Taormina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Taormina (disambigua).
Taormina
comune
Taormina – Stemma Taormina – Bandiera
Taormina – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitanaProvincia di Messina-Stemma.svg Messina
Amministrazione
SindacoMario Bolognari (lista civica La nostra Taormina) dall'11-6-2018
Territorio
Coordinate37°51′N 15°18′E / 37.85°N 15.3°E37.85; 15.3 (Taormina)Coordinate: 37°51′N 15°18′E / 37.85°N 15.3°E37.85; 15.3 (Taormina)
Altitudine210 m s.l.m.
Superficie13,13[1] km²
Abitanti10 539[2] (31-8-2020)
Densità802,67 ab./km²
FrazioniChianchitta, Mazzarò, Mazzeo, Trappitello, Villagonia
Comuni confinantiGaggi, Giardini-Naxos, Letojanni, Castelmola, Calatabiano (CT), Castiglione di Sicilia (CT)
Altre informazioni
Linguesiciliano e italiano
Cod. postale98039
Prefisso0942
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT083097
Cod. catastaleL042
TargaME
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[3]
Nome abitantitaorminesi
Patronosan Pancrazio di Taormina
Giorno festivo9 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Taormina
Taormina
Taormina – Mappa
Posizione del comune di Taormina all'interno della città metropolitana di Messina
Sito istituzionale

Taormina (Taurmina o Taummina, in siciliano) è un comune italiano di 10 539 abitanti[2] della città metropolitana di Messina in Sicilia.

È uno dei centri turistici internazionali di maggiore rilievo della regione siciliana, conosciuta per il suo paesaggio naturale, le bellezze marine e i suoi monumenti storici ed è stata un'importante meta del Grand Tour.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Taormina.

È situata su una collina a 206 m di altezza sul livello del mare, sospesa tra rocce e mare, su un terrazzo del monte Tauro, in uno scenario di bellezze naturali, unico per varietà e contrasti, sulle pendici meridionali dei monti Peloritani della riviera ionica con l'Etna sullo sfondo.

Il clima è tipicamente mediterraneo, senza eccessi di caldo estivo o di freddo invernale. L'estate è lunga e soleggiata, ma secca, ventilata e mai afosa. L'inverno è breve e dolcemente mite ed è la stagione più piovosa. La neve è rara, ma si è vista diverse volte nel corso degli anni durante forti ondate di freddo. Degna di nota la grande nevicata del 6-7 gennaio 2017, la più intensa da oltre 50 anni.

In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +11,0 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +26,6 °C[4].

TAORMINA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 14,215,016,519,023,428,030,931,227,823,119,215,915,019,630,023,422,0
T. min. mediaC) 7,97,99,011,114,518,721,521,919,716,012,89,78,511,520,716,214,2

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il teatro greco-romano di Taormina.

Molte sono le notizie sull'origine di Taormina (Tauromenion, Tauromenium, dal toponimo in greco antico Ταυρομένιον), ma incerte per documentazione e attendibilità. L'ipotesi più accettata è quella che indica il significato del nome in riferimento alla posizione collinare della città.

Epoca sicula e greco-siceliota[modifica | modifica wikitesto]

Diodoro Siculo, nel 14º libro della sua Bibliotheca historica, attesta che i Siculi abitavano la rocca di Taormina, vivendo di agricoltura e di allevamento di bestiame, già prima dello sbarco dei Greci calcidesi nella baia (735 a.C.), dove alle foci del fiume Alcantara, fondarono Naxos (odierna Giardini Naxos), la prima colonia di insediamento greca in Sicilia. Il Tiranno di Siracusa Dionisio I, alleato di Sparta nella guerra contro l'imperialismo di Atene e fautore degli ideali nazionalisti siciliani del Congresso di Gela, dopo aver unificato sotto la propria corona le città siceliote, tollerò per poco tempo la presenza degli Ioni di Calcide Eubea a Naxos, alleati di Atene, e mosse contro di essi, distruggendo la loro città. I naxioti superstiti occuparono un territorio situato a sul Monte Tauro, in cui vivevano i Siculi insieme ad altri ioni che si erano precedentemente insediati da Naxos. Detti fatti si verificarono negli anni della XCVI Olimpiade (396 a.C.), quando Imilcone condottiero cartaginese mosse guerra contro i sicelioti, distruggendo Messana, i nassioti in massa, minacciati da Dionisio I, si trasferirono a Tauromenion, dato che il colle era da considerarsi fortificato per natura. Poiché Dionisio voleva riprendersi con violenza il territorio dei Tauromeniti, essi risposero che apparteneva loro di diritto, perché i propri antenati greci ne avevano già preso possesso prima di loro, scacciando gli abitanti locali.

Afferma Vito Amico che questa versione sulle origini di Taormina fornita da Diodoro è contraddetta nel 16º libro, quando sostiene che Andromaco, dopo l'eccidio di Naxos del 403 a.C., radunati i superstiti li convince ad attestarsi nel 358 a.C. sulle pendici del vicino colle "dalla forma di toro". Il nascente centro abitato prese il nome di Tauromenion, toponimo composto da Toro e dalla forma greca menein, che significa rimanere[5].

Mentre le notizie fornite da Cluverio concordano con la seconda versione di Diodoro, Strabone narra che Taormina abbia avuto origine dagli Zanclei (messinesi) e dai Nassi. Ciò chiarirebbe in qualche modo l'affermazione di Plinio, il quale afferma che Taormina in origine si chiamava Naxos.

Taormina vista da Monte Venere, Peloritani

Secondo la testimonianza di Diodoro Siculo, Taormina, governata saggiamente da Andromaco, progredisce, risplendendo in opulenza e in potenza. Nel 345 a.C. Timoleone da Corinto, sbarca e raggiunge Tauromenium, per chiedere l'appoggio militare della città contro la tirannide di Dionisio II che da Siracusa interessava tutta la Sicilia ad est del fiume Salso.

Dominio dei Tiranni di Siracusa[modifica | modifica wikitesto]

Più tardi troviamo Taormina inclusa nell'ellenistico regno del sovrano siceliota Agatocle, che, appena conquistato il potere, ordinò l'eccidio di molti uomini illustri della città a lui avversi e mandò in esilio lo stesso Timeo, figlio di Andromaco. Il regno siceliota fondato da Agatocle, continuò ad esistere (durante la Prima e la Seconda guerra punica) sotto i suoi successori Gerone II, Gelone II e Geronimo, e Taormina vi soggiacque senza interruzioni fino alla conquista romana della Sicilia nel 212 a. C..

Epoca romana[modifica | modifica wikitesto]

L'Odeon romano

Come appena scritto Taormina rimase inclusa nell'ellenistico Regno di Sicilia, avente Siracusa come capitale, fino a quando Roma, nel 212 a.C., non dichiarò tutta la Sicilia provincia romana. I suoi abitanti vennero considerati alleati dei Romani e Cicerone, nella seconda orazione contro Verre, accenna che la città è una delle tre "Civitates foederatae"[6] e li nomina "Civis Notabilis"[7][8]. In conseguenza di ciò, non tocca ai suoi abitanti pagare decime o armare navi e marinai in caso di necessità.

Nel corso della prima guerra servile (134132 a.C.) Tauromenium viene occupata dagli schiavi insorti, che la scelgono come caposaldo sicuro. Stretti d'assedio da Pompilio, resistono a lungo sopportando anche la fame e cedendo soltanto quando uno dei loro capi, Serapione, tradendo i compagni, lascia prendere la roccaforte.

Nel 36 a.C. nel corso della guerra fra Sesto Pompeo ed Ottaviano, le truppe di quest'ultimo sbarcano a Naxos per riprendere la città a Sesto Pompeo che l'aveva in precedenza occupata. Per ripopolare Tauromenium, dopo i danni della guerra subita, ma anche per presidiarla, Ottaviano, divenuto Augusto, nel 21 a.C. invia una colonia di Romani, a lui fedeli, e nel contempo ne espelle gli abitanti a lui contrari.

Strabone parla di Tauromenion come di una piccola città, inferiore a Messina e a Catania. Plinio e Tolomeo ne ricordano le condizioni di colonia romana.

Tardo impero e caduta dell'impero[modifica | modifica wikitesto]

Le tribune del teatro.

Secondo una diffusa leggenda, con l'avvento del Cristianesimo, San Pietro destina a Taormina il vescovo Pancrazio, che già prestava la sua opera di conversione nella regione, il quale costruisce la prima chiesetta sulle pendici orientali della città dedicata ai santi Pietro e Paolo apostoli, determinando di fatto con la nomina, la sede del primo vescovato in Sicilia.[9] Peraltro, l'effettiva esistenza di questo personaggio non risulta da alcun documento storico, a parte le leggende: le prime menzioni risalgono a dopo la fine del dominio mussulmano.

Vescovi "prestantissimi per santità di costumi, zelo e dottrina", scrive Vito Amico, si succedono fino all'età araba. Poche sono le notizie in questo lasso di tempo, che annovera la caduta dell'Impero romano d'Occidente nel 476, l'invasione dei Goti, la presenza dei Bizantini, la conquista araba.

Certo è che Taormina occupa una posizione strategica importante per la tenuta militare del territorio circostante: per 62 anni è l'ultimo lembo di terra dell'Impero romano d'Oriente in Sicilia insieme a Rometta e più volte resiste agli assalti dei saraceni[10], fino al 906.

Assedio del 904-906 e dominio musulmano[modifica | modifica wikitesto]

La notte del Natale del 906, dopo un lungo assedio durato due anni, a causa del tradimento di un mercenario messinese, tale Tommaso Balsamo, Taormina fu presa e rasa completamente al suolo. Con la tipica esagerazione di tutte le cronache medievali, i suoi abitanti maschi sarebbero stati tutti decapitati, e tra loro il vescovo di Taormina, San Procopio, la cui testa sarebbe stata portata su un piatto d'argento al capo delle truppe saracene, l'aghlabide Ibrāhīm II[11]. Di sicuro la strage fu grande, contò tra le vittime anche molte donne e bambini, e fu aggravata dall'indole crudele e dall'instabilità caratteriale di Ibrāhīm II.

Nonostante ormai tutta la Sicilia fosse unificata nel potente Emirato di Sicilia, nel 911, però, la componente cristiana della cittadina siciliana riprese il controllo della città, approfittando del traumatico passaggio di potere dell'anno precedente tra la dinastia sunnita aghlabide e quella ismailita sciita dei Fatimidi.

L'Emiro siciliano, Aḥmad b. al-Qurhub, rimasto fedele alla deposta dinastia aghlabide di Qayrawān, organizzò allora una spedizione per riprendere il controllo di Taormina, inviando nel 913 suo figlio Alī all'assedio della cittadina che, tuttavia, resisté strenuamente, tanto da indurre l'assediante a rinunciare all'impresa.

Nel 919 il nuovo emiro di Palermo, Sālim ibn Rashīd, fedele ai Fatimidi, concedeva una tregua a Taormina e ad altre fortezze del Val Demone.

La tregua finì quando l'Emiro di Sicilia, Hasan I, nel 962, pose Taormina di nuovo sotto un assedio durato per sette mesi, finito con la sua resa nel 963; le ragazze più belle furono portate all'Imam fatimide al-Muʿizz, mentre le altre furono rese schiave. Molti degli abitanti superstiti fuggirono tra le montagne circostanti.

La città venne annessa all'Emirato indipendente di Sicilia, fu ricostruita nella parte sud, laddove finiva quella greco-siceliota e romana rasa al suolo dai saraceni, e, per più un secolo, visse nella relativa concordia e tolleranza fra musulmani e cristiani. I musulmani l'abbellirono, adornandola di bei giardini e fontane, e la ribattezzarono con il nome di al-Muʿizziyya, dal laqab del quarto Imam fatimide Maʿadd, detto al-Muʿizz li-Dīn Allāh (reg. 953-975).[12]

Assedio del 1078 e nascita del Regno di Sicilia[modifica | modifica wikitesto]

Le Palazzo Duchi di San Stefano (del XIII e XIV secolo)
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Assedio di Taormina (1078).
Palazzo Corvaja (del XII e XIII)

Della città si impossessò il Gran Conte Ruggero, il quale espugnato Castronovo volge alla conquista del Val Demone, cingendo d'assedio la città, attraverso la costruzione di ben ventidue fortezze in legname: tronchi e rami formano un muro insuperabile; nondimeno, i difensori arabo-siculi dell'Emirato siciliano, ormai sgretolato, resistettero per molto tempo prima di capitolare nel 1078.

Nel 1130, la città entrò definitivamente a far parte del Regno di Sicilia fondato da re Ruggero II.

Fin dal 1272 un Giovanni Natoli Barone di Sparta, fu governatore di Taormina[13].

Quando la sede vescovile venne trasferita nella città, Taormina divenne Città Demaniale, compresa prima nella Diocesi di Troina e poi in quella di Messina.

Taormina seguì le vicende del Regno di Sicilia, sotto la Dinastia degli Svevi e poi sotto la Dinastia della Famiglia Aragona a partire dai Vespri siciliani del 1282. Nel 1410 il Parlamento Siciliano, uno dei più antichi d'Europa, svolge a Taormina la sua storica seduta, al Palazzo Corvaja alla presenza della regina Bianca di Navarra, per l'elezione del re di Sicilia, dopo la morte di Martino I detto il giovane. Nel secolo XVI, Filippo IV di Spagna (Filippo III di Sicilia) concesse alla città il privilegio di appartenere stabilmente alla Corona.

Assedio del 1675 e dominio francese[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1675, in occasione della Rivolta antispagnola di Messina, Taormina rimase fedele alla Corona di Spagna. Per tale motivo venne assediata dai francesi, alleati di Messina che la espugnarono nel settembre del 1676. Gli Orleans, francesi, non la ritenevano una città importante, tanto che per un certo periodo venne posta sotto la giurisdizione militare della vicina Savoca che poco prima si era arresa ai francesi concludendo con questi una vantaggiosa capitolazione. Nel 1678, sconfitti i francesi, Taormina ritornò sotto l'egida dell'Impero spagnolo, all'interno del quale il Regno di Sicilia era ricompreso sotto la guida di un viceré, con gli antichi privilegi

Dalla fine del XVIII secolo ai giorni nostri[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante l'occupazione del Regno di Napoli da parte delle truppe napoleoniche nel 1799, il Regno di Sicilia non venne mai invaso, mantenendosi indipendente e uscendo vincitore dalle guerre napoleoniche, per tale motivo, il re di Sicilia Ferdinando III volle ringraziare Taormina per la sua antica fedeltà ai Borbone contro i francesi. Il Re, in visita ufficiale nella fedele Taormina, in segno di riconoscimento donò al sindaco dell'epoca, Pancrazio Ciprioti, l'Isola Bella.

I Borbone, resero più facile l'accesso alla città, che, sin dai tempi dei romani, avveniva dall'angusta Consolare Valeria che si inerpicava fra le colline, tagliando il promontorio del Catrabico, realizzando così una strada litoranea che congiungeva facilmente Messina a Catania.

Da parte di molte nazioni europee e di famosi scrittori ed artisti (Goethe, Maupassant, Houel ed altri) si manifestò un interesse verso l'amenità del luogo e verso le sue bellezze archeologiche. Taormina da adesso in poi si svilupperà, divenendo luogo di residenza del turismo elitario, inizialmente proveniente soprattutto dall'Inghilterra come Florence Trevelyan (1852-1907), figlia di Edward Spencer Trevelyan (1805-1854) e di Catherine Ann Forster (1815-1877). Dopo un lunghissimo viaggio e di un ritorno in patria, Trevelyan decise di ritornare e di vivere a Taormina che trasformò radicalmente insieme al suo circondario, sposando poi Salvatore Cacciola, professore di chirurgia all'università di Bologna, sindaco di Taormina per oltre un ventennio tra alterne vicende, nonché dapprima Gran Maestro Massone ed infine illuminato teosofista.

Porta Messina (1900)
Panorama di Taormina dal teatro
Chiesa di San Giuseppe
Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria

Miss Florence Trevelyan Trevelyan dapprima aiutò i La Floresta ad ampliare gratuitamente il primo albergo di Taormina, l'Hotel Timeo, e in seguito acquistò lo scoglio di S. Stefano, trasformandolo in un paradiso terrestre soprannominato poi Isola Bella durante una discussione tra lei ed il barone tedesco e fotografo omosessuale Wilhelm von Gloeden (1856 - 1931). Comprò 87 lotti di terreno per realizzare tra il 1897 ed il 1898 il Parco che battezzò “Hallington siculo” in onore di Hallington Hall, il piccolo villaggio dove aveva vissuto, a circa due miglia a sud-ovest della città di Louth, nel Lincolnshire. Dopo la sua morte il Parco,al fine di rimanere in mano ai taorminesi e non agli inglesi,fu fatto espropriare da Cesare Acrosso, unico nipote maschio di suo marito Salvatore Cacciola, in combutta con Giovanni Colonna duca di Cesarò, al quale venne intestato con Regio Decreto Legge 528 del 18 febbraio 1923.

Dall'Inghilterra arrivò il re Edoardo VII nel 1906 e nel 1908, dalla Germania personaggi come Johann Wolfgang von Goethe, che citò Taormina nel suo Viaggio in Italia (Italienische Reise), il fotografo barone Wilhelm von Gloeden, il pittore Otto Geleng, Friedrich Nietzsche, dal 1882, che qui scrisse Così parlò Zarathustra, Richard Wagner, lo Zar Nicola I, il Kaiser Guglielmo II di Germania[14] col cugino lo Zar Nicola II, la Zarina Aleksandra Fëdorovna Romanova nipote della regina Vittoria in quanto figlia di Alice d'Inghilterra con gli amici, Ignazio Florio e Franca Florio, "la stella d'Italia" come la chiamava il Kaiser ed amica della Trevelyan, Gabriele D'Annunzio, Gustav Klimt, Sigmund Freud, Edmondo De Amicis, il granduca Paolo di Russia, il principe Jusupov Feliks con la principessa Irina, l'arciduca Mihail Pavlopic fratello dello Zar Nicola II e banchieri, magnati, aristocratici di tutto il mondo.[15]

Ben presto Taormina divenne famosa in tutto il mondo, sia per le sue bellezze paesaggistiche, per i suoi panorami, per i suoi colori, per i quadri dell'Etna innevato e fumante che declina sino al mare turchese e che fecero il giro del mondo, ma anche per la sua permissività, per la sua "trasgressione", per i suoi "dotti cenacoli", per il "mito d'Arcadia", per la sua sfrenata "dolce vita".

Lo scrittore catanese Massimo Simili descrive un periodo in cui non passava giorno che a Taormina[16] non accadesse qualcosa di "folle" grazie ai suoi estrosi e famosi frequentatori. Ciò che era permesso a Taormina creava scandalo persino nella "internazionale" Capri dove, per esempio, l'armiere tedesco Krupp aveva cercato, senza riuscirvi, di ricreare i "cenacoli taorminesi" in cui efebi locali ed ancelle erano al centro delle "scene". Krupp a Capri fu travolto dallo scandalo e pochi giorni dopo si tolse la vita per la vergogna a Brema.

Sorsero molti alberghi tutti gestiti da famiglie taorminesi. Il paese di pescatori e contadini e di benestanti borghesi si trasformò dunque in una cittadina di commercianti, albergatori, costruttori. Durante la seconda guerra mondiale fu sede del Comando tedesco della Wehrmacht, per cui il 9 luglio del 1943, giorno del patrono San Pancrazio vescovo, Taormina subì due devastanti bombardamenti degli aerei alleati che distrussero parte della zona sud e persino un'ala del famoso albergo San Domenico, in cui era in corso una riunione dell'alto comando tedesco.

Foto di gruppo dei leader del G7 al Teatro Antico

Nel 2017, la città ha ospitato il vertice internazionale del G7, nei giorni 26 e 27 maggio[17].

Città turistica internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Essendo una città turistica internazionale, molte spie inglesi durante il fascismo si erano ben camuffate e uscirono allo scoperto appena entrarono le truppe alleate. Nel dopoguerra Taormina si ingrandì senza alterare le proprie bellezze naturali, e, sino al 1968 era una città turistica prettamente invernale per un turismo ricco ed individuale, tant'è che i migliori alberghi aprivano ad ottobre e chiudevano a giugno. Era frequentata da scrittori di fama come Roger Peyrefitte, Truman Capote, André Gide, D.H. Lawrence, Salvatore Quasimodo, Tennessee Williams, la russa Anna Achmatova[18], da nobili, come Giuliana d'Olanda, dai reali di Svezia e di Danimarca, dal Presidente della Finlandia Urho Kekkonen, da personaggi illustri e famosi come Soraya, Ava Gardner, Romy Schneider, nonché Liz Taylor, Richard Burton, Dino Grandi, Willy Brandt, Greta Garbo, che svernavano per mesi negli alberghi taorminesi trascorrendo le giornate, ma soprattutto le notti, nei tipici locali notturni dell'epoca e continuando, così, quella dolce vita iniziata con la Belle Époque.

Taormina ha ispirato la denominazione di 'Toormina', un sobborgo della città australiana di Coffs Harbour.[19]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Piazza IX Aprile.
La costa di Taormina

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Extra moenia
    • Chiesa di San Pietro e Paolo, XVIII secolo, ricostruzione di tempio bizantino
    • Chiesa di Santa Maria della Rocca, 1640 circa

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Teatro greco-romano.
Piazza della Cattedrale.

Altri monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Corvaja X secolo
  • Palazzo Duchi di Santo Stefano XIII secolo
  • Casa Cipolla (raro e pregevole esempio di rinascimento siciliano) XVI secolo
  • Casa Cuseni (uno dei più importanti esempi di Arts and Crafts fuori dal Regno Unito).
  • Isola Bella
  • Stazione ferroviaria Taormina-Giardini
  • Badia vecchia, XIV secolo
  • Chiesa di Sant'Agostino sede della biblioteca comunale
  • Palazzo Ciampoli, XV secolo
  • La Villa Trevelyan Cacciola (ora Giardini Pubblici - Villa Comunale), XIX secolo

Tentative List UNESCO[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 l'Isola Bella assieme a Taormina sono state iscritte nella Tentative List UNESCO per avere il riconoscimento di sito Patrimonio dell'Umanità.[33]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[34]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo le statistiche ISTAT[35] al 1º gennaio 2017 la popolazione straniera residente nel comune era di 745 persone, pari al 7% della popolazione. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:[35]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Un elenco delle produzioni cinematografiche girate a Taormina:[36]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Il Teatro greco di Taormina è il principale palcoscenico dei grandi eventi della città

Numerose sono le manifestazioni e gli eventi che ogni anno, soprattutto nella stagione estiva, hanno sede a Taormina.

Dal 1983, gli eventi più significativi sono realizzati nell'ambito di Taormina Arte, l'istituzione culturale che cura l'organizzazione della rassegna di musica, teatro e danza. Nella programmazione rientra anche il Taormina Film Fest, il festival del Cinema di Taormina, erede della Rassegna Cinematografica di Messina e Taormina, nata nel 1960, che per un ventennio ospitò il David di Donatello. Nell'ambito del Festival del Cinema sono consegnati, al Teatro antico, i Nastri d'argento, premi conferiti dai giornalisti cinematografici. Dal 2005, Taormina Arte, organizza, ad ottobre, il Giuseppe Sinopoli Festival, rassegna dedicata al grande direttore d'orchestra, scomparso nel 2001, per anni direttore artistico di Taormina Arte. Nell'ambito di Taormina Arte, a metà giugno, ogni anno al Teatro Greco, si svolge la premiazione del Premio Internazionale di Giornalismo Taormina Media Award W.Goethe ideato e diretto da Dino Papale e che fra i giurati annovera alcuni accademici del Premio Nobel.

Dal 2010 a Taormina si svolge Taobuk (Taormina International Book Festival), che, raccogliendo la tradizione di Taormina quale capitale cosmopolita della letteratura, da anni è fucina di incontri e dibattiti, con ospiti italiani e internazionali non solo della letteratura, ma anche del cinema, della filosofia, dell'arte, della musica, della ristorazione. Dallo stesso si svolge anche Taomoda Week, settimana interazionale della moda.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Taormina è servita dall'Autostrada A18 Messina-Catania mediante lo svincolo "Taormina" e interessata dalla strada statale 114 Orientale Sicula Messina-Siracusa.

Il comune è servito dalla stazione di Taormina-Giardini, posta sulla linea ferroviaria Messina-Catania. È inoltre servito da autoservizi di linea interurbani.

La funivia Mazzarò-Taormina collega la zona costiera di Mazzarò, frazione di Taormina, con il centro della città.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
3 settembre 1988 27 maggio 1989 Nicolò Garipoli Democrazia Cristiana Sindaco [37]
4 luglio 1989 31 ottobre 1990 Nicolò Garipoli Democrazia Cristiana Sindaco [37]
23 novembre 1990 1º ottobre 1993 Achille Conti Democrazia Cristiana Sindaco [37]
1º ottobre 1993 11 ottobre 1993 Nicolò Scialabba Comm. pref. [37]
22 novembre 1993 1º dicembre 1997 Mario Bolognari - Sindaco [37]
1º dicembre 1997 28 maggio 2002 Mario Bolognari centro-sinistra Sindaco [37]
28 maggio 2002 26 gennaio 2006 Aurelio Turiano centro-destra Sindaco [37]
26 gennaio 2006 13 giugno 2006 Nicolò La Barbera Comm. pref. [37]
13 giugno 2006 29 novembre 2007 Carmelo Antonio D'Agostino centro-destra Sindaco [37]
28 dicembre 2007 17 giugno 2008 Antonino La Mattina Comm. straordinario [37]
17 giugno 2008 8 luglio 2013 Mauro Passalacqua lista civica Sindaco [37]
8 luglio 2013 11 giugno 2018 Eligio Giardina Sindaco [37]
11 giugno 2018 in carica Mario Bolognari lista civica Sindaco [37]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Taormina fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.10 (Colline litoranee di Taormina)[38].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Hanno sede nel comune le società di calcio: A.S.D. Taormina Calcio, A.S.D. Sporting Taormina, l'A.S.D. Atletico Taormina Calcio, che hanno disputato campionati dilettantistici regionali.

La società Taormina Sporting Club, fondata nel 1925, ha riscosso successi nel nuoto e nel tennis, conquistando titoli nazionali e regionali, sia individuali che societari.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati Istat 2011, su istat.it. URL consultato il 22 maggio 2014.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2020.
  3. ^ Classificazione sismica (XLS), su protezionecivile.gov.it.
  4. ^ Tabella climatica mensile e annuale (TXT), in Archivio climatico DBT, ENEA (archiviato dall'url originale il 2016 circa).
  5. ^ Tauri moeniam ha come traduzione: mura attorno al Monte Tauro.
  6. ^ Trad. Lat : "Stati Uniti"
  7. ^ Trad. Lat : "Cittadini notevoli"
  8. ^ Erroneamente tramandato, poi, come "Urbs notabilis".
  9. ^ Giovanni di Giovanni, pag. 30, 48 e 200.
  10. ^ Grazie alla presenza di numerosi sorgenti d'acqua potabile, alle cisterne ed agli acquedotti sotterranei.
  11. ^ Al quale è intestata una via di Taormina.
  12. ^ Si noti come lo stesso nome di al-Muʿizziyya fosse dato al Cairo, chiamata al-madīnat al-qāhira al-Muʿizziyya (La potente città di al-Muʿizz).
  13. ^ Antonino Mango di Casalgerardo, “Nobilario di Sicilia”, A. Reber Editore, 1912-15.
  14. ^ 1896-1897-1901-1904, 1908.
  15. ^ Papale.
  16. ^ Simili.
  17. ^ G7, Taormina pronta per il vertice: la città si trasforma in fortezza, in Repubblica.it, 25 maggio 2017. URL consultato il 25 maggio 2017.
  18. ^ Ai quali venne assegnato anche il Premio Letterario Etna-Taormina, di gran prestigio a quel tempo.
  19. ^ (EN) A Village to Make Us Proud, su questia, Cengage Learning, 18 luglio 2012. URL consultato il 27 maggio 2017.
  20. ^ a b Abate Francesco Sacco, Dizionario geografico del Regno di Sicilia, Palermo, Reale Stamperia, 1800, p. 259.
  21. ^ Giovanni di Giovanni, pag. 202 e 227.
  22. ^ Giovanni di Giovanni, pp. 232.
  23. ^ Giovanni di Giovanni, pag. 234.
  24. ^ a b Giovanni di Giovanni, pag. 236.
  25. ^ Giovanni di Giovanni, pag. 238.
  26. ^ Giovanni di Giovanni, pag. 237, contestuale fondazione dei conventi di Vizzini, Taormina e Militello in Val di Catania.
  27. ^ Giovanni di Giovanni, pag. 207 e 239.
  28. ^ Giovanni di Giovanni, pag. 242.
  29. ^ Giovanni di Giovanni, pag. 240 e 241.
  30. ^ Giovanni di Giovanni, pag. 263.
  31. ^ Giovanni di Giovanni, pag. 201.
  32. ^ Abate Francesco Sacco, Dizionario geografico del Regno di Sicilia, Palermo, Reale Stamperia, 1800, p. 258.
  33. ^ (EN) UNESCO World Heritage Centre, Taormina and Isola Bella - UNESCO World Heritage Centre, su whc.unesco.org. URL consultato l'8 marzo 2017.
  34. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  35. ^ a b Cittadini Stranieri. Popolazione residente e bilancio demografico al 31 dicembre 2016
  36. ^ Panzera, Pinto
  37. ^ a b c d e f g h i j k l m http://amministratori.interno.it/
  38. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, su gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 22 maggio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN139547239 · LCCN (ENn79145882 · GND (DE4059040-9 · BNF (FRcb122076124 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n79145882
Sicilia Portale Sicilia: accedi alle voci di Wikipedia che parlano della Sicilia