Villabate

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Villabate
comune
Villabate – Stemma Villabate – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Palermo-Stemma.png Palermo
Amministrazione
Sindaco Vincenzo Oliveri (Centrosinistra) dal 1/06/2015
Territorio
Coordinate 38°05′00″N 13°27′00″E / 38.083333°N 13.45°E38.083333; 13.45 (Villabate)Coordinate: 38°05′00″N 13°27′00″E / 38.083333°N 13.45°E38.083333; 13.45 (Villabate)
Altitudine 47 m s.l.m.
Superficie 3,8 km²
Abitanti 20 531[1] (31-12-2011)
Densità 5 402,89 ab./km²
Comuni confinanti Ficarazzi, Misilmeri, Palermo
Altre informazioni
Cod. postale 90039
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 082079
Cod. catastale L916
Targa PA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti villabatesi
Patrono san Giuseppe
Giorno festivo 19 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Villabate
Villabate
Posizione del comune di Villabate all'interno della provincia di Palermo
Posizione del comune di Villabate all'interno della provincia di Palermo
Sito istituzionale

Villabate (Abbàti in siciliano[2]) è un comune italiano di 20.531 abitanti della provincia di Palermo in Sicilia. Costituisce un'unica conurbazione con la città di Palermo. Sorge a est del capoluogo sulla parte orientale della Conca d'Oro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1963 il paleontologo Giovanni Mannino rinvenne tre ripari rupestri con incisioni risalenti al Paleolitico, oggi scomparsi a causa dell'espansione urbanistica di Villabate; le raffigurazioni, che comprendevano bovidi ed equidi, erano stilisticamente vicine a quelle dell'Addaura.[3] Il paese di Villabate fu fondato dall'abate Antonio Agnello, che vi si trasferì da Palermo insieme ai suoi dipendenti intorno agli inizi del XVIII secolo. Successivamente il paese si ingrandì, e nel 1858 si rese autonomo da Palermo, diventando quindi Comune. Villabate era fino agli anni Sessanta un paese agricolo, ma con il boom edilizio ettari di agrumi, la ricchezza del paese, furono estirpati per lasciare posto alle abitazioni per i palermitani che fuggivano dal centro ancora non ricostruito dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Nella storia recente, il Comune di Villabate è stato sciolto due volte dal governo per infiltrazioni mafiose (1999 e 2004).

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Villabate ha un clima di tipo mediterraneo; la piovosità annua è relativamente più scarsa della città di Palermo (media annua 745 mm circa) ma più sostanziosa delle zone ancora più ad Est. D'inverno e d'estate si ha una maggiore escursione termica, per il tipo di territorio presente attorno alla cittadina. Facile aspettarsi dunque, valori più bassi del capoluogo siciliano d'inverno e leggermente più alti in estate (nel giugno 2007 si toccarono i 44 gradi). Villabate è anche conosciuto come Paese del vento per l'effetto che si verifica nella zona durante molti giorni dell'anno (soprattutto quando a soffiare è lo scirocco).

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Di notevole interesse turistico sono la chiesa ottocentesca di Sant'Agata, una torre di epoca spagnola, e i resti dell'insediamento punico di Pizzo Cannita, e in più le due chiese, in stile moderno, di San Giuseppe e del Sacro Cuore di Gesù. Caratteristici sono il Palazzo Migliaccio, Villa Vitale, i cunicoli scavati sotto la superficie di Piazza della Regione (la piazza principale), mete di riparo durante i bombardamenti della guerra e la piazza Guglielmo Marconi con una chiesa moderna (S. Agatone papa) e con resti di un monumentale cancello d'ingresso. Il "Palchetto della musica", un edificio in stile Liberty dei primi del '900, progettato da Ernesto Basile e situato in Piazza della Regione, è il simbolo della cittadina. Da notare è anche l'attuale costruzione che ospita la caserma della polizia municipale e l'area circostante, un tempo stazione ferroviaria. Villabate è gemellata con Zabbar (Malta) dal 1997.

Arte e monumenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Palazzo Migliaccio risale al XVIII secolo, fu voluto dalla nobile famiglia Migliaccio principi di Baucina e marchesi di Montemaggiore Belsito. I lavori durarono diversi anni e furono completati dal principe Don Ignazio Migliaccio Naselli. La famiglia Migliaccio fu per lungo tempo padrona della terra feudale di Montemaggiore Belsito che divenne marchesato nel 1878. Il Re Filippo IV diede a Don Mariano il territorio ed il castello di Baucina. Don Mariano Migliaccio, sposò Violante Marello e i suoi titoli di principe di Baucina e marchese di Montenegro Belsito passarono ai suoi eredi. La costruzione sorge su una antica torre alla quale si aggiunsero altri fabbricati, come le stalle, le scuderie, i depositi per i foraggi e la chiesetta di S. Antonio da Padova. L’edificio è costruito su tre piani di cui l’ultimo è più piccolo degli altri due, l’ingresso si trova in corso Vittorio Emanuele, dove un grande portone ligneo permetteva l’accesso ai cavalli e alle carrozze. Al piano terra vi erano le cucine e le camere della servitù. Al primo piano vi erano le stanze di rappresentanza (salone, biblioteca e salotti da ricevimento), al secondo piano la zona notte. Sopra la persiana del primo piano spicca lo stemma della famiglia Termine. Verso la fine dell’800 il principe Antonio Licata vendette il palazzo alla famiglia Troia di Villabate.
  • Il Palazzo Auria è stato quasi totalmente demolito e ricostruito. L’ingresso principale dava sul cortile dove vi erano le scuderie. Ai lati del cortile si snodavano due scale che conducevano a ciascuna ala del palazzo. Il nome della costruzione prende origine dal suo proprietario che sicuramente apparteneva alla nobile famiglia degli Auria.
  • Villa Vitale sorge nel tratto di pianura costiera che collega Bagheria alla Conca d’oro, luogo strategico per i commerci con Palermo e le altre città vicine. Oggi l’antica strada è andata in disuso sostituita dalla S.S. 113. La parte più antica della costruzione è una torre che aveva lo scopo di difendere le sorgenti d’acqua della Favara. Nel XVII sec. la costruzione viene adibita a residenza, ciò è testimoniato dagli elementi decorativi presenti nel secondo livello della torre. Gli edifici intorno alla torre vennero costruiti tra il XVIII e il XIX sec. dando al complesso l’aspetto di villa borghese. Successivamente la villa fu arricchita da elementi in stile liberty. Oltre alla torre vi sono altri edifici: la corte esterna, gli appartamenti della servitù, due vasche idriche e un pozzo ancora funzionante. Sul lato est della corte si apre un portone in ferro che dà sulla strada che collega Ficarazzi a Villabate. Tra gli agrumeti circostanti rimangono ancora le tracce di una strada che portava alla depandance. Questo edificio presenta elementi decorativi particolari indicanti un luogo di culto che, pur essendo annesso alla residenza nobiliare, poteva accogliere fedeli che vivevano nei vicini casolari. La torre ha subito numerosi ampliamenti e sopraelevazioni nei secoli e di essa rimane soltanto il muro esterno. Nel ‘500 fu inglobata in un torrione più grande che impedisce oggi di individuare le antiche costruzioni. Nel 1700 il torrione fu trasformato in residenza, aggiungendo due balconi con apertura ad arco sorretti da due mensoloni di pietra. Sulla facciata principale, al terzo piano si trovano delle finestre ovali della stanza adibita a colombaio. Il terzo piano è più recente: si nota dal tipo di copertura e dalle decorazioni interne in stile liberty. Oggi l’edificio verte in situazioni di degrado.
  • Chiesa di S. Agata è una costruzione di fine ottocento di stile romantico. La costruzione presenta sette altari laterali e uno centrale. Sul lato sinistro era situato il fonte battesimale, ma di recente è stato sostituito da un altare sul quale è stata eretta la statua di S. Antonio da Padova. La chiesa ha tre aperture: una centrale fatta costruire dal parroco Pietro Maltese nel 1931. Quella secondaria che dà nella via ten. Arrigo e quella dietro l’altare maggiore che conduce nella sacrestia e nei locali parrocchiali. Nel 1902 parte della chiesa crolla ma fu riedificata. Tra il 1933-34 l’abside fu decorata con pitture e lavori a stucco. Altre riparazioni furono apportate alla chiesa a causa del terremoto che colpì Villabate nel 1939. All’interno della chiesa vi è una statua lignea di S. Giuseppe e una statua dell’Immacolata in carta pesta. Nell’abside ci sono due quadri, uno raffigurante la “Madonna di Pompei” dipinta dal professore Catalano, l’altro S. Lucia Vergine Martire. Sempre nell’abside troviamo le statue: del Cuore di Gesù, S. Rosalia, S. Antonio da Padova, S. Agata, S. Teresa del Bambino Gesù, S. Agnese, Maria SS Addolorata, Gesù morto e infine un crocifisso ligneo posto tra l’altare maggiore e la cupola.
  • Villa Giannone è ubicata nel corso Vittorio Emanuele. Venne fatta costruire nell’ottocento dal barone Ernesto Teodoro Guastella, il quale la usò come dimora di villeggiatura. Nel XIX sec. la proprietà passa alla famiglia Pantaleo per poi essere rivenduta alla famiglia Giannone nel 1910. La villa ha un bel giardino, oggi purtroppo in stato di degrado. Attorno alla costruzione il barone fece costruire delle case per i suoi dipendenti.
  • Il Palchetto della Musica sorge nell’odierna Piazza della Regione. Progettato da Ernesto Basile si sviluppa su due livelli: il primo è costituito da tre vani e un servizio igienico adibiti ad attività commerciale. Il secondo è costituito da una terrazza coperta e contornato da una ringhiera di ferro.
  • Edificio della Scuola Elementare è ubicato nel corso Vittorio Emanuele. Venne fatto costruire dal comune nel 1930 durante il periodo fascista. L’edificio si sviluppa in tre livelli: il piano terra è adibito ad uffici, ai piani superiori vi sono delle sale e nella zona centrale vi sono i servizi igienici.
  • Teatro delle Palme si trova in corso Vittorio Emanuele. Venne fatto costruire dalla famiglia fontana nel 1451 su progetto dell’ingegnere Pietro Villa, il quale fece demolire buna metà dell’allora esistente Villa Marinuzzi per costruire un edificio da adibire a teatro e sala cinematografica. L’impianto è costituito da un’ampia sala al piano terra e da una galleria al piano superiore, alla quale si accede tramite una delle due scale poste nella grande hall, all’ingresso. L’altra scala conduce alla stanza per la proiezione. Il palco è addobbato con quinte e spogliatoi. Il nome “Teatro delle Palme” deriva dalla presenza di alcune palme secolari presenti all’ingresso del teatro appartenute all’antica Villa Marinuzzi. Attualmente il teatro non è fruibile dai cittadini, in quanto sono necessari sostanziali lavori di restauro.
  • Piazza della Regione è da sempre chiamata dai villabatesi “a banchina”, costituisce il cuore del paese, dove si danno appuntamenti uomini d’affari, comitive di giovani, persone anziane che giocano a carte. Diverse persone sostengono che nel sottosuolo della piazza si trovano moltissime caverne e cunicoli risalenti ad epoche remote. Nel 1922 fu costruito il Palchetto della Musica, ma la piazza fu pavimentata dopo la II Guerra Mondiale.
  • Chiesa di S. Giuseppe è stata costruita nel 1984 dall’architetto Carlo Schillaci. La chiesa è stata costruita in parte su terra donata dai coniugi Profaci e Schillaci, mediante offerte e raccolte organizzate dai parrocchiani ed è stata dedicata a S. Giuseppe patrono del paese. La chiesa è stata inaugurata il 18 marzo 1987 dal Cardinale e Arcivescovo di Palermo Salvatore Pappalardo. L’edificio è caratterizzato dalla struttura del tetto che da una media altezza da terra tende verso l’alto. Questa particolare forma richiama simbolicamente la tenda della peregrinazione nel deserto del popolo ebraico che ospitava l’Arca dell’Alleanza. Sulla sinistra della chiesa c’è l’ambone, al centro c’è la sede per il sacerdote, il tabernacolo e la sede dei ministri. Dietro l’altare vi è una stele di bronzo fuso e un pregiatissimo crocifisso di Pericle Fazzini. La chiesa è arricchita da due statue di marmo.

Importanza strategica[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Villabate è situato in un'importante zona strategica: su essa, infatti, si ramificano tutte le vie di comunicazioni tra Palermo e l'hinterland della città (Misilmeri, Ficarazzi, Bagheria, Belmonte Mezzagno). Sempre sul raccordo autostradale (uno dei più importanti della Sicilia) fa anche capolinea lo scorrimento veloce Agrigento-Palermo e l'Autostrada A19 che poco dopo diverrà Viale Regione Siciliana (direzione Palermo). Villabate è quindi anche facilmente raggiungibile, non solo per le numerosissime strade e statali che la attraversano, ma anche per la linea dell'Amat di Palermo che fa servizio sulla cittadina: la 224 che collega direttamente la stazione centrale della metropoli siciliana al centro del paese. Col passare degli anni, quindi, la cittadina ha avuto un incremento della produzione e un aumento della qualità della vita, essendo appunto una cittadina di passaggio un po' per tutti gli abitanti che si muovono e girano intorno alla cosiddetta Metropoli Est; negli ultimi anni tale ripresa ha tuttavia subito un repentino cambiamento in negativo.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei settori in cui Villabate eccelle è quello sportivo, non solo perché ha dato i natali a campioni come Zarcone, Sciortino e Di Chiara, ma anche per la fitta rete di infrastrutture sportive, pubbliche e private, che può offrire ai suoi cittadini. A Villabate si può giocare a calcio in campi sportivi attrezzati, compresa illuminazione notturna; inoltre si può giocare a calcetto, tennis, pallavolo, pallacanestro, bocce, nuoto (in una delle migliori piscine dell'isola) e pattinaggio. Un'importanza sempre costante e mai in declino ha rivestito nel paese la Società sportiva di pallavolo che, da parecchi anni, continua a restare ai vertici dei campionati nazionali o regionali (B2, C, D). Oggi la squadra di calcio milita nel Campionato d'Eccellenza Regionale (girone A) con ottimi risultati. Dal 2008 è ritornata una manifestazione storica villabatese: la gimkana automobilistica.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 1990, p. 703.
  3. ^ Giovanni Mannino, Guida alla Preistoria del Palermitano, Palermo 2008.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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