Aci Sant'Antonio

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Aci Sant'Antonio
comune
Aci Sant'Antonio – Stemma Aci Sant'Antonio – Bandiera
Chiesa Madre in Piazza Maggiore
Chiesa Madre in Piazza Maggiore
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Catania-Stemma.png Catania
Amministrazione
Sindaco Santo Orazio Caruso (centrosinistra) dal 24-6-2013
Territorio
Coordinate 37°36′N 15°07′E / 37.6°N 15.116667°E37.6; 15.116667 (Aci Sant'Antonio)Coordinate: 37°36′N 15°07′E / 37.6°N 15.116667°E37.6; 15.116667 (Aci Sant'Antonio)
Altitudine 302 m s.l.m.
Superficie 14,33 km²
Abitanti 18 062[1] (31-03-2016)
Densità 1 260,43 ab./km²
Frazioni Lavina, Lavinaio, Monterosso Etneo, Santa Maria la Stella
Comuni confinanti Aci Bonaccorsi, Aci Catena, Acireale, Valverde, Viagrande, Zafferana Etnea
Altre informazioni
Cod. postale 95025
Prefisso 095
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 087005
Cod. catastale A029
Targa CT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 167 GG[2]
Nome abitanti santantonesi
Patrono sant'Antonio abate
Giorno festivo 17 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Aci Sant'Antonio
Aci Sant'Antonio
Posizione del comune di Aci Sant'Antonio nella città metropolitana di Catania
Posizione del comune di Aci Sant'Antonio nella città metropolitana di Catania
Sito istituzionale

Aci Sant'Antonio (Sant'Antoni in siciliano) è un comune italiano di 18.062 abitanti della città metropolitana di Catania in Sicilia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Si narra che Aci Sant'Antonio e le altre Aci trassero la propria origine da Xiphonia, misteriosa città greca oggi del tutto scomparsa; alcuni dicono si trovasse tra i comuni di Aci Catena e Aci S.Antonio. I poeti Virgilio e Ovidio fecero nascere il mito della fondazione alla storia d'amore tra una ninfa chiamata Galatea ed un pastorello chiamato Aci, e del ciclope Polifemo. In epoca romana esisteva una città chiamata Akis, che partecipò alle guerre puniche.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Xiphonia.

L'anno 1169 a seguito di una forte eruzione accompagnata da forti scosse di terremoto, gli abitanti lasciarono la parte costiera e si ritirarono in queste amene contrade ricche di boschi e di abbondante legname; qui diedero vita al piccolo borgo di Casalotto. Il borgo di "Casalotto" sorgeva a nord-ovest dall'attuale centro urbano di Aci Sant'Antonio. Per mezzo di una struttura corporativa i rappresentanti di "Casalotto" si riunivano con i rappresentanti delle comunità limitrofe per decidere le sorti della zona chiamata Jaci. La storia del borgo è strettamente collegata alle sorti del vicino e grande centro chiamato oggi Acireale fino al 1639. Sotto il dominio spagnolo, infatti, le lotte interne con la vicina Aquilia indussero gli abitanti di Casalotto e dei borghi vicini a chiedere al viceré di Palermo la separazione da Aquilia Vetere; questa fu ratificata nel 1640 a firma dei luogotenente cardinale Giannettino Doria arcivescovo di Palermo. Dopo varie lotte e scontri, l'ormai grande Aquilia si separa in Aci Inferiore (Acireale) e Aci Superiore (Città amplissima e liberalissima di Jaci S. Antonio e S. Filippo) Con la separazione delle Aci, Aci Santi Antonio e Filippo ingloba diverse comunità e centri limitrofi odierni come Aci sant'Antonio, Aci Castello, Valverde, Viagrande, Aci Bonaccorsi, Aci Catena, Aci San Filippo estendendosi fino a Bongiardo(fraz. di Santa Venerina) e Pisano(fraz. di Zafferana Etnea). Non essendo in grado di pagare i tributi, nel 1644 la nuova Città sarà venduta alla Famiglia Massa, nel 1645 alla Famiglia Diana ed infine nel 1651 alla Famiglia Riggio sotto la cui dominazione sarebbe rimasta per più di un secolo. Stefano Riggio Santo Stefano, principe di Campofiorito, otteneva nel 1672 il titolo di principe di Aci SS. Antonio e Filippo. A lui si devono i palazzi di Aci S. Antonio e di Aci Catena destinati ad essere gli edifici civili più ragguardevoli dei due centri. Morto Stefano, l'investitura passò successivamente al nipote Stefano Riggio Saladino (1680), a Luigi Riggio Branciforte (1704) ed infine a Stefano Riggio Gravina (1758), la cui morte segna la fine della dominazione baronale. Nel 1792 fu stabilita la ricompra e con atto pubblico la Città di Aci SS. Antonio e Filippo diventò comune libero.

Una giovane artigiana siciliana prepara la scena di un presepe vivente a Santa Maria La Stella, Antichi Mestieri, 2005

Approvata e sanzionata la costituzione del Regno di Sicilia, Aci S. Antonio è presente nella “Mappa” dei Comuni (1812) che avevano diritto a mandare un proprio rappresentante alla Camera dei Comuni. Intanto il continuo rinnovarsi di contrasti interni tra Aci S. Antonio ed Aci S. Filippo Catena determinava nel 1826 con decreto di Francesco I la costituzione di due comuni: quello di Aci S. Antonio in particolare risultava composto dai quartieri di Aci S. Antonio e Valverde e dalle borgate di Maugeri, Carminello, Casalrosato, Fontana, Morioni, Belfiore, Lavinaio e Monterosso. In pari data le borgate di Pisano e Bongiardo tolte ad Aci S. Antonio passavano al nuovo comune dì Zafferana Etnea. Ultima notazione da aggiungere è il distacco e la costituzione del comune di Valverde il 14 aprile 1951.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]


Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Alcune scene del film "Il figlioccio del padrino", diretto da Mariano Laurenti e con Franco Franchi, sono state girate ad Aci Sant'Antonio. Nel film, infatti, sono riconoscibili la Chiesa Madre e Via Vittorio Emanuele, una delle vie principali della città[senza fonte].

Persone legate a Aci Sant'Antonio[modifica | modifica wikitesto]

  • Ignazio Cannavò (1921-2015), arcivescovo
  • Salvatore Urso (1925-), politico, già sindaco di Aci, deputato nazionale per sei legislature e più volte sottosegretario.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
4 giugno 1985 29 maggio 1990 Salvatore Urso Democrazia Cristiana Sindaco [4]
29 maggio 1990 3 maggio 1993 Salvatore Urso Democrazia Cristiana Sindaco [4]
21 giugno 1993 13 giugno 1994 Alfio Rapisarda Democrazia Cristiana Sindaco [4]
13 giugno 1994 8 giugno 1998 Domenico Presti Polo del Buon Governo Sindaco [4]
8 giugno 1998 10 giugno 2003 Alfio Pulvirenti centro-sinistra Sindaco [4]
27 maggio 2003 17 maggio 2008 Alfio Pulvirenti Unione di Centro Sindaco [4]
17 giugno 2008 26 giugno 2013 Giuseppe Cutuli centro-destra Sindaco [4]
26 giugno 2013 in carica Santo Orazio Caruso Sindaco [4]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Aci Sant'Antonio fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.7 (Colline litoranee di Acireale)[5].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Ad Aci Sant' Antonio gioca la squadra di calcio femminile dell'A.S.D. C.F. Acese militante nel campionato di Serie A2 nazionale. Disputa le sue partite allo stadio comunale.

In campo maschile fino all'estate 2013 è esistita la Polisportiva Aci Sant'Antonio Ambrosiana, che nell'ultima stagione militava nel campionato di Eccellenza Sicilia; essa si è trasferita ad Acireale l'estate stessa, disputando la nuova stagione in Eccellenza col nuovo nome di A.S.D. Football Club Acireale. I colori sociali erano il bianco e l'azzurro e disputava le sue partite allo stadio comunale; dopo il trasferimento ad Acireale ha adottato il colore granata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2016
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/
  5. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 5 luglio 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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