Tom Bombadil

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Tom Bombadil
Tom Bombadil nel videogioco Il Signore degli Anelli: La Compagnia dell'Anello
Tom Bombadil nel videogioco Il Signore degli Anelli: La Compagnia dell'Anello
Universo Arda
Lingua orig. Inglese
Soprannome
  • Iarwain Ben-adar
  • Orald
  • Forn
Autore John Ronald Reuel Tolkien
Specie sconosciuta
Sesso Maschio
Abilità
  • magia
  • immunità da altri poteri
Parenti Baccador (moglie)

Tom Bombadil è un personaggio di Arda, l'universo immaginario creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. Compare con un ruolo da protagonista in due poesie presenti ne Le avventure di Tom Bombadil, e viene poi inserito nel primo libro de Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell'Anello.

All'interno del corpus dello scrittore, Tom Bombadil è un personaggio avvolto nel mistero. Tolkien non ci ha lasciato quasi nulla in suo proposito. A tutt'oggi è ancora oggetto di discussione da parte dei critici e degli estimatori di Tolkien quale sia la vera natura del personaggio, in quanto, da quello che sappiamo di lui e secondo il canone della Terra di Mezzo, non sembra essere plausibilmente alcuna entità facente parte della mitologia tolkieniana.

Creazione e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Nella sua biografia su Tolkien, Humphrey Carpenter scrive che «Tom Bombadil in famiglia [di Tolkien] era una figura ben nota, poiché il personaggio prendeva lo spunto da una bambola olandese che apparteneva a Michael [il figlio secondogenito]», ed era il protagonista delle storie inventate da Tolkien per i suoi figli alla fine del 1920, oltre che della poesia Le avventure di Tom Bombadil pubblicata nel 1934 sull'Oxford Magazine[1][2]. Alla fine degli anni trenta, Tolkien avanza al suo editore, Stanley Unwin, l'ipotesi di rendere Tom Bombadil il protagonista di un possibile seguito de Lo Hobbit[3]. Questa idea non si concretizza, tuttavia Tom Bombadil viene inserito ne Il Signore degli Anelli; Tolkien spiega, nella Lettera no. 153, il perché dell'inserimento del personaggio:

« In realtà l'ho inserito perché lo avevo già inventato per conto suo (apparve la prima volta nell'«Oxford Magazine») e avevo bisogno di un' «avventura» durante il viaggio di Frodo. Ma l'ho tenuto, così com'era, perché rappresentava certe cose che altrimenti sarebbero rimaste fuori. Non intendevo farne una figura allegorica - altrimenti non gli avrei dato un nome così particolare, così caratteristico e buffo - ma l'allegoria è l'unico modo per dire certe cose: lui è un'allegoria, un esempio, la scienza naturale pura (reale) che ha preso corpo; lo spirito che desidera conoscere le altre cose, la loro storia e la loro natura, perché sono «diverse» e totalmente indipendenti dalla mente che indaga, uno spirito che convive con una mente razionale, e che non si preoccupa affatto di «fare» qualcosa con la conoscenza.[4] »

Il personaggio, dunque, non si colloca in un contesto separato dal resto del romanzo e non costituisce un ostacolo al viaggio degli Hobbit protagonisti. Tolkien dice che «Tom Bombadil non è un personaggio importante per il racconto», ma che è importante come un «commento». Rappresenta qualcosa che sembra importante all'autore, benché questi non sia in grado di analizzare il perché, ma è inserito nel romanzo perché «svolge un certo tipo di funzione»[5].

In The Return of the Shadow (Il ritorno dell'Ombra), volume che comprende alcuni scritti alternativi alla prima parte de Il Signore degli Anelli, Tom Bombadil viene descritto come "un aborigeno della Vecchia Foresta"[6], è parente del Vecchio Maggot[7] ed è in grado di scacciare con un semplice gesto i Nazgûl dal suo territorio[8].

Nel 1946, Tolkien propone di pubblicare Il cacciatore di draghi con tre poesie, tra cui la già citata poesia Le avventure di Tom Bombadil, ma alla fine l'idea non si concretizza[9]. Nel 1961, però, una zia di Tolkien propone al nipote di lavorare ad un «un piccolo libro su Tom Bombadil»[10][11]. Tolkien avanza l'idea alla casa editrice Allen & Unwin che accetta di pubblicare il libro. Tolkien, dunque, rielabora diverse poesie scritte da giovane, tra cui Le avventure di Tom Bombadil, e realizza una seconda poesia per il personaggio, Bombadil va in barca[12]. Nasce così la raccolta di poesie Le avventure di Tom Bombadil (1962).

Esiste anche una terza poesia dedicata a Bombadil, intitolata Once Upon a Time, inclusa in Winter's Tales for Children 1, un libro per bambini pubblicato nel 1965 dalla casa editrice Macmillan Publishers[13].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il Signore degli Anelli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Il Signore degli Anelli.

Tom Bombadil fa la sua prima apparizione ne Il Signore degli Anelli, salvando gli hobbit Meriadoc Brandibuck, Peregrino Tuc, Frodo Baggins e Samvise Gamgee dalle grinfie del Vecchio Uomo Salice[14]. Il misterioso personaggio accoglie gli hobbit nella sua dimora nella Vecchia Foresta, dove vive in compagnia di Baccador, la Figlia del Fiume[15]. Frodo cerca più volte di scoprire chi sia in realtà Tom, ma ottiene solo risposte enigmatiche. La prima risposta, datagli da Tom stesso, è la seguente:

« Il più anziano, ecco chi sono. Ricordate, amici, quel che vi dico: Tom era qui prima del fiume e degli alberi; Tom ricorda la prima goccia di pioggia e la prima ghianda. Egli tracciò i sentieri prima della Gente Alta, e vide arrivata la Gente Piccola. Era qui prima dei Re e delle tombe e degli Spettri dei Tumuli. Quando gli Elfi emigrarono a ovest, Tom era già qui, prima che i mari si curvassero; conobbe l'oscurità sotto le stelle quand'era innocua e senza paura: prima che da Fuori giungesse l'Oscuro Signore[16]. »

La seconda risposta, datagli da Baccador, è invece la seguente:

« Gli alberi e le erbe e ogni cosa che cresce o che vive in questa terra non hanno padrone. Tom Bombadil è il Messere. Nessuno ha mai afferrato il vecchio Tom mentre camminava nella foresta, o mentre guadava il fiume, o mentre saltellava sulla sommità delle colline, sotto i raggi del sole o nell'oscurità. Egli non ha timore. Tom Bombadil è Signore[17]. »

Gli hobbit trascorrono due notti in compagnia di Tom e, in questo breve lasso di tempo, non riescono a comprendere quale sia la vera natura del loro misterioso salvatore. Quando Frodo porge l'Unico Anello a Tom, l'enigmatico personaggio non sembra risentire dell'influenza del prezioso manufatto. Inoltre, con grande stupore degli hobbit, Tom indossa l'Anello e non diventa invisibile[18]. Questo, naturalmente, aumenta la curiosità nei suoi confronti. Dopo due notti, dunque, gli hobbit si rimettono in cammino, ma vengono attaccati da uno Spettro dei Tumuli. Frodo invoca l'aiuto di Tom che arriva, caccia lo spettro e conduce gli hobbit a Brea prima di congedarsi da loro per sempre[19].

Durante il Consiglio Elrond si rammarica di non aver convocato Tom, ma Gandalf risponde che egli non sarebbe venuto, poiché non ha alcun interesse a lasciare la Vecchia Foresta. Durante il Consiglio viene palesato che Tom possa essere il primo essere nato nella Terra di Mezzo («[...] anche se gli affidassimo l'anello cadrebbe anch'egli, Ultimo così come fu Primo»[20]). Il nome elfico di Tom, Iarwain Ben-adar, che significa il più anziano e il senza padre, sembra confermare tale affermazione[21]. Il Consiglio, inoltre, discute la possibilità di affidare allo stesso Tom la custodia dell'Unico Anello, affinché lo tenga al sicuro nella sua foresta per sempre. Bombadil però non avrebbe mai custodito l'Anello volentieri, ma, anche se avesse accettato, probabilmente dopo poco tempo se ne sarebbe dimenticato e forse l'avrebbe anche buttato via. Gandalf dice infatti che, fra tutte le creature della Terra di Mezzo, Tom è uno dei custodi più pericolosi per l'Unico Anello proprio perché simili cose non hanno presa nella sua vita[22].

Durante il viaggio di ritorno alla fine del romanzo, Gandalf lascia gli hobbit prima dell'arrivo nella Contea con queste parole:

« Sto andando a conversare con Bombadil, una bella conversazione come non l'abbiamo fatta mai. Egli è un raccoglitore di muschio, e io sono stato una pietra destinata a rotolare. Ma il rotolare sta per finire, ed ora avremo molte cose da dirci »
(J.R.R. Tolkien[23].)

Le avventure di Tom Bombadil[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Le avventure di Tom Bombadil.

Ulteriori informazioni sulla storia di Tom Bombadil vengono dalla raccolta di poesie, intitolata Le avventure di Tom Bombadil, composta da sedici poesie, due delle quali dedicate al personaggio, più precisamente la prima e la seconda. Il prologo della raccolta da inoltre un'idea sul rapporto tra Bombadil e gli Hobbit della terra di Buck, i quali seppur lo conoscevano e lo consideravano una persona benevola, non riuscivano a comprenderne i poteri, proprio come non comprendevano i poteri di Gandalf[24].

La poesia più significativa è quella che dà il titolo alla raccolta: lo stesso Tolkien infatti la descrive nel prologo come un sunto della tradizione arcaica degli Hobbit, derivata dalle leggende dedicate a Tom Bombadil[24]. In questa poesia abbiamo la descrizione della "cattura" di Baccador, sorpresa a cantare fra i giunchi da Tom, e del gioioso matrimonio fra i due personaggi[25].

Nella poesia Bombadil va in barca, Tom è intenzionato a compiere un viaggio verso Occidente, perciò ripara la sua vecchia barca e si appresta a raggiungere le terre abitate dagli Hobbit, risalendo il Sinuosalice fino al Brandivino. Durante il viaggio Tom viene disturbato da quattro animali (uno scricciolo, un Martin pescatore, una lontra, un cigno) prima di giungere al porto di Grindwall (dove viene accolto malamente da un gruppo di Hobbit) e successivamente a Sirte, nella terra di Buck. Qui incontra il vecchio Maggot che lo porta a casa sua, dove festeggiano fino alla mattina, con boccali di birra, balli e canti. Il mattino seguente Tom Bombadil sparisce senza lasciare traccia, mentre la sua barca, ormeggiata ancora nel porto di Grindewall, viene riportata a casa dopo tre giorni dai quattro animali che lo avevano disturbato durante il viaggio[26].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Aspetto fisico[modifica | modifica wikitesto]

La prima descrizione del personaggio avviene ne Il Signore degli Anelli:

« Frodo e Sam ascoltavano come fossero incantati. Il vento si calmò: le foglie pendevano tranquille sui rami rigidi. Udirono un altro breve brano di canzone e poi all'improvviso apparve, saltellante e danzante sopra i rovi lungo il sentiero, un vecchio cappello malconcio con un alto cocuzzolo e una larga piuma blu infilata nella fascia. Con un altro salto e un altro balzo apparve alla loro vista un uomo, o comunque un personaggio che somigliava molto ad un uomo. Era troppo grande e pesante per essere un Hobbit, anche se forse non alto quanto uno della Gente Alta. Aveva una lunga barba castana, e gli occhi azzurri e luminosi brillavano in un viso rosso come un pomodoro maturo, ma increspato da centinaia di rughe ridenti. Su una grande foglia, che teneva in mano come fosse un vassoio, eran disposti a mucchio candidi gigli. »
(J.R.R. Tolkien[27].)

Una seconda descrizione del personaggio avviene ne Le avventure di Tom Bombadil:

« Il vecchio Bombadil era un tipo assai allegro;

stivali gialli aveva e la giacca color cielo,
cinture e brache in cuoio, colore verde prato;
sul cappello una piuma che a un cigno aveva strappato. »

(J.R.R. Tolkien[28].)

Aspetti caratteriali[modifica | modifica wikitesto]

Tipo assai allegro[28], Tom Bombadil è un personaggio enigmatico, buffo e autoritario. Si diverte a parlare continuamente in rima o a cantare e ballare. Egli è il Messere della Vecchia Foresta, luogo in cui dimora con la massima autorità. Qui, stando alle parole di Baccador, «nessuno ha mai afferrato il vecchio Tom mentre camminava nella foresta, o mentre guadava il fiume, o mentre saltellava sulla sommità delle colline, sotto i raggi del sole o nell'oscurità»[16]. Neppure il Vecchio Uomo Salice e lo Spettro dei Tumuli, per quanto siano temuti nella foresta, non possono vincere contro di lui. Lo Spettro, ad'esempio, fugge non appena ode il suo canto[29].

Da sempre legato alla sua terra, Tom non ha alcun interesse a lasciarla[30], neanche per occasioni importanti (come il Consiglio di Elrond). Infatti, tralasciando la Vecchia Foresta, Tom è scarsamente interessato al resto del mondo[22].

Nel personaggio alberga un grandissimo potere, come viene palesato durante il Consiglio di Elrond. Egli non subisce gli effetti dell'Unico Anello poiché è padrone di sé stesso, ma non ha alcuna possibilità di competere con Sauron. Infatti anche Bombadil cadrebbe «se tutto il resto fosse soggiogato»[22].

Nomi[modifica | modifica wikitesto]

All'interno delle opere, Tom Bombadil è il nome usato dagli Hobbit della Terra di Buck. Il nome è infatti bucklandese nella forma[31]. Il significato di questo nome è sconosciuto; Gene Hargrove crede possa significare "ronzio" o "nascosto"[32]

A seconda del popolo e dell'epoca, Tom Bombadil è chiamato con vari nomi[21]

La natura del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

L'esatta natura di Tom Bombadil non è mai stata spiegata da Tolkien, lasciando attorno al personaggio un alone di mistero. Nella lettera nº 174, Tolkien dice: «Dal punto di vista della storia, penso che sia meglio che alcune cose restino inspiegate (specialmente se una spiegazione in realtà esiste). Ed anche in un'età mitica dev'esserci qualche enigma, come c'è sempre. Tom Bombadil ne è un esempio (intenzionale)»[34]. Nella lettera no. 26, Tolkien spiega che Tom rappresenti «lo spirito della (dissolvente) campagna di Oxford e del Berkshire»[35], mentre nella lettera no. 153 afferma che il personaggio è «un'allegoria, un esempio, la scienza naturale pura (reale) che ha preso corpo; lo spirito che desidera conoscere le altre cose, la loro storia e la loro natura, perché sono «diverse» e totalmente indipendenti dalla mente che indaga, uno spirito che convive con una mente razionale, e che non si preoccupa affatto di «fare» qualcosa con la conoscenza»[4].

Una delle ipotesi più famose è che Tom Bombadil sia in realtà l'incarnazione di Eru Ilúvatar, il Creatore di Arda, in riferimento alle parole di Baccador («lui è» o «Tom Bombadil è Signore»)[17]. Tolkien stesso ha escluso tale ipotesi in alcune lettere, scrivendo che «in nessun posto della storia o della mitologia si verifica l'incarnazione del Creatore»[36] e che «l'Uno non risiede fisicamente in alcuna parte di »[37]. Un punto a sfavore di questa ipotesi è dato dalle parole di Elrond durante il suo Consiglio; egli afferma esplicitamente che il potere di Bombadil è inferiore a quello di Sauron, escludendo definitivamente la possibilità che Tom possa essere Ilúvatar (il quale non potrebbe mai essere sconfitto dal signore di Mordor).

Altri sostengono che Tom Bombadil sia uno dei Valar, i più potenti tra quegli Ainur che hanno deciso di proseguire la loro esistenza all'interno di . In ogni caso, l'ipotesi cade per il semplice fatto che il nome Tom Bombadil non è presente nella Valaquenta, dove Tolkien ci riporta i nomi di tutti i Valar. Una delle ipotesi più diffusa è che Tom sia un Maia, come Sauron, ma c'è anche chi ha pensato di identificare Tom come Vala o come la personificazione letteraria di Tolkien stesso. Anche quest'ultima ipotesi non si regge in piedi, poiché il personaggio in cui Tolkien avrebbe rappresentato se stesso sarebbe stato molto probabilmente uno tra Faramir[38] e Beren[39].

Tolkien, dopo aver pubblicato Il Signore degli Anelli, non ha mai cercato di trovare una giusta collocazione a Tom Bombadil (e ai personaggi delle sue storie) nel contesto de Il Silmarillion, così come ha invece fatto con altri personaggi da lui creati. È probabile che il personaggio possa trovare radici nel nostro mondo e nelle tradizioni e credenze delle isole britanniche, mai dimenticate dall'autore: «Quali che siano le sue esatte origini, Tom Bombadil è un personaggio che affonda le proprie radici decisamente ed inequivocabilmente non nel mondo che Tolkien ha inventato per il Silmarillion, ma nella vera Middangeard, il nostro mondo, e nelle tradizioni e credenze delle isole britanniche».[40]

Adattamenti[modifica | modifica wikitesto]

Tom Bombadil è apparso in alcuni adattamenti radiofonici de Il Signore degli Anelli. Il primo adattamento è quello prodotto dalla BBC Radio nel 1956, in cui Gandalf era doppiato da Norman Shelley, che però non riscosse il successo sperato; in questa versione, infatti, Bombadil è ritratto come servo di Sauron[41]. Compare successivamente nell'adattamento radiofonico del 1979, mentre viene escluso in quello del 1981.

Il personaggio non compare nella versione animata di Ralph Bakshi, né nella successiva trilogia cinematografica diretta da Peter Jackson, poiché la sua figura non si lega quasi per niente al filo narrativo della vicenda, e riportarlo sullo schermo sarebbe stato oltremodo dispersivo[42]. Tuttavia, una delle canzoni di Tom, ovvero quella per il vecchio uomo salice per convincerlo a liberare gli hobbit che ha intrappolato, viene cantata da Barbalbero (nell'edizione estesa de Le due Torri) quando Merry e Pipino sono intrappolati da un Ucorno nella foresta di Fangorn[43].

Compare nei videogiochi Il Signore degli Anelli: La Compagnia dell'Anello e Il Signore degli Anelli: La Battaglia per la Terra di Mezzo 2 e nella collezione di carte ispirate ai film di Peter Jackson[44].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carpenter, p. 237
  2. ^ J.R.R. Tolkien, no. 274
  3. ^ J.R.R. Tolkien, no. 24
  4. ^ a b J.R.R. Tolkien, no. 153, pp. 217-218
  5. ^ J.R.R. Tolkien, no. 147, p. 197
  6. ^ "I am an Ab-Origine, that's what I am, the Aborigine of this land. Mark my words, my merry friends: Tom was here before the River or the Trees [...] When the Elves pased wetwards Tom was here already – before the seas were bent. He saw the Sun rise in the West and the Moon following [...] He knew the dark under the stars when it was fearless – before the Dark Lord came from Outside". J.R.R Tolkien, p. 121
  7. ^ J.R.R Tolkien, p. 117
  8. ^ J.R.R Tolkien, p. 125
  9. ^ J.R.R. Tolkien, no. 231
  10. ^ J.R.R. Tolkien, no. 233
  11. ^ J.R.R. Tolkien, no. 234
  12. ^ J.R.R. Tolkien, no. 147, p. 237
  13. ^ Wayne G. Hammond et Christina Scull, The Lord of the Rings: A Reader's Companion, HarperCollins, 2005 (ISBN 0-00-720907-X)
  14. ^ J.R.R. Tolkien, p. 182
  15. ^ J.R.R. Tolkien, p. 185
  16. ^ a b J.R.R. Tolkien, p. 195
  17. ^ a b J.R.R. Tolkien, p. 186-187
  18. ^ J.R.R. Tolkien, p. 197
  19. ^ J.R.R. Tolkien, pp. 208-215
  20. ^ J.R.R. Tolkien, p. 336
  21. ^ a b c J.R.R. Tolkien, p. 355
  22. ^ a b c J.R.R. Tolkien, pp. 335-336
  23. ^ J.R.R. Tolkien, p. 315
  24. ^ a b J.R.R. Tolkien, p. 6
  25. ^ J.R.R. Tolkien, pp. 8-12
  26. ^ J.R.R. Tolkien, pp. 13-18
  27. ^ J.R.R. Tolkien, p. 181
  28. ^ a b J.R.R. Tolkien, p. 8
  29. ^ J.R.R. Tolkien, p. 11
  30. ^ J.R.R. Tolkien, p. 215
  31. ^ J.R.R. Tolkien, p. 66
  32. ^ J.R.R. Tolkien Encyclopedia : Scholarship and Critical Assesment, Routledge, 2006 (ISBN 0-4159-6942-5), pp. 670-671
  33. ^ a b The Lord of the Rings: A Reader's Companion, HarperCollins, 2005 (ISBN 0-00-720907-X), p. 128
  34. ^ J.R.R. Tolkien, no. 174
  35. ^ J.R.R. Tolkien, no. 26
  36. ^ J.R.R. Tolkien, no. 181
  37. ^ J.R.R. Tolkien, no. 211
  38. ^ J.R.R. Tolkien, no. 180
  39. ^ J.R.R. Tolkien, no. 332
  40. ^ The Uncharted Realms of Tolkien, p. 168 (ISBN 0-9543207-0-0)
  41. ^ Wayne G. Hammond et Christina Scull, The J.R.R. Tolkien Companion and Guide: Reader's Guide, Houghton Mifflin, 2006, 1256 p. (ISBN 978-0-618-39101-1)
  42. ^ (EN) Jim Korkis, If at first you don't succeed... call Peter Jackson, giugno 2003..
  43. ^ (EN) Jim Korkis, Review: Two Towers Movie, 10 ottobre 2013..
  44. ^ (EN) Kathy McCracken, The Making of the Weta "Book Cards": Casting and Costuming, luglio 2004.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]