Lo Hobbit - La desolazione di Smaug

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Lo Hobbit - La desolazione di Smaug
La desolazione di Smaug.JPG
Smaug e Bilbo in una scena del film
Titolo originale The Hobbit: The Desolation of Smaug
Paese di produzione Nuova Zelanda, USA
Anno 2013
Durata 161 min[1] (versione cinematografica)
186 min[2] (versione estesa)
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere fantastico, avventura, epico
Regia Peter Jackson
Soggetto J. R. R. Tolkien (romanzo)
Sceneggiatura Fran Walsh, Philippa Boyens, Peter Jackson, Guillermo del Toro
Produttore Carolynne Cunningham, Zane Weiner, Fran Walsh, Peter Jackson
Produttore esecutivo Alan Horn, Toby Emmerich, Ken Kamins, Carolyn Blackwood
Casa di produzione New Line Cinema, Metro-Goldwyn-Mayer, WingNut Films
Distribuzione (Italia) Warner Bros.
Fotografia Andrew Lesnie
Effetti speciali Weta Digital
Musiche Howard Shore
Scenografia Dan Hennah
Costumi Bob Buck, Ann Maskrey, Richard Taylor
Interpreti e personaggi

Versione estesa:

Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Versione estesa:

Lo Hobbit - La desolazione di Smaug (The Hobbit: The Desolation of Smaug) è un film fantasy del 2013 diretto da Peter Jackson e scritto dallo stesso Jackson, Fran Walsh, Philippa Boyens e Guillermo del Toro. Liberamente tratto dalla parte centrale del romanzo Lo Hobbit e dalle Appendici de Il Signore degli Anelli di J. R. R. Tolkien, è il secondo capitolo della trilogia de Lo Hobbit, che funge da prequel alla trilogia de Il Signore degli Anelli, diretta dallo stesso regista. È preceduto da Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato (2012) e prosegue con Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate (2014).

Il film è stato distribuito nelle sale dalla Warner Bros. il 13 dicembre 2013 negli Stati Uniti[3] e con un giorno d'anticipo, il 12 dicembre 2013 in quelle in Italia. Come accaduto per il primo film, la pellicola è distribuita nelle sale in quattro versioni differenti: 2D, 3D, HFR 3D e IMAX 3D.

Come il primo capitolo, anche questo secondo film della saga ha ottenuto 3 nomination agli Oscar 2014.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Thorin Scudodiquercia, principe dei Nani, giunge al villaggio di Brea per indagare sulla scomparsa di suo padre Thráin. Nella locanda nota come "Il Puledro Impennato" Thorin viene avvicinato dallo stregone Gandalf il Grigio. Questi tenta di convincere Thorin a liberare l'antico reame di Erebor dal temibile Drago Smaug, come aveva precedentemente proposto a Thráin prima della sua scomparsa. Dopo aver scoperto l'esistenza di una taglia sulla propria testa, Thorin decide di convocare i suoi parenti Nani per l'impresa. Tuttavia, Gandalf suggerisce di arruolare anche uno Hobbit per fare da "scassinatore" e recuperare l'Arkengemma, grazie alla quale si potranno riunire tutti i sette regni dei Nani per muovere guerra contro Smaug.

Un anno dopo, dopo essere fuggiti da Goblin e Orchi alle Montagne Nebbiose, lo Hobbit Bilbo Baggins, Gandalf e la compagnia dei 13 Nani stanno ancora cercando di sfuggire all'Orco Pallido Azog e i suoi. Gandalf suggerisce allora di rifugiarsi dal Mutapelle Beorn, che vive in una casa al confine delle Terre Selvagge. Sebbene la casa di Beorn sia un luogo sicuro, Beorn stesso risulta pericoloso ed imprevedibile, soprattutto quando si trasforma in un gigantesco orso, il quale infatti si lancia all'inseguimento della compagnia, che riesce miracolosamente a barricarsi nella casa. Nel frattempo, L'Orco Bolg, figlio di Azog, porta ordini al padre: quest'ultimo è richiesto dal suo padrone a Dol Guldur. Beorn, tornato in forma umana, decide di aiutare la compagnia a fuggire da Azog donando a ciascuno di loro un pony: infatti, sebbene il Mutapelle non provi simpatia per i Nani, odia maggiormente gli Orchi.

Il gruppo raggiunge l'ingresso di Bosco Atro, dove Gandalf ordina ai Nani di rispedire i pony a Beorn e, ricordandosi delle raccomandazioni di Galadriel, la quale a Gran Burrone lo aveva esortato ad indagare immediatamente sul "Negromante" di Dol Guldur, decide di lasciare la compagnia, con l'intento di raggiungerla sulla soglia della Montagna Solitaria. Prima di partire, Gandalf intima al gruppo di non lasciare mai il sentiero nella foresta, per non cadere vittima di illusioni. Bilbo e i Nani si avventurano quindi nella foresta, ma Bosco Atro è in realtà corrotto dal male di Dol Guldur: infatti esso comincia a confondere il gruppo, allontanandoli dal sentiero. Improvvisamente la compagnia è attaccata ed imprigionata da un gruppo di ragni giganti e solo Bilbo riesce a liberarsi dalle ragnatele, uccidendo alcuni ragni con la sua lama elfica, che decide di chiamare Pungolo. Tuttavia, per nascondersi ai ragni, Bilbo si serve anche dell'invisibilità conferita dall'anello magico in suo possesso, per il quale comincia però a nutrire un violento attaccamento, quasi spaventandosi di se stesso. Quando la compagnia sembra ormai spacciata, i ragni vengono sterminati da una squadra di Elfi silvani guidata da Legolas, principe di Bosco Atro, e dall'Elfa Tauriel. Questi catturano i Nani e li portano al Reame Boscoso. Bilbo, sfuggito alla cattura grazie all'anello, riesce ad intrufolarsi anch'egli nel regno di Thranduil. Quest'ultimo offre il suo aiuto a Thorin in cambio di alcune gemme presenti nella montagna, ma il Nano rifiuta bruscamente e pertanto i nani vengono imprigionati nelle segrete del Reame Boscoso.

Nel frattempo, a Dol Guldur, il Negromante affida un incarico ad Azog che, non potendo più allontanarsi dalla fortezza, affida a Bolg il compito di dare la caccia a Thorin e ai suoi compagni. Durante la prigionia il Nano Kìli inizia a simpatizzare con Tauriel. Bilbo intanto, grazie all'anello, ruba le chiavi delle celle e libera tutti i Nani. La compagnia decide di fuggire per mezzo di alcuni barili che, dalle cantine reali, scendono per il fiume. Sfortunatamente, durante la fuga nei barili, Bolg ed i suoi Orchi li individuano e li attaccano, uccidendo alcune guardie elfiche che tentavano di riacciuffare i Nani. Legolas e Tauriel combattono contro gli Orchi, riuscendo a catturarne uno, ma Kìli viene colpito da una freccia avvelenata di Bolg davanti agli occhi di Tauriel. Quindi la compagnia prosegue la propria fuga tra le rapide, fuggendo dal Reame Boscoso.

Mentre si riprende dalla rocambolesca fuga, il gruppo viene scovato da Bard, un barcaiolo di Pontelagolungo. Questo, in cambio di un cospicuo pagamento in oro, decide di scortare Bilbo e i Nani di nascosto nella propria città e di procurare loro delle armi. Nel frattempo Gandalf, dopo aver convocato Radagast il Bruno, giunge nelle tombe dei Nove Re degli Uomini, ma queste ormai sono vuote: essi sono stati convocati dal Negromante a Dol Guldur. Non avendo altra scelta, Gandalf decide di non tornare da Thorin e recarsi personalmente a Dol Guldur. Intanto, Bard riesce a introdurre la compagnia in città in barba al controllo dell'egocentrico e avaro Governatore, il quale odia particolarmente Bard, ritenendolo il responsabile dell'insofferenza dei cittadini nei propri confronti. A Pontelagolungo, la compagnia scopre che Bard è il discendente di Girion, signore di Dale ai tempi dell'attacco di Smaug. Leggenda narra che Girion tentò di colpire il drago con delle Frecce Nere forgiate ad Erebor, l'unica arma che potesse scalfirne la pelle. Girion non riuscì a fermare Smaug, ma ruppe un frammento della sua corazza, rendendolo vulnerabile. Bard fornisce ai Nani armi di fortuna, ma questi, scontenti di ciò che Bard gli ha procurato, attuano un piano per rubarne dall'armeria del Governatore. Bard, sentendo pronunciare il nome di Thorin, va alla ricerca di un arazzo che raffigura l'albero genealogico della stirpe di Durin, rendendosi conto di chi siano i Nani e di come il loro scopo sia introdursi nella tana del Drago. Kìli intanto, a causa della ferita avvelenata, crolla a terra con le armi, attirando l'attenzione delle guardie e facendo catturare tutti. Thorin, per convincere il Governatore a liberarli, rivela di essere il legittimo Re di Erebor e promette al popolo grandi ricchezze, nel caso uccidessero il Drago. Bard però si oppone e cerca di convincere la popolazione a non credere a Thorin: stando a quanto dice una vecchia profezia se i Nani di Erebor reclameranno la loro patria, il fuoco del Drago si abbatterà sulla città del lago. Tuttavia, il Governatore, attirato dai tesori della Montagna, ignora Bard e decide di appoggiare l'impresa di Thorin, fornendogli i mezzi per raggiungere la Montagna.

Nel mentre, Thranduil interroga l'orco catturato il quale annuncia il ritorno dell'Oscuro Signore. Thranduil, irrequieto, uccide l'orco e decide di isolare il regno degli elfi. Tauriel, temendo per la sorte di Kìli, disubbidisce agli ordini di Thranduil e abbandona il Reame Boscoso. Legolas, apparentemente innamorato di lei (e geloso di Kìli), si mette alla sua ricerca e, dopo averla trovata, decide di inseguire gli orchi insieme a lei. Giunto a Dol Guldur, Gandalf invia Radagast ad informare Galadriel dell'imminente scontro con il Negromante e, in seguito, si avventura nella fortezza. Qui Gandalf fa nuove e sconvolgenti scoperte: la fortezza non è mai stata abbandonata, in quanto su di essa grava un potente incantesimo, che nasconde alla vista migliaia di orchi, radunati dal Negromante. Gandalf, sciolto l'incantesimo e seminato Azog, si scontra direttamente con il Negromante, il quale si rivela in tutta la sua potenza: egli, come sospettava Gandalf, è proprio Sauron, l'Oscuro Signore di Mordor ritornato nella Terra di Mezzo dopo un lungo esilio. Lo stregone non può nulla contro Sauron, il quale lo sconfigge, distruggendogli il bastone, e lo imprigiona.

A Pontelagolungo, Kìli sta decisamente male per il veleno di cui era intrisa la freccia e non può proseguire il viaggio; il gruppo si divide: mentre Fìli, Oin e Bofur rimangono in città per vegliare su Kìli, Bilbo, Thorin e gli altri nani giungono alla porta segreta sulla montagna proprio nel Dì di Durin, unico momento in cui la porta segreta può essere aperta. Grazie alla chiave donata da Thráin a Gandalf e ad un'intuizione di Bilbo, che interpreta correttamente l'indizio-enigma scritto sulla mappa, i nani entrano nella montagna. Thorin incarica Bilbo di trovare un tesoro in particolare, ovvero l'Arkengemma. Perciò, Bilbo si avventura nella sala del tesoro di Erebor, ma viene scoperto dal drago Smaug. Bilbo tenta di utilizzare l'anello ma la volontà persuasiva di Smaug glielo impedisce. Pertanto lo hobbit è costretto a colloquiare brevemente col drago, cercando di ammansirlo con delle lodi. Smaug è compiaciuto dai modi garbati di Bilbo, ma non per questo decide di risparmiargli la vita. Avvertendo l'ira del drago, Thorin e i nani decidono di accorrere in aiuto di Bilbo, il quale ha trovato l'Arkengemma, ma non è chiaro se l'abbia presa o meno. Anche a Pontelagolungo si avverte l'ira del drago nella montagna, pertanto Bard recupera una delle frecce nere appartenenti al suo antenato e si dirige verso la balestra con l'intento di eliminare Smaug una volta per tutte. Sfortunatamente viene stordito ed incarcerato dal Governatore e dal suo viscido servo Alfrid.

Quella stessa sera, Bolg e i suoi orchi giungono a Pontelagolungo per eliminare i nani, ma vengono intercettati e uccisi da Legolas e Tauriel, intervenuti sul luogo. Mentre Tauriel riesce a curare Kìli per mezzo di un'erba chiamata "Foglia di Re", Legolas combatte contro Bolg. L'orco, dopo un breve scontro, si dà alla fuga, inseguito da Legolas, nel frattempo l 'esercito degli orchi di Sauron guidati da Azog a Dol Guldur sotto lo sguardo impietrito di un Gandalf in catene, inizia la sua marcia segreta verso la Montagna Solitaria. Ad Erebor, Bilbo e i nani tentano di distrarre Smaug ma, risultando impotenti, decidono di ricorrere ad una trappola, ovvero attivare le vecchie fornaci per far sommergere il drago da una enorme quantità di oro liquido e bollente. Il piano ha successo, ma Smaug ne esce senza un graffio. Anzi, la situazione peggiora. Infatti, poiché Bilbo si era definito il "Cavalcabarili" durante il loro precedente colloquio, Smaug capisce che lo hobbit e i nani vengono da Pontelagolungo. Pertanto, il mostro decide di vendicarsi sulla popolazione del lago. Bilbo tenta inutilmente di persuadere il drago a non uccidere degli innocenti, ma ormai non può fare più nulla: Smaug è in volo verso la città, deciso a raderla al suolo. Mentre Bilbo rimane inorridito dallo svolgimento che porterà agli eventi de Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Gandalf il Grigio, interpretato da Ian McKellen: è lo stregone che ha organizzato la spedizione dei nani e di Bilbo verso Erebor. Nel film egli si reca verso Dol Guldur.
  • Bilbo Baggins, interpretato da Martin Freeman: è lo hobbit che parte con i nani per riconquistare Erebor. Personaggio rispettabile e con una scarsa propensione alle avventure, Bilbo si dimostrerà all'altezza del suo compito, mostrando un coraggio che nessuno, eccetto lo stregone Gandalf, avrebbe mai immaginato. Inoltre, è il narratore dell'intera vicenda: da anziano, ricorda infatti gli avvenimenti di oltre 60 anni prima.
  • Thorin Scudodiquercia, interpretato da Richard Armitage: è l'erede del Popolo di Durin e il capo della spedizione per riconquistare Erebor.
  • Balin, interpretato da Ken Stott: è un anziano guerriero che è sopravvissuto all'attacco di Smaug alla Montagna Solitaria. Ha molta fiducia in Thorin, ma nutre qualche dubbio sulla saggezza dell'impresa per riconquistare Erebor[4].
  • Dwalin, interpretato da Graham McTavish: è un nano forte e potente che ha una tendenza naturale a non fidarsi di chiunque non sia un nano, in particolare se si tratta di elfi[4].
  • Kíli, interpretato da Aidan Turner: è il fratello di Fíli, nipote di Thorin, nonché uno dei più giovani nani della compagnia[5].
  • Fíli, interpretato da Dean O'Gorman: è il fratello di Kíli, nipote di Thorin, nonché uno dei più giovani nani della compagnia[5].
  • Dori, interpretato da Mark Hadlow: è un nano gentile e molto educato.
  • Nori, interpretato da Jed Brophy: è un nano furbo e scaltro.
  • Ori, interpretato da Adam Brown: è un nano timido e impacciato. In battaglia utilizza una fionda.
  • Oin, interpretato da John Callen: è un lontano cugino di Thorin che si unisce a quest'ultimo sia per lealtà nei confronti dei suoi amici, sia perché dispone di una certa somma di denaro investita nell'impresa. Usa un padiglione acustico, perché sembra avere problemi d' udito. Indossa abiti marroni e ha una barba e capelli grigio-chiaro[6].
  • Gloin, interpretato da Peter Hambleton: è un lontano cugino di Thorin che si unisce a quest'ultimo sia per lealtà nei confronti dei suoi amici, e perché dispone di una certa somma di denaro investita nell'impresa. Assieme a Bombur, Glóin è l'unico altro nano sposato della Compagnia (c'è stata una certa scarsità di nani femmina in generale). Sua moglie è nota per la sua bellezza, in particolare la sua barba. Glóin è il fiero padre di un giovane nano, Gimli, che finirà per entrare nella ben nota Compagnia dell'Anello[6].
  • Bifur, interpretato da William Kircher: è, insieme ai suoi cugini Bofur e Bombur, uno dei pochi nani che non è legato alla dinastia nobile e reale di Durin. Discende da minatori di carbone e lavoratori del ferro[7].
  • Bofur, interpretato da James Nesbitt: è, insieme a suo fratello Bombur e suo cugino Bifur, uno dei pochi nani che non è legato alla dinastia nobile e reale di Durin. Discende da minatori di carbone e lavoratori del ferro[7].
  • Bombur, interpretato da Stephen Hunter: è, insieme a suo fratello Bofur e suo cugino Bifur, uno dei pochi nani che non è legato alla dinastia nobile e reale di Durin. Discende da minatori di carbone e lavoratori del ferro[7].
  • Governatore di Pontelagolungo, interpretato da Stephen Fry.
  • Tauriel, interpretata da Evangeline Lilly: è una Elfa Silvana, personaggio inventato apposta per il film.
  • Alfrid, interpretato da Ryan Gage.
  • Beorn, interpretato da Mikael Persbrandt: è un mutapelle che vive tra le Montagne Nebbiose e Bosco Atro che aiuta Gandalf, Bilbo e i tredici nani durante il loro viaggio verso la riconquista di Erebor.
  • Re Thranduil, interpretato da Lee Pace: è il re degli Elfi Silvani di Bosco Atro. Elfo Sindarin e padre di Legolas.
  • Legolas, interpretato da Orlando Bloom: è il figlio di Re Thranduil, re degli elfi silvani. È uno dei protagonisti della trilogia del Signore degli Anelli.
  • Bard l'Arciere, interpretato da Luke Evans: è un abitante di Pontelagolungo e un abilissimo arciere.
  • Bain, interpretato da John Bell: è il figlio di Bard l'Arciere.
  • Sigrid, interpretata da Peggy Nesbitt: è la figlia di Bard l'Arciere.
  • Tilda, interpretata da Mary Nesbitt: è la figlia più piccola di Bard l'Arciere.
  • Galadriel, interpretata da Cate Blanchett: è la dama elfica di Lothlorien.
  • Radagast il Bruno, interpretato da Sylvester McCoy: è uno stregone che vive al limitare occidentale di Bosco Atro. Amico di Beorn, fu lui a informare Gandalf della presenza di un Negromante a Dol Guldur
  • Azog il Profanatore, interpretato da Manu Bennett: è un orco gigantesco che si distingue dagli altri poiché ha la pelle bianca.
  • Bolg, interpretato da Lawrence Makoare: è un orco, figlio di Azog.
  • Sauron, doppiato in originale da Benedict Cumberbatch: è l'Oscuro signore di Mordor che ha preso segretamente residenza a Dol Guldur. A questo punto della storia è chiamato con in il nome di Negromante.
  • Smaug, interpretato e doppiato in originale da Benedict Cumberbatch: è il drago usurpatore di Erebor che da molto tempo è rimasto inattivo ma adesso si è risvegliato.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Lo Hobbit (trilogia).

Nel medesimo giorno della conclusione della lavorazione del primo film, il 17 ottobre 2011, sono iniziate le riprese del secondo film e sono terminate il 6 luglio 2012[8]. In questo lungo arco di tempo, com'era accaduto per la trilogia de Il Signore degli Anelli, le riprese dei primi due capitoli sono state girate nuovamente in Nuova Zelanda[9].. Le riprese del terzo capitolo in origine erano niente meno che parte del secondo film, poiché i film in lavorazione sono sempre stati due. In seguito, visto l'elevato materiale di scene girato nel secondo capitolo e per motivi di tempo, tre settimane dopo il termine delle riprese del secondo film, durante la presentazione del primo capitolo al San Diego Comic-Con 2012 Peter Jackson e la New Line Cinema annunciarono che la saga sarebbe diventata una trilogia. Con l'introduzione del terzo capitolo, i precedenti due film hanno subito notevoli modifiche in diversi punti delle sceneggiature e nei loro rispettivi finali. Riprese aggiuntive per il capitolo finale vennero effettuate dal 10 maggio al 29 giugno 2013[10]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora è stata composta da Howard Shore, già compositore di quella della trilogia de Il Signore degli Anelli ed eseguita dalla New Zealand Symphony Orchestra diretta da Conrad Pope[11]. Alcuni temi della trilogia de Il Signore degli Anelli sono stati ripresi e adattati alle nuove atmosfere del film[12]. Come negli altri quattro film, è presente una canzone originale; anche questa volta è di Ed Sheeran intitolata I See Fire. Sheeran è stato suggerito dalla figlia di Jackson, Katie, che lo aveva visto in concerto alcuni mesi prima. La canzone è stata scritta, composta e registrata in due giorni. Jackson ha affermato che voleva che questa canzone rispecchiasse le sensazioni dello spettatore dopo la visione del film e per questo ha mostrato a Sheeran il film intero[13].

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito sono riportati i brani presenti nella prima edizione della colonna sonora, ossia la versione standard.

Disco 1
  1. The Quest for Erebor - 3:24
  2. Wilderland - 4:56
  3. The House of Beorn - 3:52
  4. Mirkwood - 4:28
  5. Flies and Spiders - 7:51
  6. The Woodland Realm - 4:27
  7. Feast of Starlight - 2:49
  8. Barrels Out of Bond - 1:50
  9. The Forest River - 4:54
  10. Bard, a Man of Lake-town - 2:30
  11. The High Fells - 2:37
  12. The Nature of Evil - 3:20
  13. Protector of the Common Folk - 3:37
Disco 2
  1. Thrice Welcome - 3:34
  2. Girion, Lord of Dale - 3:33
  3. Durin’s Folk - 2:28
  4. In the Shadow of the Mountain - 2:15
  5. A Spell of Concealment - 2:51
  6. On the Doorstep - 7:46
  7. The Courage of Hobbits - 3:00
  8. Inside Information - 3:48
  9. Kingsfoil - 2:25
  10. A Liar and a Thief - 3:41
  11. The Hunters - 9:04
  12. Smaug - 5:24
  13. My Armor Is Iron - 5:16
  14. I See Fire (di Ed Sheeran) - 5:00
  15. Beyond the Forest - 5:27

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

La campagna pubblicitaria del film si è principalmente incentrata su una campagna virale online. Prima dell'uscita, Peter Jackson ha distribuito online dei videoblog che raccontano la realizzazione del film e raccolgono i commenti del cast, della troupe e dello stesso regista. Il 7 dicembre 2012, pochi giorni prima dell'uscita del primo film, è stata pubblicata la prima immagine del film ritraente Bilbo immerso nel tesoro del drago Smaug[14]. Il 26 marzo 2013, è stata diffusa la prima clip del film con protagonisti Gandalf e Radagast.[15] Il 9 giugno 2013 è, invece, uscita la prima locandina del film[16]. Il teaser trailer è stato distribuito l'11 giugno 2013.[17]. Il 1º ottobre è stato poi diffuso il trailer ufficiale; per la versione italiana è stato inizialmente caricato dalla Warner Bros. sul proprio canale YouTube in lingua originale con i sottotitoli. L'8 novembre la Warner Bros., sempre sul suo canale YouTube, ha caricato il trailer doppiato in italiano; nei giorni seguenti sono stati caricati anche gli spot. A partire dal 1º dicembre, sia il trailer che gli spot sono stati trasmessi in televisione.

Extended Edition[modifica | modifica wikitesto]

Come per la precedente trilogia de Il Signore degli Anelli e Un viaggio inaspettato, anche per questo film è stata realizzata un'edizione estesa, che contiene scene aggiuntive per un totale di 25 minuti in più rispetto alla versione cinematografica. Essa è stata distribuita in Italia in digital download a partire dal 21 ottobre 2014 e in Blu-ray Disc 2D / 3D e DVD il 19 novembre 2014.

In questa versione, ci sono diverse scene inedite rispetto a quella cinematografica:

  • Nel prologo a Brea, vediamo un flashback della battaglia di Azanulbizar, in cui Thráin, dopo la morte di suo padre, dice a Thorin di stare alla larga dagli Orchi, perché teme che Azog spezzi la stirpe di Durin. In seguito, Thrain carica gli Orchi attraverso la porta di Moria e scompare. Gandalf e Thorin parlano poi dell'ultimo dei Sette Anelli dei nani, che Thror diede a Thrain prima della Battaglia di Moria.
  • Mentre Beorn sta tagliando la legna nel giardino situato nel retro di casa sua, Gandalf ne approfitta e decide di presentare per primo Bilbo al mutatore di pelle e in seguito il resto dei nani, ma due per volta.
  • Prima della partenza dalla casa di Beorn, quest'ultimo e Gandalf parlano della presunta alleanza tra Azog e il Negromante a Dol Guldur e delle nove tombe dei Re degli Uomini, situate all'interno delle alte colline nebbiose. Vi è un flashback in cui gli Uomini del Nord seppelliscono proprio lì il Re Stregone di Angmar. Tali sequenze sono accompagnate dalla narrazione vocale di Galadriel.
  • Prima di entrare nel Bosco Atro, Gandalf avverte i Nani del fatto che nella foresta ci sia un ruscello incantato, e che la sua acqua non debba essere toccata.
  • Nel Bosco Atro, vi sono molte più scene: la più importante è la scena dell'attraversamento del fiume, in cui Bombur cade nel ruscello, si addormenta e viene caricato sulle spalle dagli altri nani. Vediamo anche Thorin che scaglia una freccia contro un alce bianco non centrandolo e, infine, più scene di smarrimento dei nani nella foresta.
  • In una scena a Pontelagolungo, il governatore mangia dei granelli e discute con Alfrid di possibili modi di catturare Bard.
  • Appena arrivati nella Città del Lago, i nani sono coinvolti in una rissa con le guardie, che tentano di catturarli.
  • Mentre i Nani rubano le armi, il governatore e Alfrid si fanno beffe della profezia.
  • Quando Thorin promette il ritorno dei giorni migliori a Pontelagolungo, Alfrid dubita di ciò che il nano dice. Allora interviene Bilbo, che afferma che è pronto a giurare sull'onestà di Thorin.
  • Dopo che i nani sono partiti, il governatore, rientrando nel suo palazzo, si compiace di essersene liberato. Successivamente, arrivano i nani rimasti in città, che chiedono al governatore di soccorrere Kíli, ma questi rifiuta e allora chiedono aiuto a Bard.
  • Prima che i Nani arrivino allo spiazzo di Dale, Balin racconta a Bilbo com'era la valle prima dell'arrivo di Smaug.
  • Le scene di Dol Guldur in questa versione sono molto diverse: mentre Gandalf si aggira per le celle segrete compare balzando dall'alto Thráin, che in preda alla pazzia insegue e combatte contro Gandalf attraverso dei vicoli bui. Lo stregone fa tornare in sé il nano, che gli racconta che Azog, dopo averlo battuto in duello a Moria, gli tagliò in battaglia il dito che portava l'ultimo dei Sette Anelli e venne poi rinchiuso a Dol Goldur e torturato per molto tempo, senza però rivelare mai agli orchi dove fossero custodite la chiave e la mappa di Erebor. Gandalf dice poi al nano che la chiave di Durin e la mappa di Erebor, che lo stesso Thráin diede allo stregone prima della Battaglia di Moria, ora sono al sicuro nelle mani di Thorin, che sta tentando di riconquistare la Montagna, ma Thráin afferma che il figlio non deve avvicinarvisi, perché c'è un'alleanza tra Smaug e il Negromante e il drago sta aspettando l'arrivo dei nani. I due cercano di uscire dalla fortezza tramite un sentiero, ma la pattuglia di Orchi guidata da Azog è già in attesa e li attacca, poiché Gandalf aveva spezzato al suo arrivo l'incantesimo che rendeva l'intera fortezza abbandonata. Il mago e il nano riescono comunque ad evitare lo scontro con gli orchi e scappare, ma si scontrano col Negromante: questa scena è identica all'edizione cinematografica, ma in più c'è Thráin. Quest'ultimo incarica Gandalf di riferire a Thorin da parte sua che lui lo ha sempre amato e Gandalf risponde che sarà Thráin stesso a dirglielo, ma è troppo tardi: Thráin cerca di proteggersi dietro lo stregone, ma viene trascinato e brutalmente ucciso nel vortice oscuro scatenato dal Negromante, prima che Gandalf crei la bolla di energia e venga poi sconfitto e imprigionato anch'egli nella fortezza.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Come il primo film, anche questo secondo capitolo della saga dello Hobbit è stato apprezzato dalla critica internazionale. Con un voto di 8,0 su 10 sul popolare sito IMDb da parte degli utenti (molto buono secondo il regista), il film è stato apprezzato per l'eccitante susseguirsi di emozioni e per gli ottimi effetti speciali. La pellicola, infatti, ha ricevuto tre nomination ai Premi Oscar : per i migliori effetti speciali, al miglior sonoro e miglior montaggio sonoro. È stato, però, criticato dai fan più incalliti per l'aggiunta di personaggi totalmente assenti nell'opera originale, come Legolas, ma soprattutto Tauriel.

È stato un enorme successo di pubblico. Costato ben 225 milioni di dollari, il film ne ha incassati 960 milioni, di cui 258 in patria e 702 all'estero.[18] Il film non è riuscito a superare gli incassi del primo capitolo (che ha superato, seppur di poco, il miliardo), confermandosi comunque come uno dei maggiori incassi del 2013 e uno dei film di maggiore incasso della storia del cinema.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • 2014 - Visual Effects Society
    • Nomination Miglior compositing in un film live action
    • Nomination Miglior effetti e simulazione animata in un film live action
    • Nomination Miglior fotografia virtuale in un film live action
    • Nomination Miglior effetti visivi in un film in cui sono predominanti
    • Vinto Miglior personaggio animato in un film live action per Smaug

Differenze tra il libro e il film[modifica | modifica wikitesto]

In generale, la trama del film è più approfondita e ricca di situazioni del romanzo originale, anche se ne segue la storia di fondo e l'atmosfera. Il film inoltre contiene molti elementi che non sono presenti ne Lo Hobbit ma che provengono da altri racconti o scritti di Tolkien.

  • Nel film viene detto che chi possiede l'Arkengemma può riunire tutti i 7 reami dei nani e farli marciare uniti contro il male ed è per questo che, nel prologo, Gandalf consiglia a Thorin di munirsi di uno scassinatore per recuperarla e, in un secondo momento, muovere guerra con un vasto esercito contro Smaug. Sempre nel film, appena si apre l'entrata segreta di Erebor, a Bilbo viene subito dato il compito di recuperare la preziosa pietra. Nel libro, invece, Bilbo non ha un compito così specifico se non quello di aprire la porta e trafugare più oro possibile, inoltre all'Arkengemma non viene dato il potere di riunificare i popoli dei nani.
  • Il prologo del film rivisita il primo incontro tra Gandalf e Thorin, per come descritto da La cerca di Erebor: qui, infatti, l'incontro tra i due è causale, ed è Thorin, invitando a casa sua lo stregone, a raccontargli la sua storia e la sua volontà di riconquistare Erebor. Anzi, sarà proprio Thorin a voler, nelle sue intenzioni, radunare gli eserciti dei Nani e altri alleati per la missione, cosa non approvata da Gandalf, che richiede "segretezza"; nel film, invece, è proprio lo stregone ad esortare Thorin a riunire i sette eserciti dei Nani. Inoltre, negli scritti tolkeniani manca ogni riferimento ad una taglia sulla testa di Thorin Scudodiquercia (come invece si vede nel film). Inoltre, nel testo (al contrario del film), nessun accenno, in quel momento, viene fatto da Gandalf all'Anello posseduto da Thrain (solo dopo Gandalf capirà che Thorin, trovato tempo prima nelle segrete di Dol Guldur, era uscito di senno in quanto possessore del settimo Anello).
  • Il primo incontro della Compagnia con Beorn è completamente differente rispetto al libro. Nel film, Beorn è da subito intravisto come orso, e li insegue fino alla sua abitazione. Nel libro, invece, i Nani incontrano da subito Beorn in forma umana nella sua casa, anticipati da Gandalf.
  • Azog, come nel primo film, è un'invenzione cinematografica, in quanto ne Lo Hobbit risulta deceduto durante la battaglia di Azalnubizar, tempo addietro: quindi ogni scena, compresa la convocazione di Sauron, sono inventate. Qui, compare anche Bolg, il figlio di Azog, che svolge un ruolo più esteso nella trilogia cinematografica, rispetto al libro, dove guida l'esercito degli orchi all'assalto di Erebor, semplicemente per vendicare l'uccisione del Grande Orco (non emergono legami con l'oscuro potere del Negromante). Manca, nel libro, anche ogni riferiemento allo Stregone di Angmar (e la conseguente visita di Gandalf alla sua tomba nel Rhudaur).
  • Nel libro Gandalf esorta i Nani ad entrare due per volta ogni cinque minuti nella casa di Beorn in quanto il muta-pelle non prova simpatia nei confronti dei nani o di ospiti inattesi, e successivamente soggiornano nella sua dimora per un paio di notti. Nel film la presentazione è stata omessa ma fa parte della versione estesa.
  • Il mutapelle Beorn nella versione cinematografica ha una parte marginale, mentre nel libro ha un ruolo molto importante. Beorn è stato il più sacrificato dei personaggi durante la post-produzione della pellicola. Nonostante ciò, il personaggio ha un ruolo molto più vasto nella versione estesa del film.
  • Nel film Beorn afferma di essere rimasto l'unico della sua stirpe, mentre nel libro sono presenti altri uomini capaci di trasformarsi in orso, coi quali si riunisce di notte.
  • "Bilbo sei cambiato. Non sei più lo Hobbit di un tempo" dice Gandalf, arrivati a Bosco Atro, poco prima di abbandonare temporaneamente la Compagnia (dicendo che si sarebbero rivisti a Erebor, mentre nel libro non promette alcunchè al riguardo): frase che, invece, nel libro è detta a Bilbo di ritorno alla Contea.
  • Nella versione cinematografica del film, Bombur non si addormenta cadendo nel fiume di Bosco Atro, cosa che invece nel libro accade; tale scena, infatti, è stata rimossa in post-produzione ma recuperata nell'edizione estesa[24] (dove, comunque, si addormenta prima di precipitare in acqua). Il cerco che, nel libro, caricandoli fa cadere Bombur in acqua, nel film è mostrato fuggire via dopo che Thorin ha provato ad ucciderlo con una freccia.
  • Nel libro attraversano il Fiume Incantato con una barca attraccata sull'altra sponda, recuperata con corde. Nel film, invece, attraversano tutti (anticipati da Bilbo) su fronde.
  • Bilbo, salito sugli alberi per potersi orientare, nel film vede un lago e un fiume ed addirittura la Montagna Solitario; non così nel libro (seppur, con maggiore attenzione, avrebbe potuto intuire, ci dice Tolkien, dov'era la direzione del limitare della foresta). Inoltre, sceso giù, fa direttamente il primo incontro con i Ragni Giganti, che nel frattempo avevano attaccato anche gli altri Nani. Nel libro, invece, ciò accade dopo diversi giorni, successivamente all'avvistamento dei falò elfici.
  • Nel film i Nani perdono senza volerlo il sentiero nel Bosco Atro, nel libro invece si avventurano volontariamente fuori dal sentiero per andare verso il fuoco del banchetto di un gruppo di Elfi Silvani, i quali però spariscono ogni volta prima che gli stranieri possano avvicinarsi di più.
  • Bilbo, nel film, sente le voci dei Ragni una volta messo l'anello; nel libro, ciò avviene anche dopo che l'hobbit se l'è tolto.
  • Legolas non è presente nel libro, ma è stato inserito nel film per fare da collegamento con la trilogia de Il Signore degli Anelli e in quanto figlio di Re Thranduil (presente invece nel libro, ma mai citato per nome). Peter Jackson ha spiegato che la presenza di Legolas nel film è da ritenersi legittima, in quanto, all'epoca dei fatti narrati, Legolas era già adulto e quello in cui passano è il suo regno, e quindi avrebbe dovuto essere presente, sebbene nel libro non venga citato perché Tolkien non lo aveva ancora inventato.
  • Il nome "Pungolo" viene dato alla spada di Bilbo su "suggerimento" dei Ragni; non così nel libro, dove viene dato da Bilbo di sua iniziativa, dopo aver ucciso il Ragno.
  • I nani e Bilbo vagano nel Bosco Atro per diversi giorni, fino a rischiare di morire di fame e sete; vengono tenuti prigionieri dagli elfi per 1-2 settimane; restano a Pontelagolungo per giorni prima di partire per la montagna; anche l'esplorazione esterna di Erebor copre l'arco di diversi giorni. Nel film, i tempi sono stati notevolmente accorciati.
  • L'elfa Tauriel è esclusivamente inventata per il film: con lei tutta la storyline che la riguarda (il feeling con Kili, le vicissitudini con Legolas, il loro seguire le sorti della Compagnia ecc.)
  • Nel libro quando vengono attaccati dai Ragni giganti Bilbo è costretto a rivelare ai suoi compagni dell'anello per salvarli, non così nel film, ovviamente. Inoltre, nell'opera cinematografica, è già visibile la "malattia" che si sta impossessando di Bilbo, in quanto possessore dell'Anello, cosa che non si evince dal libro.
  • Nel libro, dopo l'attacco dei Ragni, Bilbo è costretto a raccontare ai Nani dell'Anello ritrovato nelle caverne delle Montagne Nebbiose: nel film ciò, ovviamente, non accade.
  • Nel libro Thorin è il primo a venir catturato dagli elfi silvani, e successivamente vengono imprigionati anche i suoi compagni a sua insaputa, in celle molto lontane tra di loro. Nel film vengono catturati tutti insieme mentre Bilbo attacca i Ragni, e posti in celle adiacenti.
  • Nel film, durante il colloquio con Thorin, Re Thranduil intuisce subito la missione dei Nani e offre il suo aiuto in cambio di una parte del tesoro. Nel libro, invece, il re elfico non riesce a capire né a farsi svelare le intenzioni dei Nani se non quando questi arrivano a Pontelagolungo, palesando alla popolazione la loro missione. In tale occasione, comunque, Thranduil afferma che se i Nani vorranno passare per il suo regno, dovranno cedergli una parte del tesoro.
  • Nel libro la fuga dei Nani nei barili avviene ad insaputa di tutti, anche perché i barili dei Nani sono e rimangono chiusi per tutto il tragitto sul fiume. Nel film essa viene subito scoperta. Inesistenti sono anche gli scontri con gli orchi durante la fuga medesima e a Pontelagolungo, e di fatto anche l'interrogatorio di Thranduil ad un orco.
  • Nel libro, a differenza del film, Bard non scorta i Nani a Pontelagolungo: i Nani entrano di nascosto nella città trasportati all'interno delle botti dagli zatterieri elfici (nel film, a garne le veci, è proprio Bard), ma poi vengono accolti festosamente dal Governatore, che benedice la loro impresa (cosa che avverrà anche nel film quando i nani saranno scoperti).
  • Non viene specificato quale sia il mestiere di Bard nel romanzo, se sia o meno un traghettatore; il ruolo di Bard nel romanzo è assai più breve e meno approfondito del film, in quanto compare solo quando Smaug attacca la città. Nel film, pone delle obiezioni riguardo all'impresa dei Nani dinanzi al Governatore; nel romanzo, invece, maledice la loro impresa dopo che ha ucciso il Drago. Inoltre, nel libro Bard è vedovo ed ha un solo figlio maschio, Bain, mentre nel film è vedovo come nel libro, ma ha tre figli, Bain e due femmine, Sigrid e Tilda. La stessa faida tra Bard e il Governatore manca nel libro, proprio perchè il personaggio compare alla fine (e alla fine, dopo la battaglia finale, avrà modo di scontrarsi col Governatore), durante l'attacco di Smaug alla città. La figura di Alfrid compare sullo sfondo de Lo Hobbit (ma il suo nome non è mai citato).
  • Nel libro la freccia nera di Bard è un'antica freccia per arco tramandata all'interno della sua famiglia. Nel film le frecce nere sono delle grosse frecce fatte apposta in antichità per uccidere i draghi e vengono montate su enormi balestre sulle mura o torri delle cittadelle (sebbene gli sia stata tramandata comunque dai suoi avi).
  • Nel libro, la Compagnia, con in testa Thorin, viene scortata di fronte al Governatore e ai suoi consiglieri dalle guardie che li hanno intercettati all'entrata della città. Nel film, invece, vengono introdotti furtivamente in città da Bard, che inizialmente li ospita a casa; ed è dopo un tentativo di furto da parte dei Nani delle armi della guardia cittadina che vengono scortati, sempre dalle forze locali, di fronte al Governatore. Qui Bard mostra di non credere alle profezie, scagliandosi contro l'impresa di Thorin; nel libro, il suo pessimismo, più celato, lo si evince poco prima dell'attacco di Smaug.
  • Nel libro, Kíli non viene ferito, quindi la Compagnia non si divide a Pontelagolungo.
  • Nel libro, l'attacco a Dol Guldur di Gandalf non è narrato direttamente, anche se viene menzionato. Tale sottotrama fa parte infatti delle Appendici de Il Signore degli Anelli. Comunque, c'è una vistosa incongruenza con gli scritti di Tolkien: nel film, in una scena della versione estesa, Gandalf ritrova a Dol Guldur Thrain, padre di Thorin, ancora in vita, seppur confuso; in realtà, come viene spegato ne La Cerca di Erebor e nelle Appendici, Thrain morì subito dopo il suo "primo" incontro con Gandalf (precedente ai fatti narrati ne Lo Hobbit), quando fece in tempo a consegnargli la chiave e la mappa della porta segreta di Erebor.
  • Nel libro, l'attesa per aprire la porta segreta dura diversi giorni, con diversi accampamenti dei Nani sul crinale della Montagna, a differenza del film, dove i tempi sono più ristretti. Inoltre, una volta individuata la serratura celata dalla magia, ad aprire la porta è il solo Thrain e non tutti i Nani insieme, come nel libro: ed è lo stesso Thorin, nel film, ad entrare per primo, seguito da tutti i Nani, cosa che non capita nel libro, dove il solo Bilbo vi entra, in avanscoperta, con l'unico obiettivo di trovare l'Arkengemma (non così nel libro).
  • Nel libro Bilbo ruba una coppa durante la sua prima visita all'interno di Erebor, risvegliando così senza saperlo il drago, che distrugge dall'esterno l'entrata segreta. Nella sua seconda visita Bilbo discute con Smaug, e si salva di nuovo grazie all'anello. Nel film Bilbo, prima di intravedere (senza riuscire a prenderla) l'Arkengemma, raccoglie una coppa venendo così scoperto dal drago, e in suo soccorso giungono i Nani che ingaggiano una lunga e articolata lotta con Smaug all'interno della montagna.
  • Nel libro, i Nani si limitano a scappare brevemente all'interno di Erebor inseguiti da Smaug che li rinchiude nella montagna distruggendo l'entrata segreta per poi volare su Pontelagolungo, mentre nel film i Nani cercano, inutilmente, di affrontare Smaug sfruttando le fucine della Montagna.
  • Nel romanzo, il ventre di Smaug non è corazzato ma è scoperto e molle (come quello di un coccodrillo) e Smaug lo protegge immergendosi nell'oro e nei gioielli e facendo in modo che gemme e pietre dure rimangano incastonate nel suo ventre, ma Bilbo nota che c'è una zona scoperta da dove si è staccata una gemma che costituisce quindi il punto debole del drago. Nel film, Smaug è corazzato su tutto il corpo, anche nel ventre, ed è perciò totalmente invulnerabile tranne che a un'unica arma che può ferirlo: le frecce nere. Anche nel film tuttavia Smaug mantiene una zona scoperta sul petto e quindi vulnerabile, dovuta in questo caso alla mancanza di una squama (strappatagli in passato da una freccia nera di Girion, antenato di Bard, durante l'attacco a Dale). Inoltre, se si fa attenzione, è possibile vedere che anche nella versione cinematografica Smaug ha gemme e pezzi d'oro incastonati tra le squame del ventre. Stando alle parole di Thráin, Smaug e Sauron nel film hanno comunicato tra loro e hanno stretto alleanza, mentre nel libro, stando a Gandalf, il Drago del Nord si sarebbe sicuramente alleato con l'Oscuro Signore ma tuttavia non ha avuto l'occasione di farlo.

Analogie tra La desolazione di Smaug e la trilogia cinematografica de Il Signore degli Anelli[modifica | modifica wikitesto]

  • Tauriel, per curare la ferita di Kíli, usa l'erba nota come Foglia di Re; ne La Compagnia dell'Anello la medesima pianta verrà usata da Aragorn per curare parzialmente la ferita di Frodo ad opera del Re Stregone di Angmar, il capo dei Nazgûl.
  • Quando Smaug chiede a Bilbo da dove proviene, lo hobbit per nascondere la sua vera identità risponde al drago da "sotto il colle". Ne La Compagnia dell'Anello quando il proprietario della locanda del Puledro Impennato, Omorzo Cactaceo, chiede a Frodo come si chiamano lui e i suoi amici (Merry, Sam e Pipino), Frodo risponde "Sottocolle".
  • Quando Gandalf a Dol Guldur affronta il Negromante (che si rivela essere l'Oscuro Signore Sauron), nelle fiamme si intravede la stessa sagoma di Sauron che appare più volte in diverse occasioni, in ciascuno dei tre film nella trilogia de Il Signore degli Anelli. Stessa cosa per la musica in sottofondo.
  • Come già accaduto in tutti i precedenti film legati alla saga di Tolkien, anche in questo film vi è l'ennesimo cameo da parte del regista. All'inizio del film, quando Thorin Scudodiquercia entra a Brea per andare alla locanda del Puledro Impennato, si può notare tra i passanti in mezzo alla strada Peter Jackson, che interpreta nuovamente l'uomo del villaggio che dà un morso ad una carota mentre esce di casa sotto la pioggia. Tale cameo del regista è pressoché simile a quello visto ne La Compagnia dell'Anello .
  • Dopo aver ucciso i ragni giganti che, nei meandri di Bosco Atro, avevano assalito Bilbo ed i nani, gli elfi silvani disarmano e catturano questi ultimi. Legolas, principe del Reame Boscoso, requisisce a Glòin un portaritratti e, osservandolo disgustato, chiede "Cos'è quest'orrida creatura? Un orco mutante?". A tale domanda il nano risponde stizzito "Quello è il mio piccolino, Gimli!". Si tratta proprio del nano con cui lo stesso Legolas, in futuro (nella trilogia de Il Signore degli Anelli), stringerà un forte quanto inaspettato legame.
  • I Nani, quando si perdono a Bosco Atro, si accorgono di girare intorno alla foresta, così come Frodo e Sam negli Emyn Muil.
  • La frase in nanico che Thorin dice a Thranduil, quando il re degli elfi tenta di trovare un accordo, è molto simile a quella che Gimli pronuncia contro Haldir nella versione estesa de Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello quando quest'ultima giunge a Lórien.

Seguito[modifica | modifica wikitesto]

Originariamente i film dovevano essere solo due e il primo film doveva terminare dopo la fuga delle botti con la figura in controluce di Bard che minaccia i nani. Questo secondo film invece si sarebbe dovuto intitolare Racconto di un ritorno (There and Back Again)[3], ma dopo l'annuncio da parte di Jackson della realizzazione di un terzo film[25], quest'ultimo titolo è stato dato al terzo film[26], che sebbene originariamente previsto per il 14 luglio 2014, è stato rimandato e distribuito il 17 dicembre 2014[27]. Il 24 aprile 2014 Jackson, attraverso la sua pagina Facebook, ha annunciato un cambiamento del titolo del terzo capitolo: Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate[28][29].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ecco quanto durerà Lo Hobbit: la Desolazione di Smaug, BadTaste.it. URL consultato il 29 novembre 2013.
  2. ^ Lo Hobbit: la Desolazione di Smaug - Extended Edition il 19 novembre in Italia!, hobbitfilm.it, 3 settembre 2014. URL consultato il 1º marzo 2015.
  3. ^ a b (EN) Titles and Release Dates Announced for the Hobbit Films!, ComingSoon.net. URL consultato il 30 marzo 2011.
  4. ^ a b Lo Hobbit: ecco Balin e Dwalin! in BadTaste.it, 15 luglio 2011.
  5. ^ a b Lo Hobbit: ecco Kili e Fili! in BadTaste.it, 12 luglio 2011.
  6. ^ a b Lo Hobbit: ecco Oin e Gloin! in BadTaste.it, 8 luglio 2011.
  7. ^ a b c Lo Hobbit: ecco Bombur, Bofur e Bifur! in BadTaste.it, 14 luglio 2011.
  8. ^ http://www.imdb.com/title/tt1170358/business?ref_=tt_ql_dt_4
  9. ^ (EN) Pip Bulbeck, 'Hobbit' Filming Finally Under Way in New Zealand su The Hollywood Reporter, 20 marzo 2011. URL consultato il 21 marzo 2011.
  10. ^ http://www.imdb.com/title/tt2310332/business?ref_=tt_ql_dt_4
  11. ^ (EN) Composer Howard Shore to Score THE HOBBIT. Collider.com.
  12. ^ Bobby Morgan, Howard Shore’s ‘The Hobbit: An Unexpected Journey’ Score Streaming For Free in Geeks of Doom.
  13. ^ (EN) I See Fire, facebook.com, 5 novembre 2013. URL consultato il 1º marzo 2015.
  14. ^ Lo Hobbit: La Desolazione di Smaug, Bilbo nella Tana del drago nella prima foto! in BadTaste.it, 7 dicembre 2012.
  15. ^ Lo Hobbit: La desolazione di Smaug - prima clip tratta dal film con Gandalf
  16. ^ Lo Hobbit - La Desolazione di Smaug: ecco il teaser poster, martedì il trailer! in BadTaste.it, 9 giugno 2013.
  17. ^ The Hobbit: The Desolation of Smaug - Official Teaser Trailer, youtube.com. URL consultato il 10 aprile 2014.
  18. ^ (EN) The Hobbit: The Desolation of Smaug, boxofficemojo.com. URL consultato il 1º marzo 2015.
  19. ^ The 40th Saturn Award Nominations
  20. ^ MTV Movie Awards 2014: tutte le nomination! | MTV.it News Magazine
  21. ^ Mtv Movie Awards 2014 | vincitori | Hunger Games: La ragazza di fuoco
  22. ^ Lo Hobbit: la Desolazione di Smaug miglior film fantasy agli Empire Awards!, hobbitfilm.it, 30 marzo 2014. URL consultato il 10 aprile 2014.
  23. ^ The Jameson Empire Awards 2014
  24. ^ Lo Hobbit: la Desolazione di Smaug, tutte le scene che mancano all'appello, badtaste.it, 19 dicembre 2013. URL consultato il 1º marzo 2015.
  25. ^ (EN) Zakarin Jordan, Third 'Hobbit' Film Confirmed, Hollywood Reporter, 30 luglio 2012.
  26. ^ (EN) Pamela McClintock, Third 'Hobbit' Film Sets Release Date, The Hollywood Reporter, 31 agosto 2012.
  27. ^ Lo Hobbit: Andata e Ritorno rinviato al 17 dicembre 2014! | HobbitFilm.it
  28. ^ Nuovo titolo per Lo Hobbit 3: sarà “The Battle of the Five Armies” | HobbitFilm.it
  29. ^ Nuovo titolo italiano per il terzo capitolo de Lo Hobbit!, Badtaste.it. URL consultato il 14 maggio 2014.

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