Violenza contro le donne

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Violenza di genere" rimanda qui. Se stai cercando i fenomeni che vedono gli uomini come vittime della violenza di genere, vedi Violenza contro gli uomini.

La violenza contro le donne è la violenza perpetrata contro le donne basata sul genere, ed è ritenuta una violazione dei diritti umani[1]

Termine usato molto spesso per definire la violenza contro le donne è violenza di genere. La violenza di genere riguarda donne e bambine, ma coinvolge anche minorenni come ad esempio nel caso della violenza assistita[2][3]. Questa terminologia è largamente usata sia a livello istituzionale[4] che da persone e associazioni di donne che operano nel settore. Nel 1999 le Nazioni Unite hanno deliberato che il 25 novembre venga considerato come la giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.

Approccio[modifica | modifica wikitesto]

In primo luogo si osserva che

«Parlare di violenza di genere in relazione alla diffusa violenza su donne e minori significa mettere in luce la dimensione "sessuata" del fenomeno in quanto […] manifestazione di un rapporto tra uomini e donne storicamente diseguali che ha condotto gli uomini a prevaricare e discriminare le donne[5][6]

e quindi come

«[…] uno dei meccanismi sociali decisivi che costringono le donne a una posizione subordinata agli uomini[7]

La Dichiarazione sull'eliminazione della violenza contro le donne approvata dall'ONU nel 1993[8] all'art.1, descrive la violenza contro le donne come:

«Qualsiasi atto di violenza per motivi di genere che provochi o possa verosimilmente provocare danno fisico, sessuale o psicologico, comprese le minacce di violenza, la coercizione o privazione arbitraria della libertà personale, sia nella vita pubblica che privata.»

La violenza alle donne solo da pochi anni è diventato tema e dibattito pubblico, mancano politiche in contrasto alla violenza alle donne, ricerche, progetti di sensibilizzazione e di formazione[9][10]. Le ricerche compiute negli ultimi dieci anni dimostrano che la violenza contro le donne è endemica[11], nei paesi industrializzati come in quelli in via di sviluppo. Le vittime e i loro aggressori appartengono a tutte le classi sociali o culturali, e a tutti i ceti economici. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, almeno una donna su cinque ha subito abusi fisici o sessuali da parte di un uomo nel corso della sua vita[12]. E il rischio maggiore sono i familiari, mariti e padri, seguiti dagli amici: vicini di casa, conoscenti stretti e colleghi di lavoro o di studio.

Varie forme di violenza di genere[modifica | modifica wikitesto]

Radiografia di piedi "loto d'oro"

Da diverse ricerche emerge che la violenza di genere si esprime su donne e minori in vari modi ed in tutti i paesi del mondo[13][14][15]. Esiste la violenza domestica esercitata soprattutto nell'ambito familiare o nella cerchia di conoscenti, attraverso minacce, maltrattamenti fisici e psicologici, atti persecutori o stalking, percosse, abusi sessuali, delitti d'onore, uxoricidi[16] passionali o premeditati. Una forma di violenza contro le donne è la violenza economica che consiste nel controllo del denaro da parte del partner, nel divieto di intraprendere attività lavorative esterne all'ambiente domestico, al controllo delle proprietà e al divieto ad ogni iniziativa autonoma rispetto al patrimonio della donna. I bambini e gli adolescenti, ma in primo luogo le bambine e le ragazze adolescenti sono sottoposte all'incesto e i minori in una famiglia ove è presente il maltrattamento sono vittime di violenza assistita.

Le donne sono esposte nei luoghi pubblici e sul posto di lavoro a molestie sessuali ed abusi sessuali, a stupri e a ricatti sessuali. In particolare verso le lesbiche vengono praticati i cosiddetti "stupri correttivi"[17][18]. In molti paesi le ragazze giovani sono vittime di matrimoni coatti[19][20], matrimoni riparatori e/o costrette alla schiavitù sessuale[21][22][23], mentre altre vengono indotte alla prostituzione forzata e/o sono vittime di tratta. Altre forme di violenza sono le mutilazioni genitali femminili[24] o altri tipi di mutilazioni come in un recente passato le fasciature dei piedi, lo stiramento del seno[25], le cosiddette "dowry death" (morte a causa della dote)[26], l'uso dell'acido per sfigurare[27], lo stupro di guerra[28][29][30] ed etnico[31], il Rapimento per matrimonio [32][33].


Va citato il femminicidio[34] che in alcuni paesi, come in India e in Cina, si concretizza nell'aborto selettivo[35][36][37] (le donne vengono indotte a partorire solo figli maschi, perché più riconosciuti e accettati socialmente) mentre in altri addirittura nell'uccisione sistematica di donne adulte[38]. Esistono infine violenze relative alla riproduzione (aborto forzato, sterilizzazione forzata, contraccezione negata[39][40], gravidanza forzata[40]).

Conseguenze della violenza sulla salute delle donne[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ambito del World report on violence and health l'OMS (Organizzazione mondiale della sanità), esaminando esclusivamente la violenza da parte del partner, ha pubblicato il seguente elenco di possibili conseguenze sulla salute delle donne[41].

Fisiche Sessuali e riproduttive Psicologiche e comportamentali Conseguenze mortali
  • Lesioni addominali
  • Lividi e frustate
  • Sindromi da dolore cronico
  • Disabilità
  • Fibromialgie
  • Fratture
  • Disturbi gastrointestinali
  • Sindrome dell'intestino irritabile
  • Lacerazioni e abrasioni
  • Danni oculari
  • Funzione fisica ridotta
  • Disturbi ginecologici
  • Sterilità
  • Malattia infiammatoria pelvica
  • Complicazioni della gravidanza/aborto spontaneo
  • Disfunzioni sessuali
  • Malattie a trasmissione sessuale, compreso HIV/AIDS
  • Aborto in condizioni di rischio
  • Gravidanze indesiderate
  • Abuso di alcool e droghe
  • Depressione e ansia
  • Disturbi dell'alimentazione e del sonno
  • Sensi di vergogna e di colpa
  • Fobie e attacchi di panico
  • Inattività fisica
  • Scarsa autostima
  • Disturbo da stress post-traumatico
  • Disturbi psicosomatici
  • Fumo
  • Comportamento suicida e autolesionista
  • Comportamenti sessuali a rischio
  • Mortalità legata all'AIDS
  • Mortalità materna
  • Omicidio
  • Suicidio

Cause delle violenze sulle donne[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni sostengono che la causa della violenza contro le donne possa rintracciarsi nei sentimenti di inadeguatezza degli uomini rispetto al modello culturale di mascolinità dominante[42]

Analisi e politiche contro la violenza di genere[modifica | modifica wikitesto]

A partire dagli anni settanta del XX secolo il movimento delle donne e il femminismo in Occidente hanno iniziato a mobilitarsi contro la violenza di genere, sia per quanto riguarda lo stupro sia per quanto riguarda il maltrattamento e la violenza domestica. Il movimento ha messo in discussione la famiglia patriarcale e il ruolo dell'uomo nella sua funzione di "marito/padre-padrone", non volendo più accettare alcuna forma di violenza esercitata sulla donna fuori o dentro la famiglia.

La violenza alle donne - in qualunque forma si presenti, e in particolare quando si tratta di violenza intrafamiliare - è uno dei fenomeni sociali più nascosti; è considerato come punta dell'iceberg dell'esercizio di potere e controllo dell'uomo sulla donna e si estrinseca in diverse forme come violenza fisica, psicologica e sessuale, fuori e dentro la famiglia[43].

Già negli anni settanta le donne hanno istituito i primi Centri antiviolenza per accogliere donne che hanno subito violenza e che potevano trovare ospitalità nelle case rifugio gestite dalle associazioni di donne.

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

I primi Centri antiviolenza sono nati solo alla fine degli anni novanta ad opera di associazioni di donne provenienti dal movimento delle donne, tra cui la Casa delle donne per non subire violenza di Bologna e la Casa delle donne maltrattate di Milano. Ad oggi sono varie le organizzazioni che lavorano sui vari tipi di violenza di genere. I Centri antiviolenza in Italia si sono riuniti nella Rete nazionale dei Centri antiviolenza e delle Case delle donne. Nel 2008 è nata una federazione nazionale che riunisce 80 Centri antiviolenza in tutta Italia dal nome "D.i.Re: Donne in Rete contro la violenza alle donne"[44].D.i.Re fa parte dell'organizzazione europea WAVE, network Europeo dei Centri antiviolenza[45] che raccoglie oltre 5.000 associazioni di donne.

A partire dal 2005 si è assistito ad un dibattito pubblico sempre più intenso sui media italiani in seguito all'introduzione del termine femminicidio[46] e nel 2013 del provvedimento denominato "Decreto femminicidio" disposizioni in contrasto della violenza di genere, introdotto anche dopo la Convenzione di Istanbul[47][48]. Tale legge è oggetto di critiche[49] anche da parte di molte delle associazioni che si occupano di violenza di genere[50].

Dal 2006 anche in Italia si stanno sviluppando campagne di sensibilizzazione dirette agli uomini e, più recentemente, promosse da uomini[51].

Una prima indagine sui centri antiviolenza (CAV) in Italia condotta dall'ISTAT nel 2017 in collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità (DPO), il CNR e le Regioni, ha messo in luce l'insufficienza dell'offerta rispetto all'obbiettivo di un centro ogni 10 mila abitanti stabilito dalla Legge di ratifica della Convenzione di Istanbul (Legge 27 giugno 2013, n. 77). Al 31 dicembre 2017 in Italia sono attivi 281 centri antiviolenza, pari a 0,05 centri per 10mila abitanti.[52] Ai 281 centri censiti si sono rivolte 43.467 donne, di cui il 67,2% ha iniziato un percorso di uscita dalla violenza. Di queste, il 63,7% ha figli, nel 72,8% dei casi minorenni. Più della metà del personale dei Centri è volontario.[53] Al sud prevalgono i centri piccoli e con poco personale specializzato: un centro su tre non fa parte di nessuna rete territoriale perché non esiste alcuna rete territoriale di cui fare parte.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

ISTAT 2006[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006, l'ISTAT ha eseguito l'indagine per via telefonica su tutto il territorio nazionale, raccogliendo i seguenti risultati:

  • Le donne tra i 16 e i 70 anni che dichiarano di essere state vittime di violenza, fisica o sessuale, almeno una volta nella vita sono 6 milioni e 743 000, cioè il 31,9% della popolazione femminile; considerando il solo stupro, la percentuale è del 4,8% (oltre un milione di donne).
  • Il 14,3% delle donne afferma di essere stata oggetto di violenze da parte del partner: per la precisione, il 12% di violenza fisica e il 6,1% di violenza sessuale. Del rimanente 24,7% (violenze provenienti da conoscenti o estranei), si contano 9,8% di violenze fisiche e 20,4% di violenza sessuale. Per quanto riguarda gli stupri, il 2,4% delle donne afferma di essere stata violentata dal partner e il 2,9% da altre persone[54].
  • Il 93% delle donne che afferma di aver subito violenze dal coniuge ha dichiarato di non aver denunciato i fatti all'Autorità[55]; la percentuale sale al 96% se l'autore della violenza non è il partner.

Nell'ambito della precedente indagine ISTAT condotta nel 2004, il 91,6% delle donne che affermava di aver subito violenze dal coniuge aveva dichiarato di non aver denunciato i fatti all'Autorità[56][57].

L'indagine ISTAT del 2004, a differenza di quella condotta nel 2006, distingueva tra violenze sessuali (non meglio definite) e molestie sessuali; entro queste ultime – oltre a molestie verbali, telefonate oscene, esibizionismo e pedinamenti – erano tuttavia classificati anche atti di natura prettamente fisica (donne avvicinate, toccate o baciate contro la loro volontà). Inoltre, nell'indagine ISTAT del 2006 non sono stati raccolti dati sulle molestie verbali, il pedinamento, gli atti di esibizionismo e le telefonate oscene.

ISTAT 2014[modifica | modifica wikitesto]

L'indagine ISTAT del 2014 sulla sicurezza delle donne[58] ha rilevato l'ampia diffusione del fenomeno della violenza di genere in Italia: il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale[59]: il 20,2% ha subìto violenza fisica, il 21% violenza sessuale, il 16.1% è stato oggetto di stalking, il 5,4% di forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri. In quest'ultimo caso il 47,4% delle donne ha temuto per la propria vita. Il 10,6% delle donne ha dichiarato di aver subìto una qualche forma di violenza sessuale prima dei 16 anni.

Il 62,7% degli stupri è stato commesso da un partner o ex partner, mentre restano perlopiù sconosciuti (76.8%) gli autori di molestie sessuali. Le donne separate o divorziate sono risultate percentualmente più colpite delle altre (51,4% contro il 31,5% della media italiana), così come le donne con problemi di salute o disabilità (10% contro il 4,7% delle donne senza problemi dii salute). In un successivo report del 2018, l'ISTAT avrebbe aggiunto anche il dato relativo alle molestie sul posto di lavoro: i ricatti sessuali per ottenere un lavoro, per mantenerlo o per ottenere progressioni nella carriera avrebbero interessato, nel corso della loro vita, 1 milione e 100 mila donne (pari al 7,5% delle lavoratrici).[60]

L'indagine del 2014 ha rilevato che a seguito delle ripetute violenze del partner (o ex), oltre la metà delle vittime (58%) soffre di perdita di fiducia ed autostima, di ansia, fobia e attacchi di panico (46,8%), disperazione e sensazione di impotenza (46,4%), disturbi del sonno e dell’alimentazione (46,3%), depressione (40,3%), difficoltà a concentrarsi e perdita della memoria (24,9%), dolori ricorrenti nel corpo (21,8%), difficoltà nel gestire i figli (14,8%), autolesionismo o idee di suicidio (12,1%).

Nel 39.9% dei casi le donne non parlano con alcuno della violenza subita dal proprio partner; solo il 35,4% di coloro che hanno subìto violenza fisica o sessuale nel corso della vita ritiene di essere vittima di un reato. Il 3,7% di donne vittime di violenza si è rivolto a un centro antiviolenza o a un servizio per il supporto delle donne; il 12,3% ha denunciato la violenza alle forze dell’ordine.

Rispetto alla precedente rilevazione del 2006 il quadro risulta migliorato: le violenze fisiche o sessuali risultano essere in calo (dal 13,3% all'11,3%), così come quelle psicologiche (dal 42,3% al 26,4%). È aumentata fra le donne la consapevolezza che la violenza subìta sia un reato e sono aumentate le denunce alle forze dell’ordine (dal 6,7% all'11,8%) e la richiesta di aiuto a centri specializzati (centri antiviolenza, sportelli, ecc.). Permane invece stabile la percentuale degli stupri e tentati stupri (1,2% sia per il 2006 sia per il 2014) e aumentano le violenze che causano ferite e il numero di donne che hanno temuto per la propria vita (dal 18,8% del 2006 al 34,5% del 2014).

ISTAT 2018. La violenza contro le donne[modifica | modifica wikitesto]

Basandosi sui dati della Commissione europea - Eurostat relativi agli omicidi volontari di donne in alcuni Paesi dell’Unione europea, l'ISTAT ha rilevato come la percentuale italiana 2018 (133 omicidi nel 2018, pari allo 0,43 per 100.000 donne) collochi questo paese fra quelli con una più bassa percentuale di omicidi volontari di donne, dietro solo a Grecia e Cipro. Viene tuttavia evidenziato come la serie storica degli omicidi per genere rilevi un notevole calo degli omicidi di uomini nel corso di 25 anni (da 4,0 per 100.000 maschi nel 1992 a 0,8 nel 2016), di contro a una complessiva stabilità del numero di omicidi di donne (da 0,6 a 0,4 per 100.000 femmine) registrati nello stesso periodo.[61]

Relazione della Commissione d'inchiesta sul femminicidio e la violenza di genere 2018[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 gennaio 2017 è stata istituita in Senato la Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere, che ha elaborato la prima mappa italiana della violenza sulle donne[62]. Confrontando i dati degli anni 2011-2016 acquisiti dalla Commissione è stata evidenziata una graduale riduzione (circa -12%) del numero dei delitti di violenza sessuale denunciati, passati dai 4.617 del 2011 ai 4.046 del 2016. Sono risultate in graduale aumento le denunce per maltrattamenti in famiglia e per stalking (+ 45%: dai 9.027 casi del 2011, ai 13.177 del 2016), reato introdotto nel 2009 nel codice penale italiano.

Per quanto riguarda il numero di donne assassinate, la Commissione, precisando che "la legislazione italiana non contempla una definizione di femminicidio inteso come uccisione di una donna per questioni di genere, cioè come un omicidio in cui l'appartenenza al genere femminile della vittima è causa essenziale e movente dell'omicidio stesso", ha esposto i dati, forniti dalle forze dell’ordine, comprensivi di tutti gli omicidi con vittime di sesso femminile. Con riferimento agli anni 2013-2016, le donne sono risultate un quarto del totale delle vittime, e il loro numero è apparso in calo del 14% rispetto agli anni precedenti, dato tuttavia non in linea con il calo del 39% del totale dei delitti rilevati per lo stesso periodo. È stato inoltre evidenziato come più di un terzo degli omicidi sia avvenuto in ambito familiare o comunque relazionale: gli autori erano legati alle vittime da rapporti affettivi, di parentela o di conoscenza. Una vittima su tre aveva più di 64 anni; le regioni più colpite sono risultate l'Umbria (7,8%), la Calabria (6,8%) e la Campania (6,5%).

Questo non è amore[modifica | modifica wikitesto]

Ideata e promossa dalla Direzione Centrale Anticrimine del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, la campagna “…questo NON È AMORE”, proposta a partire dal 2015, si pone l’obiettivo di diffondere una nuova cultura di genere ed aiutare le vittime di violenza a vincere la paura di denunciare. I dati relativi al 2019 parlano di un aumento delle vittime di sesso femminile, passate dal 68% circa del 2016 al 71% del 2019. Sia le vittime che gli autori di questi reati sono in alta percentuale di nazionalità italiana: nel 2018 erano italiani il 73% dei soggetti segnalati all’autorità giudiziaria dalle forze di polizia, nel 2019 il dato è salito al 74%. Tra le donne straniere sono le romene a denunciare più di altre di aver subito, nel 2018-2019, maltrattamenti in famiglia, percosse, violenze sessuali e atti persecutori.

Nel 2018 l'82% degli autori di omicidi femminili era un familiare. Nel solo mese di marzo 2019, 88 donne sono state vittime di violenza di genere: in media una ogni 15 minuti.[63]

2019. Legge n. 69 "Codice rosso"[modifica | modifica wikitesto]

La Legge n. 69 del 9 agosto 2019 “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere”, nota anche come “Codice Rosso”, ha ampliato il sistema di tutele per le donne vittime di violenza di genere, innovando e modificando la disciplina penale e processuale della violenza domestica e di genere. In particolare sono state modificate le misure cautelari e di prevenzione, inasprite alcune sanzioni già previste dal codice penale e introdotti questi reati:

  • costrizione o induzione al matrimonio (art. 558 bis c.p), volto a contrastare il fenomeno dei cd. matrimoni forzati e delle spose bambine;
  • diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti (art. 612 ter c.p.), destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate (il c.d. revenge porn);
  • deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, (art. 583 quinquies c.p.)
  • violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (art. 387 bis c.p.).

Per quanto riguarda in modo specifico il femminicidio, un rapporto dell'Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (UNODC) ha confrontato i dati di 32 paesi europei e nordamericani per i quali si dispone di dati affidabili per gli anni dal 2004 al 2015[64], periodo in cui l'incidenza del fenomeno in Italia è risultata di 0,51 uccisioni ogni 100.000 donne residenti, il valore più basso tra tutti i 32 paesi del rapporto (e inferiore alla metà della media, pari a 1,23 uccisioni su 100.000)[64]. Il dato italiano risulta il più basso anche per ciò che riguarda i femminicidi causati dal partner o dall’ex partner, con un'incidenza di 0,23 uccisioni ogni 100.000 donne residenti, minore alla metà del dato medio riferito ai 12 paesi del rapporto per cui erano disponibili dati confrontabili[64].

All'interno di tale quadro, tuttavia, l'EURES ha pubblicato un rapporto in cui si registra in Italia un aumento delle uccisioni di donne del 14% dal 2012 al 2013 (da 157 a 179)[65].

Quanto costa il silenzio?[modifica | modifica wikitesto]

Secondo un'indagine promossa da Intervita Onlus, i costi diretti e indiretti della violenza sulle donne in Italia ammontano a € 17.000.000.000 all'anno (17 miliardi di euro).[66]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Conferenza Mondiale sui diritti umani: Dichiarazione di Vienna e Programma d'azione, in particolare al punto 18.
  2. ^ Ovvero l'esperienza di minori esposti ed esposte alla violenza domestica. Per approfondire: Dati violenza di genere e violenza assistita Archiviato il 16 dicembre 2013 in Internet Archive. sul sito di "MeltingLAB - Laboratorio di Innovazione sui Diritti e la Parità”, Assessorato per le Pari Opportunità Regione Piemonte ed in particolare il "Rapporto" (PDF), su meltinglab.it. URL consultato il 21 luglio 2011 (archiviato dall'url originale il 6 novembre 2015). nell'ambito del progetto europeo Daphne III "Children witnesses of gender violence in the domestic context. Analyses of the fulfilment of their specific needs trough the protection system", coordinato in Italia da Save the Children (gennaio 2011)
  3. ^ "Violence against women and girls", Innocenti Digest no. 6, UNICEF Innocenti Research Centre, in particolare pg 9 (PDF), su unicef-irc.org. URL consultato il 21 luglio 2011 (archiviato dall'url originale il 31 ottobre 2007).
  4. ^ "Gender-Based Violence:A Price Too High", United Nations Population Fund,"State of world population 2005", cap7, specifiche nella tabella 28, su unfpa.org. URL consultato il 21 luglio 2011 (archiviato dall'url originale il 25 novembre 2019)..
  5. ^ specifica sulla terminologia Violenza di genere
  6. ^ La violenza di genere su "Bollettino "Archivio Pace Diritti Umani" - n. 28 - 3/2004, pag. 16.
  7. ^ Declaration on the Elimination of Violence against Women, United Nations -General Assembly dic. 1993
  8. ^ Dichiarazione sull'eliminazione della violenza contro le donne, in particolare introduzione 6° capoverso e art.1
  9. ^ "World report on violence and health" pubblicato dalla World Health Organization (WHO), il 3 ottobre 2002 alle pg 141 e 246
  10. ^ Preventing violence: a guide to implementing the recommendations of the World report on violence and health", IV Parte: "Promoting social and gender equality and equity to prevent violence" ad esempio il paragrafo "Gender policy" pg 51-52
  11. ^ "Gender Based violence", Developing Gender Statistics Training Video; fonte: United Nations Economic Commission for Europe (UNECE)
  12. ^ WHO, 1997, Violence Against Women: A priority health issue, Geneva: World Health Organization
  13. ^ "Can you name 16 forms of gender-based violence?" Archiviato il 18 aprile 2009 in Internet Archive. dal sito United Nations Population Fund (UNFPA)
  14. ^ Pagina del sito dell'AIDOS Archiviato il 20 febbraio 2009 in Internet Archive. (Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo) con molti riferimenti e links
  15. ^ "Gender-based violence" dal sito del World Health Organization (WHO)
  16. ^ "Omicidi in famiglia", articolo di Isabella Merzagora Betsos su "Le due città" rivista dell'amministrazione penitenziaria.
  17. ^ Da “LESBOFOBIA. I MANDANTI, GLI ESECUTORI” Archiviato il 25 novembre 2019 in Internet Archive..
  18. ^ Sudafrica, emergenza stupri Archiviato il 15 marzo 2008 in Internet Archive.
  19. ^ "La prigione delle ragazze afghane: schiave, spose forzate, suicide", dal Corrieredellasera.it, Archiviato l'8 febbraio 2009 in Internet Archive..
  20. ^ "Traffiking & forced marriage", World Organization for Human Rights USA, su humanrightsusa.org. URL consultato il 21 luglio 2011 (archiviato dall'url originale il 18 ottobre 2011).
  21. ^ Come per le cosiddette "donne di conforto" in Giappone; vedere Toshi Kayano e Vincenza Perilli, "Confortanti silenzi" (in Altreragioni, n. 10, 2000, pp. 125-127) e Risoluzione del Parlamento europeo del 13 dicembre 2007 sulle "donne di conforto")
  22. ^ The Rome's statute's sexual crimes: an appraisal under the light of international humanitaria law di Tahatiana Flores Acuña (Victims Participation and Reparations Section of the International Criminal Court) in particolare vedere "sexual slavery" pg 197.
  23. ^ DEFINITION OF SEXUAL VIOLENCE, RAPE AND SEXUAL SLAVERY dal sito di "Human Rights Watch".
  24. ^ da Amnesty International: "Mutilazioni Genitali Femminili" Archiviato il 30 settembre 2007 in Internet Archive.
  25. ^ In Camerun le bambine nell'età della pubertà vengono costrette allo stiramento dei seni, su The Post Internazionale. URL consultato il 25 novembre 2016.
  26. ^ ::: LeMondeDiplomatique il manifesto :::, in archive.fo, 4 agosto 2012. URL consultato il 9 ottobre 2018.
  27. ^ INTERROGAZIONE SCRITTA E-0419/04 di Anna Karamanou, Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, 8.aprile.2004; per sfigurare viene usata anche la benzina, come nel caso della ragazza cisgiordana Suad.
  28. ^ Amnesty International, Danni collaterali, EGA Editore, Torino, marzo 2006, pp. 32
  29. ^ Intervista a Maria Caterina Ciampi, esperta di discriminazione di genere presso l'UNICEF di Dakar (Senegal) Archiviato il 28 settembre 2007 in Internet Archive.
  30. ^ "Congo, l'inferno nel nostro corpo. La donna è un campo di battaglia. Lo stupro una strategia di guerra", reportage di «io donna» dallo Stato africano dove si combatte da dieci anni, fonte: CorrieredellaSera.it, 6 febbraio 2009.
  31. ^ *Tratto da Non sopportiamo la tortura. A cura di Amnesty International, ed. Rizzoli 2000 Archiviato il 17 settembre 2007 in Internet Archive.
  32. ^ Dichiarazione delle Nazioni Unite sul rapimento di spose e sui matrimoni precoci, Archiviato il 12 novembre 2020 in Internet Archive.
  33. ^ UNICEF: La storia di Aisuluu, sopravvissuta al bride kidnapping: «Non ho mai detto "SÌ"», Archiviato il 19 settembre 2020 in Internet Archive.
  34. ^ Giuristi democratici: "Violenza sulle donne: parliamo di femminicidio"
  35. ^ Vedere anche: IVG in India, IVG in Cina e Amnesty International: "nascere bambine" Archiviato il 30 settembre 2007 in Internet Archive.
  36. ^ "La strage delle innocenti. -India: il governo cerca di combattere l'aborto selettivo, che uccide duemila bambine al giorno " di Elisa Parigi per Peacereporter
  37. ^ MenCare | Blogs - Caring for Equality: Ending Prenatal Sex Selection …, in archive.fo, 25 marzo 2015. URL consultato il 9 ottobre 2018.
  38. ^ Ad esempio: Amnesty International, "Ciudad Juárez: 14 anni di omicidi di donne insoluti" Archiviato il 20 agosto 2007 in Internet Archive.
  39. ^ "Women's Mental Health: A Public Health Concern" Archiviato il 10 luglio 2011 in Internet Archive. di R. Thara and V. Patel, pg 31.
  40. ^ a b "gender equality", UNFPA
  41. ^ Tabella 4.6 "Conseguenze della violenza da parte del partner sulla salute" nel "World report on violence and health" pubblicato dall'OMS il 3 ottobre 2002, Cap.4. La violenza da parte del partner, alla pag 138.
  42. ^ La Stampa: Dalla violenza di genere alla violenza sulle donne: il convegno Erickson
  43. ^ Prof. Enrique Gracia, "The “iceberg” of domestic violence", Unreported cases of domestic violence against women: towards an epidemiology of social silence, tolerance, and inhibition; in "The Journal of Epidemiology and Community Health".
  44. ^ D.i.Re: Donne in Rete contro la violenza alle donne.
  45. ^ WAVE: Women Against Violence Europe
  46. ^ "Femminicidio, di genere si muore", Rai TV url consultato il 19 novembre 2014
  47. ^ "DECRETO-LEGGE 14 agosto 2013, n. 93"
  48. ^ "La nuova legge sul femminicidio", Rai TV url consultato il 19 novembre 2014
  49. ^ "Decreto anti femminicidio, una rassegna dei commenti", inGenere.it, rivista on-line url consultato il 19 novembre 2014
  50. ^ "Ancora una volta...", comunicato associazione nazionale "D.i.Re, donne in rete contro la violenza", che rappresenta i Centri antiviolenza su tutto il territorio italiano
  51. ^ "Da uomo a uomo", campagna della rete NoiNo
  52. ^ Giulia Testa, Dati e grafici sulla violenza di genere in Italia e nel mondo, su Internazionale, 25 novembre 2019. URL consultato il 24 novembre 2020.
  53. ^ ISTAT, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le pari opportunità, I centri antiviolenza. Anno 2017 (PDF), su osservatoriodiritti.it, 28 ottobre 2019. URL consultato il 24 novembre 2020.
  54. ^ Indagine ISTAT, pagina 13
  55. ^ Indagine ISTAT, pagina 72
  56. ^ Molestie e violenze sessuali (PDF), su Statistiche in breve – Famiglia e società, ISTAT, 17 dicembre 2004, p. 4. URL consultato il 9 maggio 2010.
  57. ^ Una donna su tre vittima di violenza, oggi si celebra la giornata mondiale, in la Repubblica, 24 novembre 2009. URL consultato il 10 maggio 2009.
  58. ^ ISTAT, La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia. Anno 2014 (PDF), su istat.it, 5 giugno 2015. URL consultato il 24 novembre 2020.
  59. ^ Una definizione delle diverse forme di violenza, formulata dall'ISTAT, si trova in: ISTAT, Violenza sulle donne, Definizioni e indicatori.
  60. ^ Anni 2015-2016. Le molestie e i ricatti sessuali sul lavoro (PDF), su ISTAT, 13 febbraio 2018.
  61. ^ Omicidi di donne, su ISTAT. URL consultato il 24 novembre 2020.
  62. ^ Senato della Repubblica. Ufficio Valutazione impatto, Femminicidio (PDF), marzo 2018, p. 8.
  63. ^ Polizia di Stato, ... questo NON è AMORE (PDF), su poliziadistato.it, 22 ottobre 2019.
  64. ^ a b c Gianpiero Dalla Zuanna e Alessandra Minello, Violenza sulle donne: anche i numeri aiutano a combatterla, su Lavoce.info, 24 novembre 2017. URL consultato il 3 dicembre 2017.
  65. ^ Dati Eures nel secondo rapporto sul femminicidio in Italia.
  66. ^ Quanto costa il silenzio? Indagine nazionale sui costi economici e sociali della violenza contro le donne, su publicatt.unicatt.it. URL consultato il 30 marzo 2021.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Ricerche, dati e statistiche[modifica | modifica wikitesto]