Castelbuono

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Castelbuono
comune
Castelbuono – Stemma Castelbuono – Bandiera
Castelbuono – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Palermo-Stemma.png Palermo
Amministrazione
Sindaco Antonio Tumminello (Castelbuono in movimento) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 37°55′50″N 14°05′18″E / 37.930556°N 14.088333°E37.930556; 14.088333 (Castelbuono)Coordinate: 37°55′50″N 14°05′18″E / 37.930556°N 14.088333°E37.930556; 14.088333 (Castelbuono)
Altitudine 423 m s.l.m.
Superficie 60,79 km²
Abitanti 8 987[1] (27-02-2015)
Densità 147,84 ab./km²
Frazioni San Guglielmo
Comuni confinanti Cefalù, Geraci Siculo, Isnello, Petralia Sottana, Pollina, San Mauro Castelverde
Altre informazioni
Cod. postale 90013
Prefisso 0921
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 082022
Cod. catastale C067
Targa PA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 321 GG[2]
Nome abitanti castelbuonesi
Patrono sant'Anna
Giorno festivo 26 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castelbuono
Castelbuono
Posizione del comune di Castelbuono nella città metropolitana di Palermo
Posizione del comune di Castelbuono nella città metropolitana di Palermo
Sito istituzionale

Castelbuono (Castiddubbonu in siciliano) è un comune italiano di 8.987 abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia.

L'abitato sorge a circa 423 m s.l.m., sulle pendici del colle Milocca, tra i centri di Pollina a nord, San Mauro ad est, Geraci Siculo a sud-est, il massiccio delle Madonie a sud ed Isnello e Gibilmanna (Cefalù) ad ovest. Fa parte del Parco delle Madonie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

Le prime tracce di insediamento risalgono all'epoca neolitica (utensili di uso domestico ed armi di pietra levigata), e sono probabilmente attribuibili a popolazioni di stirpe sicana, cacciate dalla costa per l'incalzare di altri popoli, tra i quali i Siculi. I primi insediamenti, quindi, si fanno risalire al III millennio a.C.

All'epoca della colonizzazione greca, risale la figura poetica del pastore Dafni, nato sulle Madonie fra le delizie del Ninpharum Locus, nel boschetto di Lauro irrorato dalle fresche acque sorgive. Etimologicamente a Lauro si fa corrispondere Dafni. Inoltre reperti archeologici (soprattutto materiale fittile nelle tombe) della civiltà greco-romana sono stati rinvenuti nella necropoli di Bergi.

Età medioevale[modifica | modifica wikitesto]

All'epoca della dominazione bizantina e successivamente arabo-normanna, in Sicilia è documentato il "casale d'Ypsigro", citato come "zona fresca in media altitudine". Documentano, inoltre, tali dominazioni i vari ruderi di fabbricati in contrada San Guglielmo (forse il castello del Kadì), le tracce di necropoli, la tradizione che la Vecchia Matrice fosse originariamente una moschea, infine l'abside della chiesa di Santa Venera e il portale dell'ex-abbazia di Sant'Anastasia. La zona di Castelbuono sembra coincidere con la località di Riqqat Basili ("campi di Basilio") che nel XII secolo al-Idrisi pone "9 miglia a nord di Geraci", definendoli "rinomati per l'abbondanza e per l'eccellente qualità dei loro prodotti"[3].

Castelbuono, oggi sorge sull'antico casale bizantino di Ypsigro (edificato sul colle San Pietro). Il toponimo di Ypsigro era ben noto agli storici e geografi del passato, che inizialmente lo collocavano sui Nebrodi. Solo con un documento del 1105 si rinviene l'esatta collocazione. In tale atto scritto - redatto fra l'abate benedettino Ambrosio di Lipari ed il nobile geracese Ugo di Creone - viene descritta la permuta di una frazione di terreno la cui collocazione ha ad oggetto i luoghi adiacenti al colle di San Pietro[4].

Alla fine del Duecento, un gruppo di geracesi si trasferì dalla vicina Fisauli ad Ypsigro, probabilmente per la mitezza del clima.La zona si trovava ad ovest dell'attuale castello. A tale epoca risale la prima migrazione di geracesi verso la conca divenuta poi l'attuale Castelbuono[5].

Il primo documento nel quale si riscontra il nome di Castelbuono risale al 1329. Trattasi di un atto notarile nel quale il conte Francesco Ventimiglia dichiara al vescovo di Cefalù che egli detiene il bosco e le terre di S. Maria di Bisanzio in territorio Castri Boni[6]. Quanto alla esatta fondazione del castello e, conseguentemente del paese, questa è testimoniata dalla lapide che si trova sull'arco di ingresso del maniero, nella cui incisione in latino, si traduce quanto segue: l'anno del verbo incarnato 1317, regnando il gloriosissimo Federico, re di Sicilia, noi, Francesco conte di Ventimiglia, di Ischia maggiore e Geraci e signore delle due Petralie, abbiamo incominciato ad edificare questo castello belvedere Ypsigro nel nome di Cristo.

La fondazione, pertanto, non risale al 1269, quando ivi si trasferì la popolazione di Fisauli ma, al 1317. Al 1269, risale esclusivamente la costruzione di un fondaco sul colle San Pietro, con scopo di avvistamento (prima idea di roccaforte).[7]

L'abitato sorto presso il fondaco, nel 1282, contava circa trecento abitanti e agli inizi del XIV secolo possedeva già tre chiese e costituiva un centro di una certa importanza.

Da tale periodo si fa risalire il dominio della famiglia Ventimiglia sulla contea di Ypsigro, protrattosi fino al XX secolo. Nel 1860 si registra, infatti, l'estinzione della linea maschile diretta e del titolo ma non dell'asse ereditario[8].

La famiglia Ventimiglia, da cui vennero importanti guerrieri e diplomatici e il cui dominio si estendeva su vari paesi delle Madonie, imparentata con l'imperatore Federico II, proveniva dalla Contea del Maro in Liguria, e arrivò in Sicilia a metà del XIII secolo con Enrico II conte di Ventimiglia e del Maro, figlio del conte Filippo I.

Con Enrico Ventimiglia ha inizio il ramo siciliano del casato. Egli, infatti, sposò la contessa Isabella discendente del duca Serlo II d'Altavilla, il quale - secondo un'incerta tradizione - sembra abbia governato la contea di Geraci. Con tale matrimonio Enrico divenne conte di Geraci.

Nel 1269 Enrico riceve dal vescovo di Lipari il collem sancti Petri de Ypsigro (colle di San Pietro), permutandolo con altri terreni adiacenti a Geraci (seconda permuta del sito).

Nel 1316 il nipote di Enrico, Francesco I, ottiene dal Papa[9] di poter istituire un cenobio francescano sul colle di Ypsigro, ereditato dal nonno. Da lì a poco ebbe inizio la costruzione del castello riutilizzando una struttura precedente (vecchio fondaco costruito sul colle di San Pietro), secondo il modello del maschio (torrione centrale) cui si affianca la residenza del signore.

Alla morte di Francesco Ventimiglia, avvenuta nel 1338, la contea di Geraci e Castelbuono venne confiscata da Pietro d'Aragona, passando nel dominio regio, fino alla restituzione ai figli Emanuele e Francesco II Ventimiglia nel 1354.

Nel 1454, Giovanni I Ventimiglia decise di trasferire la sua “corte” a Castelbuono; tale avvenimento, nella specie, contribuì alla rinascita culturale ed economica dell'abitato. Dalla situazione anzi rappresentata, peraltro, derivò una inevitabile conseguenza: lo spostamento della sacra Reliquia del teschio di Sant'Anna, dono del Duca di Lorena, la quale, fino ad allora, risultava venerata nel castello di Geraci. Tale reliquia, nella specie, rinvenuta durante il periodo delle crociate, era stata precedentemente trasferita in Sicilia, probabilmente dal conte Enrico II di Ventimiglia.

Nel 1595 Giovanni III Ventimiglia e Ventimiglia (figlio di Maria Ventimiglia di Ciminna), ottenne il titolo di principe di Castelbuono, e il paese divenne contemporaneamente "capitale dello Stato di Geraci". Il principe, in qualità di Principe dell'Accademia della Stella organizzò il plotone d'onore dei "Cavalieri della Stella", giovani che si addestravano nell'esercizio delle armi e dell'equitazione. Il campo d'addestramento, recinto da mura, corrispondeva alla spianata orientale del castello, chiamato poi il Piano del Marchese. Notevole fu lo sviluppo religioso, culturale ed artistico grazie a questo personaggio, il quale chiamò a Castelbuono i padri Cappuccini e i padri Domenicani (ai quali venne affidata l'istruzione pubblica) per cui furono eretti i conventi con le chiese annesse. Egli iniziò anche la costruzione della Matrice Nuova nel 1602 e nel 1614 fece trasportare la fontana di Venere Ciprea nel corso principale.

Nel 1632 "la terra" ottenne lo status di "città". In quest'epoca possedeva i tratti d'una città giardino realizzata secondo modelli probabilmente ispirati a Francesco Maurolico. Nella nuova trama urbana, per tutta la seconda metà del secolo, s'incastrarono chiese, conventi e fontane, mentre la Nuova Matrice si aprirà al culto nel 1701. Particolarmente vivace fu la vita culturale: i Serpotta lavorarono alla cappella di Sant'Anna, il castello viene ristrutturato e i Ventimiglia dotarono la città di un teatro. Molto attive furono alcune accademie letterarie e Torquato Tasso fu per un periodo tra gli artisti di corte. Negli ultimi decenni del Settecento la città era divenuta centro di interesse per alcune casate nobiliari delle Madonie, mentre la popolazione subiva il gravoso dispotismo del principe.

L'ultimo del ramo principale dei Ventimiglia di Geraci, fu Giovanni Luigi VIII, il quale, in seguito ad un'epidemia di colera si autoinvestì del titolo di abate di Santa Maria del Parto[10]. Lo stesso morì nel 1860. E i titoli passarono a Carlo Antonio II Ventimiglia dei Principi di Grammonte.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Margherita, al centro di Castelbuono. Sulla destra la matrice vecchia

Nel 1812, la costituzione siciliana abolisce i privilegi feudali; ciò, tuttavia, non comporta il venir meno della nobiltà locale. Si registra, invero, in tale periodo, la presenza di attive casate.

In particolare, tra queste, si ricordano: i Guerrieri, i Collotti[11] ed i Galbo. Tali famiglie, nella specie, contribuirono allo sviluppo culturale, nonché,economico del paese, mediante l'esportazione della manna nella vicina città di Palermo. Prodotto, quest'ultimo, ad oggi utilizzato nelle Madonie sia in campo gastronomico che omeopatico.

Sempre in tale periodo, si segnala la presenza di alcune famiglie borghesi, i cui appartenenti, diedero numerosi contributi in termini di ricerca medico-scientifica, tra questi, occorre far riferimento alla figura di Francesco Minà Palumbo.

Tra il 1828 e il 1820, diverse scosse sismiche danneggiarono il castello, e la Matrice Nuova perse i campanili e la cupola. Nel castello fu demolito l'ultimo piano e, ingrandita la cappella, si crearono l'ingresso attuale e la sacrestia.

La città partecipò alle rivolte contro i Borboni nel 1848 e nel 1860, ricevendo elogi da Giuseppe Garibaldi[12]. Aderì alla rivolta sociale dei fasci siciliani nel 1893, durante la quale subì lo stato d'assedio.

Un importante personaggio nella Castelbuono risorgimentale fu il barone Francesco Maria Guerrieri Failla, poeta e patriota, nato a Castelbuono il 21 febbraio 1831 e morto ivi il 29 agosto 1900[13]. Compì i suoi studi a Palermo, prima nel Collegio dei Nobili, e successivamente nell'Ateneo Palermitano. Quando il moto del 4 aprile 1860 (moto della Gancia) fallì, il 18 aprile 1860 Francesco Maria Guerrieri scrisse un proclama: "Italiani di Castelbuono l'alba della rigenerazione è giunta... uno è il principio, uno il fine, sottrarci tutti all'infame gioco dei tiranni" e innalza il vessillo tricolore sul campanile della chiesa di S. Antonio Abate[14].

Dopo il 900 ha inizio la storia contemporanea di Castelbuono. Anche nella cittadina scende l'incubo del primo conflitto bellico. Complessivamente il tributo di Castelbuono fu il seguente: 163 morti, 411 feriti oltre i dispersi in campo ed i morti in prigionia[15].

La situazione non muta con la seconda guerra mondiale, preceduta dalle vicende del fascismo. A Castelbuono, inneggia la propaganda fascista: adunanze di balilla, piccole italiane e figli della lupa. Si ascolta Radio Londra ed il paese subisce i bombardamenti. Celebre fu quello che investì la Matrice Vecchia, ad angolo con la discesa del Collegio[16].

A tale periodo, risale anche la fugace visita di Mussolini a Castelbuono[17]. L'evento era atteso per le ore 15 del 6 maggio 1924. Grandi preparativi furono allestiti, con le scolaresche e le autorità. Alle 18, dopo tre ore di attesa, lo stesso si presentò a bordo della sua Alfa Romeo, non scese dall'auto, e si limitò a stringere velocemente la mano al Sindaco, ripartendo di gran fretta. In molti si chiesero il perché di tanta celerità. L'ipotesi più accreditata fa riferimento ai 552 "solisti", vale a dire si castelbuonesi che, nelle elezioni del mese precedente, avevano votato la lista socialista del Sole.

Alcuni anni più tardi, dopo la caduta del fascismo, il 18 settembre del 1943, il capitano Kelly insedia il primo consiglio comunale, viene nominato Sindaco Gioacchino Failla. Si contano i morti della grande guerra: 88 i deceduti.

L'anno successivo si costituisce la Repubblica di Salò, viene chiamato a farne parte, come sottosegretario al Ministero della Cultura Popolare, il castelbuonese Alfredo Cucco[18].

Nel 1946 si tengono le prime elezioni comunali post-belliche, le prime a suffragio universale. Vincerà le elezioni, la nuova formazione politica "della democrazia repubblicana", Filippo Bonomo viene eletto Sindaco. Come vicesindaco viene eletta, invece, una donna, fatto abbastanza sorprendente per l'epoca. Si trattava di Nicla La Grua[19].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Castello dei Ventimiglia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello dei Ventimiglia (Castelbuono).
Il castello

In seguito al restauro del 1997 sono emerse le strutture di un edificio precedente al castello dei Ventimiglia, voluto nel 1317 dal conte Francesco I Ventimiglia. L'edificio attuale è il risultato di numerosi rifacimenti, che rendono difficile la ricostruzione del suo originario aspetto. A semplice pianta quadrangolare, mostra all'esterno un misto di stili che in quel periodo influenzavano tutta l'architettura siciliana. Il volume a cubo richiama lo stile arabo; le torri angolari quadrate riecheggiano quello normanno; la torre rotonda si rifà invece alle costruzioni militari sveve. Nel terremoto degli inizi del XIX secolo scomparvero i merli, della forma ghibellina, a coda di rondine, ed inoltre mura di cinta, torri ed archi, oggi andati in rovina. Alcune strutture difensive del XIII secolo e alcuni ambienti del XIV secolo sono invece rimasti intatti. Nel 1920 il castello, che intanto era venuto in possesso del barone Fraccia, passò al comune di Castelbuono. Adesso è sede del Museo civico.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Campanile della Parrocchia Maria Santissima Assunta "Matrice Vecchia"
Un particolare degli interni della "matrice vecchia"
La fontana della Venere Ciprea
  • Chiesa della Santuzza (Madonna delle grazie)
  • Cappella della Santa Croce
  • Ex chiesa del Crocifisso
  • Ex chiesa di San Giuseppe
  • Ex chiesa del monte
  • Ex eremitaggio della Madonna del parto
  • Chiese campestri minori

Fontana della Venere Ciprea[modifica | modifica wikitesto]

Al centro della "terra vecchia", oggi il corso principale, è la fontana della Venere Ciprea (XV secolo), che decorava l'ingresso dell'antica Ypsigro. Ricostruita nel 1614 nel centro cittadino, in alto si trova l'arcaica statua di Andromeda, al centro Venere con Cupido e in basso pannelli di arte greca che raffigurano Diana al bagno. Le statue furono ritrovate durante il dissodamento delle terre del giardino ventimigliano; una lapide ricorda il ritrovamento.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[20]


Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Una delle tradizioni più antiche e sentite di Castelbuono è quella di offrire al pubblico, nel periodo di carnevale, rappresentazioni teatrali a carattere satirico che hanno come bersaglio personaggi, luoghi, eventi, fatti di rilevanza locale avvenuti nell'ultimo anno. A Castelbuono queste rappresentazioni vengono definite "maschere", nel linguaggio di ogni giorno, mentre ognuna delle serate in cui vengono rappresentate in pubblico viene definita "veglione". Gli autori/attori, rigorosamente locali, a sottolineare l'estrazione paesana di questa tradizione, riuniti in "gruppi mascherati", già a partire dal periodo natalizio si impegnano nella scrittura dei copioni e nella progettazione delle coreografie e delle trovate sceniche.

Via Sant'Anna

A Castelbuono il carnevale, da sempre, si è identificato con il veglione, che oltre all'avvenimento principale, costituito dalla rappresentazione delle maschere, ospita serate danzanti aperte a tutti i cittadini. Il veglione ha avuto come sede dapprima il vecchio Teatro comunale, quindi il Cine Teatro Le Fontanelle e infine il Cinema Astra, che lo ospita ad oggi (2010).

Anche se non si possiedono fonti scritte, la tradizione orale ha tramandato che, in origine, le maschere erano delle rappresentazioni a carattere prevalentemente coreografico. Più tardi, nei primi anni del XIX secolo, si rintracciano forme di parodia, fatte soprattutto attraverso realizzazioni in cartapesta dei numerosissimi artigiani che vi si dedicavano. Nel secondo dopoguerra, la maschera si è spostata verso forme cantato-recitative, sia attraverso bozzetti in rima, che con improvvisazioni di personaggi analoghi a quelli della commedia dell'arte. A partire dagli anni settanta, la maschera, pur continuando ad attingere a fatti e personaggi del paese, si è evoluta attraverso i contributi specifici di alcuni gruppi mascherati.

Congregazioni religiose[modifica | modifica wikitesto]

A Castelbuono sono attive diverse congregazioni religiose sia maschili che femminili. Le congregazioni maschili hanno una tradizione secolare e rappresentavano, anticamente, le corporazioni dei mestieri o lo status sociale a cui si apparteneva. Queste ultime partecipano alle manifestazioni religiose più importanti che si susseguono durante l'anno a Castelbuono, in primis per la processione che si svolge durante i festeggiamenti in onore della Patrona Sant'Anna, e quella per il Corpus Domini a cui partecipano, obbligatoriamente, tutti i confrati residenti nel paese.

Attualmente esistono 18 congregazioni maschili, che sfilano durante le processioni in ordine di fondazione o rifondazione, da quelle più recenti via via sino a quelle più antiche. Esse sono:

Ordine Nome Abitino Anno di fondazione Sede Corporazione
Sant'Anna Bordeaux con bordo verde 1747, rifondata nel 1886 S.Nicolò
Gruppo Uomini Cattolici "PIO X" Fiocco dorato con immagine 1909
Sant'Antonio Marrone scuro con bordo bianco Partecipa nuovamente alle manifestazioni dal 2000
Sacro Cuore di Gesù Blu con bordo rosso 1838, ricostituita nel 1984 Chiesa del Calvario Pastori
Santa Rita Nero con il colletto bianco 1949 S.Agostino
San Pietro Rosso con bordo verde e stemma pontificio Inizio XVI secolo, rifondata nel 1883 Matrice vecchia Maestranze
Sant'Antonino Martire Verde con bordo rosso e coccarda XVI secolo, rifondata nel 1823 S.Antonino
Santa Lucia Verde con bordo bianco 1883 San Vincenzo
SS. Crocifisso Rosso magenta con bordo bianco e coccarda 1786 S.Antonino
10º San Francesco di Paola Amaranto con bordo blu 1875 S.Francesco Muratori
11º Congr. Madonna del Rosario Viola con bordo bianco XVIII-XIX secolo San Vincenzo
12º San Pasquale Baylon Marrone con bordo bianco 1873 S.Antonino Pastori
13º Maria SS. Immacolata Celeste con bordo rosso 1699 S.Francesco Braccianti e contadini
14º San Vincenzo Ferreri Avorio con bordo e colletto nero 1873 S.Vincenzo Maestranze
15º San Giuseppe Celeste con bordo dorato 1747 S.Agostino Falegnami
16º Maria SS.Addolorata Nero con bordo bianco, medaglione e guanti neri 1773, rifondata nel 1835 Matrice vecchia Nobiltà e alte maestranze
17º SS. Sacramento Bianco con bordo rosso e immagine dell'ostensorio 1539 Matrice vecchia Frumentari
18º Confr. Madonna del Rosario Nero con bordo blu e medaglione 1492 S.Vincenzo

Le congregazioni femminili sono:

  • Maria SS Immacolata, fondata nel 1874;
  • SS Crocifisso, fondata nella metà del XIX secolo;
  • Maria SS Del Carmelo, fondata agli inizi del XX secolo;
  • Madonna di Pompei, fondata agli inizi del XX secolo;
  • Madonna delle Grazie, fondata agli inizi del XX secolo;
  • Addolorata dei civili, fondata nel 1902;
  • Addolorata del popolo, fondata nel 1906;
  • Patrarca San Giuseppe, fondata nel 1908 circa;
  • Madonna del Rosario, fondata nel 1910;
  • Sacro Cuore di Gesù, fondata nel 1916;
  • Santa Teresa, fondata nel 1930 circa;
  • Maria Ausiliatrice, fondata nel 1938;
  • Santa Rita, fondata nel 1938.
  • San Vincenzo Ferreri, fondata nel 2014.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Sant'Anna, San Gioacchino e Bambina
  • Dal 17 al 27 luglio: festa patronale di sant'Anna;
  • 13-14 settembre: festa del santissimo Crocifisso con processione del simulacro;
  • Corpus Domini: tradizionale processione e decorazione del percorso processionale con le carte rizze;
  • Settimana santa: solenni quarantore; processioni della Reposizione; Venerdì santo furriata i sepurcra e processione del Cristo morto;
  • 22 maggio: tradizionale festa di santa Rita con pioggia delle rose;
  • 3 maggio: processione della santa Croce.
  • Natale: tradizionale novena lingua siciliana (lu viaggiu) cantata presso le edicole votive del paese e le chiese.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Museo civico e Museo naturalistico Francesco Minà Palumbo[modifica | modifica wikitesto]

La sezione archeologica

Il Museo civico ha sale adibite a mostre temporanee e sezioni permanenti (archeologica, pinacoteca, arte sacra, urbanistica); espone una selezione degli arredi della cappella di Sant'Anna ed opere di arte moderna e contemporanea. Tra gli eventi artistici più significativi degli ultimi anni vi sono da menzionare certamente le mostre di arte contemporanea, in collaborazione con l'associazione Fiumara d'arte di Antonio Presti, Luca Beatrice ed Helga Marsala. La valenza delle collezioni, la suggestione della cornice e, soprattutto, lo splendore del barocco della Cappella serpottiana, ne fanno oggi uno dei siti culturali più visitati di Sicilia[senza fonte].

La sezione arte sacra

Nel Museo naturalistico Francesco Minà Palumbo, oltre all'ingente collezione naturalistica omonima, è presente una piccola sezione archeologica che documenta l'esistenza di alcuni insediamenti antichi neolitici e del passaggio di diverse culture. Il museo si sviluppa principalmente intorno a collezioni di minerali, fossili e all'erbario con la flora spontanea delle Madonie, le piante d'interesse agrario e patologico, uccelli e insetti, e infine una ricca biblioteca.

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

A Castelbuono vengono pubblicati tre quindicinali cartacei:

  • Le Madonie, fondato nel 1922;
  • L'obiettivo, fondato nel 1982;
  • Suprauponti, fondato nel 2011.

Sono aggiornati quotidianamente due blog di informazione cittadina:

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima settimana di agosto ha luogo "Divino Festival" nato nel 2007, oggi diventato uno dei più importanti Galà Enogastronomici nel panorama italiano. Nella seconda settimana di agosto hanno luogo l'evento musicale dell''Ypsigrock festival, nato nel 1997, e la rassegna "Castelbuono Jazz Festival", nata anch'essa nel 1997. Da qualche anno si è aggiunto una rassegna di musica colta, Castelbuono Classica: quattro giornate con concerti pomeridiani di giovani artisti e session serale con musicisti di fama internazionale.

Persone legate a Castelbuono[modifica | modifica wikitesto]

  • Enrico II Ventimiglia (circa 1245-1300), uno dei protagonisti dei Vespri siciliani, che fece erigere il castello di Castelbuono
  • Vincenzo Errante (Castelbuono, 1575 - Pettineo, 1643), commediografo, accademico dei Curiosi, autore della commedia “Inganni d’amore”, Palermo, 1603
  • Baldassare Abruzzo (Castelbuono, 1601 - Castelbuono, 1665), sacerdote, giurista, autore di apprezzate opere di diritto, una delle quali, sulla Regia Monarchia di Sicilia, pubblicata recentemente (2012).
  • Francesco Minà Palumbo (Castelbuono 1814-ivi 1899), naturalista, cui è dedicato il locale museo.
  • Annetta Turrisi Colonna (Palermo 1820-Castelbuono 1848), poetessa e pittrice.[21]
  • Vincenzo Di Stefano (Castelbuono XIX secolo - ivi), militare, fu colui che sparò la cannonata che aprì la breccia di Porta Pia, durante la presa di Roma da parte del Regio Esercito nel 1870
  • Luigi Failla Tedaldi (Castelbuono 7 novembre 1853 - Palermo 21 giugno 1933) Entomologo
  • Guglielmo Gnoffi, (Polizzi Generosa 1256 circa - Castelbuono 16 aprile 1317) beato della Chiesa cattolica e compatrono di Castelbuono.
  • Francesco Maria Guerrieri Failla (Castelbuono, 21 febbraio 1831 – Castelbuono, 29 agosto 1900), poeta e patriota.[22]
  • Lussorio Cau (1867 - 1961), ufficiale dei carabinieri insignito della Medaglia d'oro al valor militare, deceduto a Castelbuono
  • Michele Lupo Gentile (Castelbuono 1880 - Pisa 1959), è stato uno storico italiano.
  • Gioacchino Failla (Castelbuono 19 luglio 1891 - Downers Grove Illinois 15 dicembre 1961) è stato un fisico italo-americano.
  • Alfredo Cucco (Castelbuono, 26 gennaio 1893 - Palermo, 21 gennaio 1968) politico e medico.
  • Michele Maria Tumminelli (Castelbuono, 11 gennaio 1894 - Milano, 30 luglio 1988) fu un educatore e politico italiano.
  • Antonio Mogavero Fina (Castelbuono 10 agosto 1911 - Palermo 29 settembre 1993) Storico di Castelbuono
  • Matteo La Grua (Castelbuono, 15 febbraio 1914 – Palermo, 15 gennaio 2012) sacerdote ed esorcista italiano.
  • Cristoforo Carabillò (Castelbuono, 1917 – Reggio Emilia, 3 febbraio 1945) partigiano italiano.
  • Vincenzo Maria Morici (Castelbuono 1917 - Palermo 2004), ingegnere.[23]
  • Vincenzo Carollo (Castelbuono, 8 dicembre 1920 - 7 febbraio 2013), senatore della Repubblica, presidente della Regione Siciliana e più volte sindaco di Castelbuono.
  • Antonio Castelli (Castelbuono 14 settembre 1923 - Palermo 11 giugno 1988), scrittore[24].
  • Orazio Cancila (Castelbuono, 2 gennaio 1937), storico, professore emerito di Storia Moderna nell'Università di Palermo, direttore scientifico della rivista “Mediterranea - ricerche storiche”, da lui fondata nel 2004. È autore di numerosi volumi, tra cui "Storia delle città italiane. Palermo" (Laterza, 1988, 1999, 2009, Premio Nuovo Mezzogiorno 1988), "L’economia della Sicilia. Aspetti storici", Il Saggiatore, 1992, Premio Nuovo Mezzogiorno 1992), "Storia dell’industria in Sicilia" (Laterza, 1995), "Storia dell’Università di Palermo dalle origini al 1860" (Laterza, 2006), "I Florio, storia di una dinastia imprenditoriale" (Bompiani, 2008, Premio Acqui Storia 2009, Premio “Rhegium Julii – Gaetano Cingari” 2009). Negli ultimi anni si è dedicato a un'approndita ricostruzione della storia di Castelbuono, sulla quale ha già pubblicato parecchi volumi disponibili online sul sito di Mediterranea ricerche storiche.
  • Gianni Minà (Torino, 7 maggio 1938), giornalista, scrittore e conduttore televisivo. Insignito della "cittadinanza onoraria" nel 2009 (il nonno Vincenzo, funzionario delle Ferrovie nato e vissuto a Castelbuono, si trasferì agli inizi degli anni Trenta nel capoluogo piemontese).
  • Francesco Maria Raimondo (Castelbuono, 1944), botanico.
  • Domenico Mogavero (Castelbuono, 31 marzo 1947) vescovo di Mazara del Vallo (TP)
  • Marcello Fiasconaro (Città del Capo, 19 luglio 1949), è stato un atleta, primatista mondiale degli 800 dal 1973 al 1976. Insignito della "cittadinanza onoraria" nel 1997[25] (il padre, emigrato in Sudafrica, proveniva da Castelbuono).
  • Giuseppe Oddo (Castelbuono, 1952) è un giornalista di ambito economico.
  • Rosario Schicchi (Castelbuono, 13 novembre 1957), botanico.
  • Mario Cicero (Castelbuono, 21 febbraio 1962), politico ed ex sindaco di Castelbuono.
  • Carmelo Abbate (Castelbuono 1971), giornalista e scrittore.
  • Lirio Abbate (Castelbuono 1971), giornalista.
  • Gioacchino Genchi (Castelbuono 22 agosto 1960), poliziotto e informatico.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 maggio 2012 viene eletto sindaco Antonio Tumminello con una lista civica di centrodestra.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
20 aprile 1946 1º agosto 1950 Filippo Bonomo Democrazia Repubblicana Sindaco
1º agosto 1950 Rosolino Alberti Sindaco
5 giugno 1952 Commissariamento Sindaco
5 giugno 1952 10 giugno 1956 Luigi Carollo Partito Comunista Italiano Sindaco
10 giugno 1956 2 settembre 1957 Luigi Carollo Partito Comunista Italiano Sindaco
2 settembre 1957 5 maggio 1960 Francesco Raimondo Sindaco
5 maggio 1960 Luigi Carollo Partito Comunista Italiano Sindaco
29 novembre 1960 Commissariamento Sindaco
29 novembre 1960 27 dicembre 1964 Antonio Mercanti Sindaco
27 dicembre 1964 luglio 1968 Antonio Mercanti Sindaco
luglio 1968 luglio 1969 Giuseppe Guarcello Sindaco
luglio 1969 20 luglio 1970 Vincenzo Carollo Democrazia Cristiana Sindaco
20 luglio 1970 20 novembre 1971 Vincenzo Carollo Democrazia Cristiana Sindaco
20 novembre 1971 3 agosto 1975 Vincenzo Carollo Democrazia Cristiana Sindaco
3 agosto 1975 11 maggio 1976 Vincenzo Carollo Democrazia Cristiana Sindaco
11 maggio 1976 17 agosto 1976 Vincenzo Carollo Democrazia Cristiana Sindaco
17 agosto 1976 23 ottobre 1977 Vincenzo Carollo Democrazia Cristiana Sindaco
23 ottobre 1977 5 luglio 1980 Vincenzo Carollo Democrazia Cristiana Sindaco
5 luglio 1980 27 febbraio 1982 Vincenzo Carollo Democrazia Cristiana Sindaco
27 febbraio 1982 29 gennaio 1983 Vincenzo Carollo Democrazia Cristiana Sindaco
29 gennaio 1983 7 novembre 1983 Vincenzo Carollo Democrazia Cristiana Sindaco
7 novembre 1983 23 gennaio 1984 Francesco Cipolla Sindaco
23 gennaio 1984 5 settembre 1984 Antonio Fiasconaro Sindaco
5 settembre 1984 6 giugno 1985 Vincenzo Carollo Democrazia Cristiana Sindaco
6 giugno 1985 4 aprile 1987 Francesco Romeo Partito Socialista Italiano Sindaco
4 aprile 1987 19 luglio 1988 Mario Lupo Sindaco
19 luglio 1988 2 luglio 1989 Francesco Romeo Partito Socialista Italiano Sindaco
2 luglio 1989 31 maggio 1990 Vincenzo Carollo Democrazia Cristiana Sindaco
31 maggio 1990 20 luglio 1990 Vincenzo Carollo Democrazia Cristiana Sindaco
20 luglio 1990 12 settembre 1991 Antonio Fiasconaro Sindaco
12 settembre 1991 12 ottobre 1992 Vincenzo Raimondo Sindaco
12 ottobre 1992 Santi Geraci Movimento Popolare Sindaco
21 novembre 1993 Commissariamento Sindaco
21 novembre 1993 14 dicembre 1997 Angelo Ciolino Centrosinistra Sindaco
14 dicembre 1997 28 maggio 2002 Giuseppe Mazzola Centrosinistra Sindaco
28 maggio 2002 14 maggio 2007 Mario Cicero Centrosinistra Sindaco
14 maggio 2007 7 maggio 2012 Mario Cicero Centrosinistra Sindaco
7 maggio 2012 in carica Antonio Tumminello Lista Civica Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni novanta Castelbuono è stata centro del primo concorso ippico interregionale delle Madonie ("trofeo Giubbe Rosse").

Il concorso ippico internazionale, i cui atleti risultavano tesserati con il CONI e l'A.N.T.E. fu un evento fortemente voluto dall'Ing. Vincenzo Maria Morici, già Vicepresidente dell'A.N.T.E.[26]

A partire dal 1912, ogni anno a Castelbuono si corre il Giro podistico internazionale. Con più di 100 anni di vita, la gara è la corsa su strada più antica d'Europa[27]

La gara si svolge in concomitanza con i festeggiamenti della patrona del paese, la Madre Sant'Anna.

La squadre di calcio della città sono l' A.S.D. Polisportiva Castelbuono che milita nel girone B dell'Eccellenza Sicilia e l'A.S.D. Supergiovane Castelbuono che milita in seconda categoria.

Città europea dello sport 2014[modifica | modifica wikitesto]

Castelbuono è stata ufficialmente proclamata Città europea dello Sport per l'anno 2014 dall'ACES (Associazione delle Capitali Europee dello Sport).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1] - Popolazione residente al 27 febbraio 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Géographie d'Édrisi traduite de l'arabe en français d'après deux manuscrits de la bibliothèque du Roi et accompagnée de notes par P. Amédée Jaubert, Tome second, Paris, Imprimerie Royale, 1840, p. 107.
  4. ^ Antonio Mogavero Fina, Ypsigro delle Madonie e origine di Castelbuono, Castelbuono, Ed. le Madonie, 1975.
  5. ^ Ancora oggi, gli anziani geracesi, chiamano i castelbuonesi "fisaulara", cioè discendenti dei loro compaesani di Fisauli. Mogavero Fina, opera citata.
  6. ^ Mogavero Fina, L'antipatica questione del Castrum Belvidiri, Ed. le Madonie, 1992.
  7. ^ Santoro, la contea dei Ventimiglia: il castello di Castelbuono, il Teatro del sole, Palermo, 1984.
  8. ^ Salvino Leone, Castelbuono u paisi, Ed. le Madonie, 2008.
  9. ^ I Ventimiglia, Arti Garfiche siciliane, Palermo, 1980; Castelbuono, sintesi storico artistica, Ed. le Madonie, 2002.
  10. ^ Mogavero Fina, Castelbuono nel travaglio dei secoli, Ed. le Madonie, 1950. La chiesa di Santa Maria del Parto è l'attuale Romitaggio, oggi adibito ad attività di ristorazione, un tempo antica abbazia benedettina.
  11. ^ Antica famiglia nobiliare risalente al XVII secolo. Il barone Antonio Collotti fu sindaco di Castelbuono. Salvino Leone, Castelbuono: 'u paisi: storia ed arte, fatti e persone, cultura e tradizioni, Ed. le Madonie, 2008, pag. 247
  12. ^ "Parole rivolte in Cefalù il 5 luglio 1862 ad una Commissione dell'Associazione unitaria di Castelbuono", in: Giuseppe Garibaldi, Scritti e discorsi politici e militari (vol. V dell'Edizione Nazionale degli Scritti di G. G.), Bologna, Cappelli, 1935, p.107-108.
  13. ^ Esiste un necrologio a lui dedicato dal giornale "L'ora" dell'epoca.
  14. ^ Oggi tale chiesa non è più presente, essendo stato eretto nello storico luogo una costruzione civile in cui esiste, tuttavia, una lapide commemorativa del centenario dell'Unità d'Italia che fa menzione dell'epico gesto.
  15. ^ Francesco Lupo, la croce sul pane, Ed. le Madonie, 1997.
  16. ^ Francesco Lupo, la croce sul pane, Ed. le Madonie, 1997
  17. ^ Le accoglienze di Castelbuono a Mussolini, Ed. le Madonie, 25 maggio 1924
  18. ^ Francesco Lupo, opera citata.
  19. ^ Salvino Leone opera citata
  20. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  21. ^ Ottocento siciliano - Gli artisti: Annetta Turrisi Colonna
  22. ^ Storia di Castelbuono
  23. ^ Salvino Leone Castelbuono: 'u paisi: storia ed arte, fatti e persone, cultura e tradizioni Edizioni le Madonie, 2008, pag.35 - Periodico Le Madonie - 1/15 aprile 2008, nº 4, pagg. 5 e 6.
  24. ^ V. Natale Tedesco, "La conversazione di Antonio Castelli", Roberto Cincotta (a cura di), Da un paese indicibile (Quaderni Leonardo Sciascia 4), La vita felice, 1999 - ISBN 88-7799-089-9, pp. 205 ss.
  25. ^ Claudio Colombo, "Fiasconaro e un sogno di mezza estate: 'Basta Sudafrica, voglio tornare in Italia' ", Corriere della sera 19 luglio 1997, archiviostorico.corriere.it. URL consultato l'11-10-2009.
  26. ^ Periodici: Le Madonie - L'obiettivo - luglio 1993/1994/1995/1996.
  27. ^ Così, per esempio la definisce normalmente la Gazzetta dello Sport: Taccuino, in Gazzetta dello Sport, 29 luglio 2009. URL consultato il 2 ottobre 2009.).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Guerrieri Failla, Poesie patriottiche (1860-1900), Palermo, Vena & C., 1934.
  • Salvino Leone Castelbuono: 'u paisi: storia ed arte, fatti e persone, cultura e tradizioni, Castelbuono, Ed. le Madonie, 2008.
  • Antonio Mogavero Fina, Storia del patriottismo castelbuonese, Castelbuono, Le Madonie, 1961.
  • Antonio Mogavero Fina, Ypsigro delle Madonie e origine di Castelbuono, Castelbuono, Ed. le Madonie, 1975.
  • Antonio Mogavero Fina, L'antipatica questione del Castrum Belvidiri, Ed. le Madonie, 1992.
  • Progetto Lires, collana nº 8 Ministero della Pubblica Istruzione dell'Università e della Ricerca- Direzione Generale della Sicilia - pagg. 17 e segg.
  • Periodico Le Madonie 1-15 aprile 2004 pag. 5 - Periodico L'obiettivo 7 aprile 2004, pag. 6 (Periodico l'Obiettivo, 7 aprile 2004, pag. 7: "in esso è raccontata la storia dell'Ing. Vincenzo Maria Morici (figlio di Melchiorre, figura di rilievo nella Castelbuono del Novecento, nonché, marito della nipote del Barone Guerrieri: la nobildonna Giuseppina Buscemi Collotti Buscemi), al quale si devono molteplici interventi di ripianamento tecnico effettuati nella cittadina. Il marito di Giuseppina, il barone Michelangelo Collotti, venne eletto agli inizi del secolo (1812) nel Parlamento Siciliano. Questo episodio viene ritenuto come il primo atto di una presenza castelbuonese alla vita pubblica dell'isola. (Antonio Mogavero Fina, Storia del patriottismo castelbuonese, Castelbuono, Le Madonie, 1961.)
  • Orazio Cancila, Castelbuono medievale e i Ventimiglia, PUNTO GRAFICA MEDITERRANEA S.R.L. - PALERMO, per conto dell'Associazione no profit “Mediterranea” marzo 2010

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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