Ciminna

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Ciminna
comune
Ciminna – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitana Provincia di Palermo-Stemma.png Palermo
Amministrazione
Sindaco Barone Vito Filippo (Lista civica "Ciminna innanzi tutto - Vito Filippo Barone sindaco") dall'11-06-2017
Territorio
Coordinate 37°54′N 13°34′E / 37.9°N 13.566667°E37.9; 13.566667 (Ciminna)Coordinate: 37°54′N 13°34′E / 37.9°N 13.566667°E37.9; 13.566667 (Ciminna)
Altitudine 478 m s.l.m.
Superficie 56,42 km²
Abitanti 3 731[1] (30-6-2017)
Densità 66,13 ab./km²
Comuni confinanti Baucina, Caccamo, Campofelice di Fitalia, Mezzojuso, Ventimiglia di Sicilia, Vicari, Villafrati
Altre informazioni
Cod. postale 90023
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 082030
Cod. catastale C696
Targa PA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti ciminnesi
Patrono san Vito martire
Giorno festivo prima domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ciminna
Ciminna
Ciminna – Mappa
Posizione del comune di Ciminna all'interno della città metropolitana di Palermo
Sito istituzionale

Ciminna è un comune italiano di 3.731 abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Ciminna.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
Democrazia Cristiana Sindaco [2]
Democrazia Cristiana Sindaco [2]
Partito Popolare Italiano Sindaco [2]
lista civica Sindaco [2]
Sindaco [2]
lista civica Sindaco [2]
centro-sinistra Sindaco [2]
lista civica Sindaco [2]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Francia Plougastel-Daoulas (Brest) Bretagne.

Assieme a Ventimiglia di Sicilia e Baucina fa parte del triplice gemellaggio con i Comuni di Guilers e Bohars (Brest) Bretagne.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il dott. Vito Graziano nel 1911 affermava che la "parola «Ciminna» sembra che essa sia proveniente dalla lingua araba, dove si trova l'aggettivo soemìn. che significa « pingue, grasso » parlandosi di terreno e nel femminile scemìna(t), che dal popolo si pronunzia soemìna. Questo significato della voce araba troverebbe la sua spiegazione nel la fertilità del suolo, che fu dimostrata nel primo capitele e meritò al Comune il titolo di ubertoso."[4] Il toponimo Chiminna compare per le prime volte in documenti scritti in greco risalenti al 1098, 1123, 1176 alludenti ad un centro abitato che con molta probabilità si trovava nella vicina contrada Cernuta, e che intorno al 1230 si spostò per cause che si sconoscono sull' attuale sito, in prossimità di un castello esistente sul colle Santa Anania[5]. Nel '300 sotto la signoria di Matteo Sclafani è citato come Terra (cittadina), ed intorno al 1490 il centro abitato si trovava in parte diroccato in seguito ad alcune frane, ciò causo nel corso del '500 un notevole sviluppo edilizio verso occidente. Nel '600 e nel '700 furono costruite numerose chiese e conventi dotate di numerose e preziose opere d'arte, che fecero meritare al paese l'appellativo di Palermu lu nicu. Nel '800 i ciminnesi parteciparono numerosi ai moti risorgimentali e antiborbonici. L'emigrazione degli inizi del '900 portò a un primo spopolamento del paese e fino agli anni cinquanta era sede della Pretura, del Carcere, dell'Ufficio imposte, dell'Ufficio registro.[6]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santa Maria Maddalena (chiesa madre)
  • Chiesa di San Giovanni Battista
  • Chiesa di Santa Maria del Carmine
  • Chiesa di San Francesco d'Assisi
  • Chiesa di San Francesco di Paola
  • Tribuna dell'Ecce Homo', edificata nel 1794 con una donazione del frate don Salvatore Bufalo dei Minori Conventuali. Ingrandita nel 1798 ad opera di Giuseppe Guarneri (Corleone, 19 settembre 1736 - documentato a Ciminna fino al 1798), presenta un fronte con un arco a tutto sesto chiuso da una ricca cancellata in ferro battuto, affiancato da due esili paraste sormontate da un timpano triangolare. Nell'altare di marmo, del 1795, trova posto la statua il legno policromo dell'Ecce Homo realizzata da Giacomo Quattrocchi nel 1802.
  • Chiesa di San Domenico
  • Chiesa di San Sebastiano martire
  • Chiesa di Santa Lucia V. e M.
  • Chiesa di San Giacomo (ex sinagoga ebraica)
  • Chiesa delle Anime Sante
  • Chiesa di San Giuseppe (del Collegio di Maria)
  • Chiesa dell'Assunta (dei Cappuccini)
  • Chiesa di San Vito (Patrono)
  • Chiesa di Loreto
  • Chiesa del cimitero (sepoltura confrati SS, Sacramento)
  • Chiesa dell'Ospedale (della Pentecoste)
  • Chiesa del Purgatorio (INAGIBILE)
  • Chiesa Sant'Antonio abate (INAGIBILE)
  • Cappella Maria SS. di Monserrato (ex chiesa)
  • Chiesa della Nostradonna (SCONSACRATA)

Architetture religiose profanate o distrutte[modifica | modifica wikitesto]

Fra le varie chiese di Ciminna scomparse o adibite nei secoli ad altri utilizzi si ricordano:

  • Chiesa della Madonnuzza: Esisteva già nel 1741, quando Don Andrea Grimaldi, con testamento del 14 gennaio, dispose la celebrazione di una messa festiva offrendo una donazione. Distrutta nel XVIII secolo, non ne esiste più alcuna traccia; fino al 1837 vi era ancora una via denominata "della Madonnuzza".
  • Chiesa della Santissima Trinità e Maria Santissima Addolorata: La chiesa fu fatta costruire nel 1740 da Don Alonso Spatafora, barone di Ciminna, a sue spese e nelle sue terre. In una lapide, un tempo murata sul prospetto della chiesa si leggeva: "O vos omnes, qui transitis per viam, attendite et videte si est dolor sicut dolor meus"
  • Chiesa di San Nicasio: Di fondazione ignota, esisteva già nel 1613. Già nel 1656 necessitava di rifacimenti; nel 1787 per il cattivo stato di conservazione dell'edificio, la Chiesa venne chiusa al culto e il quadro del titolare San Nicasio venne trasportato in una cappella concessa dai rettori del Carmine.
  • Chiesa di San Vincenzo: La chiesa esisteva già nel XVII secolo, quando Vincenzo Billingri, il 26 ottobre 1680, le versò un canone. Chiuse i battenti nel XVIII secolo.
  • Chiesa di Santa Barbara: Si ergeva probabilmente sulla vetta di Monterotondo. Nel XVI secolo risultava già distrutta.
  • Chiesa di Santa Maria dei Miracoli: Detta anche “Santa Maria della Neve”, venne fondata nel 1603. Vi aveva sede una Confraternita, che si divise all'inizio del XVIII secolo.
  • Chiesa di Santa Maria della Consolazione: Detta anche "degli Occhi grandi", non ne è rimasta alcuna traccia.
  • Chiesa di Santa Maria di Gesù: Risaliva al XVI secolo. Vi si conservava un gonfalone con figure ad intaglio eseguito dal palermitano Vincenzo Pernaci, come si rileva da un documento del 31 ottobre 1542. Sconosciuta la data della scomparsa
  • Chiesa di San Rocco
  • Chiesa di San Filippello
  • Chiesa di San Michele
  • Chiesa di Santa Rosalia
  • Chiesa di S. Benedetto
  • Chiesa di S. Margherita
  • Chiesa dell'Ospedale vecchio (Santi Cosma e Damiano)
  • Chiesa di S. Agata
  • Chiesa di S. Pantaleone
  • Chiesa di S. Caterina
  • Chiesa dell'Annunziata
  • Chiesa di Maria SS. del Lume
  • Chiesa di S. Maria dell'Itria
  • Chiesa della Raccomandata (ricostruita nel 1670 su progetto di Paolo Amato)
  • Chiesa di S. Andrea[sono delle Chiese scomparse o dirute]

Persone legate a Ciminna[modifica | modifica wikitesto]

Feste e ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

- La principale ricorrenza religioso-folcloristica è la festa del SS. Crocifisso - Patri di li grazi che si svolge ogni anno la prima domenica di maggio, essa venne effettuata la prima volta nel 1651 in seguito ad avvenimenti miracolosi.[7]

- IL culto a San Vito è documentato fin dall'inizio del XVI secolo e il suo santuario, che accoglie il simulacro (legno, Pietro Barberi? 1530 circa), sorge su una collina di fronte al paese. La festa del 15 giugno è preceduta da cinque martedì (i martiri di Santu Vitu) in cui si svolgono delle messe al santuario. Il giorno 15 invece ha luogo una breve processione. La festa principale si svolge ogni anno la prima domenica di settembre (volendo ricordare l'arrivo delle reliquie dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia il 4 settembre del 1672), quando il simulacro si trova già in paese da una settimana. In questo giorno la processione si avvia dalla chiesa di San Francesco d'Assisi per giungere alla Chiesa Madre. Il lunedì seguente da questa chiesa viene portato di nuovo al santuario fuori dal centro urbano. Una nota caratteristica di questa festa è la processione figurata (eseguita dal 1972), in cui circa 200 personaggi in costume di epoca romana divisi in 12 quadri rievocano la vita, il martirio e l'arrivo delle reliquie a Ciminna.

- L'8 dicembre, festa dell'Immacolata Concezione, la venerata immagine dell'Immacolata viene portata in processione per le vie del paese.[senza fonte] - Il sabato successivo all'8 dicembre si svolge una processione notturna (in memoria dell'arrivo della statua dell'Immacolata, immagine di pregevole bellezza eseguita dallo scultore Antonino Barcellona da Palermo nel 1781, che arrivò con enorme ritardo, di notte[8]) attorno alla quale ha luogo una caratteristica festa denominata "u Triunfu". Durante la sera si è soliti organizzare grigliate in tutto il paese, in attesa che si facciano le 4 del mattino, orario in cui ha inizio la processione dalla chiesa di San Francesco D'Assisi. Una piccola madonnina (a Marunnuzza ru Triunfu[9]) viene portata per le vie del paese a ritmo di ballabili locali suonate da alcuni elementi dell'acclamatissimo complesso bandistico "A.C.A.M. Giuseppe Verdi di Ciminna". Durante questo percorso vengono inoltre organizzate alcune "vampe" (falò) in tradizionali punti del paese e per tradizione i partecipanti si scaldano sorseggiando vino. La processione è solita concludersi alle 7 del mattino nella medesima chiesa, in ricordo dell'effettivo orario al quale nel 1781 la statua del Barcellona giunse all'interno della chiesa di San Francesco. Un alimento tipico che si prepara in concomitanza a questa festa è "a 'nfriulata", una sorta di pane cotto in forno ripieno con tritato di maiale, cipolle, patate e spezie.

-San Sebastiano viene festeggiato il 20 gennaio con la distribuzione delle arance, falò (vampa) e ntinna (il gioco della pignatta con l'ausilio di un asinello), e la Domenica successiva con la processione del simulacro ( legno, Salvatore Bagnasco? fine XIX sec.) per le vie del paese.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.C.D. Ciminna 1977 che milita nel girone B siciliano di 1ª Categoria. È nata nel 1977.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa Madre e alcuni luoghi del paese, sia dentro che fuori l'abitato, sono stati scelti da Luchino Visconti per girare alcune scene del film Il Gattopardo: il ringraziamento in chiesa dopo l'arrivo a Donnafugata, le scene di caccia, la partenza del principe Chevalley. Per l'occasione il paese fu trasformato in set cinematografico; in piazza Matrice fu costruita la facciata del palazzo dei Salina, in cartapesta davanti alle abitazioni esistenti e numerosi furono gli abitanti coinvolti come comparse.[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2017.
  2. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Vito Graziano, Ciminna, Memorie e Documenti, Palermo, 1911.
  5. ^ Arturo Anzelmo, Ciminna, materiali di storia tra xvi e xvii secolo, Ciminna, 1990.
  6. ^ Arturo Anzelmo, Il disegno del circolo dei civili, Ciminna, 2010.
  7. ^ www.sscrocifissociminna.it
  8. ^ L'Immacolata e "u Triunfu" | Viaggio alla scoperta delle tradizioni popolari dell'isola, su www.siciliaefolklore.com. URL consultato il 16 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il 20 dicembre 2015).
  9. ^ Diego Ciccarelli e Marisa Dora Valenza, La Sicilia e l'Immacolata: non solo 150 anni : atti del convegno di studio, Palermo, 1-4 dicembre 2004, Officina di Studi Medievali, 1° gennaio 2006, ISBN 9788888615967. URL consultato il 16 dicembre 2015.
  10. ^ Sulle orme del Gattopardo

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN245448448
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