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Raffadali

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Raffadali
comune
Raffadali – Stemma Raffadali – Bandiera
Raffadali – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Agrigento-Stemma.png Agrigento
Amministrazione
Sindaco Silvio Marcello Maria Cuffaro (Patto per il territorio) dal 1-6-2015
Territorio
Coordinate 37°24′17″N 13°32′02″E / 37.404722°N 13.533889°E37.404722; 13.533889 (Raffadali)Coordinate: 37°24′17″N 13°32′02″E / 37.404722°N 13.533889°E37.404722; 13.533889 (Raffadali)
Altitudine 420 m s.l.m.
Superficie 22,3 km²
Abitanti 12 896[1] (31-12-2014)
Densità 578,3 ab./km²
Comuni confinanti Agrigento, Joppolo Giancaxio, Sant'Angelo Muxaro, Santa Elisabetta
Altre informazioni
Cod. postale 92015
Prefisso 0922
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 084030
Cod. catastale H159
Targa AG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 177 GG[2]
Nome abitanti raffadalesi
Patrono santa Oliva di Palermo
Giorno festivo II domenica di luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Raffadali
Raffadali
Raffadali – Mappa
Posizione del comune di Raffadali nella provincia di Agrigento
Sito istituzionale

Raffadali è un comune italiano di 12 896 abitanti[1] della provincia di Agrigento in Sicilia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale copre un'area di circa 1.617 ettari e conta una densità di 586,12 abitanti per km². Si trova in una zona collinare fra i fiumi Platani e Salso, con un'altitudine di 425 m sul livello del mare.

L'aspetto fisico del territorio è caratterizzato da marne bianche e foraminifere, da suoli bruni e regosuoli.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è di tipo "mediterraneo" con temperatura media di 26 - 28 °C in luglio e agosto e con punte massime di 30 - 40 °C.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Raffadali.

Età medievale[modifica | modifica wikitesto]

Gli arabi giunsero nel territorio intorno al primo quarto del IX secolo[senza fonte]: introdussero la coltura degli agrumi, delle rosacee (pero, albicocco, pistacchio) e forse del carrubo ed organizzarono e realizzarono la canalizzazione delle scarse riserve idriche. Il toponimo Raffadali è stato ipotizzato originario dall'arabo رحال افدال (Rahl-Afdal), che significa "villaggio eccellente"[senza fonte].

Nell'XI secolo il feudo è concesso alla famiglia Montaperto. Nel 1177 compare per la prima volta nei registri della diocesi di Agrigento una comunità denominata "Cattà" e nel Trecento il villaggio aveva una parrocchia dedicata a San Leonardo, oggi scomparsa. Compare anche la denominazione di "Raafala" nei registri delle rendite ecclesiastiche della diocesi.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

L'odierna cittadina venne fondata sulle rovine dell'antico casale nel 1481. Nel 1507 Pietro Montaperto ottenne dal re Ferdinando lo "ius populandi" per la espansione dell'agglomerato urbano, e iniziò i lavori di consolidamento del castello e di costruzione della chiesa madre.

Nel 1649 Giuseppe Nicolò Montaperto, intervenne per reprimere una rivolta degli agrigentini contro il vescovo Trajna, accusato di costringere la popolazione alla fame. Per premiare il coraggio e la fedeltà dei Montaperto, Filippo IV di Spagna insignì la famiglia feudataria di Raffadali del titolo principesco. L'ultimo signore di Raffadali fu Salvatore Montaperto Valguarnera.

Agli inizi dell'Ottocento Raffadali si trasformò da borgo del feudo a borgo rurale di piccoli e medi proprietari, rimanendo ai vecchi feudatari il diritto enfiteutico sulle frazioni del fondo.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma del Comune
« d'azzurro, a quattro sbarre alternate da nove rose, poste 1.2.3.2.1; il tutto d’argento. »

Lo stemma comunale ha origine dal blasone della famiglia dei principi di Montaperto. Fu rielaborata la simbologia dello stemma araldico della famiglia che era costituito da: spaccato semipartito nel 1º d’azzurro a quattro sbarre trasverse insieme a nove rose poste in posizione 1, 2, 3, 2, 1 in colore argento. Nel 2º di rosso alla mezza aquila d’argento si muove dalla divisione a destra. Nel 3º tinto d’azzurro con cinque file color oro. Nel cimiero si trova un cavaliere armato che ha l'armatura in colore argento, con la lancia in resta, e cavalca un cavallo bianco che galoppa nel rosso delle fiamme scaturenti una montagna. La divisa è costituita dal motto: "Ad astra".[La blasonatura non corrisponde all'immagine]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa madre di Santa Oliva, al centro del paese, edificata a partire dal 1507 e dedicata alla Madonna degli Infermi: vi si trasferì nel 1608 la parrocchia di Santa Oliva e l'arcipretura, dall'antica chiesa madre dedicata a Sant'Oliva oggi scomparsa. Vi si custodisce il sarcofago di Raffadali, con ratto di Proserpina, e una statua lignea cinquecentesca di Maria santissima degli Infermi con Bambino.
  • Chiesa di San Giuseppe, con facciata settecentesca e facciata risalente al XIX secolo, attribuita all'architetto Saverio Bentivegna. Sorge accanto al monastero delle suore collegine
  • Chiesa di San Giacinto Giordano Ansalone.
  • Chiesa di Santa Maria del Rosario (convento dei Domenicani fin dal 1540).
  • Chiesa di San Giovanni
  • Chiesa della Madonna del Carmelo
  • Chiesa del Santissimo Crocifisso
  • Chiesa di Sant'Antonio abate
  • Chiesa di Sant'Antonio da Padova (ex convento dei Frati minori fin dal 1535)
  • Chiesa della Madonna della Catena
  • Chiesa della Madonna della Pietà
  • Oratorio della confraternita del Santissimo Sacramento

A Raffadali esistono circa cinque piccole cappelle, situata ognuna in un quartiere del paese, oggi fatiscenti ad eccezione della Cappella della Pietà, situata nel quartiere centrale

Sono presenti inoltre due edicole sacre dedicate alla Madonna col Gesù Bambino e situate in via Porta Agrigento e in via Porta Palermo.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Costruito nell'VIII secolo[senza fonte] subì in seguito la distruzione di una delle torri e delle merlature. Nei sotterranei si trovano antiche macchine di tortura utilizzate dai principi di Montaperto e un tunnel collegava la residenza alla chiesa madre.

  • Palazzo di Città, sede del comune di Raffadali, sulla cui facciata si trova lo stemma cittadino.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Fortezza araba di Bugami, ubicata presso la contrada Buagimi.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Statue ed altri monumenti

Quattro monumenti decorano piazze e vie di Raffadali: il monumento ai caduti di tutte le guerre, inaugurato nel 1924 e situato davanti alla chiesa madre; il monumento a Francesco Spoto, posto ai lati della via Nazionale; il monumento al movimento operaio e contadino, posto in Piano Progresso, nelle vicinanze di Palazzo Principe, ed il monumento a Cesare Sessa, inaugurato nel 2007, sito nella piazzetta omonima.

Nel 2006, è stato inaugurato un bassorilievo in memoria di Salvatore Di Benedetto nel Teatro civico di Raffadali.

Fontane[modifica | modifica wikitesto]

A Raffadali sono presenti 3 fontane pubbliche molto antiche: una è posta in Piano Progresso, è la più recente, ed ha uno scopo puramente decorativo. Un'altra è posta in via Porta Palermo, ha circa 300 anni ed era usata fino a poco tempo fa per abbeverare gli animali.Ed infine ve n'è un'altra nella strada verso Joppolo Giancaxio ed ha la stessa funzione della precedente.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Cozzo Busonè: tombe a forno e due tombe a camera con oggetti di pietra e di ceramica; sepolture a grotticella di epoca eneolitica antica dove furono rinvenute nel 1967 in seguito ad una campagna di scavo archeologico le due Veneri di Busonè, conservate nel Museo archeologico regionale di Agrigento. Secondo una leggenda araba la montagna si aprirebbe ogni sette anni e mezzo rivelando i tesori celati al suo interno[5][6].
  • Cozzo Pietrarossa: necropoli con tombe a forno risalente al 4000 a.C.[6]
  • Colle di Palombara: grotta con frammenti ceramici della cultura di Castelluccio[6]
  • Contrada Torrevecchia: resti di un abitato (frammenti ceramici, macine, lucerne, gioielli) identificato come la Statio pitiniana dell'Itinerario Antonino a nove miglia da Agrigento[6]
  • Grotticelle: necropoli tardo romana e bizantina (III-IV secolo) con tombe ad arcosolio e a loculo scavate nella roccia; dalla necropoli proviene il sarcofago di Raffadali[6]
  • Monte Guastanella: necropoli e resti di un castello arabo (dove venne imprigionato il vescovo di Agrigento, Ursone), distrutto da Federico II di Svevia tra il 1221 e il 1232[6].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

I dati sull'evoluzione demografica confermano i fenomeni diffusi a livello nazionale: dal 1961 al 1991 la popolazione ultrasessantacinquenne è aumentata sia in termini assoluti (da 1126 a 2035 soggetti), sia in termini relativi (dal 9% al 15% della popolazione)[senza fonte].

Etnie e minoranze stranieri[modifica | modifica wikitesto]

Nazionalità Residenti
Romania 7
Marocco 9
Cina 8

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

  • Natale: novene cantate e "pastorale" (recita teatrale con "Nardo", un pastore pasticcione). È tradizione mangiare i purciddati (strudel riempiti con fichi secchi e mandorle triturate) e il pane con i fichi.
  • Carnevale: sfilate di carri allegorici e gruppi e in serata balli in maschera per la via Nazionale. I festeggiamenti durano per quattro serate, dal sabato al martedì grasso. Tradizionalmente vengongono preparati gli spingi (frittelle di pasta di farina e uova o in alternativa purea di patate, fritte in abbondante olio e addolciti con zucchero o miele), la pignulata (dolce di pasta di farina e uova, preparati in forma cilindrica, dello spessore di un dito, fritti in olio e mescolati con zucchero riscaldato).
  • Pasqua: il venerdì santo si svolgono rappresentazioni teatrali sacre su un palcoscenico stabile, all'aperto. Tradizionalmente viene preparato u panareddu cu l'ovu (panierino in pasta di farina con un uovo di gallina al forno).

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

La Biblioteca comunale "Salvatore Di Benedetto", ospitata presso alcune stanze del Palazzo comunale in via Nazionale, dispone di oltre 8.000 volumi.

Il comune dispone di una scuola media, tre scuole elementari e quattro asili.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Sono diffusi tre periodici locali: Ad est, Il fatto locale e L'eco di Raffadali. Radio Popolare è stata una radio libera di Raffadali negli anni ottanta e novanta: trasmetteva programmi culturali e politici. È inoltre presente una web radio, ''Radio exit Raffadali. A Raffadali è anche ambientato il romanzo di Andrea Camilleri "La banda Sacco".

Arte[modifica | modifica wikitesto]

  • Sarcofago romano con raffigurazione del ratto di Proserpina, rinvenuto in contrada Grotticelle a Raffadali nel XVI secolo, ospitato nella chiesa madre.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Il piatto tipico di Raffadali è il macco di fave, una crema realizzata con una cottura prolungata di fave secche, alle quali viene aggiunta una verdura, solitamente delle bietole, del finocchietto selvatico, zucchine verdi di tenerume e servita con il solo condimento di olio extravergine di oliva.

Persone legate a Raffadali[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Persone legate a Raffadali

Tra i cittadini raffadalesi più conosciuti ricordiamo:

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo più antico è costituito da un fitto intrico di strette strade su cui si affacciano case tradizionalmente costruite di pietrame e gesso, con ripide scale esterne che consentono l'accesso al vano a primo piano, quasi sempre unico. Il nucleo più antico si dispone intorno al castello ed alla chiesa madre. Dagli inizi del XX secolo il luogo più animato è la via Nazionale, dove si trovano il municipio, la chiesa madre, il castello, la biblioteca; la strada inoltre è sede di numerose attività commerciali e professionali e di associazioni e sezioni di partito.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Le attività economica sono in prevalenza legate all'agricoltura con una notevole produzione di grano, uva, mandorle, pistacchi e olive. È presente inoltre l'allevamento bovino e ovino. Durante l'ultimo cinquantennio 1961-2011 si è verificata una terziarizzazione delle attività.

Raffadali è il centro economico principale per quanto riguarda la lavorazione del Pistacchio (dolci e semilavorati) nonché l a piazza principale per il commercio dello stesso tanto che buona parte del frutto ottenuto nel territorio della provincia di Agrigento viene identificato come Pistacchio di Raffadali

A complemento delle attività agricole sono sorti inoltre oleifici e stabilimenti enologici e conservieri. La specializzazione delle colture (pomodori, carciofi, cetrioli, uva da tavola, pere e fichi) ha determinato inoltre lo sviluppo del commercio dei prodotti agricoli.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

I trasporti avvengono prevalentemente tramite autobus extraurbani, con terminal in via Nazionale: esistono collegamenti diretti verso Palermo, Agrigento, Trapani, Sciacca e per i paesi limitrofi. Inoltre Raffadali dispone di una linea di pullman per la Romania. I trasporti urbani sono invece garantiti dalla CAR

Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • Strada Statale 118 Italia.svg Strada statale 118.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1826 1827 Giosuè Montalbano Sindaco
1828 1830 Alessandro D'Alessandro Sindaco
1831 1831 Gaetano Gueli Buonavia Sindaco
1831 1833 Antonio Tarallo Sindaco
1834 1836 Gaetano Gueli Buonavia Sindaco
1837 1840 Pietro Antonio Cuffaro Sindaco
1840 1845 Alessandro D'Alessandro Sindaco
1846 1852 Vincenzo Maragliano Sindaco
1853 1855 Girolamo Randisi Sindaco
1856 1858 Francesco Di Stefano Sindaco
1859 1860 Antonino Cuffaro Sindaco
1860 1861 Salvatore D'Alessandro Presidente municipale
1861 1864 Baldassare La Rizza Sindaco
1864 1866 Giovanni Gueli Sacheli Sindaco facente funzioni
1867 1867 Salvatore D'Alessandro Serroy Sindaco
1868 1871 Stefano La Rizza Sindaco
1871 1873 Baldassare La Rizza Sindaco
1874 1882 Salvatore D'Alessandro Sindaco
1882 1889 Salvatore Bellomo Sindaco
1890 1891 Salvatore Bellomo Sindaco facente funzioni
1892 1894 Ferdinando Cuffaro Sindaco facente funzioni
1895 1896 Ferdinando Cuffaro Sindaco facente funzioni
1896 1897 Salvatore Costanza Sindaco
1898 1898 Ferdinando Cuffaro Sindaco
1899 1899 Salvatore Costanza Sindaco
1900 1901 Ernesto Palumbo Commissario prefettizio
1902 1902 Ferdinando Perricone Commissario prefettizio
1903 1903 Gaspare Diana Sindaco facente funzioni
1904 1908 Salvatore Cotanza Sindaco
1909 1913 Alfonso Diana Sindaco
1914 1914 Paolo Giuffrida Commissario prefettizio
1914 1919 Alfonso Di Benedetto Sindaco
1919 1923 Tommaso Salvatore Cuffaro Sindaco
1923 1923 Enrico Sindico Commissario prefettizio
1924 1926 Francesco Burgio Commissario prefettizio
1926 1927 Renato Attanasio Commissario prefettizio
1927 1927 Vincenzo Rampello Commissario prefettizio
1927 1927 Vincenzo Agozino Commissario prefettizio
1927 1929 Giuseppe Melisenda Commissario prefettizio
1929 1929 Michele Gaglio Commissario prefettizio
1930 1931 Armando Corsini Commissario prefettizio
1931 1931 Armando Corsini Commissario prefettizio
1931 1931 D'Alessandro Salvatore Commissario prefettizio
1931 1932 Salvatore D'Alessandro Podestà
1932 1932 Eduardo Cuffaro Commissario prefettizio
1933 1936 Eduardo Cuffaro Podestà
1936 1937 Giuseppe Contino Commissario prefettizio
1937 1937 Gaetano Notarbartolo Commissario prefettizio
1937 1939 Gaetano Notarbartolo Podestà
1940 1943 Enrico Tabone Podestà
1943 1943 Giuseppe Pantano Commissario prefettizio
1944 1945 Giuseppe Morreale Sindaco nominato dal prefetto
1945 1946 Luigi Alongi Sindaco nominato dal prefetto
1946 1946 Paolo Diana Sindaco
1946 1946 Luigi Alongi Sindaco
1947 1947 Alfonso Vinti Sindaco
1948 1948 Antonino Ragusa Sindaco
1948 1954 Cesare Sessa PCI Sindaco
1954 1957 Guido Gueli Sindaco
1957 1982 Salvatore Di Benedetto PCI Sindaco
1983 1985 Giannino Lombardo PCI Sindaco
1985 1987 Salvatore Di Benedetto PCI Sindaco
1987 1989 Gianfranco Gueli PCI Sindaco
1989 1992 Giannino Lombardo PCI-PDS Sindaco
1992 1992 Giovanni Iacono Manno Sindaco
1992 1993 Salvatore Giuseppe Iacono Sindaco
1993 1993 Galvano Vincenzo Sindaco
1993 1994 Giovanni Battista Leone Commissario regionale
1994 1998 Salvatore Tuttolomondo Sindaco
1998 2001 Salvatore Tuttolomondo Sindaco
2001 2002 Rosolino Greco Commissario regionale
2002 2007 Antonino Casalicchio UDC Sindaco
2007 2012 Silvio Marcello Maria Cuffaro UDC Sindaco
2012 2014 Giacomo Di Benedetto PD Sindaco
2014 2014 Antonio Parrinello Commissario regionale
2014 2015 Lucio Guarino Commissario regionale
2015 Silvio Marcello Maria Cuffaro Patto per il territorio Sindaco [8]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Raffadali fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.3 (Colline del Platani)[9].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Esiste una squadra di calcio ("FCD Raffadali Calcio"), fondata nel 1990 da Bruno Fabio. La squadra che milita nel campionato di promozione.

È presente un circolo di tennis ("ASD Tennis club Raffadali"), fondato nel 1995 da Salvatore Di Benedetto.

È inoltre presente un gruppo di appassionati di enduro che nel 2012 hanno costituito l'A.S.D. Enduristi del Platani - Black Wolf[10] iscritta al CONI[11] e all'AICS (Associazione Italiana Cultura Sport).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Classificazione sismica dei comuni italiani (PDF), in Sito ufficiale Protezione civile. URL consultato il 16 novembre 2009. (PDF)
  4. ^ Clima Sicilia, in Dati Confedilizia. URL consultato il 7 novembre 2009.
  5. ^ Scheda sul sito ValleTempli.it
  6. ^ a b c d e f Scheda archeologica sul sito PietraRossa.it.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Comune di Raffadali - Lista Sindaci
  9. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, gurs.regione.sicilia.it. URL consultato l'8 luglio 2011.
  10. ^ Sito Enduristi del Platani - Black Wolf, enduristi.it. URL consultato il 19 gennaio 2013.
  11. ^ Iscrizione al CONI, coni.it. URL consultato il 19 gennaio 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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