Barcellona Pozzo di Gotto

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Barcellona Pozzo di Gotto
comune
Barcellona Pozzo di Gotto – Stemma Barcellona Pozzo di Gotto – Bandiera
Barcellona Pozzo di Gotto – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Messina-Stemma.png Messina
Amministrazione
Sindaco Roberto Materia (coalizione di liste civiche) dal 15-6-2015
Territorio
Coordinate 38°09′N 15°13′E / 38.15°N 15.216667°E38.15; 15.216667 (Barcellona Pozzo di Gotto)Coordinate: 38°09′N 15°13′E / 38.15°N 15.216667°E38.15; 15.216667 (Barcellona Pozzo di Gotto)
Altitudine 60 m s.l.m.
Superficie 59,14[1] km²
Abitanti 41 544[2] (31-05-2016)
Densità 702,47 ab./km²
Frazioni Acquacalda, Acquaficara, Calderà, Cannistrà, Centineo, Femminamorta, Gala, Migliardo, Oreto, Portosalvo, San Paolo, Sant'Antonino, Sant'Antonio, Santa Venera
Comuni confinanti Castroreale, Merì, Milazzo, Santa Lucia del Mela, Terme Vigliatore
Altre informazioni
Cod. postale 98051
Prefisso 090
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 083005
Cod. catastale A638
Targa ME
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti barcellonesi
Patrono san Sebastiano
Giorno festivo 20 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Barcellona Pozzo di Gotto
Barcellona Pozzo di Gotto
Posizione del comune di Barcellona Pozzo di Gotto nella città metropolitana di Messina
Posizione del comune di Barcellona Pozzo di Gotto nella città metropolitana di Messina
Sito istituzionale

Barcellona Pozzo di Gotto (Baccialona Pizzaottu in siciliano, Baccialona o Baccellona in dialetto messinese) è un comune italiano di 41 544 abitanti[2] della città metropolitana di Messina in Sicilia.[3]

È il comune più popoloso della città metropolitana dopo Messina.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Barcellona Pozzo di Gotto è esteso circa 58,89 km², molto densamente popolato e ricco, è delimitato da quattro confini naturali: a nord-ovest il mare Tirreno; a nord-est il torrente Mela; a sud-est il versante tirrenico dello spartiacque dei Peloritani; a sud-ovest il torrente Termini o Patrì. Questi limiti coincidono quasi con quelli amministrativi. Infatti Barcellona Pozzo di Gotto confina a nord-est con i comuni di Milazzo, Merì e Santa Lucia del Mela; a sud-ovest con i comuni di Terme Vigliatore e di Castroreale; a sud-est lungo il versante montuoso, il confine del territorio di Castroreale si affianca a quello di Santa Lucia del Mela. L'orografia del territorio comunale è molto varia: dal livello del mare si sale fino a quota 1.180 m, con pendenze che iniziano dallo 0 al 5% per passare, nella fascia collinare, tra il 20 e il 40% e finire sul crinale dei Peloritani con pendenze anche superiori al 40%. Le emergenze altimetricamente più significative sono la Rocca (m. 762), il Pizzo Tribodo (m. 797), e il Colle del Re (m. 1.180).

Il Colle del Re

I corsi d'acqua che attraversano il territorio sono, oltre ai citati torrenti Mela e Termini, quelli del Longano e dell'Idria che hanno un regime a carattere torrentizio e quindi normalmente con portate modeste che tuttavia divengono impetuose nei periodi di maggiore piovosità. Il Longano[4], in particolare, separa Barcellona e Pozzo di Gotto ed ha dato vita alla piana alluvionale di Barcellona; il suo greto, confinato entro la stretta arginatura borbonica, in passato raggiungeva una larghezza chilometrica con una portata notevole e frequenti allagamenti dei territori circostanti tanto che ancora l'11 dicembre 2008 e il 2 novembre 2010, la forza delle acque ruppe gli argini in più punti.

Di particolare forza distruttiva è stata l'alluvione che ha colpito la cittadina il giorno 22/11/11 una pioggia battente di straordinaria intensità ha fatto straripare il Longano in più punti; il fiume ha trascinato con sé alberi e macchine, la furia dell'acqua ha causato inoltre il crollo di un ponte in località Calderà provocando pesanti ripercussione alla viabilità in quella zona. In seguito a questi eventi si sono succedute numerose iniziative di volontariato, messe in atto dai giovani Barcellonesi, e non, al fine di ripristinare la normalità nel più breve lasso di tempo possibile.

L'area territoriale del comune di Barcellona Pozzo di Gotto è interessata da sistemi di faglie manifeste o sotto le coperture alluvionali costiere. Dal punto di vista agricolo, la porzione di territorio a carattere pianeggiante è la più fertile e viene sfruttata con attività agricole più moderne e redditizie. Comunque, su tutto il territorio, i comparti individuabili sono l'orticoltura, l'agrumicoltura, l'olivicoltura, la viticoltura, il bosco, il pascolo, il seminativo e il vivaio a dimora fissa. Barcellona Pozzo di Gotto è servita dallo svincolo dell'autostrada A20 ME-PA che le consente un rapido collegamento con Messina a circa 39,00 km e con Palermo, che dista circa 190 km. Tutto il centro abitato è attraversato dalla S.S. 113. Altra via di collegamento è la ferrovia Messina-Palermo che, insieme alla relativa stazione, è stata spostata a valle in posizione decentrata rispetto al centro urbano. Il comune di Barcellona Pozzo di Gotto, oltre che dal grande centro urbano, è formato da una serie di frazioni che nel tempo hanno assunto una certa importanza. Le più importanti sono:

  • La Gala, S. Paolo e Cannistrà, limitrofe tra loro, ubicate tra m. 160 e m. 260 s.l.m. e raggiungibili dal centro urbano attraverso le SS.PP. Barcellona-S. Paolo, S. Paolo-Cannistrà e S. Paolo-La Gala;
  • Acquaficara, ubicata a circa m. 160 s.l.m. è collegata al centro urbano dalla S.P. Barcellona-Castroreale;
  • Centineo e Portosalvo, vicine fra loro e ubicate tra m. 60 e m. 100 s.l.m. sono raggiungibili attraverso la S.P. Barcellona-Centineo-Portosalvo;
  • Femminamorta, a m. 150 s.l.m. collegata al centro urbano con la S.P. Barcellona-Femminamorta;
  • Migliardo, è la frazione posta a maggior altitudine, fra i 500 e 550 m s.l.m. e collegata attraverso la S.P.Barcellona S. Paolo-Gala;
  • Acquacalda, posta nelle vicinanze del tracciato autostradale e raggiungibile attraverso la via S. Andrea-Acquacalda;
  • Oreto, (m. 46 s.l.m.) posta lungo la S.S. 113;
  • S. Venera, a circa m. 82 s.l.m. è collegata dalla via destra Longano;
Monumento alla Medaglia d'Oro al valor civile Pasquale Simone Neri sul lungomare di Barcellona Pozzo di Gotto
  • Calderà, frazione costiera lungo la strada litoranea.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Municipio di Barcellona Pozzo di Gotto. Palazzo Longano.
ECCE HOMO di Barcellona.
Panorama di Barcellona Pozzo di Gotto.

Etimologia dei nomi[modifica | modifica wikitesto]

Premessa[modifica | modifica wikitesto]

Implicazioni con la casata Altavilla.

Implicazioni con la casata Aragona.

Origini dei nomi[modifica | modifica wikitesto]

Al viaggiatore attento non può sfuggire la somiglianza tra la posizione geografica della città catalana e quella della cittadina tirrenica. È questa l'ipotesi più accreditabile che trova le sue radici nella dominazione della Corona d'Aragona (1282 – 1516) e poi nella storia della Sicilia spagnola (1516 – 1713) quando l'isola per quasi cinque secoli è sottoposta all'influenza Iberica, confluendo unitamente al Regno di Napoli sotto la giurisdizione della Corona di Spagna, note in tempi successivi come dominazioni aragonese e spagnola. La stessa analogia hanno ravvisato i primi conquistatori provenienti dalla Contea d'Aragona e dalla Contea di Barcellona.

La città catalana, digradante sulle lievi e spoglie propaggini terminali dei Pirenei e affacciata a meridione sul Mediterraneo, per contro, la seconda è adagiata in pianura che declina a settentrione a ridosso dei rilievi collinari e verdissimi della catena dei Peloritani, si affaccia sul golfo di Patti nel mar Tirreno nella parte prospiciente le isole Eolie in una porzione di costa compresa tra la penisola di Milazzo a oriente e il promontorio di Tindari a occidente. Il nucleo più antico della cittadina si identifica in Pozzo di Gotto[5], deve il suo nome alla realizzazione di un pozzo per uso irriguo nelle terre coltivate ubicate tra il torrente Idria e il Longano, appartenenti al messinese Nicolò Goto come descritto in latino volgare in un documento datato 1463: “ … Nicolao de Gotho, … , in quo Puzzo de Gotho …”.

Nicolò Gotho è l'artefice della costruzione del Castello dei Gotho di Santo Stefano di Briga, figlio primogenito di Leonardo Gotho barone della Floresta, possessore delle terre di Santo Stefano di Brica, della baronia della Floresta, della quale prese investitura nel 1464, proprietario altresì di appezzamenti nella piana di Milazzo e di Castroreale dei quali è designato Capitano. Membro del Senato di Messina negli anni 1478 - 1480, sposato con Eleonora Balsamo messinese. Il suo testamento, pubblicato dal Notaro Giacomo Donato, è del 22 agosto 1488.

Nel 1571 i Pozzogottesi ottengono dalla Gran Corte Arcivescovile di Messina l'autorizzazione a eleggere il loro Cappellano di stanza a San Vito senza più dipendere dall'Arcipretura di Milazzo. Ottenuto il riconoscimento, è avanzata la richiesta di riscatto alla Corte di Madrid contro il potere vessatorio di Milazzo alla cui giurisdizione Pozzo di Gotto dipendeva politicamente e fisicamente costituendone una lontana frazione, vincolo che sarà definitivamente interrotto il 22 maggio 1639 e sancito con regio decreto del Viceré e cardinale Giannettino Doria sotto il regno di Filippo IV di Spagna (altrimenti noto come Filippo III di Sicilia), assume il titolo "'Libera et Realis Civitas Putei de Gotho".

  • Il rappresentante cittadino occupa l'ultimo posto nei «Parlamenti Generali del Regno».

La frazione a occidente del torrente Longano a sua volta dipendeva dalla giurisdizione di Castroreale e aveva già seguito l'esempio della comunità vicina ribellandosi ai giurati castrensi facendo riconoscere in campo ecclesiale la propria indipendenza. Atti notarili risalenti al 1522 in Castroreale riportano la denominazione della contrada o casale di "Barsalona", nome da attribuire verosimilmente alla presenza nei libri battesimali di Pozzo di Gotto del nominativo di "Graziosa Barsalona", per contro è avvalorata la tesi che il nome alla località sia stato attribuito dai dominatori iberici avendo ravvisato la notevole similitudine dei due territori.

Sul finire del XVIII secolo viaggiatori, geografi, storiografi, commentatori spesso riportano i toponimi di "Barsalona" e "Barcellonetta".[6][7][8]

L'autonomia del casale di Barcellona è deliberata dal Parlamento Siciliano, riconosciuta dal Re il 15 maggio 1815 e ratificata in Vienna il 28 febbraio 1823 da Re Ferdinando I delle Due Sicilie. L'unione amministrativa decretata il 5 gennaio 1835 entra in vigore il 1º giugno 1836 per volere di Re Ferdinando II delle Due Sicilie, decide che il nuovo comune formato dalla fusione delle due antiche contrade porti il nome completo di Barcellona Pozzo di Gotto. Sono scartate dal Re tutte le opzioni di nomi avanzate derivate dalla parola "Longano", riscuotendo l'apprezzamento unanime, per contro, la benevolenza iniziale si trasformerà in odio e rancore nei confronti del monarca in seguito alle azioni criminali intraprese in tutta la provincia, in particolar modo a Milazzo e Messina, che gli valsero l'appellativo di "Re Bomba". La città appena costituita, i "barcellonesi" e i "pozzogottesi" ricoprirono un ruolo determinante con notevoli contributi per la cacciata definitiva dei Borboni dalla provincia e dalla Sicilia intera, sempre fattivi in tutte le vicende inserite nel processo d'unificazione del costituendo Regno d'Italia.

Altra ipotesi sull'origine del nome è il trasferimento in Sicilia della ricca famiglia barcellonese dei Crinò, commercianti di spugne, costretti alla fuga a causa dei contrasti con i turchi. Questi giunsero in Sicilia intorno al 1481 con delle imbarcazioni fornite dalla Regina di Spagna e si stabilirono proprio nella zona in cui sorge ora il comune di Barcellona Pozzo di Gotto.

Storia antica[modifica | modifica wikitesto]

Nell'area corrispondente al territorio comunale sono stati rinvenuti i seguenti insediamenti:

  • Insediamento e Necropoli collocabile all'età del bronzo e del ferro in località Maloto.
  • Insediamento e Necropoli attestabile intorno al X secolo a.C. in località Pizzo Lando.[9]
  • Insediamento e Necropoli di epoca greca o ellenistica valutabile all'VIII secolo a.C. in località Oliveto.
  • Insediamento e Necropoli Sicano Greco stimabile intorno al VI e V secolo a.C. in località Sant'Onofrio.
  • 265 a.C. Battaglia del Longano tra l'esercito di Ierone (Gerone II) di Siracusa ed i Mamertini al comando del condottiero Cione. Per l'esatta attribuzione del luogo in mancanza di resti identificabili causa eventi sismici o alluvioni o deviazioni di corsi d'acqua, esistono diverse ipotesi che collocano l'evento lungo i corsi dei torrenti limitrofi del "Mela" o del "Patrì"; altre in prossimità delle mitiche città: "Longane" (Rodì Milici) o "Abacena" (Abaceno o Abàcano (latino Abacaena o Abacaenum, greco Abakainon) nei pressi dell'odierna Tripi), insediamenti comunque legati al medesimo conflitto.

Storia moderna[modifica | modifica wikitesto]

Storia contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

  • 1943. 15 agosto. Bombardamento angloamericano causa 74 vittime. Le incursioni aeree spaziano dal 2, 12, 13, 14 e 15 agosto al 23 settembre quando il 525º Squadrone dell'86º Gruppo Cacciabombardieri si trasferisce con gli A-36 da Barcellona al campo di aviazione del Sele. Negli stessi giorni e medesime incursioni, drammatici per la costa tirrenica siciliana e località montane, furono colpiti obiettivi strategici e i centri di: Adrano, Capo Calavà, Falcone, Fiumefreddo, Gesso, Linguaglossa, Maletto, Messina, Milazzo, Novara di Sicilia, Patti, Piedimonte, Randazzo, Reggio Calabria, Scaletta, Spadafora, Taormina.[13]
  • 1967. 31 maggio. Un incendio danneggia il Teatro Mandanici.
  • 1969. 15 giugno. Scontro frontale tra due treni nella Galleria Sant'Antonio, sulla linea Messina-Palermo che a quei tempi era a binario unico. 7 morti. Il gonfalone municipale sarà fregiato di una medaglia d'argento per lo spirito di sacrificio dimostrato dalla popolazione durante le operazioni di soccorso.
  • 1991. 30 novembre. Viene inaugurata la nuova stazione ferroviaria, che sostituisce quella inaugurata nel 1890 sul vecchio tracciato Palermo-Messina.
  • 2008. 11 dicembre. Alluvione torrente Longano. Sono stati registrati 320 mm di pioggia a Castroreale e 254 mm a Barcellona.
  • 2011. 22 novembre. Alluvione ed esondazione del torrente Longano e torrente Idria. L'evento meteorologico interessa anche il territorio di Milazzo e la frazione di Calderà con l'esondazione del torrente Mela. Nella cittadina di Saponara frane fangose causano 3 vittime. La pioggia è caduta incessantemente per 11 ore, dalle prime ore del giorno fino alle 15:00, con quantitativi cumulati di 351 mm a Castroreale (record storico giornaliero, per quel comune) e di 208 mm a Barcellona.
  • 2015. 10 ottobre. Alluvione torrente Mela.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La fontana nella piazza della Basilica di San Sebastiano Longano e Idria dello scultore Francesco De Francesco
La nuova Basilica minore di San Sebastiano, ricostruita in luogo diverso da quello originario e inaugurata il 25 marzo 1936 da mons. Angelo Pajno
  • Grotta di Santa Venera, feudo dei Basiliani, Tempio rupestre a pianta quadrata e cupola ottagonale. Di derivazione armena - bizantina del VII – VIII secolo.[14]

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

Queste sono alcune delle chiese più importanti di Barcellona Pozzo di Gotto:

Elenco luoghi di culto

  • XIX secolo, Chiesa di San Rocco, frazione di Calderà.
  • Cappella Pagliuca, località Spinesante.
  • Cappella Picardi, località Cantoni.
  • Cappella privata Nunziatella, quartiere Fondaco Nuovo. Di proprietà della famiglia Spagnolio e donata alla Chiesa parrocchiale di Centineo.
  • XVIII secolo, Cappella Silipigni, località Sant'Antonio o Ciraolo.
  • XVIII secolo, Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, restaurata nel 1980c.
  • Chiesa del Santissimo Crocifisso.
  • XVIII secolo, Chiesa della Madonna delle Grazie, Acquacalda.
  • Chiesa della Madonna di Fatima.
  • XVII secolo, Chiesa della Madonna di Loreto, Oreto.
  • XVII secolo, Chiesa di San Giobbe primitiva chiesa sagramentale della frazione di Cannistrà. Costruzione del nuovo luogo di culto avvenuta nel 1958.[18]
  • XVII secolo, Chiesa di San Giuseppe, frazione di Acquaficara. XVII secolo Oratorio di San Giuseppe, ruderi
  • Chiesa di Santa Maria della Sacra Lettera, località Cantoni mai completata.
  • 1985, Chiesa di Santa Maria dell'Idria, ricostruzione di luogo di culto risalente al XVII secolo demolito nel 1977.
  • Chiesa di Santa Maria di Loreto, Oreto. Ricostruzione della primitiva Chiesa di Santa Maria di Loreto, Cappella del Crocifisso e Cappella dell'Annunciazione.
Chiesa di Santa Maria di Portosalvo, prospetto.

Elenco luoghi di culto scomparsi o ruderi

  • Chiesa di San Cataldo, frazione di Centineo.
  • 1680, Chiesa dell'Immacolata di Gurafi ruderi presso la Torre.
  • ?, Chiesa di San Nicola di Gurafi.
  • XVII secolo, Chiesa di San Filippo Neri, demolita nel 1936.
  • 1730, Chiesa di San Giuseppe, via Garibaldi. Prospetto e ruderi.
  • 1725, Chiesa di San Paolino, demolita nel 1970c.
  • ?, Chiesa di Santa Rosalia, sotto la giurisdizione della Chiesa di San Giovanni Battista, distrutta in seguito al Terremoto di Messina del 1908.
  • Chiesa di Santa Maria dell'Idria di Lando.
  • Convento delle Clarisse.
  • 1623, Convento dei Cappuccini.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Torri d'avvistamento: Torre Sipio, Torre Mollica, Torrione Saraceno, Torrione Cantoni, Torre Sottile, Torre Gurafi.

Edifici d'interesse storico[modifica | modifica wikitesto]

Palazzi e palazzetti nobiliari e signorili, case signorili, ville, edifici d'interesse storico - architettonico:

  • XVIII secolo
    • Palazzo Fazio
    • Palazzo Maimone
    • Palazzo Nicolaci Bonomo
    • Palazzo Pretorio
    • Palazzo Salvo
    • Palazzo Sindoni
    • Villa Cutroni
  • XIX secolo
    • ex Albergo Aliquò
    • Baglio Silipigni
  • XIX secolo
    • Casa Bavastrelli
    • Palazzo Antonuccio
    • Palazzo Bonanno
    • Palazzo Bucolo
    • Palazzo Caliri
    • Palazzo Gambadauro
    • Palazzo La Motta
    • Palazzo Lo Re
    • Palazzo Manca
    • Palazzo Mazzei
  • XIX secolo
    • Palazzo Nicolaci
    • Palazzo Pirandello
    • Palazzo Sant'Onofrio
    • Palazzo Scibilia
    • Palazzo Sfameni
    • Palazzo Trovato
    • Villa Bellinvia
    • Villa Di Giovanni
    • Villa Flavia o Cambria
    • Villino Sant'Onofrio
  • XX secolo
    • Banco di Sicilia
    • ex Centrale del latte
    • Oratorio Salesiano
    • Palazzo Comito
    • Palazzo Fazio
    • Palazzo Mastroieni
    • Palazzo Urbano
    • Villa D'Amico
    • Villa Foti

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

A Barcellona Pozzo di Gotto è presente il Nuovo Teatro Placido Mandanici, riaperto al pubblico il 6 dicembre 2014. In occasione dell'inaugurazione si è tenuto un concerto di sinfonie e cori da opere liriche italiane (ConcertOpera), con l'Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele di Messina e il Coro lirico “Francesco Cilea” di Reggio Calabria, diretti dal Maestro Gian Rosario Presutti.

Il precedente "Teatro Comunale", inaugurato il 4 ottobre 1845, e successivamente intitolato a Mandanici, fu demolito in seguito ai danni causati da un incendio divampato nella notte tra il 31 maggio e il 1º giugno 1967.

Ricostruito all'interno della Villa "Primo Levi", dopo una prima riapertura, avvenuta il 31 marzo 2012, è rimasto inattivo perché inagibile fino alla fine del 2014.

Luoghi di spettacolo[modifica | modifica wikitesto]

Nella parte alta del Viale Giacomo Leopardi sorge l'Arena Montecroci, struttura all'aperto adibita - ancor prima della riapertura del teatro Mandanici (è stata realizzata nel 1988) - a manifestazioni teatrali, musicali, di danza e ad accogliere alcuni eventi dell'estate barcellonese. Nel 2015 è stata intitolata al regista Michele Stilo; al poeta e pedagogo Michelangelo Mazzeo è stata, invece, intitolata la strada che conduce alla stessa Arena. Nel 2016 sono stati completati i lavori di ristrutturazione, con la riqualificazione dei 1300 posti a sedere.

Parchi e giardini[modifica | modifica wikitesto]

  • Parco Urbano "Maggiore Giuseppe La Rosa".

Realizzato nell'area della vecchia stazione ferroviaria, ospita una sala conferenza, numerosi giochi per bambini ed il monumento al Seme d'Arancia. La cerimonia di intitolazione ha avuto luogo il 13 luglio 2014, durante il Raduno Regionale dei Bersaglieri.

Area verde attrezzata, con parco giochi. All'ingresso è posta una lapide con riportato un brano tratto da "Se questo è un uomo" di Primo Levi. Al centro dell'area è posto un monumento in memoria del professore Sebastiano Genovese. La villa, realizzata nell'area che ospitava il vecchio campo da calcio comunale, è prospiciente al nuovo Teatro Mandanici.

  • Giardini Oasi.

I giardini e gli edifici dell'Ex Monte di Pietà (Monte di Prestanza Giovanni Spagnolo), posti in Piazza San Sebastiano, ospitano un auditorium, l'ufficio Informagiovani, la Biblioteca per ragazzi e sono anche sede della Pro Loco "Alessandro Manganaro" e dell'Università della Terza Età. Nel piazzale antistante la galleria sono posti i busti di due illustri concittadini, Nino Leotti e Antonino Pino Balotta, mentre su uno dei pilastri è posta una lapide in memoria di Alessandro Manganaro.

Altri monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Il drappello dei Giudei scorta l'Urna del Cristo Morto di Pozzo di Gotto.
Il drappello dei Giudei scorta l'Urna del Cristo Morto di Pozzo di Gotto.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[24]


Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Da ricordare la festa di San Rocco (il 16 agosto). Da tantissimi anni il santo viene trasportato su una nave per tutta la costa barcellonese, che si estende da Spinesante (al confine con Terme Vigliatore) a Calderà (al confine con Milazzo) e la processione delle Varette che si svolge il Venerdì Santo, quando per le vie della città contemporaneamente sfilano due processioni composte da ventisei Vare raffiguranti i misteri della Passione, inserite nei Riti Pasquali della Sumana Santa o "Santa Sumana". La Processione delle Vare, forse un lascito spagnolo, si ripete ininterrottamente dal 1621 per Pozzo di Gotto, e dal 1871 per Barcellona. Dietro ogni Vara i Gruppi Visillanti intonano la Vexilla Regis, una polifonia di voci dagli accenti drammatici, con sfumature arabe. Accompagnano l'Urna del Cristo Morto i Giudei. Quelli barcellonesi indossano il costume con mantello scarlatto tipico dell'epoca messianica. I Giudei pozzogottesi si caratterizzano per un pesante e folkloristico elmo in piume di pavone, simile a un copricapo azteco. La Settimana Santa Barcelgottese in realtà inizia il giovedì santo, con la Messa in Coena Domini, la lavanda dei piedi, e gli apostoli per le vie della città che, cercando il Signore, visitano i Sepolcri, altari con velette e erbe, allestiti nelle Chiese. Secondo tradizione i Sepolcri vanno visitati in numero dispari.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Barcellona Pozzo di Gotto ospitava l'Ospedale Psichiatrico Giudiziario (OPG) "Vittorio Madia", ex manicomio criminale. Per capienza e numero di detenuti presenti (340 al 30 giugno 2010; 140 circa nel 2015, prima della chiusura) era il più grande dei 7 OPG esistenti in Italia, per i quali è stata disposta la chiusura il 1º aprile 2015. Inaugurata nel 1925, l'elegante costruzione in tardo stile Liberty - intitolata a Vittorio Madia, che fu il primo direttore - fu a suo tempo un modello, sia sotto il profilo strutturale che scientifico, disponendo di un ingegnoso sistema alle finestre che, mimetizzando le sbarre, garantiva una completa visione dell'esterno. Dovrebbe diventare un istituto penitenziario, secondo un progetto di riconversione pronto ad accogliere soggetti (circa 300 complessivamente) a medio-bassa pericolosità e portatori di particolari fragilità destinatari di importanti percorsi trattamentali e di recupero sociale.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Barcellona hanno sede le seguente scuole secondarie di secondo grado:

  • Istituto Professionale di Stato per l'Agricoltura e l'Ambiente "Francesco Leonti".
  • Istituto Professionale di Stato per l'Industria e l'Artigianato "Enzo Ferrari".
  • Istituto Tecnico Economico e Tecnologico "Enrico Fermi" (ex Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri).
  • Istituto Tecnico Tecnologico e Liceo Scientifico opzione Scienze Applicate "Nicolò Copernico" (ex Istituto Tecnico Industriale).
  • Istituto Tecnico Commerciale "Giacomo Leopardi".
  • Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri e la Ristorazione "Giacomo Leopardi".
  • Liceo Artistico Paritario.
  • Liceo Scientifico "Enrico Medi".
  • Liceo Classico "Luigi Valli".

Università[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Palacultura "Bartolo Cattafi" di Barcellona Pozzo di Gotto ospita una sede distaccata della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Messina, per il Corso di Laurea triennale in "Mediazione socioculturale e Scienze Sociali per la Cooperazione e lo Sviluppo".

Inaugurata il 16 ottobre 2006, ha visto il conferimento delle prime lauree il 21 settembre 2009.

  • Dal 2006, inoltre, è stata istituita a Barcellona una "Università della Terza Età" (delibera del Consiglio Comunale n. 29 del 29/11/2005), con sede all'interno dei Giardini Oasi ex Monte di Pietà "Giovanni Spagnolo".

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale sono presenti quattro musei:

Gli ultimi due sono già menzionati anche nella sezione Parchi.

Persone legate a Barcellona Pozzo di Gotto[modifica | modifica wikitesto]

La patriota Giuseppa Bolognara Calcagno in una stampa ottocentesca, indicata come "Giuseppina da Barcellona"

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Del comune di Barcellona Pozzo di Gotto[25] fanno parte anche le frazioni di Acquacalda, Acquaficara[17][26], Bruschetto, Calderà, Camicia, Cannistrà[18][27][28], Case Bucca, Case Longo, Case Miano, Case Migliardo, Centineo[29][30][31], Contrada Petraro, Croce Maloto, Femmina Morta, Gala[21][32], Gurafi, Gurafi Alto, Larderia, Madonna dell'Acqua Calda, Maloto, Migliardo, Moasi, Mortellito, Nasari[33][34][35], Oreto, Portosalvo[19][36][37], Pozzo di Gotto[36][38][39], Pozzo Perla, San Paolo[40][41][42], San Paolo - Cannistrà, Sant'Andrea, Sant'Antonino, Sant'Antonino Convento, Sant'Antonio[43][44][45], Santa Nicola, Santa Venera[46][47][48], Santa Venera Grotta. [7]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è interessato dalla Strada statale 113 e servito dalla stazione ferroviaria di Barcellona-Castroreale posta sulla linea Palermo-Messina.

I trasporti interurbani di Barcellona Pozzo di Gotto vengono svolti con autoservizi di linea gestiti dall'Azienda Siciliana Trasporti. Tra il 1890 e il 1932 la località ospitava il capolinea occidentale della tranvia Messina-Barcellona della SATS[49].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1º febbraio 1986 3 luglio 1990 Carmelo Munafò Democrazia Cristiana Sindaco [50]
3 luglio 1990 20 giugno 1992 Carmelo Munafò Democrazia Cristiana Sindaco [50]
20 giugno 1992 2 giugno 1993 Vincenzo Amato Democrazia Cristiana Sindaco [50]
2 giugno 1993 10 febbraio 1994 Carmelo Santalco Democrazia Cristiana Sindaco [50]
8 luglio 1994 8 giugno 1998 Francesco Speciale - Sindaco [50]
8 giugno 1998 22 dicembre 2000 Francesco Speciale centro-sinistra Sindaco [50]
22 dicembre 2000 26 novembre 2001 Onofrio Zaccone Comm. pref. [50]
26 novembre 2001 15 maggio 2007 Candeloro Nania centro-destra Sindaco [50]
15 maggio 2007 22 maggio 2012 Candeloro Nania centro-destra Sindaco [50]
22 maggio 2012 1º aprile 2015 Maria Teresa Collica lista civica Sindaco [50]
1º aprile 2015 17 giugno 2015 Fulvio Bellomo Comm. straordinario [50]
17 giugno 2015 in carica Roberto Carmelo Materia centro-destra Sindaco [50]

Gemellaggi e scambi culturali[modifica | modifica wikitesto]

Barcellona Pozzo di Gotto è gemellata, dal 2 ottobre 2008, con la città argentina di Punta Alta, dove risiede una folta colonia di figli di emigranti barcellonesi[51]. Dal 26 gennaio 2015, inoltre, è stato stabilito uno scambio culturale tra la Pro Loco "Alessandro Manganaro" e il Complejo Historico Municipal de Chivilcoy e tra la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Barcellona Pozzo di Gotto e la Asociación Socorros Mutuos "Italia" di un'altra città argentina, Chivilcoy[52]. Una delegazione composta da Laura Boleso e Fabian Gonzalez è stata ospite della città dal 26 gennaio all'11 febbraio del 2015 per l'occasione è stata donata dalla città di Chivilcoy alla Basilica Minore di San Sebastiano Martire il simulacro della Madonna di Lujan. Lo scambio culturale tra le due città è stato promosso dalla Pro Loco "A. Manganaro" nella figura del suo vice presidente Giuseppe Giunta e da Laura Boleso archivista del Complejo Historico Municipal di Chivilcoy.

  • Argentina Punta Alta, dal 2008
  • Argentina Chivilcoy, dal 2015 (Scambio culturale tra la la Pro Loco "Alessandro Manganaro" e il Complejo Historico Municipal de Chivilcoy e tra la Società Operaia di Mutuo Soccorso e la Asociación Socorros Mutuos "Italia" di Chivilcoy)

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Barcellona Pozzo di Gotto fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.9 (Colline litoranee di Milazzo)[53].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

A Barcellona Pozzo di Gotto sono praticati quasi tutti gli sport: Calcio, Basket, Pallavolo, Pallamano, Arti Marziali, Tiro con l'Arco, Tiro a Volo, Tennis, Tennis Tavolo, Atletica Leggera, Ciclismo, e molti altri ancora. Tra le numerose palestre e impianti sportivi da citare lo Stadio di Calcio intitolato al mecenate Carlo Stagno D'Alcontres, da 7000 posti a sedere, la piscina comunale, il vecchio palazzetto dello sport di via Aia Scarpaci, sede delle gare casalinghe di numerose società di pallavolo (in particolare la W. G. Morgan e la Pol. Barcellona '95) e lo splendido impianto di Tiro a Volo (Tiro a Piattello) struttura avveniristica. Fiore all'occhiello è il Palalberti, impianto di moderna realizzazione, riservato alla sola pallacanestro precedentemente ospitò anche gare di pallavolo, pallamano e calcio a 5 per poi diventare il campo di casa dell'Igea Basket Barcellona che milita nella LegaDue. Da segnalare la squadra di Hockey su prato (sede Oratorio Salesiano) ed i suoi atleti che militano nella nazionale italiana di Hockey su prato.[senza fonte] Nel Tiro con l'Arco segnaliamo, oltre i 6 titoli italiani conquistati dalla Polisportiva Genius (società in vista anche nel Badminton) grazie al contributo dato dal campione barcellonese e nazionale Daniele Bauro Medaglia d'oro alle universiadi di Daegu nel 2003 e numerosi titoli nazionali a squadre, l'ultima nel 2011 a Roma formata dagli atleti Bauro, Chiofalo e Bellardita. Da segnalare in modo particolare anche il pallavolista Carmelo Gitto, cresciuto nella Pallavolo W. G. Morgan sotto la guida del mister Santino Imbesi, che attualmente milita nella A1 di Pallavolo ed è stato in Nazionale con due secondi posti agli Europei Juniores ed un premio quale miglior esordiente nella sua prima stagione in A1.

Non si può non citare la Polisportiva P.G.S. OR.SA. dell'Oratorio salesiano, vera culla dello sport dilettantistico barcellonese. Da questa società sportiva, dal calcio alla pallavolo, dal basket alla pallamano, dal tennis tavolo all'hockey, sono cresciuti fior di campioni, allenatori e dirigenti di alto profilo umano e sportivo, citiamo in particolare il Mister Naselli ed il Prof. Raimondo.

Barcellona Pozzo di Gotto vantava una ottima squadra di Calcio in Seconda Divisione (ex serie c2) chiamata Football Club Igea Virtus Barcellona, fondata nel 1964 con il nome di Associazione Sportiva Nuova Igea SPA e ha assunto l'attuale denominazione nel 1993, dopo la fusione con il Barcellona. Questa, ha vissuto un inesorabile declino durante la stagione 2009/10 concludendo l'annata con appena 11 punti (2 di penalizzazione), rischiando anche di non riuscire a concludere il calendario di partite per mancanza di fondi per le trasferte. L'estate che sopraggiunse vide la scomparsa dell'IGEA VIRTUS dal panorama calcistico nazionale.

A Barcellona Pozzo di Gotto esistono 7 squadre di calcio: l'Igea Virtus Barcellona (Serie D),l'A.S.D. Barcellona P.G. (Promozione), l'Or.Sa. P.G. (Prima Categoria), la Barcellonese Europa (Terza Categoria), l'Atletico San Paolo (Terza Categoria), la Nuova Azzurra (Terza Categoria).

Di grande valore sociale e aggregativo per i giovani sportivi barcellonesi è il movimento del calcio a 5 che vede protagoniste ben 9 formazioni cittadine in serie D e una in C2 che schierano giovani tutti del luogo. Malgrado ciò, dopo la negazione dell'uso del Palalberti, Barcellona P.G. oltre ai campi privati dell'Oratorio Salesiano e della P.G.S. Vivi Don Bosco, non dispone, a differenza di altri centri minori anche della stessa provincia, di un campo da gioco comunale per questa disciplina così come pure per la Pallamano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati Istat 2011, istat.it. URL consultato il 22 maggio 2014.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2014.
  3. ^ a b c d e Francesco Sacco Vol. 1°, pp. 40
  4. ^ Giuseppe Emanuele Ortolani, pp. 77
  5. ^ Francesco Sacco, pp. 136
  6. ^ Pagina 52, 53 e seguenti di "Storia generale di Sicilia" di Jean Levesque de Burigny, Tomo secondo, Palermo, 1787. [1]
  7. ^ A pagina 263 dell'opera "Istoria e teoria de' tremuoti in generale ed in particolare di quelli della Calabria, e di Messina del MDCCLXXXIII" di Giovanni Vivenzio: "..... Barcellona, comunemente Barcellonetta. Più in là, all'W. di Melazzo trovasi Barcellonetta, la quale soffri moltissimo nelle abitazioni dal Tremuoto de' 5 Febbrajo, e susseguenti, ed in modo, che si doverono construire alcune Baracche per la celebrazione delle Messe, essendo le Chiese o fracassate, o dirute." [2]
  8. ^ Giuseppe Emanuele Ortolani, pp. 16
  9. ^ Giuseppe Emanuele Ortolani, pp. 73
  10. ^ Pagina 46 e 47, Luigi Santagati, "Viabilità e topografia della Sicilia antica" [3], Volume I, La Sicilia del 1720, Regione Siciliana Editore, Palermo, 2004.
  11. ^ La Peste
  12. ^ In merito lo storico Giovanni Vivenzio scrive: " ..... né Barcellona, e la Città di Patti, né le Piazze di Melazzo, e di Augusta andarono esenti da danni, e da lesioni nelle loro fabbriche."
  13. ^ Bombardamenti, Incursioni aeree Seconda Guerra Mondiale
  14. ^ Pagina 161. Giovanni Andrea Massa,"La Sicilia in prospettiva. Parte prima, cioè il Mongibello, e gli altri ..." [4], Stamperia di Francesco Chicè, Palermo, 1709.
  15. ^ Pagina 543, Tommaso Fazello, "Della storia di Sicilia deche due del r.p.m. Tommaso Fazello siciliano ..." [5], Giuseppe Assenzio, Palermo, 1817.
  16. ^ Francesco Sacco Vol. 1°, pp. 173
  17. ^ a b Francesco Sacco Vol. 1°, pp. 12
  18. ^ a b Francesco Sacco Vol. 1°, pp. 97
  19. ^ a b Francesco Sacco, pp. 135
  20. ^ Giuseppe Emanuele Ortolani, pp. 149
  21. ^ a b Francesco Sacco Vol. 1°, pp. 222
  22. ^ Ultimi ruderi demoliti negli anni '80.
  23. ^ Demolizione effettuata negli anni '90.
  24. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  25. ^ Giovanni Andrea Massa, pp. 172, Definita Terre e abitazioni
  26. ^ Giovanni Andrea Massa, pp. 164
  27. ^ Giuseppe Emanuele Ortolani, pp. 30
  28. ^ Giovanni Andrea Massa, pp. 188, Casale
  29. ^ Francesco Sacco Vol. 1°, pp. 172
  30. ^ Giuseppe Emanuele Ortolani, pp. 43
  31. ^ Giovanni Andrea Massa, pp. 206, Casale
  32. ^ Giovanni Andrea Massa, pp. 214, Casale
  33. ^ Francesco Sacco, pp. 2
  34. ^ Giuseppe Emanuele Ortolani, pp. 101
  35. ^ Giovanni Andrea Massa, pp. 249, Casale
  36. ^ a b Giuseppe Emanuele Ortolani, pp. 131
  37. ^ Giovanni Andrea Massa, pp. 280, Casale
  38. ^ Giovanni Andrea Massa, pp. 279, Città Reale
  39. ^ Giovanni Andrea Massa, pp. 325, Torre
  40. ^ Francesco Sacco, pp. 178
  41. ^ Giuseppe Emanuele Ortolani, pp. 123
  42. ^ Giovanni Andrea Massa, pp. 294, Casale
  43. ^ Francesco Sacco, pp. 196
  44. ^ Giuseppe Emanuele Ortolani, pp. 12
  45. ^ Giovanni Andrea Massa, pp. 288, Casale
  46. ^ Francesco Sacco, pp. 191
  47. ^ Giuseppe Emanuele Ortolani, pp. 153
  48. ^ Giovanni Andrea Massa, pp. 295, Casale
  49. ^ Giulio Romano, Vittorio Formigari, 123 anni di tram a Messina, Calosci, Cortona, 2001. ISBN 88-7785-175-9.
  50. ^ a b c d e f g h i j k l http://amministratori.interno.it/
  51. ^ Barcellona Pozzo di Gotto Patto di Gemellaggio con Punta Alta - Video youtube
  52. ^ Le città di Barcellona Pozzo di Gotto e Chivilcoy si gemellano grazie alla Pro Loco Manganaro, strettoweb.com.
  53. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 22 maggio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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