La Terra di Mezzo: L'ombra di Mordor

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La Terra di Mezzo: L'ombra di Mordor
videogioco
La Terra di Mezzo - L'Ombra di Mordor.PNG
Logo del gioco
Titolo originaleMiddle-earth: Shadow of Mordor
PiattaformaPlayStation 3, Xbox 360, PlayStation 4, Xbox One, Microsoft Windows
Data di pubblicazionePlayStation 4 e Xbox One:
Flags of Canada and the United States.svg 30 settembre 2014
Flag of Europe.svg 3 ottobre 2014

Microsoft Windows:
Mondo/non specificato 30 settembre 2014
PlayStation 3 e Xbox 360:
Flags of Canada and the United States.svg 18 novembre 2014
Flag of Europe.svg 21 novembre 2014
Linux e Mac OS X:
Mondo/non specificato 31 luglio 2015

GenereAction RPG
OrigineStati Uniti
SviluppoMonolith Productions, Behaviour Interactive (PS3/X360/PC)
PubblicazioneWarner Bros. Interactive Entertainment
SceneggiaturaChristian Cantamessa
Modalità di giocoGiocatore singolo
Periferiche di inputMouse, tastiera, DualShock 3, DualShock 4, gamepad
Motore graficoLithtech
Motore fisicoHavok
SupportoBlu-ray Disc, DVD, download
Distribuzione digitaleSteam, PlayStation Network, Xbox Live
Fascia di etàACB: MA · BBFC15 · CEROD · ESRBM · PEGI: 18 · USK: 16
Seguito daLa Terra di Mezzo: L'ombra della guerra

La Terra di Mezzo: L'ombra di Mordor (Middle-earth: Shadow of Mordor) è un action RPG ispirato all'universo fantasy trattato nei romanzi di J. R. R. Tolkien, sviluppato da Monolith Productions e da Behaviour Interactive (che si è occupata del porting per PlayStation 3 e per Xbox 360) e pubblicato da Warner Bros. Interactive Entertainment.[1][2] Gli eventi del gioco, sebbene originali e non seguenti il canone tolkieniano, si potrebbero collocare poco dopo quelli de Lo Hobbit, precedendo i fatti de Il Signore degli Anelli. Il gioco è stato pubblicato per PlayStation 3, PlayStation 4, Xbox 360 e Xbox One e PC Windows. L'uscita del gioco è stata anticipata dal 7 ottobre 2014 al 30 settembre 2014 in Nord America e al 3 ottobre 2014 in Europa,[3] mentre in Australia la data è rimasta quella dell'8 ottobre 2014. Il 4 marzo 2015 Feral Interactive annuncia il prossimo arrivo della versione per Linux, SteamOS e per macOS, rilasciato poi il 31 luglio 2015 ufficialmente.[4][5]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Talion è un capitano ramingo di Gondor stazionato insieme ai suoi soldati al Cancello Nero di Mordor, con l'ordine di proteggerlo. Il manipolo viene attaccato dagli Uruk di Sauron, guidati da tre Nùmenòreani Neri soprannominati i Capitani Neri: il Martello, la Torre ed il loro leader, la Mano Nera. Talion, insieme a sua moglie Ioreth ed a suo figlio Dirhael, viene catturato e sacrificato in un rituale dalla Mano Nera nel tentativo di legare a sé lo spettro del Signore Elfico Celebrimbor. Tuttavia egli (che soffre di amnesia a causa degli anni passati come spettro) si unisce invece a Talion, impedendogli di morire. I due partono quindi per scoprire l'identità di Celebrimbor e vendicare la morte della famiglia di Talion.

Lungo i loro viaggi, si imbattono molteplici volte in Gollum, sempre alla ricerca del suo "Tesoro" (l'Unico Anello). La creatura, essendo entrata in contatto con il potente artefatto, è in grado di vedere Celebrimbor e di comunicarci, affermando di essere al suo servizio e chiamandolo "Lucente Signore". Sperando che Celebrimbor possa guidarlo all'Anello, Gollum lo conduce a vari artefatti che ristorano parti della sua memoria. L'elfo ricorda quindi come Sauron, spacciandosi per Annatar, il Signore dei Doni, lo ingannò e gli fece forgiare gli Anelli del Potere. Alla fine, Celebrimbor creò anche l'Unico Anello, ma riuscì a rubarlo e si proclamò il Lucente Signore di Mordor, guidando quindi un esercito di Uruk contro Sauron. Tuttavia, l'Anello tradì Celebrimbor e tornò da Sauron, il quale sconfisse l'elfo e lo punì giustiziando sua moglie e sua figlia (da lui prese in ostaggio per obbligarlo a forgiare gli anelli) con il suo stesso martello da fabbro, con il quale alla fine uccise anche lui.

In cerca della Mano Nera, Talion si allea con Hirgon, ramingo disertore e leader di una comunità di Gondoriani nota come Reietti, e con Ratbag il Codardo, un Uruk che gli promette di portarlo più vicino al suo bersaglio in cambio del suo aiuto nello scalare le gerarchie dell'esercito di Sauron. Talion uccide tutti i superiori di Ratbag, che viene quindi promosso comandante. Nel tentativo di indebolire le forze di Sauron nell'area, il ramingo (ormai soprannominato "Il Senzamorte" dagli Uruk) uccide tutti gli altri comandanti ed aiuta Hirgon con un piano per attirare allo scoperto i Capitani Neri: utilizzare del grog rubato e della polvere da sparo per distruggere un enorme monumento dedicato a Sauron. Al "messaggio", tuttavia, non risponde la Mano Nera, bensì il Martello, che si presenta ad Udûn e punisce Ratbag per non essere riuscito ad uccidere il ramingo. Al termine di un duro scontro, Talion riesce ad uccidere il Capitano Nero.

Il ramingo viene quindi raggiunto da Lithariel, figlia di Dama Marwen, apparentemente in grado di aiutare Celebrimbor nella sua missione. Marwen è la sovrana del Mare di Núrnen, regno costiero situato nella parte sud di Mordor. Guida quindi i due verso un altro artefatto di Celebrimbor. Talion viene anche aiutato da un Nano cacciatore chiamato Torvin, il quale insegna al ramingo come domare i Caragor ed i Graug (due bestie simili rispettivamente ad una pantera e ad un troll native di Mordor), venendo poi a sua volta aiutato nella caccia al Graug Leggendario (anche noto come il Grande Graug Bianco), spaventosa belva che anni addietro uccise suo fratello. In seguito, Marwen avverte i due che Celebrimbor è in grado di letteralmente "dominare" gli Uruk, assoggettandoli al suo volere ed obbligandoli a servirlo, ed ordina loro di formare un esercito per attaccare Sauron. Talion si rende presto conto che Marwen è sotto il controllo dello Stregone Bianco, Saruman, ed aiuta Lithariel a liberarla dal suo controllo spezzando il suo bastone, decidendo tuttavia di proseguire con il piano, assaltando con un esercito di Uruk dominati la roccaforte della Mano Nera a Ered Glamhot. Tuttavia, invece della Mano Nera, Talion si imbatte nella Torre. Egli sbeffeggia il ramingo, affermando che in realtà Celebrimbor lo ha scelto e che in realtà può liberarlo quando vuole, offrendo all'elfo un posto al fianco di Sauron. Rifiutando l'offerta, i due si scontrano e Talion emerge vittorioso, riuscendo ad uccidere la Torre. In seguito alla battaglia, Celebrimbor rivela a Talion che la Torre diceva il vero e promette di lasciare che si unisca alla sua famiglia nella morte dopo aver ucciso la Mano Nera.

Talion torna quindi al Cancello Nero per affrontare la Mano Nera. Quest'ultimo riesce a riesce ad immobilizzarlo usufruendo di un incantesimo che ripristina totalmente i ricordi di Celebrimbor. In seguito, si uccide come parte di un rituale per staccare l'elfo da Talion ed unirlo a sé, permettendo così a Sauron di entrare nel suo corpo. Fortunatamente, Celebrimbor oppone resistenza e permette a Talion di "uccidere" la forma corporea di Sauron, il quale ritorna l'essere non materiale che era prima. Con la morte della Mano Nera, Talion convince Celebrimbor a restare ed i due partono per il Monte Fato con l'obiettivo di forgiare un nuovo Anello del Potere.

DLC[modifica | modifica wikitesto]

Signore della Caccia[modifica | modifica wikitesto]

Talion viene chiamato da Torvin a Núrn per un grosso problema: cinque capitani Uruk sono riusciti a domare tre specie delle bestie più selvagge di Mordor; si fanno chiamare i Domatori. Il primo di essi è Tûmhorn, che vuole domare i Caragath, variante dei Caragor in grado di nascondersi nell'ombra. Dopo essere riuscito a domare uno di questi esemplari, Talion libera gli altri prigionieri in un accampamento, e insieme a Torvin ne assalgono un altro. Poi però Torvin rivela a Talion che gli Uruk hanno saccheggiato il suo accampamento prendendo la polvere esplosiva e l'ascia di suo fratello. Più preoccupato per l'uso che farà Sauron della polvere che ritrovare l'ascia, Talion perlustra tre siti degli Uruk, non riuscendo però a trovarla, in compenso Torvin ha ritrovato l'ascia di suo fratello, e rivela al ramingo che solo il contrabbandiere Ashgarn, uno dei domatori, può trasportare qualcosa di così importante come la polvere esplosiva. Talion uccide così prima i corrieri e poi l'Uruk, e successivamente Tûmhorn, liberando i Caragath dai loro propositi. Dopo, Torvin informa Talion che le squadre di sterminio del capitano Zügor, conosciuto come il Macellaio, stanno uccidendo indiscriminatamente i Ghûl, facendoli diventare più aggressivi e riuscendo a uscire da sottoterra anche con la luce del sole. L'unico modo per fermarli è uccidere tre delle loro matriarche, in modo da non avere più una guida. Debellata per il momento la minaccia dei Ghûl, il prossimo obbiettivo di Talion e Torvin sono Zügor e le sue squadre di sterminio. Talion, per facilitare la situazione, decide di domare uno dei Graug orrendi, Graug in grado di sputare il veleno tossico dei Ghûl, per uccidere gli Uruk e il loro comandante. Poi è il turno di Ügakûga, che è riuscito a domare un Graug orrendo - da lui chiamato "Calpestino". Talion fa emergere i Ghûl dalle loro tane, scatenando il caos tra gli Uruk, facendogli uccidere la cavalcatura di Ügakûga per poi sconfiggere il comandante. Ora ne rimane solo uno: Shagflak. Torvin rivela che questo Uruk è riuscito a farsi accettare dai Ghûl e che adesso li comanda, quindi propone a Talion un'idea: usare i suoi poteri per soggiogare i Ghûl e usarli contro il comandante. Seguendo la strategia di Torvin, Talion si impossessa dei Ghûl di Shagflak che si dà alla fuga, ma viene di nuovo raggiunto dal ramingo e ucciso. Finalmente debellata la minaccia dei Domatori, Torvin saluta Talion e parte per tornare alla sua casa nei Monti Azzurri.

Il Lucente Signore[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver rubato l'Unico Anello a Sauron, Celebrimbor decide di usare il suo potere per sottomettere gli Orchi di Udûn alla sua volontà, formando un esercito per contrastare l'Oscuro Signore. Come primo passo, Celebrimbor marchia tre dei cinque capitani della regione, costruendo delle torri nelle terre conquistate come sfida a Sauron. Tuttavia, i suoi capitani vengono catturati e condannati a essere giustiziati dagli altri due. Celebrimbor, per niente intimorito, ferma l'esecuzione e marchia gli ultimi due comandanti. A questo punto, con tutte le forze di Udûn in suo potere, Celebrimbor dichiara guerra a Sauron. Il Signore degli Anelli gli si presenta davanti di persona, e i due cominciano un brutale duello. Inizialmente Celebrimbor è in vantaggio, ma Sauron spezza la sua volontà sui cinque capitani riportandoli dalla sua parte. Alla fine Celebrimbor riesce a sconfiggere Sauron ma, proprio mentre sta per dargli il colpo di grazia, l'Oscuro Signore richiama a sé l'Unico Anello e sconfigge Celebrimbor. Di nuovo nelle grinfie di Sauron, Celebrimbor lo vede uccidere sua moglie e sua figlia davanti ai suoi occhi, per poi venire ucciso egli stesso con il martello di mithril donatogli molto tempo fa da Sauron con cui forgiò gli Anelli del Potere. Celebrimbor viene maledetto e il suo spirito legato a Mordor fino a che l'Unico Anello non verrà distrutto.

La scena si sposta quando la Mano Nera di Sauron compie il rituale per evocare Celebrimbor uccidendo Talion e la sua famiglia. Il Creatore d'Anelli si lega a Talion, rivelando di non aver perso la memoria e quindi di usare Talion nella sua vendetta contro Sauron.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Talion: capitano dei raminghi al comando del Cancello Nero. Attraverserà tutta Mordor insieme a Celebrimbor per vendicarsi e fiaccare gli eserciti del male con la paura e la spada eliminando i Comandanti degli Uruk. Tra le armate di Sauron è conosciuto con il terribile soprannome di "Senzamorte".

Celebrimbor: lo spettro dell'antico Sire elfico della Seconda Era conosciuto come il Creatore d'Anelli. Salva Talion dalla morte per farsi aiutare a ritrovare i suoi antichi ricordi e vendicarsi dell'Oscuro Sire di Mordor che sotto le mentite spoglie di Annatar il signore di doni gli regalò un martello di mithril con cui Celebrimbor forgiò gli Anelli del Potere di Elfi, Uomini e Nani e che poi lo uccise insieme a sua moglie e sua figlia.

Ioreth: la moglie di Talion. In passato ha avuto uno screzio con un nobile di Gondor che voleva prenderla per sé, ma Talion l'ha salvata, purtroppo uccidendolo, ma ha voluto seguirlo fino al Cancello Nero pur di rimanere al suo fianco.

Dirhael: il figlio di Talion. Cerca di diventare un ramingo proprio come suo padre, e da questi è allenato.

Hirgon: ramingo di Gondor, era uno dei migliori amici di Talion, prima che disertasse dal Cancello Nero per andare a vivere con i Reietti, un gruppo di disertati da Gondor come lui. Con il ritorno di Sauron, trasformerà i Reietti in una forma di resistenza contro gli Uruk di Mordor.

Gollum: un mezzuomo che cadde nel malefico potere dell'Unico Anello e da esso trasformato in una figura abbietta e insidiosa che continua a cercare il suo "Tessoro". Aiuterà Talion e Celebrimbor a recuperare le memorie dell'Elfo, ma solo perché crede che il ramingo abbia l'Unico.

Dama Marwen: conosciuta come la Regina della Riva, guida i corsari del Mare di Núrnen contro gli Uruk di Sauron. In passato cercò consiglio da Saruman il Bianco, ma egli la possedette facendola diventare una sua pedina per catturare Celebrimbor; verrà salvata da sua figlia Lithariel che distruggerà il suo bastone, collegamento tra lei e lo Stregone Bianco.

Lithariel: figlia di Dama Marwen, è a capo dei soldati del suo popolo. Da quando sua madre è stata posseduta da Saruman (pensando che fosse una misteriosa malattia) Lithariel cercherà di curarla in tutti i modi. Alla fine ci riuscirà, rompendo il bastone di sua madre che fungeva da collegamento con Saruman.

Torvin: è un Nano cacciatore alla ricerca anche lui dei manufatti di Celebrimbor. Un tempo lui e suo fratello Gorvin erano dei grandi cacciatori, questo finché il Grande Graug Bianco non lo uccise, e Torvin, a causa delle ferite, non poté fare niente per il fratello. Da allora medita vendetta contro il Graug, che otterrà una volta incontrato Talion. Come cavalcatura utilizza uno dei rari Caragor feroci.

Ratbag: è un Uruk che viene continuamente preso in giro dai suoi simili per il fatto di non riuscire a combinare niente. Incontrato Talion cercherà la possibilità di riscattarsi cercando di diventare un comandante, anche al costo di tradire la sua gente alleandosi con il suo peggior nemico. Una volta riuscito a diventare comandante la sua carriera durerà poco, in quanto il Martello di Sauron lo ucciderà dato che era l'unico sopravvissuto dei comandanti dopo che Talion, insieme ai Reietti, ha distrutto il Gorthaur.

Saruman: lo Stregone Bianco a capo del Bianco Consiglio, in realtà cerca di conquistare la Terra di Mezzo facendo il doppiogioco con Sauron. Quando Dama Marwen cercherà il suo aiuto, costui la possederà per cercare di trovare Talion per poter prendere Celebrimbor, grazie al quale potrà forgiare abbastanza Anelli del Potere da poter contrastare apertamente Sauron. Verrà fermato da Lithariel, abbandonando il corpo della madre facendola ringiovanire.

Il Martello di Sauron: primo dei Capitani Neri ad essere incontrato da Talion al Cancello Nero insieme alla Torre. Rappresenta la forza in combattimento di Sauron. È un uomo pallido, dagli occhi rossi e rivestito completamente da una corazza nera. Un tempo era uno dei lettighieri di Gondor presenti dopo la Battaglia di Dagorlad dove, mentre recuperava i feriti, venne attirato dalla mazza da combattimento di Sauron dopo che fu sconfitto da Isildur. Una volta presa la possente arma un'enorme ondata di malvagità e ira presero possesso del suo animo, facendolo diventare il più violento soldato di Sauron.

La Torre di Sauron: secondo dei Capitani Neri ad essere incontrato, decisamente più ragionevole del Martello: infatti non approva che il Capitano colpisca a morte Talion con la sua mazza dicendogli che la Mano Nera lo vuole vivo. Rappresenta la crudeltà di Sauron. È un Númenóreano Nero dall'aspetto grottesco e raccapricciante: indossa un'armatura che è letteralmente attaccata al corpo, segno del suo essere un maestro del dolore, con la pelle di due facce umane sulle spalle. Il Capitano Nero combatte con delle illusioni per far cadere il nemico nello sconforto. Per sconfiggerlo Talion dovrà prosciugarlo più volte, fatto ciò si rifugerà nella sua fortezza dove si presenta come Ioreth, la moglie di Talion, ma il ramingo, non cadendo nell'inganno, lo trafigge a morte.

La Mano Nera di Sauron: terzo e più pericoloso dei Capitani Neri ad essere affrontato da Talion e colui che il ramingo cerca per vendicare la morte dei suoi cari. Rappresenta le menzogne di Sauron. È un uomo alto e pallido con gli occhi rossi simili a quelli dell'Oscuro Sire e coperto da un lugubre mantello nero. Ai suoi ordini ci sono i Cinque Artigli della Mano Nera, Uruk scelti appositamente da lui che rappresentano la sua guardia. Le sue origini sono avvolte nel mistero e nella menzogna (c'è chi crede che sia l'assassino dei due Istari blu), ma verso la fine si scopre che è un Uomo posseduto dallo spirito di Sauron.

Sauron: l'Oscuro Sire di Mordor, tornato dopo la sua sconfitta a Dol Guldur per mano del Bianco Consiglio, vuole riportare in vita Celebrimbor per forgiare nuovi Anelli del Potere da distribuire ai suoi alleati con cui ricominciare la sua campagna di conquista della Terra di Mezzo. Per fare ciò si serve dei Capitani Neri e degli Uruk. Riprenderà possesso delle sue sembianze quando la Mano Nera si suicida e assorbendo lo spirito di Celebrimbor per eliminare Talion; tuttavia, Celebrimbor riuscirà a contrastarlo per permettere a Talion di cacciarlo dal corpo della Mano Nera e sconfiggerlo.

Audio[modifica | modifica wikitesto]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora del gioco, ad opera di Nathan Grigg e Garry Schyman, è composta da 50 tracce.[6]

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Personaggio

Doppiatori originali

Doppiatori italiani

Talion Troy Baker Francesco De Francesco
Celebrimbor Alastair Duncan Roberto Draghetti
Ioreth Laura Bailey Francesca Manicone
Dirhael Jack Quaid Emanuele Ruzza
Hirgon Travis Willingham Edoardo Stoppacciaro
Eryn Emily O'Brien
Dama Marwen Claudia Black
Lithariel Abigail Marlowe
Ratbag Phil LaMarr Luca Graziani
Gollum Liam O'Brien Francesco Vairano[7]
Galadriel Jennifer Hale
Torvin Adamo Croasdell Pierluigi Astore
Saruman il Bianco Roger Jackson Fabrizio Temperini
Sauron Steve Blum
Mano Nera di Sauron Nolan North Mimmo Strati
Martello di Sauron John DiMaggio
Torre di Sauron JB Blanc
Orchi Mimmo Strati

Pierluigi Astore

Sequel[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 2017 viene annunciato il seguito, intitolato La Terra di Mezzo: L'ombra della guerra.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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