Camastra

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Camastra
comune
Camastra – Stemma Camastra – Bandiera
Camastra – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Agrigento-Stemma.png Agrigento
Amministrazione
Sindaco Giovanni Prato (Per Camastra insieme si Può - Insieme si Deve) dal 17/06/2008
Territorio
Coordinate 37°15′13″N 13°47′44″E / 37.253611°N 13.795556°E37.253611; 13.795556 (Camastra)Coordinate: 37°15′13″N 13°47′44″E / 37.253611°N 13.795556°E37.253611; 13.795556 (Camastra)
Altitudine 340 m s.l.m.
Superficie 16,32 km²
Abitanti 2 056[1] (30-04-2012)
Densità 125,98 ab./km²
Comuni confinanti Licata, Naro, Palma di Montechiaro
Altre informazioni
Cod. postale 92020
Prefisso 0922
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 084008
Cod. catastale B460
Targa AG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti camastresi
Patrono san Biagio
Giorno festivo 3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Camastra
Camastra
Camastra – Mappa
Posizione del comune di Camastra nella provincia di Agrigento
Sito istituzionale

Camastra è un comune italiano di 2.056 abitanti[2] della provincia di Agrigento in Sicilia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Camastra si trova fra i comuni di Naro, Palma di Montechiaro e Campobello di Licata e dista circa 25 km dal capoluogo di provincia. Il centro urbano, a 340 metri s.l.m., gode di un clima mite e poco umido. Il mare è raggiungibile in 5/10 minuti e le sue spiagge sono sabbiose.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Per risalire alle origini di Camastra dobbiamo ricordare che il territorio su cui sorge venne ceduto dal re Federico II al nobile Galvano Bonfiglio e per altre notizie dobbiamo avanzare nel tempo sino al 1408, quando Matteo Palagonia, figlio di Francesco, che fu uno dei vicari della regina Maria ne venne in possesso per diritto della madre Macalda Sosa[3]. A Matteo Palagonia successe, il 15 maggio 1478, Mazziotto. Quest'ultimo lasciò il feudo nel 1510 al figlio Giovanni, il quale a sua volta lo diede in dote alla figlia Filippa che andò in sposa a Bernardo Lucchesi. E fu proprio un Lucchesi, Giacomo, che nel 1620 fondò Camastra, altrimenti della Ramulia, divenendone cinque anni dopo duca, con diploma del re Filippo.

Camastra in quei tempi non dovette essere altro che una fattoria, dove però ben presto trovarono asilo molti fuoriusciti dei centri vicini. Si trattava soprattutto di accusati o condannati per svariati reati pubblici. Camastra in tal modo vide un discreto sviluppo in pochi anni e da piccola fattoria si trasformò in centro abitato ed entrò a far parte della Comarca di Naro.

Il vecchio abbeveratoio

La prima chiesa edificata fu quella del SS. Salvatore. Oltre a questo edificio sacro vi erano una quarantina di case. La popolazione non superava le 60 unita. Ma già il censimento del 1713 vide un sensibile aumento demografico. Si contano più di 300 abitanti residenti in un centinaio di case.

Lo sviluppo è costante anche negli anni seguenti, tanto che un secolo e mezzo fa a Camastra risiedevano già un migliaio di abitanti. Lo sviluppo socio-economico del paese è stato comunque sempre piuttosto modesto e anche questo piccolo centro dell'agrigentino ha conosciuto la triste piaga dell'emigrazione.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Castellazzo di Camastra.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]


Economia[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Il paese offre la possibilità di itinerari naturalistici, eno-gastronomici o storico-culturali che rendono la cittadina una buona "base" per una visita alla Valle dei Templi di Agrigento e nel circondario.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

dalla Valle dei Templi, si percorre la S.S. 115 per Siracusa per circa 10 km fino al bivio, dove a sinistra ci si immette nella S.S. 576 indicazione NARO(Città Barocca) poco dopo a 4 km arrivi a Camastra.

Si percorre la strada a scorrimento veloce CL-AG (S.S. 640), quindi si esce allo svincolo per Canicattì da dove per la 410 si arriva a Naro (città Barocca) dopo 4 km sei arrivato a Camastra.

Percorrendo la S.S. 189 si arriva ad Agrigento, quindi percorrendo la S.S. 115 per Siracusa, dopo circa 10 km, sulla sinistra, al bivio ci si immette nella S.S. 576 che porta a Naro proseguire per Camastra.

Si percorre l'autostrada CT-PA fino a Caltanissetta, da dove seguendo la strada a scorrimento veloce S.S. 576, si arriva allo svincolo per Canicattì. Percorrendo poi la S.S. 410 si arriva a Naro e a 4 km arrivi a Camastra.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
18 giugno 1985 26 maggio 1990 Vincenzo Di Caro Partito Socialista Italiano Sindaco [5]
26 maggio 1990 14 giugno 1994 Vincenzo Di Caro Partito Socialista Italiano Sindaco [5]
14 giugno 1994 25 maggio 1998 Vincenzo Di Caro Partito Socialista Italiano Sindaco [5]
25 maggio 1998 27 maggio 2003 Vincenzo Di Caro partito socialista siciliano Sindaco [5]
6 luglio 2001 27 maggio 2003 Calogero Di Carlo Comm. straordinario [5]
27 maggio 2003 17 giugno 2008 Angelo Cascià lista civica Sindaco [5]
17 giugno 2008 11 giugno 2013 Giovanni Prato lista civica Sindaco [5]
11 giugno 2013 in carica Angelo Cascià lista civica: camastra avanti - autonomia lavoro progresso Sindaco [5]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Camastra fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.4 (Colline del Salso e di Naro)[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2012.
  2. ^ Dato Istat al 30/04/2012.
  3. ^ Voce "famiglia Iosa (Josa o Sosa)", pp. 401-402, in Repertorio della feudalità siciliana (1282-1390) di Antonino Marrone – Palermo: Mediterranea. Ricerche storiche, 2006.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/
  6. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 24 luglio 2011.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN240158062 · GND: (DE7712241-0
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