a un'uscita di emergenza, il quale rivela a Talion che Ramingo è stato catturato insieme a coloro rimasti fedeli al Lucente Signore. Liberati i prigionieri Talion prende di nuovo d'assalto la fortezza di Núrnen liberandola da Brûz che, però, riesce a fuggire. Talion e Ratbag danno vita a un lungo inseguimento per tutta Mordor cercando di rintracciare Brûz e salvare Ramingo; durante una di queste missioni Talion scopre che Brûz l'ha tradito perché in fondo non sopportava di essere stato sconfitto in un combattimento, ma questo non cambia il suo proposito di vendetta. Finalmente Talion riesce a trovare e a salvare Ramingo e insieme stanano Brûz. Al termine del combattimento, invece di ucciderlo Celebrimbor usa i suoi poteri per stravolgere completamente la mente di Brûz riducendolo in un terribile stato catatonico, una condizione che per tutti i presenti, Talion compreso, è peggio della morte. Tornati a Núrnen Talion e Celebrimbor vengono richiamati da Carnan, visibilmente provata dallo scontro con Tar Goroth, la quale li informa che la regione è contaminata dalla magia nera di Zog. I due rintracciano il negromante in un rituale dove, grazie a un totem, resuscita gli Orchi trasformandoli in non morti. Interrotto il rituale e messo di nuovo in fuga Zog, Talion e Celebrimbor scoprono che il suo culto è praticamente presente su tutta Mordor così, insieme a Carnan, riescono a impedire ai suoi accoliti di resuscitare i morti, tra i quali gli Arcieri di Morgoth, un anico ordine di Orchi guerrieri. Tornati a Núrnen scoprono che la Foresta di Carnan è in fiamme ma riescono a salvarla in tempo dagli accoliti di Zog. Dopo ciò Carnan li informa che Zog si trova a Seregost e ha intenzione di resuscitare Tar Goroth il quale, una volta diventato un non morto, gli sarà fedele. I due raggiungono al più presto il lago ghiacciato dove scoprono che Zog non vuole resuscitare Tar Goroth per Sauron ma per sé stesso in quanto ha capito i vantaggi che porta la negromanzia e ha intenzione di diventare il nuovo Oscuro Signore. Talion riesce però a interrompere il rituale e a uccidere finalmente il negromante. Più tardi scoprono, tuttavia, che i suoi accoliti sono riusciti a riportarlo in vita a Minas Morgul e che ha deciso di usare le vittime della battaglia per creare un esercito di morti viventi. Giunto sul posto Talion riesce a dare pace a defunti e uccide in maniera definitiva Zog, mentre proprio in quel momento Carnan, sotto forma di Draco, utilizza il suo soffio di fuoco per purificare il posto e ridurre in cenere i morti. Ritornati a Seregost Talion e Celebrimbor devono difendere la fortezza da un Nazgûl che l'Elfo riconosce come Helm Mandimartello, l'ultimo re di Rohan della prima linea, che riesce a comandare tutte le bestie di Mordor. In loro aiuto giunge Eltariel e insieme inseguono Helm dove, alla fine di un combattimento tra il Nazgûl e i suoi Drachi, Talion riesce a sconfiggerlo e nelle sue memorie scopre che Celebrimbor è stato partecipe insieme a Sauron alla loro creazione. Benché ammetta la verità Celebrimbor afferma che pensava che gli Anelli del Potere servivano a riportare l'ordine nella Terra di Mezzo e che Sauron lo aveva ingannato.

Eltariel riesce a trovare un altro Nazgûl in alcune rovine a Gorgoroth e i tre scoprono che si tratta nientemeno che di Isildur, il leggendario re di Arnor e Gondor con il potere di riportare in vita gli spiriti degli uomini morti conosciuti come Senzanima, tra i quali Talion riconosce Castamir. Prima di andarsene Isildur afferma che Talion è stato chiamato come nuovo prescelto da Sauron e che non potrà sottrarsi al suo destino. Alla fine, quando il loro esercito è finalmente pronto, Talion insieme a Eltariel guida l'assalto contro Barad-dûr. Fattosi strada attraverso il ponte contro una moltitudine di Orchi, Talion affronta di nuovo Isildur ai cancelli della torre, scoprendo nelle sue memorie che quando gli Orchi lo uccisero lo ripescarono dall'Anduin e lo portarono a Barad-dûr, dove Sauron, ormai ridotto come puro spirito, gli fece indossare un Anello del Potere riportandolo in vita e facendolo diventare suo schiavo. Celebrimbor usa il suo potere per spezzare il potere di Sauron che ha su di lui facendogli sfilare l'anello e cercando di sottometterlo al suo volere. Talion, tuttavia, è contrario a ciò e dà finalmente la pace della morte a Isildur liberandolo dalla sua condizione di schiavo non morto. Celebrimbor si infuria perché voleva usarlo come servo contro Sauron e qui si ha la definitiva rottura tra i due. Infatti l'elfo aveva sempre manipolato Talion per prendere il potere a Mordor e sottomettere Sauron col fine di conquistare tutta la Terra di Mezzo ed imporre la sua utopia di ordine divino su tutta Arda col titolo di Lucente Signore. Capendo di non potersi più fidare di lui Celebrimbor abbandona il ramingo e consegna l'anello a Eltariel unendosi a lei e lasciando il gondoriano a morire poiché lo spirito dell'elfo era l'unica cosa che lo teneva in vita. Nella sua agonia Talion viene raggiunto da Shelob la quale gli spiega che il motivo per cui aveva rubato l'anello era proprio perché sapeva attraverso la sua preveggenza i piani di Celebrimbor: se il ramingo fosse rimasto con Celebrimbor l'elfo avrebbe sottomesso la Terra di Mezzo con legioni di orchi ottenute da un Sauron soggiogato, ma tramite le sue azioni ha portato la rottura tra lui e Talion, dicendogli anche la sua guerra non è ancora finita e che dovranno contenere gli eserciti di Mordor. Con le sue ultime forze Talion prende l'anello caduto ad Isildur, giurando che finché avrà vita avrebbe deciso solo lui il suo destino, e lo indossa diventando un Nazgûl ma mantenendo la sua volontà. Grazie ai suoi nuovi poteri Talion, alla guida di un esercito di Senzanime e orchi non morti, riconquista Minas Morgul e scaccia il Re Stregone e i Nazgûl. Attraverso il Palantír il ramingo osserva il duello finale tra Eltariel/Celebrimbor e Sauron sulla cima di Barad-dûr. Dopo un successo iniziale contro l'Oscuro Signore, in cui Celebrimbor riesce quasi ad assoggettarlo al suo volere, Sauron ha un breve attimo di libertà e taglia il dito di Eltariel con l'anello di Celembrimbor separandolo dall'Elfa e cerca di assorbirlo, ma la sua azione porterà i loro due spiriti a scontrarsi in una guerra eterna per il predominio sull'altro, costringendo Sauron a essere imprigionato sulla cima della torre sotto forma di occhio fiammeggiante. Ovviamente questa condizione rallenterà Sauron ma non lo fermerà nella sua opera di conquista della Terra di Mezzo. Per questo Talion su consiglio di Shelob dà inizio alla Guerra delle Ombre: una condizione di conflitto eterno a Mordor tra i suoi Orchi e quelli di Sauron per dare ai Popoli Liberi il tempo di prepararsi alla Guerra dell'Anello.

Il finale segreto del gioco mostra come Talion, dopo aver lottato eroicamente per decenni, alla fine soccombe al potere dell'Oscure Signore diventando un Nazgûl a tutti gli effetti e si unisce agli altri otto nella ricerca dell'Unico Anello nella Contea. A seguito della distruzione dell'Unico da parte di Frodo Baggins e della Compagnia dell'Anello Sauron viene sconfitto definitivamente liberando gli spiriti di Celebrimbor e Talion. In una sequenza finale molto commovente si vede lo spirito di Talion ora libero dal dolore e dalla guerra liberarsi delle armi e dall'armatura in uno scenario idilliaco e camminare verso la luce, segno che lui ora può andare dalla moglie e dal figlio nell'aldilá.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Talion: ramingo conosciuto come Senzamorte la cui missione è fermare l'avanzata di Sauron verso la conquista della Terra di Mezzo insieme allo spettro del fabbro elfico Celebrimbor, scontrandosi contro gli eserciti di Mordor. Verso la fine Talion indosserà uno dei nove Anelli del Potere appartenuto a Isildur diventando un Nazgûl, rendendosi partecipe dei vari eventi che vedranno la Guerra dell'Anello.

Celebrimbor: lo spettro dell'antico Sire elfico della Seconda Era conosciuto come il Creatore d'Anelli e il Lucente Signore, legato a Talion dal nuovo Anello del Potere che hanno creato all'interno di Monte Fato. Durante l'avventura apparirà molto più cinico e calcolatore rispetto al primo episodio, dato che condivide il desiderio di Sauron di portare ordine sulla Terra di Mezzo come suo signore, e ciò lo porterà a separarsi da Talion, finendo per legarsi a Sauron nella forma di Occhio senza palpebra per cercare di prenderne il controllo.

Shelob: l'ultima figlia di Ungoliant risiedente a Torech Ungol, una rete di gallerie posta sotto l'altopiano di Cirith Ungol. Dalla forma di un gigantesco ragno esattamente come la madre, Shelob ha ereditato da lei anche i suoi poteri mutaforma, che le permettono di trasformarsi in una donna bellissima, perfetto contraltare della sua vera forma; nei suoi ricordi, però, risulta in modo implicito il contrario in quanto afferma di "aver scelto la forma di ragno per osservare la Ragnatela del Destino", cosa che le garantisce il potere della preveggenza. Tormentata dalla visione che Celembrimbor avesse preso il posto di Sauron, guida Talion per impedirne l'avverarsi e che porterà alla Guerra delle Ombre.

Idril: figlia del generale Castamir Idril è una Dama dello Scudo, una guerriera votata a difendere la città di Minas Ithil, nonché una perfetta storica delle numerose reliquie conservate al suo interno. Dopo la caduta di Minas Ithil combatterà insieme all'amico Baranor una guerra su due fronti: vendicarsi degli Orchi che le uccisero la madre e recuperare i tesori della Grande Sala.

Baranor: nato in una famiglia di Haradrim vicino a Umbar, Baranor venne scambiato con un bambino di Gondor per una garanzia di pace venendo cresciuto da una facoltosa famiglia di Minas Ithil. Entrato nell'esercito e scalando le gerarchie militari divenne il vice di Castamir, avvicinandosi molto alla figlia Idril. Dopo la caduta di Minas Ithil resterà al fianco di Idril per combattere la loro guerra a Mordor.

Castamir: Castamir è il padre di Idril nonché generale delle forze di Gondor a Minas Ithil dove tiene a bada le forze di Mordor dall'uscire dalla regione. Con l'avanzare degli assedi, però, la preoccupazione di perdere anche la figlia divenne sempre più grande tanto da stringere un patto con il Re Stregone: la città e il Palantír in cambio della vita di sua figlia. Al termine dell'accordo il Re Stregone lo uccise, ma nemmeno la morte diede pace a Castamir: Isildur, infatti, l'avrebbe fatto risorgere come Senzanima facendolo combattere contro Talion.

Gollum: un mezzuomo che cadde nel malefico potere dell'Unico Anello e da esso trasformato in una figura abbietta e insidiosa che continua a cercare il suo "Tessoro". Conobbe Shelob durante la ricerca dell'Unico Anello, della quale divenne servitore e spia, attirando gli Orchi nella sua tana. Aiuterà Talion ad impedire la morte di Idril e Castamir trovando gli Orchi implicati.

Eltariel: guerriera Elfa incaricata da Galadriel di dare la caccia ai Nazgûl benché nutra dei dubbia sulla sua missione in quanto ha capito che sono esseri immortali. Aiuterà Talion durante la sua missione e quando il ramingo si rifiuterà di seguire Celebrimbor costui donerà il suo anello a Eltariel in modo da poterla aiutare a mettere fine per sempre alla sua caccia ai Nazgûl. Eltariel, segnata dalle molte battaglie che ha dovuto combattere, accetta credendo di fare la cosa giusta. Tuttavia, quando sono vicini a sconfiggere Sauron questi taglierà il dito di Eltariel con l'anello di Celebrimbor separandola dallo spettro. Il suo destino è ignoto.

Brûz: uno tra i più forti Olog-hai presenti a Mordor Brûz divenne subito noto per la sua forza e le sue vittorie, ottenute non solo con la forza ma anche con un incredibile genio tattico. Dominato da Talion attraverso il nuovo anello Brûz combatté al fianco del ramingo aiutandolo a conquistare Núrnen dimostrando di essere molto socievole e umoristico. Tuttavia, in fondo al suo cuore non sopportava di aver perso il combattimento contro Talion, così alla prima occasione lo pugnalò alle spalle diventando il nuovo reggente della fortezza. Venne in seguito scacciato e, al termine di un lungo inseguimento, portato sull'orlo della pazzia da Celebrimbor che lo ridusse nel guscio vuoto di quello che era.

Ratbag: un Uruk vecchio compagno di Talion che lo aiutò a scalare la gerarchia degli Orchi a causa delle sue scarse capacità finendo per essere ucciso dal Martello di Sauron. In realtà Ratbag sopravvisse al colpo infertogli ma fu imprigionato insieme a un Olog da una banda di Orchi. Ratbag riuscì a liberare sé stesso e l'Olog, al quale darà il nome "Ramingo" in onore di Talion, e insieme riuscirono a superare varie difficoltà fino a divenire i reggenti dietro la figura fittizia di un Olog a due teste conosciuto come l'Etten. Dopo la nuova avventura con Talion per ritrovare Ramingo e sconfiggere Brûz si ricongiunge con il suo compagno lasciando un mistero sul loro destino.

Ramingo: un tempo un Olog chiamato Az-Harto, noto per la sua mente spietata e strategica, Ramingo fu catturato da una banda rivale di Orchi dove conobbe un altro prigioniero di nome Ratbag. I due riuscirono a fuggire e a scalare la gerarchia degli Orchi creando la figura fittizia dell'Etten, un Troll dotato di due teste, frutto dell'istinto di sopravvivenza di Ratbag e dell'intelligenza di Ramingo.

Carnan: spirito della foresta e guardiana della natura a Mordor in grado di assumere qualsiasi forma e controllare qualunque essere vivente che comprende la fauna e la flora. In passato Carnan combatté contro il Balrog Tar Goroth che minacciò la vita della sua foresta, finendo per confinarlo nei recessi di Gorgoroth. Inizialmente non vede di buon occhio Talion e Celebrimbor in quanto esseri contro natura a causa della loro condizione e inoltre per il fatto che il nuovo anello abbia risvegliato Tar Goroth. In seguito li aiuterà sia contro il Balrog che contro il negromante Zog, rischiando in più di un'occasione la vita.

Sauron: inizialmente un Maiar, uno spirito immortale più antico della stessa Terra di Mezzo, Sauron volle riportare ordine nel mondo, secondo lui, lasciato dai Valar. Si unì al primo Oscuro Signore Morgoth e alla sua sconfitta si nascose per poi ritornare sotto le vesti di Annatar, il Signore dei doni. Con queste sembianze Sauron divenne amico di Celebrimbor, il quale condivideva il suo sogno di creare un'utopia, e insieme crearono gli Anelli del Potere. In segreto Sauron forgiò l'Unico Anello per dominarli tutti quanti, infondendovi molto del suo potere. Con una parte del suo potere ritornata Sauron intende riprendere il suo sogno di conquistare tutta la Terra di Mezzo grazie agli Orchi e ai Nazgûl, venendo ostacolato da Talion e Celebrimbor. Nella battaglia finale Sauron viene bloccato da Celebrimbor in una guerra interna dopo che cercò di fondersi con lo spirito dell'Elfo, finendo per assumere per sempre la forma di un occhio fiammeggiante senza palpebra e rimanendo bloccato sulla cima della stessa Barad-dûr.

Re Stregone di Angmar: il più forte e fedele seguace di Sauron, nonché capo dei nove Nazgûl, il Re Stregone di Angmar fu uno degli Uomini a cui Sauron diede uno dei Nove Anelli del Potere, servendolo per ben quattro millenni. Il suo sogno è quello di vedere il regno di Gondor distrutto in quanto il suo regno di Angmar venne sfaldato da un'alleanza tra gondoriani ed Elfi, e la sua prima preda fu la città di Minas Ithil che ribattezzerà Minas Morgul. Il Re Stregone vede in Talion un nuovo membro per gli Spettri dell'Anello, per questo in più di un'occasione sia lui che i Nazgûl cercheranno di convincerlo a passare dalla loro parte. Verrà cacciato da Minas Morgul da Talion ma ritornerà quando il ramingo diventerà finalmente un Nazgûl e insieme partiranno per la Contea alla ricerca dell'Unico Anello.

Suladân: un tempo un grande generale della Seconda Era Suladân (il cui nome in Sindarin significa "Uomo spirituale") marciò contro la fortezza di Sauron per sconfiggerlo. L'Oscuro Signore, invece, si arrese al lui dandogli uno dei Nove Anelli del Potere. L'anello e Sauron, divenuto nel frattempo il suo più fidato consigliere, corruppero Suladân fino a farlo diventare un Nazgûl, presente in molte campagne militari dell'Oscuro Signore, inclusa l'Ultima Alleanza di Uomini ed Elfi.

Tar Goroth: uno dei Balrog del primo Oscuro Signore Morgoth, Tar Goroth era uno dei generali del suo esercito, probabilmente il più potente dopo Gothmog, il loro signore, in quanto si dice che abbia distrutto interi eserciti e molti dei loro più grandi eroi. Dopo la sconfitta di Morgoth nella Prima Era Tar Goroth si rifugiò a Mordor, dove la sua fame di distruzione lo portò a confrontarsi con lo spirito protettore di quella terra, Carnan, che riuscì a seppellirlo nelle profondità di Gorgoroth. Risvegliato dal potere del nuovo anello creato da Talion e Celebrimbor, Tar Goroth venne riportato in superficie dal negromante Zog e dai suoi accoliti ma si dimostrò incontrollabile e il suo ritorno minacciò di portare la fine su tutta la Terra di Mezzo. Carnan venne aiutata da Talion a combattere contro il suo vecchio nemico, sconfiggendolo definitivamente nel lago ghiacciato di Seregost.

Zog: Orco specializzato nella magia oscura, in particolare la negromanzia, Zog è un devoto seguace di Sauron con una grande ambizione: risvegliare il Balrog Tar Goroth a Gorgorth. Quando però il Balrog venne sconfitto da Talion e Carnan Zog decise di resuscitarlo, e questo portò la sua ambizione a farsi ancora più grande: dato che i morti rispondono solo al loro padrone avrebbe avuto un'arma devastante e un potere tale da permettergli di sfidare Sauron; inoltre il suo culto si espanse per tutta Mordor, pronto a riportare in vita tutti i suoi morti. I suoi piani vennero però fermati da Talion che uccise molti accoliti e lo stesso Zog mentre stava cercando di resuscitare Tar Goroth. Tuttavia i suoi accoliti lo riportarono in vita a Minas Morgul e Zog dichiarò la propria indipendenza da Sauron, pronto a resuscitare i morti della città per costruire un esercito. La sua ambizione cessò definitivamente quando Talion lo uccise di nuovo e Carnan purificò i loro corpi riducendoli in cenere.

Helm Mandimartello: antico re di Rohan e ultimo della prima linea, noto per la sua incredibile resistenza e brutalità, grazie alle quali si diceva poteva combattere per giorni anche a mani nude. Helm rifiutò di dare in matrimonio sua figlia Bernwyn a Siric, un signore della guerra, perciò una settimana dopo Siric tese un'imboscata a Helm e rapì Bernwyn. Ormai quasi morto Helm venne raggiunto da Sauron e Celebrimbor che gli diedero uno dei Nove Anelli del Potere che rinvigorì il corpo del re ma alimentò anche la sua sete di vendetta. Assediò la fortezza di Siric dove, preso dalla furia, uccise per errore la propria figlia. Mosso da una rabbia sfrenata Helm massacrò tutti i presenti, inclusi i suoi soldati finché non divenne un Nazgûl con il potere di controllare ogni tipo di bestia.

Isildur: re fondatore di Gondor, durante l'Ultima Alleanza di Uomini ed Elfi Isildur riuscì a sconfiggere Sauron tagliandogli il dito con l'Unico Anello utilizzando la spada distrutta di suo padre Elendil. Impossessatosi dell'Unico, dopo molto tempo Isildur cedette alla tentazione e lo indossò, in cui ebbe una visione di sé come nuovo Signore degli Anelli ma comprese troppo tardi che l'Anello rispondeva soltanto a Sauron. L'Oscuro Signore fissò il suo sguardo su Isildur che venne continuamente attaccato dagli Orchi, finendo infine ucciso nei Campi Iridati quando l'anello lo abbandonò. Gli Orchi recuperarono il corpo e lo portarono a Barad-dûr dove Sauron gli fece indossare uno dei Nove Anelli del Potere riportandolo in vita come suo schiavo e come Nazgûl con il potere di resuscitare gli spiriti degli Uomini. Durante la sua seconda battaglia contro Talion Isildur verrà liberato dal ramingo che finalmente gli concederà il riposo della morte e diventerà l'erede del suo anello.

Modalità di gioco[modifica | modifica wikitesto]

La funzione multigiocatore del gioco offre una "modalità di conquista sociale", in cui i giocatori sono in grado di invadere le fortezze degli altri giocatori e tentare di conquistarle. Questa modalità ha due impostazioni: amichevole e classificato. Amichevole permette al giocatore di invadere la fortezza di qualcuno, senza il rischio di perdere il proprio esercito. Classificato, invece, permette al giocatore di invadere, ma con il rischio di perdere alcuni dei propri orchi seguaci definitivamente. Con l'aggiornamento 1.07, è stata aggiunta una nuova modalità multigiocatore: le fosse online. In questa modalità il giocatore può inviare un proprio orco reggente a combattere contro il reggente di un altro giocatore nelle fosse. Come per le invasioni online, anche nelle fosse online si ha la modalità amichevole e classificata. Inoltre l'orco reggente potrà diventare epico o leggendario dopo una serie di vittorie in questa modalità.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

L'Ombra della Guerra ha ricevuto nomination all'E3 2017 come "Best of Show", "Best Console Game", "Best PC Game", e "Best Action/Adventure Game".[6]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Benché il gioco è ispirato ai libri nel finale segreto vi è una citazione al film di Peter Jackson Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re: durante la sconfitta di Sauron dopo la distruzione dell'Unico Anello, una delle bombe del Monte Fato colpisce un Nazgûl e la sua cavalcatura; nel gioco il Nazgûl in questione è Talion.
  • Nel gioco è presente un'Orco chiamato Forthog Ammazzaorchi che aiuterà Talion quando sarà in difficoltà. Il personaggio è basato su Michael Forgey, produttore esecutivo di Monolith morto di cancro durante lo sviluppo de L'Ombra della Guerra.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Annunciato ufficialmente La Terra di Mezzo: L'Ombra della Guerra, SpazioGames, 27 febbraio 2017. URL consultato il 17 settembre 2017.
  2. ^ La Terra di Mezzo: L'Ombra della Guerra rinviato ad ottobre Triste annuncio, SpazioGames, 1º giugno 2017. URL consultato il 17 settembre 2017.
  3. ^ (EN) Mike Minotti, Middle-earth: Shadow of War shines the Eye of Sauron on iOS and Android, VentureBeat, 27 luglio 2017. URL consultato il 18 settembre 2017.
  4. ^ Mario Petillo, Sauron prima dell'Anello: la storia di Mairon l'Ammirabile, Spaziogames.it, 13 ottobre 2017.
  5. ^ Mario Petillo, Shelob, la trasfigurazione da ragno a umano: chi è il terrore del Beleriand, Spaziogames.it, 9 ottobre 2017.
  6. ^ Andy Chalk, Wolfenstein 2 and Shadow of War lead Games Critics Awards Best of E3 nominations, PC Gamer, 26 giugno 2017. URL consultato il 6 ottobre 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]