Terrasini

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Terrasini
comune
Terrasini – Stemma Terrasini – Bandiera
Panorama aereo di Terrasini e della sua costa
Panorama aereo di Terrasini e della sua costa
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Palermo-Stemma.png Palermo
Amministrazione
Sindaco Giosuè Maniaci (centrosinistra) dal 05-06-2016
Territorio
Coordinate 38°09′N 13°05′E / 38.15°N 13.083333°E38.15; 13.083333 (Terrasini)Coordinate: 38°09′N 13°05′E / 38.15°N 13.083333°E38.15; 13.083333 (Terrasini)
Altitudine 33 m s.l.m.
Superficie 19,85 km²
Abitanti 11 838[1] (30-4-2012)
Densità 596,37 ab./km²
Frazioni Agliandroni Paternella, Cala Rossa, Capo Rama, Città del Mare, Fimmina Morta, Perla del Golfo, Paterna, Paternella, San cataldo Città del mare perla del golfo,Serra, Stazzone, Villaggio dei pescatori,Zucco.
Comuni confinanti Carini, Cinisi, Partinico, Trappeto
Altre informazioni
Cod. postale 90049
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 082071
Cod. catastale L131
Targa PA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti Terrasinari o Favarottari
Patrono Maria SS. delle Grazie
Giorno festivo 8 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Terrasini
Terrasini
Posizione del comune di Terrasini all'interno della città metropolitana di Palermo
Posizione del comune di Terrasini all'interno della città metropolitana di Palermo
Sito istituzionale

Terrasini è un comune italiano di 11.838 abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia.

Situato a 30 km da Palermo in direzione Trapani, accanto all'aeroporto Falcone-Borsellino, si affaccia sul Golfo di Castellammare.

Le principali attività lavorative sono il turismo e la pesca.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Patrimonio naturalistico[modifica | modifica wikitesto]

La costa di Terrasini, che si estende dalla spiaggia della Ciucca fino a quella di San Cataldo, è di tipo misto, alternando calette pietrose a alti e scoscesi dirupi sul mare.

Nei pressi di Terrasini è situata la Riserva naturale orientata Capo Rama, istituita dalla Regione Siciliana nel giugno 2000 e affidata in gestione al WWF Italia. L'area del promontorio era stata già individuata nel 1968, dal Comune di Terrasini, come «biotopo di inestimabile valore». Il promontorio di Capo Rama è stato inserito nell'esclusivo elenco dei geositi italiani, località di rilevante interesse geologico di alto valore naturalistico. Dal punto di vista faunistico, l'area di Capo Rama ospita la fauna tipica delle coste rocciose.

La Riserva si trova lungo le rotte migratorie e durante i periodici spostamenti alcune specie sostano indisturbate sulla scogliera: in primavera prima di raggiungere le aree di nidificazione e in autunno quando tornano nelle zone di svernamento. Si possono avvistare molte specie di rettili, la presenza di gabbiani reali (Larus michaellis), rondoni maggiori (Apus apus), cappellacce (Galerida cristata) e anche di gheppi (Falco tinnunculus).

Le grotte ospitano alcune colonie di pipistrelli, ma sono presenti anche volpi (Vulpes vulpes) e conigli (Oryctolagus cuniculus).

Per quanto riguarda la flora vi è una vegetazione arbustiva e discontinua, con un'area di scogliera e un'area di pianoro in cui prosperano le palme nane, elemento distintivo della riserva e dell'areale botanico siciliano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo Terrasini, secondo lo storico Gioacchino Di Marzo, deriva da Capo Rama, che con l'opposto Capo San Vito dà origine al Golfo di Castellammare, l'antico Sinus Aegestanus. Il territorio iniziò quindi ad essere chiamato terra sinus, «terra del golfo». Un'altra interpretazione, forse più appropriata, fa derivare Terrasini da terra sinorum, «terra delle insenature», per la costa sinuosa e frastagliata, ricca di approdi, di grotte naturali, che inizia dalla spiaggia della Ciucca, nel golfo di Terrasini, si alza a trenta e più metri dal livello del mare e termina con un lido sabbioso: la spiaggia di San Cataldo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il duomo di Terrasini.

Il centro della cittadina è la Piazza Duomo, ampio spazio urbanistico rettangolare, con sullo sfondo il maestoso duomo dedicato a Maria Santissima delle Grazie, patrona dei terrasinesi.

Di fianco al Duomo vi è un piccolo polmone verde, la villa San Giuseppe, che ospita sovente una mostra mercato dell'artigianato terrasinese.

Palazzo Cataldi[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo Cataldi

Il palazzo Cataldi, sede della Biblioteca Comunale "Claudio Catalfio", in via Benedetto Saputo, e il settecentesco castello dei principi La Grua Talamanca, oggi palazzo municipale, in piazza Borsellino e Falcone, edificio oggi rimaneggiato.

Terrasini-Palazzo-Grua-bjs2007-01.jpg

Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale

Al centro dI Piazza Falcone e Borsellino in posizione antistante il municipio , si trova il Monumento ai Caduti, dono dei Terrasinesi residenti a Detroit, raffigurante un cippo quadrangolare in marmo che reca incisi i nomi dei terrasinesi caduti nelle due grandi guerre del secolo scorso. Il cippo è sormontato da una figura alata, probabilmente una sorta di Nike, dea della vittoria, con in mano una corona d'alloro.

Palazzo D'Aumale[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso principale palazzo D'Aumale

Il palazzo d'Aumale dal 1984 è sede del museo civico, il museo nacque dall'unione del Museo storico-etnografico del carretto siciliano "S. Ventimiglia" che era stato fondato nel 1973 grazie all'impegno del professore Salvatore Ventimiglia con il Museo civico di storia naturale che era stato aperto nel 1981.

Il museo è composto da tre diverse aree tematiche, quella etnografica, quella naturalistica e quella archeologica. In origine il museo conservava, oltre alla collezione etnogragica di Salvatore Ventimiglia, da collezioni naturalistiche quali la collezione ornitologica Sommariva, la collezione di mammiferi Orlando, entrambe donate al Comune, e dalla raccolta ornitologica di proprietà Orlando.

Villa Fassini[modifica | modifica wikitesto]

Nelle verdi periferie, tra macchie di uliveti, limoneti ed aranceti, si trovano alcuni edifici degni di menzione. Prima fra tutti, Villa Fassini, in stile liberty attribuito al grande architetto Ernesto Basile. La villa, appartenuta alla potente famiglia siciliana dei Florio, è stata anche luogo di ritrovo, negli anni '70, di una nutrita ed importante comunità hippy, formata da giovani provenienti da tutta Italia e anche dall'Europa.

Inoltre, in contrada Bagliuso, si trovano il seicentesco castello di Gazzara, appartenuto alla potente baronia locale e la caratteristica senia, strumento impiegato per l'irrigazione agricola sin dal periodo arabo, espressione della locale cultura contadina.

Torre di Capo Rama[modifica | modifica wikitesto]

Il manufatto più antico esistente nel territorio comunale di Terrasini è la Torre di Capo Rama che domina l'omonimo promontorio, ricadente in zona A della Riserva Naturale Orientata Capo Rama.

La torre venne costruita nel XV secolo per avvistare le imbarcazioni pirata e segnalarne la presenza attraverso i fani e risulta inserita in tutti gli elenchi ufficiali delle torri che costituivano il complesso e articolato sistema di avvistamento costiero Torri costiere della Sicilia.

Torre Alba

Le antiche e maestose torri d'avvistamento (Torre Alba, Torre di Capo Rama, Torre Toleda o Torre Paternella, Torre di contrada San Cataldo), servivano ad avvertire in tempo la popolazione del villaggio degli attacchi dei temibili pirati o dei ancor più temuti Saraceni. Il sistema di avvistamento, ingegnoso, prevedeva la collocazione di una torre di avvistamento ad ogni promontorio strategico del territorio, mantenendo sempre la comunicazione visiva fra una torre e l'altra, in modo tale che, in caso di emergenza, le segnalazioni luminose da una torre all'altra si trasmettessero molto velocemente in tutto il territorio.

La torre di Capo Rama faceva parte delle 11 torri controllate dal Senato della Città di Palermo, di cui rappresentava anche la più occidentale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

  • La festa di Maria Santissima delle Grazie è la festa più sentita, si celebra a settembre, gli elementi particolari sono la processione, nella quale la statua viene portata lungo le vie del paese a conclusione della quale si eseguono i giochi pirotecnici presso il lungomare Impastato. Particolarmente partecipata è anche la festa di San Pietro, durante la quale si può assistere alla processione del simulacro trasportato in barca, alla qual festa fa seguito la "padellata" con degustazione di pesce fresco e vino. A metà marzo viene celebrata la festa di San Giuseppe caratterizzata dall'allestimento delle famose "Mense".

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

La Festa di li Schietti[modifica | modifica wikitesto]

Il giorno di pasqua a Terrasini ricorre un'antica tradizione, "La Festa di li Schietti", le prime testimonianze della Festa di li Schietti risalgono intorno al 1850-1860. Composta da un comitato di scapoli che si cementano nell'alzata di un melangolo (Arancio Amaro) di circa 50 kg.

Dal 1977 questa tradizione si celebra anche a Detroit (USA), dove un folto numero di compaesani e riunito a far conoscere questo evento anche oltreoceano.

Dal 2012 per la prima volta nella storia l'amata festa è espatriata anche in Svizzera a Wetzikon su iniziativa di alcuni siciliani che vivendo li per la crisi economica che ha colpito l'Italia intera, ed essendo da sempre fautori ed organizzatori della festa in territorio Terrasinese, hanno sentito il bisogno di sentirsi come se fossero a Terrasini.

La Festa inizia il sabato mattina con il rituale taglio dell'albero, nell'occasione in aperta campagna si svolge una degustazione (la cosiddetta "manciata") con prodotti tipici locali (formaggio, olive, vino, pesce"sarde" carne di montone "Crasto" arance ecc. Nel pomeriggio l'albero, addobbato con nastrini colorati e "ciancianeddi", viene portato su un Carretto Siciliano e condotto in giro per le vie del paese accompagnato da gruppi Folkloristici e dalla banda musicale del paese.

La domenica mattina, subito dopo la S. Messa, l'albero viene benedetto dall'arciprete della Chiesa Madre, "Maria SS. delle Grazie" la festa continua per tutta la mattinata in giro per le vie del paese e gli schietti, portano l'albero sotto il balcone della "Zita" (fidanzata) le danno una dimostrazione della loro forza.

Nel pomeriggio gli schietti si cimentano in una gara di resistenza in Piazza Duomo, alla fine verranno premiati i primi tre che hanno totalizzato più secondi. La festa si conclude con uno spettacolo, sempre in Piazza Duomo, e i giochi pirotecnici al lungomare.

La gara[modifica | modifica wikitesto]

Fu istituita nel 1966 quando la Proloco organizzò una gara tra gli scapoli e gli sposati, permettendo ai forestieri e agli emigrati ritornati a Terrasini di assistere alla festa. Mentre l'albero veniva alzato tra un folto pubblico applaudente, la banda musicale suonava per dare più forza allo Schietto, soprattutto gli anziani osservavano facendo commenti e confrontando la manifestazione dell'anno in corso con quelle degli anni precedenti. La durata della gara viene cronometrata per cui vince chi terrà più a lungo possibile l'albero elevato verso l'alto. Sul palco allestito per l'occasione venivano presentate alle autorità le coppe destinati ai vincitori e agli iscritti alla gara, il vincitore sale sul palco e viene premiato dal sindaco con una coppa d'argento.

L'albero[modifica | modifica wikitesto]

Il rituale inizia dunque con il taglio dell'albero ufficiale anche se però già qualche mese prima i giovani hanno cominciato ad allenarsi in attesa del grande giorno, con altri alberi difficili da reperire visto che i proprietari non sono molti propensi a concedere l'estirpazione.

Quest'atteggiamento poco incline alla collaborazione, muta invece, nel giorno del taglio ufficiale in cui i proprietari si dimostrano disponibili a donare l'albero e con tale gesto si procurano la stima e la riconoscenza dell'intero comitato degli schietti. L'albero che in genere viene tagliato e un albero di melangolo. Il melangolo detto anche arancio amaro e una varietà delle rutacee e serve principalmente come base d'innesto degli alberi di limoni. La sua preferenza è dovuta al fatto che le foglie di quest'albero anno una resistenza maggiore di quella dell'albero di limone o altri agrumi e questo particolare ne assicura la buona conservazione fino alla fine della gara quando per l'eccessivo stramazzo a terra rimane completamente privo di foglie. Ma bisogna anche affermare che al melangolo erano riconosciute delle virtù taumaturgiche e medicamentose.

Si diceva che il frutto fosse talvolta indispensabile alle donne incinte le quali nei momenti in cui ne avevano desiderio dovevano assolutamente trovarli, poiché in caso contrario ne avrebbe sofferto il nascituro che si temeva sarebbe nato con orribili malformazioni. Inoltre le sue foglie venivano usate come infuso contro l'ipertensione. Naturalmente, queste qualità dell'albero dovevano essere tenute in conto dagli schietti al momento della scelta, i quali lo trattavano con rispetto proprio perché la tradizione popolare riconosce tutto ciò che è considerato portatore di particolari virtù, naturali o soprannaturali.

Sempre a proposito del taglio dell'albero, bisogna dire che il taglio ufficiale viene eseguito con seghe speciali da artigiani del legno, fra questi, per lungo tempo, il Sig. Tocco, uno degli ultimi rappresentanti viventi dell'antica arte dei carradori (costruttori dei carretti), soprannominato "Culuonna" (Colonna) per la sua bassa statura il quale metteva molta cautela in tale operazione per non recare danno al tronco e non procurare sofferenze alla pianta. L'albero è considerato quasi animato e pertanto rispettato come una divinità degna di deferenza e rispetto. E quindi, se gli alberi sono animati essi sono necessariamente sensibili. Tagliarli diventa quasi una delicata operazione chirurgica.

Persone legate a Terrasini[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
25 agosto 1988 21 agosto 1989 Claudio Catalpio Democrazia Cristiana Sindaco [3]
21 agosto 1989 28 maggio 1990 Clemente Maniaci Democrazia Cristiana Sindaco [3]
28 maggio 1990 27 dicembre 1991 Agostino Cardinale Democrazia Cristiana Sindaco [3]
4 febbraio 1992 26 maggio 1992 Vittorio Emanuele Orlando Democrazia Cristiana Sindaco [3]
12 giugno 1992 26 ottobre 1992 Nicolò Cucchiara Democrazia Cristiana Sindaco [3]
16 dicembre 1993 1º dicembre 1997 Manlio Mele lista civica Sindaco [3]
1º dicembre 1997 11 giugno 2002 Carmelo Carrara centro-destra Sindaco [3]
11 giugno 2002 29 maggio 2007 Antonino Randazzo centro-destra Sindaco [3]
29 maggio 2007 28 gennaio 2011 Girolamo Consiglio l'unione Sindaco [3]
28 gennaio 2011 14 giugno 2011 Antonino Emmola Comm. straordinario [3]
15 giugno 2011 06 giugno 2016 carica Massimo Cucinella lista civica Sindaco [3]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2012.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ a b c d e f g h i j k http://amministratori.interno.it/

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