Bronte

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Bronte
comune
Bronte – Stemma Bronte – Bandiera
Bronte – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitanaProvincia di Catania-Stemma.svg Catania
Amministrazione
SindacoGraziano Calanna (Partito Democratico) dal 15-6-2015
Territorio
Coordinate37°48′N 14°50′E / 37.8°N 14.833333°E37.8; 14.833333 (Bronte)Coordinate: 37°48′N 14°50′E / 37.8°N 14.833333°E37.8; 14.833333 (Bronte)
Altitudine760 m s.l.m.
Superficie250,86 km²
Abitanti18 885[1] (31-5-2018)
Densità75,28 ab./km²
Comuni confinantiAdrano, Belpasso, Biancavilla, Castiglione di Sicilia, Centuripe (EN), Cesarò (ME), Longi (ME), Maletto, Maniace, Nicolosi, Randazzo, Sant'Alfio, Tortorici (ME), Troina (EN), Zafferana Etnea
Altre informazioni
Cod. postale95034
Prefisso095
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT087009
Cod. catastaleB202
TargaCT
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantibrontesi (bruntisi in siciliano)
Patronosan Biagio
Giorno festivo3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bronte
Bronte
Bronte – Mappa
Posizione del comune di Bronte nella città metropolitana di Catania
Sito istituzionale

Bronte (Bronti in siciliano) è un comune italiano di 18 885 abitanti della città metropolitana di Catania in Sicilia.

Si estende alle pendici occidentali dell'Etna. È un comune del Parco dell'Etna e del Parco dei Nebrodi.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

La pluviometria annua di Bronte, sulla base di un archivio di 56 anni relativo alla stazione meteorologica dell'Osservatorio delle Acque di riferimento, ammonta a 631 mm [1]. La stagione più piovosa è quella invernale con 235 mm, seguita dall'autunno con 197 mm, dalla primavera con 145 mm e dall'estate con 54 mm.

La temperatura media annuale si attesta intorno ai 14 °C. La temperatura media del trimestre invernale, caratterizzato da frequenti precipitazioni anche a carattere nevoso, è compresa tra 6 e 8 °C. Nella notte del 31 dicembre 2014, durante una delle più importanti irruzioni d'aria fredda degli ultimi 30 anni, la stazione meteorologica del centro storico ha registrato una temperatura minima di -4 °C [2].

L'estate è caratterizzata dal caldo torrido e da una drastica diminuzione delle precipitazioni, perlopiù relegate a brevi temporali pomeridiani. Temperature massime mediamente comprese tra 28 e 29 °C, minime tra 17 e 19 °C. In presenza dell'anticiclone subtropicale africano possono registrarsi picchi termici prossimi ai 35 °C, associati a tassi di umidità relativa anche inferiori al 20%. Una temperatura massima di 39.6 °C è stata registrata il 24 luglio 2009 [3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Durante il medioevo sul territorio dell'odierno comune si trovarono 24 piccoli agglomerati appartenenti al monastero di Maniace.

A partire dal 1468 al 1491 Bronte accolse una nutrita rappresentanza di cittadini albanesi profughi dall'Albania[2], a causa dalle guerre contro le armate turco-musulmane. La fondazione di Bronte può essere di poco successiva o dello stesso periodo di Biancavilla, in quanto smarriti i "Capitoli di Fondazione" non ne conosciamo l’esatta data. In questi "Capitoli" o leggi da osservare si riscontra una certa benevolenza, da parte dei feudatari e/o ecclesiastici. Gli albanesi, infatti, godevano di una certa libertà: potevano spostarsi da un sito all’altro; vendere i propri averi; avere propri ufficiali e sacerdoti; mantenere la propria religione, costumi e lingua, non essere oggetto di angherie. Degli usi e costumi o della religione albanese ben poco è rimasto; solo qualche cognome è indicativo della provenienza albanese (Scafiti, Schiros, Schilirò, Triscali, Zappia)[3] e molte tipiche parole di sicura origine albanese[4][5].

Per decreto dell'imperatore Carlo V d'Asburgo fu creata l'universitas di Bronte nel 1520.

Bronte fu parzialmente danneggiata dall'eruzione dell'Etna del 1651, mentre le colate laviche delle eruzioni del 1832 e 1843 si avvicinarono ai territori di Bronte senza però raggiungere l'abitato. L'eruzione del 1843 è conosciuta soprattutto per l'esplosione della colata di lava che avvenne in seguito alla copertura di una falda d'acqua colpendo una settantina di persone delle quali diverse decine morirono orribilmente dilaniate dal fuoco. Si trattò dell'incidente più grave conosciuto nella storia delle eruzioni dell'Etna direttamente associabile con l'attività del vulcano[6].

L'ammiraglio britannico Horatio Nelson fu insignito del titolo di duca di Bronte nel 1799 da Ferdinando I delle Due Sicilie con una donazione significativa di terreni, fra cui il Castello e la chiesa di Santa Maria nei pressi di Maniace.

Durante il Risorgimento, il comune fu teatro di un episodio controverso, noto come i Fatti di Bronte. L'8 agosto del 1860, parecchi (contadini) brontesi durante una rivolta uccisero 16 "cappelli". Per "cappelli" (in siciliano cappeddi o cappieddi) si intendevano i signori (latifondisti perlopiù), cui quel copricapo era riservato, mentre ai cafuni (villici) competeva la coppula o birritta, in italiano coppola o berretto. La rivolta fu soffocata da Nino Bixio; dopo un successivo sommario processo furono fucilati 5 presunti colpevoli.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa della Santissima Trinità, 1505.
  • Santuario di Maria Santissima Annunziata, 1505.
  • Chiesa di Santa Maria della Catena, 1569.
  • Chiesa di San Silvestro o della Badia, 1573.
  • Chiesa del Sacro Cuore, anteriore 1574.
  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie extra moenia, anteriore al 1574.
  • Chiesa di San Sebastiano, anteriore al 1574.
  • Chiesa di San Giovanni Evangelista (e Santa Rosalia), anteriore al 1574.
  • Chiesa di Maria Santissima del Soccorso, anteriore al 1574.
  • Chiesa di Santa di Santa Caterina, 1610.
  • Chiesa di Sant'Antonio di Padova, XVII secolo prima metà.
  • Chiesa della Madonna del Riparo, 1654, demolita negli anni '50 del '900 è ricostruita lì vicino venti anni dopo.
  • Chiesa di San Nicola
  • Chiesa di San Vito e convento dell'Ordine dei Frati Minori, 1589.
  • Chiesa di Sant'Agata, 1998.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]


Automotrice in stazione; popolarmente detta 'a litturina

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Pistacchio di Bronte appena raccolto.

Gli abitanti di Bronte trovano occupazione prevalentemente nell'agricoltura e nell'industria tessile. Per i tipi territoriali naturali, ha una variegata produzione agricola. Ulivi, aranci, siepi di fichi d'India, mandorli, castagni, noccioli, viti, peri e pistacchi convivono su un suolo contraddistinto da terre vulcaniche e argillose, coltivate e tramandate da secoli da padre in figlio. A Bronte è legata la coltivazione e lavorazione di una varietà di pistacchio che ha ottenuto il marchio D.O.P. Con questi pistacchi si prepara il Pesto di pistacchi che è una variante del pesto genovese.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1º luglio 1989 19 dicembre 1991 Francesco Spitaleri Democrazia Cristiana Sindaco [9]
23 dicembre 1991 5 ottobre 1992 Salvatore Anastasi Democrazia Cristiana Sindaco [9]
21 novembre 1992 6 dicembre 1993 Girolamo Di Benedetto Comm. regionale [9]
6 dicembre 1993 15 dicembre 1997 Mario Zappia Democrazia Cristiana Sindaco [9]
15 dicembre 1997 11 giugno 2002 Mario Zappia centro-sinistra, Centro Cristiano Democratico Sindaco [9]
11 giugno 2002 2 dicembre 2004 Salvatore Leanza centro-sinistra Sindaco [9]
17 maggio 2005 1º giugno 2010 Giuseppe Firrarello centro-destra Sindaco [9]
1º giugno 2010 15 giugno 2015 Giuseppe Firrarello centro-destra Sindaco [9]
15 giugno 2015 in carica Graziano Calanna centro-sinistra Sindaco [9]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2018.
  2. ^ Cenni storici sulla Città di Bronte
  3. ^ L’origine e il significato dei cognomi
  4. ^ Benedetto Radice (Memorie storiche di Bronte) scrive di una chiesa (Santa Maria della Scala, detta anche Santa Maria dell’Odigitria, che era la patrona delle colonie albanesi).
  5. ^ Tipiche parole del parlare albanese sono conservate a Bronte nel ristretto ambito lavorativo agricolo-pastorale, dove la ripetitività delle fatiche quotidiane e i pochi contatti col mondo esterno hanno contribuito a mantenere pressoché uguali tali termini fino ai nostri giorni: conca (braciere) kunk (in albanese), fumeri (letame) fumèr, scumma (schiuma) shkum, curatru (caseificatore) kuratug, canari (colatoio) kanàar, cuppinu (mestolo) kupin, etc..
  6. ^ Benedetto Radice, Memorie storiche di Bronte. URL consultato il 1º novembre 2015.
  7. ^ (EN) Megalithic spiral in Balze Soprane by diegobarucco - download 3D model. URL consultato l'8 gennaio 2018.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ a b c d e f g h i http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN152517749 · GND (DE4428492-5 · BNF (FRcb121920108 (data)
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