Numenoreani neri

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La Bocca di Sauron; un numenoreano nero al servizio dell'Occhio senza palpebra.

I numenoreani neri (Black Númenóreans), nell'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien, erano dei numenoreani (e successivamente i loro discendenti) che furono corrotti da Sauron durante la Caduta di Numenor, e seguirono il re Ar-Pharazôn nella guerra contro Valinor. Durante la Terza Era questi vivono in varie zone della Terra di mezzo, molti trovarono spazio nel regno di Angmar.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto il loro potere e le conoscenze fossero cresciuti nel corso di tale Era, i numenoreani divennero sempre più preoccupati dei limiti imposti alla loro contentezza — e alla fine al loro potere — per la mortalità, il cui scopo si cominciò a mettere in discussione.

« Ma la paura della morte sempre più gravava fosca su di loro, che, infatti, ritardavano con tutti i mezzi possibili; e presero a costruire grandi case per i propri morti, mentre i loro sapienti si lambiccavano incessantemente il cervello onde riuscire a scoprire il segreto di richiamare la vita [...] »
(J.R.R. Tolkien, Il Silmarillion)

Questo crescente desiderio di fuggire la morte, nota come il destino degli uomini (in contrasto con il dono degli uomini), rese anche la maggior parte dei numenoreani invidiosi degli elfi immortali, o eldar, cui avevano iniziato a somigliare fisicamente come loro ricompensa da parte di Ilúvatar (Dio) per essere stati loro alleati. Gli eldar, tuttavia, cercarono di ricordare agli uomini di Numenor che la morte era stata un dono di Ilúvatar a tutti gli uomini, e che perdere la fede in Ilúvatar sarebbe stato eretico.

Tuttavia, dopo il 2221 Seconda Era, quando Tar-Ancalimon divenne re di Numenor;

« [...] il popolo di Numenor si scisse. Da un lato stava la grande maggioranza, i cosiddetti Uomini del Re, i quali s'inorgoglirono e si straniarono dagli eldar e dai Valar[...] »
(J.R.R. Tolkien, Il Silmarillion)

Gli 'Uomini del Re' quindi divennero sempre più predisposti alla corruzione di Sauron, il quale, dopo essere arrivato a Numenor;

« [...] naturalmente, aveva l'Unico Anello, e così ben presto dominò la mente e la volontà della maggior parte dei numenoreani. »
(J.R.R. Tolkien, La realtà in trasparenza)

Infine, durante gli ultimi anni di Numenor, il potente ma anziano re Ar-Pharazôn, che era diventato "spaventato dalla vecchiaia" (Lettere ~ 156), fu convinto da Sauron che Ilúvatar fosse una menzogna inventata dai Valar, e lo sedusse;

« [...] si volse all'adorazione della Tenebra e di Melkor suo Signore, dapprima in segreto ma ben presto apertamente e al cospetto del suo popolo[...] »
(J.R.R. Tolkien, Il Silmarillion)

A Numenor, la maggior parte della popolazione seguì immediatamente l'esempio, e questo culto passò rapidamente attraverso l'oceano alla maggior parte delle colonie fondate dai numenoreani nella Terra di mezzo;

« [...] Quando infatti Sauron dimorò in quella terra i cuori di quasi tutti i suoi abitanti erano stati rivolti alla tenebra. Molti di coloro che a quell’epoca fecero vela per l’est costruendovi fortezze e dimore sulle coste erano cioè già proni alla sua volontà[...] »
(J.R.R. Tolkien, Il Silmarillion)

Religione dei numenoreani neri[modifica | modifica wikitesto]

« [...] Gli uomini di Numenor vivevano un po' dappertutto sulle rive e sulle regioni marittime delle Grandi terre, ma la maggior parte di essi divenne schiava della malvagità e della follia. Molti si innamorarono dell'Oscurità e della magia nera[...] »
(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli)

Questa sacrilega magia nera, che sorse come conseguenza del loro culto dell' Oscurità e di Melkor, segnò la definitiva e irrevocabile divisione tra gli Uomini del Re e la minoranza, nota come i numenoreani fedeli, o elendili, che mantennero la loro fede nel vecchio Ilúvatar. Furono inoltre presumibilmente i primi rituali religiosi, insieme all’incredulità in Ilúvatar, di coloro che in seguito divennero noti come numenoreani neri.

Dopo la loro fondazione, i nuovi regni numenoreani degli elendili videro i loro omologhi come rinnegati meridionali a causa delle loro convinzioni personali, e coniarono il nome fu in seguito sempre utilizzato per loro;

« [...] Numenoreani neri, gente che stabilì le proprie dimore nella Terra di mezzo all’epoca della dominazione di Sauron, venerandolo poiché erano avidi di scienza malefica. »
(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli)

Nemici dei numenoreani neri[modifica | modifica wikitesto]

Quei pochi numenoreani che non disonorarono gli eldar, e che rimasero sempre fedeli ad Ilúvatar, sopravvissero alla Caduta di Numenor, e il loro signore Elendil, un numenoreani di stirpe reale, immediatamente fondò le colonie numenoreane più settentrionali, chiamandole Gondor e Arnor. A queste colonie erano venuti in precedenza

« [...] soltanto i Fedeli di Numenor e quindi molte delle genti costiere di quella regione erano, in tutto o in parte, imparentati con gli Amici degli elfi e con il popolo di Elendil [...] »
(J.R.R. Tolkien, Il Silmarillion)

Durante tutta la loro esistenza, i numenoreani neri ebbero cattive opinioni sui 'Fedeli' e sui loro discendenti, infatti

« [...] senza però dimenticare l’odio per Gondor »
(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli - Appendice A)

Umbar[modifica | modifica wikitesto]

« [...] per via del potere di Gil-galad, questi Rinnegati, signori assieme di potere e di male, s’insediarono per lo più nelle lontane regioni meridionali [...] »
(J.R.R. Tolkien, Il Silmarillion)

Per molti secoli dopo la caduta, discendenti degli 'Uomini del Re' controllarono il sud di quelle terre che erano state le colonie numenoreane nella Terra di Mezzo. Tra questi nuovi regni in esilio il più nord-occidentale era Umbar, dove un’aristocrazia di numenoreani neri sopravvisse per oltre un migliaio di anni dopo la caduta di Numenor, mantenendo molta influenza nell’Haradwaith. Nel 1015 T. E., per esempio, anche dopo essere stati esiliati dalla loro patria per quasi un millennio,

« [...] gli uomini dell’Harad, capeggiati dai signori cacciati da Umbar, assaltarono quella fortezza con ingenti forze [...] »
(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli - Appendice A)

Servitù a Sauron[modifica | modifica wikitesto]

A seguito della distruzione fisica di Sauron durante la Caduta di Numenor (o anche, possibilmente, dopo la vittoria dell’Ultima Alleanza), sembra che i regni dei numenoreani neri godettero di un alto grado di indipendenza da lui: ad Umbar, ad esempio, il gigantesco pilastro bianco commemorante l’umiliazione dell’Oscuro signore da parte di Ar-Pharazôn era ancora in piedi quando i numenoreani neri la abbandonarono nel 1050 Terza Era, oltre un migliaio di anni dopo la sua erezione da parte dei loro antenati (in realtà, il monumento non fu distrutto fino al 2951 Terza Era).

Numenoreani neri famosi[modifica | modifica wikitesto]

I due primi signori dei numenoreani neri a essere nominati a partire dalla fine della Seconda Era sono Herumor e Fuinur. Come tutti i numenoreani neri e gli 'Uomini del Re' prima di loro, Herumor e Fuinur desideravano il potere su altri uomini di razza inferiori, e «salirono a (grande) potenza tra gli Haradrim», i popoli che vivevano nei pressi di Umbar. Il loro destino è sconosciuto, ma forse condivisero la sconfitta di Sauron per mano dell’Ultima Alleanza tra gli elfi e gli uomini.

Si sa per certo che tre potenti signori di Numenor divennero spettri dell'Anello: «coloro che utilizzarono i Nove Anelli divennero potenti nei loro giorni, re, maghi, guerrieri dell’antichità», e così sarebbero stati tra i primi numenoreani neri, forse proprio Herumor e Fuinor. In una delle sue lettere Tolkien scrisse che il Re stregone di Angmar, il più grande tra gli spettri dell'Anello, era probabilmente di alta discendenza Númenóreana.

In un'altra lettera, Tolkien scrisse che la regina Berúthiel, moglie del re di Gondor Tarannon Falastur (circa 900 T. E.), era una numenoreana nera, proveniente da un regno di numenoreani neri situato da qualche parte a sud di Umbar. Non fu un'unione sentimentale e fu presumibilmente un accomodamento politico. La possibilità che tali accordi fossero possibili implica l'esistenza in quel momento di molti numenoreani neri alleati di Gondor molto più tardi rispetto alla Bocca di Sauron.

Nel videogioco Il Signore degli Anelli: La Guerra del Nord fanno la loro comparsa due nuovi numenoreani neri: Agandaûr, l'antagonista principale, un potente servitore di Sauron che per ordine suo vuole conquistare tutto il nord della Terra di mezzo; Wulfrum, un servitore di Agandaûr, uno stregone molto potente di magia nera, insegnatali da Agandaûr stesso.

Nei secoli successivi[modifica | modifica wikitesto]

Il trionfo dell’Ultima Alleanza tra gli elfi e gli uomini alla fine della Seconda Era segnò il lungo declino della razza dei numenoreani neri:

« Dopo la caduta di Sauron, la loro razza decrebbe rapidamente o si mescolò con gli uomini della Terra di Mezzo [...] »
(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli - Appendice A)

Questo è stato, almeno in parte, in quanto:

« altri si diedero all’ozio e al lusso, altri ancora combatterono fra di loro sino a quando gli uomini selvaggi, approfittando della loro debolezza, li soggiogarono. »
(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli)

Dopo la loro sconfitta ad Umbar da parte di Ciryaher nel 1050 Terza Era, dei numenoreani neri non si seppe più nulla al nord, anche se alcuni loro regni sopravvissero con un certo potere almeno fino alla fine della Terza Era: la Bocca di Sauron, che schernì l'esercito di re Elessar di fronte al Morannon, era un numenoreano nero "rinnegato", che presumibilmente era il termine usato dai popoli liberi di quel tempo per descrivere tutti i popoli di stirpe simile.

I numenoreani neri non usavano l’ovestron, ma probabilmente conservarono la loro antica lingua adunaico, parlandone un dialetto.

Regni in cui vissero numenoreani neri e popolazioni simili[modifica | modifica wikitesto]

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