Pistacchio di Raffadali

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Pistacchio di Raffadali DOP
PistacchiodiRaffadalilogo.jpeg
Origini
Luogo d'origineItalia Italia
RegioneSicilia
Zona di produzioneRaffadali (AG) Vedi areale
Dettagli
Categoriaortofrutticolo
RiconoscimentoD.O.P.
Settoreortofrutticoli e cereali
ProvvedimentoRegolamento di esecuzione (Ue) 2021/474

Il pistacchio di Raffadali è una varietà di pistacchio (Pistacia vera cv Napoletana, innestata su Pistacia terebinthus)[1] a Denominazione di origine protetta DOP. Il nome è legato al comune di Raffadali, poiché, oltre alla produzione, il commercio del pistacchio, nella provincia di Agrigento, ha avuto storicamente il proprio centro in questa piazza per via della presenza di numerosi commercianti e trasformatori.[2] Il Pistacchio di Raffadali ha ottenuto la denominazione di origine protetta il 22 marzo 2021.[3]

Pistacchio di Raffadali

Coltivazione e produzione[modifica | modifica wikitesto]

Gli impianti si ottengono dall’innesto di pistacia vera su pistacia terebinthus su substrati calcarei nel punto in cui lo spessore di questi suoli si assottiglia e il seminativo cede il posto a colture arido resistenti.[4]

Areale[modifica | modifica wikitesto]

Areale del Pistacchio di Raffadali DOP

L’areale di produzione si individua con i confini amministrativi dei seguenti comuni delle province di Agrigento e di Caltanissetta:[5] Raffadali, Joppolo Giancaxio, Santa Elisabetta, Agrigento, Cianciana, Favara, Racalmuto, Sant’Angelo Muxaro, San Biagio Platani, Cattolica Eraclea, Casteltermini, Santo Stefano Quisquina, Aragona, Comitini, Grotte, Montallegro, Alessandria della Rocca, Siculiana, Realmonte, Naro, Porto Empedocle, Castrofilippo, Campobello di Licata, Ribera, Canicattì, Palma di Montechiaro, Ravanusa, Camastra, Montedoro, Serradifalco.

Valorizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il 21 settembre 2018 si è tenuta la pubblica audizione in presenza dei funzionari del MIPAAFT per la lettura e l'approvazione del disciplinare di produzione DOP (Denominazione di Origine Protetta) che è stato successivamente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie Generale n. 261 del 09/11/2018.[1]

Il 20 novembre 2020 è avvenuta la pubblicazione, sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, della richiesta di registrazione della denominazione « Pistacchio di Raffadali », ex art. 2, lett. a), regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio.[5]

Il 22 marzo 2021, a seguito della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del Regolamento di esecuzione (UE) 2021/474 della Commissione del 15 marzo 2021 recante iscrizione di un nome nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette «Pistacchio di Raffadali» (DOP), il Pistacchio di Raffadali ottiene l’iscrizione nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette.[3]

Riferimenti nella cultura[modifica | modifica wikitesto]

Nel romanzo Blues di mezz'autunno dello scrittore Santo Piazzese, edito da Sellerio, si racconta che il pistacchio di Raffadali veniva servito con tartine di pasta sfoglia e mousse salate, presso il bar Edelweiss.

Inoltre è elemento imprescindibile della ricetta dei cannoli ne Il corvo di pietra di Marco Steiner (Sellerio editore).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Gazzetta Ufficiale 261 del 9 novembre 2018, su gazzettaufficiale.it. URL consultato il 13 maggio 2021.
  2. ^ Monastra F., Avanzato D., Lodoli E.,, Convegno Nazionale sul pistacchio (Agrigento). Agricoltura e Ricerca, in Il Pistacchio nel mondo: confronto tra la pistacchicoltura delle aree tradizionali con quella emergente degli Stati Uniti, ATTI del convegno.
  3. ^ a b REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2021/474 DELLA COMMISSIONE del 15 marzo 2021 recante iscrizione di un nome nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette «Pistacchio di Raffadali» (DOP), su eur-lex.europa.eu. URL consultato il 22 marzo 2021.
  4. ^ Fierotti et al, 1988, Carta dei suoli della Sicilia.
  5. ^ a b Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 20 novembre 2020, su eur-lex.europa.eu. URL consultato il 13 maggio 2021.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]