Istari

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Istari
Ian McKellen e Christopher Lee interpretano Gandalf e Saruman, i due Istari più potenti e famosi, nell'adattamento cinematografico di Peter Jackson
Ian McKellen e Christopher Lee interpretano Gandalf e Saruman, i due Istari più potenti e famosi, nell'adattamento cinematografico di Peter Jackson
Universo Arda
Lingua orig. Inglese
Soprannome
  • Stregoni
  • Maghi
Autore John Ronald Reuel Tolkien
Specie Ainur
Sesso Maschio
Etnia Maiar

Gli Istari sono personaggi di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. Nella Terra di Mezzo vengono chiamati anche Stregoni o Maghi[nb 1] e i principali sono cinque[nb 2] (Saruman il Bianco, i due Stregoni Blu, Radagast il Bruno e Gandalf il Grigio); formano tra loro un «Ordine», l'Heren Istarion, di cui ogni membro si afferma in possesso di profonde cognizioni della storia e della natura della Terra di Mezzo[1].

Simili a Uomini mortali nell'aspetto, gli Istari sono in realtà molto più longevi di essi. Indossano abiti colorati (bianco, blu, bruno e grigio), ma non è chiaro se questi colori hanno un particolare significato. Portano sempre con sé dei bastoni, catalizzatori del loro potere magico[nb 3]. Il loro dovere è la contestazione di Sauron e la riunione di tutti i popoli che intendevano resistergli; per raggiungere questo scopo è loro interdetto di cercare di dominare Elfi e Uomini con la forza e la paura ed è loro vietato l'utilizzo del potere se non in determinati casi[2].

Il capo dell'Ordine è Saruman il Bianco, ma dopo il suo tradimento l'incarico passa a Gandalf il Grigio, poi conosciuto come Gandalf il Bianco.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Istari (“I saggi”) è il nome dato loro dagli Elfi in Quenya, ma sono chiamati anche Ithryn (sing. Ithron), in Sindarin[1].

I nomi dei cinque Istari in Quenya sono Curunír (Saruman), che significa L'Uomo di Destrezza[3]; Olórin (Gandalf), da Olos (sogno, visione)[4]; Aiwendil (Radagast), che significa Il Boscoso; Morinethar, che vuol dire Il Coraggioso e Romestamo, che significa L'Illusionista. Gli ultimi due furono, negli scritti successivi, chiamati anche Alatar e Pallando[5].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli Istari, Maiar incarnati in corpi di uomini, vennero inviati nella Terra di Mezzo dai Valar con il consenso di Eru in qualità di emissari di Valinor in opposizione a Sauron[2]. Essendo incarnati, gli Istari dovevano imparare daccapo molte cose attraverso l'esperienza e, pur ricordando le loro nobili origini, Valinor era per loro nient'altro che un ricordo offuscato al quale sommamente anelavano[6]. Non potevano sfoggiare i loro poteri per governare la volontà degli abitanti dela Terra di Mezzo e, visto che erano fatti di carne e ossa, erano soggetti alle paure, ai dolori e alle stanchezze della terra, suscettibili di provare fame, sete e di essere uccisi[2]. Tolkien, in una lettera a Michael Straight, l'editore di New Republic, scrisse che, nonostante gli Istari fossero esseri superiori, erano comunque capaci anche di impulsi negativi tipici degli Edain, come l’avidità, la gelosia e l’aspirazione al potere: «[questi stregoni sono] anche... coinvolti nel pericolo dell'incarnazione: la possibilità della "caduta", del peccato, se vuoi»[7].

L'ordine di arrivo[modifica | modifica wikitesto]

Gli Istari giunsero nella Terra di Mezzo verso il 1000 della Terza Era[1]. Cirdan, signore dei Ponti Grigi, fu l'unico a vederli sbarcare sulle coste occidentali[2]. Il primo ad arrivare fu scelto personalmente dal Vala Aulë: uno di nobile aspetto e portamento, vestito di bianco, considerato, persino dagli Eldar, il capo dell'Ordine. Questi divenne noto tra gli Elfi come Curunìr, l'Uomo di Destrezza, e Saruman nelle lingue degli Uomini del Nord[3].

Il secondo ad arrivare fu scelto personalmente dal Vala Orome[8]: Alatar era il suo nome e giunse insieme all'amico Pallando[5]. Erano vestiti di blu oltremare e ben presto furono conosciuti come Ithryn Luin, «gli Stregoni Blu»[3]. Nel XII volume della The History of Middle-earth, The Peoples of Middle-earth, nel capitolo Last Writings - The Five Wizards, si legge che i due Istari potrebbero essere giunti prima degli altri, intorno al 1600 della Seconda Era insieme a Glorfindel, sebbene con scopi diversi[nb 4].

Successivamente arrivò Aiwendil, vestito di terra bruciata, conosciuto in seguito con il nome di Radagast. Costui sarebbe dovuto arrivare insieme a Saruman per ordine di Yavanna, sposa di Aulë[5]. Probabilmente giunsero divisi e in due periodi differenti a causa dell'antipatia che Saruman provava per Radagast[nb 5].

L'ultimo ad arrivare sembrava il minore, più basso degli altri, e a vederlo più anziano, i capelli grigi, e grigio anche l'abito, il quale s'appoggiava a un bastone. Fu scelto dal Vala Manwë e si chiamava Olòrin, ma ben presto sarebbe divenuto famoso con il nome di Gandalf. Durante l'adunanza degli Ainur, Olòrin si era tenuto in disparte non volendo entrare direttamente nella questione, e quando gli si chiese di recarsi nella Terra di Mezzo inizialmente oppose un rifiuto, dicendo umilmente che era troppo debole per affrontare un compito di quella portata e che temeva il potere malefico di Sauron; tuttavia Manwë gli disse che proprio in virtù della sua umiltà era tenuto a partire; alla fine accettò il fardello, ma la Valier Varda impose che Olòrin non dovesse giungere come terzo, ma come secondo e sottoposto solo a Saruman[8][5].

L'arrivo nella Terra di Mezzo[modifica | modifica wikitesto]

Gli Istari apparivano come semplici viandanti e viaggiatori, Uomini già avanti con gli anni ma ancora saldi nel corpo. In un primo tempo gli Uomini, almeno quelli che avevano contatti con loro, supposero trattarsi di altri Uomini che avevano acquisito sapienza e arti mediante lunghi e segreti studi[1]. Quando l'ombra Sauron cominciò a crescere e a riprendere forma, gli Istari si fecero più attivi e fu solo allora che gli Uomini cominciarono a notarli. Gli Uomini si resero conto che gli Istari invecchiavano lentamente e per questo cominciarono a temerli, pur amandoli, e li ritennero appartenere (erroneamente) alla razza degli Elfi[2]. Il nome Gandalf, infatti, in ovestron, significava proprio "elfo col bastone" (elf with the staff)[9]. Pare che solo Cirdan dei Porti Grigi e, forse, gli altri capi degli Eldar (Elrond e Galadriel), sappiano chi siano veramente gli Istari. Forse anche lo hobbit Frodo Baggins, che partì poi per Valinor con Gandalf, scoprì chi erano gli Istari[nb 6].

Sin da quando gli Istari partirono alla volta della Terra di Mezzo si determinò una certa rivalità tra Saruman e Gandalf; questo senso di sfida comunque non era reciproco ed era provato solo da Saruman[3]. Tale rivalità derivò dal momento in cui Gandalf ricevette l'anello Narya da Círdan il Costruttore di Navi, il quale apostrofò lo Stregone Grigio come "lo spirito più grande ed il più saggio"[10].

Nonostante gli Istari avessero un obiettivo comune, cioè sconfiggere Sauron, essi seguivano delle direttive individuali. Saruman si recò più volte all'Est, ma alla fine si stabilì nella Torre di Orthanc, ad Isengard[11]. Gli Stregoni Blu andarono con Saruman all'Est, ma a differenza di lui mai tornarono nella Terre Occidentali[8]. Si sa poco di Radagast, a parte il fatto che fosse molto abile nel cambiare aspetto e maneggiare forme e variazioni dei colori, era particolarmente attratto dagli uccelli e molto amico delle aquile. Probabilmente proprio questa sua passione per il mondo degli animali lo distolse dal suo vero compito[6]. Gandalf invece non cessò mai di viaggiare in tutte le terre occidentali, dispensando saggi consigli ai re umani ed elfici e rinsaldando i legami tra le due stirpi[nb 7].

La Guerra dell'Anello[modifica | modifica wikitesto]

Nell'anno 2463 della Terza Era, quando Sauron si insediò a Dol Guldur, Dama Galadriel convocò per la prima volta il Bianco Consiglio, formato anche dai tre Istari Saruman, Gandalf e Radagast. Saruman fu scelto per esserne il capo, avendo egli studiato più di tutti i movimenti e i piani di Sauron. Galadriel, a dire il vero, avrebbe preferito Gandalf come capo, ma questi rifiutò[12]. Saruman cominciò ad immergersi nei suoi studi ossessivi convincendosi infine che Sauron potesse essere sconfitto solo usando l'Unico[13]. Ben presto cominciò a desiderare per sé l'Unico, immaginando così di poter deporre Sauron e dominare al suo posto la Terra di Mezzo[14]. Utilizzò il Palantír di Orthanc per mettersi in contatto con l'Oscuro Signore, con il quale finse di stringere un patto di alleanza.

Gandalf scoprì il tradimento di Saruman durante la sua prigionia ad Isengard[15] e, una volta fuggito dalla fortezza grazie all'aiuto di Gwaihir, il Signore delle Aquile[16], fu eletto nuovo capo degli Istari e del Bianco Consiglio. Gandalf morì nel corso della battaglia contro il il Flagello di Durin, un Balrog[17], ma venne rimandato dalla morte, purificato, prendendo il posto di Saruman come "Stregone Bianco" e divenendo una fiamma radiante[18]. Gandalf guidò i Popoli Liberi alla vittoria contro Sauron e, alla fine, essendo l'unico degli Istari a restare fedele alla sua missione[6], lasciò la Terra di Mezzo e raggiunse le terre oltre il Mare, assieme ai due Portatori dell’Anello (Frodo e Bilbo) e ad alcuni Elfi[19].

Saruman, dopo aver avuto l'ultima possibilità di redimersi, fu cacciato dall'Ordine degli Istari. Gandalf gli distrusse il bastone e lo condannò a rimanere confinato nella torre di Orthanc[nb 8]. Poco tempo dopo, invece, Saruman riuscì a fuggire da Orthanc (approfittando della pietà degli Ent che vigilavano sulla fortezza) e cercò di conquistare la Contea con l'aiuto di Uomini e Mezzi-orchi. Qui, tuttavia, fu ucciso a tradimento per mano del suo servo Grima Vermilinguo.

Non si conosce il destino di Radagast e degli Stregoni Blu. Radagast fallì la sua missione come Stregone perché si perse nella sua ossessione verso gli animali e le piante, quindi presumibilmente non fu riammesso a Valinor con onore. Tolkien scrisse anche che il fallimento di Radagast non era grande come quello di Saruman, e che era possibile pertanto un suo ritorno nelle Terre Immortali[20]. Gli Stregoni Blu andarono probabilmente come emissari in distanti regioni, a est e a sud, ben lungi dal raggio d'azione dei Númenoreani, dove o morirono, o fondarono ordini di magia, o diventarono servi di Sauron, o impedirono un'alleanza massiva di tutti gli Esterling[21][22].

Adattamenti[modifica | modifica wikitesto]

Gli Istari, principalmente nelle figure di Gandalf e Saruman, compaiono in moltissimi adattamenti de Il Signore degli Anelli. Nella trilogia de Il Signore degli Anelli diretta da Peter Jackson, Gandalf e Saruman, interpretati rispettivamente da Ian McKellen e Christopher Lee, compaiono sin dal primo film. Nella trilogia de Lo Hobbit, sempre diretta da Peter Jackson, fa il suo debutto anche Radagast, interpretato da Sylvester McCoy, mentre gli Stregoni Blu vengono solamente citati da Gandalf durante una discussione con Bilbo Baggins.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ «Stregone o Mago è una traduzione del Quenya istar (in Sindarin ithron).» J.R.R. Tolkien, p. 513
  2. ^ «Ignoto è il numero dei membri di quest'Ordine; ma di coloro che si recarono nel nord della Terra-di-mezzo, dove massima era la speranza (grazie al fatto che vi dimoravano i resti dei Dúnedain e degli Eldar), i principali erano cinque.» J.R.R. Tolkien, p. 515
  3. ^ Gandalf, ad'esempio, utilizzò il suo bastone nella lotta contro il Flagello di Durin nelle miniere di Moria. J.R.R. Tolkien, Capitolo V (libro II) - Il ponte di Khazad-Dûm, pp. 411-412
  4. ^ «The "other two" came much earlier, at the same time probably as Glorfindel, when matters became very dangerous in the Second Age». The History of Middle-earth, The Peoples of Middle-earth, cap. Last Writings - The Five Wizards
  5. ^ «Radagast il Bruno! ... Radagast il Domatore d'uccelli! Radagast il Semplice! Radagast lo Sciocco! Eppur gli è bastata quel po' d'intelligenza per recitare la parte che gli ho affidato», Saruman in J.R.R. Tolkien, p. 521
  6. ^ «No, Sam!», disse Frodo. «Non ucciderlo, neppure adesso [...]. Fu grande un tempo, di una razza nobile, contro la quale non dovremmo usare alcuna violenza», Il Signore degli Anelli - Il ritorno del Re, libro sesto, capitolo VIII Percorrendo la Contea
  7. ^ «[Gandalf] sempre andava di qua e di là per le Terre Occidentali, da Gondor a Angmar, dal Lindon al Lórien, facendo amicizia con tutte le genti in tempi di bisogno. Cordiale e sollecito era il suo spirito [...] La sua gioia, e la sua subita collera, erano velate di panni grigi come la cenere, sicché soltanto coloro che lo conoscevano scorgevano la fiamma che era in lui. Gaio, egli poteva essere, e gentile con il giovane e con il semplice, eppure a volte pronto ad aspre parole e a rimbrottare la stoltezza; ma non era orgoglioso, e non ambiva né a potere né a lodi, sicché ovunque era benvoluto da tutti coloro che non fossero essi stessi superbi» J.R.R. Tolkien, p. 516-517
  8. ^ «Non ti ho dato il permesso di andartene », disse Gandalf aspramente. «Non ho finito. Sei diventato uno stolto, Saruman, eppur pietoso. Avresti potuto abbandonare follia e malvagità ed essere utile a qualcosa. Ma hai scelto di rimanere, rimuginando sulla fine dei tuoi vecchi intrighi. Resta dunque! Ma ti avverto, non ti sarà facile trovare un’altra via d’uscita. A meno che le oscure mani dell’Est non si allunghino esse stesse per afferrarti e trascinarti via. Saruman!», gridò, ed il potere e l’autorità della sua voce aumentarono ancora. «Osserva, io non sono Gandalf il Grigio che tu tradisti. Sono Gandalf il Bianco, ritornato dalla morte. Ora tu non hai più colore, e io ti espello dall’ordine e dal Consiglio». Levò la mano, e parlò con voce limpida e fredda. «Saruman, il tuo bastone è rotto». Si udì uno schianto e il bastone si spezzò nella mano di Saruman; l’impugnatura cadde ai piedi di Gandalf. «Va’!», disse questi. Con un grido Saruman scomparve e strisciò via. J.R.R. Tolkien, Capitolo X (libro III) - La voce di Saruman, pp. 707-708
  1. ^ a b c d J.R.R. Tolkien, p. 513
  2. ^ a b c d e J.R.R. Tolkien, p. 514
  3. ^ a b c d J.R.R. Tolkien, p. 515
  4. ^ J.R.R. Tolkien, p. 524
  5. ^ a b c d J.R.R. Tolkien, p. 520
  6. ^ a b c J.R.R. Tolkien, p. 516
  7. ^ J.R.R. Tolkien, no. 37
  8. ^ a b c J.R.R. Tolkien, p. 519
  9. ^ J.R.R. Tolkien, p. 574
  10. ^ J.R.R. Tolkien,  p. 389.
  11. ^ J.R.R. Tolkien, p. 518
  12. ^ J.R.R. Tolkien, p. 359
  13. ^ J.R.R. Tolkien, p. 360
  14. ^ J.R.R. Tolkien, p. 361
  15. ^ J.R.R. Tolkien, Capitolo II (libro II) - Il Consiglio di Elrond, p. 329
  16. ^ J.R.R. Tolkien, Capitolo II (libro II) - Il Consiglio di Elrond, pp. 330-331
  17. ^ J.R.R. Tolkien, Capitolo V (libro II) - Il ponte di Khazad-Dûm, pp. 411-412
  18. ^ J.R.R. Tolkien, Capitolo V (libro III) - Il Cavaliere Bianco, p. 603
  19. ^ J.R.R. Tolkien, Capitolo IX (libro VI) - I rifugi oscuri, pp. 1224-1225
  20. ^ J.R.R. Tolkien, no. 156
  21. ^ J.R.R. Tolkien, p. 530
  22. ^ J.R.R. Tolkien, no. 280

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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