Felicia Impastato (film)

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Felicia Impastato
PaeseItalia
Anno2016
Formatofilm TV
Generebiografico
Durata98 min
Lingua originaleItaliano
Crediti
RegiaGianfranco Albano
SceneggiaturaDiego De Silva, Monica Zapelli, Giovanni Impastato (consulenza)
Interpreti e personaggi
FotografiaAndrea Locatelli
MontaggioGino Bartolini
MusicheAgricantus
ScenografiaAlfonso Rastelli
CostumiAlfonsina Lettieri
ProduttoreMatteo Levi
Casa di produzione11 Marzo Film, Rai Fiction
Prima visione
Data10 maggio 2016
Rete televisivaRai 1

Felicia Impastato è un film per la televisione del 2016 diretto da Gianfranco Albano, incentrato sulla vita di Felicia Bartolotta, dopo l'uccisione del figlio Peppino Impastato, avvenuta il 9 maggio 1978 a Cinisi per opera della cosca mafiosa di Gaetano Badalamenti. Felicia è interpretata da Lunetta Savino.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il corpo del militante demoproletario Peppino Impastato di Cinisi viene ritrovato dilaniato lungo una ferrovia e la prima ricostruzione dei Carabinieri lascia pensare a un attentato messo in atto dallo stesso Peppino, del quale sarebbe rimasto vittima. La madre Felicia, il fratello Giovanni e i vari amici del giovane non si arrendono però a questa versione dei fatti. Secondo loro infatti il giovane sarebbe stato ucciso dalla mafia che si voleva vendicare per la sua attività politica. Iniziano così a cercare le prove del coinvolgimento del boss locale Gaetano Badalamenti e solo dopo diversi anni trovano magistrati come Rocco Chinnici e Antonino Caponnetto disposti a credere alla loro versione dei fatti. Grazie alla testimonianza di un paio di pentiti il boss verrà condannato all'ergastolo nel 2002 come mandante dell'omicidio dopo che il caso era stato archiviato per due volte, nel 1984 e nel 1992.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il film è andato in onda su Rai 1 il 10 maggio 2016 totalizzando 6.871.000 telespettatori e il 26.98% di share.[1]

Il film è stato riproposto su Rai 1 venerdì 22 maggio 2020 alle ore 21:15, totalizzando oltre 5 milioni di Spettatori[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]