Nizza di Sicilia

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Nizza di Sicilia
comune
Nizza di Sicilia – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitana Provincia di Messina-Stemma.png Messina
Amministrazione
Sindaco Pietro Briguglio (lista civica "Porte aperte ai sogni") dall'11/06/2017
Data di istituzione 3 dicembre 1948
Territorio
Coordinate 37°59′41″N 15°24′46″E / 37.994722°N 15.412778°E37.994722; 15.412778 (Nizza di Sicilia)Coordinate: 37°59′41″N 15°24′46″E / 37.994722°N 15.412778°E37.994722; 15.412778 (Nizza di Sicilia)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 13,42[1] km²
Abitanti 3 764[2] (30-11-2011)
Densità 280,48 ab./km²
Comuni confinanti Alì Terme, Fiumedinisi, Mandanici, Roccalumera
Altre informazioni
Cod. postale 98026
Prefisso 0942
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 083061
Cod. catastale F901
Targa ME
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti nizzardi
Patrono Santa Maria Assunta, San Giuseppe
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Nizza di Sicilia
Nizza di Sicilia
Nizza di Sicilia – Mappa
Posizione del comune di Nizza di Sicilia all'interno della Città metropolitana di Messina
Sito istituzionale

Nizza di Sicilia (Nizza i Sicilia in siciliano) è un comune italiano di 3.764 abitanti della Città metropolitana di Messina in Sicilia.

In passato si chiamava San Ferdinando.

È un comune topologicamente non connesso, essendo costituito da due parti tra loro separate da un altro comune ma connesse amministrativamente. Una parte del comune è distribuita lungo un tratto di costa l'altra, poco distante, è situata nell'entroterra.

I Santi Patroni - aeque principales - della cittadina nizzarda sono Santa Maria Assunta e San Giuseppe, le relative feste patronali si svolgono il 15 agosto e il 19 marzo. Ogni 8 dicembre, inoltre, ha luogo la festa dell'Immacolata, Protettrice dei pescatori.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Periodo antico[modifica | modifica wikitesto]

Tamaricium Palmarum – La sede di questo sito è abbastanza controversa così come incerto è il toponimo. Tamaritio Palmarum o Palma Tamerici o Tamaricium Palmarum, identificata da diversi autori con Phoinix, località in cui secondo Appiano Alessandrino pernottò l'esercito di Pompeo prima della battaglia navale contro Ottaviano nel 36 a.C., viene situata da diversi autori lungo una fascia piuttosto estesa della riviera jonica messinese compresa tra Sant'Alessio Siculo ed Alì Terme, denominata un po' da tutti gli studiosi "costa tamariciana". Secondo Cluverio, però il sito potrebbe localizzarsi "ad Nisi ostium" quindi alla foce del torrente Fiumedinisi, in base a quanto è riportato negli "Itineraria" di Antonino Pio (III secolo d.C.), che lo posizionano a 20 000 passi da Messina e 15 000 passi da "Per Tauromenion Naxo". Questo territorio fu attraversato dalla strada Consolare Valeria e quindi percorso da viaggiatori almeno fin dai tempi dei romani come tra l'altro testimonia il ritrovamento sulla spiaggia di monete risalenti a quel periodo. È doveroso puntualizzare che, sulla localizzazione di Phoinix, non appare condivisibile la teoria di Filippo Cluverio. Infatti, tutti gli studiosi sono concordi nell'affermare che Phoinix era sita un po' più a sud dell'attuale territorio di Nizza di Sicilia, e cioè nei pressi degli attuali comuni di Santa Teresa di Riva e Furci Siculo. Al Igiasah o Al Iggasah ("il susino" secondo Michele Amari; o "la pera" dall'arabo "I-gasa") dovrebbe essere il nome della odierna Nizza di Sicilia. Michele Amari, nel tradurre il lavoro del geografo arabo Idrisi, identifica questa località con Marina di Fiumedinisi. Cognomi come Elemicch, denominazioni come quartiere dei Saraceni, che deriva il suo nome dalla Via Saraceni, oggi via Medici e quartiere dei Beduini, situato a ridosso del torrente Fiumedinisi, lasciano supporre che in questa località vivesse un gruppo di Arabi.

Periodo recente[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 maggio 1392, re Martino e la regina Maria, concedono il casale e il castello di Fiumedinisi a Tommaso Romano Colonna per aver ridotto alla loro ubbidienza la città di Messina. Questi, per i servigi resi alla Corona, possiederà anche il territorio che va dal torrente Fiumedinisi a S. Alessio. Egli cedette fin dal 1408 al figlio Filippo la baronia di Fiumedinisi che comprende il territorio tra il torrente omonimo e l'odierno torrente Allume. Il tratto di riviera compreso tra questi due torrenti è la cosiddetta marina di Fiumedinisi Questa manterrà il nome fino al 1613, anno in cui la vedova di Antonino Romano Colonna, duca di Fiumedinisi sposa Giovanni La Rocca, proprietario di Lumera o Allumera. Con tale matrimonio quella parte della marina di Fiumedinisi che si estende all'odierno castello d'Alcontres al torrente Allume diventa Marina di Roccalumera. La parte invece che va dal castello al torrente Fiumedinisi manterrà ancora per oltre 200 anni la denominazione di Marina di Fiumedinisi.

San Ferdinando – in seguito alla petizione di un centinaio di cittadini delle due Marine, capeggiati da don Emmanuele (sic) Iterdonato, Ferdinando II di Borbone emana il Real Decreto n. 1405 del 18 dicembre 1849 col quale riunisce le due Marine sotto il nome di San Ferdinando. Il nuovo comune riceverà da Fiumedinisi 241 ettari del terreno boschivo, che assumerà e manterrà il nome di bosco di San Ferdinando.

Nizza di Sicilia – con R.D. 1218 del 12 maggio 1863, emanato dal re d'Italia Vittorio Emanuele II, San Ferdinando cambia nome e diventa Nizza di Sicilia in onore dell'Eroe dei due Mondi Giuseppe Garibaldi, il quale già l'aveva così chiamata nel 1860 in una sua ricevuta rilasciata a una delegazione di sanferdinandesi, che gli aveva consegnato un contributo in denaro per la causa nazionale. Nel 1929, in seguito al R.D. 655 del 28 marzo, Nizza diventa frazione di Roccalumera e lo sarà fino al 3 dicembre 1948, data in cui riacquista la sua autonomia grazie alla Legge Regionale Siciliana n. 42.

Sul territorio comunale opera la Parrocchia Santa Maria Assunta e San Giuseppe, nata nel 1984 dall'unificazione delle due parrocchie preesistenti. Dallo stesso anno l'Assunta e San Giuseppe sono i Santi Patroni aeque principales della cittadina nizzarda. Oltre alle loro chiese, sul suolo nizzardo sorgono anche le chiese filiali di San Giovanni Battista e San Francesco di Paola.

La Chiesa di Santa Maria Assunta[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa dell'Assunta (Nizza di Sicilia).
Sacra effigie dell'Assunta, Patrona aeque principalis di Nizza di Sicilia.

Il culto dell'Assunta sul territorio nizzardo risale già ai primi anni dell'800, quando la festività del giorno di ferragosto era la festa estiva dell'Arcipretura di Allume, che prevedeva un pellegrinaggio da Allume - passando per l'odierno quartiere Casapinta- fino al torrente Landro di Nizza, dove veniva allestito un altarino. Negli anni crebbe la devozione e nel 1892 fu eretta la prima chiesa in onore dell'Assunta, per volontà degli abitanti del quartiere Landro-Casapinta, grazie al loro contributo in denaro e al lavoro prestato gratuitamente; fu, dunque, chiesa minore proprio alle dipendenze dell'Arcipretura di Allume, fino alla sua erezione a parrocchia avvenuta il 25 marzo 1943. Essendo poco capiente, essa fu abbandonata e sostituita con una seconda chiesa, più grande della precedente, costruita sul terreno antistante (29 giugno 1957). Questa però mostrò ben presto difetti di stabilità, per cui venne demolita e ricostruita sullo stesso luogo; fu inaugurata nel luglio 1983 e dedicata il 15 giugno 1995 con il titolo di "Santa Maria Assunta".

La nuova chiesa, oltre all'artistica vetrata appositamente realizzata,ai preziosi mosaici, al simulacro ligneo del Sacro Cuore di Gesù realizzato da Ferdinand Stuflesser e alle altre statue, contiene anche il pregiato simulacro dell'Assunta in legno di Ortisei realizzato dallo scultore Luigi Santifaller e arrivato a Nizza nel 1954, a 4 anni dalla solenne proclamazione del dogma dell'Assunzione di Maria S.S. in Cielo da parte di Pio XII il 1º novembre 1950.

La statua, che sostituì la precedente di cartapesta, fu realizzata dall'artista sul modello di quella già realizzata per la Parrocchia "San Rufino" di Mondragone, di cui volle migliorare i lineamenti e le decorazioni del manto. Nel 2012 il simulacro è stato sottoposto ad un certosino lavoro di restauro, ad opera del maestro restauratore catanese Ignazio Lo Faro, che ha riportato la statua al suo antico splendore.

La Chiesa è sede, ogni anno, della Solenne Festa Patronale in onore dell'Assunta, con il rosario cantato che accompagna tutto il novenario, le diverse manifestazioni esterne organizzate di anno in anno e la processione del venerato simulacro ligneo della Patrona (aeque principalis) - adornata dai preziosi ori votivi - e della reliquia del Sepolcro della Vergine per le strade cittadine.

È sede anche del novenario e dei festeggiamenti liturgici in onore del Sacro Cuore di Gesù.

La Chiesa di San Giuseppe[modifica | modifica wikitesto]

Statua di San Giuseppe, Patrono aeque principalis di Nizza di Sicilia.

Sorse come cappella privata dei Principi d'Alcontres. Francesco Romeo in un suo manoscritto del 12 ottobre 1942 scrive di ricordare lo stemma dei d'Alcontres sull'arco maggiore di essa e la tribuna esistente presso l'altare maggiore in diretta comunicazione con l'abitazione del principe. Fu eretta a cappellania curata con giurisdizione limitata e alle dipendenze dell'Arcipretura di Allume. Danneggiata gravemente dal terremoto del 1908, fu riedificata dall'Arcivescovo di Messina Angelo Pajno. Divenne parrocchia il 26 luglio 1921, mentre ancora era inagibile (i lavori di ricostruzione vennero infatti iniziati il 12 marzo 1925). È sede, ogni anno, della festa liturgica in onore del Santo, patrono aeque principalis della cittadina, con il novenario di preparazione e le sante Messe del giorno festivo.

Le altre chiese[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Giovanni Battista[modifica | modifica wikitesto]

Statua dell'Immacolata e interno della Chiesa di San Giovanni.

Eretta nel XVII secolo, dopo la formazione delle due Marine di Roccalumera e di Fiumedinisi, per il solo uso degli abitanti della Marina di Fiumedinisi, è chiesa filiale della parrocchia "Santa Maria Assunta e San Giuseppe". In essa sono custoditi un dipinto raffigurante S. Giovanni, realizzato dal pittore Giuseppe Bonsignore nel 1843, una statua di legno dello stesso Santo, una tavola raffigurante la Madonna con i SS. Pietro e Paolo datata 1587, una tela raffigurante il Cristo in Croce e un'altra raffigurante la Madonna, un fonte battesimale marmoreo sul cui basamento è scritto “Pietro Gambaroto, tesorero, 1720, una mezza epigrafe su lastra di marmo che fa riferimento alla marina di Fiumedinisi, appesa in sacrestia, la tomba della famiglia De Gregorio; In essa ogni anno (24 giugno) si celebra la festa liturgica di S. Giovanni, in ricorrenza della quale ha luogo la tradizionale fiera omonima del 22 giugno. La Chiesa è sede anche della festa in onore dell'Immacolata, protettrice dei pescatori, che si celebra annualmente l'8 dicembre - si conclude con la rappresentazione di “u Sciccareddu sarbaggiu” davanti alla chiesa - e con cadenza quinquennale (2002-2007-2012) ad agosto, con la processione a mare. All'Immacolata è dedicato un canto dialettale.

Chiesa di San Francesco di Paola[modifica | modifica wikitesto]

Risalente al 1733, è chiesa filiale della parrocchia "Santa Maria Assunta e San Giuseppe". Sorse come cappella del convento dei frati Paolotti e grazie alla munificenza del Principe D'Alcontres (fino al terremoto del 1908 pare esistesse sulla porta della chiesa lo stemma dei D'Alcontres). Nel 1866 con la legge n. 3036 dell'8 luglio anche la corporazione religiosa dei Paolotti venne soppressa, quindi il convento insieme alla chiesetta divenne proprietà dello stato italiano. Il comune di Nizza, che elesse a sede municipale proprio il convento, gestì la chiesa, la arredò e vi fece celebrare la messa da un religioso. In ottemperanza ai Patti Lateranensi del 7 giugno 1929, essa ritornò di proprietà della Chiesa. Essa, insieme alle chiese di S. Giuseppe e di Santa Maria Assunta, fu sotto la giurisdizione dell'Arcipretura di Allume, almeno fino al 26 luglio 1921, data in cui la S. Giuseppe diventò parrocchia con giurisdizione su di essa e sulla chiesa S. Giovanni. Nella chiesa S. Francesco, esposto sull'altare maggiore, si trovava un dipinto settecentesco del Santo (posteriormente porta la data del 2 febbraio 1794), che nel 1919 fu ceduto in custodia alla Sovrintendenza ai Beni Culturali di Messina, in quanto non era ben protetto in una chiesa adibita a ricovero di truppe e animali. Il quadro ancora oggi è conservato nel Museo di Messina. Nella chiesa oggi si trova un S. Francesco dipinto dal pittore Parmigiani. Nella nicchia sopra l'architrave del portale esisteva un S. Francesco di pietra, coevo alla chiesa e trafugato nel febbraio 1986 dopo i lavori di restauro della stessa. Oggi è sostituito con un S. Francesco di argilla. Sono introvabili altri due dipinti: una tela di metà Settecento raffigurante i SS. Pietro e Paolo e un'altra del 1814 dipinta da Nicolò Mazzagatti raffigurante il Cristo morto con la Maddalena che gli bacia la mano.

Il Castello D'Alcontres[modifica | modifica wikitesto]

Resti del Castello D'Alcontres.

Costruito nei primi anni del XVI secolo, il Castello appartenne ai Signori di Fiumedinisi prima di diventare proprietà dei La Rocca, principi D'Alcontres. La struttura dell'edificio presentava due corpi merlati più sporgenti verso il mare, rispetto al resto della costruzione. Uno di questi corpi merlati presentava anche una garitta. Oggi si possono ammirare solo le parti del Castello che comprendono la gradinata, la cappella di famiglia, rappresentata dalla chiesa di San Giuseppe, la porta principale e uno dei due corpi merlati. Il 6 Agosto 2016 il comune di Nizza ha celebrato il 350 Anniversario della costruzione del castello con un corteo storico con picchetto armato, giocolieri, mangiafuoco ed esibizione degli sbandieratori e musici del rione Panzera di Motta S. Anastasia.

Il Museo del Risorgimento[modifica | modifica wikitesto]

La storia di Nizza di Sicilia, piccolo comune della Riviera Jonica messinese quasi equidistante dalle più conosciute città di Messina e di Taormina, tramanda le epiche gesta del col. Giovanni Interdonato, patriota e garibaldino, sindaco, possidente e produttore dell'omonimo “limone speciale”, molto apprezzato dagli inglesi. Lo inquadra come figura di riferimento per i rivoltosi che parteciparono ai moti antiborbonici del 1848-49 e per i siciliani che combatterono al fianco di Giuseppe Garibaldi nel 1860.

L'Amministrazione nizzarda, per ricordare questo suo intervento a favore dell'Unità d'Italia, e quello di diversi suoi parenti e amici, tra cui il fratello Stefano, il farmacista Nicolò Balsamà, il cugino avv. Giovanni Interdonato, il marchesino Pietro Mauro, e tanti altri, ha allestito e inaugurato il primo agosto 2010 un museo nell'ottocentesco palazzo Parisi-De Luca, acquistato e restaurato con fondi europei. In esso custodisce ed espone armi e cimeli, documenti, bandi, proclami, monete medaglie, lettere, testimonianza di una scuola primaria pubblica gratuita inaugurata sotto il regno borbonico, dipinti, stampe, che ripropongono momenti e personaggi del Risorgimento. L'edificio che ha il suo ingresso principale al n. 192 di via Umberto I, risale alla fine dell'Ottocento ed è un esempio di quell'architettura tardo-neoclassica che in Sicilia si ispira agli insegnamenti dell'architetto palermitano Giuseppe Venanzio Marvuglia (Palermo 1729-1814). Il suo prospetto principale, rivolto a nord-ovest, rivela una composta successione su due livelli di porte finestre e balconi che con la loro uniformità valorizzano le due aperture centrali, la cui importanza viene svelata dalla cornice del portone principale formata da paraste in marmo scanalato che sorreggono i capitelli e quindi l'arco a tutto sesto e del balcone sovrastante sormontato da un timpano incorniciato da un frontone a sime continue. L'importanza degli elementi centrali è ancor più evidenziata da un bugnato liscio, che si ripete ai lati della facciata. Le mensole dei balconi e degli architravi sono abbellite da foglie di acanto. Il Museo del risorgimento è ospitato al primo piano, in due ale suddivise complessivamente in 9 salette espositive impreziosite da affreschi e decorazioni sulle volte a schifo. L'ala sinistra è composta dalle salette Garibaldi, Interdonato, della Bandiera, delle armi (che espone anche monete e medaglie); l'ala desta comprende invece documenti e una libreria con testi a tematiche risorgimentali. I reperti sono di proprietà del Comune di Nizza di Sicilia e in parte sono il frutto di acquisti e donazioni di privati. Alcuni dipinti e armi sono concessi in esposizione dai proprietari per un tempo limitato.

Persone legate a Nizza di Sicilia[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1º luglio 1988 8 giugno 1993 Giuseppe Di Tommaso Democrazia Cristiana Sindaco [4]
8 giugno 1993 1º dicembre 1997 Giuseppe Di Tommaso - Sindaco [4]
1º dicembre 1997 28 maggio 2002 Giuseppe Di Tommaso - Sindaco [4]
28 maggio 2002 15 maggio 2007 Carmelo Rasconà lista civica Sindaco [4]
16 maggio 2007 8 maggio 2012 Giuseppe Di Tommaso lista civica Sindaco [4]
8 maggio 2012 11 giugno 2017 Giuseppe Di Tommaso Sindaco [4]
11 giugno 2017 in carica Piero Briguglio Sindaco [4]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Nizza di Sicilia fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.6 (Montagna litoranea dei Peloritani)[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati Istat 2011, istat.it. URL consultato il 22 maggio 2014.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2011.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/
  5. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 21 maggio 2014.

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