Elfi della Terra di Mezzo

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« [...] in quell'ora si destarono i Figli della Terra, i Primogeniti d'Ilúvatar. Presso il lago illuminato dalle stelle di Cuiviénen, L'Acqua del Risveglio, essi si levarono dal sonno d'Ilúvatar; e, mentre se ne stavano ancora silenziosi presso Cuiviénen, i loro occhi videro per prima cosa le stelle del cielo. »
(J. R. R. Tolkien, Il Silmarillion[1])
Un gruppo di elfi nell'adattamento cinematografico di Peter Jackson

Gli elfi sono una razza di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J. R. R. Tolkien. La loro complessa storia è descritta per intero solo ne Il Silmarillion ed è menzionata in parte anche ne Il Signore degli Anelli. Gli elfi furono i primi abitanti della Terra di Mezzo in grado di parlare. A volte sono chiamati i Primogeniti o i Figli Maggiori (in contrasto con gli uomini, il Secondo Popolo). Gli elfi chiamano se stessi quendi (cioè "coloro che parlano con voci"), in onore del fatto che, quando vennero creati erano gli unici in grado di parlare. Il Vala Oromë fu il primo che li chiamò eldar (ovvero "Popolo delle stelle") perché si risvegliarono sotto le stelle, ma il nome è generalmente considerato escludente gli avari.

Storia degli elfi[modifica | modifica wikitesto]

Il risveglio e gli Anni Antichi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Risveglio degli elfi e Cuivienyarna.

I primi elfi si destarono sulle rive di Cuiviénen, una baia riparata di quello che allora era il Mare di Helcar ed il cui nome significa Acqua del Risveglio, nelle regioni nord orientali della Terra di Mezzo, proprio appena Varda terminò la forgiatura del Valacirca, la falce dei Valar, una costellazione brillante che si staglia nel mezzo del cielo.

Secondo la tradizione noldorin, come narrato nel poema Cuivienyarna, i primissimi elfi a svegliarsi furono sei: Imin, Tata ed Enel e rispettive compagne, i quali furono in seguito i progenitori delle future tre stirpi degli eldar (e anche degli avari, discendenti comunque di membri della Terza Stirpe). I nomi primigeni delle tre stirpi, prima della Grande Marcia, erano tre: la prima era quella dei minyar ("i Primi", in quenya), ovvero i seguaci di Imin, il primo elfo a risvegliarsi. Erano i meno numerosi e, in seguito, diedero origine alla stirpe dei Vanyar. Erano caratterizzati dalla chioma bionda e dagli occhi e dalla pelle chiari. I tatyar ("i Secondi") erano invece al seguito di Tata, il secondo padre degli elfi. Molti di loro erano alti e avevano capelli neri ed occhi grigi e blu, e dalla loro tribù discese il lignaggio dei noldor.[2][3]

Infine, la tribù più numerosa era costituita dai nelyar ("i Terzi"), guidati dal terzo Elfo risvegliatosi a Cuiviénen, Enel, e la maggior parte di loro seguì Elwë nella Grande Marcia, assumendo il nome di teleri. Erano caratterizzati per lo più da capigliatura scura, ed occhi scuri o grigi, anche se non mancavano le eccezioni. Da quest'ultima e numerosa stirpe discesero, oltre che i Teleri di Valinor, i nandor ed i sindar, buona parte degli avari che rimasero nella Terra di Mezzo.[2]

Appena destati, volsero il loro sguardo verso il cielo e pronunciarono la parola "Ele!", ovvero "guarda!", la prima mai pronunciata in lingua elfica. Per questo motivo furono chiamati eldar da Oromë, nella loro stessa lingua.

I primi anni gli elfi abitarono nei pressi di Cuivienen, all'ombra degli Orocarni, esplorando le zone circostanti la baia ma non allontanandosi troppo per paura di venire catturati dal cavaliere nero; questi non era altro che il nome usato dagli elfi per chiamare i servi di Morgoth, i quali lo informarono della nascita dei Primigeni; il Vala Caduto diede quindi ordine di catturarne alcuni che si allontanavano troppo dalla baia e di trarli in Utumno; lì, per mezzo di arti oscure e perverse, i malcapitati vennero distorti, andando a generare l'orrenda razza degli orchi.

Quando Oromë li scoprì, essi si nascosero timorosi che anch'egli fosse un demone, ma poi conquistò la loro fiducia e scelse tre di loro da portare a Valinor: Ingwë, Finwë ed Elwë. Questi videro lo splendore del Reame Beato e la luce degli Alberi, ed una volta tornati convinsero buona parte degli elfi a seguirli verso Valinor: coloro che accettarono furono poi chiamati calaquendi, gli elfi luminosi; altri invece scelsero di rimanere, e vennero chiamati moriquendi, elfi tenebrosi o scuri, detti anche avari, i riluttanti.

Secondo il Cuivienyarna, tutti i miniar partirono per Valinor (divenendo infine i vanyar), mentre circa la metà dei tayar e dei nelyar rimasero a Cuivienen; i membri di questi ultimi due gruppi, guidati rispettivamente da Nurwë e Morwë, divennero gli antenati di tutti gli elfi scuri, gli avari.

Gli eldar in viaggio[modifica | modifica wikitesto]

La marcia degli eldar verso Valinor fu lunga e si protrasse negli anni, e fu ostacolata da Morgoth in tutti i modi possibili (per esempio erigendo le Montagne Nebbiose), tanto che circa un terzo degli Elfi effettivi partiti giunse alla fine in Aman. Chi più di tutti subì perdite furono i teleri, la schiera più grande guidata da Elwë e da Olwë suo fratello; molti di loro furono scoraggiati dalle Montagne Nebbiose e ripiegarono verso la Valle dell'Anduin, andando a costituire i nandor guidati da un certo Lenwë, mentre lo stesso Elwë si smarrì nei boschi del Beleriand dove incontrò la Maia Melian, di cui si innamorò e con la quale fondò in seguito il regno del Doriath, restando infine nella Terra di Mezzo. Così, mentre quasi tutti i noldor, il popolo di Finwë, e tutti i vanyar, la schiera di Ingwë, traversarono il Grande Mare giungendo infine in Aman, i teleri si attardarono nella Terra di Mezzo per cercare Elwë; solo in seguito il Maia Ossë, Signore delle Risacche, trasportò i teleri in Aman per mezzo di Tol Eressea; tuttavia alcuni teleri rimasero nel Beleriand, e andarono a costituire quello che in seguito sarebbe diventato il regno delle Falas, sotto l'egida di Círdan il Carpentiere.

In quello stesso periodo, i Valar decisero di muovere guerra a Morgoth, ed attaccarono la fortezza di Utumno, catturandolo e portandolo in prigionia a Valinor. Non catturarono tuttavia Sauron, il principale servo di Morgoth, che si rifugiò ad Angband aspettando pazientemente il ritorno del suo sire.

Gli eldar in Aman e i sindar nella Terra di Mezzo[modifica | modifica wikitesto]

Giunti a Valinor, le tre stirpi furono accolte dai Valar e si insediarono nelle città di Valimar e di Tirion, oltre che nella valle del Calacirya, il Passo della Luce; i teleri rimasero su Tol Eressea, ed in seguito alcuni di loro, guidati da Olwë, costruirono il porto di Alqualondë sulle coste di Aman, a nord di Tol Eressea e del Calacirya. I noldor ed i vanyar costruirono bellissime torri e bianche case con le quali abbellirono Tirion e Valimar, mentre i Teleri cosparsero di gemme preziose le coste di Eressea e Alqualondë, in modo che la Luce dei Due Alberi vi si riflettesse e creasse spettacoli di colori e riflessi.

La vita degli eldar in Aman fu dunque felice e prospera, e questa beatitudine durò migliaia e migliaia di anni, periodo nel quale prosperarono e eccelsero nelle più svariate arti.

Negli anni della permanenza degli eldar in Valinor, nella Terra di Mezzo gli avari si sparsero lentamente per tutto il continente, specialmente ad oriente e a sud.

Il regno del Doriath, nel Beleriand, prosperava sotto la guida di re Thingol, nome Sindarin di Elwë, e di sua moglie Melian. Anche i teleri delle Falas, guidati da Cirdan, prosperarono.

Nel Beleriand inoltre si trasferirono parte dei nandor, guidati da Denethor figlio di Lenwë, che si stabilirono nell'Ossiriand creando il popolo dei cosiddetti elfi verdi, a causa delle tonalità dei vestiti.

La fine della Beatitudine e l'Offuscamento di Valinor[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Il Silmarillion.

Accadde però che Morgoth, dopo tre Ere di prigionia, venisse liberato e ricevesse il perdono di Manwë, con il divieto però di lasciare Valinor.

Gli eldar all'inizio ne diffidarono, tuttavia egli, per nulla pentito, cominciò a diffondere voci e discordie tra gli elfi, e con le sue arti ne conquistò la fiducia e insegnò loro, in gran segreto, a forgiare armi e attrezzature belliche. Morgoth era in effetti in quegli anni il fabbro più abile di Arda, ad eccezione di Fëanor, il primogenito di Finwë. Questi diffidava di Morgoth (fu infatti lui a coniare il termine Morgoth, che significa nero nemico del mondo, che andò a sostituire il nome originale del Vala caduto, ovvero Melkor) e non credeva al suo pentimento, tuttavia ne fu influenzato negativamente e cominciò a covare rancore verso i Valar stessi, iniziando a ponderare quella linea di pensiero che avrebbe portato successivamente alla Ribellione.

Accadde che, poco dopo la liberazione di Morgoth, Fëanor creasse la sua opera massima, ovvero le Tre Gemme chiamate Silmaril, che contenevano lo splendore della Luce degli Alberi. Varda e Yavanna le benedissero come migliori opere mai create, e Morgoth ne fu geloso e desiderò fortemente impadronirsene. Diede perciò fondo alle sue arti e diffuse ulteriori nequizie.

Fu allora che Fëanor iniziò a parlare apertamente della possibilità di un ritorno nella Terra di Mezzo, sicché (secondo lui) i Valar non tenevano gli eldar in Aman per amore, bensì per impedire che questi creassero regni e domini potenti nella Terra di Mezzo, tenendoli insomma in una sorta di gabbia dorata.

I Valar chiamarono Fëanor in Valimar e ne decretarono un periodo di allontamanento; sicché egli, insieme al padre Finwë e ad alcuni noldor suoi apprendisti forgiatori si ritirò nel nord del paese, costruendo la città di Formenos; ivi accumulò la maggioranza delle ricchezze da lui prodotte, compresi i Silmaril.

Fu allora che Morgoth fuggì da Valinor e andò nel sud di Aman, dove dimorava un'orrenda creatura aracniforme chiamata Ungoliant; insieme a questa, durante una festa tenuta dai Valar a cui parteciparono tutti gli Eldar eccetto Finwë, si recarono a Formenos e uccise il Re dei Noldor, dopodiché rubarono i Silmaril e, cosa ben più grave, devastarono i Due Alberi, facendo piombare la tenebra sul Reame Beato.

La profezia di Mandos e il ritorno nella Terra di Mezzo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sorte dei noldor.

Le Guerre dei Gioielli e la Prima Era[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Il Silmarillion.

Il ritorno a Valinor e la Seconda Era[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gil-Galad e Celebrimbor.

Dopo la fine della Prima Era e l'inabissamento del Beleriand, i noldor esiliati ricevettero il perdono dei Valar ed il permesso di rientrare ad Aman, insieme ai Sindar che l'avessero voluto: molti partirono per Valinor, mentre altri si stabilirono nei reami di Lindon ed Eregion; in quest'ultimo governava Celebrimbor, nipote di Feanor stesso, grande maestro orafo e migliore fabbro delle Terre mortali.

L'Eregion prosperò, e per oltre millecinquecento anni divene uno dei più ricchi e potenti regni dell'intera Arda, grazie anche al continuo scambio culturale e commerciale con i nani di Moria.

Nell'epoca del massimo splendore dell'Eregion, tuttavia, Celebrimbor era divenuto avido e sempre più alla ricerca di sfide impossibili e ricchezze; fece così l'errore di prestare ascolto ai consigli di Sauron, che allora si presentava come un uomo di bell'aspetto (e si faceva chiamare Annatar) e come dispensatore di doni per migliorare la Terra di Mezzo, al fine di renderla simile alle Terre immortali.

« Ma perché dunque la Terra di Mezzo dovrebbe restare per sempre desolata e buia, laddove gli Elfi potrebbero renderla altrettanto bella di Eresseä, che dico, perfino di Valinor? [...] Non è dunque nostro dovere di lavorare fianco a fianco al suo arricchimento e per l'elevazione di tutte le stirpi elfiche che vi si aggirano, all'oscuro del molto potere e della sapienza che sono di coloro che stanno al di là dal Mare? »
(Un estratto dei discorsi rivolti da Sauron/Annatar agli elfi; in Il Silmarillion, op. cit., p. 362)

Fu così che vennero forgiati gli Anelli del Potere. Ben lungi dall'essere un filantropo ed un benefattore per la Terra di mezzo, Sauron mirava in realtà al dominio totale di Arda: così, forgiò l'Unico Anello, col quale poteva controllare tutti gli altri anelli, chi li indossava e le opere che grazie ad essi vennero eseguite.

Dopo che i noldor si resero conto dei sui reali piani, le armate di Mordor mossero verso l'Eriador e devastarono l'Eregion, uccidendo Celebrimbor e sterminando quasi completamente i noldor di questa regione. Quello che era forse stato il più ricco e influente dei regni degli eldar nelle Terre Mortali dall'Esilio in poi, divenne una terra desolata e selvaggia; la capitale Ost-in-Edhil,un tempo luminosa e ricca di vita e luce, divenne un ricettacolo di spettri e creature dell'ombra; I pochi elfi superstiti ripiegarono a Imladris e nel Lindon, dove ancora regnava Gil-Galad, unico tra i sovrani dell'Eriador a resistere a Sauron, ma la maggior parte di essi attraversò il mare.

Alla fine dell'Era, gli elfi (sia noldor che sindar) si unirono in alleanza con i Dunedain sopravvissuti all'Akallabeth e coi nani di Durin nell'Ultima Alleanza, e marciarono contro Sauron, per tentare di sconfiggerlo definitivamente.

L'invasione di Mordor fu portata a termine con successo, e Sauron morì ed il suo spirito fuggì all'Rhûn; tuttavia, i Grandi Signori elfici perirono quasi tutti nella guerra, come una buona parte dei loro eserciti; oltre ai noldor, anche i Nandor del Bosco Atro guidati da Oropher padre di Thranduil padre di Legolas subirono ingenti sconfitte: meno della metà di loro ritornò al nord, e lo stesso Oropher fu ucciso nell'assalto contro Mordor.

Anche Elendil ed Anàrion, re degli uomini, vennero uccisi.

Dopo la battaglia di Dagorlad dove morì Gil-Galad,l'ultimo Re Supremo, i noldor sparirono in pratica dalla Terra di Mezzo, non solo per le perdite subite nelle guerre contro Sauron, ma anche (e soprattutto) perché molti traversarono il mare; la fuga dei noldor ad Aman proseguì lenta ma inarrestabile per tutta la Terza Era. I pochi che scelsero di rimanere nelle Terre mortali vivevano a Gran Burrone con Elrond, ai Porti Grigi con Círdan o a Lórien con Galadriel.

Terza e Quarta Era[modifica | modifica wikitesto]

Nella Terza Era pochi dei noldor rimanevano nella Terra di Mezzo: la maggioranza di essi vivevano nel Lindon sotto la guida di Cirdan, o ad Imladris sotto l'egida di Elrond.

I sindar invece erano abbastanza numerosi, e dimoravano prevalentemente nel Lothlorien guidati da Celeborn e Galadriel, o nel Reame Boscoso, sotto la guida di Thranduil, padre di Legolas della Grigia Compagnia.

È ipotizzabile che nelle regioni orientali e meridionali della Terra di Mezzo risiedesse ancora una grande quantità di Avari. In The War of the Jewels, Tolkien fornisce i nomi di sei delle stirpi degli avari, che ancora abitavano nella Terra di Mezzo sul finire della Terza Era: Kindi, Cuind, Hwenti, Windan, Kinn-lai, Penni. I nomi sono nelle sei principali lingue avare, e significano l'equivalente quenya di "quendi", ovvero coloro che parlano con voci proprie. Essi erano i nomi che gli avari davano a loro stessi. Nota Tolkien, "essi avevano evidentemente continuato a chiamare se stessi *kwendî, in relazione a quelli che andarono via (che sono gli eldar) come disertori." L'ultimo nome, penni, era quello utilizzato dai sudditi avarin di Thranduil per chiamare sé stessi ed il loro popolo.

All'inizio della Quarta Era, la maggioranza dei noldor rimasti partirono per Valinor; ben pochi ne rimasero.

Nella Quarta Era e presumibilmente nelle successive, la stirpe elfica nella Terra di Mezzo fu dunque rappresentata principalmente dagli avari e dai sindar.

Suddivisione e stirpi[modifica | modifica wikitesto]

Separazione degli elfi a seguito dell'esilio dei noldor.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Suddivisione degli elfi.

Gli elfi che si trasferirono a Valinor, detti Calaquendi, si dividono in tre stirpi: vanyar, noldor e teleri. I vanyar eccellono nel canto, nella poesia e nell'epica. Sono i più simili ai Valar in quanto a nobiltà d'animo, bellezza e potere, e risiedono soprattutto nella città di Valimar. In un certo senso costituiscono una sorta di casata reale degli elfi, e a loro si rivolgono tutti gli altri per ricevere saggi consigli. Il re dei vanyar è Ingwe, il primo dei tre padri degli elfi che mise piede in Valinor e vide la Luce degli Alberi. Sono la stirpe elfica più cara a Manwe e Varda, dai quali i Vanyar hanno appreso la maggior parte delle loro conoscenze. Nessun vanyar ha mai più desiderato tornare nella Terra di Mezzo.

I noldor risiedono a Tirion e Formenos, sono i più amati da Aulë e sono gli elfi con maggiori abilità e conoscenze. Possessori di una scienza vasta e profonda, sono quelli con maggiori capacità intellettive e manuali; molto nobili e affascinanti, sono particolarmente orgogliosi delle loro opere, bramano una sempre maggiore conoscenza e non si fermano dinanzi a nulla per ottenere ciò che vogliono; spesso questa cieca determinazione li ha portati allo sbando. Eccellono nelle arti figurative, cioè pittura, scultura e architettura, sono anche abili ingegneri ed esperti di scienza metallurgica; sanno lavorare quasi al pari di Aule tutti i metalli e amano soprattutto la raffinatura delle gemme: le loro opere di gioielleria hanno un valore incommensurabile. Sono anche stati i primi a creare un linguaggio scritto. Buona parte dei noldor di Valinor decise di seguire Feanor quando questi si ribellò ai Valar e decise di tornare nella Terra di Mezzo, per fondarvi reami elfici e soprattutto combattere Morgoth e recuperarei i Silmaril. I pochi che non partirono rimasero a Tirion e furono governati da Finarfin, fratellastro di Feanor. Alla fine della Prima Era, molti dei noldor superstiti tornarono a Valinor. Coloro che rimasero, ben pochi in verità, si stabilirono principalmente nel regno del Lindon e ne regno dell'Eregion e, successivamente alla dissoluzione di questo, a Gran Burrone.

I teleri risiedono sulle coste di Eldamar, nella Tirion marittima e su Tol Eressea, l'Isola solitaria. Sono i più cari a Ulmo, che li ha istruiti sommamente sulla musica, che è l'arte dove più di tutti gli elfi mostrano le proprie capacità. Adorano il mare e risiedono, se possibile, sempre in prossimità di esso, perché quando lo scorgono per la prima volta non riescono più a smettere di amarlo. Sono anche abili costruttori di navi e navigatori, amano visitare luoghi lontani dove natura e mare creano paesaggi incantevoli. Tra le stirpi elfiche sono quelli più buoni e gentili, anche se forse i meno saggi, ciononostante sono gli elfi che mostrano maggiore prudenza in caso di pericolo.

Facenti parte dei teleri vi sono altri sottogruppi, come i nandor, che si sono trovati in tempi remoti lontano dai loro parenti valinoreani e si sono poi mescolati con gli elfi avari, che non desideravano dimorare a Valinor. Riguardo a questo gruppo c'è da dire che pian piano cominciarono a dimorare nei boschi, trasformandosi in elfi silvani. Sono i più simili agli uomini, in un certo modo, poiché non eccellono in nessuna arte o scienza in particolare, ciononostante come i loro parenti mostrano quella gentilezza e nobiltà d'animo tipica degli elfi e, soprattutto, ne condividono l'immortalità. Certamente sono i più pericolosi, dato che spesso si sono trovati ad affrontare esseri malvagi; sono validissimi combattenti, usano strategie furtive ma elaborate. Sono gli elfi che di più amano la Terra di Mezzo, dimorano nei boschi o nelle vallate nei pressi dei fiumi, sono molto attaccatti alla loro terra e sono anche quelli in rapporti più cordiali e sinceri con gli uomini.

Gli avari o moriquendi (elfi della notte), infine, sono tutti quegli elfi che si rifiutarono di mettersi in marcia per Valinor e scelsero di rimanere nella Terra di Mezzo. Furono loro ad avere i primi contatti coi nani e con gli uomini.

Generalità[modifica | modifica wikitesto]

Gli elfi sono descritti come le più belle creature della Terra di Mezzo, amanti dell'arte (in particolare le canzoni, che amano cantare con le loro splendide voci) e della conoscenza. Fisicamente hanno i capelli scuri e gli occhi grigi, tranne i vanyar e i loro discendenti, con biondi capelli dorati (eccezioni furono Mahtan, la figlia Nerdanel e il nipote Maedhros, con capelli rossi). Gli elfi non hanno la barba. Possiedono sensi più acuti, e molti sono più forti degli Uomini. Tra di essi, soprattutto i noldor possiedono abilità e conoscenze che agli uomini della Terra di Mezzo appaiono magiche. Le loro memorie e i loro ricordi sono vividi come la loro vita. Sono immortali, nel senso che la loro aspettativa di vita è eterna, ciononostante possono morire se vengono uccisi, oppure se provano un dolore morale profondo, o se rinunciano alla propria immortalità per amore degli uomini. Nei primi due casi possono tornare, dopo un periodo nelle Aule di Mandos, e reincarnarsi nel corpo di prima, conservando i ricordi (ne abbiamo due casi accertati: Finrod e Glorfindel); nel caso in cui rinunciano alla propria immortalità, diventano a tutti gli effetti degli uomini, pur conservando le caratteristiche fisiche originarie. Dunque sono immortali ma non indistruttibili, e condividono il destino degli uomini che è quello di provare sofferenza (fisica, psichica e morale): gli elfi crescono allo stesso ritmo temporale degli uomini fino alla maturità, dopodiché l'invecchiamento si arresta, facendo loro mantenere le sembianze acquisite in età adulta.

Gli elfi di Tolkien sono una rappresentazione di cosa gli umani sarebbero potuti diventare, se non avessero commesso il peccato originale. Anche se questo li rende molto morali e giusti (nessun elfo ha mai servito i Nemici, Morgoth o Sauron) ciò non li rende immuni dall'essere ingannati (per esempio, Maeglin tradì Gondolin per avere salva la vita e per amore di sua cugina Idril) e li rende anche meno capaci degli uomini all'adattarsi ad un mondo decaduto e in continua mutazione.

Dal brano ambientato a Lórien nel Signore degli Anelli si ricava l'impressione che molti elfi vivano sugli alberi e impugnino archi, mentre da altri racconti di Tolkien si apprende di elfi che abitavano semplicemente in caverne (Nargothrond) o in fortezze rocciose (Gondolin) e che i noldor erano più famosi per le loro terribili spade.

Nel Signore degli Anelli e nel Silmarillion non ci sono riferimenti espliciti alle "orecchie a punta". Solo in un brano dell'Etimologia Tolkien afferma che "le orecchie degli elfi erano più allungate e a forma di foglia di quelle degli uomini". Ad ogni modo, considerazioni pratiche, che includono molte occasioni dove gli uomini sono confusi per elfi, suggeriscono che la punta deve essere sottile, abbastanza differente dalle larghe orecchie di Elfquest e dalle lunghissime e strette orecchie degli elfi di alcuni anime.

I racconti della Prima Era sono legati principalmente agli elfi, che abitano in vari regni sparsi per il Beleriand, e gli uomini appaiono soltanto nelle storie più tarde. Gli elfi sono qui nella loro gioventù, e sono abbastanza potenti da sfidare realmente Melkor. Dopo la fine della Prima Era e la distruzione di quasi tutto il Beleriand, gli elfi della Terra di Mezzo sono ancora abbastanza forti da tenere a bada Sauron, e creare gli Anelli di Potere che hanno il potere di rallentare il tempo. Nonostante la loro diminuzione a causa delle molte guerre combattute in difesa dei loro paesi e la creazione dell'Unico Anello da parte di Sauron, essi riuscirono a mantenere la loro forza anche dopo la fine di importanti regni come l'Eregion, almeno fino alla caduta di Gil-Galad, ai tempi dell'Ultima Alleanza (Seconda Era). Comunque, durante Terza Era (il periodo de Il Signore degli Anelli), l'importanza degli elfi negli affari del mondo sta diminuendo, e solo pochi di loro sono rimasti (avari a parte), nei rifugi di Gran Burrone, Lothlórien e Bosco Atro oppure ai Rifugi Oscuri presso il Lindon. Tra gli eldar, cioè coloro che intrapresero il viaggio da Cuiviénen, la maggior parte di quelli rimasti erano elfi silvani, mescolati con i Sindar, e vivevano ad est delle Montagne Nebbiose. Molti di loro potevano essere visti dirigersi all'Ovest, ad Aman, partendo dai Porti Grigi, per lasciare la Terra di Mezzo per sempre, e quelli che rimanevano sapevano che il loro destino era di "svanire o andare all'Ovest" (per i noldor si trattava di un ritorno, dopo i fatti narrati dal Silmarillion). Quindi pochi di loro rimasero nella Terra di Mezzo dopo la fine della Terza Era (i loro Anelli persero ogni potere a causa della distruzione dell'Unico, che tuttavia fu da loro voluta per annientare Sauron) e quelli che vi rimasero erano destinati a "scomparire", invecchiando e diventando simili agli uomini. Ciò era dovuto alla corruzione di Arda, e specialmente della Terra di Mezzo, dimora di Morgoth e Sauron, capace col tempo di intaccare anche la natura degli elfi; ciò era iniziato quando Morgoth vi disperse il proprio potere, distruggendo la creazione originale di Iluvatar e degli Ainur.

Lista[modifica | modifica wikitesto]

Vengono indicate, ove si sappiano, le date di nascita e di morte (se è fornita una sola data, s'intende che l'elfo non viene ucciso e vivrà quindi fino alla fine del mondo), secondo l'era cui fanno riferimento: A.A. = Anni degli Alberi, P.E. = Prima Era, S.E. = Seconda Era, T.E. = Terza Era, Q.E. = Quarta Era; si noti anche che un anno degli Alberi non corrisponde per durata a un anno delle quattro Ere. Per gli elfi presenti nei Racconti ritrovati e nei Racconti perduti (in questo caso si parla di gnomi), vengono indicati anche i nomi assunti in versioni anteriori.

A[modifica | modifica wikitesto]

  • Aegnor ("Fuoco Funesto")
Noldorin, figlio di Finarfin e Eärwen, occupa insieme al fratello Angrod i versanti settentrionali del Dorthonion, muore nella Dagor Bragollach. Durante il suo soggiorno nel Nargothrond, si innamorò di una fanciulla umana, Andreth; lei ricambiava, ma i due non si sposarono mai, né ebbero figli.
  • Aerandir ("Viaggiatore del mare")
uno dei tre marinai compagni di Eärendil.
  • Ainairos
Gnomo di Alqaluntë.
Versioni precedenti del nome: Oivárin
  • Amarië
Vanyarin, elfa prediletta di Finrod Felagund, rimase in Valinor.
Sindarin, padre di Amroth. Fu re di Lothlorien e morì nella battaglia di Dagorlad
  • Amras, ?-580 P.E.
Noldorin, figlio di Fëanor e gemello di Amrod, ucciso alle Bocche del Sirion dalla gente di Eärendil.
Versioni precedenti del nome: Mailweg (lettura incerta), Dinithiel (o forse Durithiel, lettura incerta), Díriel
  • Amrod, ? - 580 P.E.
Noldorin, figlio di Fëanor e gemello di Amras, ucciso alle Bocche del Sirion dalla gente di Eärendil.
Versioni precedenti del nome: Damrod
Sindarin, figlio di Amdír, signore di Lórien durante la Seconda Era, scompare durante la ricerca della sua amata Nimrodel.
  • Angrod
Noldorin, figlio di Finarfin e Eärwen, occupa insieme al fratello Aegnor i versanti settentrionali del Dorthonion; ambasciatore di Finrod Felagund presso Thingol, muore nella Dagor Bragollach. Nelle ultime versioni, è il padre di Orodreth.
  • Annael
Sindarin del Mithrim, padre adottivo di Tuor (un uomo).
  • AranelDior
  • Aranwë
Noldorin di Gondolin, padre di Voronwë.
  • Aredhel ("nobile donna degli elfi"), detta Ar-Feinel, 1362 A.A. - 345 P.E.
Noldorin, figlia di Fingolfin, sposa di Eöl, madre di Maeglin, muore a Gondolin per mano del marito cercando di proteggere il figlio.
Versioni precedenti del nome: Isfin
  • Ar-Feinel ("bianca signora dei noldor") → Aredhel
  • Arminas
Noldorin, del popolo di Angrod, insieme a Gelmir (2) guida Tuor (un uomo) verso Gondolin (solo nei Racconti perduti) e in seguito si reca nel Nargothrond per avvertire Orodreth del pericolo che lo minacciava.
  • Arwen, detta Undómiel, 241 T.E. - 122 Q.E.
Mezzelfa, figlia di Elrond e Celebrían, sposa di Aragorn (un uomo), madre di Eldarion.
  • Auredhir
Gnomo, figlio di Dior e Nimloth nei Racconti perduti.
  • Ausir
Gnomo, fanciullo presente a Mar Vanwa Tyaliéva (la Casetta del Gioco Perduto).

B[modifica | modifica wikitesto]

  • Beleg, detto Cúthalion
Sindarin, arciere e capo dei guardiani delle marche di frontiera del Doriath, amico di Túrin (un uomo), da cui venne ucciso.
Gnomo nei Racconti perduti.
  • BronwegVoronwë
  • Bruithwir
Gnomo, figlio di Maidros, padre di Fëanor nei Racconti ritrovati.
Versioni precedenti del nome: Maron

C[modifica | modifica wikitesto]

  • Caranthir, detto lo Scuro, ? A.A. - 505 P.E.
Noldorin, figlio di Fëanor, re di Thargelion, ucciso nell'assalto contro il Doriath.
Versioni precedenti del nome: Cranthor, Cranthir
Sindarin del Doriath, parente di Elwë, sposo di Galadriel, padre di Celebrían, signore di Lórien, rimase nella Terra di Mezzo dopo la fine della Terza Era.
Sindarin, figlia di Celeborn e Galadriel, sposa di Elrond, madre di Elladan, Elrohir e Arwen, partì per Valinor dopo aver ricevuto una ferita avvelenata dagli orchi.
Noldorin, figlio di Curufin, rimane nel Nargothrond quando suo padre ne viene espulso, il più grande dei fabbri elfici della Seconda Era, artefice dei tre anelli degli elfi, ucciso da Sauron.
  • Celebrindal ("piè d'argento") → Idril
  • Celegorm, detto il Chiaro, ? A.A. - 505 P.E.
Noldorin, figlio di Fëanor, signore dello Himlad con il fratello Curufin fino alla Dagor Bragollach, poi residente nel Nargothrond, padrone di Huan, ucciso da Dior in Menegroth.
Telerin, signore delle Falas durante la Prima Era, poi custode dei Porti Grigi durante la Seconda e Terza Era, portatore dell'anello Narya che affida a Gandalf.
  • Cuorpiccino, detto il Guardiano del Gong o Ilverin o Elfrith
Gnomo, figlio di Voronwë, abitante a Mar Vanwa Tyaliéva (la Casetta del Gioco Perduto).
  • Curufin, detto il Destro, ? A.A. - 505 P.E.
Noldorin, figlio di Fëanor, padre di Celebrimbor, signore dello Himlad con il fratello Celegorm fino alla Dagor Bragollach, poi residente nel Nargothrond, ucciso da Dior in Menegroth.
  • Curufinwë (da curu "abilità") → Fëanor
  • Cúthalion ("arcoforte") → Beleg

D[modifica | modifica wikitesto]

  • Daeron
Sindarin, menestrello e sapiente di re Elwë del Doriath, inventore delle rune elfiche Cirth, innamorato di Lúthien che tradisce per ben due volte, rivelando a Re Thingol l'amore di lei per Beren ed il suo proposito di fuga dal Doriath. Assieme a Mablung fu messaggero di Re Thingol alla Mereth Aderthad. L'amore per Lúthien gli ispirò canti che lo resero il più rinomato di tutti i menestrelli degli Elfi ad est del mare. Dopo la fuga di Lúthien dal Doriath si mise alla sua ricerca vagando per i boschi fino a raggiungere le sponde orientali della Terra di Mezzo.
  • Dairon
Gnomo, figlio di Thingol e Melian la Maia nei Racconti perduti, menestrello (corrisponde a Daeron, che però non è fratello di Tinúviel).
Versioni precedenti del nome: Kapalen, Tifanto
  • Daurin
Gnomo, ucciso da Melko nell'assalto ai Due Alberi.
Altre versioni del nome: Tórin
  • Denethor, ? - 1497 A.A.
Nandorin, figlio di Lenwë, re degli elfi nandorin, ucciso su Amon Ereb nella prima battaglia del Beleriand.
Mezzelfo, figlio di Beren degli uomini e Lúthien dei sindar, sposo di Nimloth, padre di Eluréd, Elurín e Elwing, successore del nonno Elwë quale re del Doriath, ucciso in Menegroth dai figli di Fëanor.
Versioni precedenti del nome: Daimord, Damrod
  • Duilin
Gnomo, padre di Flinding (nome di Gwindor nei Racconti perduti).
  • Duilin
Gnomo di Gondolin, signore della stirpe della Rondine.
Versioni precedenti del nome: Duliglin

E[modifica | modifica wikitesto]

  • ÉadgifuNaimi
  • Eärendil ("amante del mare"), detto Mezzelfo o il Beato o il Lucente o il Marinaio o Gil-estel
Mezzelfo, figlio di Tuor degli uomini e Idril Celebrindal dei noldor, sposo di Elwing, padre di Elrond e Elros, salpò per Valinor per implorare aiuto contro Morgoth, naviga per i cieli reggendo un Silmaril.
Versioni precedenti del nome: Eärendel, Gon Indor (o Indorildo, Indorion, cioè "nipote di Indor")
Telerin di Alqualondë, figlia di Olwë, sposa di Finarfin, madre di Finrod Felagund, Orodreth, Angrod, Aegnor e Galadriel.
Noldorin di Gondolin, signore della Fonte, uccisore di Gothmog e da lui ucciso.
  • Edrahil
Noldorin del Nargothrond, capo degli Elfi che accompagnarono Finrod Felagund e Beren (un uomo) nella cerca del Silmaril, morto a Tol-in-Gaurhoth nelle segrete di Sauron.
  • Egalmoth
Noldorin di Gondolin, signore dell'Arco Celeste.
  • Egnor, detto Damrod lo Gnomo, Rog dagli orchi
Gnomo, padre di Beren nei Racconti perduti (poi Barahir, un uomo).
Mezzelfo, figlio di Aragorn degli uomini e Arwen Mezzelfa.
  • Elemmirë
Vanyarin, autore dell'Aldudénië, il Lamento per i Due Alberi.
  • Elenwë ? - ca. 1497 A.A.
Ella fu un elfo vanyarin, moglie di Turgon e madre di Idril, la quale ereditò da lei la chioma dorata tipica della sua stirpe. Il suo nome significa "Stella" in quenya.

Elenwë morì durante l'attaversamento di Helcaraxë, mentre seguiva il marito nell'impresa di Fingolfin.

  • ElfrithCuorpiccino
Versioni precedenti del nome: Elfriniel, Elfriniol, Ilfiniol, Ilfrin
Mezzelfo, figlio di Elrond e Celebrían, signore di Gran Burrone col fratello Elrohir, non si sa se scelga un destino mortale o immortale.
Telerin, fratello di Elwë e Olwë, padre di Galadhon.
Mezzelfo, figlio di Elrond e Celebrían, signore di Gran Burrone col fratello Elladan, non si sa se scelga un destino mortale o immortale.
  • Elrond ("volta stellata"), detto Mastro Elrond o Elrond Mezzelfo, 525 P.E.
Mezzelfo che ha scelto un destino immortale, figlio di Eärendil e Elwing, padre di Elladan, Elrohir e Arwen, signore di Gran Burrone, portatore dell'anello Vilya ricevuto da Gil-galad, partì per Valinor alla fine della Terza Era.
  • Elros ("schiuma di stelle") elfo di Bosco Atro Nella trasposizione cinematografica dello Hobbit di Peter Jackson, Elros è interpretato da Robin Kerr.
  • Elros ("schiuma di stelle") poi Tar-Minyatur (non elfo, ma uomo), 525 P.E. - 442 S.E.
Mezzelfo che ha scelto un destino mortale, figlio di Eärendil e Elwing, primo re di Númenor.
  • Eltas
Gnomo, ospite a Mar Vanwa Tyaliéva (la Casetta del Gioco Perduto).
  • Elu ("Elwë") → Elwë
  • Eluchíl ("erede di Elu Thingol") → Dior
  • Eluréd ("erede di Elu Thingol"), ? P.E. - 505 P.E.
figlio di Dior, ucciso a Menegroth dai figli di Fëanor.
  • Elurín ("rimembranza di Elu Thingol"), ? P.E. - 505 P.E.
figlio di Dior, ucciso a Menegroth dai figli di Fëanor.
  • Elwë, detto anche Elu, poi Singollo da cui Thingol, 1050 A.A. - 499 P.E.
Telerin, fratello di Olwë, perso in Nan Elmoth durante il viaggio verso Valinor, sposo di Melian la Maia, padre di Lúthien, re dei sindar del Doriath, ucciso in Menegroth dai nani.
Versioni precedenti del nome: Tintoglin, Tinwë Linto, Tinwelint, Singoldo
  • Elwing ("spruzzo di stelle"), 500 P.E.
Telerin, figlia di Dior e Nimloth, sposa di Eärendil Mezzelfo, madre di Elrond e Elros, fuggì dal Doriath con il Silmaril e si recò con lo sposo a Valinor.
  • Enel
Insieme a Imin e Tata, il primo elfo che si risvegliò a Cuiviénen.
  • Enelyë
Sposa di Enel.
  • Eöl detto l'elfo scuro, ? - 345 P.E.
Sindarin, sposo di Aredhel, padre di Maeglin, fabbro forgiatore del galvorn, amico dei nani, condannato a morte in Gondolin.
Versioni precedenti del nome: Arval
  • Ereinion ("pollone di re") → Gil-galad
  • Erellont
uno dei tre marinai compagni di Eärendil.
  • Evranin
Gnoma, nutrice di Elwing che nei Racconti perduti la fa fuggire da Menegroth con l'aiuto di Gereth.
  • Evromord
Gnomo, guardiano della porta di Mar Vanwa Tyaliéva (la Casetta del Gioco Perduto) dopo Rúmil (3).

F[modifica | modifica wikitesto]

Versioni precedenti del nome: Failivrin
  • Falathar
uno dei tre marinai compagni di Eärendil.
  • Fëanor, detto Fëanáro ("spirito di fuoco") dalla madre, Curufinwë dal padre, 1169 - 1497 A.A.
Noldorin, figlio di Finwë e Míriel, padre di Maedhros, Maglor, Celegorm, Caranthir, Curufin, Amrod e Amras, re supremo dei noldor e promotore della loro ribellione, artefice della scrittura fëanoriana nonché dei Silmaril, ucciso in Mithrim durante la Dagor-nuin-Giliath.
Noldorin, figlio di Finwë e Indis, sposo di Eärwen, padre di Finrod Felagund, Orodreth, Angrod, Aegnor e Galadriel, capo dei noldor rimasti in Aman dopo l'esilio del loro popolo.
  • Finduilas, detta anche Faelivrin da Gwindor, ? - 495 P.E.
Noldorin, figlia di Orodreth, catturata durante il sacco del Nargothrond e uccisa dagli orchi ai guadi del Teiglin.
Noldorin, figlio di Finwë e Indis, padre di Fingon, Turgon e Aredhel, re supremo dei noldor in Hithlum, ucciso da Morgoth in duello.
  • Fingon, detto il Valoroso, ? A.A. - 471 P.E.
Noldorin, figlio di Fingolfin, padre di Gil-galad, re supremo dei noldor, ucciso da Gothmog durante la Nirnaeth Arnoediad.
  • Finrod Felagund, detto il Fedele e l'amico degli uomini, 1300 A.A. - 468 P.E.
Noldorin, figlio di Finarfin e Eärwen, fondatore e re di Nargothrond e di Minas Tirith, fu salvato da Barahir (un uomo) durante la Dagor Bragollach e gli diede un anello e gli fece un giuramento, per tener fede al quale seguì Beren nella sua cerca e morì nelle segrete di Sauron a Tol-in-Gaurhoth.
Versioni precedenti del nome: Inglor
Noldorin, padre di Fëanor (con la prima sposa Míriel) e di Fingolfin e Finarfin (con la seconda sposa Indis), re supremo dei noldor durante il viaggio da Cuiviénen e quindi in Aman, ucciso da Morgoth a Formenos.
Versioni precedenti del nome: Fingolma, Golfinweg, Finwë Nólemë

G[modifica | modifica wikitesto]

Galadhon è un personaggio inventato da J. R. R. Tolkien, che compare nei Racconti incompiuti. Il suo nome deriva dal Sindarin galadh, albero. Si dice sia figlio di Elmo, il più giovane fratello di Thingol; Galadhon è quindi nipote di Thingol e cugino di Lúthien. Il suo personaggio è stato essenzialmente creato per spiegare come Celeborn fosse imparentato con Thingol; secondo i Racconti, Celeborn era figlio di Galadhon e quindi nipote di Thingol. Si narra che Galadhon avesse anche un altro figlio di nome Galathil, a sua volta padre di Nimloth, la quale avrebbe poi sposato Dior, suo cugino di secondo grado. In scritti posteriori Tolkien modificò le origini di Celeborn, descrivendolo come un Elfo di Valinor della stirpe dei teleri unitosi agli esiliati.
Noldorin, figlia di Finarfin e Eärwen, sposa di Celeborn, madre di Celebrían, regina di Lothlórien e portatrice dell'anello Nenya, tornò in Valinor alla fine della Terza Era.
  • Galdor
Noldorin di Gondolin, signore dell'Albero.
  • Galdor
Elfo dei Porti Grigi, venuto a Gran Burrone per assistere al Consiglio di Elrond su incarico di Círdan.
  • Galion
Elfo silvano di Bosco Atro, maggiordomo di re Thranduil al tempo della cattura dei nani diretti a Erebor, propone al capo delle guardie di assaggiare il vino e si ubriaca con lui.
  • Galweg
Gnomo dei Rodothlim, padre di Failivrin (Finduilas) nei Racconti perduti.
  • Gamil Zirak
Gnomo, fabbro e maestro di Telchar (un nano).
  • Gelmir, ? - 473 P.E.
Elfo di Nargothrond, figlio di Guilin, catturato durante la Dagor Bragollach e messo a morte di fronte ai difensori di Eithel Sirion prima della Nirnaeth Arnoediad.
  • Gelmir
Noldorin, del popolo di Angrod, insieme ad Arminas guida Tuor (un uomo) verso Gondolin (solo nei Racconti perduti) e in seguito si reca nel Nargothrond per avvertire Orodreth del pericolo che lo minacciava.
  • Gereth
Gnomo che, con l'aiuto di Evranin, fa fuggire Elwing da Menegroth nei Racconti perduti.
  • Gil-estel ("stella dell'alta speranza") → Eärendil
  • Gildor, detto Inglorion
Elfo di Gran Burrone, incontrato da Frodo durante il suo viaggio nella Contea; egli si dice "della Casa di Finrod"
  • Gilfanon, detto Gilfanon a Davrobel (cioè "di Tavrobel")
Gnomo di Tavrobel, abitante della Casa dei Cento Comignoli, ospite a Mar Vanwa Tyaliéva (la Casetta del Gioco Perduto) durante la permanenza di Eriol.
Versioni precedenti del nome: Ailios
  • Gil-galad ("stella di radianza"), detto Rodnor e Ereinion, 445 P.E. - 3441 S.E.
Noldorin, figlio di Orodreth (o di Fingon secondo altre versioni), re supremo dei noldor, capo dell'Ultima Alleanza tra gli elfi e gli uomini, assieme a Elendil fu ucciso in duello da Sauron nell'atto di uccidere quest'ultimo, al termine dell'assedio di Barad-dûr.
  • Gimli
Gnomo, prigioniero di Tevildo Vardo Meoita.
  • Glirhuin
Elfo del Brethil, arpista.
Elfo di Gondolin, signore del Fiore d'Oro, morto in combattimento con un Balrog dopo la caduta di Gondolin. Tornato nella Terra di Mezzo durante la Terza Era, aiuta Frodo durante il suo viaggio a Gran Burrone.
  • Guilin
Elfo di Nargothrond, padre di Gelmir e Gwindor.
  • Gwindor
Principe del reame nascosto di Nargothrond, ed insieme a suo fratello Gelmir combatté nella Dagor Bragollach, la battaglia della Fiamma Improvvisa. Dopo la sconfitta degli eldar nella Bragollach Gelmir venne catturato dagli orchi e portato prigioniero in Angband. Anni dopo, poco prima dell'inizio della Nirnaeth Arnoediad, la battaglia delle Innumerevoli Lacrime, ci fu un'ambasciata degli orchi, i quali recavano con essi Gelmir, quasi cieco dopo tutti quegli anni di prigionia. Gli orchi avvertirono che molti altri noldor erano stati impriogionati ad Angband, e promisero che quando sarebbero tornati li avrebbero uccisi tutti; successivamente staccarono mani, piedi e testa di Gelmir, lasciandolo lì morente. Proprio in quel punto dell'esercito dei noldor stava Gwindor, il quale con tutta la rabbia che aveva in corpo con i suoi consaguinei dal Nargothrond attaccò l'ambasciata e si diresse fino ai cancelli di Angband: lì la sua compagnia fu massacrata ed egli tratto prigioniero in Angband. Successivamente riuscì ad evaderne ed in seguito condusse Túrin Turambar nel Nargothrond. Perì nella battaglia di Tumhalad.
Versioni precedenti del nome: Flinding

H[modifica | modifica wikitesto]

  • Heorrenda
Mezzelfo, figlio di Ælfwine/Eriol e Naimi.
  • Hendor
Gnomo di Gondolin, servitore di Idril, porta Eärendel (Eärendil) fuori dalla Torre durante la caduta della città.
  • Haldir
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Haldir.
Sindarin di Lórien, fratello di Rúmil (2) e Orophin.

I[modifica | modifica wikitesto]

  • Idrial
Elfa di Lothlorièn del videogioco "La Terza Era", rimane quindi un personaggio non canonico, in parte estraneo al mondo letterario ideato da Tolkien
Noldorin, figlia di Turgon e Elenwë, sposa di Tuor (un uomo), madre di Eärendil, partì per Valinor con il marito.
Versioni precedenti del nome: Irildë Taltelepta
  • IlverinCuorpiccino
Versioni precedenti del nome: Elbenil, Elwenildo
  • Imin
Insieme a Tata e Enel, il primo Elfo che si risvegliò a Cuiviénen.
  • Iminyë
Sposa di Imin.
Vanyarin, parente di Ingwë, sposa di Finwë, madre di Fingolfin e Finarfin.
  • Ingil, detto Gil
Vanyarin, figlio di Inwë (Ingwë).
Versioni precedenti del nome: Ingilmo
  • InglorionGildor
  • Ingwë, 1050 A.A.
Nel mondo immaginario di Arda in cui sono ambientate le opere di J. R. R. Tolkien, Ingwë è un antico re elfico. Secondo quanto narrato nel Silmarillion, Ingwë era uno dei tre re che partirono dal lago stellato di Cuiviénen, nella Terra di Mezzo, dove si erano destati gli elfi, per dirigersi verso le terre beate di Aman, dove avrebbero potuto ammirare la magnificenza dei Valar. Gli altri due re che intrapresero il viaggio erano Elwë e Finwë. Ingwë era il capo dei vanyar; a differenza dei noldor essi non tornarono più nella Terra di Mezzo se non per combattere Morgoth nella Guerra dell'Ira. Ingwë e la sua schiera divennero gli elfi prediletti dai Valar, che fecero di Ingwë il re di tutti gli elfi, facendolo governare sul Taniquetil ai piedi di Manwë. Quando i Valar, dopo la supplica di Eärendil, si decisero a muovere guerra contro Morgoth, i vanyar costituivano la maggior parte del loro esercito. Dopo la sconfitta del Nemico i vanyar tornarono tutti in Aman.
Versioni precedenti del nome: Githil, Inwithiel, Gimgithil, Ing, Inwë, Isil
  • Ivárë
Gnomo, menestrello.

L[modifica | modifica wikitesto]

  • Legolas, detto Verdefoglia
Noldorin di Gondolin.
Versioni precedenti del nome: Laiqalassë
Sindarin di Bosco Atro, figlio di Thranduil, membro della Compagnia dell'Anello, partì per Valinor alla morte di re Aragorn (un uomo), all'inizio della Quarta Era.
  • Lenwë, 1050 A.A. - ?
Telerin, re degli elfi nandorin che si rifiutarono di superare le Montagne Nebbiose durante il viaggio verso Valinor, padre di Denethor.
  • Lindir
Elfo di Gran Burrone.
  • Lindo
Gnomo di Tol Eressëa, padrone di Mar Vanwa Tyaliéva (la Casetta del Gioco Perduto).
  • Lómion ("figlio del crepuscolo") → Maeglin
  • Lúthien, detta Tinúviel da Beren, 1200 A.A. - ca. 502 P.E.
Sindarin del Doriath, figlia di Elwë e Melian la Maia, sposa di Beren (un uomo), madre di Dior, scelse di diventare mortale.

M[modifica | modifica wikitesto]

  • Mablon, detto l'Ilkorin ("non di Kôr"), ? - 473 P.E.
Gnomo che cade durante la Nirnaeth Arnoediad, affrontando i Balrog per coprire la ritirata di Turgon.
  • Mablung ("dalla mano pesante"), ? - 499 P.E.
Sindarin del Doriath, capo delle guardie del re e amico di Túrin (un uomo), muore a Menegroth ucciso dai nani.
  • Maedhros, detto l'Alto, ? A.A. - 583 P.E.
Noldorin, figlio di Fëanor, catturato a Thangorodrim e salvato da Fingon, signore del colle di Himring e promotore dell'Unione di Maedhros, si gettò nelle viscere della terra con un Silmaril alla fine della Prima Era.
Versioni precedenti del nome: Maidros
  • Maeglin ("sguardo tagliente"), detto Lómion ("figlio del crepuscolo") dalla madre, ? - 511 P.E.
Noldorin, figlio di Eöl e Aredhel, nato nel Nan Elmoth, fuggi poi seguendo la madre a Gondolin, dove assistette all'esecuzione a morte del padre. Lì divenne stimato e potente presso il popolo (anche grazie alle conoscenze in metallurgia, apprese dai nani) e si innamorò, non ricambiato, della cugina Idril. Combatté nella Nirnaeth Arnoediad a fianco di Turgon ed Ecthelion, ma venne catturato dagli orchi e condotto in Angband, dove fu sottoposto ad atroci torture, in seguito alle quali tradì Gondolin rivelandone la collocazione e consegnando la città a Morgoth e venne ucciso da Tuor (un uomo) durante il sacco della città.
Versioni precedenti del nome: Meglin
Noldorin, figlio di Fëanor, cantore e menestrello, signore del Varco di Maglor. Alla fine della Guerra d'Ira, alla fine della Prima Era, rubò un Silmaril, che successivamente gettò in mare. Da allora vagò presso il mare.
Noldorin, padre di Nerdanel, uno dei più grandi fabbri noldorin.
  • Maidros
Gnomo, padre di Bruithwir.
  • Meleth
Gnoma di Gondolin, nutrice di Eärendel (Eärendil).
  • MelinirVëannë
  • Meril-i-Turinqi
Gnoma di Tol Eressëa, figlia di Inwë (Ingwë), signora dell'isola nei Racconti ritrovati.
  • Míriel, detta Serindë, ? - 1170 A.A.
Noldorin, sposa di Finwë, madre di Fëanor, morta poco dopo la nascita del figlio.
  • Morwë
Elfo tatyar che, come narrato nel Cuivienyarna, rimase a guidare i tatyar che declinarono l'invito di Oromë, divenendo capostipiti di parte degli avari (coloro dei tatyar che partirono divennero poi i noldor).

N[modifica | modifica wikitesto]

Gnoma di Tol Eressëa, sposa di Ælfwine/Eriol (un uomo), madre di Heorrenda.
  • Narthseg
Gnomo del Doriath, tradisce Artanor (Menegroth) presso i nani.
  • Nellas
Sindarin del Doriath, fa da testimone al processo di Túrin (un uomo).
  • Nerdanel, detta la Saggia
Noldorin, figlia di Mahtan, sposa di Fëanor.
  • Nimloth, ? - 505 P.E.
Sindarin del Doriath, sposa di Dior, madre di Eluréd, Elurín e Elwing, uccisa in Menegroth dai figli di Fëanor.
Sindarin, amata di Amroth, scomparve durante la Terza Era.
  • Nuin, detto Padre del Linguaggio
Avarin che scopre i primi uomini, appena risvegliatisi, nei Racconti ritrovati.
  • Nurwë
  • Elfo Nelyarin che, come narrato nel Cuivienyarna, rimase a guidare quelli dei nelyar che declinarono l'invito di Oromë, divenendo capostipiti di parte degli avari (coloro cei nelyar che partirono divennero poi i teleri, i nandor ed i sindar).

O[modifica | modifica wikitesto]

Telerin di Alqualondë, fratello di Elwë, padre di Eärwen, re dei Teleri in Aman.
Versioni precedenti del nome: Tinwë Linto, Ellu Melemno
Noldorin, figlio di Finarfin e Eärwen, padre di Finduilas, custode di Minas Tirith e poi re di Nargothrond, ucciso nella battaglia di Tumhalad.
Sindarin, padre di Thranduil, re di Bosco Atro, muore durante la battaglia di Dagorlad.
  • Orophin
Sindarin di Lórien, fratello di Haldir e Rúmil (2).

P[modifica | modifica wikitesto]

  • Penlod, detto l'Alto
Noldorin di Gondolin, signore del Pilastro e della Torre di Neve.

R[modifica | modifica wikitesto]

  • Rimion
Gnomo, padre di Egnor.
Noldorin di Gondolin, signore del Martello d'Ira.
  • Rúmil
Noldorin di Tirion, autore dell'Ainulindalë e inventore delle Sarati
  • Rúmil di Lorien
Sindarin di Lórien, fratello di Haldir e Orophin.
  • Rúmil, detto il Saggio
Gnomo, guardiano della porta di Mar Vanwa Tyaliéva (la Casetta del Gioco Perduto).

S[modifica | modifica wikitesto]

  • Saeros
Nandorin, consigliere di re Thingol, accidentalmente ucciso da Túrin (un uomo) per averlo insultato.
Versioni precedenti del nome: Orgof
  • Slagant
Noldorin di Gondolin, signore dell'Arpa.
  • Serindë ("la ricamatrice") → Míriel
  • Singollo ("mantogrigio") → Elwë

T[modifica | modifica wikitesto]

  • Tareg, detto l'Ilkorin ("non di Kôr")
Gnomo, capitano di una schiera di elfi nei Racconti ritrovati.
  • Tata
Insieme a Imin e Enel, il primo elfo che si risvegliò a Cuiviénen.
  • Tatië
Sposa di Tata.
Sindarin, figlio di Oropher, padre di Legolas re di Bosco Atro poi Boscoverde il Grande.

Nella trasposizione cinematografica dello Hobbit di Peter Jackson, Thranduil è interpretato da Lee Pace.

  • Tinúviel ("figlia del crepuscolo" o "usignolo") → Lúthien
Versioni precedenti del nome: Tynwfiel
  • Tulkastor
Gnomo, padre di Vairë.
Versioni precedenti del nome: Turenbor, Tulkassë
  • Turgon, detto il Saggio, 1300 A.A. - 510 P.E.
Noldorin, figlio di Fingolfin, padre di Idril Celebrindal, signore prima di Vinyamar nel Nevrast, poi di Gondolin, morto nel sacco della città.
Versioni precedenti del nome: Turondo

U[modifica | modifica wikitesto]

  • Ufedhin
Gnomo del Doriath, alleato dei nani, tradisce Tinwelint (Thingol).
  • Undómiel ("stella del vespro") → Arwen
  • Uolë Kúvion, detto l'Uomo della Luna
Gnomo.
Versioni precedenti del nome: Uolë Mikúmi

V[modifica | modifica wikitesto]

  • Vairë
Gnoma di Tol Eressëa, figlia di Tulkastor, sposa di Lindo.
  • Valwë
Gnomo, padre di Lindo. qAndhod[senza fonte]
  • Vëannë, detta Melinir da Eriol (un uomo)
Gnoma bambina di Mar Vanwa Tyaliéva (la Casetta del Gioco Perduto).
  • Voronwë, detto il Costante
Noldorin (?), figlio di Aranwë, padre di Cuorpiccino nei Racconti ritrovati, è l'unico sopravvissuto delle navi inviate da Turgon a Valinor dopo la Nirnaeth Arnoediad; approdato a Vinyamar, accompagna Tuor (un uomo) a Gondolin.
Versioni precedenti del nome: Bronweg (forma gnomica del nome, nei Racconti ritrovati)

(?)[modifica | modifica wikitesto]

  • Il capo delle guardie
Elfo silvano di Bosco Atro, capo delle guardie di re Thranduil al tempo della cattura dei nani diretti a Erebor, si ubriaca col maggiordomo Galion e viene derubato da Bilbo Baggins (uno hobbit) delle chiavi delle celle.

Aragorn figlio di Arathorn è discendente dei mezzelfi, così come tutti i Re di Numenor, di Gondor e di Arnor

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Silmarillion, Quenta Silmarillion, cap. III, p. 73, Bompiani, Milano, 2000.
  2. ^ a b Cuivienyarna - The Legend of the Awakening of the Quendi
  3. ^ Soronel - Libri di Tolkien - Cuivienyarna

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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