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Círdan

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Círdan
Universo Arda
Soprannome Il Carpentiere
Autore John Ronald Reuel Tolkien
Interpretato da Michael Elsworth
Specie Elfo
Sesso Maschio
Etnia Falathrim
Data di nascita Anni degli Alberi
Professione Signore delle Falas, Custode dei Porti Grigi e Custode di Narya

« Quando arrivarono al cancello, Círdan il Timoniere si fece avanti ad accoglierli. Era molto alto, aveva la barba lunga e grigia, ed era anziano, ma i suoi occhi erano sfavillanti come stelle; li guardò, s'inchinò, e disse "Tutto è pronto". »

(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Il ritorno del re[1])

Círdan, soprannominato Il Carpentiere (The Shipwright in lingua originale), è un personaggio di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien.

All'interno del corpus dello scrittore, Círdan è un Elfo Telerin, grande marinaio, carpentiere, signore delle Falas e membro del Bianco Consiglio[2]. Fu il custode del Grande Anello Narya finché non lo affidò a Gandalf, quando questi arrivò dall'Ovest, avendo capito il suo importante ruolo futuro[3].

È uno degli elfi che più si opposero al male e vissero più a lungo nella Terra di Mezzo.

Nome[modifica | modifica wikitesto]

Círdan (/ˈkiːrdan/) significa "costruttore di navi" (ship-maker) in Sindarin.

Il suo nome originale era probabilmente Nowë (pronuncia: /ˈnɔwe/). Non è un nome Sindarin, probabilmente è una forma arcaica, più facilmente Telerin comune. Il suo significato è incerto, potrebbe essere messo in relazione col termine nowo, che significa "pensiero, idea di forma, immagine" (think, form idea, imagine).[4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prima Era[modifica | modifica wikitesto]

Durante la Prima Era fu Signore delle Falas e degli Elfi che vi dimoravano, i Falathrim, unici in quei tempi a conoscere l'arte della costruzione delle navi che ebbero in dono dai Valar. Ebbe dimora nei porti di Brithombar e di Eglarest. Riconosceva l'autorità di Elu Thingol come Alto Re del Beleriand ( fu Círdan a dare le perle trovate nelle acque delle Falas a Thingol il quale con queste ripagò i Nani della costruzione di Menegroth)[5]. Le sue città erano uno dei luoghi più popolati dagli Elfi assieme a Menegroth, poiché il resto di loro preferiva vagare sulla terra o insediarsi in piccole comunità distanti fra loro[6]. Durante l'invasione del Beleriand degli Orchi di Morgoth, Círdan venne tagliato fuori da Thingol: infatti gli Orchi si erano divisi in due schiere, calando d'ambo i lati di Menegroth, da Oriente e da Occidente. La prima schiera venne sconfitta nella Prima battaglia del Beleriand dallo stesso Thingol, l'altra invece fu vittoriosa e costrinse Círdan a ritirarsi al limite del mare, spadroneggiando ovunque tranne che nei porti murati delle Falas[7]. Essi vennero sconfitti solo più tardi, dopo l'arrivo dei Noldor, quando lasciarono l'assedio delle città per aiutare i loro compagni a Nord, già sconfitti nella Dagor-nuin-Giliath. Dopo questi eventi, vediamo una continua presenza di Círdan nella storia del Beleriand, seppur non in primo piano, come nella delegazione di Falathrim che partecipò alla Festa della Riconciliazone ( festa data da Fingolfin re dei Noldor, a cui parteciparono moltissime stirpi elfiche). Lui come le sue città rimasero indipendenti anche dal dominio successivo di Finrod Felagund che aveva esteso il suo regno su tutti i territori estesi dal Sirion al Mare, anche se fu un grande alleato di Finrod[8].

In seguito Morgoth volle diffondere racconti del Fratricidio di Alqualondë in cui la verità di per sé orribile era moltiplicata e unita a menzogne, al fine di gettare discordia tra i Noldor e i Sindar, che non sapevano ancora nulla di tutto ciò e che ancora non conoscevano la perfidia di Morgoth. Quando Círdan li udì, ne rimase molto turbato e, a ragione, credette che fossero state divulgate con intenti perfidi, vere o false che fossero; ma, errando, le attribuì alla gelosia fra le Casate dei Noldor, litigiose tra loro. Perciò inviò messaggeri a Thingol per avvisarlo. Il Re Elu Thingol, dopo aver ascoltato la versione di Finrod e Angrod (entrambi non avevano partecipato al Fratricidio, anzi avevano seguito Fëanor patendo il freddo sullo Helcaraxë per colpa di quest'ultimo) che erano alla sua corte e che si difesero dalle accusa, decretò che nessun elfo Sindar dovesse parlare il linguaggio dei Noldor[9].

Quando, dopo sette anni dalla Dagor Bragollach, Re Fingon si trovò in seria difficoltà per un rinnovato attacco nello Hithlum (terra a Nord-Ovest del Beleriand) da parte degli Orchi di Morgoth, Círdan risalì il Fiordo di Dengrist con numerosissime navi e mise in fuga i nemici, salvando con i suoi Falathrim il Re e conseguendo una bella vittoria, dato che gli Elfi inseguirono gli Orchi fino ai Monti di Ferro. Dopo la Nírnaeth Arnoediad, i Porti di Círdan furono uno dei pochi luoghi al riparo dalle forze di Morgoth, assieme al Doriath e al Nargothrond. Dietro le mura dei Porti trovarono rifugio numerosi esuli che scappavano dalle terre invase dai servi di Morgoth e i Falathrim percorrevano la costa assillando il nemico con rapidi sbarchi. Ma dopo un anno dalla Battaglia delle Innumerevoli Lacrime, prima dell'inverno, grandi forze vennero inviate da Morgoth dallo Hithlum e dal Nevrast, la quali dopo essere scese lungo i fiumi Brithon e Nenning devastando le Falas, assediarono i Porti. Grazie ai numerosi fabbri e minatori, i servi di Morgoth riuscirono alla fine a vincere la resistenza e distrussero le mura e la torre di Barad Nimras, uccidendo o riducendo in schiavitù la gran parte della gente di Círdan. Círdan e i sopravvissuti fuggirono nell'Isola di Balar che diventerà rifugio anche per tutti quelli che vi approdarono e dalla quale potevano tenere sotto controllo le Bocche del Sirion. Lì tenevano molte navi leggere e veloci nascoste nelle cale e nelle acque fitte di canne e si dedicavano alla raccolta di perle. Lì lo raggiunsero più tardi i messaggeri di Re Turgon che chiedevano il suo aiuto: Círdan accettò la richiesta e costruì sette navi veloci per fare vela verso Occidente. Di nessuna di quelle navi si seppe più nulla, tranne che di una poiché un marinaio (che era Voronwë, uno dei messi di Turgon) venne salvato da Ulmo e non affondò con la nave.[10]. Divenne il custode dei Porti Grigi nel Golfo di Lhûn, ricoprendo questo incarico nella Seconda e Terza Era[11].

Quando Sauron forgiò l'Unico Anello per controllare sotto il suo volere tutti gli Anelli del Potere, Galadriel suggerì di nascondere i Tre Anelli degli Elfi. Celebrimbor, che aveva progettato gli Anelli del Potere, seguì il consiglio di Galadriel e affidò Narya e Vilya a Gil-galad nel Lindon. Successivamente, Gil-galad affidò Narya, l'Anello di Fuoco dal colore rosso, proprio a Círdan.[12][nb 1]

Insieme a Gil-galad e Elrond, Círdan fece parte dell'Ultima Alleanza tra gli Elfi e gli Uomini, ricoprendo il ruolo di luogotenente di Gil-galad e affrontando l'esercito di Sauron nella Battaglia di Dagorlad, che segnò la fine della Seconda Era. Infatti, in essa Sauron venne sconfitto, o almeno così si credette, e l'Anello Dominante perduto, grazie all'impresa di Isildur, che lo tagliò dal dito del Nemico. Tuttavia, esso non fu distrutto. Isildur, infatti, si rifiutò di consegnarlo a Elrond e a Círdan che gli stavano accanto. Essi gli consigliarono di gettarlo immediatamente nella lava del Monte Fato, ma Isildur si rifiutò[nb 2][13][14].

All'arrivo di Mithrandir ai Porti Grigi, Círdan, «che vedeva più lontano di chiunque altro sulla Terra di Mezzo»[15], riconobbe in lui il più possente fra gli Istari, nonostante fosse più minuto e apparentemente il più vecchio, e gli donò l'anello Narya con queste parole[3]:

« "Prendi ora questo Anello", disse "perché le tue fatiche e le tue preoccupazioni saranno gravi, ma in tutte esso ti sosterrà e ti difenderà dalla prostrazione. Questo infatti è l'Anello del fuoco e chissà che con esso tu non riesca a riaccendere i cuori al valore di un tempo, in un mondo che va raggelandosi. Quanto a me, peraltro, il mio cuore è con il Mare e io dimorerò presso le rive grigie, a guardia dei Porti, finché l'ultima nave non sarà salpata. Quel giorno io attenderò te." »

Círdan offrì il suo aiuto ai Dúnedain nelle loro lotte contro Sauron, in particolare nel Regno di Arnor, che era costantemente in guerra contro Angmar. Successivamente entrò a far parte del Bianco Consiglio con l'obbiettivo di fermare e distruggere il redivivo Sauron, nel frattempo insediatosi a Dol Guldur[2]. Non partecipò al Consiglio di Elrond, poiché non poteva lasciare i Porti Grigi, ma inviò l'elfo Galdor come suo rappresentante[16].

Nel capitolo conclusivo de Il Signore degli Anelli appare invecchiato e barbuto, caso strano per un elfo, anche se conserva la propria immortalità. Prepara l'imbarcazione che porterà gli ultimi elfi e i portatori dell'Anello (Bilbo e Frodo) verso Valinor[1].

Adattamenti[modifica | modifica wikitesto]

Nella trilogia de Il Signore degli Anelli diretta da Peter Jackson, il ruolo di Círdan è interpretato da Michael Elsworth, il quale non ha mai un ruolo parlato[17][18]. Compare per la prima volta nel prologo de Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello, al momento della donazione dei Tre Anelli degli Elfi. La sua seconda e ultima apparizione è nel finale de Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re, quando assiste alla partenza di Galadriel, Celeborn, Elrond, Gandalf, Bilbo e Frodo verso Valinor.

Ci sono alcune differenze tra film e romanzo che coinvolgono il personaggio:

  • Círdan è presente nel momento in cui Isildur decide di tenere con sé l'Unico, mentre nel film è assente.
  • Círdan è il luogotenente di Gil-galad nella Battaglia di Dagorlad, mentre nel film questo ruolo è ricoperto da Elrond (che nel romanzo è invece l'araldo di Gil-galad).
  • Círdan è un membro del Bianco Consiglio, ma nella trilogia de Lo Hobbit non ne fa parte.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ «A questo punto, si dice che Gil-galad diede Narya, l'Anello Rosso, a Círdan, Signore dei Porti, ma più avanti si trova una nota a margine da cui risulta che lo tenne per sé finché non partì per la Guerra dell'Ultima AlleanzaJ.R.R. Tolkien, p. 324
  2. ^ «Isildur, infatti, si rifiutò di consegnarlo a Elrond e a Círdan che gli stavano accanto. Essi gli consigliarono di gettarlo immediatamente nel fuoco dell'Orodruin dove era stato forgiato, affinché potesse essere annientato e il potere di Sauron diminuito per sempre così che lui restasse soltanto un'ombra malvagia nel deserto. Ma Isildur rifiutò dicendo: "Voglio tenerlo come guidrigildo per la morte di mio padre e di mio fratello. Non sono stato forse io a infergere il colpo mortale al Nemico?". E l'Anello, che egli tenne, sembrò a Isildur straordinariamente bello a vedersi tanto da non poter tollerare che andasse distrutto.» J.R.R. Tolkien, p. 352
  1. ^ a b J.R.R. Tolkien, p. 355
  2. ^ a b J.R.R. Tolkien, p. 359
  3. ^ a b J.R.R. Tolkien, p. 363
  4. ^ J.R.R. Tolkien. Christopher Tolkien (a cura di) The Peoples of Middle-earth. (in inglese) Boston, Houghton Mifflin, 1996. ISBN 0-395-82760-4
  5. ^ J. R. R. Tolkien, Il Silmarillion, pag.174 e 177, Bombiani,2013
  6. ^ J. R. R. Tolkien, Il Silmarillion, pag 183, Bompiani, 2013
  7. ^ J. R. R. Tolkien, Il Silmarillion, pag 184, Bompiani, 2013
  8. ^ J. R. R. Tolkien, Il Silmarillion, pag 200, 212,224, Bompiani, 2013
  9. ^ J. R. R. Tolkien, Il Silmarillion, pag. 239,240,241,242 Bompiani, 2013
  10. ^ J. R. R. Tolkien, Il Silmarillion, pag. 356,357, Bompiani, 2013
  11. ^ J.R.R. Tolkien, p. 561
  12. ^ J.R.R. Tolkien, p. 324
  13. ^ J.R.R. Tolkien, p. 352
  14. ^ J.R.R. Tolkien, p. 329
  15. ^ J.R.R. Tolkien, p. 427
  16. ^ J.R.R. Tolkien, p. 325
  17. ^ (EN) WHICH CHARACTERS FROM THE LORD OF THE RINGS MOVIES WILL APPEAR IN THE HOBBIT?, in periannath.com, 22 aprile 2009. URL consultato il 30 dicembre 2014.
  18. ^ (EN) Springsouth Actors Agency, in springsouth.co.nz. URL consultato il 30 dicembre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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