Florestano Vancini

Florestano Vancini (Ferrara, 24 agosto 1926 – Roma, 18 settembre 2008) è stato un regista e sceneggiatore italiano.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Nato a Ferrara da famiglia contadina, ultimo dei nove figli di Mario Vancini e Caterina Rizzatti, è cresciuto a Boara. Frequentò il liceo scientifico a Ferrara. sedotto da film come Ombre rosse e La grande illusione e dall'arrivo in città di Luchino Visconti per le riprese di Ossessione, cominciò a occuparsi di critica cinematografica su periodici locali. Nel 1949 cominciò a realizzare cortometraggi, inizialmente prodotti dalla Este Film, da lui stesso fondata insieme ad Adolfo Baruffi[1] che firmò con lui i primi cinque cortometraggi. Nel 1952 si trasferì a Roma continuando a realizzare documentari e a svolgere l'attività di aiuto-regista in lavori di Mario Soldati (La donna del fiume, 1954) e di Valerio Zurlini (Estate violenta, 1959).[2]
Dal 1949 al 1959 realizzò numerosi documentari,[3] esordì nel lungometraggio nel 1960 con La lunga notte del '43, tratto dal racconto Una notte del '43 (quinta delle Cinque storie ferraresi) di Giorgio Bassani.
Dopo La banda Casaroli (1962) e La calda vita (1964), ha diretto, tra gli altri: Le stagioni del nostro amore (1966), Bronte: cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato (1971), La violenza: quinto potere (1972), Il delitto Matteotti (1973), Amore amaro (1974), Un dramma borghese (1979), La neve nel bicchiere (1984).
Passato alla televisione, Vancini ha diretto con successo La piovra 2 (1986), secondo capitolo della celebre serie sulla mafia e, nel 1992, lo sceneggiato Piazza di Spagna.
Nel 2005 è tornato al cinema, dirigendo E ridendo l'uccise, tratto dal suo testo teatrale Baruffino buffone, scritto con Massimo Felisatti e pubblicato nel 1991.
I suoi film coniugano spesso in modo efficace e molto personale l'impegno civile e l'interesse per gli episodi più significativi della storia politica italiana (la guerra civile e la resistenza, gli anni del fascismo, le vicende controverse dell'unificazione ottocentesca) con le vicende sentimentali dei personaggi che nella realtà storica sono calati.[4]
Vancini ha diretto molti attori di rilievo del cinema italiano, come Gino Cervi, Ciccio Ingrassia, Vittorio Gassman, Gabriele Ferzetti, Gian Maria Volonté, Gastone Moschin, Franco Nero, Giuliano Gemma. Particolarmente significativo e duraturo il sodalizio artistico e intellettuale con Enrico Maria Salerno, che ha prodotto i film più significativi nella carriera del regista e dell'attore.
È morto a Roma nel 2008; le sue spoglie riposano nel cimitero monumentale della Certosa di Ferrara.
Omaggi
[modifica | modifica wikitesto]- Nel 2019 gli viene dedicata dalla sua città natale la "Scuola d'arte cinematografica Florestano Vancini",[5] oggi ribattezzata "Blow Up Academy".
Filmografia
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Cinema
[modifica | modifica wikitesto]- La lunga notte del '43 (1960)
- La separazione legale, episodio di Le italiane e l'amore (1961)
- La banda Casaroli (1963)
- La calda vita (1964)
- Le stagioni del nostro amore (1966)
- I lunghi giorni della vendetta (1967)
- Violenza al sole (1969)
- La violenza: quinto potere (1972)
- Bronte: cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato (1972)
- Il delitto Matteotti (1973)
- Amore amaro (1974)
- Un dramma borghese (1979)
- La baraonda (1980)
- Come inguaiammo il cinema italiano - La vera storia di Franco e Ciccio, regia di Daniele Ciprì e Franco Maresco – documentario (2004)
- E ridendo l'uccise (2005)
Cortometraggi
[modifica | modifica wikitesto]- Amanti senza fortuna (1949)
- Uomini della pianura (1950)
- Pomposa (1950)
- Alluvione (1950)
- Camionisti (1950)
- Delta Padano (1951)
- La città di messer Lodovico (1951)
- Luoghi e figure di Verga (1952)
- Zoppè (1952)
- Tomea (1952)
- Più che regione (1952)
- Portatrici di pietre (1952)
- Al Filò (1953)[6]
- Uomini della palude (1953)
- Tre canne un soldo (1954)
- Solleone (1954)
- Dove il Po scende (1955)
- Traghetti alla Foce (1955)
- Palude operosa (1955)
- Variazioni a Comacchio (1955)
- Una capanna sulla sabbia (1955)
- Sabbioneta (1955)
- Spiaggia d'inverno (1955)
- Ravenna bizantina (1955)
- Aria di Sila (1955)
- Calabria sul mare (1956)
- La grande selva (1956)
- Tra Metauro e Marecchia (1956)
- Vento dell'Adriatico (1957)
- Lago che muore (1957)
- La più alta del mondo (1957)
- Teatro minimo (1957)
- Asfalto (1957)
- Via Romea (1958)
- Cossyra (1958)
- L'isola d'acciaio (1958)
- Gli ultimi cantastorie (1958)
- Uomini soli (1959)
- Lucrezia Borgia. Un'intervista impossibile (2002) mediometraggio
Televisione
[modifica | modifica wikitesto]- 10 giugno 1940 - Il discorso: Mussolini si prepara alla guerra (1970)
- Finché dura la memoria – miniserie TV, 3 episodi (1980-84)
- Fragheto, una strage: perché? (1980)
- Vittorio Valletta: gli anni della ricostruzione (1981-82)
- Reggio Calabria 1970: una città in rivolta (1984)
- 10 registi italiani, 10 racconti italiani – serie TV, episodio Il commissionario (1983)
- La neve nel bicchiere – serie TV (1984)
- La piovra 2 – miniserie TV, 6 episodi (1986)
- Medécins sans frontières, episodio Lettera dal Salvador (1988)
- Il giudice istruttore – serie TV, 4 episodi (1990)
- Piazza di Spagna – miniserie TV, 5 episodi (1992)
- Ferrara – documentario (1995)
Riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]- 1960 – premio Opera prima alla XXI Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia per La lunga notte del '43
- 1973 – premio speciale della giuria al Festival di Mosca per Il delitto Matteotti
- 1974 – menzione della giuria al Festival di Teheran per Amore amaro
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Paolo Veronesi, Adolfo Baruffi. Come "scompare" un regista, in Stefano Muroni (a cura di), Enciclopedia del cinema ferrarese, ed. Ferrara la Città del Cinema, 2021, pp. 101-106. ISBN 9791220091435
- ↑ Antonella Guarnieri, Florestano Vancini. Un artigiano del grande cinema, in Stefano Muroni (a cura di), Enciclopedia del cinema ferrarese, ed. Ferrara la Città del Cinema, 2021, pp. 199-206. ISBN 9791220091435
- ↑ Giacomo Gambetti, Florestano Vancini, Gremese Editore, 2000, pp. 107-110. ISBN 8884400538
- ↑ Guido Fink, Fondamentale è la memoria..., prefazione a Giacomo Gambetti, Florestano Vancini, Gremese Editore, 2000, pp. 5-10. ISBN 8884400538
- ↑ Florestano Vancini | Scuola d'Arte Cinematografica, su www.scuolavancini.it. URL consultato il 19 aprile 2020.
- ↑ Lucio Scardino, Al filò: l'arte a Ferrara dal 1945 al 1960, Ferrara, Liberty house, 2015, p. 5.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Giacomo Gambetti, Florestano Vancini, Gremese Editore, 2000.
- Paolo Micalizzi, Florestano Vancini fra cinema e televisione, Longo Angelo Editore, 2002.
- Alberto Achilli e Gianfranco Casadio, Le stagioni di una vita. Il cinema di Florestano Vancini, Edizioni del Girasole, 2002.
- Valeria Napolitano, Florestano Vancini. Intervista a un maestro del cinema, Liguori Editore, 2008.
Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni di o su Florestano Vancini
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Florestano Vancini
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Vancini, Florestano, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Vancini, Florestano, su sapere.it, De Agostini.
- Florestano Vancini, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- Florestano Vancini, su FilmItalia.org, Cinecittà.
- (EN) Florestano Vancini, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Florestano Vancini, su AllMovie, All Media Network.
- (DE, EN) Florestano Vancini, su filmportal.de.
- Biografia su Repubblica Cinema;
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 64196879 · ISNI (EN) 0000 0000 6302 5812 · SBN RAVV062364 · LCCN (EN) n95099488 · GND (DE) 12425585X · BNE (ES) XX1577663 (data) · BNF (FR) cb13948928r (data) · CONOR.SI (SL) 54016611 |
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