Realmonte

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Realmonte
comune
Realmonte – Stemma Realmonte – Bandiera
Realmonte – Veduta
La Scala dei Turchi
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
ProvinciaProvincia di Agrigento-Stemma.png Agrigento
Amministrazione
SindacoCalogero Giuseppe Zicari (Lista Civica) dal 01/06/2015
Territorio
Coordinate37°18′37″N 13°27′46″E / 37.310278°N 13.462778°E37.310278; 13.462778 (Realmonte)Coordinate: 37°18′37″N 13°27′46″E / 37.310278°N 13.462778°E37.310278; 13.462778 (Realmonte)
Altitudine144 m s.l.m.
Superficie20,37 km²
Abitanti4 583[1] (31-12-2010)
Densità224,99 ab./km²
Comuni confinantiAgrigento, Porto Empedocle, Siculiana
Altre informazioni
Cod. postale92010
Prefisso0922
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT084032
Cod. catastaleH205
TargaAG
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantiRealmontesi (Muntirrialisi in siciliano)
PatronoSan Domenico di Guzman
Giorno festivo8 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Realmonte
Realmonte
Realmonte – Mappa
Posizione del comune di Realmonte nella provincia di Agrigento
Sito istituzionale

Realmonte (Muntirriali in siciliano) è un comune italiano di 4.515 abitanti[2] della provincia di Agrigento in Sicilia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Realmonte è un piccolo centro abitato della Provincia di Agrigento; dista circa 15 km dal capoluogo.

Il paese è posto su di una lieve collina che si affaccia sul mare; a ovest confina con Siculiana, da cui dista 4 km, mentre a nord e ad est confina con Porto Empedocle da cui dista 7 km.

Il territorio presenta quote altimetriche crescenti procedendo dal mare, da quota zero a quota 400 m, a parte alcune zone che si ergono (Monte Rosso, Monte Rossello, Monte Giampaolo, Monte Mele).

Il promontorio di Monte Rosso sormontato dalla torre del Camilliani

Il centro abitato si trova nella fascia compresa tra 100 e 150 m s.l.m., con una bellissima visuale sul mare.

Al territorio appartengono le zone balneari di Baia di Capo Rossello, Punta Grande, Pergole e Giallonardo,Lido la Spiaggetta, con vaste zone piane destinate all'edilizia estiva e bellissime spiagge.

L'arco costiero ha una morfologia molto varia che comprende tratti di spiaggia profonda e tratti caratterizzati da un salto piuttosto rilevante, dai 30 ai 100 m, in corrispondenza della linea di costa.

Particolare della Scala dei Turchi

Il territorio presenta aspetti paesaggistici forti e mutevoli per caratteri orografici e tipo di vegetazione.

La fascia costiera è orograficamente omogenea -presenta, infatti, il tipo di "costa a picco sul mare" per quasi tutta la sua lunghezza-, ma nello stesso tempo è cromaticamente molto varia, in quanto, procedendo da est verso ovest, la colorazione della costa assume toni che vanno dal bianco, al grigio-azzurro, al rossiccio, con il variare del tipo di roccia. Anche la vegetazione gioca un ruolo determinante sulle variazioni cromatiche, specialmente nelle "zone rosse" (Monterosso e Capo Rossello), dove al rossiccio calcarenitico vediamo contrapposto il verde scuro della macchia mediterranea, fortemente presente in Monterosso e Capo Rossello, la quale fornisce un forte effetto chiaroscurale.

Per quanto riguarda la "zona bianca" (Costa Bianca e Scala dei Turchi), la macchia è presente in maniera molto sporadica; qui l'effetto chiaroscurale questa volta è dato dalle zone d'ombra sulla parete rocciosa, causate dai corrugamenti dei "calanchi" da cui è caratterizzato questo tratto di costa, specie nelle ore precedenti il tramonto.

Un elemento di notevole interesse paesaggistico è rappresentato dalla Scala dei Turchi, costituita da uno sperone di marna bianca prominente sul mare, cui le falde digradanti a strato conferiscono un aspetto molto suggestivo dai forti contrasti cromatici, se si pensa all'azzurro del mare e del cielo contrapposto al bianco accecante della roccia.

La forma che questo monumento della natura assume è quella per l'appunto di una scalinata, dove -secondo la leggenda- durante le invasioni moresche che imperversarono nel '500 i turchi (erroneamente chiamati, ma non troppo erroneamente dato che in realtà le invasioni corsare arabe furono favorite anzi promosse proprio dall'impero Ottomano, che imperversò sin dal 1299 e fino al 1922 in Asia minore.) approdarono nel territorio dell'odierna Realmonte inerpicandosi sulle stratificazioni di questa falesia. Le invasioni delle coste siciliane furono molto favorite per contrastare i sovrani cattolici ed incutere terrore nelle popolazioni rivierasche nel tentativo di facilitare una possibile invasione in massa con la conquista dei territori cristiani. Come avvenne in effetti con il tentativo di conquistare Vienna sul versante est del sacro romano impero. La grande sconfitta della flotta turca nella Battaglia di Lepanto fu determinante per lo spegnersi delle incursioni rivierasche corsare. Un altro elemento di forte rilievo ricadente in questa zona è la Torre di Monterosso, una torre del XVI secolo tuttora pressoché intatta, ubicata sul medesimo promontorio con una posizione panoramica eccezionale; essa, con la Scala dei Turchi, costituisce uno degli elementi cardine delle bellezze del territorio di Realmonte.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Originariamente uno dei vasti feudi posti nelle adiacenze del fiume Mendola, nel l'ultimo suo corso prima di sfociare nel Mediterraneo. Nel medioevo siciliano, questi feudi appartennero a diverse nobili casate dopo la liberazione della Sicilia dal dominio arabo. La Famiglia che ebbe per prima dopo quel periodo la baronia dei feudi in fiume Mendola all'inizio del 1300 fu quella dei Baroni Colletorto di Noto, che successivamente risiedettero pure a Castrogiovanni (attuale Enna). Proprio l'attuale contrada di Realmonte, prese il nome di Colletorto alias in fiume Mendola in onore della casata baronale cui era stato investito il feudo. I Baroni Colletorto si estinsero nella famiglia dei Mirabella, potente casata dell'Ennese e del Siracusano. In seguito i feudi del fiume Mendola si trasmisero al Barone Giovanni Mirabella, morto in giovane età nel 1577. Gli successe il parente a lui più prossimo Don Giuseppe Suriano Barone di Ramursura nel 1580, che si prodigò nel rilanciare la produttività agricola e ittica del posto, avviando una lenta ma continua immigrazione di contadini provenienti dai feudi di Ramursura, Gasba, Mirabella imbaccari eccc. verso le terre del fiume mensola e della sua costa mediterranea. Avviò la ristrutturazione delle postazioni di guardia costiera. La Casata dei Suriano d'origine Catalana (Sorianos, poi divenuti Suriano), fu imparentata con i Reali d'Aragona e giunse in Sicilia sbarcando con proprie milizie nel territorio compreso tra Partinico e Palermo, su diretto mandato di Pietro III d'Aragona in soccorso alla popolazione della grande isola mediterranea ribellatasi ai francesi "Angiò" nel 1282, di cui rimane memoria nei famosi "Vespri siciliani", a ragione dei notevoli soprusi subiti dalla popolazione da parte dei nobili francesi. I Suriano, grandi d'Aragona e Catalogna, "Fueros de Aragón", ottennero mandato di Baronia del Regno e governarono come conti della Marca (Marchesi) la Valle del Gela, quella del Dittaino e del Caltagirone, ottenendo anche la sovranità sui numerosi feudi dei gerosolimitani compresi tra Piazza Armerina, Adernò (attuale Adrano), Lentini e fino ad Agrigento. Furono Magistrati e capitani di giustizia di numerose città. Il ramo di Don Giuseppe deriva da quello di Piazza Armerina che ivi si stabilì attorno al 1300, giungendo poi a Castrogiovanni attuale Enna, avendo anche vasti possedimenti nel territorio di Calascibetta[3]. Il ramo principale detenne un potere ducale sui capitoli gerosolimitani di S.Andrea e Sant'Elia, con ampio mero e misto impero. Don Giuseppe Suriano dotò i feudi della Mendola[4] alla figlia donna Caramanna con vincolo di fedecommesso testamentario imposto dal Capo della Casata:Don Angelo Antonio Achille III, che la obbligava alla trasmissione del cognome alla prole ed all'obbligo dell'investitura, che donna Caramanna non riuscì ad adempiere in vita e che fu causa di dispute dinastiche. Il figlio di Donna Caramanna Don Pompilio Petruso Suriano cedette al Duca Domenico Monreale il Feudo di Colletorto, senza tuttavia anche lui aver ottemperato ai doveri previsti dal fedecommesso testamentario. L'attuale città di Realmonte nasce grazie ai Monreale, Duchi di Castrofilippo. Il Duca Domenico Monreale, che acquistò il 14 agosto 1681 il feudo Mendola dai Marchesi Suriano di Ramursura, baroni di Colletorto alias Mendola e delle terre di Mirabella e Gasba. Il Duca Monreale ottenne la "Licentia Fabricandi et populandi" e lo rinominò Realmonte, Muntirriali in siciliano per celebrare la sua casata. Per l'edificazione del nuovo feudo, vi trasferì 250 persone (quasi tutte originarie di Castrofilippo). Tuttavia le dispute dinastiche sul possesso delle Terre di Mirabella, tra cui la legittimità della vendita del feudo Colletorto, continuarono tra i componenti della Casata Suriano e tra questi e le nuove parentele sopraggiunte ossia i Petruso Varisano ed i Grimaldi. Fino a che nel 1812 furono di fatto aboliti i vassallaggi feudali e con questi anche le dispute successorie. Le terre particolarmente fertili e l'entroterra che si spinge verso il cuore della Sicilia, rendevano assai interessante ed appetibile l'invasione costiera corsara. Ma fino al 1500 questa fu limitata a brevi scorrerie, che tuttavia con la successiva ambizione espansiva e potenza acquisita dall'impero ottomano, che la sostenne notevolmente[5], divenne sempre più organizzata ed invadente, tanto da far già provvedere i Baroni Colletorto a qualche sistema di difesa costiera, come i torrioni e fortificazioni di guardia. Strategicamente posizionate lungo la costa e ben visibili dal mare, ebbero fino al '600 più una funzione di deterrente militare che non una vera azione difensiva. Ciò anche a causa delle successioni baronali del feudo, anche se tutte praticamente trasmesse in seno alla parentela: Colletorto, Mirabella, Suriano con alfine solo i Monreale, non legati da stretti vincoli di parentela. Nonostante ciò le torri di guardia, ebbero una buona capacità dissuasiva sulle scorrerie corsare, le vestigia delle torri, per lo più ben conservate, possono essere ben osservate lungo la splendida costa dell'ex feudo di Colletorto.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Realmonte è collegato con il capoluogo e gli altri comuni della fascia costiera grazie alla strada statale 115. Una strada provinciale panoramica collega il centro del paese con i lidi di Porto Empedocle. Fino al 1978 era presente una stazione della ferrovia Castelvetrano-Porto Empedocle oggi chiusa all'esercizio.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
28 aprile 1989 22 giugno 1992 Giovanni Sciortino Democrazia Cristiana Sindaco [8]
3 luglio 1992 12 ottobre 1994 Francesco Paolo Sidoti Partito Socialista Italiano Sindaco [8]
3 novembre 1994 17 giugno 1996 Giovanni Bruno Gallo Partito Democratico della Sinistra Sindaco [8]
17 giugno 1996 7 febbraio 1997 Paolo Cottone Partito Democratico della Sinistra Sindaco [8]
19 febbraio 1997 17 aprile 2000 Giovanni Celauro Centro Cristiano Democratico Sindaco [8]
17 aprile 2000 17 maggio 2005 Pasquale Giuseppe Zicari Centro Cristiano Democratico Sindaco [8]
17 maggio 2005 1º giugno 2010 Giuseppe Farruggia lista civica Sindaco [8]
1º giugno 2010 2 giugno 2015 Piero Puccio lista civica Sindaco [8]
2 giugno 2015 in carica Calogero Zicari lista civica Sindaco [8]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Realmonte è gemellata con:

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Realmonte fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.5 (Colline litoranee di Agrigento)[9].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Dato Istat al 31/12/2008.
  3. ^ Archivio di stato di Palermo giuramento di Fedeltà di Antonio Andreatta Suriano
  4. ^ Archivio di Stato di Palermo: atti di successione dei feudi di Colletorto alias Mendola a favore di Giuseppe Suriano
  5. ^ Ciò durò fino alla risoluzione della Battaglia di Lepanto, dopo della quale alla rovinosa sconfitta della flotta imperiale ottomana, cessò quasi del tutto la scorreria corsara
  6. ^ Miniera di Salgemma
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ a b c d e f g h i http://amministratori.interno.it/
  9. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, su gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 24 luglio 2011.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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