Adrano

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Adrano
comune
Adrano – Stemma
Adrano – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitanaProvincia di Catania-Stemma.svg Catania
Amministrazione
SindacoAngelo D'Agate (lista civica) dal 24-6-2018
Territorio
Coordinate37°39′45″N 14°50′08″E / 37.6625°N 14.835556°E37.6625; 14.835556 (Adrano)Coordinate: 37°39′45″N 14°50′08″E / 37.6625°N 14.835556°E37.6625; 14.835556 (Adrano)
Altitudine560 m s.l.m.
Superficie83,22 km²
Abitanti35 463[3] (31-10-2018)
Densità426,14 ab./km²
Comuni confinantiBelpasso[1], Biancavilla, Bronte, Castiglione di Sicilia[1], Centuripe (EN), Maletto[1], Randazzo[1], Sant'Alfio[1], Zafferana Etnea[1]
Altre informazioni
Cod. postale95031
Prefisso095
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT087006
Cod. catastaleA056
TargaCT
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona D, 1 438 GG[4]
Nome abitantiAdranesi[2].
PatronoSan Nicolò Politi - San Vincenzo martire
Giorno festivo3 agosto, 22 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Adrano
Adrano
Adrano – Mappa
Posizione del comune di Adrano nella città metropolitana di Catania
Sito istituzionale

Adrano (AFI: [aˈdrano][5]; Aḑrànu[6] o Ddirnò[7] in siciliano) è un comune italiano di 35 463 abitanti[3] della città metropolitana di Catania in Sicilia.

Situata nella parte sudoccidentale del vulcano Etna, dista 36 km da Catania, capoluogo di provincia[8], e 200 km da Palermo, capoluogo di regione.[9] Fu fondata in epoca ellenistica con il nome Adranon, e a partire dall'epoca normanna fino ai primi decenni del XX secolo, era indicata con il toponimo Adernò[7], che dal XIV al XIX secolo fu capoluogo dell'omonimo stato feudale di rango comitale.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Comuni del Parco dell'Etna

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Adrano è fisicamente situata nella parte nordoccidentale del territorio della Città metropolitana di Catania, ovvero nell'area etnea, al confine con il Libero consorzio comunale di Enna. Adrano si trova sul versante sud occidentale dell'Etna, a 560 metri sul livello del mare.

Il suo territorio ha un'estensione di 83,22 km²[10], la tredicesima tra i comuni della sua provincia[10], e fa parte del Parco dell'Etna.[11] Confina a nord con Bronte, Maletto, Maniace, Randazzo e Castiglione di Sicilia, a ovest con Centuripe, in provincia di Enna, a est con Sant'Alfio e Zafferana Etnea, a sud con Biancavilla.[12]

Situata nella parte sudoccidentale dell'Etna, in una zona di bassa montagna che affianca la Piana di Catania ad est ed il fiume Simeto ad ovest, dal punto di vista morfologico il suo territorio risulta essere in prevalenza collinare e pianeggiante, e solo in minima parte montano nella sua parte più interna[13]; la sua altitudine media è di 560 m s.l.m.[14], che varia da una quota minima di 150 m s.l.m. nella sua parte occidentale, a una quota massima di 3.300 m s.l.m., nella parte orientale.[13]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Adrano gode di un clima mediterraneo, ma condizionato dall'altitudine e dalla lontananza dal mare, con inverni freschi e umidi ed estati abbastanza calde e soleggiate. Il suo clima è classificato come boreale.[15]

ADRANO[16] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 7,37,89,111,515,920,323,323,620,616,112,29,18,112,222,416,314,7
T. min. mediaC) 4,44,55,67,711,615,718,619,116,512,69,06,25,08,317,812,711,0

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo Adrano fu ufficialmente introdotto nel 1929[17], e riprende quello dell'antica città di Adranon (Αδρανóν) fondata da Dionigi il Vecchio di Siracusa nel 400 a.C.[18] e dedicata ad Adranos, dio siculo della guerra.[19] In epoca romana il nome della città assunse la variante latinizzata Hadrānum (o Adrānum).[17][20]

In precedenza la cittadina etnea era indicata con il toponimo Adernò, che rappresentava probabilmente la forma volgarizzata di Adernione[21], introdotto in epoca normanna, e latinizzazione di quello usato all'epoca della dominazione araba, Adarnù.[22]

Gli abitanti sono detti adraniti[17], mentre invece quando il comune era denominato Adernò, i medesimi abitanti erano detti adernesi o adornesi[17]; nel gergo dialettale non è infrequente l'uso dell'espressione ddurnìsi (adornesi) per riferirsi agli abitanti di Adrano.[7]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Epoca antica[modifica | modifica wikitesto]

I Siculi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Siculi.

Le radici di Adrano affondano nel Neolitico, anche se le maggiori testimonianze si possono associare ai cosiddetti Siculi che provenienti dalla costa jonica verso il X secolo a.C. s'insediarono nel territorio Etneo e fondarono la città rimasta anonima, nella contrada del Mendolito, di questa città ormai sepolta sopravvive oggi nel territorio di Adrano la cinta muraria, le porte e le tracce di abitazioni, una necropoli dalle caratteristiche sepolture a cupoletta (forse d'ispirazione micenea) e numerose iscrizioni sicule.

Resti di insediamenti siculi fioriti tra il X e il V secolo a.C. sono presenti ad ovest del paese e presso il fiume Simeto, nell'antica Mendolito, città di fondazione sicula oggi in parte sepolta.

Adranon[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Adranon.

Nel 400 a.C. fu fondata da Dionigi il Vecchio di Siracusa la città greca di Adranon, per accrescere il controllo siracusano nella zona. Adranon, infatti, rappresentava un importante punto strategico, poiché garantiva il controllo della valle del Simeto e della città di Centuripe che si ergeva su un'altura presso la sponda opposta del Simeto. Nel 344 a.C., Timoleonte di Corinto dirigendosi verso Siracusa, nei pressi di Adranon sbaragliò le truppe di Iceta, tiranno di Leontinoi. Timoleonte vincitore, secondo la leggenda, fu accolto con clamore dalla città di Adranon, di cui divenne signore.

A sud di via Catania è stata localizzata la polis greca fondata da Dionigi il Vecchio nel 400 a.C. Imponenti sono i resti del muro di cinta, della cittadella, che parte da via Catania, contrada Buglio e arriva all'enorme baratro, chiamato Rocca dagli abitanti di Adrano. Lo scavo della sovrintendenza ha riportato alla luce un'abitazione con un pregevole pavimento che è stata restaurata e accorpata al museo archeologico; a fini turistici è stata riordinata la zona di contrada Buglio, nei pressi delle mura, che dovrebbe costituire l'accesso all'area archeologica. Il resto dell'area è tuttavia utilizzato per attività agricole intensive ed è minacciato dall'espansione edilizia e dall'opera dei tombaroli.

Romani e Bizantini[modifica | modifica wikitesto]

Roma conquistò Adrano nel 263 a.C. ad opera del console Valerio che entrò in città con ottomila fanti e seicento cavalieri espugnandola. Durante le invasioni barbariche, la città fu saccheggiata ripetutamente, i saccheggi continuarono durante il dominio bizantino.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Dominazione araba[modifica | modifica wikitesto]

La conquista islamica di Centuripe e di altre terre circostanti, verso il 950, da parte dell'emiro arabo Mūsā portò Adrano - che subì pesanti saccheggi - a far parte del neo-costituito Emirato di Sicilia, mettendo così fine al dominio bizantino.
I musulmani cambiarono il nome della città da Adranon in Adarnu o Adarna, edificarono la fortezza "Salem", fondarono molti casali, tra i quali quello di Bulichiel, dotando il territorio di giardini, terre seminate e vigne.

I Normanni[modifica | modifica wikitesto]

Ugo di Jersey guidò i cavalieri normanni nell'assedio del casale Bulichiel, nel 1075. Il Caid Albucazar invano cercò di resistere alle truppe normanne, il casale fu infine occupato. Durante il dominio normanno, Adrano continuò a svilupparsi.

La comunità adranita comprendeva abitanti di origine greca, araba, berbera e normanna ed era costituita da ottimi agricoltori ed artigiani, specie nell'arte della seta[senza fonte] e della concia delle pelli. Adrano fu inserita nella diocesi di Catania, retta dal vescovo Ansgerio.

Gli Svevi[modifica | modifica wikitesto]

Il dominio svevo portò a lotte di potere e intolleranze tra cui la persecuzione dei saraceni, che furono costretti a fortificarsi sotto la guida di Mirabetto (Benaveth - Ibn ῾Abbād). Durante il dominio svevo, la città ed il suo castello divennero il covo dei conti de Luci, che depredarono con violenza i beni della chiesa, finché nel 1209 non furono sconfitti e banditi da Federico II. L'imperatore, nel 1233 diede in "retturia" il casale a capitani di Messina, che divennero la classe dominante in città.

Gli Angioini[modifica | modifica wikitesto]

Durante le lotte tra Angioini e Svevi Adrano in un primo momento fu sotto il governo di Carlo I d'Angiò poi di Corradino di Svevia fino al 1258 quando il Papa Alessandro IV lo scomunicò e fu decapitato a Napoli. Da allora Adrano passò alla famiglia Maletta. Il numero degli abitanti scese da mille a circa trecento.

Gli Aragonesi[modifica | modifica wikitesto]

Pietro III di Aragona fu accolto come un liberatore, ma anch'egli continuò ad opprimere la popolazione, nascondendosi dietro l'alibi di dover cacciare gli Angioini. Adrano divenne feudo del cavaliere catalano Garzia De Linguida, nel 1286 passò a Luca Pellegrino, un funzionario del Re Giacomo. Margherita, la figlia di Pellegrino, sposò Antonio Sclafani di Palermo, Matteo, loro figlio fu nominato conte di Adernò e di Centorbe, nonché signore di Ciminna. Mentre Sclafani soggiornava a Palermo, Adrano fu prima occupata da Roberto d'Angiò e in seguito dai latini capitanati da Ruggero Tedesco. Matteo Sclafani morì nel 1354, alla sua morte si scatenò la lotta per la successione che durò più di quarant'anni, la contea di Adrano passò dunque a Giovanni Raimondo, nipote di Antonio Moncada[Quale?].

Epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

I Viceré[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1412 al 1515, regnarono ad Adrano i Moncada, sotto i Viceré Aragonesi. Giovan Tommaso Moncada Conte di Adrano, restaurò il Castello di Adrano facendolo circondare da un bastione, costruì la chiesa di S. Sebastiano. I Ventimiglia, costruirono palazzi nel centro di Adrano, uno dei quali diverrà nel XVI secolo sede del Devoto Monte di Pietà e nel XIX sede del Municipio. In questo periodo si costituì il nucleo amministrativo di Adernò, composto da funzionari di ceto nobile (il capitano di giustizia, i 4 giurati, il tesoriere, il giudice civile, il giudice criminale, l'archivista, il mastro notaro, il castellano e il governatore del conte). Adrano adesso contava seimila abitanti.

Dai Borbone al Regno d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il breve regno Piemontese e il successivo dominio austriaco che piegò la popolazione a causa dell'eccessiva tassazione, verso la seconda metà del Settecento, con l'avvento dei Borboni, la situazione economica migliorò, la popolazione cominciò a crescere: nel 1874 Adrano contava 6.623 abitanti. Nel 1820 a seguito della rivolta di Palermo, si succedettero tumulti ad Adrano, Biancavilla e Bronte, furono costituiti comitati per sostenere il colonnello Pietro Bazan, ma il comitato di Adrano fu scovato così la città fu mira dell'esercito punitivo dei Borboni.

Il movimento antiborbonico fu in un primo momento sedato, ma riprese durante la cosiddetta Primavera dei popoli nel 1848. Rivoluzionari adraniti guidati da Pietro Cottone accorsero in sostegno alla città di Catania che si piegava ai cannoni dell'esercito borbonico, che infine occupò Catania, Biancavilla, Paternò e Adrano. La Spedizione dei Mille di Giuseppe Garibaldi, infiammò nuovamente speranze di libertà tra i patrioti, mentre per le classi meno abbienti poco cambiò, infatti, i moti contadini che chiedevano la spartizione delle terre, furono sedati dai garibaldini prima e dall'esercito di Vittorio Emanuele dopo.

Dal 1862 al 1867, una serie di lavori per il miglioramento della città: il primo impianto di illuminazione pubblica, quotazione delle terre comunali, inaugurazione del primo liceo, lavori per il lastricamento della via Garibaldi, inaugurazione dell'ospedale, la creazione di una centrale telegrafica ed elettrica. Adrano era tra i più ricchi centri commerciali della provincia, ma le condizioni dei ceti poveri non erano migliorate e questi furono colpiti dal vaiolo nero e dal colera, che furono la causa di tumulti e ribellioni che sfociarono nel brigantaggio.

XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Durante i primi anni del Novecento si diffuse un indirizzo riformista nel mondo cattolico e socialista. Negli anni venti il sacerdote don Vincenzo Bascetta e il professor Carmelo Salanitro (antifascista morto nel 1945 nel Campo di concentramento di Mauthausen-Gusen), si batterono per favorire piccoli contadini e manovali nell'acquisto dei feudi, molto dei quali abbandonati dai ricchi proprietari terrieri.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Castello normanno
Palazzo Bianchi
Monastero di Santa Lucia

Chiese e luoghi di culto[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa Madre
  • Chiesa del Crocifisso
  • Chiesa del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria
  • Chiesa del Salvatore
  • Chiesa del Santissimo Cristo della Colonna
  • Chiesa della Madonna delle Grazie
  • Chiesa dello Spirito Santo e Convento degli Scolopi
  • Chiesa di Gesù e Maria
  • Chiesa di Maria Santissima della Catena
  • Chiesa di Maria Santissima dell'Udienza
  • Chiesa di Sant'Agostino
  • Chiesa di Sant'Antonio Abate
  • Chiesa di Sant'Antonio di Padova
  • Chiesa dei Santi Alfio, Filadelfo e Cirino
  • Chiesa di Santi Apostoli Filippo e Giacomo
  • Chiesa di San Francesco di Paola
  • Chiesa di San Giovanni Apostolo
  • Chiesa di San Giuseppe
  • Chiesa di San Leonardo
  • Chiesa di San Nicolò Politi
  • Chiesa di San Paolo
  • Chiesa di San Pietro
  • Chiesa di Santa Chiara
  • Chiesa di Santa Maria degli Angeli e Convento dei Padri Cappuccini
  • Chiesa di Santa Maria del Rosario e Convento di San Domenico
  • Monastero di Santa Lucia

Edifici storici[modifica | modifica wikitesto]

Altre architetture[modifica | modifica wikitesto]

  • Acquedotto Biscari
  • Archi Gotici
  • Mendolito
  • Mulini della Rocca
  • Mura ciclopiche (o Dionigiane)
  • Ponte dei Saraceni
  • Torre di Sant'Elia
  • Torre Minà
  • Villa Comunale (o Giardino della Vittoria)

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[23]

Adrano è il sesto dei 58 comuni della Città Metropolitana di Catania per numero di abitanti.[24] La sua popolazione - che nel 1921 raggiunse il suo massimo storico con circa 40 mila unità - risulta essersi stabilizzata intorno alle 36 mila unità nei primi decenni del XXI secolo.[25]

Al 31 dicembre 2017, ad Adrano il numero dei nati risultava essere di 338 unità (9,5‰), quello dei decessi di 323 unità (9‰), da cui si ottiene un saldo naturale positivo di 15 unità (+ 0,5‰).[25] Negativi invece risultano i valori del saldo migratorio che si registrano annualmente dal 2011, e più accentuati negli anni successivi (- 276 unità nel 2017).[25]

In una provincia come quella catanese, storicamente poco interessata dal fenomeno dell'emigrazione rispetto ad altre province siciliane, Adrano è il comune con la più alta percentuale di emigrati, superiore anche a tutta la Sicilia orientale[26]: statistiche del 2012 riferiscono di 7.986 adraniti iscritti all'AIRE, con un'incidenza del 21,7%, e la cittadina etnea è il ventiduesimo tra i comuni italiani con più iscritti.[27] Particolarmente numerosa è la comunità di emigrati adraniti residente a Namur, in Belgio, stimata a oltre 2.000 unità.[26]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione con cittadinanza straniera ad Adrano, al 1º gennaio 2018 risulta essere di 463 unità, pari all'1,3% della popolazione.[28] Il 51,8% degli stranieri regolarmente residenti nel comune proviene dalla Romania, e a seguire altre comunità consistenti sono quelle di Marocco, Tunisia, Repubblica Popolare Cinese e Polonia.[28]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Il subdialetto adranita (ddurnisi) appartiene al gruppo dei dialetti catanesi privi di metafonesi, ma il glottologo Giacomo De Gregorio nel suo Saggio di fonetica siciliana (1890), lo indicò come appartenente al gruppo dei dialetti della Sicilia centrale che il medesimo classificò come "caltanissettese", in cui vi rientravano le parlate delle province di Enna e di Caltanissetta.[29]

La parlata di Adrano costituisce una varietà per il suo vocalismo: se la pronuncia della a è pressoché identica a quelle delle altre parlate siciliane, la pronuncia della è e della ò, sono invece brevi e diventano íę e úŏ[30]; le altre due vocali ì e ù, diventano è e ò.[31] Nel caso dei fenomeni di iato, le e e le i diventano rispettivamente ji e je, con una palatalizzazione più forte nelle prime.[32]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del nome di Adrano in riferimento ad un'antica divinità sicula, suggerisce le sue origini chiaramente pagane, ma dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente e la successiva dominazione bizantina della Sicilia, cominciò a diffondersi il Cristianesimo, che ebbe maggior impulso in epoca normanna.

La religione più diffusa tra la sua popolazione è il cattolicesimo: la cittadina etnea, che fa parte dell'arcidiocesi di Catania ed è sede del XIV vicariato[33], ha come patroni i santi cattolici Vincenzo di Saragozza e Nicolò Politi. Il primo culto fu introdotto in epoca aragonese, il secondo, eremita adornese del XII secolo, fu introdotto verso la fine del XVII secolo, ed è patrono anche di Alcara Li Fusi, nel Messinese.[34]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Le manifestazioni popolari più importanti che si svolgono ad Adrano hanno tutte carattere religioso. La più importante di esse è la festa del compatrono San Nicolò Politi, che si svolge annualmente il 2-3-4 agosto.[34] Non è invece prevista la processione in onore del patrono San Vincenzo martire, a cui è riservato solo un rito religioso il 22 gennaio di ogni anno.[34]

Molto sentite dalla comunità adranita sono le celebrazioni della Settimana Santa che si svolgono annualmente: esse hanno inizio con la Domenica delle Palme e la rappresentazione della Via Crucis[35]; la processione del Cristo alla Colonna il Giovedì Santo, in cui il secentesco simulacro ligneo viene portato con passi lenti - tre avanti e uno indietro - a spalla dai cittadini, e compie la visita ai Sepolcri.[36]; la giornata successiva, per il Venerdì Santo, si svolge al mattino la processione della Madonna Addolorata, e la sera il trasporto della Bara col Cristo Morto, detto U Lizzanti, al cui passaggio la folla in strada intona un antico canto funebre[35][37]; nella giornata di domenica si concludono i festeggiamenti con la Diavolata, sacra rappresentazione settecentesca dell'eterna lotta fra il bene ed il male, che si svolge in Piazza Umberto: il dramma si compone di cinque scene, nell'ultima delle quali l'Arcangelo Michele sconfigge definitivamente Lucifero. Segue l'Angelicata, che vede due angeli offrire doni al Cristo Risorto e alla Madonna.[35][38]

Altre importanti manifestazioni che si svolgono ogni anno ad Adrano, e vedono una larga partecipazione da parte della popolazione, sono le processioni religiose in onore di San Giuseppe il 19 marzo, della Madonna della Catena il 5 maggio, e quella in onore dei santi Alfio, Filadelfo e Cirino la penultima domenica di maggio.[39]

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Ad Adrano sono presenti alcune importanti istituzioni statali e regionali, come il commissariato di pubblica sicurezza della Polizia di Stato[40], la stazione dell'Arma dei Carabinieri[41], un distaccamento del comando provinciale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco[42], un distaccamento del Corpo forestale della Regione siciliana[43], e una sede del Dipartimento della Protezione Civile (attiva dal 1989).[44]

Per quel che riguarda i servizi sanitari, ad Adrano sorgeva un presidio ospedaliero, l'Ospedale Civile di Adrano, fondato nel 1568 dalla locale nobile Compagnia dei Bianchi, passato di proprietà del Comune dopo il 1919.[45] Era ubicato all'interno dell'ex Monastero di Sant'Agostino, confiscato all'ordine monastico agostiniano dalle autorità statali con R.D. 18 gennaio 1866, n. 2787[45][46]; il nosocomio fu dismesso nel 1998 con il trasferimento del pronto soccorso e dei suoi reparti (medicina, chirurgia, pediatria e ostetricia) all'Ospedale Maria Santissima Addolorata di Biancavilla[47], ed è stato convertito in sede di guardia medica e di amministrazione del Distretto sanitario di Adrano dell'ASP 3 CT (comprendente i comuni di Adrano, Biancavilla e Santa Maria di Licodia).[48] Successivamente la struttura è divenuta sede di un Presidio Territoriale di Emergenza (PTE)[49], divenuto Presidio Territoriale di Assistenza (PTA) nel 2012.[50]

Ad Adrano si trova anche un Centro per l'impiego, dipendente dalla Regione Sicilia, che ha competenza territoriale anche per i comuni di Biancavilla e Santa Maria di Licodia.[51] Fino al 2017 era presente anche un'agenzia dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), che aveva competenza territoriale anche sugli altri comuni viciniori, poi trasferita all'agenzia di Paternò, con conseguente declassamento a semplice punto INPS.[52]

Presenti nel comune etneo anche note associazioni di volontariato come AVIS e Fratres[44], che operano nell'ambito della donazione di sangue. Tra le associazioni culturali attive nella cittadina, vi sono una sede locale del Lions Clubs International (presente dal 1969)[53], e numerose locali come l'Associazione corale polifonica Pietro Branchina (attiva nel campo musicale dal 1985).[53]

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

La qualità della vita ad Adrano è caratterizzato in linea generale da livelli precari e come una delle peggiori nel contesto della ex provincia di Catania. Preoccupante è la diffusione nella popolazione di fenomeni quali il disagio socio-economico, il disagio minorile, l'elevato tasso di criminalità - sia organizzata che individuale - e dello spaccio e consumo di stupefacenti.[54]

Molto preoccupanti sono anche i livelli di disoccupazione, che al 2011 presentavano un tasso generale del 25,4%, e quella giovanile ancora più elevata con il 49,3%.[55] Elevato il suo indice di vulnerabilità sociale e materiale (104,5 nel 2011), tra i più alti a livello nazionale (46º posto tra tutti i comuni italiani nel 2011).[56]

Il Congresso nazionale di pediatria tenutosi nel 1998, denunciò la diffusione ad Adrano del fenomeno dei "genitori-bambini", per il quale il comune siciliano deteneva il primato a livello nazionale.[57]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il Teatro Bellini

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Archivi e biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

L'Archivio Storico Comunale di Adano ha sede nel palazzo comunale di via Spampinato. In esso sono conservati tutti i documenti relativi all'attività dell'amministrazione locale a partire dal XVI secolo, e comprende: gli atti della Curia Giuratoria (1566-1812), del Proconservatore, della Curia Capitaniale (1630-1833), della Curia Civile (1524-1790), del periodo borbonico (1812-1860), e carte di natura amministrativa del Comune in epoca postunitaria, come deliberazioni e atti dello stato civile.[45]

Ad Adrano è presente una biblioteca comunale (Biblioteca Comunale "Comm. Rosario Russo"), fondata nel 1926. Ospitata all'interno dei locali dell'ex monastero di Santa Lucia fino al 1972, e successivamente a Palazzo Bianchi fino al 1999, è attualmente ubicata in locali posti all'interno di un edificio adiacente alla Chiesa di Santa Maria del Rosario.[45][58] Consta di un patrimonio librario di 25.000 volumi.[45] La fondazione di una prima biblioteca nel comune etneo risale però al 1870[59]; una biblioteca popolare fu fondata nel 1909 da un comitato di cittadini alla cui presidenza onoraria vi era Giuseppe Lombardo Radice.[45]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio di Adrano sono presenti 5 scuole dell'infanzia, 9 scuole di istruzione di primaria, 4 scuole di istruzione secondaria di primo grado, e 3 scuole di istruzione secondaria di secondo grado (liceo, istituto tecnico, istituto professionale).[60]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Adrano è sede di un museo. Fondato nel 1902 come museo archeologico per volontà del reverendo Salvatore Petronio Russo - appassionato cultore della storia e dell'archeologia del paese - il Museo Regionale "Saro Franco" (così intitolato dal 2014[61]), ospitato al Castello Normanno dal 1958, conserva molti oggetti provenienti dagli scavi effettuati nei dintorni della cittadina etnea, in particolare nel sito di Mendolito, nel periodo a cavallo tra il XIX e il XX secolo.[62] Nei decenni successivi, il museo venne ampliato con la creazione di un archivio storico, di una pinacoteca e di una sezione dedicata all'artigianato locale.[62]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Principali mass media adraniti sono l'emittente televisiva generalista TVA Tele Video Adrano - già Telenormanna - attiva dal 1994, e quella monotematica musicale Flash TV, inaugurata nel 2014.[63] Quest'ultima è la versione televisiva dell'emittente radiofonica Radio Flash, attiva dal 1978, il cui segnale è ricevibile in tutte le province della Sicilia[64]; l'altra emittente radiofonica cittadina è RSI Radio Studio Italia - legata a TVA - nata sul finire degli anni novanta, affiliata al circuito InBlu, il cui segnale copre le province di Catania e di Enna.[65]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Adrano è sede di un teatro comunale, il Teatro Bellini, fondato nel XVIII secolo. Al Teatro Bellini fu girata una scena del film Divorzio all'italiana del 1961, diretto da Pietro Germi, e con protagonista l'attore Marcello Mastroianni, che in quell'epoca era una sala cinematografica.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La cucina tipica adranita non si discosta molto da quella siciliana, e catanese in particolare, ma si distingue per il notevole impiego dell'arancia rossa e del pistacchio nelle ricette.[66]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli eventi più rilevanti che si svolgono annualmente ad Adrano si segnala il carnevale, le cui prime edizioni risalgono agli anni sessanta del XX secolo.[67] Nelle edizioni del 2002 e del 2003 è stato gemellato con il Carnevale di Rio de Janeiro.[68]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Corso Garibaldi

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

L'abitato di Adrano ha origini molto antiche e il suo sviluppo ebbe inizio nel III secolo[69], per poi proseguire nei secoli successivi. Il suo centro storico, il cui impianto risale al XVII secolo, è molto simile per caratteristiche ad una qasba per la presenza di numerose strade e di vicoli, e di poche piazze, ed occupa una superficie di 33 ha, che corrisponde al 13% della superficie totale del centro abitato.[70] Fino all'ultimo decennio del XIX secolo, il centro storico rappresentava la quasi totalità del centro abitato, con una densità abitativa di oltre 550 abitanti per ettaro, e nei primi decenni del XX secolo furono avviate le prime espansioni urbane con la nascita di nuovi quartieri, come Stazione, Monterosso, Patellaro, la Lisia, Cappellone, San Marco, Cappuccini e Giobbe.[70]

A partire dal dopoguerra il tessuto urbano del comune etneo subì ulteriori variazioni, con la costruzione di due arterie di circonvallazione (via Catania e via della Regione), per liberare le vie del centro storico dall'intasamento dovuto all'aumento del trasporto su gomma.[71] Proseguì l'espansione dell'abitato con lo sviluppo disordinato di nuove aree residenziali, e dunque attraverso il fenomeno dell'abusivismo edilizio, che proseguì anche nel corso degli anno ottanta-novanta, nonostante l'adozione di un primo piano regolatore generale nel 1962.[71]

Suddivisioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale di Adrano non prevede una suddivisione in quartieri di tipo amministativo e ufficiale, ma di natura storica. Molti dei nomi dei quartieri del centro storico traggono la loro origine dalla presenza di un edificio religioso.

I principali quartieri del centro storico adranita, formatisi dopo la ricostruzione avvenuta dopo il sisma del 1693, sono Borgo, Catena, Gurgo, Ignonilli, Piazza, San Leo, San Pietro, Sant'Agata, Sant'Agostino, Santissimo Salvatore, Spirito Santo, mentre i quartieri a ridosso del centro storico e formatisi dopo la fine del XIX secolo sono Cappellone, Cappuccini, Giobbe, Lisia, Monterosso, Patellaro, San Marco e Stazione.

Contrade[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio di Adrano non sono presenti frazioni, ma sono presenti numerose contrade situate fuori dal centro abitato, ed esse sono: Buglio, Cannatella, Capici, Contrasto, Cugno, Dagala, Difesa Luna, D'Urso, Erbe Bianche, Figurella, Fogliuta, Forte, Franza, Fumata, Giordano, Luna, Mandropero, Margi, Mendolito, Minà, Naviccia, Parricchia, Passo Zingaro, Pecoraro, Pecorelle, Pernicotto, Poggio Chiuse, Pulica, Roccazzello, Ruvolita, San Giuseppe, Santuzza, Sciarotta, Scolaro Cisterna, Scolaro Pollicino, Solicchiata, Timpone, Ventitumoli, Vituro, Zizulli.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Primo settore per importanza nell'economia di Adrano è l'agricoltura, con la produzione di arance, uva, pistacchi, fichi d'India e miele[72]: Adrano fa parte della zona di produzione dell'Arancia Rossa di Sicilia IGP.[73]

Altre attività sviluppate sono il commercio, l'artigianato (in particolare lavorazione legno e metalli) e l'edilizia. In crescita il turismo, favorito dalla cospicua presenza di beni monumentali, e dalle politiche comunali con l'apertura nel 2016 di un ufficio del turismo, peraltro dotato di un pullmann per escursioni e visite guidate nella zona.[74] Discreta è la presenza di attività del settore alberghiero e ristoratore.

Molto importante è il settore della produzione di energia elettrica, poiché sede di alcuni impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Nel 1981 in contrada Contrasto fu inaugurata e messa in esercizio la Centrale Solare Eurelios, il primo impianto solare a concentrazione a torre al mondo[75][76] con una superficie di 7800 metri quadrati a specchi e capace di erogare 1 megawatt di potenza, finanziata dalla Comunità Europea nell'ambito di un progetto di ricerca comunitario e realizzata dall'ENEL.[76] La sua produzione fu immessa nella rete elettrica nazionale: centinaia di specchi riflettevano la radiazione solare su uno scambiatore in cui fluiva acqua che veniva riscaldata fino a divenire vapore ad alta pressione e temperatura.[76] Il vapore azionava una turbina solidale ad un generatore elettrico, similmente al funzionamento di una centrale convenzionale.[76] ENEL terminò la sperimentazione nel 1985 e pubblicò i risultati nel 1991.[76] Fu scelto il territorio adranita perché, da una ricerca europea, risultò il più assolato d'Europa.[76] La centrale fu chiusa nel 1987, la torre fu smantellata negli anni successivi.[76]

Nel 2011, nello stesso sito in cui sorgeva la centrale Eurelios, è sorta una centrale fotovoltaica ENEL, costituita da 10 mila pannelli che generano corrente continua catturata da sole per una potenza di 9 megawatt.[77]

Altro impianto presente nel territorio adranita è la centrale idroelettrica, situata anch'essa in contrada Contrasto, sotto il ponte Barca, entrata in servizio nel 1966.[78] Si tratta di un impianto idroelettrico a serbatoio (lago artificiale), gestito dalla Acoset S.p.A., che utilizza le acque provenienti dal fiume Simeto.[79] L'impianto, costruito in caverna, ha una potenza efficiente pari a 35 megawatt.[80] La centrale di Contrasto è in grado di fornire l'energia necessaria al consumo domestico di circa 27.000 famiglie, evitando emissioni di CO2 da produzione termoelettrica per 32.000 tonnellate all'anno.[78]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso della nuova stazione sotterranea di Adrano Centro

La cittadina è attraversata da due strade importanti: Strada statale 121 Catanese e Strada statale 284 Occidentale Etnea, che collegano Adrano al capoluogo e alle località della Sicilia centrale e orientale.

È anche servita da tre stazioni ferroviarie della Ferrovia Circumetnea che la collega a molti dei comuni del circondario etneo e a Catania; le stazioni, a partire da sud sono Adrano Cappellone, Adrano Centro e Adrano Nord. Le prime due sono in sotterraneo e in stile "metropolitana", l'ultima è alla periferia nord, in località Naviccia. In tale stazione è anche l'autorimessa da cui partono i collegamenti pubblici su strada nelle varie direzioni delle autolinee della FCE.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 luglio 1989 11 gennaio 1990 Amindore Ambrosetti Comm. straordinario [81]
6 febbraio 1990 2 giugno 1990 Vincenzo Castiglione Partito Socialista Democratico Italiano Sindaco [81]
14 luglio 1990 20 febbraio 1991 Alfio Mangani Partito Socialista Italiano Sindaco [81]
4 marzo 1991 30 settembre 1991 Angelo D'Agate Democrazia Cristiana Sindaco [81]
30 settembre 1991 23 giugno 1993 Damiano Lutri Comm. straordinario [81]
30 settembre 1991 29 ottobre 1991 Martino Nicosia Comm. straordinario [81]
30 settembre 1991 23 giugno 1993 Stefano Scamacca Comm. straordinario [81]
29 ottobre 1991 23 giugno 1993 Giancarlo Genovese Comm. straordinario [81]
23 giugno 1993 15 dicembre 1997 Nicolò Bertolo Partito Democratico della Sinistra Sindaco [81]
15 dicembre 1997 10 gennaio 1999 Nicolò Bertolo Partito Democratico della Sinistra Sindaco [81]
16 gennaio 2000 1º maggio 2000 Antonino Biondo Comm. straordinario [81]
1º maggio 2000 17 maggio 2005 Fabio Mancuso centro-destra Sindaco [81]
17 maggio 2005 3 marzo 2008 Fabio Mancuso centro-destra Sindaco [81]
27 marzo 2008 1º luglio 2008 Salvatore Currao Comm. straordinario [81]
1º luglio 2008 25 giugno 2013 Giuseppe Ferrante centro-sinistra Sindaco [81]
25 giugno 2013 24 giugno 2018 Giuseppe Ferrante Il Popolo della Libertà Sindaco [81]
24 giugno 2018 "in carica" Angelo D'Agate Lista Civica Sindaco [81]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Adrano fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Lo sport più praticato e seguito ad Adrano è il calcio. Nella cittadina etnea per molti anni è stata attiva la compagine dell'Adrano Calcio, la cui origine risale al 1922, ma la società è stata rifondata più volte nel corso della sua storia; i colori sociali sono il bianco e l'azzurro, e nel 1932 ha vinto la Coppa Arpinati.[85] Il massimo torneo a cui ha partecipato la formazione adranita è stata la Serie D, in cui ha militato quasi consecutivamente dalla stagione 2003-2004 alla stagione 2011-2012. Altre storiche squadre calcistiche locali furono l'Adernò e l'Adranitana, che hanno sempre militato nei campionati regionali.

Anche la pallacanestro ha una propria rappresentativa, la Distefano Trasporti Adrano Basket, che milita nel campionato di Serie C Silver Maschile Sicilia; altra compagine sportiva importante è la squadra femminile di pallavolo del San Giuseppe Adrano Volley, che milita in Serie C Femminile Pallavolo Sicilia.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Maggiore impianto sportivo di Adrano è lo stadio comunale "Dell'Etna", situato in contrada Difesa Luna.[86] Inaugurato nel 2007[87], è dotato di due tribune con una capienza complessiva di 5.000 spettatori.[88] Il terreno di gioco è in erba sintetica[89], ed è circondato da una pista di atletica.

In precedenza, le formazioni di calcio adranite disputavano le proprie partite interne al campo sportivo "Duca di Misterbianco", costruito negli anni quaranta, sito nell'omonima via del centro storico di Adrano nei pressi del giardino pubblico.

Altre strutture sportive pubbliche sono le due tensostrutture, l'una denominata "Madre Teresa di Calcutta", che sorge in via Spampinato, inaugurata nel 2014, destinata allo svolgimento delle attività di pallacanestro, pallavolo, pattinaggio artistico, calcio a 5 e sport liberi[90]; l'altra, la "Don Pino Puglisi" inaugurata nel 2015, sorge in via San Leo, che comprende due campetti da tennis.[91]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  2. ^ Tuttitalia, su tuttitalia.it.
  3. ^ a b Bilancio demografico anno 2018 (dati provvisori), su demo.istat.it. URL consultato il 31-10-2018.
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  9. ^ Distanza Chilometrica Tra Adrano e Palermo, su itineraristradali.it. URL consultato il 07-10-2018.
  10. ^ a b Comuni nella città metr. di Catania per superficie, su tuttitalia.it. URL consultato il 07-04-2019.
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  12. ^ MAPPA COMUNI CONFINANTI, su comuniverso.it. URL consultato il 07-04-2019.
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  14. ^ Comuni nella città metr. di Catania per altitudine, su tuttitalia.it. URL consultato il 07-04-2019.
  15. ^ Classificazione climatica di Adrano, su tuttitalia.it. URL consultato il 07-04-2019.
  16. ^ TABELLA CLIMATICA ADRANO, su it.climate-data.org. URL consultato il 07-04-2019.
  17. ^ a b c d W. Schweickard, Denomasticon Italicum, vol. 1, Niemeyer Verlag, 1997, p. 16.
  18. ^ Diodoro Siculo, Bibliotheca historica, 14, 37, 5
  19. ^ Spoto, p. 67.
  20. ^ G. Alessio, L'elemento greco nella toponomastica della Sicilia, in Bollettino storico catanese, Deputazione di Storia Patria per la Sicilia, 1946-47, p. 45.
  21. ^ Geo- Archeologia Etnea nel Museo di Adrano, in Geo- Archeologia. Periodico dell'associazione geo-archeologica italiana (Japadre), 1985, p. 153.
  22. ^ M. Amari, Biblioteca arabo-sicula, Loescher, 1880, p. 109.
  23. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  24. ^ Comuni nella città metr. di CT per popolazione, su tuttitalia.it. URL consultato il 10-04-2019.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • D. Sangiorgio Gualtieri, Sunto storico di Aderno', con incisioni, Adernò, Stabilimento tipografico Costanzo, 1921.
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  • S. Franco, Il castello e la contea di Adrano, Adrano, Museo archeologico, Castello normanno, 1974.
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  • S. Spoto, Il grande libro dei misteri della Sicilia risolti e irrisolti. L'enigma dei Palici e di un misterioso idoletto, Roma, Newton Compton editori, 2006, pp. 70-74, ISBN 978 88 541 2715 9.
  • F. Branchina, Adrano, dimora di dei, nella storia del Mediterraneo greco, Macerata, Simple, 2009, ISBN 9788862591737.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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