Principato di Raffadali

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Raffadali.

Principato di Raffadali
Great coat of arms of the House of Montaperto-Uberti.svg
Informazioni generali
Capoluogo Raffadali
Dipendente da Bandiera del Regno di Sicilia 4.svg Regno di Sicilia
Amministrazione
Forma amministrativa feudo
Principi di Raffadali Montaperto (famiglia)
Evoluzione storica
Inizio 1649 con Giuseppe Niccolò Montaperto Spucches
Causa secondo atto della Licentia populandi
Fine 1812 con Salvatore Montaperto Valguarnera
Causa Costituzione siciliana ed abolizione del feudalesimo in Sicilia
Preceduto da Succeduto da
Baronia di Raffadali Circondario di Raffadali, parte del
Agrigento-Stemma.png Distretto di Girgenti

Il principato di Raffadali è stato un feudo del Regno di Sicilia sorto nel XVII secolo comprendente le terre circostanti l'attuale comune di Raffadali, in provincia di Agrigento.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il principato, che comprendeva le Terre di Raffadali, fu istituito nel 1650. Giuseppe Nicolò Montaperto era intervenuto per reprimere una rivolta degli agrigentini contro il vescovo Trajna, accusato di costringere la popolazione alla fame. Per premiare il coraggio e la fedeltà dei Montaperto, Filippo IV di Spagna insignì la famiglia feudataria di Raffadali del titolo principesco[1].

Ma la storia dei domini dei Montaperto ha origine con Matteo Montaperto, soldato di Ruggero, che da Ulla Passaneto ebbe Giorlando Montaperto. Per il suo valore nella presa della fortezza araba di Guastanella, Giorlando fu, nel 1095, infeudato dal Gran Conte Ruggero I di Sicilia della fortezza e delle terre circostanti[2]. Sposò Mafalda Spataforata. A Giorlando successe il figlio Giovanni, che sposò Malvetta Ferro. Bartolomeo Montaperto ebbe da Avilla Rosso Giacomo, o Jacobino, che fu membro della Camera reale di re Guglielmo I di Sicilia. Il re gli confermò la concessione del castello di Guastanella e della Terra di Raffadali con privilegio del 1161[3].

Il feudo di Raffadali fu concesso al soldato Bartolomeo Nigrell nel 1271, e in seguito posseduto dalla famiglia degli Uberti, per ritornare infine ai Montaperto con il matrimonio di Aloiso Montaperto con Antonia degli Uberti.

Lamberto Montaperto fu tra i maggiori esponenti del casato, e potente signore, oltre che dei feudi di Raffadali e Guastanella, di Buterni, Burgio, Sicauci, Carumbuteni, Bigineci, Sinaci, Passarello, Camulzudemi, Jancaxi, Ragalturco, Comiti. Suo figlio ed erede fu Bartolomeo Montaperto, che si distinse come difensore di Mazara del Vallo contro i francesi nel 1316. Lamberto Montaperto dovette cedere il feudo al duca di Atene e Neopatria Giovanni d’Aragona a causa di un debito di 6.000 onze. Isabella Chiaromonte, moglie di Lamberto, fece ricorso al re, opponendo il suo credito dotale, e riottenne il feudo di Raffadali il 12 dicembre 1345[4].

Nel 1507 Pietro Montaperto ottenne la licentia populandi, in virtù della quale poté ripopolare l’antico casale arabo di Raffadali, ormai abbandonato [5].

Nicolò Montaperto Pujades, investito il 14 dicembre 1587, fu il primo dei Montaperto a fregiarsi del titolo di marchese[6].

Il Principato di Raffadali quale entità amministrativa fu soppresso nel 1812, in epoca borbonica, per effetto della promulgazione della costituzione siciliana del 1812, con la quale veniva abolito il feudalesimo nel territorio del Regno di Sicilia.

Ultimo principe-feudatario fu Salvatore Montaperto Valguarnera.

Principi di Raffadali[modifica | modifica wikitesto]

Epoca feudale[modifica | modifica wikitesto]

  • Niccolò Montaperto de Spuches
  • Francesco Montaperto Bonanno
  • Ottavio Montaperto Lanza
  • Bernardo Montaperto Massa
  • Salvatore Montaperto Branciforte
  • Salvatore Montaperto Valguarnera

Dopo il 1812[modifica | modifica wikitesto]

  • Salvatore Montaperto Valguarnera
  • Bernardo Montaperto
  • Antonia Lucrezia Montaperto
  • Salvatore Montaperto Grasso

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gaetani, 131.
  2. ^ Gaetani, 128.
  3. ^ Gaetani, 128.
  4. ^ Gaetani, 129.
  5. ^ Gaetani, 130
  6. ^ Gaetani, 131.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. Girolamo Morreale, Maria Salus Infirmorum patrona di Raffadali
  • Salvatore Di Benedetto, Vecchio paese, Palermo, Italo-Latino-Americana Palma editrice, 1984. ISBN non esistente
  • Francesco Maria Emanuele Gaetani, Della Sicilia nobile, vol. 2, Parte seconda, Palermo, Stamperia dei Santi Apostoli per Pietro Bencivenga, 1754.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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