Movimento Me Too

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
L'hashtag #MeToo

Il movimento Me Too (noto anche come #MeToo, con varie versioni in diverse lingue) è un movimento femminista contro le molestie sessuali e la violenza sulle donne diffuso in modo virale a partire dall'ottobre 2017 come hashtag usato sui social media per dimostrare la diffusione di violenza sessuale e molestia soprattutto sul posto di lavoro[1] subita dalle donne. Ebbe inizio dopo le rivelazioni pubbliche di accuse di violenza sessuale contro il produttore cinematografico Harvey Weinstein.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Manifesto di protesta durante una manifestazione a Baltimora (2018)

L'espressione Me Too, che in inglese significa "anche io", è stata usata per la prima volta in questo contesto da Tarana Burke nel 2006[3]. È stata resa popolare dall'attrice Alyssa Milano, che ha incoraggiato le donne ad usarla su Twitter per "dare alle persone un'idea della grandezza del problema", in pratica invitando gli utenti dei social network a raccontare le proprie esperienze di molestia o violenza sessuale, accompagnando il racconto con l'hashtag #metoo.

Alyssa Milano twittò per la prima volta l'espressione il 15 ottobre 2017; e alla fine della giornata l'espressione era stata già usata 200.000 volte[4] (500.000 dopo due giorni[5]). Su Facebook l'hashtag è stato usato in 12 milioni di post da 4,7 milioni di persone nelle prime 24 ore e Facebook riportò che solo negli Stati Uniti, il 45% degli utenti aveva almeno un contatto che avesse scritto un post contenente l'hashtag.[6]

L'hashtag è stato tradotto in diverse lingue: per esempio in francese l'hashtag equivalente a #metoo fu #moiaussi.

Altre iniziative simili a #metoo erano avvenute già in passato precisamente nel 2016 in America latina e in Spagna, quando un collettivo femminista brasiliano "Think Olga" aveva invitato le donne a parlare sui social della loro esperienza di molestia sessuale, contrassegnandola con l'hashtag #PrimeiroAssédio ("primo assalto"): l'hashtag aveva raccolto circa 80 milioni di tweet.[7]

Diverse celebrità del mondo dello spettacolo hanno sfruttato l'onda del movimento per dichiarare molte storie di violenza sessuale, come Asia Argento, Gwyneth Paltrow[8], Ashley Judd[9], Jennifer Lawrence[10], Uma Thurman[11] e Gina Lollobrigida.[12] Nel 2017 il movimento è stato premiato dal settimanale americano Time come "persona dell'anno"[13][14]. Sull'onda del movimento, in occasione della festa della donna dell'8 marzo 2018 è stata organizzata una giornata di sciopero e di manifestazioni che ha coinvolto più di 70 paesi nel mondo.[15]

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Il movimento ha ricevuto i giudizi negativi di alcuni personaggi dello spettacolo di sesso maschile, come Terry Gilliam, che lo ha definito "un movimento sciocco e semplicistico",[16] Liam Neeson, che ha invece parlato di "caccia alle streghe",[17] Sean Penn, per il quale "lo spirito del movimento è rappresentato dalla volontà di dividere donne e uomini",[18] e Marco Giallini, che ha aggiunto "abbiamo avvelenato i pozzi dei rapporti tra uomini e donne".[19] Contro il movimento si sono schierate anche diverse donne, tra le quali Catherine Deneuve,[20] Brigitte Bardot,[21] Angela Lansbury,[22] Whoopi Goldberg,[23] Megan Fox,[24] oltre che una femminista attiva come Margaret Atwood, secondo la quale non bisognerebbe considerare colpevoli a priori gli accusati di molestie.[25]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Nicole Smartt, Sexual Harassment In The Workplace In A #MeToo World, in Forbes, 20 dicembre 2017. URL consultato il 21 agosto 2018.
  2. ^ (EN) Elizabeth Chuck, #MeToo: Alyssa Milano promotes hashtag that becomes anti-harassment rallying cry, in NBC News, 16 ottobre 2017. URL consultato il 21 agosto 2018.
  3. ^ (EN) Christen A. Johnson e KT Hawbaker, #MeToo: A timeline of events, in Chicago Tribune, 20 agosto 2018 (archiviato il 20 agosto 2018).
  4. ^ Rozina Sini, 'MeToo' and the scale of sexual abuse, in BBC News, 16 ottobre 2017 (archiviato il 7 novembre 2017).
  5. ^ Lisa Respers France, #MeToo: Social media flooded with personal stories of assault, CNN, 16 ottobre 2017. URL consultato il 16 ottobre 2017 (archiviato il 16 ottobre 2017).
  6. ^ More than 12M 'Me Too' Facebook posts, comments, reactions in 24 hours, su cbsnews.com, CBS News, 17 ottobre 2017. URL consultato il 23 ottobre 2017 (archiviato il 24 ottobre 2017).
  7. ^ Campanha Primeiro Assedio, su thinkolga.com. URL consultato il 20 marzo 2019 (archiviato dall'url originale il 26 dicembre 2018).
  8. ^ (EN) Celebrities Share Stories of Sexual Assault for #MeToo Campaign, in Vogue, 16 ottobre 2017. URL consultato il 9 marzo 2018.
  9. ^ (EN) Lisa Bonos, Not everyone with a #MeToo is posting their story. Here’s why some are refraining., in Washington Post, 19 ottobre 2017. URL consultato il 9 marzo 2018.
  10. ^ (EN) Matt Fernandez, Jennifer Lawrence Says Producer Put Her in ‘Naked Lineup,’ Told Her to Lose Weight, in Variety, 17 ottobre 2017. URL consultato il 9 marzo 2018.
  11. ^ (EN) Edward Helmore, Uma Thurman breaks silence over Harvey Weinstein, su the Guardian, 4 febbraio 2018. URL consultato il 21 agosto 2018.
  12. ^ Gina Lollobrigida choc: 'Ho subito due violenze'. Attrice a Porta a Porta non fa nomi, "avevo 19 anni"
  13. ^ (EN) Alix Langone, What's the Difference Between the #MeToo and Time's Up Movements?, su Time, 8 marzo 2018. URL consultato il 9 marzo 2018.
  14. ^ Il movimento #metoo è la Persona dell’anno del 2017 di Time, in Il Post, 6 dicembre 2017. URL consultato il 21 agosto 2018.
  15. ^ http://www.repubblica.it/spettacoli/people/2018/03/06/news/asia_argento_l_8_marzo_in_corteo_a_roma_per_non_una_di_meno_e_lancia_il_movimento_wetoo-190630366/
  16. ^ https://www.repubblica.it/spettacoli/people/2018/03/18/news/terry_gilliam-191582805/
  17. ^ https://movieplayer.it/news/metoo-liam-neeson-sta-diventando-una-caccia-alle-streghe_55846/
  18. ^ http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/sean-penn-critica-movimento-metoo-1577536.html
  19. ^ https://www.huffingtonpost.it/2018/09/20/dopo-il-metoo-non-si-puo-piu-parlare-di-donne_a_23533239/
  20. ^ https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/01/09/catherine-deneuve-contro-metoo-difendiamo-la-liberta-di-importunarci-indispensabile-alla-liberta-sessuale/4083099/
  21. ^ https://www.panorama.it/societa/people/brigitte-bardot-contro-lipocrisia-di-metoo/
  22. ^ https://www.ilmessaggero.it/societa/persone/angela_lansbury_controcorrente_choc_sulle_molestie_colpa_delle_donne-3397210.html
  23. ^ Copia archiviata, su foxlife.it. URL consultato il 4 aprile 2019 (archiviato il 4 aprile 2019).
  24. ^ http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/megan-fox-contro-femministe-ecco-perch-ho-taciuto-sul-metoo-1618249.html
  25. ^ https://www.vanityfair.it/people/mondo/2018/01/17/margaret-atwood-femminista-movimento-metoo-limiti-molestie-diritti-donne

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Emanuele Corn, Daniela Drago, Valentina Chizzola (a cura di), Le molestie sul lavoro: da #MeToo alla Convenzione ILO, Milano, Angeli, 2020, ISBN 9788835106197.
  • Maria Chiara Risoldi, #MeToo: il patriarcato dalle mimose all'hashtag, Loreto, Antonio Tombolini, 2018, ISBN 9788893372404.
  • (EN) Karen Boyle, #MeToo, Weinstein and Feminism, Palgrave Macmillan, 2019, ISBN 9783030282424.
  • (EN) Laurie Collier Hillstrom, The #MeToo movement, Santa Barbara, ABC-CLIO, 2019, ISBN 9781440867491.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàGND (DE1199474355