Il delitto Matteotti (film 1973)
Il delitto Matteotti è un film del 1973 diretto da Florestano Vancini[1], basato sui fatti reali del delitto Matteotti e delle sue conseguenze.
Trama
[modifica | modifica wikitesto]Roma, 30 maggio 1924, l'onorevole Giacomo Matteotti, segretario del Partito Socialista Unitario, in un appassionato intervento alla Camera dei deputati contesta la validità delle elezioni politiche tenutesi nell'aprile precedente, con violenze e intimidazioni da parte dei fascisti, in cui il Partito Nazionale Fascista aveva ottenuto la maggioranza dei voti, sollevando interrogativi nella stampa e nel contempo preoccupazioni in seno al Governo Mussolini. Il futuro Duce infatti, temendo sollevazioni popolari, dà ordine ad uno dei suoi sicari, Amerigo Dumini, di uccidere il deputato socialista, che viene sequestrato di fronte a casa il 10 giugno.

La famiglia ed i colleghi parlamentari, rappresentati dal deputato Modigliani, passati due giorni dalla scomparsa chiedono informazioni alle autorità, ma il questore Bertini fornisce spiegazioni vaghe, rifiutandosi di aprire una formale indagine, riportando successivamente la notizia della visita al generale Emilio De Bono: a questi, comandante della Milizia ed in quel momento anche Capo della Polizia, il questore riferisce che sospetta di Dumini e della sua banda e che esiste un testimone oculare, ma che non ha elementi per agire in modo concreto.
Il questore, rassicurato da De Bono, viene tuttavia informato che il testimone ha già comunicato alla stampa il numero di targa dell'automobile e che questa, seppure non ancora ritrovata, è stata identificata ed appartiene al garage presso il quale si serve abitualmente il quotidiano Corriere Italiano, di cui è direttore Filippo Filippelli; Mussolini, timoroso che i collegamenti tra Dumini, Filippelli, e Cesare Rossi, suo collaboratore della prima ora ed organizzatore della cosiddetta Ceka, una organizzazione segreta creata per colpire gli oppositori al regime[2], possano portare a lui comincia ad agire, dopo essere stato informato da De Bono delle reazioni dell'opinione pubblica.
Il primo passo è una dichiarazione alla Camera sulle ricerche già iniziate per il ritrovamento dello scomparso, che tuttavia non convince l'opposizione, la quale sostiene che Mussolini deve rispondere personalmente della sorte di Matteotti, e, nonostante le divisioni al suo interno, programma un'astensione dai lavori parlamentari, delegittimando in questo modo le elezioni: questa astensione viene tuttavia immediatamente neutralizzata da Mussolini, che ottiene la chiusura a tempo indeterminato della stessa Camera. Parallelamente egli ordina l'arresto di Dumini, le dimissioni da Capo della Polizia di De Bono e l'allontanamento di Cesare Rossi, il quale, temendo di essere usato come capro espiatorio, minaccia Mussolini, ricordandogli di essere a conoscenza di tutto e di avere capito i suoi timori.
Nel frattempo viene ritrovata l'automobile utilizzata per il rapimento con al suo interno i segni evidenti di una lotta, probabilmente seguita da un omicidio, e finalmente viene aperta un'istruttoria, della quale viene incaricato il dottor Mauro Del Giudice, affiancato da Umberto Tancredi; l'inchiesta è avviata mentre in tutto il paese si fanno sentire le voci contrarie al regime tra le quali spicca quella di Piero Gobetti, un giovane giornalista torinese che, attirando le attenzioni di Mussolini, sarà presto aggredito e morirà, e di Antonio Gramsci.

L'inerzia delle opposizioni nel non appoggiare gli scioperi spontanei che si stanno verificando non è minore di quella del Re, il quale temporeggia, mentre in carcere Filippelli accusa Dumini del rapimento di Matteotti. Dopo un breve periodo di latitanza Cesare Rossi si costituisce, comunicando a Del Giudice di avere scritto un memoriale in cui accusa apertamente Mussolini del delitto, mentre le opposizioni, senza i comunisti, progettano un futuro governo che nasca da una collaborazione tra socialisti e popolari e questo provoca le reazioni dei fascisti più estremi.
Il ritrovamento del cadavere di Matteotti, in condizioni che rendono impossibile l'accertamento delle cause della morte, rinnova lo sdegno popolare, ma il regime - ancora una volta - regge.
Pochi mesi dopo, Mussolini a Montecitorio si assume la responsabilità politica e morale (ma non penale) di quanto è accaduto, chiedendo ed ottenendo dal Re la prerogativa di sciogliere la Camera e, a seguito della pubblicazione del memoriale di Cesare Rossi, vengono soppresse le libertà di stampa, schiudendo di fatto le porte alla dittatura "che porterà la Nazione allo sfacelo".
Produzione
[modifica | modifica wikitesto]Riprese
[modifica | modifica wikitesto]Per la ricostruzione dello scenario del delitto raccontato, il film venne principalmente girato a Roma.[3]
Una delle location segnalate è la Villa Altieri, all’interno della Tenuta Mezzaroma, in Via Tiberina 617 a Roma, utilizzata per alcune sequenze legate agli ambienti del potere.[3]
Fra i principali luoghi, si può ricordare:[4]
- Via Giuseppe Pisanelli 6 per l’abitazione dell’onorevole Matteotti;
- L’odierna Galleria Alberto Sordi, situata in Piazza Colonna, dove nel quale dopo il rapimento di Matteotti, il segretario di Mussolini, Benedetto Fasciolo, viene avvicinato da due fascisti per comunicargli la notizia e fargli avere il passaporto dell’onorevole;
- Palazzo Velli Cardelli, situato in Piazza Margana 24, per il palazzo sede del Partito Socialista Unitario del quale è segretario Matteotti;
- L’ex convento delle suore benedettine di Priscilla, situato in Via di Priscilla 25, per l’istituto dei Fratelli delle scuole cristiane nel quale è ospite clandestinamente Don Luigi Sturzo e dove questi si incontra in segreto con Alcide De Gasperi;
- Via Federico Confalonieri 2, per il palazzo di Torino dove abita Piero Gobetti;
- Piazza Farnese, per la piazza dove viene data alle fiamme un’edicola che aveva posto in vendita dei quotidiani che riportavano la notizia del memoriale del fascista Cesare Rossi;
- Pontificio Istituto Biblico, situato in Piazza della Pilotta 35, per il teatro Splendor di Torino al cui esterno il giornalista Gobetti reclama le dimissioni di Mussolini;
- Cimitero di Sasso, situato in Via dei Cipressi a Sasso (comune di Cerveteri), per il cimitero presso il quale viene rinvenuto il cadavere di Matteotti.
Promozione
[modifica | modifica wikitesto]Locandine
[modifica | modifica wikitesto]La realizzazione dei manifesti e delle locandine per l'Italia fu affidata al pittore Mario De Berardinis.
Distribuzione
[modifica | modifica wikitesto]La pellicola fu il film d'apertura alle giornate del cinema italiano a Venezia nel 1973[5] ed in seguito distribuito nelle sale cinematografiche il 13 settembre dello stesso anno.[6]
Il film è stato restaurato nel 2025 dal Centro sperimentale di cinematografia[7] con il recupero della versione più lunga di circa 8 minuti,[8] ed è stato trasmesso in prima serata su Cine34 il 10 giugno 2026.[9][10][11]
Riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]- 1973 - Globo d'oro
- 1973 - Festival cinematografico internazionale di Mosca
- Premio speciale della giuria[12]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Roberto Chiti, Roberto Poppi e Mario Pecorari, Dizionario del cinema italiano, Gremese Editore, 1991, p. 232, ISBN 978-88-7605-935-3. URL consultato il 10 giugno 2026.
- ↑ Il nome fu scelto ricalcando la Čeka, il primo nucleo di spionaggio sovietico che sviluppandosi sarebbe diventato, in tempi successivi, il più noto KGB.
- 1 2 Giusy Cucurachi, Il delitto Matteotti film, trama, cast, finale, dove è girato, su Marida Caterini - TV Intrattenimento Informazione Talk Show, 10 giugno 2026. URL consultato il 15 giugno 2026.
- ↑ Massimo Svanoni, Dove è stato girato Il delitto Matteotti - Film (1973), su il Davinotti. URL consultato il 15 giugno 2026.
- ↑ Giornate del cinema italiano a Venezia. Presentazione del film Il delitto Matteotti., su patrimonio.archivioluce.com.
- ↑ Istituto Storico Rimini, “Il delitto Matteotti", regia di Florestano Vancini, su Istituto Storico Rimini, 4 giugno 2024. URL consultato il 10 giugno 2026.
- ↑ "Il delitto Matteotti" restaurato dal Centro Sperimentale - Cinema, su Rai Cultura. URL consultato il 10 giugno 2026.
- ↑ ‘Il delitto Matteotti’, il film di Vancini torna a nuova vita, su Cinecittà News, 22 ottobre 2025. URL consultato il 10 giugno 2026.
- ↑ Redazione sport, Matteotti torna in prima serata su Cine34: i Socialdemocratici della Sicilia ringraziano Marco Costa per la scelta civica di trasmettere “Il delitto Matteotti” nella versione restaurata, su MessinaOra.it, 10 giugno 2026. URL consultato il 15 giugno 2026.
- ↑ Mirko Spadaro, "Il delitto Matteotti" in prima serata: il plauso dei Socialdemocratici di SD Sicilia, su StrettoWeb, 9 giugno 2026. URL consultato il 15 giugno 2026.
- ↑ Cine34 ripropone il film su Matteotti: il plauso di SD Sicilia - AmeVe Blog, su ameve.eu, 10 giugno 2026. URL consultato il 15 giugno 2026.
- ↑ Giacomo Gambetti, Florestano Vancini, Gremese Editore, 2000, p. 125, ISBN 978-88-8440-053-6. URL consultato il 10 giugno 2026.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Il delitto Matteotti, su Cinematografo, Fondazione Ente dello Spettacolo.
- Il delitto Matteotti, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- (EN) Il delitto Matteotti, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Il delitto Matteotti, su AllMovie, All Media Network.
- (EN, ES) Il delitto Matteotti, su FilmAffinity.
- (EN) Il delitto Matteotti, su Box Office Mojo, IMDb.com.
- (EN) Il delitto Matteotti, su BFI Film & TV Database, British Film Institute (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2018).
