Castronovo di Sicilia

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Castronovo di Sicilia
comune
Castronovo di Sicilia – Stemma Castronovo di Sicilia – Bandiera
Castronovo di Sicilia – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitana Provincia di Palermo-Stemma.png Palermo
Amministrazione
Sindaco Francesco Onorato (Vivere Castronovo – Il domani è già oggi) dal 10/06/2013
Territorio
Coordinate 37°40′N 13°36′E / 37.666667°N 13.6°E37.666667; 13.6 (Castronovo di Sicilia)Coordinate: 37°40′N 13°36′E / 37.666667°N 13.6°E37.666667; 13.6 (Castronovo di Sicilia)
Altitudine 660 m s.l.m.
Superficie 201,04 km²
Abitanti 3 054[1] (30-11-2016)
Densità 15,19 ab./km²
Frazioni Marcatobianco
Comuni confinanti Alia, Bivona (AG), Cammarata (AG), Lercara Friddi, Palazzo Adriano, Prizzi, Roccapalumba, Santo Stefano Quisquina (AG), Sclafani Bagni, Vallelunga Pratameno (CL)
Altre informazioni
Cod. postale 90030
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 082025
Cod. catastale C344
Targa PA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti castronovesi
Patrono san Vitale
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castronovo di Sicilia
Castronovo di Sicilia
Castronovo di Sicilia – Mappa
Posizione del comune di Castronovo di Sicilia all'interno della città metropolitana di Palermo
Sito istituzionale

Castronovo di Sicilia (Castrunovu in siciliano[2]) è un comune italiano di 3.054 abitanti[1] della città metropolitana di Palermo in Sicilia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Castronovo di Sicilia dista 72 km da Palermo e 58 da Agrigento.

Geologicamente il territorio di Castronovo ricade nell’area dei Monti Sicani, un altopiano strutturale, oltre che morfologico, che separa la grande fossa di Caltanissetta ad Oriente, dal bacino di Salemi ad Occidente. L’area attrezzata di Santa Caterina, di particolare bellezza naturalistica, è facilmente accessibile dal percorso stradale che congiunge Filaga a Castronovo di Sicilia. L’area è sotto la tutela dell’Ispettorato Dipartimentale delle Foreste di Palermo e conserva anche un insediamento bizantino. La struttura consente di assaporare un’aria salubre ed intensa e facilita la riscoperta dell’antica arte dei nostri antenati grazie alla presenza dei manufatti dell’edilizia rurale (pagliai, marcati ed altri opifici). Le giogaie montuose che s’innalzano dal fiume Platani fino a lambire il cielo, arrivate fino ai nostri giorni col toponimo di Monti Sicani, custodiscono una delle più belle e caratteristiche perle naturali della regione siciliana: la Riserva di Monte Carcaci. La posizione geografica, il clima mite e la ricchezza d’acqua, favoriscono un’ottima produzione agricola e casearia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le lontane origini di Castronovo di Sicilia trovano conferma nell’esistenza di un insediamento arcaico costituito da abitazioni trogloditiche nella contrada Grotte, sulle sponde del fiume Platani, riconducibili al popolo sicano. La prima perlustrazione scientifica di tali insediamenti, almeno in tempi recenti, risale al 1743. Fu chiamata Kars-nubu dagli arabi, fino a divenire Castrum per i normanni. žAll’inizio del XII secolo, dopo la distruzione della cittadella sulla rupe, parte della popolazione si trasferì nella sottostante collina, dove sorsero due borgate intorno a due ricche sorgenti: il Rabat e il Rakal-biat. E’ da questi due borghi che sorse l’attuale centro urbano.

La vera e propria città sull’altopiano del Kassar fu fondata nel VI secolo a.C. žLa città possedeva un’importante fortezza, molto contesa tra agrigentini e imeresi; la lotta per il suo possesso portò alla distruzione della città. Il popolo superstite si rifugiò sulla rupe di San Vitale, allora nota con il nome di “Montagna Reale”: qui gli abitanti si sentivano molto più protetti dai nemici, vista la posizione strategica della rupe, e vi trascorreranno più di cinque secoli, durante i quali si succederanno bizantini, arabi e normanni.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Krastos.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

Queste sono alcune delle chiese più importanti di Castronovo:

  • 1091, "Chiesa Madre della Santissima Trinità", edificata con la trasformazione del preesistente Castello di Castronovo.
  • XVII secolo, "Chiesa di San Vitale", edificata sui resti della cappella regia edificata dal Gran Conte Ruggero dopo la liberazione nel 1077 .
  • 1523, "Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria".
  • 1346, "Chiesa di San Francesco".
  • 1810, "Chiesa del Calvario".
  • 1624, "Chiesa di Santa Rosalia".
  • 1621, "Chiesa della Madonna del Rosario".
  • 1391 ant., "Chiesa di San Pietro".
  • 1533, "Convento dei Cappuccini e Chiesa di Santa Maria della Bagnara".

La Chiesa del Calvario

žLa chiesa fu fondata nel 1810 grazie alle offerte dei paesani: qui sorgeva, dal 1520, un monastero femminile dedicato a S. Antonio Abate. E’ a pianta circolare con due piccoli vani utilizzati come sacrestia. Ogni anno nello spiazzale adiacente si celebrano i tradizionali riti del Venerdì Santo.

La "Vasca"

žžNoto ai castronovesi come “A Vasca”, il "Fonte Kassar" fu costruito nel 1901, data incisa nella lapide. Ha una forma circolare ed è realizzato con blocchi di pietra; l’acqua fuoriesce da due erogatori collocati uno nella parte anteriore e l’altro nel lato posteriore. La pavimentazione della piazzetta in origine era formata da ciottoli; oggi è realizzata con una pietra chiamata basola.

La Chiesa di S.Francesco d'Assisi

žAnticamente, nello stesso luogo, sorgevano la chiesa e il convento di S. Rocco. Dopo il crollo della struttura, nel 1556 sorse la nuova e attuale chiesa dedicata a S. Antonio di Padova, dedica voluta dal proprietario del terreno che portava il nome del santo. Nel 1578 si aggiunse il convento e si dedicò tutto il complesso a S.Francesco d’Assisi. Nel 1868 il convento divenne proprietà dello Stato e fu adibito a palazzo comunale. žLa chiesa ha un’unica navata, senza transetto, con un’abside quadrata. Lateralmente vi sono otto altari, molti dei quali ornati dal prezioso marmo giallo del Kassar. Viene chiamata “la chiesa delle statue” in quanto contiene numerose statue di santi, tra cui: la statua dell’Immacolata (attribuita a Filippo Quattrocchi), quella di S. Pasquale, S. Giuseppe, S.Eligio, S. Antonio da Padova, S. Francesco d’Assisi, la statua della Madonna del Rosario, S. Giovanni Apostolo ecc…

La Chiesa Madre SS. Trinità

L’edificio dell’attuale chiesa Madre risale al 1091, costruito come presidio militare. Divenne chiesa aperta al culto nel 1388, dopo aver ampliato l’edificio iniziale. E’ nel 1404 che fu consacrata alla SS.Trinità. Le uniche tracce del presidio militare si conservano nelle due torri: una utilizzata come campanile, l’altra adibita ad abside. Prima di essere trasferita nell’attuale luogo, la funzione di chiesa Madre apparteneva alla chiesa della Madonna dell’Udienza, sul colle S. Vitale. žLa pianta della chiesa è a croce latina, ad un’unica navata. Presenta delle cappelle laterali, i cui altari sono ornati con il marmo giallo del Kassar. La cappella più importante, e più ampia, è quella della Madonna Addolorata, posta a sinistra del presbiterio; presenta al suo interno il tabernacolo del SS. Sacramento. Il marmo giallo è presente in altri arredi della chiesa (es. le acquasantiere all’ingresso). Nel presbiterio è presente il “Coro della collegiata” , in legno di noce, realizzato da Antonino Giordano nel XVIII secolo. La chiesa è ricca di statue, tra cui: S. Giuseppe, S. Lucia, la Madonna della Catena, la “vara” del SS. Crocifisso e la vara in legno della Madonna Annunziata, di pregevole fattura, risalente al XVI secolo, realizzata da Marco Lo Cascio.

La Chiesa della Madonna del Rosario

žEdificata nel 1621, in origine la chiesa era molto più ampia, e si estendeva verso l’attuale corso Umberto; nel 1950, per favorire la viabilità, è stata ridotta di dimensioni. Al suo interno è presente una tela raffigurante la Madonna del Rosario, di Vito D’Anna, del XVIII secolo. Per la presenza di una “vara” raffigurante S.Giorgio , realizzata da i Lo Cascio (stessi artisti della vara dell’Annunziata), la chiesa è nota ai castronovesi come “chiesa di S.Giorgio”.

La Chiesa di S. Caterina di Alessandria

žLa chiesa è conosciuta come “Chiesa della Batia”, per la presenza di un monastero di monache benedettine, governate da una madre “Abadessa” fino alla fine del secolo scorso. La costruzione risale al 1523 e ha un’unica navata lungo la quale si aprono sei cappelle laterali, alcune delle quali presentano altari in marmo giallo, che ritroviamo anche in altri elementi della chiesa (es. il recinto del presbiterio, l’acquasantiera…). La chiesa è impreziosita da numerose opere d’arte, tra cui ricordiamo l’Immacolata in legno dipinto e dorato del 1698 e la statua di S.Caterina, in legno finemente lavorato, del XIX secolo, posta sull’ altare principale.

Fonte Rabato e lavatoio

žIl fonte Rabato fu costruito presso la sorgente Rabat, da cui prende il nome. Attualmente è composta da un abbeveratoio di forma rettangolare addossato al muro, realizzato in pietra. Lateralmente sono posizionate due vasche, ognuna delle quali è alimentata da due “cannoli” con sembianze di animali.

žAl centro della piazza, di fronte alla fontana, si trova il Lavatoio pubblico, a forma di trapezio, con il tetto in legno. All’interno sono collocate le vasche in cui si lavavano i panni. Seppure antichissimi, non è possibile dare una datazione precisa, che comunque risale ai primi insediamenti abitativi nella zona: conosciamo solo le date dei restauri (1531; anni ’90 del Novecento).

Palazzo Giandalia

žIl Palazzo è stato costruito per volere della famiglia Alondres sul muro di cinta dell’antica città, che includeva una torre di origine normanna, i cui resti sono visibili nello spigolo destro del prospetto principale; l’impianto del Palazzo dunque risale al 1200. In seguito a modifiche nel corso dei secoli, ha raggiunto l’aspetto attuale. L’edificio è costituito da tre elevazioni: in origine il piano terra era adibito a magazzino, mentre il primo e il secondo erano riservati ad abitazione. Le volte degli ambienti del primo piano sono decorate con affreschi realizzati da Giuseppe Enea, pittore e decoratore del Teatro Massimo di Palermo. Il Palazzo ospita, al pian terreno, alcuni reperti archeologici e oggetti del passato, testimoni di usi e mestieri di altri tempi; inoltre attualmente è anche possibile visitare un’esposizione dedicata a Mario Del Monaco, famoso tenore italiano dei primi del ‘900.

Fonte Regio

žLa fontana è stata costruita nell’antico quartiere dove si trovava la sorgente “Rakal-Biat”. La costruzione della fontana avvenne nel 1567, e subì dei restauri nel corso degli anni. Attualmente si presenta composta di un abbeveratoio rettangolare di 15,50 metri, realizzato in pietra, addossato al muro; al centro del muro è collocato lo stemma regio, da cui deriva il nome. La fontana presentava ai lati due piccole vasche alimentate da mascheroni dalle cui bocche fuoriusciva l’acqua. Si tramanda che di fronte alla fonte anticamente esistesse un lavatoio pubblico, di cui oggi non rimane traccia.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • 1091, "Castello di Castronovo". Castello Normanno, fatto edificare dal Gran Conte Ruggero dopo la liberazione del 1077 e ampliato nel 1375 da Manfredi Chiaromonte, conte di Castronovo. Oggi costituisce l'edificio della Chiesa della Santissima Trinità.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]


Persone legate a Castronovo di Sicilia[modifica | modifica wikitesto]

  • San Vitale di Castronovo († 994), monaco e asceta, vissuto in Basilicata, festeggiato il 9 marzo.
  • Francesco Maria Traina, vescovo di Patti dal 1903 al 1911.
  • Servo di Dio Pietro Di Vitale, seminarista, scomparso nel 1940 ad appena 24 anni, nei confronti del quale si è aperto in Vaticano il processo per la causa di beatificazione.
  • Antonio Pizzuto (Palermo, 14 maggio 1893 – Roma, 23 novembre 1976), scrittore italiano. Suo padre era nato a Castronovo di Sicilia, paese nel quale Pizzuto tornava d'estate. "Alle dilette Palermo, Erice e Castronuovo di Sicilia" è dedicato "Si riparano bambole" uno dei suoi capolavori.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Marcatobianco.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Elenco dei sindaci di Castronovo di Sicilia:[4]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1985 25 maggio 1998 Salvatore Tirrito lista civica Sindaco [5]
25 maggio 1998 27 maggio 2003 Francesco Licata lista civica Sindaco
27 maggio 2003 11 giugno 2013 Vitale Gattuso lista civica Sindaco [6]
11 giugno 2013 in carica Francesco Giuseppe Onorato lista civica Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte del Parco dei Monti Sicani

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Castronovo (già US Castronovo) fondata nel 1975.

Nella stagione 2013/2014 la squadra guidata dal tecnico Salvatore Ferrante e dal Capitano Giorgio Piazza ha conquistato la promozione in prima categoria battendo nella finale playoff i padroni di casa del Ravanusa. La partita disputata il 27/04/2014 a Ravanusa si è conclusa con il risultato di 1-0 per il castronvo rete siglata dal fantasista Antonino Cutrò.

L'asd Castronovo milita nel girone B siciliano di 1ª Categoria, è tuttora allenata dal mister Salvatore Ferrante.

Presidente della società è il sig. Giuseppe Spinelli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2016.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 181.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Storia amministrativa del comune di Castronovo di Sicilia (PA).
  5. ^ Rieletto il 6 maggio 1990 e il 12 giugno 1994.
  6. ^ Rieletto il 15 giugno 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN316732602 · GND: (DE4601525-5
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