Linda Laura Sabbadini

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Linda Laura Sabbadini

Linda Laura Sabbadini (Roma, 5 maggio 1956) è una statistica italiana di chiara fama nel campo della Statistica sociale, pioniera delle statistiche e degli studi di genere. Molto importanti i suoi studi sulle trasformazioni sociali, familiari, demografiche, del lavoro e delle disuguaglianze.

All’Istat è stata direttrice centrale delle indagini su condizioni e qualità della vita dal 2001 al 2011 e direttore del dipartimento delle statistiche sociali e ambientali dal 2011 al 2016.

Ha guidato il processo di rinnovamento delle statistiche sociali e di genere, dando visibilità nelle statistiche ufficiali agli invisibili: donne, giovani, bambini, disabili, migranti, poveri, homeless, anziani, persone LGBT, evidenziandone discriminazioni e bisogni. Per questo nel 2006 è stata insignita dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi con l’Onorificenza di Commendatore Ordine al Merito.

Ha guidato il processo di misurazione di fenomeni molto complessi quali la violenza contro le donne, le discriminazioni per orientamento sessuale, la povertà assoluta, i percorsi di caduta in povertà estrema, il bullismo, il mobbing, la corruzione.

Ha ampliato la misurazione della povertà e delle disuguaglianze in tutte le loro forme. Ha dato una forte spinta allo sviluppo delle statistiche ambientali, per anni di secondo piano all’interno dell’Istat.

Ha diretto il più grande osservatorio sulla situazione sociale esistente nel Paese presso l’Istat.

Ha diretto il processo di costruzione degli indicatori del benessere equo e sostenibile oltre il PIL a livello nazionale, contribuendo anche al dibattito a livello internazionale in gruppi di alto livello o conferenze scientifiche di ONU, EUROSTAT, OCSE.

Ha fatto parte di numerosi gruppi di alto livello dell’ONU, Eurostat, OCSE sulle tematiche sociali e di genere.

Ha partecipato alla Commissione Nazionale Parità in qualità di esperta ed è stata componente della Commissione povertà (CIES).

È stata responsabile di numerosi progetti di ricerca dell’Istat con università italiane e enti di ricerca nel campo dell’analisi sociale, di genere e nel campo della metodologia di indagine.

È autrice di più di 100 pubblicazioni scientifiche.

Nel 2015 è stata inserita nella pubblicazione sulle 100 Eccellenze Italiane.

Dal 2016 è editorialista de La Stampa, pubblicando contributi sulle disuguaglianze sociali, di genere, generazionali e territoriali, con un approccio fondato sui diritti.

Ha sempre combinato la sua attività scientifica con una intensa attività di cooperazione con l’associazionismo e il mondo delle ONG.

Attività di ricerca e collaborazioni istituzionali per lo sviluppo delle statistiche sociali[modifica | modifica wikitesto]

Ha guidato il processo di rinnovamento delle statistiche sociali e di genere, dando visibilità nelle statistiche ufficiali agli invisibili, e pervenendo all’implementazione di un sistema di indagini sociali Multiscopo che ha sistematizzato la rilevazione dei principali fenomeni sociali rendendo emerso ciò che era sommerso, in un’ottica di qualità della vita.

Ha guidato il processo di modernizzazione delle indagini socio-economiche dell’Istat e delle tecniche di indagine, garantendo anche la rilevazione della mobilità sociale nel tempo.

Ha partecipato per l’Italia alle riunioni dei direttori delle statistiche sociali di Eurostat e è stata membro del gruppo ristretto di coordinamento dei direttori delle statistiche sociali di Eurostat, lo Strategical Development Group.

Ha fatto parte dello Steering Group sulle statistiche sociali dei direttori delle statistiche sociali dell’ONU UNECE ed è stata componente di task force strategiche di direttori delle statistiche sociali di Eurostat tra cui Modernisation of Social Statistics, Migration Statistics Mainstreaming, e Multidimensional Measures of Quality of Life.

È stata membro dell’INEGI UNODC Advisory Committee of the Center of Excellence on Crime Statistics, il centro di eccellenza dell’ONU sulle statistiche sulla criminalità con sede in Messico

Ha guidato la delegazione italiana in occasione delle conferenze internazionali degli statistici sul lavoro organizzata a Ginevra dall’ Organizzazione Internazionale del Lavoro.

Attività di ricerca e collaborazioni istituzionali su povertà e esclusione sociale[modifica | modifica wikitesto]

Sotto la sua direzione l’insieme delle misure di disuguaglianza e di povertà è stato notevolmente ampliato e arricchito, permettendo analisi approfondite sulle dinamiche della disuguaglianza sociale in Italia.

Dal 2003 al 2009 è stata membro della Commissione di Indagine sulla esclusione sociale (CIES) [2], istituita dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Tra il 2009 e il 2010 è Membro della Commissione per la revisione della metodologia per la stima della povertà assoluta istituita presso l’Istat che ha proposto una metodologia innovativa anche a livello internazionale[1].

Sotto la sua direzione è stata condotta la ristrutturazione metodologica dell’indagine sulle spese per consumi che ha permesso di migliorare notevolmente la qualità delle stime di povertà ed è stata sviluppata la nuova metodologia per la stima degli homeless, che ha visto anche il coinvolgimento delle associazioni maggiormente a contatto con la popolazione delle persone senza dimora.

Attività di ricerca e collaborazioni istituzionali su misurazione del benessere equo e sostenibile[modifica | modifica wikitesto]

Ha diretto la progettazione e realizzazione degli indicatori di benessere equo e sostenibile per i quali l’Italia ha svolto un ruolo di primo piano sul piano mondiale[2].

Insieme a Maria Teresa Salvemini ha coordinato il Comitato d’indirizzo CNEL-ISTAT per la definizione del progresso e del benessere della società italiana che ha riunito rappresentanti della società civile. Insieme al Presidente dell’Istat, ha coordinato la Commissione scientifica per la misura del Benessere.

Ha curato i Rapporti sul Benessere equo e sostenibile fino al 2015 e prodotto pubblicazioni scientifiche sul benessere sul piano nazionale e internazionale.[3][4][5]

È stata membro del Friends of the Chair dell’ONU on broader measures of progress sugli indicatori di sviluppo sostenibile, del quale facevano parte i Presidenti degli Istituti Nazionali di Statistica, per il ruolo avanzato svolto dall’Italia sulle misure del benessere.[6]

Attività di ricerca e collaborazioni istituzionali su pari opportunitá e misurazione statistica delle differenze di genere[modifica | modifica wikitesto]

Pioniera delle statistiche di genere, nel 1985 ha partecipato alla Conferenza mondiale sulle donne di Pechino, curando il volume Tempi Diversi - tradotto in 4 lingue e distribuito durante la stessa conferenza - centrato sull’organizzazione dei tempi di vita di uomini e donne in Italia che, per la prima volta, contiene la misura della quantità di lavoro non retribuito.

L’approccio di genere si è sempre combinato con la misurazione della qualità della vita, attraverso la conduzione di numerose indagini su tutti gli aspetti della vita sociale, raccogliendo informazione sui comportamenti, le aspettative e i sentiment degli italiani.

Prima ancora che esistessero raccomandazioni internazionali, ha diretto la progettazione e realizzazione della stima della violenza di genere anche nella sua parte sommersa. Per questo ha fornito un importante contributo nell’ambito del gruppo ONU alla definizione delle linee guida per la misurazione della violenza contro le donne a livello mondiale.[7]

Sotto la sua direzione sono state definite le misure della fecondità maschile, dei ricatti sessuali sul lavoro[8], le rinunce e le discriminazioni subite dalle donne, le difficoltà incontrate nel corso della vita, le forme di vita familiare sperimentate, le cause della denatalità.[9]

Ha pubblicato numerosi articoli scientifici e monografie che riguardano le diverse dimensioni della vita sociale, superando l’approccio ‘gender blind’ che aveva caratterizzato la statistica ufficiale fino agli anni ‘80.[10]

Ha collaborato con la Commissione Nazionale Parità, con le Ministre delle Pari Opportunità, ha fatto parte della Commissione Interministeriale per il sostegno alle vittime di tratta, violenza e grave sfruttamento[11], della Commissione interministeriale contro le mutilazioni genitali istituita presso il Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità.

È stata Coordinatrice del Gruppo Sistema integrato dei dati sulla violenza contro le donne nell’ambito della Task Force governativa sulla violenza contro le donne sotto il Governo Letta.[12]

Ha partecipato numerose volte alla Commission of the status of women dell’ONU come componente della delegazione governativa per la funzione statistica.

Ha fatto parte di gruppi di alto livello dell’ONU sulle statistiche di genere e in particolare dal 2007 è componente dell’Interagency and expert group on gender statistics dell’ONU.

Ha partecipato al G7 delle donne nel 2017 Starting from girls. Women Forum on inequality and sustainable growth[13] e ha curato la parte statistica de G7 2017 a Taormina.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • 100 Eccellenze italiane (2015)
  • Premio internazionale donne (2015)
  • Premio Casato prime donne (2013)
  • Premio Voce di donna (2013)
  • Premio speciale progetto donna e futuro (2012)

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma, 23 febbraio 2006. Di iniziativa del Presidente della repubblica.[14][15]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN63683737 · ISNI (EN0000 0000 4448 8408 · LCCN (ENno2002091206 · GND (DE171596757 · WorldCat Identities (ENno2002-091206
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