Grande Epidemia

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La Grande Epidemia, detta anche Grande Piaga e Grande Pestilenza, fu una disastrosa pestilenza della storia di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien.

L'epidemia si sviluppò nelle Terre Selvagge ad est di Mordor, raggiungendo Osgiliath nel 1636 della Terza Era, solo un anno dopo che il Re Minardil di Gondor era stato ucciso a Pelargir dai Corsari di Umbar, e appena due secoli dopo la Lotta delle Stirpi. Il nuovo re, Telemnar, fu ucciso dal morbo, assieme a tutti i suoi figli e gran parte della popolazione di Gondor.

La malattia colpì per primi Rhûn e Rhovanion, uccidendo più della metà della popolazione del Reame di Rhovanion. Da Osgiliath, poi, la pestilenza si diffuse ad ovest e a nord. L'Enedwaith e il Dunland furono scarsamente infettati, ma l'Epidemia riprese la sua forza a nord, dove il Minhiriath (la regione più meridionale di Cardolan) fu duramente colpito. Tutti i Dúnedain rimasti a Cardolan morirono di questo male, permettendo così al male proveniente da Angmar di infettare la regione. Anche Arthedain e la Contea furono colpiti, ma in maniera del tutto marginale; gli Hobbit ne ricordano solo qualche caso nel Decumano Sud.

La città di Osgiliath fu però quella maggiormente colpita; moltissimi fuggirono nell'Ithilien e nell'Anórien, e la capitale fu spostata a Minas Anor, dove l'Epidemia si sviluppò in misura minore. I morti di Gondor furono così tanti che le fortezze messe a guardia di Mordor vennero abbandonate, e le truppe furono richiamate. In questo modo Sauron poté reinsediarsi indisturbato nel suo antico reame. Gondor non si riprese mai del tutto da questa piaga, e la sua potenza fu notevolmente diminuita per tutto il corso della Terza Era.

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