Terremoti in Sicilia

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Cronologia degli eventi sismici disastrosi in Sicilia con rilevante impatto sui beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici, etnoantropologici e archeologici.

La Sicilia è una delle regioni più sismiche d'Italia come frequenza e intensità dei terremoti. Nell'elenco sono compresi gli eventi sismici di magnitudo superiori al grado 5° della scala Scala Richter con epicentro registrato in territorio siciliano o nella vicina Calabria o nel bacino del Mediterraneo o causati dallo scorrimento della Placca africana che hanno interessato l'isola negli ultimi due millenni con rilevante impatto sui beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici, etnoantropologici e archeologici delle località interessate. Per una ricerca mirata ed esaustiva si rimanda all'elenco Storico dei Terremoti.[1][2]

  • la Scala Mercalli è espressa in unità che distinguono il grado degli "effetti" distruttivi sui manufatti.
  • la Scala Richter è espressa in unità che distinguono il grado della "causa" che ha generato gli effetti distruttivi sui manufatti, espressa in energia sviluppata e liberata dallo scoppio di un quantitativo predefinito di tonnellate di tritolo.

Il criterio di valutazione è formalmente e sostanzialmente diverso. Un terremoto di potenza pari a quello del 1908 nello Stretto di Messina secondo la scala Mercalli non sarebbe preso in considerazione e classificabile in una zona desertica in quanto non produce distruzioni quantificabili e visibili ma, comporta ugualmente gravi danni incidendo sulla variazione dell'asse terrestre con conseguenze inimmaginabili sull'alternarsi giorno notte, sull'avvicendarsi delle stagioni. Altresì, un terremoto sottomarino origina onde anomale che riversano la loro energia sulle coste limitrofe indipendentemente dalla presenza di manufatti o centri abitati.

I millennio a.C.[modifica | modifica wikitesto]

Anno GG Mese MCS Richter Epicentro Descrizione e collegamento
91 a.C. 00 - - M = 6.3 Reggio Calabria Il Terremoto provoca distruzioni a Reggio Calabria, Messina e Tindari descritte nelle opere dello storiografo greco Strabone.[3]. Appare tuttavia verosimile che lo storico greco abbia confuso Reggio Calabria (in greco antico: Ῥήγιoν, Rhegion) con Reggio Emilia (Regium Lepidi), che venne danneggiata dal terremoto del modenese del 91 a.C. descritto da Plinio il Vecchio e altri storici[4].

I millennio d.C.[modifica | modifica wikitesto]

Anno GG Mese MCS Richter Epicentro Descrizione e collegamento
17 24 marzo VIII - IX M = 5.1 Fiumefreddo di Sicilia Il Terremoto provoca distruzioni a Tindari, Patti. L'evento è documentato da consoli Tiberio Giulio Cesare Augusto e Germanico Giulio Cesare. Dagli storici Publio Cornelio Tacito, Gaio Giulio Solino, Plinio il Vecchio. Lo studioso Alain Manesson Mallet lo colloca nell'anno 18 d.C., le scosse sismiche causano verosimilmente la frana e i crolli che cancellano la parte orientale di Tindari.
362 00 - - M = 6.6 Messina Il Terremoto provoca distruzioni a Reggio Calabria, Messina, Tindari, nelle Isole Eolie, interessa tutta la costa tirrenica nord del messinese. Il maremoto derivante interessò l'area dello Stretto di Messina, radendo al suolo Messina e Reggio. Rinvenimenti archeologici, lapidi ed epitaffi testimoniano che l'evento tettonico provocando un'elevatissima mortalità, distrusse numerosi piccoli centri abitati e ridusse drasticamente la popolazione stanziata nell'area.
365 21 luglio - M = 8.0 Creta Il Terremoto provoca distruzioni che sconvolge Creta, Sicilia orientale, i paesi della costa mediterranea dell'Africa altrimenti noto come Terremoto di Creta del 365. Il maremoto devastò Alessandria d'Egitto, le fiorenti città dell'Africa settentrionale, le coste ioniche di Sicilia e Calabria, la Grecia e la Palestina. I danni descritti dallo storico romano Ammiano Marcellino (Res Gestae 26.10.15 - 19).
374 00 - - M = 6.3 Reggio Calabria Il Terremoto provoca distruzioni a Reggio Calabria, Messina e Tindari. È estremamente probabile che si tratti dello stesso disastro tettonico verificatosi nel 362
650 00 - - M = 6.3 Messina Il Terremoto provoca distruzioni a Messina e Sicilia nord orientale.
853 31 agosto - M = 6.3 Messina Il Terremoto provoca distruzioni a Reggio Calabria e Messina. Definito "grande terremoto".

XI - XVI secolo[modifica | modifica wikitesto]

Anno GG Mese MCS Richter Epicentro Descrizione e collegamento
1125 07 giugno VIII - IX M = 5.8 Siracusa Il Terremoto provoca distruzioni a Siracusa col crollo della navata principale del Duomo causando vittime.
1169 04 febbraio X M = 6.6 Sortino Terremoto con effetti distruttivi e danni su vasta scala nelle province di CataniaSiracusaRagusa - EnnaMessinaReggio Calabria. Lungo le coste delle province interessate onde di maremoto che provocano ulteriori danni e vittime. Noto come "Terremoto di Catania del 1169" o "Terremoto di Sant'Agata".[5]
1202 20 maggio - - Mediterraneo orientale Scorrimento sottomarino delle faglie del Mediterraneo orientale provocò un maremoto che devastò le coste orientali della Sicilia assieme a quelle di Grecia, Turchia, Egitto, Siria e Palestina. Dalla documentazione storica si evince che le vittime siano state circa 1.200.000. Le fonti se confermate, collocherebbero il cataclisma fra eventi catastrofici naturali di maggior portata nel bacino del Mediterraneo e dell'intero pianeta.
1295 01 settembre - - Sicilia Terremoto con effetti distruttivi e danni su vasta scala in tutta la Sicilia probabilmente originato nel Mediterraneo, interessate le isole e le coste settentrionali dell'Africa.
1509 25 febbraio - M = 5.6 Reggio Calabria Il Terremoto provoca distruzioni a Reggio Calabria e Messina. Sciame sismico di lunga durata.[6][7]
1542 25 febbraio X M = 6.8 Francofonte Terremoto con effetti distruttivi nell'intera Val di Noto, il paese di Melilli fu raso al suolo, e Occhiolà subì grossi danni; molti danni anche a Lentini, Sortino, Avola, Buccheri, Ferla, Giarratana, Mineo, Monterosso Almo, Palazzolo Acreide, Siracusa e Malta. Lo sciame sismico interessa la Contea di Modica il 5 agosto, il 10 agosto fino alla scossa di fine anno. Noto come "Terremoto nel Val di Noto, Anno Domini 1542" o come “Magnus Terremotus in terra Xiclis”. Onde di maremoto terrorizzano le città e i porti di Augusta e Siracusa.[8]
1567 27 febbraio - - Caltanissetta Un terremoto a Caltanissetta causa il crollo quasi completo del Castello di Pietrarossa, fortezza costruita probabilmente prima dell'XI secolo. Tuttavia, alcuni studiosi propendono per escludere la natura tellurica del fenomeno e ritengono che la rovina dell'edificio sia stata provocata da una frana di grandi dimensioni.[9][10]

XVII secolo[modifica | modifica wikitesto]

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1613 25 agosto IX M = 5.6 Naso Terremoto con effetti distruttivi a Naso e in tutti i centri della costa tirrenica della provincia di Messina.[11]
1624 03 ottobre VIII M = 5.6 Mineo Terremoto con effetti distruttivi a Mineo. Colpita un'area limitata fra i monti Iblei e la piana di Catania.[12]
1633 21 febbraio - M = 4.8 Nicolosi Terremoto con effetti distruttivi a Nicolosi.
1638 27 marzo XI - Piana di Sant'Eufemia Terremoto della Calabria del 27 marzo 1638 o «Terremoto delle Palme». Il terremoto è avvertito a Reggio Calabria, Messina e provincia con scosse pari al VI grado della Scala Mercalli. Nel messinese provoca danni.[13][14]
1638 8 giugno X - Crotone Terremoto della Calabria dell'8 giugno 1638. Il terremoto è avvertito a Reggio Calabria, Messina e provincia con scosse pari al VI grado della Scala Mercalli. Nel messinese provoca danni.[13]
1669 10 marzo - M = 4.8 Nicolosi Terremoto con effetti distruttivi nel catanese in particolare a Nicolosi in seguito all'eruzione dell'Etna conosciuta come Eruzione dell'Etna del 1669. Il 25 febbraio e l'8 e 10 marzo del 1669 una serie di violenti terremoti.
1693 09 gennaio XI M = 7.4 Val di Noto Terremoto con effetti distruttivi nel Val di Noto in particolare a Augusta e Occhiolà, che fu rasa al suolo.
1693 11 gennaio XI M = 6.7 Sortino Terremoto con effetti distruttivi su vasta scala a livello regionale; riscontrati danni o distruzioni nelle province di SiracusaCataniaEnnaMessinaCaltanissettaAgrigentoPalermo. Lo sciame sismico comincia il 9 gennaio culmina con scosse di intensità 7.7 della scala Ritcher interessa l'intera Sicilia, Calabria e isola di Malta. Meglio conosciuto come Terremoto del Val di Noto del 1693, il maremoto che ne consegue interessa tutta la costa ionica siciliana. La ricostruzione avvia la realizzazione delle “città nuove” e favorisce la diffusione del barocco siciliano.[15]

XVIII secolo[modifica | modifica wikitesto]

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1717 22 aprile - M = 5.4 Castroreale Terremoto con effetti distruttivi a Castroreale e nell'immediato circondario.[16]
1726 01 settembre VIII - IX M = 6.0 Terrasini Terremoto con effetti distruttivi negli antichi palazzi di Palermo e danni lievi a Trapani. Evento sismico altrimenti noto come "Terremoto di Terrasini".[17][18]
1739 10 maggio - M = 5.5 Naso Terremoto con effetti distruttivi a Naso e in tutti i centri della costa tirrenica della provincia di Messina.
1751 23 luglio - - Trapani Terremoto con effetti distruttivi a Trapani e danni lievi a Custonaci, Ribera, Salemi, Sutera, Palermo. È documentato analogo evento sismico l'anno successivo 1752.
1780 14 settembre - M = 4.8 Raccuja Terremoto con effetti distruttivi a Raccuja e in tutti i centri della costa tirrenica della provincia di Messina.
1783 05 febbraio XI M = 6.9 Calabria e Sicilia Terremoto con effetti distruttivi dalla parte terminale dell'Appennino calabro alla catena tirrenica dei Monti Peloritani nella provincia di Messina. Sciame sismico di 949 scosse del 5, 6 e 7 febbraio, 1 e 28 marzo con terremoti fortemente distruttivi noto come Terremoto della Calabria meridionale del 1783 o anche Terremoto di Messina e Reggio del 1783. Il maremoto derivante interessa lo Stretto di Messina.
1786 10 marzo - M = 6.2 Oliveri Terremoto con effetti distruttivi a Oliveri e in tutti i centri della costa tirrenica della provincia di Messina. Crolli e gravi lesioni a Patti, San Piero Patti, Tindari, Naso, Milazzo. Leggeri danni anche a Messina.

XIX secolo[modifica | modifica wikitesto]

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1818 20 febbraio IX M = 6.0 Aci Sant'Antonio Terremoto con effetti distruttivi nel Catanese, alle falde dell'Etna e nei paesi della costa dello Jonio.
1818 08 settembre - M = 5.4 Madonie Terremoto con effetti distruttivi su vasta scala a livello regionale;
1819 24 febbraio - M = 5.4 Castelbuono Terremoto con effetti distruttivi in tutti i centri della costa tirrenica della provincia di Palermo.
1823 05 marzo IX M = 5.8 Pollina Terremoto con effetti distruttivi a Naso e in tutti i centri della costa tirrenica delle province di Messina e di Palermo. Lesioni gravi e crolli nei comuni di Palermo, Ciminna, Godrano. La scossa è avvertita in tutta la Sicilia.
1848 11 gennaio VIII M = 5.6 Golfo di Catania Percepita in tutta la Sicilia e a Malta. Augusta è la città più colpita. Danni a Catania e Siracusa.
1865 18 luglio - M = 5.3 Giarre Terremoto con effetti distruttivi a Giarre Contrada Fondomacchia: 47 feriti, circa 150 edifici distrutti.
1879 17 giugno - M = 5.1 Santa Venerina Terremoto con effetti distruttivi nel catanese in particolare a Nicolosi.
1889 25 dicembre XI M = 5.4 Santa Venerina Terremoto con effetti distruttivi nell'area Etnea.
1894 08 agosto - M = 5.2 Santa Venerina Terremoto con effetti distruttivi, gravi danni ad Acireale, Zafferana Etnea. La scossa è stata avvertita in tutto il versante orientale del vulcano. I danni più gravi si registrano a Pisano, Scacchieri, Fleri e Mazzasette, danni minori anche a Santa Venerina, Zafferana e Acireale.
1894 16 novembre IX M = 6.1 San Procopio Terremoto con effetti distruttivi e gravi danni nelle città e province di Reggio di Calabria e Messina. La scossa è stata avvertita in tutta la Calabria e Sicilia. Evento sismico altrimenti noto come Terremoto della Calabria meridionale del 1894.

XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

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1908 28 dicembre XI M = 7.2 Messina e Reggio Calabria Terremoto con effetti disastrosi per le città di Messina e Reggio Calabria e relative province. Noto come "Terremoto di Messina del 1908" o "Terremoto di Messina e Reggio del 1908". Il maremoto che ne consegue interessa tutte le coste ioniche e tirreniche siciliane e calabre affacciate sullo Stretto di Messina e contribuisce a completare l'opera distruttiva delle scosse telluriche. Il terremoto fa parte di un lunghissimo sciame sismico che interessa la Calabria e Sicilia partendo dalle scosse del 1894, 1905, 1907.
1911 15 ottobre X M = 5.2 Giarre Terremoto con effetti distruttivi a Giarre e danni gravi sono stati registrati a Fondo Macchia, Baglio, Rondinella e Mangano, dove si è verificato il completo collasso di molte strutture.
1914 08 maggio IX - X M = 5.3 Linera Terremoto con effetti distruttivi a Linera, altri paesi colpiti Santa Venerina, Zafferana Etnea e Acireale.
1940 15 gennaio - M = 5.3 Villabate Terremoto con effetti distruttivi a Raccuja e in tutti i centri della costa tirrenica della provincia di Messina.
1967 31 ottobre - M = 5.9 Capizzi - Mistretta Terremoto con effetti distruttivi sui Nebrodi occidentali, in particolare nelle città di Capizzi, Mistretta e Nicosia. Nessun morto né ferito. Danni agli edifici storici ed antiche case. A Mistretta crolla parte della chiesa del Santo Patrono S. Sebastiano, riaperta al culto solo nel 1994. Gli abitanti di Mistretta e Nicosia maggiormente colpiti dal sisma furono trasferiti in nuovi quartieri poco distanti il centro storico.
1968 15 gennaio IX M = 6.2 Valle del Belice Terremoto con effetti distruttivi nelle province di Agrigento, Palermo e Trapani. Tra i 14 centri colpiti dal sisma vi furono paesi che rimasero completamente distrutti: Gibellina, Poggioreale, Salaparuta, Montevago. Altre cittadine che hanno subito danni ingenti: Menfi, Partanna, Camporeale, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Sambuca di Sicilia, Sciacca, Santa Ninfa, Salemi, Vita, Calatafimi, Santa Margherita di Belice. Evento sismico altrimenti noto come Terremoto del Belice del 1968.
1975 16 gennaio VII- VIII M = 5.3 Stretto di Messina Terremoto originato probabilmente dalla stessa faglia che scaturì quello distruttivo del 1908.
1978 14 aprile VIII M = 6.1 Golfo di Patti Terremoto con effetti distruttivi su vasta scala a livello provinciale. Lesioni ai principali monumenti di Patti, Barcellona Pozzo di Gotto, Castroreale, Isole Eolie. Evento sismico altrimenti noto come Terremoto del Golfo di Patti del 1978.
1990 13 dicembre VII - VIII M = 5.7 Augusta Terremoto con effetti distruttivi a Carlentini. Noto come "Terremoto di Carlentini del 1990" o "Terremoto di Santa Lucia". I centri più colpiti furono Augusta, Melilli, Sortino, Carlentini, Lentini e Francofonte.

XXI secolo[modifica | modifica wikitesto]

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2002 06 settembre VIII M = 5.6 Ustica, Mar Tirreno Sciame sismico iniziato il 6 settembre e durato fino a novembre del 2002, coinvolge i comprensori di Balestrate e Cefalù e comporta lesioni al patrimonio monumentale di Palermo. Evento sismico altrimenti noto come Terremoto di Palermo del 2002.
2016 28 ottobre IV-V M = 5.7 Mar Tirreno meridionale, Palermo, Ustica. Forte scossa di terremoto avvertita da Palermo a Roma, non ha provocato né danni agli edifici né a persone.
2018 06 ottobre M = 12.6 Provincia di Catania Una forte scossa di terremoto di magnitudo 4,6 si è verificata a 1,9 km a sud di Santa Maria di Licodia (CT) ad una profondità di 9 km. L'evento sismico è stato avvertito anche nei comuni di Catania, Misterbianco, Biancavilla, Centuripe, Adrano e Paternò e nelle province di Messina, Enna e Siracusa. Diversi i danni registrati, tra cui il crollo di un pezzo di cornicione della biblioteca comunale a Santa Maria di Licodia, e, sempre in quella zona, il crollo di due case antiche disabitate. Danni con lesioni strutturali si sono verificate anche al municipio della città. Crollo di alcune case abbandonate e muretti nelle campagne.

A Biancavilla alcuni danni si sono registrati invece nell'ospedale Maria Santissima dell'Addolorata, nella Basilica Collegiata, dove alcuni calcinacci delle navate centrali sono crollati, e nella chiesa di Santa Maria dell'Idria, dove si sono verificati danni alla sagrestia. Danni anche a due scuole. Anche a Paternò si verificano diversi danni in due scuole. Tanta paura e agitazione tra i residenti dei comuni colpiti. Circa 40 persone sono state trasportate all'ospedale, alcune per ferite non gravi, mentre altre per attacchi di panico dovuti allo spavento preso per la scossa. Nessuna vittima accertata.[19]

2018 26 dicembre M = 4.8 Etna Una forte scossa di terremoto di magnitudo 4.8 è avvenuta alle ore 3:19 a nord di Catania, a un chilometro di profondità, vicino Viagrande (Lavinaio)[20], in un'area vulcanica interessata dalla nota 'faglia di Fiandaca', già artefice del terremoto di Zafferana Etnea del 1984 di proporzioni rilevanti[21].

Vari crolli si sono verificati nei comuni di Santa Venerina, di Zafferana Etnea (la frazione di Fleri) e di Aci Sant'Antonio, coinvolgendo chiese, muri e abitazioni private. Diversi i feriti e sfollati: due anziani sono stati salvati dai vigili del fuoco tra le macerie delle loro abitazioni, uno di loro morirà in ospedale due settimane dopo l'evento. Altra scossa di magnitudo 4.3 si era già registrata nel giorno della vigilia di Natale, lo scorso 24 dicembre, sempre in prossimità delle zone del vulcano[22], all'interno di uno sciame sismico che nei giorni 23/26 dicembre ha prodotto un migliaio di scosse di origine vulcanica[23], contemporaneamente ad una forte esplosione sommitale sull'Etna sempre nella mattinata del 24 dicembre e seguita da una colonna di fumo, oltre che da una pioggia di cenere che è sopraggiunta perfino nell'aeroporto di Catania[24]. (dettagli in questa voce)

Nota bene[modifica | modifica wikitesto]

  1. Qualora non sia espressamente riportato per un determinato evento, il valore della scala Richter di un sisma è pari approssimativamente al corrispondente valore di un analogo terremoto di pari grado d'intensità della scala Mercalli. Essendo entrambe le scale di moderna concezione, le attribuzioni storiche dei valori sono effettuate sulla base dei danni riportati e ancora visibili o secondo i rendiconti e le testimonianze di storici, viaggiatori, geografi, cartografi e commentatori nelle rispettive epoche.
  2. Gli eventi che hanno interessato il comprensorio etneo, con particolare riguardo alle province di Catania e Messina, sono per la maggior parte determinati da fenomeni di natura vulcanica quindi connessi all'attività dell'Etna pertanto, si consiglia di approfondire consultando la voce eruzioni dell'Etna. Studi recenti e la continua attività di monitoraggio legano gli eventi sismici che hanno interessato la costa settentrionale messinese con l'attività vulcanica delle prospicienti Isole Eolie e ai vulcani sottomarini del mar Tirreno: Marsili, Vavilov, Palinuro, Magnaghi, Alcione, Enarete, Eolo, Glabro, Glauco, Lametini, Prometeo, Sisifo con crolli, collassi, emissioni di notevoli quantitativi di lava e conseguenti maremoti. Recenti studi portano a 15 il numero di vulcani sommersi individuati su una direttrice lunga 90 chilometri e larga 20 che si estende dalla costa a Sud di Salerno a quella calabra del cosentino. Per contro nel bacino del Mediterraneo è da sempre in corso l'attività congiunta dello scorrimento della «placca africana» e la presenza di decine di bocche effusive costituenti i Campi Flegrei del Mar di Sicilia col Vulcano Empedocle dell'Isola Ferdinandea, e i banchi coi coni Nerita e Terribile.
Luglio 2019: Durante le campagne condotte a bordo della nave da ricerca Ogs Explora, dall'Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale di Trieste - studio pubblicato sulla rivista Marine Geology - sono stati scoperti a pochi chilometri dalle coste della Sicilia sud occidentale, sei nuovi vulcani sottomarini localizzati tra i fondali antistanti Mazara del Vallo e Sciacca.
I coni vulcanici insistono entro 22 chilometri dalle coste sicule: Actea si trova a soli sette chilometri da Capo Granitola, i restanti rilievi si trovano a circa 14 chilometri a nord di quelli già noti del Banco Graham. I nomi tratti dalla mitologia greca sono rispettivamente: Actea, Climene, Nesea, Doride, Ianeira, Ianassa.
12 settembre 2019, L'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) comunica sulla rivista Earth & Space Science News la scoperta dei vulcani Ovidio, Enotrio e Diamante 15 chilometri al largo delle coste calabre, nell'area compresa tra Scalea, Diamante e Cetraro.[25]
  1. Tutti i terremoti che hanno interessato le aree calabro - sicule e il bacino del Mediterraneo hanno dato luogo a maremoti - tsunami che hanno incrementato le distruzioni, il numero delle vittime e le difficoltà di soccorso per ogni singolo evento. Fa eccezione la serie di onde anomale generate dal crollo in mare di un costone del vulcano Stromboli il 30 dicembre 2002. Alta solo alcuni metri, distrusse limitate zone costiere abitate dell'isola di Stromboli, disturbò i collegamenti con la terraferma, sollecitando gli ormeggi dei natanti nei porti di Milazzo e di molte località minori fino a Capo Vaticano in Calabria. Degno di menzione il maremoto avvenuto circa 8000 anni fa che interessò il Mediterraneo devastando le coste della Sicilia orientale, l'Italia meridionale, l'Albania, la Grecia, il Nord Africa dalla Tunisia all'Egitto, spingendosi sino alle coste del vicino Oriente, dalla Palestina, alla Siria e al Libano.[26] Determinato dallo sprofondamento in mare di una massa di 35 chilometri cubi di materiale, staccatasi dall'Etna, in seguito a un sisma di eccezionale magnitudo. L'onda iniziale generata alta oltre 50 metri raggiunse le coste esterne del Mediterraneo orientale in 3 o 4 ore, attraversando il bacino alla velocità di diverse centinaia di chilometri orari. Tale sconvolgimento determinò all'epoca la scomparsa quasi subitanea di numerosi insediamenti costieri del neolitico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ elenco sismico storico
  2. ^ Copia archiviata, su fondazionegiuliani.it. URL consultato il 29 gennaio 2014 (archiviato dall'url originale il 6 maggio 2016).
  3. ^ Terremoto del 91 a.C. (Reggio Calabria), in The Catalogue of Strong Italian Earthquakes in Italy.
  4. ^ Terremoto del 91 a.C. (Modena), in The Catalogue of Strong Italian Earthquakes in Italy.
  5. ^ Antonino Mongitore, pp. 367.
  6. ^ Pagina 322, Placido Samperi, "Iconologia della gloriosa vergine madre di Dio Maria protettrice di Messina ..." [1], I di 5 libri, Messina, Giacomo Matthei stampatore camerale, 1644.
  7. ^ Antonino Mongitore, pp. 386.
  8. ^ Antonino Mongitore, pp. 391.
  9. ^ voce sul Castello di Pietrarossa[collegamento interrotto] sul sito web piccolaatene.altervista.org
  10. ^ Antonino Mongitore, pp. 395.
  11. ^ Antonino Mongitore, pp. 399.
  12. ^ Antonino Mongitore, pp. 400.
  13. ^ a b Pagina 232, Antonio Mongitore, "Palermo divoto di Maria Vergine e Maria Vergine protettrice di Palermo ..." [2], Tomo primo, Palermo, Gaspare Bayona, 1719, pp. 697.
  14. ^ Antonino Mongitore, pp. 402.
  15. ^ Antonino Mongitore, pp. 406.
  16. ^ Antonino Mongitore, pp. 416.
  17. ^ Antonino Mongitore, pp. 418.
  18. ^ Pagina 103 - 104, Gioacchino di Marzo, "Diari della città di Palermo dal secolo 16 al secolo 19" [3], Volume IX, Palermo, Luigi Pedone Laurel Editore, 1871.
  19. ^ Quattro scosse di terremoto nella notte a Catania, la più forte magnitudo 4.6. L'allarme arriva via social, su repubblica.it, 6 ottobre 2018. URL consultato il 6 ottobre 2018.
  20. ^ Terremoto del 26 dicembre 2018, su ct.ingv.it, data=26 dicembre 2018.
  21. ^ Etna, l'Ingv: «Forte sismicità non ci lascia tranquilli, possibile l'apertura di nuove bocche a quote minori», su lasicilia.it, 26 dicembre 2018.
  22. ^ Etna, nuovo terremoto in provincia di Catania: scossa di magnitudo 4.3, su lasicilia.it, 24 dicembre 2018.
  23. ^ L’Etna ancora in attività: in 24 ore oltre 750 scosse a Catania. Si risveglia anche lo Stromboli, La Stampa, 25 dicembre 2018.
  24. ^ Etna in eruzione, lapilli e lava, Ansa, 24 dicembre 2018.
  25. ^ ANSA Italia:[4]
  26. ^ Lo Tsunami dimenticato Archiviato il 30 ottobre 2010 in Internet Archive., Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]