Anello di Barahir

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L'anello come viene raffigurato nel film Il Signore degli Anelli - Le due torri

Quest'oggetto compare principalmente ne Il Silmarillion (ma marginalmente anche nelle altre opere) di J.R.R. Tolkien.

Anello donato da Finrod Felagund a Barahir come pegno per avergli salvato la vita durante la Dagor Bragollach nelle paludi di Serech. Alla morte di Barahir, Beren suo figlio insegue gli orchi che avevano compiuto il misfatto e ne uccide il capitano, che stava vantandosi mostrando agli altri la mano mozzata di Barahir (e che avrebbe in seguito consegnato a Sauron come prova dell'uccisione), in tal modo recuperando l'anello. L'anello viene descritto un'unica volta, nel Silmarillion:

« [...] vi splendevano sopra le gemme che i Noldor avevano fabbricato in Valinor. L'anello, infatti, era simile a due serpenti intrecciati, i cui occhi erano smeraldi (le gemme provenivano da Valinor), e le loro teste si univano sotto una corona di fiori d'oro, che l'uno reggeva e l'altro divorava: era questo l'emblema di Finarfin e della sua casata. »

L'anello non era dotato di poteri magici, ma conferiva fama e onore a colui che lo indossava. L'oggetto in seguito pervenne a Elros, discendente di Beren e primo re di Númenor, e fu l'unica cosa che sfuggì alla caduta dell'isola voluta dai Valar, in quanto molti anni dopo Tar-Elendil lo donò alla figlia Silmarien. L'anello fu quindi conservato nella Casa dei Signori di Andúnië ultimo dei quali fu Elendil il Fedele, padre di Isildur, che sfuggì alla caduta di Númenor. L'anello passò ad Isildur ed ai suoi discendenti, fino ad Arvedui ultimo re; costui nel 1975 T.E. ricevette soccorso dai Lossoth, e per ringraziarli donò al loro capo l'Anello di Barahir.

« Questo è un oggetto il cui valore supera ogni tua immaginazione, anche solo per la sua antichità. Non ha potere [...] Non ti aiuterà, ma se mai tu dovessi trovarti in necessità, la mia stirpe te lo riscatterà con grandi provviste di tutto ciò che desideri. »

Arvedui affondò con la sua nave, e con lui finì il Regno del Nord, ma la stirpe dei re continuò nei Capitani dei Dúnedain, di cui Aranarth (figlio di Arvedui) fu il primo. Suo figlio Arahael fu allevato a Gran Burrone, come tutti i figli dei capitani successivi. L'Anello, riscattato presumibilmente da Aranarth, fu custodito a Gran Burrone assieme agli altri tesori della loro Casa: l'anello di Barahir, i frantumi di Narsil, la stella di Elendil e lo scettro di Annúminas. Molti anni dopo (2951 T.E.), l'Anello di Barahir venne dato da Elrond ad Estel, assieme ai frantumi di Narsil, nel momento in cui gli rivelò il suo vero nome, Aragorn: L'anello infine fu consegnato da Elrond ad Aragorn, legittimo erede di Elendil. Infine, Aragorn donò nel 2980 T.E. (mezzestate) l'Anello di Barahir ad Arwen, quand'ella gli promise eterno amore sul Cerin Amroth. L'anello si trovava probabilmente ancora al dito di Arwen quando si lasciò morire sullo stesso colle, disperata per la morte di Aragorn.

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