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Adrano

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Adrano
comune
Adrano – Stemma
Adrano – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitanaProvincia di Catania-Stemma.svg Catania
Amministrazione
SindacoAngelo D'Agate (Lista Civica) dal 24/06/2018
Territorio
Coordinate37°39′45″N 14°50′08″E / 37.6625°N 14.835556°E37.6625; 14.835556 (Adrano)Coordinate: 37°39′45″N 14°50′08″E / 37.6625°N 14.835556°E37.6625; 14.835556 (Adrano)
Altitudine560 m s.l.m.
Superficie83,22 km²
Abitanti35 767[3] (30-4-2017)
Densità429,79 ab./km²
Comuni confinantiBelpasso[1], Biancavilla, Bronte, Castiglione di Sicilia[1], Centuripe (EN), Maletto[1], Randazzo[1], Sant'Alfio[1], Zafferana Etnea[1]
Altre informazioni
Cod. postale95031
Prefisso095
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT087006
Cod. catastaleA056
TargaCT
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona D, 1 438 GG[4]
Nome abitantiAdraniti[2].
PatronoSan Nicolò Politi - San Vincenzo martire
Giorno festivo3 agosto, 22 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Adrano
Adrano
Adrano – Mappa
Posizione del comune di Adrano nella città metropolitana di Catania
Sito istituzionale

Adrano (Adranu in siciliano o "Dernò") è un comune italiano di 35 767 abitanti[3] della città metropolitana di Catania in Sicilia.

Il suo territorio si trova nel Parco dell'Etna. È uno dei paesi più grandi del parco dell'Etna, e le sue attrazioni maggiori sono il castello normanno, il centro storico e la Pineta di Monte Intraleo.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Adrano si estende alle pendici sud-occidentali dell'Etna, in una zona di bassa montagna che affianca la Piana di Catania ad est ed il fiume Simeto ad ovest.

La città è situata ad un'altezza di 560 metri sul livello del mare, ha una superficie di 8.251 ettari e dista 35 km dal comune di Catania. Adrano gode di un clima mediterraneo, ma condizionato dall'altitudine e dalla lontananza dal mare e praticamente quasi identico all'adiacente Biancavilla, con inverni freschi e umidi ed estati abbastanza calde e soleggiate.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale toponimo risale al 1929 (in sostituzione del precedente Adernò) e riprende quello della città di Adranon fondata da Dionigi il Vecchio di Siracusa nel 400 a.C.[5] e dedicata ad Adranos, dio siculo [6]della guerra.

Il dio Adranus o Adranòs (dal greco: 'Αδρανός; in latino anche Hadranus o Hatranus), da alcuni ritenuto padre dei Palici[7], ha caratteristiche legate ai fenomeni naturali (acqua e fuoco) ed è assimilato in parte e sovrapposto a Efesto (Vulcano per i latini), che aveva le sue fucine nelle viscere dell'Etna.

I romani tradussero il nome in Hadranum, gli arabi ribattezzarono la città Adarna, i normanni la chiamarono Adernio, e gli angioini Adernò.

Secondo uno studioso del XIX secolo, Giovanni Sangiorgio Mazza, il tiranno siracusano avrebbe tuttavia fondato Adranon su un più antico centro siculo, identificabile con l'antica Inessa, in seguito denominata Aitna (Diodoro Siculo, Bibliotheca historica, 11, 76, 1), alla quale apparterrebbe il tempio del dio Adrano. Inessa potrebbe essere il nome con cui i siculi chiamavano l'Etna.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Epoca antica[modifica | modifica wikitesto]

I Siculi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Siculi.

Le radici di Adrano affondano nel Neolitico, anche se le maggiori testimonianze si possono associare ai cosiddetti Siculi che provenienti dalla costa jonica verso il X secolo a.C. s'insediarono nel territorio Etneo e fondarono la città rimasta anonima, nella contrada del Mendolito, di questa città ormai sepolta sopravvive oggi nel territorio di Adrano la cinta muraria, le porte e le tracce di abitazioni, una necropoli dalle caratteristiche sepolture a cupoletta (forse d'ispirazione micenea) e numerose iscrizioni sicule.

Resti di insediamenti siculi fioriti tra il X e il V secolo a.C. sono presenti ad ovest del paese e presso il fiume Simeto, nell'antica Mendolito, città di fondazione sicula oggi in parte sepolta.

Adranon[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Adranon.

Nel 400 a.C. fu fondata da Dionigi il Vecchio di Siracusa la città greca di Adranon, per accrescere il controllo siracusano nella zona. Adranon, infatti, rappresentava un importante punto strategico, poiché garantiva il controllo della valle del Simeto e della città di Centuripe che si ergeva su un'altura presso la sponda opposta del Simeto. Nel 344 a.C., Timoleonte di Corinto dirigendosi verso Siracusa, nei pressi di Adranon sbaragliò le truppe di Iceta, tiranno di Leontinoi. Timoleonte vincitore, secondo la leggenda, fu accolto con clamore dalla città di Adranon, di cui divenne signore.

A sud di via Catania è stata localizzata la polis greca fondata da Dionigi il Vecchio nel 400 a.C. Imponenti sono i resti del muro di cinta, della cittadella, che parte da via Catania, contrada Buglio e arriva all'enorme baratro, chiamato Rocca dagli abitanti di Adrano. Lo scavo della sovrintendenza ha riportato alla luce un'abitazione con un pregevole pavimento che è stata restaurata e accorpata al museo archeologico; a fini turistici è stata riordinata la zona di contrada Buglio, nei pressi delle mura, che dovrebbe costituire l'accesso all'area archeologica. Il resto dell'area è tuttavia utilizzato per attività agricole intensive ed è minacciato dall'espansione edilizia e dall'opera dei tombaroli.

Romani e Bizantini[modifica | modifica wikitesto]

Roma conquistò Adrano nel 263 a.C. ad opera del console Valerio che entrò in città con ottomila fanti e seicento cavalieri espugnandola. Durante le invasioni barbariche, la città fu saccheggiata ripetutamente, i saccheggi continuarono durante il dominio bizantino.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Dominazione araba[modifica | modifica wikitesto]

La conquista islamica di Centuripe e di altre terre circostanti, verso il 950, da parte dell'emiro arabo Mūsā portò Adrano - che subì pesanti saccheggi - a far parte del neo-costituito Emirato di Sicilia, mettendo così fine al dominio bizantino.
I musulmani cambiarono il nome della città da Adranon in Adarnu o Adarna, edificarono la fortezza "Salem", fondarono molti casali, tra i quali quello di Bulichiel, dotando il territorio di giardini, terre seminate e vigne.

I Normanni[modifica | modifica wikitesto]

Ugo di Jersey guidò i cavalieri normanni nell'assedio del casale Bulichiel, nel 1075. Il Caid Albucazar invano cercò di resistere alle truppe normanne, il casale fu infine occupato. Durante il dominio normanno, Adrano continuò a svilupparsi.

La comunità adranita comprendeva abitanti di origine greca, araba, berbera e normanna ed era costituita da ottimi agricoltori ed artigiani, specie nell'arte della seta[senza fonte] e della concia delle pelli. Adrano fu inserita nella diocesi di Catania, retta dal vescovo Ansgerio.

Gli Svevi[modifica | modifica wikitesto]

Il dominio svevo portò a lotte di potere e intolleranze tra cui la persecuzione dei saraceni, che furono costretti a fortificarsi sotto la guida di Mirabetto (Benaveth - Ibn ῾Abbād). Durante il dominio svevo, la città ed il suo castello divennero il covo dei conti de Luci, che depredarono con violenza i beni della chiesa, finché nel 1209 non furono sconfitti e banditi da Federico II. L'imperatore, nel 1233 diede in "retturia" il casale a capitani di Messina, che divennero la classe dominante in città.

Gli Angioini[modifica | modifica wikitesto]

Durante le lotte tra Angioini e Svevi Adrano in un primo momento fu sotto il governo di Carlo I d'Angiò poi di Corradino di Svevia fino al 1258 quando il Papa Alessandro IV lo scomunicò e fu decapitato a Napoli. Da allora Adrano passò alla famiglia Maletta. Il numero degli abitanti scese da mille a circa trecento.

Gli Aragonesi[modifica | modifica wikitesto]

Pietro III di Aragona fu accolto come un liberatore, ma anch'egli continuò ad opprimere la popolazione, nascondendosi dietro l'alibi di dover cacciare gli Angioini. Adrano divenne feudo del cavaliere catalano Garzia De Linguida, nel 1286 passò a Luca Pellegrino, un funzionario del Re Giacomo. Margherita, la figlia di Pellegrino, sposò Antonio Sclafani di Palermo, Matteo, loro figlio fu nominato conte di Adernò e di Centorbe, nonché signore di Ciminna. Mentre Sclafani soggiornava a Palermo, Adrano fu prima occupata da Roberto d'Angiò e in seguito dai latini capitanati da Ruggero Tedesco. Matteo Sclafani morì nel 1354, alla sua morte si scatenò la lotta per la successione che durò più di quarant'anni, la contea di Adrano passò dunque a Giovanni Raimondo, nipote di Antonio Moncada.

Epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

I Viceré[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1412 al 1515, regnarono ad Adrano i Moncada, sotto i Viceré Aragonesi. Giovan Tommaso Moncada Conte di Adrano, restaurò il Castello di Adrano facendolo circondare da un bastione, costruì la chiesa di S. Sebastiano. I Ventimiglia, costruirono palazzi nel centro di Adrano, uno dei quali diverrà nel XVI secolo sede del Devoto Monte di Pietà e nel XIX sede del Municipio. In questo periodo si costituì il nucleo amministrativo di Adernò, composto da funzionari di ceto nobile (il capitano di giustizia, i 4 giurati, il tesoriere, il giudice civile, il giudice criminale, l'archivista, il mastro notaro, il castellano e il governatore del conte). Adrano adesso contava seimila abitanti.

Dai Borbone al Regno d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il breve regno Piemontese e il successivo dominio austriaco che piegò la popolazione a causa dell'eccessiva tassazione, verso la seconda metà del Settecento, con l'avvento dei Borboni, la situazione economica migliorò, la popolazione cominciò a crescere: nel 1874 Adrano contava 6.623 abitanti. Nel 1820 a seguito della rivolta di Palermo, si succedettero tumulti ad Adrano, Biancavilla e Bronte, furono costituiti comitati per sostenere il colonnello Pietro Bazan, ma il comitato di Adrano fu scovato così la città fu mira dell'esercito punitivo dei Borboni.

Il movimento antiborbonico fu in un primo momento sedato, ma riprese durante la cosiddetta Primavera dei popoli nel 1848. Rivoluzionari adraniti guidati da Pietro Cottone accorsero in sostegno alla città di Catania che si piegava ai cannoni dell'esercito borbonico, che infine occupò Catania, Biancavilla, Paternò e Adrano. La Spedizione dei Mille di Giuseppe Garibaldi, infiammò nuovamente speranze di libertà tra i patrioti, mentre per le classi meno abbienti poco cambiò, infatti, i moti contadini che chiedevano la spartizione delle terre, furono sedati dai garibaldini prima e dall'esercito di Vittorio Emanuele dopo.

Dal 1862 al 1867, una serie di lavori per il miglioramento della città: il primo impianto di illuminazione pubblica, quotazione delle terre comunali, inaugurazione del primo liceo, lavori per il lastricamento della via Garibaldi, inaugurazione dell'ospedale, la creazione di una centrale telegrafica ed elettrica. Adrano era tra i più ricchi centri commerciali della provincia, ma le condizioni dei ceti poveri non erano migliorate e questi furono colpiti dal vaiolo nero e dal colera, che furono la causa di tumulti e ribellioni che sfociarono nel brigantaggio.

XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Durante i primi anni del Novecento si diffuse un indirizzo riformista nel mondo cattolico e socialista. Negli anni venti il sacerdote don Vincenzo Bascetta e il professor Carmelo Salanitro (antifascista morto nel 1945 nel Campo di concentramento di Mauthausen-Gusen), si batterono per favorire piccoli contadini e manovali nell'acquisto dei feudi, molto dei quali abbandonati dai ricchi proprietari terrieri.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiese e luoghi di culto[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa Madre, piazza Umberto.
  • Chiesa Santa Maria della Catena
  • Chiesa di San Francesco
  • Monastero di Santa Lucia
  • Chiesa di S. Pietro
  • Chiesa della Madonna del Rosario
  • Convento Domenicano
  • Chiesa del Salvatore
  • Chiesa di S. Agostino
  • Chiesa di S. Antonio Abate
  • Chiesa di S. Antonio di Padova
  • Chiesa di SS. Apostoli Filippo e Giacomo
  • Chiesa di S.Chiara
  • Chiesa SS. Cristo della Colonna
  • Chiesa del Crocifisso
  • Chiesa di Gesù e Maria
  • Chiesa di S. Leonardo
  • Chiesa della Madonna delle Grazie
  • Chiesa di S. Maria degli Angeli
  • Chiesa di Maria SS. Della Catena
  • Chiesa di S. Nicolò Politi
  • Chiesa di Maria SS. Dell'Udienza (in S. Paolo)
  • Chiesa dello Spirito Santo
  • Chiesa di S. Giuseppe
  • Statua di S. Nicolò Politi, piazza S. Agostino
  • Statua dell'Immacolata, piazza Immacolata
  • Altare delle Tre Croci

Edifici storici[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]


Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Comuni su cui insiste il parco

La struttura economica del paese è prevalentemente agricola e artigianale. Le principali produzioni agricole sono le arance, l'uva, il pistacchio e il fico d'India.

Il territorio di Adrano per la sua posizione geografica comprende una parte del Parco dell'Etna: il territorio adranita arriva fino al cratere del vulcano.

Il comune etneo è stato inserito dalla Regione Siciliana fra le località a vocazione turistica[senza fonte].

Sono note alcune tra le festività e gli eventi legati alla tradizione religiosa e popolare, come le processioni e gli spettacoli del periodo pasquale: (la processione "u cristozzu" durante il venerdì santo e il dramma teatrale diviso in tre atti Diavolata, Angelicata e A Paci della domenica di Pasqua) e quelle dedicate al compatrono san Nicolò Politi (Volata dell'Angelo del 3 agosto).

Produzione di energia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio adranita è sede di alcuni impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Centrale Solare Eurelios[modifica | modifica wikitesto]

Adrano ospitò nel suo territorio la Centrale Solare Eurelios, uno dei primi impianti solari a concentrazione a torre[9] con una superficie di 7800 metri quadrati a specchi e capace di erogare 1 megawatt di potenza, finanziata dalla Comunità Europea nell'ambito di un progetto di ricerca dell'Unione europea e realizzata dall'ENEL. Il cantiere fu aperto il 10 dicembre 1979 e l'impianto fu inaugurato il 14 aprile 1981; la sua produzione fu immessa nella rete elettrica nazionale. Centinaia di specchi riflettevano la radiazione solare su uno scambiatore in cui fluiva acqua che veniva riscaldata fino a divenire vapore ad alta pressione e temperatura. Il vapore azionava una turbina solidale ad un generatore elettrico, similmente al funzionamento di una centrale convenzionale. ENEL terminò la sperimentazione nel 1985 e pubblicò i risultati nel 1991. Fu scelto il territorio adranita perché, da una ricerca europea, risultò il più assolato d'Europa. La centrale fu chiusa nel 1987, la torre fu smantellata e la sede riconvertita in impianto fotovoltaico.

Impianto idroelettrico Contrasto[modifica | modifica wikitesto]

La centrale idroelettrica è situata in Contrada Contrasto, sotto il ponte Barca è entrata in servizio nel 1966. Si tratta di un impianto idroelettrico a serbatoio (lago artificiale) che utilizza le acque provenienti dal fiume Simeto. L'impianto, costruito in caverna, ha una potenza efficiente pari a 35 MW. La centrale di Contrasto è in grado di fornire l'energia necessaria al consumo domestico di circa 27.000 famiglie, evitando emissioni di CO2 da produzione termoelettrica per 32.000 tonnellate all'anno.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso della nuova stazione sotterranea di Adrano Centro

La cittadina è attraversata da due strade importanti: Strada statale 121 Catanese e Strada statale 284 Occidentale Etnea, che collegano Adrano al capoluogo e alle località della Sicilia centrale e orientale.

È anche servita da tre stazioni ferroviarie della Ferrovia Circumetnea che la collega a molti dei comuni del circondario etneo e a Catania; le stazioni, a partire da sud sono Adrano Cappellone, Adrano Centro e Adrano Nord. Le prime due sono in sotterraneo e in stile "metropolitana", l'ultima è alla periferia nord, in località Naviccia. In tale stazione è anche l'autorimessa da cui partono i collegamenti pubblici su strada nelle varie direzioni delle autolinee della FCE.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 luglio 1989 11 gennaio 1990 Amindore Ambrosetti Comm. straordinario [10]
6 febbraio 1990 2 giugno 1990 Vincenzo Castiglione Partito Socialista Democratico Italiano Sindaco [10]
14 luglio 1990 20 febbraio 1991 Alfio Mangani Partito Socialista Italiano Sindaco [10]
4 marzo 1991 30 settembre 1991 Angelo D'Agate Democrazia Cristiana Sindaco [10]
30 settembre 1991 23 giugno 1993 Damiano Lutri Comm. straordinario [10]
30 settembre 1991 29 ottobre 1991 Martino Nicosia Comm. straordinario [10]
30 settembre 1991 23 giugno 1993 Stefano Scamacca Comm. straordinario [10]
29 ottobre 1991 23 giugno 1993 Giancarlo Genovese Comm. straordinario [10]
23 giugno 1993 15 dicembre 1997 Nicolò Bertolo Partito Democratico della Sinistra Sindaco [10]
15 dicembre 1997 10 gennaio 1999 Nicolò Bertolo Partito Democratico della Sinistra Sindaco [10]
16 gennaio 2000 1º maggio 2000 Antonino Biondo Comm. straordinario [10]
1º maggio 2000 17 maggio 2005 Fabio Mancuso centro-destra Sindaco [10]
17 maggio 2005 3 marzo 2008 Fabio Mancuso centro-destra Sindaco [10]
27 marzo 2008 1º luglio 2008 Salvatore Currao Comm. straordinario [10]
1º luglio 2008 25 giugno 2013 Giuseppe Ferrante centro-sinistra Sindaco [10]
25 giugno 2013 24 giugno 2018 Giuseppe Ferrante Il Popolo della Libertà Sindaco [10]
24 giugno 2018 "in carica" Angelo D'Agate Lista Civica Sindaco [10]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Ha sede nel comune la società di calcio A.S.D. Adrano Calcio 1922 che vinse la Coppa Arpinati nel 1932[11]. Disputa gli incontri nello "Stadio dell'Etna", che ha una capienza di 5.000 posti a sedere. Ha sede nella località anche la società di pallacanestro Sporting Club Adrano Basket.

Mass Media[modifica | modifica wikitesto]

Adrano è sede delle emittenti televisive TVA Televideo Adrano e Flash TV.

Le radio diffuse nel territorio adranita sono Radio Studio Italia e Radio Flash.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Comune confinante in un solo punto, presso la vetta dell'Etna.
  2. ^ Tuttitalia, su tuttitalia.it.
  3. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  5. ^ Diodoro Siculo, Bibliotheca historica, 14, 37, 5
  6. ^ Spoto, p. 67
  7. ^ Spoto, p. 70
  8. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ GSES, gruppo per la storia dell'energia solare (PDF), su gses.it.
  10. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q http://amministratori.interno.it/
  11. ^ Adrano e la Coppa Arpinati, http://obbiettivoadrano.it/, 30 luglio 2013. URL consultato il 25 gennaio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Sangiorgio Mazza, Storia di Adernò, 1820, Catania, tipografia La Magna.
  • M.A. Mastelloni, "Adrano – La produzione della zecca e la collezione numismatica del Museo", in Tra Etna e Simeto. La ricerca archeologica ad Adrano e nel territorio, a cura di G.Lamagna, Catania 2009, pp. 157–176
  • Salvatore Spoto, Il grande libro dei misteri della Sicilia risolti e irrisolti. L'enigma dei Palici e di un misterioso idoletto, Roma, Newton Compton editori, 2006, pp. 70-74, ISBN 978 88 541 2715 9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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