Arnor

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Arnor
Tipo Regno
Ideatore John Ronald Reuel Tolkien
Appare in Il Signore degli Anelli
Il Silmarillion
Racconti perduti
Racconti ritrovati
Caratteristiche immaginarie
Fondatore Elendil
Pianeta Arda
Continente Terra di Mezzo
Capitale Annuminas, Fornost
Razze Uomini
Il Regno di Arnor alla massima estensione, e le sue regioni, che divennero successivamente regni indipendenti:

██ Arthedain

██ Cardolan

██ Rhudaur

Arnor è un regno di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. Il nome deriva dalla lingua Sindarin ed essere composta da Ara- (reale) e -ndor (terra, regione): "Terra del Re". Comprendeva buona parte dell'Eriador e confinava con i territori elfici di Lindon e Imladris, nonché con le città dei Nani negli Ered Luin e a sud, seguendo il fiume Gwathlo, con il regno di Gondor.

Vi sono vari riferimenti ad Arnor nelle opere di J.R.R. Tolkien raccolte e pubblicate dal figlio, se ne parla nei Racconti perduti e nei Racconti ritrovati nonché in altre raccolte disponibili solo in lingua inglese.

Premesse alla fondazione[modifica | modifica sorgente]

Durante la Seconda Era Númenor, un'isola donata dai Valar agli Edain come ricompensa per l'aiuto determinante durante le guerre contro Morgoth, posta fra la Terra di Mezzo e Valinor, fu sommersa per punizione, avendo i suoi abitanti (i Númenóreani) tentato di invadere Valinor stessa (come narrato nell' Akallabêth). I superstiti formarono dei nuovi regni detti "in esilio" nella Terra di Mezzo; di questi Arnor fu il primo "Regno in Esilio" degli Uomini nella Terza Era.

il Regno Numenoreano del Nord[modifica | modifica sorgente]

Nei primi tempi il regno mantenne saldi i suoi legami con l'altro Regno In Esilio, Gondor, anch'esso nato come conseguenza della fine di Númenor, affidato a Meneldil figlio di Anarion dallo zio Isildur poco prima di partire per il Nord e morire nell'imboscata di Campo Gaggiolo.

Arnor prosperò durante i primi secoli della Terza Era, espandendosi verso sud e verso ovest, fino al Lindon e al Gwathlo; i Dúnedain, dal nucleo originario intorno ad Annuminas e al lago Nenuial, si moltiplicarono e colonizzarono le vaste regioni di Minhiriath, Arthedain e le colline e le brughiere tra il Mitheithel e il Bruinen, fondando numerose città ed insediamenti.

Le città principali erano Annuminas, sulle rive del lago Nenuial che fu la prima capitale, che poi venne spostata a Fornost, detta 'roccanorda nelle colline di Arthedain; vi erano Brea nelle colline del Nord, Tharbad sulle rive del Gwathlo, Minas Girithlin nel basso Minhiriath vicino al Grande Mare, Minas Malloth nel Minhiriath Settentrionale sulle Tumulilande verso Colle Vento, Cameth Brin sulle rive del fiume Mitheithel e la splendente Thalion nelle verdi pianure centrali del Minhiriath, al centro del Verdecammino.

Vi furono otto Alti Re di Arnor dopo Elendil ed Isildur:

Tutti i sovrani vissero un'esistenza lunga e pacifica, eccetto Re Valandur che morì in una spedizione militare, forse contro i Vagabondi o contro gli Orchi. A differenza di Gondor, l'espansione di Arnor fu pressoché pacifica e contenuta, limitata a regioni abitate da Dunedain di Numenor o da popolazioni comunque affini ed amiche, che vivevano in pace e prosperavano coi commerci e con le arti manuali, come ad esempio i Nani degli Ered Luin o gli Elfi di Lindon e Gran Burrone. Eccetto che per alcune zone del Rhudaur, il regno era pressoché totalmente civilizzato e caratterizzato da un alto tenore di vita e da una diffusa prosperità.

I primi nove secoli del regno furono sostanzialmente caratterizzati da una pace diffusa e da buoni rapporti sia con gli stati vicini che col Reame di Gondor.

Lo smembramento del regno[modifica | modifica sorgente]

Dopo la morte dell'Alto Re Eärendur i tre figli Amlaith, Aldarion e Thorondur, che rivendicavano il trono, si accordarono e divisero il regno in tre stati distinti: Amlaith di Fornost, il primogenito, ebbe l'Arthedain,il nucleo originario di Arnor comprendente le regioni del Nord da Forochel fino alla foce del Baranduin; Thorondur il Magnifico, secondogenito e tuttavia il più capace ed abile dei tre, si prese i territori del sud composti da collinette, brughiere e dalle vaste praterie del Minhiriath fino al mare, ascendendo al trono di Cardolan; per ultimo, il terzogenito principe Aldarion si insediò nella città fortificata di Cameth Brin e divenne Re di Rhudaur, il regno più piccolo e instabile dei tre secessionisti, composto dai territori più impervi e selvaggi del fu Arnor, mai sottomessi e colonizzati completamente dai Dunedain.

La Casa di Isildur, inizialmente prospera in tutti e tre i regni, ben presto declinò rapidamente nel Rhudaur (l'ultima sovrana della Casa di Isildur fu una donna, Elwen) e più tardi anche nel Cardolan (con la morte di re Tarastor); quando negli altri due regni ogni discendente di Isildur non fu più sul trono, re Argeleb I di Arthedain, dove la linea si mantenne sempre ininterrotta e il potere reale saldo, reclamò la signoria su tutto l'Arnor; in virtù di ciò, i suoi discendenti anteposero la radice 'ar(a)' nel loro nome.

Uno ad uno i Regni caddero sotto il dominio del Re degli Stregoni di Angmar, che sconfisse gli ultimi Dùnedain dell'Arthedain e ne causò la fine formale.

La fine di Arthedain: i Capitani dei Dúnedain ed i Raminghi[modifica | modifica sorgente]

Dopo la morte del re Arvedui e la caduta del regno di Arthedain,la linea ereditaria dei regnanti di Arnor continua ad esistere nei capi dei Dunedain e quando si estingue il ramo genealogico dei regnanti di Gondor i capi dei Dunedain del Nord diventano i soli portatori del sangue di Elendil. Da questa linea discende Aragorn che tornerà ad assumere il titolo di re di Arnor quando salendo sul trono di Gondor unificherà il regno del Nord e del Sud come non era mai successo dai tempi di Elendil. Nel regno di Arnor continua a mantenere una sua autonomia la Contea che riconosce il potere del re ma non può essere percorsa da uomini e a questa legge si sottopone anche Re Elessar che per andare a trovare i suoi amci hobbit si limita ad aspettarli ai confini della Contea.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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