Palazzo Adriano

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Palazzo Adriano
comune
(IT) Comune di Palazzo Adriano
(AAE) Bashkia e Horës së Palacit
Palazzo Adriano – Stemma Palazzo Adriano – Bandiera
Palazzo Adriano – Veduta
Piazza Umberto I
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitanaProvincia di Palermo-Stemma.png Palermo
Amministrazione
SindacoNicolò Granà (lista civica "Sìamo Palazzo Adriano - Granà Sindaco") dal 26-11-2018
Territorio
Coordinate37°40′53.36″N 13°22′44.63″E / 37.68149°N 13.379063°E37.68149; 13.379063 (Palazzo Adriano)Coordinate: 37°40′53.36″N 13°22′44.63″E / 37.68149°N 13.379063°E37.68149; 13.379063 (Palazzo Adriano)
Altitudine695 m s.l.m.
Superficie130,1 km²
Abitanti2 043[1] (31-07-2018)
Densità15,7 ab./km²
Comuni confinantiBivona (AG), Burgio (AG), Castronovo di Sicilia, Chiusa Sclafani, Corleone, Lucca Sicula (AG), Prizzi
Altre informazioni
Cod. postale90030
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT082052
Cod. catastaleG263
TargaPA
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantipalazzesi (o Pallacjotët)
PatronoSan Nicola di Myra (Shën Kolli)
Giorno festivo6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Palazzo Adriano
Palazzo Adriano
Palazzo Adriano – Mappa
Posizione del comune di Palazzo Adriano all'interno della città metropolitana di Palermo
Sito istituzionale

Palazzo Adriano (IPA: [pa'latʦo adriˈano], Pallaci in arbëresh[2], U Palazzu in siciliano[3]) è un comune italiano di 2 043 abitanti[1] della città metropolitana di Palermo in Sicilia.

Situato nel cuore della Sicania alle pendici settentrionali del monte delle Rose, quasi equidistante da Palermo e Agrigento, è un centro d'origine arbëreshe e, pertanto, appartenente all'eparchia di Piana degli Albanesi: pur avendo dismesso l'uso della lingua arbëreshe, gli abitanti conservano il rito bizantino nell'ufficiatura della liturgia e le tradizioni orientali.

Noto per essere stato tra i principali set del film premio Oscar Nuovo Cinema Paradiso (1988), è un centro dedito soprattutto all'agricoltura e al settore primario.

È sede, insieme a Bivona, del Parco dei Monti Sicani[4]; inoltre, ha ottenuto dalla Regione siciliana il riconoscimento di "paese a vocazione turistica"[senza fonte].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Adriano è situato su un altopiano alle falde del Monte delle Rose, Mali i Trëndafilët (appartenente alla catena dei Monti Sicani) nell'entroterra di Palermo, al confine con la provincia di Agrigento. Il paese è ubicato a 695 m s.l.m. alle pendici del cozzo Braduscia.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Palazzo Adriano si estende per 12.925 ettari, corrispondente a quella parte del territorio antico di Prizzi donato, nel 1160, ai monaci cistercensi del monastero di San Cristoforo, situato tra Filaga e Monte Scuro[5].

  • Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003[6]

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Monte delle Rose (1.436 m)
  • Monte Indisi (1.187 m)
  • Monte Scuro (1.301 m)
  • Colle San Nicola (648 m)

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Palazzo Adriano è attraversato in gran parte dal fiume Sosio, che nasce dai monti di Bivona e Santo Stefano Quisquina.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

  • Classificazione climatica: zona D, 1716 GG[7]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Età medievale[modifica | modifica wikitesto]

I primi dati sull'esistenza del casale Arianum si hanno fin dal 1060[senza fonte] sotto il regno del conte Ruggero, quando Gerlando (primo vescovo di Agrigento dopo la cacciata dei saraceni) fondò le prime 14 prebende canonicali della mensa arcivescovile di Agrigento, con le decime dovute da alcuni borghi e luoghi abitati delle diocesi, tra cui sono riportati Prizzi e il suddetto casale Arianum. Più certi sono i dati sul casale di Palazzo Adriano riportati in un documento del 1160 (in cui venne scritto "sicut dividitur aqua inter Adrianum et Peritium" "Come si divide l'acqua tra Adriano e Prizzi"[8][9]) e, in seguito, in altri documenti del 1243 (Federico II conferma la donazione di Matteo Bonello delle terre ai monasteri e concede al monastero di Santa Maria di Fossanova la Villa di Adriano, fino ad allora di pertinenza del demanio della Corte Imperiale, compresa la giurisdizione sugli abitanti), del 1273 (atto di divisione tra i monasteri di Sant'Angelo e San Cristoforo dove per la prima volta si ritrova il nome Palacium Adriani[senza fonte]) e di altri documenti che risalgono all'epoca dei Vespri Siciliani.

A partire dal 1282 i feudi che oggi costituiscono il territorio di Palazzo Adriano videro susseguirsi più di trenta baronie concesse in enfiteusi tutte dagli abati del monastero di Santa Maria di Fossanova. Quest'ultimo ebbe riconosciuto il diritto di amministrazione dei feudi per più di 500 anni fino al 1787, quando la Real Corte di Ferdinando IV di Napoli incamerò tutte le terre, affidandone l'amministrazione alla Reale Commenda della Magione di Palermo. Alcuni enfiteuti sono stati Nicolò de Apilia (Abella), Margherita Ventimiglia, i Villaraut, gli Opezzinghis, i Notarbartolo ed altri.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Una pagina importante nella storia di Palazzo Adriano è stata scritta a partire dal XV secolo, quando un gruppo di militari albanesi, gli arbëreshë, si insediò nella zona ormai disabitata ripopolandola. Con la caduta delle ultime resistenze albanesi capeggiate da Giorgio Castriota Skanderbeg, numerosi albanesi dovettero abbandonare l'Albania per fuggire all'avanzata devastante turca, raggiungendo la Sicilia e insediandosi nel piccolo casale costruito da pastori e contadini. Con le altre andate migratorie provenienti anche dalla Morea albanese, il casale crebbe di popolazione e di sviluppo.

Attraverso i secoli gli arbëreshë mantennero intatta la loro cultura e continuarono a parlare la lingua madre albanese, fin quando, dal XIX secolo, non entrarono nel paese famiglie provenienti dai territori vicini. Da allora l'equilibrio secolare si ruppe, dando inizio ad un impoverimento della lingua locale e vita ad una comunità in cui oggi coesistono famiglie di rito latino e di rito bizantino. Palazzo Adriano, difatti, aveva a lungo conservato cinque autonomie: amministrativa, giudiziaria, economica, religiosa e militare, di origine balcanica, permesse e riconosciute dalla legislazione del regno meridionale.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma del Comune
Gonfalone del Comune

Ecco la descrizione araldica dello stemma del Comune di Palazzo Adriano:

«di rosso, all'aquila bicipite di nero, coronata all'antica d'oro sulle due teste, sostenenti fra gli artigli una lista bifida svolazzante, con la leggenda: universitatis palatii adriani. Lo scudo ha ornamenti esteriori da Comune consistenti: nella parte superiore, in una corona murale formata da un cerchio aperto da quattro pusterle (tre visibili), con due cordonate a muro sui margini, sostenente una cinta, aperta da sedici porte (nove visibili), ciascuna sormontata da una merlatura a coda di rondine, il tutto d'argento e murato di nero; nella parte inferiore in un ramo di ulivo, a sinistra, e in un ramo di quercia, a destra, legati da un nastro tricolore nazionale»

(Statuto comunale, art. 1[10])

L'aquila bicipite su sfondo rosso è il simbolo del comune che si ricollega all'antica origine albanese. Il gonfalone comunale consiste in un drappo quadrangolare di velluto rosso, raffigurante all'interno lo stemma comunale, è custodito presso la stanza del sindaco.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Fontana ottagonale di piazza Umberto I (1608)
Lavatoio comunale (1938)
Palazzo dei baroni Mancuso, (XVIII secolo)
Villa del barone Vincenzo Mancuso Pasciuta (XIX-XX secolo)
  • Palazzo Municipale (ex Palazzo Dara): sito in Piazza Umberto I, palazzetto settecentesco, caratterizzato da un arco di entrata attraverso il quale si accede in un cortile interno adornato da una fontana. Il palazzo è di proprietà del comune dal 1948[11].
  • Palazzo dei Baroni Mancuso: palazzetto settecentesco prospiciente sulla piazza principale e dotato di più ingressi, sia su via Vittorio Emanuele che su via Armando Diaz, dove il toponimo Orto Barone ricorda la proprietà originaria dell'attuale giardino pubblico donato dai Mancuso. Il palazzo, forse originariamente dimora dei Baroni Schirò, passò ai baroni Mancuso tra cui si ricorda Pietro Mancuso Dara, prodittatore nominato da Garibaldi nel 1860 e successivamente Sindaco della cittadina per qualche decennio. Nella prima metà del Novecento a pianterreno erano allocati i trasformatori per l'elettricità prodotta da un impianto idroelettrico del Barone Vincenzo Mancuso Pasciuta, figlio del precedente, che fu la prima forma di alimentazione di tal genere per Palazzo Adriano.
  • Casa d'infanzia di Francesco Crispi, sita nell'omonima via, con una lapide commemorativa sulla facciata.
  • Villa del Barone Vincenzo Mancuso Pasciuta: sita in Viale Vittorio Veneto, fu realizzata tra la fine del XIX e i primi anni del XX secolo. La casa, il cui giardino è stato occupato da una costruzione moderna, fu decorata con pitture di Giuseppe Enea, pittore-decoratore palermitano attivo anche nel Teatro Massimo di Palermo. Adiacente al giardino scomparso era altro terreno che fu donato dal Barone Vincenzo a favore della stazione del treno che fu inaugurata nel 1920.
  • Villa comunale (o parco della Rimembranza): sito in viale Vittorio Veneto, la sua costruzione iniziò nel primo dopoguerra (1920), per volere delle autorità comunali. Il parco è dedicato alla memoria dei palazzesi caduti nel primo conflitto mondiale, e vi sono stati piantati 40 alberi, tanti quanto i caduti[11], oltre ai quali vi è una lapide in memoria del Capitano dei Carabinieri Mario D'Aleo, ucciso da Cosa Nostra.
  • Fontana di piazza Umberto I: risale al 1608; riporta sulle lapidi, il nome degli amministratori che la fecero costruire. A realizzare la fontana, dalla caratteristica forma ottagonale, furono i chiusesi Nicolò Gagliano e Vito Termini (1607) e il burgitano Vito Lo Domino (1684), che scolpì, in gusto barocco, un vaso con pigna[11].
  • Lavatoio comunale: fu costruito nel 1938, in pieno regime fascista, per volere di Benito Mussolini; visitando il paese in occasione dell'inaugurazione della diga del lago di Gammauta, infatti, vide alcune donne in ginocchio lavare i panni presso le sorgenti aperte di Fontana Grande (alla fine dell'odierna via XX settembre), battendo la biancheria su alcune pietre, e decise di far costruire un lavatoio. L'edificio è stato restaurato alcuni anni fa[11].
  • Ex stazione ferroviaria, sita in via Pietro Nenni.
  • Casa Del Fanciullo: sita in Viale Vittorio Veneto, è sede degli uffici scolastici di Palazzo Adriano, ma nei decenni precedenti, soprattutto il dopoguerra, è stata sede della scuola primaria e secondaria del Paese e centro di colonie estive di numerosi bambini ed adolescenti venuti anche soprattutto dalle grandi città vicine come Palermo.

Esistono nel territorio comunale di Palazzo Adriano delle fabbriche in zone rurali di campagna simili a masserie, come ad esempio il "Casale Borgia" ormai adibito ad uso alternativo.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castello di Palazzo Adriano.
L'interno del Castello Borbonico
Il castello borbonico (XVIII secolo)

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Viale Vittorio Veneto.
  • Piazzetta Garibaldi, piccola piazzetta dove ogni anno in occasione del 24 giugno, festa di San Giovanni Battista, si tiene la tradizionale “rumputa ri pignati”.
  • Via Vittorio Emanuele II, oltre ad essere una delle vie principali del paese, ha anche una valenza storica: è detta dai palazzesi, infatti, Strata Latina.
  • Via Francesco Crispi, la più lunga via del paese, detta dai palazzesi come Strata ranni.
  • Piazza Umberto I, la piazza principale del paese, raffigurata nel film Nuovo cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore.
  • Casa di Totò in "Nuovo Cinema Paradiso", sita in via Molinello 110, a nord del paese, nei pressi di via XX settembre.
  • Casa di Alfredo in "Nuovo Cinema Paradiso", sita sotto l'arco di via Chiara, nei pressi della piazza Umberto I.
  • Un particolare che caratterizza Palazzo Adriano è la notevole presenza di fontane da cui sgorga acqua fresca, sono 33 le fontane presenti nel territorio palazzese, da quelle per dissetare il bestiame, la più caratteristica; la fontana ottagonale di Piazza Umberto I, inoltre è presente una fontana, sempre in piazza Umberto I, con inciso il nome del proprietario, la famiglia Dara.
  • Piazza Papa Giovanni Paolo II, nei pressi dell'ex ospedale, si trova il punto di atterraggio dell'elisoccorso.
  • Piazzale Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa sito sul piazzale dell’ex stazione ferroviaria, inaugurato nel novembre 2018 in memoria delle vittime di mafia[12]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio di Palazzo Adriano si trovano, ancora integri, sia la Pietra di Salomone, sulla cui parete ovest si trovano alcune stanze, scavate dai bizantini e usate come vedette, sia la Pietra dei Saraceni, in cui è scolpita una scala che porta ad un pozzo di forma circolare, probabilmente per la raccolta dell'acqua piovana.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Riserva naturale orientata Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio.

Gran parte del territorio del comune di Palazzo Adriano ricade all'interno della riserva naturale orientata Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio, istituita nel 1997 e comprendente anche i territori dei comuni di Bivona, Burgio e Chiusa Sclafani[13]; nel territorio della riserva naturale sono stati trovati i più antichi reperti fossili della Sicilia[14].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione storica della
popolazione
1625 2.841
1715 3.428
1765 3.875
1861 5.181
1882 5.882
1986 2.964
1991 2.767
2001 2.530
2011 2.227

Abitanti censiti[15]

Nonostante l'ampiezza del territorio, la popolazione di Palazzo Adriano non ha mai raggiunto quote elevatissime: dopo essere stato disabitato nel XIII secolo e ripopolato dagli albanesi in quello successivo, il paese ha vissuto un forte incremento demografico nel XVII secolo, fino ad arrivare a quasi 6.000 abitanti alla fine del XIX secolo. A causa del fenomeno dell'emigrazione che colpì Palazzo Adriano e l'intera Sicilia, tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento la popolazione dapprima si stabilizzò, poi cominciò a decrescere, fino a quando, nel secondo dopoguerra, arrivò a perdere più di mille abitanti. Negli ultimi decenni la popolazione si mantenne costante intorno ai 3.000 abitanti; all'inizio del XXI secolo, giunse a circa 2.600 abitanti.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Lapide marmorea commemorativa degli albanesi che ripopolarono Palazzo Adriano nell'agosto 1482
Lapide marmorea commemorativa posta sulla facciata della casa d'infanzia di Francesco Crispi
Giovani in abiti tradizionali arbëreshë

La presenza straniera a Palazzo Adriano è aumentata dopo l'apertura di un centro accoglienza profughi, al 10 giugno 2018 risultano 59 residenti stranieri. La lingua albanese e la cultura originaria è andata irrimediabilmente persa nel XIX secolo, ma si è mantenuto il rito bizantino degli avi. Il rito è l'unico elemento che rappresenta l'origine, l'identità degli antichi abitanti, e continua a preservare la memoria storica. I costumi femminili albanesi di Palazzo Adriano, anch'essi persi[16], sono stati ripresi in alcuni acquerelli da Jean Houel[17] quando, facendo un viaggio in Sicilia e a Malta alla fine del Settecento, sostò per un breve periodo a Palazzo Adriano, affermando che: "[...] le donne albanesi si vestono con grande sfarzo nei giorni di festa"[18].i

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

L'idioma più diffuso è la lingua italiana. Il dialetto, entrato preponderatamente dal XIX secolo, fa parte della famiglia dei dialetti centro-occidentali del siciliano.

Sebbene Palazzo Adriano sia delimitato come "comune di minoranza albanofona" ai sensi della legge 482/99 ("Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche"), la lingua albanese, l'arbëresh, non è più la lingua comune della comunità, ed è oggi persa. L'albanese sussiste nelle preghiere liturgiche delle parrocchie di rito bizantino[19] ed è parlata solo da pochi (sacerdoti di rito orientale, i papàdes, intellettuali, ex-studentesse del "Collegio di Maria",ex-studenti del "Seminario Italo-Albanese"[20] ed anziani del posto). Sul Monte delle Rose (Mali i Trëndafilët) gli arbëreshë di Palazzo Adriano sono soliti recarsi ogni 1º agosto (E para e gushtit) per intonare il canto nostalgico dell'esule albanese O e bukurà Morè (O bella Morea) rivolti verso l'Albania, loro terra natia[21][22].

Il toponimo Palazzo Adriano presenta una forma in arbëresh "Pallaci", ma per denominarlo tra i paesi dell'Eparchia si usa "Hora e Palacit".

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La caratteristica principale di Palazzo Adriano è la convivenza di due differenti gruppi etnico-religiosi, che pertanto seguono riti diversi: gli abitanti d'origine albanese di rito bizantino, detti impropriamente anche "greci", e i siciliani di rito romano, i "latini". Entrambi i gruppi conservano i propri usi, costumi e tradizioni, ed il loro attaccamento al proprio rito talvolta sfocia in controversie e rivendicazioni su fatti storici e culturali che coinvolsero buona parte del paese: l'acredine che più oppose i due gruppi è quella dovuta alle varie ipotesi riguardanti le origini di Palazzo Adriano. Palazzo Adriano appartiene all'Eparchia di Piana degli Albanesi, dopo essere stata per secoli all'interno dell'Arcidiocesi di Agrigento.

Dal 1924 la Congregazione delle Suore basiliane figlie di Santa Macrina di rito bizantino, presente nelle comunità italo-albanesi o in località in cui sono presenti emigrati o istituzioni arbëreshë, opera di apostolato nelle parrocchie, di assistenza, di educazione e di istruzione dei bambini e dei giovani negli asili, nelle scuole e nei collegi e l'assistenza agli ammalati, agli anziani ed agli invalidi.

Tradizioni e folklore[modifica | modifica wikitesto]

A Palazzo Adriano durante l'anno ci sono numerose ricorrenze religiose e sociali dovute alla compresenza delle due differenti etnie: quella albanese (di rito bizantino) e quella siciliana (di rito latino). Gli originari arbëreshë amano conservare e tramandare le antiche tradizioni e cerca di recuperare quelle tramontate sulla base dei racconti delle persone anziane e dei documenti storici.

La Chiesa di San Nicola gremita di fedeli dopo il ritorno del SS.Crocifisso nella sua chiesa dopo 50 anni (16 agosto 2018)

'A Fera (I Drejtë),secondo la liturgia bizantina, la festa più sentita dal paese e dai suoi abitanti, processione per le vie del paese con i simulacri di San Nicola di Myra, Madonna delle Grazie e SS.Crocifisso, 16 agosto

La Fiera 16 agosto[modifica | modifica wikitesto]

(16 agosto 2018) i simulacri del Santo Patrono Nicola di Myra, Maria SS.ma Delle Grazie e il SS. Crocifisso, vengono preparati per la processione serale

La Fiera, " 'A Fera" in palazzese, è una festa religiosa che si tiene in Palazzo Adriano dal 14 al 16 agosto di ogni anno.

È considerata dai suoi cittadini come la più importante e sentita festa del Paese, oltre ad essere la festa, secondo il rito bizantino, più importante.

Alla festa, che coincide con quella dell'Assunta (15 agosto) a cui la Chiesa Madre è consacrata, la Chiesa di Maria Santissima Assunta, partecipano anche centinaia di donne che, per devozione, per grazia, per voto, seguono scalze la processione che si snoda per le vie del paese.

È una festa che attrae e richiama soprattutto chi non vive più nel piccolo paese siciliano.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

La Processione è organizzata da 3 Confraternite quanti sono i Simulacri:

  • Confraternita Di San Nicola Di Myra, (Santo Patrono di Palazzo Adriano) i confrati indossano una Maglia bianca con lo stemma della confraternita di appartenenza e il logo del Circolo "Skanderbeg" principale organizzatore della festa, e una fascia in vita di colore Verde con in più il logo dell'Eparchia di Piana Degli Albanesi.
  • Confraternita della Madonna Della Grazia, formata da sole donne, le consorelle indossano una maglia bianca con i medesimi loghi e una fascia su spalla color Blu-Oro, colori che riprendono il manto della Madonna.
  • Confraternita del SS. Crocifisso, la più numerosa, conta più di cento confrati, gli stessi indossano una maglia bianca con i medesimi loghi e una fascia di colore rosso sul quale è cucito il logo dell'Eparchia di Piana Degli Albanesi.
Svolgimento[modifica | modifica wikitesto]

La festa inizia quando il simulacro della Madonna delle Grazie viene portato in spalla dal suo Santuario,sito fuori paese, alla Chiesa Madre, 14 agosto.

La sera stessa, dopo il Canto della Paraklisis alla Madre di Dio, viene fatta una processione nella Piazza Principale del Paese con L' Epìtafios della Madre di Dio e la chiesa benedetta con delle foglie di alloro.

Il SS.Crocifisso esce in processione dalla Chiesa di San Nicola (Agosto 1954)

Il pomeriggio successivo, viene portato il Simulacro di San Nicola dalla sua Omonima Chiesa alla Chiesa Madre, questo evento non accadeva da oltre 30 anni poiché la Chiesa di San Nicola è stata riaperta solo nel Giugno del 2018 per lavori di restauro.

La mattina del 16 agosto, alle 6:00 viene fatta la storica Alborata con "Scampanio dei sacri bronzi" vengono suonate le campane per "svegliare" il Paese ed avvertire tutti che è iniziata la grande Festa.

Nel pomeriggio vengono preparati i simulacri e le rispettive chiese.

Alle 21:00 circa inizia la processione, escono in ordine; San Nicola, la Madonna delle Grazie e il SS. Crocifisso, i simulacri percorrono le strade principali del Paese seguiti dalle Confraternite, i fedeli, I Sacerdoti, le Autorità Civili e Militari e la Banda Musicale, alla fine la Madonna delle Grazie ritorna momentaneamente in Chiesa Madre mentre San Nicola e il SS.Crocifisso tornano nella Chiesa di San Nicola (evento che si è ripetuto dopo 50 anni nell'agosto del 2018).

Successivamente il Simulacro della Madonna Delle Grazie verrà riportato al Santuario l'8 settembre, giorno della Natività di Maria.

La realizzazione della Festa è a cura del Comitato dei Festeggiamenti del SS.Crocifisso di Palazzo Adriano.

'A Fera 16 agosto 1911

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

A Palazzo Adriano è operativo l'Ospedale "Regina Margherita": si tratta di una "unità operativa complessa" con tutte le sue divisioni di primariato. Inaugurato nel 1905, venne costruito accanto all'antico ospedale, a sua volta fondato nel 1790 dalla Reale Commenda della Magione di Palermo[23]. Negli ultimi tempi le prestazioni dell'ospedale sono state ridotte per attuare la riconversione della struttura e la realizzazione della Residenza sanitaria assistenziale (Rsa)[24]. In paese, inoltre, sono presenti un centro di vaccinazione e una casa di riposo, la "Monsignor Chiarchiaro" ormai chiusa ed in completo stato d'abbandono.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca comunale "Rao - Rafti"

Sita in via XX settembre, fondata nel 1926, possiede circa 15.000 volumi[11]. Fu istituita per volere dell'avvocato Rao che, molto legato al paese natio, chiese che la biblioteca fosse intitolata "Biblioteca Andrea Rao e Fratelli Rafti" ad uso degli studiosi. La sala lettura al primo piano della biblioteca comunale porta il nome di Mario Francese, cronista autentico e coraggioso nel ricercare la verità, ucciso la sera del 26 gennaio 1979[12].

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

A Palazzo Adriano è presente un istituto comprensivo statale "Francesco Crispi" succursale dell'Istituto comprensivo di Prizzi, che comprende la scuola materna (o dell'infanzia), la scuola elementare (o primaria) e la scuola media (o secondaria di primo grado), e una scuola privata, la scuola materna "San Basilio".

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo comunale, sezione della cultura Albanese (Arbëreshe)

Il Museo comunale sito nella piazza Umberto I, al piano terra del palazzo municipale, si suddivide in varie sezioni[25]:

  • Sezione museo geonaturalistico del Permiano del Sosio: in esso sono esposti i calchi dei reperti geologici risalenti a circa 300 milioni di anni fa, ritrovati nel territorio della riserva naturale orientata Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio. La maggior parte dei fossili sono stati rinvenuti presso la Pietra di Salamone e la Pietra dei Saraceni.
  • Sezione della cultura Albanese (Arbëreshe): sita nelle stalle del castello borbonico, espone riproduzioni contemporanee dei costumi arbëreshë e gigantografie degli acquarelli di Jean Houel, realizzati nel 1782, raffiguranti le donne di Palazzo Adriano in tradizionali abiti albanesi. Di pregevole fattura sono gli originali paramenti sacri dei celebranti della divina liturgia bizantina, risalenti dal XVIII al XX secolo. Nella sezione del museo è esposto, inoltre, una riproduzione dell'abito di Ferdinando IV, ultimo abitante del castello.
  • Galleria foto "Nuovo cinema Paradiso": le scene e i retroscena del film di Tornatore raffigurati in oltre 100 fotografie originali.
  • Sezione fotovideo filmatica: sezione contenente fotografie e film delle iniziative realizzate negli ultimi 30 anni dal comune in collaborazione con la Proloco e altre associazioni cittadine.
  • Sezione museo dell'acqua: si trovano foto raffiguranti le sorgenti di Palazzo Adriano; una teca del museo è dedicata a Biagio Governali, scultore che ha realizzato opere sul paese.

Presso la biblioteca comunale esiste una Sezione Museo del Libro[25].

Media[modifica | modifica wikitesto]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicazioni su Palazzo Adriano
  • Aricò Tommaso, Brevi notizie sulle vicende storiche di Palazzo Adriano, Arti Grafiche G. Fiore e Figli, Palermo anno 1935
  • Antonino Caldarella, Storia di Palazzo Adriano 1942, 2ª ed., Palazzo Adriano, Comune di Palazzo Adriano & Pro Loco "Palazzo Adriano", 2001.ISBN non esistente
  • Cipolla Francesco, Briozoi perniani di Palazzo Adriano, Scuola tip. Boccone del povero, Palermo 1951
  • Crispi Salvatore, Cenni topografico-medici sovra Palazzo Adriano, Tip. Clamis e Roberti, Palermo 1844
  • De Marco Spata Bruno, I figli illustri di Palazzo Adriano, Edizioni Bideri, Napoli 1986
  • De Marco Spata Bruno, Nascita di una chiesa: Maria Madre del Lume, parrocchia latina di Palazzo Adriano, Tip. Vittorietti, Palermo 1984
  • Fabio Oliveri, Palazzo Adriano. Territorio e storia, Ristampa, Palazzo Adriano, Comune di Palazzo Adriano, 1997.ISBN non esistente

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

A Palazzo Adriano sono state girate alcune esterne del film di Giuseppe Tornatore Nuovo Cinema Paradiso. Lo scrittore Marco Padùla, nativo del luogo, che ha partecipato in qualità di comparsa alla realizzazione del film, ha scritto un romanzo, "Un Paese da Oscar" (Firenze Libri, 1991), ispirato alle vicende relative alle riprese cinematografiche che videro coinvolti come comparse abitanti del paese. Nell'ottobre 2007 sono state girate alcune scene del film La siciliana ribelle di Marco Amenta.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

I piatti tipici di Palazzo Adriano sono[26]:

  • la gidata, una specie di pane ripieno di verdure salate;
  • la tabisca, pane schiacciato con le dita ed unto di olio d'oliva pre-cotto;
  • la muffuletta, preparata con olio, pepe e formaggio;
  • dolci come le mastrazzole, i cuddureddi di fichi e mandorle, le sfince di uova o di patate, i pupi cu l'ova, confenzionate con uova sode e pasta biscottata;
  • il canestrato, la ricotta ed altri formaggi provenienti da pascoli di alta montagna.
  • La Cuccìa
    la Cuccìa, grano o frumento cotto.
  • gostedde fritte, impasto di pizza o pane fritto.
  • pane di San Giuseppe.
  • pane di San Nicola.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Fra i prodotti agricoli maggiormente coltivati ci sono cereali, olive, uva, e fichi d'India. È cospicuo l'allevamento dei bovini e degli ovini così come la lavorazione dei prodotti caseari.

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

L'artigianato locale si basa sui ricami per la produzione di merletto e di lavori all'uncinetto e a calza. In paese sussistono alcune antiche attività, come quella degli ebanisti, che lavorano principalmente il legno gra secondo un antico insegnamento presente a Palazzo Adriano sin dal 1890. È in fase di sviluppo l'artigianato artistico, di fattura pregiata e fantasiosa[26].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Palazzo Adriano e Ferrovia Lercara-Filaga-Magazzolo § Diramazione Filaga–Palazzo Adriano.

Dal 1920 al 1959 era in funzione anche la ferrovia Filaga–Palazzo Adriano a scartamento ridotto delle FS una piccola diramazione della ferrovia Lercara-Filaga-Magazzolo e a Palazzo Adriano aveva la sua stazione ferroviaria tuttora esistente ma non più in uso.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
22 novembre 1993 30 novembre 1997 Andrea Ribaudo Lista Civica Sindaco
1º dicembre 1997 27 maggio 2002 Giuseppe Alessi Lista Civica Sindaco
28 maggio 2002 12 maggio 2007 Giuseppe Alessi Lista Civica Sindaco
27 ottobre 2016 25 novembre 2018 La Iacona Michela Fontana Carmelo Trombadore Ferdinando Commissione prefettizia
26 novembre 2018 in carica Nicolò Granà Lista Civica Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Palazzo Adriano fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.1 (Montagna interna - Montagna di Corleone)[27] e inoltre fa parte: "Unione Dei Comuni Albanesi B.E.S.A".

Sodalizi[modifica | modifica wikitesto]

  • Associazione San Giuseppe, fondata il 18 ottobre 1990, si occupò per moltissimi anni della celeberrima Festa di San Giuseppe in Settembre. Attualmente è rappresentata dal Presidente Giannicola Sabella, sito in Piazza Umberto I
  • Circolo Skandeberg, uno dei più importanti circoli del paese, componente fondamentale per l'organizzazione di alcune feste principali del paese come 'A Fera (14-16 agosto). Attualmente è rappresentato dal Presidente Nicola Parrino, sito in Piazza Umberto I
    Il Circolo "Skanderbeg"
  • Circolo Unione, sito in Piazza Umberto I
  • Circolo Femminile Eva, sito in via Messina,
  • Sodalizio "A Chiazza", sito in Piazza Umberto I

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Stadio Comunale di Palazzo Adriano

Ospita una delle prove del circuito Ecotrail Sicilia, l'Ecotrail dei Monti Sicani. È presente un'A.S.D. di ciclismo "Matt'in Bike"

A livello calcistico la squadra di Palazzo Adriano, " l'U.S. Città di Palazzo Adriano" fino ai primi anni duemila ha avuto un fiorente trascorso calcisitico arrivando fino al campionato di Promozione. Ad oggi l'U.S. Città di Palazzo Adriano non esiste più.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Stadio comunale.
  • Impianti sportivi "Daniele Francaviglia" campi da calcetto e pallavolo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b http://demo.istat.it/bilmens2018gen/index.html Popolazione residente al 31/07/2018
  2. ^ Toso, 2008, 163, nota 44.
  3. ^ DT, 468.
  4. ^ Re-istituito il Parco dei Monti Sicani, su comune.bivona.ag.it. URL consultato il 30 luglio 2012.
  5. ^ Oliveri, 10-12.
  6. ^ Classificazione sismica dei comuni italiani (PDF), su protezionecivile.it. URL consultato il 23 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 18 aprile 2009). (PDF)
  7. ^ Dati Confedilizia, su confedilizia.it. URL consultato il 23 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2002).
  8. ^ Buscemi, XII.
  9. ^ Un'altra edizione del diploma, il cui originale è perduto, riporta tali parole: [...] sicut dividit a qua inter Arianum et fericium usque ad pirum forcatum; cfr. Caldarella, 15.
  10. ^ Statuto comunale, art. 1 (PDF), su comune.palazzoadriano.pa.it. URL consultato il 23 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 17 maggio 2011). (PDF)
  11. ^ a b c d e Monumenti di Palazzo Adriano, su comune.palazzoadriano.pa.it. URL consultato il 23 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 17 maggio 2011).
  12. ^ a b Epifania Lo Presti, Palazzo Adriano, intitolate vie in ricordo delle vittime di mafia. Il Prefetto: "Il paese torni a camminare sulle proprie gambe", in Magaze.it, 18 novembre 2018. URL consultato il 19 novembre 2018.
  13. ^ Riserva naturale orientata Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio, su provincia.agrigento.it. URL consultato il 24 agosto 2010.
  14. ^ Il Portale dei Parchi italiani, su parks.it. URL consultato il 24 agosto 2010.
  15. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  16. ^ I costumi tradizionali femminili di foggia albanese di Palazzo Adriano sono andati persi insieme alla lingua e agli usi abituali, in un processo di logoramento conclusosi alla fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo. Dagli anni 2000 Suor Isidora Petta (1925-2016) di Piana degli Albanesi, educatrice e guida spirituale dell'ordine delle Suore Basiliane Figlie di Santa Macrina, punto di riferimento per tutta la comunità di Palazzo Adriano, ha lavorato per una ripresa del costume, con il ricamo di più costumi su imitazione di quelli ancora in uso a Piana degli Albanesi, non assendoci molta documentazione su quelli di Palazzo, che comunque possedevano una matrice generale uguale con le colonie albanesi di Sicilia. Gli ori e i gioielli del costume tradizionale sono stati successivamente presi dagli orafi di Piana degli Albanesi.
  17. ^ I suoi acquerelli sono conservati presso il museo dell'Ermitage.
  18. ^ Abiti tradizionali, su comune.palazzoadriano.pa.it. URL consultato il 4 settembre 2010 (archiviato dall'url originale il 17 maggio 2011).
  19. ^ La divina liturgia è solitamente in greco, come di tradizione per tutti gli orientali prima dell'epoca moderna, ma non mancano le liturgie in lingua albanese, così come le preghiere, le novene, il rosario o i canti in albanese, specialmente in occasioni importanti.
  20. ^ Entrambi sono a Piana degli Albanesi.
  21. ^ "Allora ogni anno a contemplare io salgo/Che il ciel s'abbella alla stagione amena/Di primavera, e la natura tutta/Al dolce sussurrar si desta e ride/Là donde il Sol rinasce; e sospirando/Chiamo la terra dè miei padri, e grido:/Ahi! Come ti lasciai bella Morea/Per non vederti più!...". Dai versi di Mons. Giuseppe Crispi, tratti da "Memorie Storiche".
  22. ^ Gli albanesi di Palazzo Adriano hanno sempre usato scalare la Montagna delle Rose per sentire vicina la loro Albania. Il Mons. Crispi annota la data di giugno, mentre il Dara parla "dell'està". Poiché la Montagna delle Rose è alta m 1420, nei mesi di maggio e giugno il clima è ancora rigido e quindi si è fissata la data del primo agosto per condizioni climatiche più favorevoli. L'attaccamento alle proprie radici, alla famiglia e alla propria terra, sono delle pietre miliari per ogni arbëresh. Egli non deve dimenticare la lingua madre, la fede, gli usi, i costumi e le tradizioni della propria origine. Questo vibrante momento di grande emozione viene completato dall'ufficiatura liturgica.
  23. ^ Ospedale Palazzo Adriano, su www3.unict.it. URL consultato il 23 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 28 febbraio 2009).
  24. ^ Proteste all'ospedale di Palazzo Adriano[collegamento interrotto]. URL consultato il 23 agosto 2010.
  25. ^ a b Musei di Palazzo Adriano, su comune.palazzoadriano.pa.it. URL consultato il 23 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 17 maggio 2011).
  26. ^ a b Gastronomia e artigianato, su comune.palazzoadriano.pa.it. URL consultato il 23 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 17 maggio 2011).
  27. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, su gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 7 luglio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Dizionario di Toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 1990, ISBN 88-02-04384-1.
  • Fabio Oliveri, Palazzo Adriano. Territorio e storia, Ristampa, Palazzo Adriano, Comune di Palazzo Adriano, 1997.ISBN non esistente
  • Antonino Caldarella, Storia di Palazzo Adriano 1942, 2ª ed., Palazzo Adriano, Comune di Palazzo Adriano & Pro Loco "Palazzo Adriano", 2001.ISBN non esistente
  • Nicolò Buscemi, Saggio di storia municipale di Sicilia ricavata dai monumenti contemporanei, 2ª ed., Palazzo Adriano, Comune di Palazzo Adriano & Pro Loco "Palazzo Adriano", 2002.ISBN non esistente
  • Fiorenzo Toso, Le minoranze linguistiche in Italia, Bologna, il Mulino, 2008, ISBN 978-88-15-12677-1.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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