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Palazzo Adriano

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Palazzo Adriano
comune
Palazzo Adriano – Stemma Palazzo Adriano – Bandiera
Palazzo Adriano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Palermo-Stemma.png Palermo
Amministrazione
Sindaco Carmelo Nicola Cuccia (lista civica) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 37°41′N 13°23′E / 37.683333°N 13.383333°E37.683333; 13.383333 (Palazzo Adriano)Coordinate: 37°41′N 13°23′E / 37.683333°N 13.383333°E37.683333; 13.383333 (Palazzo Adriano)
Altitudine 695 m s.l.m.
Superficie 130,1 km²
Abitanti 2 198[1] (30-09-2015)
Densità 16,89 ab./km²
Comuni confinanti Bivona (AG), Burgio (AG), Castronovo di Sicilia, Chiusa Sclafani, Corleone, Lucca Sicula (AG), Prizzi
Altre informazioni
Cod. postale 90030
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 082052
Cod. catastale G263
Targa PA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti palazzesi
Patrono san Nicola di Mira
Giorno festivo 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Palazzo Adriano
Palazzo Adriano
Posizione del comune di Palazzo Adriano all'interno della città metropolitana di Palermo
Posizione del comune di Palazzo Adriano all'interno della città metropolitana di Palermo
Sito istituzionale

Palazzo Adriano (IPA: [pa'latʦo adriˈano], Pallaci in arbëresh[2], U Palàzzu in siciliano[3]) è un comune italiano di 2.188 abitanti[1] della città metropolitana di Palermo in Sicilia.

Tra i paesi dell'entroterra di Palermo confinanti con la provincia di Agrigento, è un centro d'origine arbëreshë che appartiene all'Eparchia di Piana degli Albanesi e conserva il rito bizantino.

Noto per essere stato tra i set naturali del film Nuovo Cinema Paradiso, vincitore di un premio Oscar nel 1990, è un centro dedito soprattutto all'agricoltura e al settore primario.

Dal 2012 è sede, insieme a Bivona, del Parco dei Monti Sicani[4]. Nel 2014 ha ottenuto dalla Regione Siciliana il riconoscimento di "paese a vocazione turistica".

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Adriano è situato su un altopiano alle falde del Monte delle Rose (appartenente alla catena dei Monti Sicani) nell'entroterra di Palermo, al confine con la provincia di Agrigento. Il paese è ubicato a 695 m s.l.m. alle pendici del cozzo Braduscia.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Palazzo Adriano si estende per 12.925 ettari, corrispondente a quella parte del territorio antico di Prizzi donato, nel 1160, ai monaci cistercensi del monastero di San Cristoforo, situato tra Filaga e Monte Scuro[5].

  • Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003[6]

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Monte delle Rose (1.436 m)
  • Monte Indisi (1.187 m)
  • Monte Scuro (1.301 m)
  • Monte San Nicola (648 m)

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Palazzo Adriano è attraversato in gran parte dal fiume Sosio, che nasce dai monti di Bivona e Santo Stefano Quisquina.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

  • Classificazione climatica: zona D, 1716 GG[7]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Età medievale[modifica | modifica wikitesto]

I primi dati sull'esistenza del casale Arianum si hanno fin dal 1060[senza fonte] sotto il regno del conte Ruggero, quando Gerlando (primo vescovo di Agrigento dopo la cacciata dei saraceni) fondò le prime 14 prebende canonicali della mensa arcivescovile di Agrigento, con le decime dovute da alcuni borghi e luoghi abitati delle diocesi, tra cui sono riportati Prizzi e il suddetto casale Arianum. Più certi sono i dati sul casale di Palazzo Adriano riportati in un documento del 1160 (in cui venne scritto sicut dividitur aqua inter Adrianum et Peritium[8][9]) e, in seguito, in altri documenti del 1243 (Federico II conferma la donazione di Matteo Bonello delle terre ai monasteri e concede al monastero di Santa Maria di Fossanova la Villa di Adriano, fino ad allora di pertinenza del demanio della Corte Imperiale, compresa la giurisdizione sugli abitanti), del 1273 (atto di divisione tra i monasteri di Sant'Angelo e San Cristoforo dove per la prima volta si ritrova il nome Palacium Adriani[senza fonte]) e di altri documenti che risalgono all'epoca dei Vespri Siciliani.

A partire dal 1282 i feudi che oggi costituiscono il territorio di Palazzo Adriano videro susseguirsi più di trenta baronie concesse in enfiteusi tutte dagli abati del monastero di Santa Maria di Fossanova. Quest'ultimo ebbe riconosciuto il diritto di amministrazione dei feudi per più di 500 anni fino al 1787, quando la Real Corte di Ferdinando IV di Napoli incamerò tutte le terre, affidandone l'amministrazione alla Reale Commenda della Magione di Palermo. Alcuni enfiteuti sono stati Nicolò de Apilia (Abella), Margherita Ventimiglia, i Villaraut, gli Opezzinghis, i Notarbartolo ed altri.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

La pagina importante nella storia di Palazzo Adriano è stata scritta a partire dal XV secolo, quando un gruppo di militari albanesi, gli arbëreshë, si insediò nella zona disabitata. Con la caduta delle ultime resistenze albanesi capeggiate da Giorgio Castriota Scanderbeg, numerosi albanesi dovettero abbandonare l'Albania per fuggire all'avanzata devastante turca, raggiungendo la Sicilia e insediandosi nel piccolo casale costruito dai militati albanesi. Con le altre andate migratorie provenienti anche dalla Morea albanese, il casale crebbe di popolazione e di sviluppo.

Attraverso i secoli gli arbëreshë mantennero intatta la loro cultura e continuarono a parlare la lingua madre albanese, fin quando, dal XIX secolo, non entrarono nel paese famiglie provenienti dai territori vicini. Da allora l'equilibrio secolare si ruppe, dando inizio ad un impoverimento della lingua locale e vita ad una comunità in cui oggi coesistono famiglie di rito latino e di rito bizantino. Palazzo Adriano, difatti, aveva a lungo conservato cinque autonomie: amministrativa, giudiziaria, economica, religiosa e militare, di origine balcanica, permesse e riconosciute dalla legislazione del regno meridionale.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma del Comune
Gonfalone del Comune

Ecco la descrizione araldica dello stemma del Comune di Palazzo Adriano:

« di rosso, all'aquila bicipite di nero, coronata all'antica d'oro sulle due teste, sostenenti fra gli artigli una lista bifida svolazzante, con la leggenda: universitatis palatii adriani. Lo scudo ha ornamenti esteriori da Comune consistenti: nella parte superiore, in una corona murale formata da un cerchio aperto da quattro pusterle (tre visibili), con due cordonate a muro sui margini, sostenente una cinta, aperta da sedici porte (nove visibili), ciascuna sormontata da una merlatura a coda di rondine, il tutto d'argento e murato di nero; nella parte inferiore in un ramo di ulivo, a sinistra, e in un ramo di quercia, a destra, legati da un nastro tricolore nazionale »
(Statuto comunale, art. 1[10])

L'aquila a due teste su sfondo rosso si ricollega all'origine albanese del comune. Il gonfalone comunale consiste in un drappo quadrangolare di velluto rosso, raffigurante all'interno lo stemma comunale e custodito presso la stanza del sindaco.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Nicola, di rito bizantino

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Fontana seicentesca di piazza Umberto I
Lavatoio comunale
  • Palazzo Municipale (ex Palazzo Dara): palazzetto settecentesco, caratterizzato da un arco di entrata attraverso il quale si accede in un cortile interno adornato da una fontana. Il palazzo è di proprietà del comune dal 1948[11].
  • Palazzo dei Baroni Mancuso: palazzetto settecentesco prospiciente sulla piazza principale e dotato di più ingressi, sia su via Vittorio Emanuele che su via Armando Diaz, dove il toponimo Orto Barone ricorda la proprietà originaria dell'attuale giardino pubblico donato dai Mancuso. Il palazzo, forse originariamene dimora dei Baroni Schirò, passò ai baroni Mancuso tra cui si ricorda Pietro Mancuso Dara, prodittatore nominato da Garibaldi nel 1860 e successivamente Sindaco della cittadina per qualche decennio. Nella prima metà del Novecento a pianterreno erano allocati i trasformatori per l'elettricità prodotta da un impianto idroelettrico del Barone Vincenzo Mancuso Pasciuta, figlio del precedente, che fu la prima forma di alimentazione di tal genere per Palazzo Adriano.
  • Casa d'infanzia di Francesco Crispi
  • Villa del Barone Vincenzo Mancuso Pasciuta: sita quasi alla fine di Viale Vittorio Veneto, fu realizzata tra la fine del XIX e i primi anni del XX secolo. La casa, il cui giardino è stato occupato da una costruzione moderna, fu decorata con pitture di Giuseppe Enea, pittore-decoratore palermitano attivo anche nel Teatro Massimo di Palermo. Adiacente al giardino scomparso era altro terreno che fu donato dal Barone Vincenzo a favore della stazione del treno che fu inaugurata nel 1920.
  • Villa comunale (o parco della Rimembranza): sito in viale Vittorio Veneto, la sua costruzione iniziò nel primo dopoguerra (1920), per volere delle autorità comunali. Il parco è dedicato alla memoria dei palazzesi caduti nel primo conflitto mondiale, e vi sono stati piantati 40 alberi, tanti quanto i caduti[11].
  • Fontana di piazza Umberto I: risale al 1608; riporta sulle lapidi, il nome degli amministratori che la fecero costruire. A realizzare la fontana, dalla caratteristica forma ottagonale, furono i chiusesi Nicolò Gagliano e Vito Termini (1607) e il burgitano Vito Lo Domino (1684), che scolpì, in gusto barocco, un vaso con pigna[11].
  • Lavatoio comunale: fu costruito nel 1938, in pieno regime fascista, per volere di Benito Mussolini; visitando il paese in occasione dell'inaugurazione della diga del lago di Gammauta, infatti, vide alcune donne in ginocchio lavare i panni presso le sorgenti aperte di Fontana Grande, battendo la biancheria su alcune pietre, e decise di far costruire un lavatoio. L'edificio è stato restaurato alcuni anni fa[11].

Esistono nel territorio comunale di Palazzo Adriano delle fabbriche in zone rurali di campagna simili a masserie, come ad esempio il "Casale Borgia".

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Palazzo Adriano.
Il castello borbonico
  • Castello borbonico

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio di Palazzo Adriano si trovano, ancora integri, sia la Pietra di Salomone, sulla cui parete ovest si trovano alcune stanze, scavate dai bizantini e usate come vedette, sia la Pietra dei Saraceni, in cui è scolpita una scala che porta ad un pozzo di forma circolare, probabilmente per la raccolta dell'acqua piovana.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Riserva naturale orientata Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio.

Gran parte del territorio del comune di Palazzo Adriano ricade all'interno della riserva naturale orientata Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio, istituita nel 1997 e comprendente anche i territori dei comuni di Bivona, Burgio e Chiusa Sclafani[12]; nel territorio della riserva naturale sono stati trovati i più antichi reperti fossili della Sicilia[13].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione storica della
popolazione
1625 2.841
1715 3.428
1765 3.875
1861 5.181
1882 5.882
1986 2.964
1991 2.767
2001 2.530
2011 2.232

Abitanti censiti[14]

Nonostante l'ampiezza del territorio, la popolazione di Palazzo Adriano non ha mai raggiunto quote elevatissime: dopo essere stato disabitato nel XIII secolo e ripopolato dagli albanesi in quello successivo, il paese ha vissuto un forte incremento demografico nel XVII secolo, fino ad arrivare a quasi 6.000 abitanti alla fine del XIX secolo. A causa del fenomeno dell'emigrazione che colpì Palazzo Adriano e l'intera Sicilia, tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento la popolazione dapprima si stabilizzò, poi cominciò a decrescere, fino a quando, nel secondo dopoguerra, arrivò a perdere più di mille abitanti. Negli ultimi decenni la popolazione si mantenne costante intorno ai 3.000 abitanti; all'inizio del XXI secolo, giunse a circa 2.500 abitanti.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Lapide marmorea commemorativa degli albanesi fondatori di Palazzo Adriano
Giovani in costume tradizionale albanese

La presenza straniera a Palazzo Adriano è piuttosto esigua: al 31 dicembre 2009 sono residenti solamente 7 stranieri[15].

Palazzo Adriano ha origini albanesi, fondato nel XV secolo quando alcuni gruppi provenienti da vari principati d'Albania si trasferirono in Sicilia per sfuggire all'avanzata turca-musulmana. La lingua albanese e la cultura originaria è andata irrimediabilmente persa nel XIX secolo, ma si è mantenuto il rito bizantino degli avi. Il rito è l'unico elemento che rappresenta l'origine, l'identità degli antichi abitanti, e continua a preservare la memoria storica. I costumi femminili albanesi di Palazzo Adriano, anch'essi persi[16], sono stati ripresi in alcuni acquerelli da Jean Houel[17] quando, facendo un viaggio in Sicilia e a Malta alla fine del Settecento, sostò per un breve periodo a Palazzo Adriano, affermando che: "[...] le donne albanesi si vestono con grande sfarzo nei giorni di festa"[18].

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

L'idioma più diffuso è la lingua italiana. Il dialetto, entrato preponderatamente dal XIX secolo, fa parte della famiglia dei dialetti centro-occidentali del siciliano.

Sebbene Palazzo Adriano sia delimitato come "comune di minoranza albanofona" ai sensi della legge 482/99 ("Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche"), la lingua albanese, l'arbëresh, non è più la lingua comune della comunità, ed è oggi persa. L'albanese sussiste nelle preghiere liturgiche delle parrocchie di rito bizantino[19] ed è parlata solo da pochi (sacerdoti di rito orientale, i papàdes, intellettuali, ex-studentesse del "Collegio di Maria" ed ex-studenti del "Seminario Italo-Albanese"[20]). Sul Monte delle Rose (Mali i Trëndafilët) gli arbëreshë di Palazzo Adriano sono soliti recarsi ogni 1 agosto per intonare il canto nostalgico dell'esule albanese O e bukurà Morè (O bella Morea) rivolti verso l'Albania, loro terra natia[21][22].

Il toponimo Palazzo Adriano presenta una forma in arbëresh, Pallaci, non più abitualmente utilizzata.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La caratteristica principale di Palazzo Adriano è la convivenza di due differenti gruppi etnico-religiosi, che pertanto seguono riti diversi: i bizantini di origine albanese, detti impropriamente anche "greci", e i latini, che seguono rispettivamente il rito bizantino e il rito romano. Entrambi i gruppi conservano i propri usi, costumi e tradizioni, ed il loro attaccamento al proprio rito talvolta sfocia in controversie e rivendicazioni su fatti storici e culturali che coinvolsero buona parte del paese: l'acredine che più oppose i due gruppi è quella dovuta alle varie ipotesi riguardanti le origini di Palazzo Adriano. Nonostante la diversità di rito, la maggior parte degli abitanti segue il rito bizantino e Palazzo Adriano appartiene all'Eparchia di Piana degli Albanesi, dopo essere stata per secoli all'interno dell'Arcidiocesi di Agrigento.

Dal 1924 la Congregazione delle Suore basiliane figlie di Santa Macrina di rito bizantino, presente nelle comunità italo-albanesi o in località in cui sono presenti emigrati o istituzioni arbëreshë, opera di apostolato nelle parrocchie, di assistenza, di educazione e di istruzione dei bambini e dei giovani negli asili, nelle scuole e nei collegi e l'assistenza agli ammalati, agli anziani ed agli invalidi.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

A Palazzo Adriano durante l'anno ci sono numerose ricorrenze religiose e sociali dovute alla compresenza delle due differenti etnie: quella albanese (di rito bizantino) e quella siciliana (di rito latino). Gli originari arbëreshë amano conservare e tramandare le antiche tradizioni e cerca di recuperare quelle tramontate sulla base dei racconti delle persone anziane e dei documenti storici.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

A Palazzo Adriano è operativo l'Ospedale "Regina Margherita": si tratta di una "unità operativa complessa" con tutte le sue divisioni di primariato. Inaugurato nel 1905, venne costruito accanto all'antico ospedale, a sua volta fondato nel 1790 dalla Reale Commenda della Magione di Palermo[23]. Negli ultimi tempi le prestazioni dell'ospedale sono state ridotte per attuare la riconversione della struttura e la realizzazione della Residenza sanitaria assistenziale (Rsa)[24]. In paese, inoltre, sono presenti un centro di vaccinazione e una casa di riposo, la "Monsignor Chiarchiaro".

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca comunale "Rao - Rafti"

Fondata nel 1926, possiede circa 15.000 volumi[11]. Fu istituita per volere dell'avvocato Rao che, molto legato al paese natio, chiese che la biblioteca fosse intitolata "Biblioteca Andrea Rao e Fratelli Rafti" ad uso degli studiosi.

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

  • Centro Siciliano Formazione Professionale

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

A Palazzo Adriano è presente un istituto comprensivo statale, che comprende la scuola materna (o dell'infanzia), la scuola elementare (o primaria) e la scuola media (o secondaria di primo grado), e una scuola privata, la scuola materna "San Basilio".

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo comunale, sezione della cultura Albanese (Arbëreshe)

Il Museo comunale sito nella piazza Umberto I, al piano terra del palazzo municipale, si suddivide in varie sezioni[25]:

  • Sezione museo geonaturalistico del Permiano del Sosio: in esso sono esposti i calchi dei reperti geologici risalenti a circa 300 milioni di anni fa, ritrovati nel territorio della riserva naturale orientata Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio. La maggior parte dei fossili sono stati rinvenuti presso la Pietra di Salamone e la Pietra dei Saraceni.
  • Sezione della cultura Albanese (Arbëreshe): sita nel centro storico, nelle stalle del castello borbonico, espone riproduzioni contemporanee dei costumi arbëreshë e gigantografie degli acquarelli di Jean Houel, realizzati nel 1782, raffiguranti le donne di Palazzo Adriano in tradizionali abiti albanesi. Di pregievole fattura sono gli originali paramenti sacri dei celebranti della divina liturgia bizantina, risalenti dal XVIII al XX secolo. Nella sezione del museo è esposto, inoltre, una riproduzione dell'abito di Ferdinando IV, ultimo abitante del castello.
  • Galleria foto "Nuovo cinema Paradiso": le scene e i retroscena del film di Tornatore raffigurati in oltre 100 fotografie originali.
  • Sezione fotovideo filmatica: sezione contenente fotografie e film delle iniziative realizzate negli ultimi 30 anni dal comune in collaborazione con la Proloco e altre associazioni cittadine.
  • Sezione museo dell'acqua: si trovano foto raffiguranti le sorgenti di Palazzo Adriano; una teca del museo è dedicata a Biagio Governali, scultore che ha realizzato opere sul paese.

Presso la biblioteca comunale esiste una Sezione Museo del Libro[25].

Media[modifica | modifica wikitesto]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicazioni su Palazzo Adriano
  • Aricò Tommaso, Brevi notizie sulle vicende storiche di Palazzo Adriano, Arti Grafiche G. Fiore e Figli, Palermo anno 1935
  • Antonino Caldarella, Storia di Palazzo Adriano 1942, 2ª ed., Palazzo Adriano, Comune di Palazzo Adriano & Pro Loco "Palazzo Adriano", 2001.ISBN non esistente
  • Cipolla Francesco, Briozoi perniani di Palazzo Adriano, Scuola tip. Boccone del povero, Palermo 1951
  • Crispi Salvatore, Cenni topografico-medici sovra Palazzo Adriano, Tip. Clamis e Roberti, Palermo 1844
  • De Marco Spata Bruno, I figli illustri di Palazzo Adriano, Edizioni Bideri, Napoli 1986
  • De Marco Spata Bruno, Nascita di una chiesa: Maria Madre del Lume, parrocchia latina di Palazzo Adriano, Tip. Vittorietti, Palermo 1984
  • Fabio Oliveri, Palazzo Adriano. Territorio e storia, Ristampa, Palazzo Adriano, Comune di Palazzo Adriano, 1997.ISBN non esistente

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

A Palazzo Adriano sono state girate alcune esterne del film di Giuseppe Tornatore Nuovo Cinema Paradiso. Lo scrittore Marco Padùla, nativo del luogo, che ha partecipato in qualità di comparsa alla realizzazione del film, ha scritto un romanzo, "Un Paese da Oscar" (Firenze Libri, 1991), ispirato alle vicende relative alle riprese cinematografiche che videro coinvolti come comparse abitanti del paese. Nell'ottobre 2007 sono state girate alcune scene del film La siciliana ribelle di Marco Amenta.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

I piatti tipici di Palazzo Adriano sono[26]:

  • la gidata, una specie di pane ripieno di verdure salate;
  • la tabisca, pane schiacciato con le dita ed unto di olio d'oliva pre-cotto;
  • la muffoletta, preparata con olio, pepe e formaggio;
  • dolci come le mastrazzole, i cuddureddi di fichi e mandorle, le sfince di uova o di patate, i pupi cu l'ova, confenzionate con uova sode e pasta biscottata;
  • il canestrato, la ricotta ed altri formaggi provenienti da pascoli di alta montagna.

Persone legate a Palazzo Adriano[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Fra i prodotti agricoli maggiormente coltivati ci sono cereali, olive, uva, e fichi d'India. È cospicuo l'allevamento dei bovini e degli ovini così come la lavorazione dei prodotti caseari.

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

L'artigianato locale si basa sui ricami per la produzione di merletto e di lavori all'uncinetto e a calza. In paese sussistono alcune antiche attività, come quella degli ebanisti, che lavorano principalmente il legno secondo un antico insegnamento presente a Palazzo Adriano sin dal 1890. È in fase di sviluppo l'artigianato artistico, di fattura pregiata e fantasiosa[26].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
22 novembre 1993 30 novembre 1997 Andrea Ribaudo Sindaco
1º dicembre 1997 27 maggio 2002 Giuseppe Alessi Sindaco
28 maggio 2002 maggio 2007 Giuseppe Alessi Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Palazzo Adriano fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.1 (Montagna interna - Montagna di Corleone)[34].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Stadio Comunale di Palazzo Adriano

Ospita una delle prove del circuito Ecotrail Sicilia, l'Ecotrail dei Monti Sicani.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Stadio comunale

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30-09-2015.
  2. ^ Toso, 2008, 163, nota 44.
  3. ^ DT, 468.
  4. ^ Re-istituito il Parco dei Monti Sicani, comune.bivona.ag.it. URL consultato il 30 luglio 2012.
  5. ^ Oliveri, 10-12.
  6. ^ Classificazione sismica dei comuni italiani (PDF), protezionecivile.it. URL consultato il 23 agosto 2010. (PDF)
  7. ^ Dati Confedilizia, confedilizia.it. URL consultato il 23 agosto 2010.
  8. ^ Buscemi, XII.
  9. ^ Un'altra edizione del diploma, il cui originale è perduto, riporta tali parole: [...] sicut dividit a qua inter Arianum et fericium usque ad pirum forcatum; cfr. Caldarella, 15.
  10. ^ Statuto comunale, art. 1 (PDF), comune.palazzoadriano.pa.it. URL consultato il 23 agosto 2010. (PDF)
  11. ^ a b c d e Monumenti di Palazzo Adriano, comune.palazzoadriano.pa.it. URL consultato il 23 agosto 2010.
  12. ^ Riserva naturale orientata Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio, provincia.agrigento.it. URL consultato il 24 agosto 2010.
  13. ^ Il Portale dei Parchi italiani, parks.it. URL consultato il 24 agosto 2010.
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  15. ^ Dati Istat stranieri 2009, demo.istat.it. URL consultato il 12 ottobre 2010.
  16. ^ I costumi tradizionali femminili di foggia albanese di Palazzo Adriano sono andati persi insieme alla lingua e agli usi abituali, in un processo di logoramento conclusosi alla fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo. Dagli anni 2000 Suor Isidora Petta (1925) di Piana degli Albanesi, educatrice e guida spirituale dell’ordine delle Suore Basiliane Figlie di Santa Macrina, punto di riferimento per tutta la comunità di Palazzo Adriano, ha lavorato per una ripresa del costume, con il ricamo di più costumi su imitazione di quelli ancora in uso a Piana degli Albanesi, non assendoci molta documentazione su quelli di Palazzo, che comunque possedevano una matrice generale uguale con le colonie albanesi di Sicilia. Gli ori e i gioielli del costume tradizionale sono stati successivamente presi dagli orafi di Piana degli Albanesi.
  17. ^ I suoi acquerelli sono conservati presso il museo dell'Ermitage.
  18. ^ Abiti tradizionali, comune.palazzoadriano.pa.it. URL consultato il 4 settembre 2010.
  19. ^ La divina liturgia è solitamente in greco, come di tradizione per tutti gli orientali prima dell'epoca moderna, ma non mancano le liturgie in lingua albanese, così come le preghiere, le novene, il rosario o i canti in albanese, specialmente in occasioni importanti.
  20. ^ Entrambi sono a Piana degli Albanesi.
  21. ^ "Allora ogni anno a contemplare io salgo/Che il ciel s'abbella alla stagione amena/Di primavera, e la natura tutta/Al dolce sussurrar si desta e ride/Là donde il Sol rinasce; e sospirando/Chiamo la terra dè miei padri, e grido:/Ahi! Come ti lasciai bella Morea/Per non vederti più!...". Dai versi di Mons. Giuseppe Crispi, tratti da "Memorie Storiche".
  22. ^ Gli albanesi di Palazzo Adriano hanno sempre usato scalare la Montagna delle Rose per sentire vicina la loro Albania. Il Mons. Crispi annota la data di giugno, mentre il Dara parla "dell'està". Poiché la Montagna delle Rose è alta m 1420, nei mesi di maggio e giugno il clima è ancora rigido e quindi si è fissata la data del primo agosto per condizioni climatiche più favorevoli. L'attaccamento alle proprie radici, alla famiglia e alla propria terra, sono delle pietre miliari per ogni arbëresh. Egli non deve dimenticare la lingua madre, la fede, gli usi, i costumi e le tradizioni della propria origine. Questo vibrante momento di grande emozione viene completato dall'ufficiatura liturgica.
  23. ^ Ospedale Palazzo Adriano, www3.unict.it. URL consultato il 23 agosto 2010.
  24. ^ Proteste all'ospedale di Palazzo Adriano. URL consultato il 23 agosto 2010.
  25. ^ a b Musei di Palazzo Adriano, comune.palazzoadriano.pa.it. URL consultato il 23 agosto 2010.
  26. ^ a b Gastronomia e artigianato, comune.palazzoadriano.pa.it. URL consultato il 23 agosto 2010.
  27. ^ Mandalà M., Paolo Maria Parrino e le origini dell’ideologia albanista. In Pietro Di Marco e Alessandro Musco (a cura di), Aspetti della cultura bizantina ed albanese in Sicilia (pp. 1-60). Palermo 2005 : Officina di Studi Medievali. Machina Philosophorum, iris.unipa.it. URL consultato il 5 febbraio 2016. (PDF)
  28. ^ (a cura di) Stephanie Schwandner-Sievers, Bernd Jürgen Fischer, Giuseppe Crispi (Zef Krispi) in Albanian Identities: Myth and History, books.google.it. URL consultato il 23 agosto 2010. (PDF)
  29. ^ Riserve nei Monti Sicani, pag. 64 (PDF), terra-multimedialeagricoltura.it. URL consultato il 23 agosto 2010. (PDF)
  30. ^ Robert Elsie, Gabriele Dara in Historical Dictionary of Albania, books.google.it. URL consultato il 5 febbraio 2016. (PDF)
  31. ^ Miti e cultura arbëreshë (PDF), centrointernazionalestudisulmito.com. URL consultato il 5 febbraio 2016. (PDF)
  32. ^ Pietro Chiara / Deputati / Camera dei deputati - Portale storico, storia.camera.it. URL consultato il 5 febbraio 2016. (PDF)
  33. ^ L'Albania per l'avv. Pietro Chiara. Palermo 1869 (PDF), vatrarberesh.it. URL consultato il 5 febbraio 2016. (PDF)
  34. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 7 luglio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Dizionario di Toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 1990, ISBN 88-02-04384-1.
  • Fabio Oliveri, Palazzo Adriano. Territorio e storia, Ristampa, Palazzo Adriano, Comune di Palazzo Adriano, 1997.ISBN non esistente
  • Antonino Caldarella, Storia di Palazzo Adriano 1942, 2ª ed., Palazzo Adriano, Comune di Palazzo Adriano & Pro Loco "Palazzo Adriano", 2001.ISBN non esistente
  • Nicolò Buscemi, Saggio di storia municipale di Sicilia ricavata dai monumenti contemporanei, 2ª ed., Palazzo Adriano, Comune di Palazzo Adriano & Pro Loco "Palazzo Adriano", 2002.ISBN non esistente
  • Fiorenzo Toso, Le minoranze linguistiche in Italia, Bologna, il Mulino, 2008, ISBN 978-88-15-12677-1.

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