Harvey Weinstein

Oscar al miglior film 1999Harvey Weinstein (New York, 19 marzo 1952) è un criminale ed ex produttore cinematografico statunitense.
Insieme al fratello Bob ha fondato la Miramax Films, che ha prodotto negli anni molti film indipendenti di successo tra cui Pulp Fiction, Clerks - Commessi, Sesso, bugie e videotape.[1] Weinstein ha vinto un Oscar per aver prodotto Shakespeare in Love e sette Tony per diverse commedie e musical, come Billy Elliot the Musical, The Producers e Agosto, foto di famiglia.[2]
Presidente della Weinstein Company a partire dal 2005, rimase in carica fino al 6 ottobre 2017, quando, in seguito a numerose accuse di molestie sessuali, è stato licenziato dal consiglio di amministrazione della sua compagnia[3] ed espulso dalla Academy of Motion Picture Arts and Sciences.
Il 23 febbraio 2023 è stato condannato a 16 anni di carcere dopo che una giuria di Los Angeles lo ha ritenuto colpevole dello stupro avvenuto ai danni di un'attrice russa nel 2013. Attualmente sta scontando la sua pena all'interno del carcere di Rikers Island, situato a New York.[4][5]
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Primi anni
[modifica | modifica wikitesto]Weinstein è nato nel quartiere Flushing, nel borough del Queens di New York, in una famiglia ebraica, da Max, un tagliatore di diamanti di origine tedesca, e Miriam Postel, di origine polacca. È cresciuto col fratello in una casa popolare. Si è diplomato alla John Bowne High School e ha studiato Inglese all'Università statale di New York (SUNY), ma nella sede di Buffalo[6], lasciando gli studi nel 1973 per dedicarsi al lavoro; nel 2000 la sua università gli ha conferito la laurea honoris causa.[7] Negli anni '70 organizza a Buffalo concerti rock indipendenti con la Harvey & Corky Productions.[8]
Anni '70: primi lavori e Miramax
[modifica | modifica wikitesto]Entrambi i fratelli Weinstein crescono con una passione per il cinema e nutrono il desiderio di entrare nell'industria cinematografica. Verso la fine degli anni '70, usando i ricavi ottenuti dalla loro attività di promozione di concerti, i fratelli creano una piccola compagnia di distribuzione di film indipendenti chiamata Miramax, dai nomi dei genitori Miriam e Max.[9] I primi lavori sono principalmente film dedicati al mondo della musica come Rockshow di Paul McCartney.[10]
Anni '80: il successo con i film d'essai e gli indipendenti
[modifica | modifica wikitesto]Nei primi anni '80, Miramax acquista i diritti di due film britannici di spettacoli benefici filmati per Amnesty International. Collaborando con Martin Lewis, il produttore dei film originali, i fratelli Weinstein montano i due film per crearne uno solo, dedicato al mercato statunitense, intitolato The Secret Policeman's Other Ball, che diventa il primo successo della Miramax. Il denaro ricavato aiuta Amnesty International ad aumentare la sua popolarità negli Stati Uniti.[8]
I Weinstein accrescono lentamente la loro popolarità durante tutti gli anni '80 con film d'autore che ricevono l'attenzione della critica e un modesto successo commerciale. Nel 1989, il lancio del film di Steven Soderbergh Sesso, bugie e videotape rende Miramax lo studio indipendente di maggior successo in America.[11]
Anni '90-2004: ulteriore successo e la cessione a Disney
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La Miramax ha continuato ad accrescere il numero di film e registi fino a che, nel 1993, dopo il successo di La moglie del soldato, la Disney offre ai Weinstein 80 milioni di dollari per la proprietà di Miramax. I fratelli accettano l'accordo che avrebbe cementato la loro posizione a Hollywood e gli avrebbe garantito la direzione della loro compagnia. L'anno successivo Miramax distribuisce il suo primo blockbuster, Pulp Fiction di Quentin Tarantino e il film indipendente di successo Clerks - Commessi.
La Miramax vince il suo primo Academy Award per il miglior film nel 1997 con la vittoria di Il paziente inglese.[12] Questo dà il via a una serie di successi della critica come Will Hunting e Shakespeare in Love, entrambi vincitori di diversi premi tra cui numerose candidature al premio Oscar.[13][14]
2005-2017: la Weinstein Company
[modifica | modifica wikitesto]I fratelli Weinstein lasciano Miramax il 30 settembre 2005 per fondare la loro compagnia di produzione, The Weinstein Company. Nel febbraio 2002 il regista Michael Moore intraprende azioni legali contro i fratelli Weinstein, reclamando 2,7 milioni di dollari per il suo documentario Fahrenheit 9/11 che, a suo dire, gli sono stati negati con "trucchetti contabili di Hollywood".[15] Nel febbraio dell'anno successivo Moore ritira l'accusa dopo un accordo privato con lo stesso Weinstein.[16]
Weinstein è stato ringraziato ed elogiato in 34 discorsi di accettazione dei Premi Oscar ed è secondo solo a Steven Spielberg (con 43 menzioni), come rilevato da un'analisi dei discorsi pronunciati dal 1996 al 2016.[17]
Attivismo
[modifica | modifica wikitesto]Weinstein è attivo su temi come povertà, AIDS, diabete giovanile e sclerosi multipla. Fino a ottobre 2017[18] si è seduto nel consiglio della Robin Hood Foundation, no-profit che combatte la povertà, e ha co-presieduto una delle sue feste benefiche annuali. È favorevole a un maggiore controllo delle armi e all'assistenza sanitaria negli Stati Uniti.[19] Weinstein è un sostenitore e finanziatore di lunga data del Partito Democratico e ha sponsorizzato le campagne elettorali di Barack Obama, Hillary Clinton e John Kerry.[20]
Controversie e vicende giudiziarie
[modifica | modifica wikitesto]Critiche sulla sua attività
[modifica | modifica wikitesto]Pur riconoscendone i meriti per aver aperto il mercato ai film indipendenti, Harvey Weinstein viene spesso accusato per le tecniche usate nella sua attività.
Viene accusato, ad esempio, per i tagli apportati a film asiatici come Shaolin Soccer, Hero e Princess Mononoke. Si dice che quando Weinstein fu incaricato di curare la distribuzione statunitense di Princess Mononoke, ricevette una lettera da Hayao Miyazaki con una spada samurai. Sulla spada c'era un messaggio: "Niente tagli". Miyazaki ha commentato a proposito dell'incidente: "In realtà è stato il mio produttore a farlo. Sebbene io sia andato a New York per incontrare quest'uomo, tale Harvey Weinstein, e sono stato aggredito, con tutte quelle richieste per dei tagli. L'ho sconfitto". Weinstein ha sempre insistito che quei tagli servivano per rendere il film il più finanziariamente sostenibile. "Non taglio per divertimento", ha detto Harvey Weinstein in una intervista. "Taglio perché quella merda funzioni. In tutta la mia vita ho servito un solo maestro: il film. Amo i film".[21]
Weinstein si è guadagnato una reputazione per la sua spietatezza e per scatti d'ira.[22]
Stupri e molestie sessuali commesse
[modifica | modifica wikitesto]Il 5 ottobre 2017 un'inchiesta del The New York Times[23] l'ha accusato di molestie sessuali ai danni di alcune attrici di Hollywood, tra le quali Ashley Judd, Rose McGowan[24]e Asia Argento. In conseguenza dello scandalo, il 9 ottobre 2017 Weinstein è stato licenziato dalla società che aveva co-fondato.[25] Contro di lui si sono poi aggiunte le denunce per abusi sessuali e stupro di varie attrici.[26][27][28][29] Quando l'attrice Paz de la Huerta lo accusa di un doppio stupro nel suo appartamento a New York nel 2010, la polizia di New York ne ipotizza il possibile arresto.[30] Weinstein ha ingaggiato degli ex agenti del Mossad israeliano per rintracciare le donne molestate e far pressione su di loro affinché ritirassero le loro accuse contro di lui[31]. Tali denunce comporteranno per Weinstein la sua immediata espulsione dall'Academy of Motion Picture Arts and Sciences[32] e l'avvio dell'iter da parte del presidente francese Emmanuel Macron per ritirargli la Legion d'onore conferitagli dall'ex presidente Nicolas Sarkozy nel 2012.[33] In seguito è stato anche accusato di sfruttamento della prostituzione[34]. Vi sono poi state le accuse di una sua assistente[35]. Lo studio fondato da Harvey Weinstein e dal fratello Bob è stato poi citato in giudizio dal procuratore dello stato di New York per non aver tutelato i suoi dipendenti dalle molestie sessuali e dalle intimidazioni del produttore cinematografico[36].
Il 25 maggio 2018 Harvey Weinstein si è presentato al commissariato di Lower Manhattan a New York per consegnarsi alle autorità[37]. L'ex produttore è in stato di arresto con l'accusa di aver stuprato una donna e aver costretto un'altra a praticargli del sesso orale;[37] la cauzione è stata fissata a un milione di dollari[38].
Processi e condanne
[modifica | modifica wikitesto]Il 24 febbraio 2020 viene riconosciuto colpevole di violenza sessuale e stupro e condannato l'11 marzo successivo a 23 anni di carcere[39]. Operato pochi giorni prima di angioplastica, dopo aver lasciato il tribunale viene riportato d'urgenza in ospedale in preda a palpitazioni e pressione alta con un sospetto infarto in corso, senza tornare quindi in cella a Rikers Island[40]. Trasferito successivamente nel Walden Correctional Center di Alden vicino a Buffalo, la settimana seguente risulta positivo al COVID-19 e viene perciò isolato nel piccolo penitenziario, per poi guarire completamente dal virus il successivo 1º aprile.[41][42] Nel procedimento Weinstein ha risposto degli abusi commessi su due delle molte donne che l'hanno denunciato: l'assistente di produzione Miriam Haley e l'attrice Jessica Mann.[43]
Nel giugno 2021 venne estradato a Los Angeles per affrontare un altro processo sempre riguardante le stesse accuse e trasferito al Twin Towers Correctional Facility. Tale estradizione sarebbe dovuta avvenire inizialmente nel luglio 2020, ma fu poi rinviata a causa della pandemia di COVID-19. I suoi avvocati si erano inoltre opposti alle pratiche burocratiche che ne chiedevano l'estradizione, ritardando ulteriormente il processo, e il suo rappresentante Norman Effman affermò che Weinstein iniziò a soffrire di problemi di salute che includevano la quasi totale cecità, apnea notturna e problemi alla schiena. Il processo ebbe inizio nell'ottobre 2022 e Weinstein venne accusato di 11 capi d'imputazione per stupro, rapporti sessuali non consenzienti e violenze che si sarebbero verificati tra il 2004 e il 2013.[44] Il 19 dicembre 2022 venne infine dichiarato colpevole di tre dei sette capi d'accusa (quattro delle 11 accuse iniziali sono state poi ritirate)[45] e condannato il 23 febbraio 2023 ad altri 16 anni di prigione per stupro avvenuto ad un festival cinematografico svoltosi a Los Angeles nel 2013 ai danni di un'attrice russa, per un totale di 39 anni complessivi da trascorrere al Mohawk Correctional Facility nella città di Rome.[46][47]
Il 25 aprile 2024 la Corte Suprema dello Stato di New York ha revocato la condanna di Harvey Weinstein per reati sessuali e disposto un nuovo processo dopo aver stabilito che il giudice che nel febbraio 2020 lo ha condannato a 23 anni di prigione ha commesso un errore giudiziario chiamando a deporre donne le cui accuse non erano parte delle incriminazioni nei confronti dell'ex produttore[48].
Il 15 aprile 2025 si aprì a New York il nuovo processo per reati sessuali. Harvey Weinstein venne accusato di aver stuprato una donna e aver costretto altre due a praticargli del sesso orale. L'11 giugno è stato dichiarato colpevole di aver obbligato una donna a praticargli del sesso orale nel 2006, mentre per un'accusa analoga è stato assolto.[49][50] La giuria non è riuscita a raggiungere un verdetto riguardo l'accusa di stupro.[51]
Vita privata
[modifica | modifica wikitesto]Weinstein si è sposato due volte. Nel 1987 ha sposato la sua assistente Eve Chilton, da cui ha divorziato nel 2004.[52] Hanno avuto tre figlie: Remy (1995), Emma (1998) e Ruth (2002).
Nel 2007 sposa la stilista e attrice Georgina Chapman.[53] Hanno avuto una figlia, Pearl (2010), e un figlio, Dashiell (2013). La moglie annuncia il divorzio dopo le accuse di molestie nel 2017.[54]
Filmografia parziale
[modifica | modifica wikitesto]Produttore
[modifica | modifica wikitesto]- The Thief and the Cobbler, regia di Richard Williams (1993)
- Blue in the Face, regia di Paul Auster e Wayne Wang (1995)
- The Faculty, regia di Robert Rodriguez (1998)
- Shakespeare in Love, regia di John Madden (1998)
- Malèna, regia di Giuseppe Tornatore (2000)
- Gangs of New York, regia di Martin Scorsese (2002)
- Full Frontal, regia di Steven Soderbergh (2002)
- Grindhouse, regia di Quentin Tarantino, Robert Rodriguez, Eli Roth, Rob Zombie e Edgar Wright (2007)
- Nine, regia di Rob Marshall (2009)
- Marilyn (My Week with Marilyn), regia di Simon Curtis (2011)
- One Chance - L'opera della mia vita (One Chance), regia di David Frankel (2013)
- Crouching Tiger, Hidden Dragon: Sword of Destiny, regia di Yuen Wo Ping (2016)
- Edison - L'uomo che illuminò il mondo (The Current War), regia di Alfonso Gomez-Rejon (2017) - non accreditato
Produttore esecutivo
[modifica | modifica wikitesto]Cinema
[modifica | modifica wikitesto]- Hardware - Metallo letale (Hardware), regia di Richard Stanley (1990)
- A letto con Madonna (Madonna: Truth or Dare), regia di Alek Keshishian (1991) - documentario
- Rabbia ad Harlem (A Rage in Harlem), regia di Bill Duke (1991)
- La notte che non c'incontrammo (The Night We Never Met), regia di Warren Leight (1993)
- Una vita al massimo (True Romance), regia di Tony Scott (1993)
- Avik e Albertine (Map of the Human Heart), regia di Vincent Ward (1993)
- La notte della verità (Mother's Boys), regia di Yves Simoneau (1994)
- Prêt-à-Porter, regia di Robert Altman (1994)
- Smoke, regia di Wayne Wang (1995)
- L'inglese che salì la collina e scese da una montagna (The Englishman Who Went Up a Hill but Came Down a Mountain), regia di Christopher Monger (1995)
- Cosa fare a Denver quando sei morto (Things to Do in Denver When You're Dead), regia di Gary Fleder (1995)
- Un mese al lago (A Month by the Lake), regia di John Irvin (1995)
- 3 giorni per la verità (The Crossing Guard), regia di Sean Penn (1995)
- Beautiful Girls, regia di Ted Demme (1996)
- Il paziente inglese (The English Patient), regia di Anthony Minghella (1996)
- Amori e disastri (Flirting with Disaster), regia di David O. Russell (1996)
- Tre amici, un matrimonio e un funerale (The Pallbearer), regia di Matt Reeves (1996)
- Scream, regia di Wes Craven (1996)
- Jane Eyre, regia di Franco Zeffirelli (1996)
- Il corvo 2 (The Crow: City of Angels), regia di Tim Pope (1996)
- Emma, regia di Douglas McGrath (1996)
- Innamorati cronici (Addicted to Love), regia di Griffin Dunne (1997)
- Nightwatch - Il guardiano di notte (Nightwatch), regia di Ole Bornedal (1997)
- Mimic, regia di Guillermo del Toro (1997)
- She's So Lovely - Così carina (She's So Lovely), regia di John Cassavetes (1997)
- Jackie Brown, regia di Quentin Tarantino (1997)
- Will Hunting - Genio ribelle (Good Will Hunting), regia di Gus Van Sant (1997)
- Cop Land, regia di James Mangold (1997)
- Le ali dell'amore (The Wings of the Dove), regia di Iain Softley (1997)
- Scream 2, regia di Wes Craven (1997)
- Robinson Crusoe, regia di Rod Hardy e George Trumbull Miller (1997)
- Air Bud - Campione a quattro zampe (Air Bud), regia di Charles Martin Smith (1997)
- Il gioco dei rubini (A Price Above Rubies), regia di Boaz Yakin (1998)
- Phantoms, regia di Joe Chappelle (1998)
- Effetti collaterali (Senseless), regia di Penelope Spheeris (1998)
- Ad occhi aperti (Wide Awake), regia di M. Night Shyamalan (1998)
- Basta guardare il cielo (The Mighty), regia di Peter Chelsom (1998)
- Velvet Goldmine, regia di Todd Haynes (1998)
- Halloween H20 - 20 anni dopo (Halloween H20: 20 Years Later), regia di Steve Miner (1998)
- Studio 54, regia di Mark Christopher (1998)
- Il giocatore - Rounders (Rounders), regia di John Dahl (1998)
- La voce degli angeli (Talk of Angels), regia di Nick Hamm (1998)
- The Faculty, regia di Robert Rodriguez (1998)
- Scherzi del cuore (Playing by Heart), regia di Willard Carrol (1998)
- Kiss Me, regia di Robert Iscove (1999)
- La mia vita fino ad oggi (My Life So Far), regia di Hugh Hudson (1999)
- Killing Mrs. Tingle (Teaching Mrs. Tingle), regia di Kevin Williamson (1999)
- L'occasione per cambiare (Outside Providence), regia di Michael Corrente (1999)
- Mansfield Park, regia di Patricia Rozema (1999)
- Holy Smoke - Fuoco sacro (Holy Smoke), regia di Jane Campion (1999)
- La musica del cuore (Music for the Heart), regia di Wes Craven (1999)
- Le regole della casa del sidro (The Cider House Rules), regia di Lasse Hallström (1999)
- Il corvo 3 - Salvation (The Crow: Salvation), regia di Bharat Nalluri (2000)
- Pazzo di te! (Down to You), regia di Kris Isacsson (2000)
- Scream 3, regia di Wes Craven (2000)
- Pene d'amor perdute (Love's Labour's Lost), regia di Kenneth Branagh (2000)
- Lui, lei e gli altri (Committed), regia di Lisa Krueger (2000)
- Scary Movie, regia di Keenen Ivory Wayans (2000)
- Chocolat, regia di Lasse Hallström (2000)
- The Yards, regia di James Gray (2000)
- Bounce, regia di Don Roos (2000)
- Dracula's Legacy - Il fascino del male (Dracula 2000), regia di Patrick Lussier (2000)
- The Others, regia di Alejandro Amenábar (2001)
- Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello (The Lord of the Rings: The Fellowship of the Ring), regia di Peter Jackson (2001)
- Iris - Un amore vero (Iris), regia di Richard Eyre (2001)
- The Shipping News - Ombre dal profondo (The Shipping News), regia di Lasse Hallström (2001)
- Spy Kids, regia di Robert Rodriguez (2001)
- Texas Rangers, regia di Steve Miner (2001)
- Scary Movie 2, regia di Keenen Ivory Wayans (2001)
- Jay & Silent Bob... Fermate Hollywood! (Jay and Silent Bob Strike Back), regia di Kevin Smith (2001)
- Chicago, regia di Rob Marshall (2002)
- Il Signore degli Anelli - Le due torri (The Lord of the Rings: The Two Towers), regia di Peter Jackson (2002)
- Spy Kids 2 - L'isola dei sogni perduti (Spy Kids 2: The Island of Lost Dreams), regia di Robert Rodriguez (2002)
- Below, regia di David Twohy (2002)
- Amici di... letti (Waking Up in Reno), regia di Jordan Brady (2002)
- Equilibrium, regia di Kurt Wimmer (2002)
- Confessioni di una mente pericolosa (Confessions of a Dangerous Mind), regia di George Clooney (2002)
- Heaven, regia di Tom Tykwer (2002)
- Darkness, regia di Jaume Balagueró (2002)
- Ritorno a Cold Mountain (Cold Mountain), regia di Anthony Minghella (2003)
- Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re (The Lord of the Rings: The Return of the King), regia di Peter Jackson (2003)
- Spy Kids 3-D: Game Over, regia di Robert Rodriguez (2003)
- La figlia del mio capo (My Boss's Daughter), regia di David Zucker (2003)
- Duplex - Un appartamento per tre (Duplex), regia di Danny DeVito (2003)
- Scary Movie 3 - Una risata vi seppellirà (Scary Movie 3), regia di David Zucker (2003)
- Babbo bastardo (Bad Santa), regia di Terry Zwigoff (2003)
- La macchia umana (The Human Stain), regia di Robert Benton (2003)
- Kill Bill: Volume 1, regia di Quentin Tarantino (2003)
- Jersey Girl, regia di Kevin Smith (2004)
- Ella Enchanted - Il magico mondo di Ella (Ella Enchanted), regia di Tommy O'Haver (2004)
- Fahrenheit 9/11, regia di Michael Moore (2004) - documentario
- The Aviator, regia di Martin Scorsese (2004)
- Neverland - Un sogno per la vita (Leaving Neverland), regia di Marc Forster (2004)
- Shall We Dance?, regia di Peter Chelsom (2004)
- Kill Bill: Volume 2, regia di Quentin Tarantino (2004)
- Sin City, regia di Robert Rodriguez (2005)
- Cursed - Il maleficio (Cursed), regia di Wes Craven (2005)
- Le avventure di Sharkboy e Lavagirl in 3-D (The Adventures of Sharkboy and Lavagirl 3-D), regia di Robert Rodriguez (2005)
- Sicko, regia di Michael Moore (2006) - documentario
- Grindhouse - Planet Terror (Planet Terror), regia di Robert Rodriguez (2007)
- Grindhouse - A prova di morte (Death Proof), regia di Quentin Tarantino (2007)
- The Mist, regia di Frank Darabont (2007)
- Rogue, regia di Greg McLean (2007)
- Halloween - The Beginning (Halloween), regia di Rob Zombie (2007)
- Awake - Anestesia cosciente (Awake), regia di Joby Harold (2007)
- 1408, regia di Mikael Håfström (2007)
- Who's Your Caddy?, regia di Don Michael Paul (2007)
- Il diario di una tata (The Nanny Diaries), regia di Shari Springer Berman e Robert Pulcini (2007)
- Superhero - Il più dotato fra i supereroi (Superhero Movie), regia di Craig Mazin (2008)
- John Rambo (Rambo), regia di Sylvester Stallone (2008)
- The Reader - A voce alta (The Reader), regia di Stephen Daldry (2008)
- Una squadra molto speciale (The Longshots), regia di Fred Durst (2008)
- Zack & Miri - Amore a... primo sesso (Zack and Miri Make a Porno), regia di Kevin Smith (2008)
- Killshot, regia di John Madden (2008)
- Soul Men, regia di Malcolm D. Lee (2008)
- Bastardi senza gloria (Inglourious Basterds), regia di Quentin Tarantino (2009)
- Fanboys, regia di Kyle Newman (2009)
- Halloween II, regia di Rob Zombie (2009)
- Capitalism: A Love Story, regia di Michael Moore (2009) - documentario
- Piranha 3D, regia di Alexandre Aja (2010)
- Il discorso del re (The King's Speech), regia di Tom Hooper (2010)
- The Fighter, regia di David O. Russell (2010)
- The Artist, regia di Michel Hazanavicius (2011)
- Hoodwinked Too! Hood vs. Evil, regia di Mike Disa (2011)
- Scream 4, regia di Wes Craven (2011)
- Spy Kids 4 - È tempo di eroi (Spy Kids: All the Time in the World), regia di Robert Rodriguez (2011)
- Apollo 18, regia di Gonzalo López-Gallego (2011)
- Butter, regia di Jim Field Smith (2011)
- Ma come fa a far tutto? (I Don't Know How She Does It), regia di Douglas McGrath (2011)
- W.E. - Edward e Wallis (W.E.), regia di Madonna (2011)
- Piranha 3DD, regia di John Gulager (2012)
- Il lato positivo - Silver Linings Playbook (Silver Linings Playbook), regia di David O. Russell (2012)
- Django Unchained, regia di Quentin Tarantino (2012)
- Fuga dal pianeta Terra (Escape from Planet Earth), regia di Cal Brunker (2013)
- Scary Movie 5, regia di Malcolm D. Lee (2013)
- The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca (The Butler), regia di Lee Daniels (2013)
- I segreti di Osage County (August: Osage County), regia di John Wells (2013)
- Prossima fermata Fruitvale Station (Fruitvale Station), regia di Ryan Coogler (2013)
- Mandela - La lunga strada verso la libertà (Mandela: Long Walk to Freedom), regia di Justin Chadwick (2013)
- Dark Skies - Oscure presenze (Dark Skies), regia di Scott Stewart (2013)
- Vampire Academy, regia di Mark Waters (2014)
- Sin City - Una donna per cui uccidere (Sin City: A Dame to Kill For), regia di Robert Rodríguez e Frank Miller (2014)
- Big Eyes, regia di Tim Burton (2014)
- Paddington, regia di Paul King (2014)
- Southpaw - L'ultima sfida (Southpaw), regia di Antoine Fuqua (2015)
- Carol, regia di Todd Haynes (2015)
- Macbeth, regia di Justin Kurzel (2015)
- Il sapore del successo (Burnt), regia di John Wells (2015)
- The Hateful Eight, regia di Quentin Tarantino (2015)
- Macbeth, regia di Justin Kurzel (2015)
- Sing Street, regia di John Carney (2016)
- Hands of Stone, regia di Jonathan Jakubowicz (2016)
- Lion - La strada verso casa (Lion), regia di Garth Davis (2016)
- The Founder, regia di John Lee Hancock (2016)
- Gold - La grande truffa (Gold), regia di Stephen Gaghan (2016)
- I segreti di Wind River (Wind River), regia di Taylor Sheridan (2017)
- 47 metri (47 Meters Down), regia di Johannes Roberts (2017)
- Amityville - Il risveglio (Amityville: The Awakening), regia di Franck Khalfoun (2017)
- La ragazza dei tulipani (Tulip Fever), regia di Justin Chadwick (2017)
- Sempre amici (The Upside), regia di Neil Burger (2017)
Televisione
[modifica | modifica wikitesto]- Project Runway – talent show (2004-2017)
- Marco Polo – serie TV (2014)
- Scream – serie TV (2015)
- Guerra e pace (War & Peace) – miniserie TV, regia di Tom Harper (2016)
- Six – serie TV (2017-2018)
Attore
[modifica | modifica wikitesto]- Hollywood brucia (An Alan Smithee Film: Burn Hollywood Burn), regia di Arthur Hiller (1997)
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Negli anni Harvey Weinstein ha vinto numerosi premi e gli sono state concesse alcune onorificenze. Il 26 settembre 2000 gli è stata conferita una laurea honoris dall'Università di Buffalo.[59] Il 19 aprile 2004 è stato nominato commendatore onorario dell'Ordine dell'Impero Britannico. Si tratta di un premio onorario poiché Weinstein non è cittadino del Commonwealth. Il 2 marzo 2012 è stato nominato cavaliere della Legion d'Onore, in riconoscimento degli sforzi della Miramax per aumentare la presenza e la popolarità dei film stranieri negli Stati Uniti.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) William M. Kunz, Culture Conglomerates: Consolidation in the Motion Picture and Television Industries, Rowman & Littlefield, 2007, ISBN 978-0-7425-4066-8. URL consultato il 16 ottobre 2017.
- ↑ (EN) Barbara Klinger, Beyond the Multiplex: Cinema, New Technologies, and the Home, University of California Press, 13 marzo 2006, ISBN 978-0-520-93907-3. URL consultato il 16 ottobre 2017.
- ↑ (EN) Ronan Farrow, From Aggressive Overtures to Sexual Assault: Harvey Weinstein’s Accusers Tell Their Stories, in The New Yorker, 10 ottobre 2017. URL consultato il 16 ottobre 2017.
- ↑ Harvey Weinstein ha chiesto di anticipare la data del nuovo processo: “Ad aprile potrei non essere qui. Resisto solo perché voglio giustizia per me stesso”, su ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 2 aprile 2025.
- ↑ Harvey Weinstein chiede un processo anticipato: “Devo uscire da questo inferno”, su hollywoodreporter.it. URL consultato il 2 aprile 2025.
- ↑ (EN) Harvey Weinstein Gets My Criticism of "The Reader" Wrong, in TheWrap, 21 febbraio 2009. URL consultato il 16 ottobre 2017.
- ↑ (EN) Miramax establishes diversity film scholarships - UB Reporter, su buffalo.edu. URL consultato il 16 ottobre 2017.
- 1 2 When Harvey Met Mickey, su www3.sympatico.ca. URL consultato il 16 ottobre 2017 (archiviato dall'url originale il 16 febbraio 2012).
- ↑ (EN) Bob Weinstein, All Thanks to Max, in The Hive. URL consultato il 16 ottobre 2017.
- ↑ (EN) Alisa Perren, Indie, Inc.: Miramax and the Transformation of Hollywood in the 1990s, University of Texas Press, 15 maggio 2012, ISBN 978-0-292-74287-1. URL consultato il 16 ottobre 2017.
- ↑ Greuet, Christophe (2004). Coupez: Ces films que George Clooney, Nicole Kidman, Jean Reno, Kim Basinger aimeraient oublier (in French). Carnot. p. 45. ISBN 2-84855-073-2..
- ↑ (EN) A Short History of Harvey Weinstein's Oscar Campaigns (Photos), in TheWrap, 8 ottobre 2017. URL consultato il 16 ottobre 2017.
- ↑ (EN) From staff e agencies, Shakespeare in Love wins 7 Oscars, in The Guardian, 22 marzo 1999. URL consultato il 16 ottobre 2017.
- ↑ (EN) The 70th Academy Awards | 1998, in Oscars.org | Academy of Motion Picture Arts and Sciences. URL consultato il 16 ottobre 2017.
- ↑ (EN) Film-maker Moore sues Weinsteins, in BBC News, 9 febbraio 2011. URL consultato il 16 ottobre 2017.
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- ↑ Miramax Films’ Harvey Weinstein to Receive Honorary SUNY Doctorate from UB on Sept. 26, su buffalo.edu. URL consultato il 10 aprile 2025.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Harvey Weinstein, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Harvey Weinstein, su MobyGames, Blue Flame Labs.
- (EN) Harvey Weinstein, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Harvey Weinstein, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
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- (EN) Harvey Weinstein, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Harvey Weinstein, su AllMovie, All Media Network.
- (EN) Harvey Weinstein, su TV.com, Red Ventures (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2012).
- (EN) Harvey Weinstein, su AFI Catalog of Feature Films, American Film Institute.
- (EN) Harvey Weinstein, su Internet Broadway Database, The Broadway League.
- (DE, EN) Harvey Weinstein, su filmportal.de.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 161144207 · ISNI (EN) 0000 0001 1487 5631 · LCCN (EN) no2001040887 · GND (DE) 173929400 · BNE (ES) XX1596907 (data) · BNF (FR) cb171280370 (data) · J9U (EN, HE) 987007456375905171 |
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