San Giovanni Gemini

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San Giovanni Gemini
comune
San Giovanni Gemini – Stemma San Giovanni Gemini – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Agrigento-Stemma.png Agrigento
Amministrazione
Sindaco Carmelo Panepinto (lista civica SìAmo San Giovanni) dal 10/06/2013
Territorio
Coordinate 37°37′45″N 13°38′30″E / 37.629167°N 13.641667°E37.629167; 13.641667 (San Giovanni Gemini)Coordinate: 37°37′45″N 13°38′30″E / 37.629167°N 13.641667°E37.629167; 13.641667 (San Giovanni Gemini)
Altitudine 670 m s.l.m.
Superficie 26,56 km²
Abitanti 8 023[1] (30-11-2016)
Densità 302,07 ab./km²
Comuni confinanti Cammarata
Altre informazioni
Cod. postale 92020
Prefisso 0922
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 084036
Cod. catastale H914
Targa AG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti sangiovannesi
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Giovanni Gemini
San Giovanni Gemini
San Giovanni Gemini – Mappa
Posizione del comune di San Giovanni Gemini nella provincia di Agrigento
Sito istituzionale

San Giovanni Gemini (San Giuvanni o San Giuanni in siciliano) è un comune italiano di 8.023 abitanti della provincia di Agrigento in Sicilia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è interamente circondato da quello del comune di Cammarata, del quale è pertanto un'enclave.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso Chiesa Matrice

L'origine del territorio di San Giovanni Gemini risale al 1451, anno in cui Federico Abatellis, conte di Cammarata, ottenne dal re Ferdinando il privilegio di edificare (jus aedificandi) nei suoi feudi. Nel 1507 fu concessa la licentia populandi che i Conti esercitarono in un luogo pianeggiante vicino Cammarata, al di là del fiume Turibolo.

Circa le origini storiche di San Giovanni Gemini le ipotesi sono tre:

  1. Si parla di Cammaratesi non graditi ai Conti, che banditi da Cammarata, si siano stabiliti a San Giovanni Gemini. Il bando era una forma di domicilio coatto che si infliggeva per delitti non gravi oppure per allontanare persone non gradite alle autorità del luogo. A ciò si potrebbero collegare le vicende che coinvolsero il conte Abatellis nella congiura contro i fratelli Imperatore, conclusasi con la condanna a morte di Federico II Abatellis, decapitato a Milazzo nel 1525. Quindi è possibile che qualche partigiano del Conte, per motivi politici sia stato bandito da Cammarata.
  2. Una spiegazione possibile circa le origini di San Giovanni Gemini viene riportata da Padre La Pilusa e riguarda la frana avvenuta circa nel 1537, anno in cui a causa di un terremoto, franò la collina dove sorgeva il castello di Cammarata. Il castello fu riparato ma le abitazioni sul ciglio della rupe crollarono, è quindi possibile che le famiglie, che subirono le perdite peggiori, abbiano ottenuto dal Conte il permesso di costruire sul piano di San Giovanni che si estendeva dall'attuale chiesa di San Giuvannuzzo al viale Dionisio Alessi.
  3. Un'altra ipotesi sulle origini di San Giovanni Gemini, a parere di Monsignor De Gregorio, ha origine da un presunto popolamento delle campagne con un incremento spontaneo delle popolazioni che hanno dato origine ad un borgo, prima, e a San Giovanni di Cammarata, poi. Nel 1587 Ercole Branciforte, conte di Cammarata, assegnò una piccola porzione di territorio al nuovo paese, e perciò da allora San Giovanni di Cammarata cominciò un'autonoma vita civile ed amministrativa, fino a che nel 1878 per volere di alcune nobili famiglie, il paese assunse l'attuale nome.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Storica e famosa nei paesi circostanti è la Festa di Gesù Nazareno, che si tiene la seconda Domenica di Giugno e che unisce centinaia di fedeli attorno al simbolo della festa stessa, il Carro Trionfale, che scende, trainato (simbolicamente) dai buoi, lungo C.so Francesco Crispi il Sabato sera, per poi risalire la Domenica. Le centinaia di bandierine colorate accompagnano il Carro, in una "passeggiata" molto suggestiva. Esce molto raramente invece la Statua di Gesù Nazareno: l'ultima volta è stato nel 2016, in occasione del Cinquantesimo dell'Incoronazione del S. Crocifisso.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa Madre di San Giovanni Battista
  • Chiesa della Madonna del Carmelo
  • Chiesa di San Giuvannuzzu
  • Convento Frati Minori Cappuccini
  • Chiesa di Santa Lucia
  • Chiesa della Madonna di Fatima
  • Chiesa di San Giuseppe

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
19 agosto 1988 6 giugno 1990 Carmelino Lupo Democrazia Cristiana Sindaco [3]
6 giugno 1990 7 giugno 1991 Carmelino Lupo Democrazia Cristiana Sindaco [3]
7 giugno 1991 16 giugno 1992 Giovanni Stornaiuolo Democrazia Cristiana Sindaco [3]
24 luglio 1992 15 gennaio 1993 Carmelo Di Vitale Democrazia Cristiana Sindaco [3]
6 maggio 1993 22 novembre 1993 Adolfo Di Salvo Comm. regionale [3]
26 novembre 1993 1º dicembre 1997 Liborio Giracello - Sindaco [3]
1º dicembre 1997 28 maggio 2002 Liborio Giracello centro-sinistra Sindaco [3]
28 maggio 2002 15 maggio 2007 Carmelo Panepinto Casa delle Libertà Sindaco [3]
15 maggio 2007 6 giugno 2007 Vincenzo Riolo lista civica Sindaco [3]
17 giugno 2008 11 giugno 2013 Valerio Viola lista civica Sindaco [3]
11 giugno 2013 in carica Carmelo Panepinto Sindaco [3]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di San Giovanni Gemini fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.1 (Versante meridionale dei Sicani)[4].

Persone legate a San Giovanni Gemini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2016.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ a b c d e f g h i j k http://amministratori.interno.it/
  4. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, gurs.regione.sicilia.it. URL consultato l'08-07-2011.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN241707635 · GND: (DE7699615-3
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