Catherine Deneuve

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Catherine Deneuve nel 2017

Catherine Deneuve, pseudonimo di Catherine Fabienne Dorléac (Parigi, 22 ottobre 1943), è un'attrice francese e ambasciatrice dell'UNESCO.

Ha vinto nel 1998 la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile alla 55ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia per Place Vendôme, un Orso d'argento al Festival di Berlino, un David di Donatello e 2 Premi César a fronte di 13 candidature. Nel 1992 è stata candidata al premio Oscar alla miglior attrice per il film Indocina.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Catherine Deneuve nel 1969

Considerata una delle più grandi attrici francesi, Catherine Deneuve è figlia dell'attore Maurice Dorléac e di Renée Deneuve, entrambi doppiatori. Ha debuttato nel cinema ancora adolescente nel 1956, nel film Le collegiali. Anche sua sorella maggiore, Françoise Dorléac, aveva intrapreso la carriera di attrice, ma perse la vita a 25 anni in un incidente d'auto.

Dopo alcune particine poco interessanti che le fanno pensare di lasciare il mondo del cinema, grazie anche alla sorella, incontra il regista Jacques Demy che le offre il ruolo di protagonista nel film musical Les Parapluies de Cherbourg del 1964. Grazie a questo film raggiunge il successo e ottiene la possibilità di lavorare in film importanti con registi di fama: La costanza della ragione di Pasquale Festa Campanile nel 1964, Répulsion di Roman Polański nel 1965 e Bella di giorno di Luis Buñuel nel 1967. Questa interpretazione è elencata nelle 100 miglior interpretazioni di tutti i tempi secondo il Premiere Magazine.

Negli anni '70 continua a lavorare senza sosta non solo in Francia ma anche all'estero, soprattutto in Italia collaborando con registi come Marco Ferreri, Mauro Bolognini e Dino Risi. Riceve offerte anche dagli USA che le permettono di lavorare con attori come Omar Sharif, Jack Lemmon e Gene Hackman, ma non conserva un ricordo positivo di tutti questi film. Nel 1997 fu protagonista del video della canzone N'Oubliez Jamais di Joe Cocker.

Una nuova svolta nella sua carriera arriva nel 1981 con la sua interpretazione de L'ultimo metrò di François Truffaut. Grazie a questo film vince il suo primo César come migliore attrice. Nel 1992 ottiene il suo secondo premio con il film Indocina, parte che le valse nel medesimo anno anche la candidatura all'Oscar come miglior attrice protagonista.

Nel 1998 viene premiata a Venezia con la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile nel film Place Vendôme. Nel 2001 interpretò Gaby, nel film/musical 8 donne e un mistero diretto da François Ozon. Nello stesso anno appare in Dancer in the Dark di Lars von Trier. Pubblica le sue memorie nel 2004, firmando l'autobiografia "A l'ombre de moi-meme".[1] Dopo Brigitte Bardot la sua somiglianza viene usata come modello per l'iconica figura Marianne, simbolo femminile della Repubblica Francese usato allegoricamente su monete, banconote e francobolli del paese.[2]

Nel 2006 venne designata come presidente della giuria della 63ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia (2006). Nel 2008, secondo i critici, era una delle possibili vincitrici del premio alla miglior attrice al Festival di Cannes per Racconto di Natale, premio che però non vinse. Ricevette però un Premio speciale del 61º Festival.[3]

Catherine Deneuve nel 1995

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Ambasciatrice dell'UNESCO, la Deneuve ha avuto due figli, entrambi attori: Christian Vadim, nato nel 1963 dalla sua relazione con il regista Roger Vadim, e Chiara Mastroianni, nata nel 1972 dalla sua relazione pluriennale con l'attore italiano Marcello Mastroianni. È stata sposata una sola volta, dal 1965 al 1972, con il fotografo britannico David Bailey.

Assieme alla figlia Chiara Mastroianni, Chantal Akerman, Christophe Honoré, Jean-Pierre Limosin, Zina Modiano, Victoria Abril, Gaël Morel, Louis Garrel, Yann Gonzalez, Clotilde Hesme, Agathe Berman e Paulo Branco è stata tra i sottoscrittori della lettera aperta agli spettatori cittadini (Lettre ouverte aux spectateurs citoyens), pubblicata da Libération il 7 aprile 2009, contro la legge numero 669 del 12 giugno 2009, nota come "Loi Création et Internet", istitutiva della HADOPI (Haute Autorité pour la diffusion des oeuvres et la protection des droits sur l'Internet).[4]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Catherine Deneuve nel 1968
Catherine Deneuve nel 2012
Catherine Deneuve nel 2011

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

1993 - Candidatura per la miglior attrice protagonista per Indocina
1969 - Candidatura per la migliore attrice protagonista per Bella di giorno
2005 - Palma d'oro onoraria
2008 - Premio speciale della 61ª edizione del Festival
1998 - Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile per Place Vendôme
1989 - Orso d'oro alla carriera
2002 - Orso d'argento per il miglior contributo artistico per 8 donne e un mistero (condiviso con tutto il cast femminile)
1976 - Candidatura per la migliore attrice per Il mio uomo è un selvaggio
1981 - Migliore attrice per L'ultimo metrò
1982 - Candidatura per la migliore attrice per Hôtel des Amériques
1988 - Candidatura per la migliore attrice per Agent trouble
1989 - Candidatura per la migliore attrice per Drôle d'endroit pour une rencontre
1993 - Migliore attrice per Indocina
1994 - Candidatura per la migliore attrice per Ma saison préférée
1997 - Candidatura per la migliore attrice per Les Voleurs
1999 - Candidatura per la migliore attrice per Place Vendôme
2006 - Candidatura per la migliore attrice non protagonista per Palais Royal!
2011 - Candidatura per la migliore attrice per Potiche - La bella statuina
2014 - Candidatura per la migliore attrice per Elle s'en va
2015 - Candidatura per la migliore attrice per Piccole crepe, grossi guai
2016 - Candidatura per la migliore attrice per A testa alta
1965 - Candidatura per la miglior attrice protagonista per Repulsione
1970 - Candidatura per la migliore star femminile
1981 - Migliore attrice straniera per L'ultimo metrò
1976 - Miglior coppia in una commedia per Il mio uomo è un selvaggio (condiviso con Yves Montand)
2001 - Premio alla carriera
1995 - Premio Donostia alla carriera
1997 - Premio onorario per il contributo al cinema
2012 - Premio Stanislavskij
2001 - Candidatura per la miglior attrice non protagonista in un film drammatico per Dancer in the Dark
2008 - Candidatura per la miglior attrice in un film drammatico per Racconto di Natale
2002 - Miglior attrice per 8 donne e un mistero (condiviso con tutto il cast femminile)
2013 - Premio alla carriera
2011 - Grand Prix Special des Amériques
2013 - Premio Colpo al cuore per Elle s'en va
2012 - Candidatura per la miglior attrice per Les Bien-aimés (condiviso con Chiara Mastroianni)
2014 - Candidatura per la miglior attrice per Elle s'en va
2015 - Premio alla carriera
1994 - Miglior attrice internazionale per Ma saison préférée
1999 - Silver Medallion
2000 - International Filmmaker Award
2006 - Premio speciale per i risultati artistici
2008 - Premio alla carriera
2009 - Taormina Arte Award
2015 - Premio onorario
2017 - Premio della giuria per la miglior attrice per Quello che so di lei
  • CinEuphoria Awards
2019 - Premio onorario alla carriera
  • Globes de Cristal Awards
2009 - Candidatura per la miglior attrice per Racconto di Natale
2018 - Candidatura per la miglior attrice per Quello che so di lei
  • Awards Circuit Community Awards
1992 - Candidatura per la migliore attrice protagonista per Indocina
  • Women in Film Crystal + Lucy Awards
1993 - Premio internazionale
  • Bangkok International Film Festival
2006 - Premio alla carriera
  • Filmfest Hamburg
2015 - Premio Douglas Sirk
  • Hawaii European Cinema Film Festival
2015 - Premio Christina Hassell alla carriera
  • Odessa International Film Festival
2019 - Premio Golden Duke alla carriera

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Catherine Deneuve è stata doppiata da:

  • Maria Pia Di Meo in Caccia al maschio, La mia droga si chiama Julie, La bandera - Marcia o muori, Speriamo che sia femmina, Codice d'onore, Place Vendôme, Pola X, Le relazioni pericolose, I re e la regina, Scatti rubati, L'eletto, Amore e musica, Asterix & Obelix al servizio di Sua Maestà, Elle s'en va
  • Melina Martello in L'ultimo metrò, 8 donne e un mistero, Racconto di Natale, Potiche - La bella statuina, Tre cuori, Quello che so di lei, Tutti i ricordi di Claire, Le verità
  • Vittoria Febbi in ...poi ti sposerò, Anima persa, La favolosa storia di Pelle d'Asino, Niente di grave, suo marito è incinto
  • Angiola Baggi in Est-ovest - Amore-libertà, I tempi che cambiano, Nip/Tuck, A testa alta
  • Fiorella Betti in Benjamin ovvero le avventure di un adolescente, Mayerling, Sento che mi sta succedendo qualcosa, Repulsione
  • Gabriella Genta in Bella di giorno, Manon '70
  • Ada Maria Serra Zanetti in D'Artagnan, Persuasione occulta
  • Germana Dominici in Miriam si sveglia a mezzanotte
  • Rita Savagnone in La cagna
  • Margherita Sestito in Je vous aime
  • Rossella Izzo in Indocina
  • Ludovica Marineo in Ma saison préférée
  • Beatrice Palme in Dancer in the Dark
  • Daniela Trapelli in Piccole crepe, grossi guai
  • Alessandra Korompay in Dio esiste e vive a Bruxelles

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Premio Imperiale (Giappone) - nastrino per uniforme ordinaria Premio Imperiale (Giappone)
— Tokyo, 23 ottobre 2018[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cinema - ANSA.it, su ANSA.it. URL consultato il 6 marzo 2018.
  2. ^ (EN) Mary Blume e International Herald Tribune, The French icon Marianne à la mode, in The New York Times, 16 luglio 2004. URL consultato il 6 marzo 2018.
  3. ^ (EN) Awards 2008, festival-cannes.fr. URL consultato il 14 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 3 dicembre 2013).
  4. ^ (FR) Chantal Akerman, Christophe Honoré, Jean-Pierre Limosin, Zina Modiano, Gaël Morel, Victoria Abril, Catherine Deneuve, Louis Garrel, Yann Gonzalez, Clotilde Hesme, Chiara Mastroianni, Agathe Berman e Paulo Branco, Lettre ouverte aux spectateurs citoyens, liberation.fr, 7 aprile 2009. URL consultato il 14 maggio 2015.
  5. ^ Praemium Imperiale

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN84033118 · ISNI (EN0000 0001 2141 6353 · LCCN (ENn81065181 · GND (DE118677748 · BNF (FRcb12173008j (data) · NLA (EN36585015 · NDL (ENJA00620575 · WorldCat Identities (ENn81-065181