Mauro Del Giudice

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Mauro Del Giudice

Mauro Del Giudice (Rodi Garganico, 20 maggio 1857Roma, 14 febbraio 1951) è stato un giurista, magistrato e scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Durante il fascismo fu un fermo sostenitore dell'indipendenza della magistratura giudiziaria[1]. Nel 1924, insieme al giudice Umberto Guglielmo Tancredi, fu affidatario dell'istruttoria del processo per l'omicidio di Giacomo Matteotti. Convintosi delle colpevoli responsabilità del regime fascista, dimostrò un'integerrima tenacia, resistendo ai tentativi di corruzione e alle pressioni esterne durante la conduzione del processo[2].

«Fagella riprese a dire: "Ascolta bene quello che sto per annunziarti. Del processo che tu istruisci non rimarranno che le sole carte, però da esso deve uscire intatto l'onore della Magistratura di Roma". Risposi: "Al riguardo il mio pessimismo supera il tuo e perciò ti dico che molto probabilmente non rimarranno neppure le carte, le quali saranno fatte sparire dal regime fascista appena operato il salvataggio completo degli assassini, dei loro complici e mandanti. Quello che posso assicurarti, e tu che ben conosci la mia dirittura morale sai che non prometto mai invano, è che, esaurito il mio compito di istruttore, usciranno intatti l'onore della magistratura della Corte d'appello di Roma e soprattutto uscirà illibato il mio nome, l'unica ricchezza che posseggo su questa terra. Mi auguro poi che gli altri colleghi facciano altrettanto»

(Mauro Del Giudice, Cronistoria del processo Matteotti, ed. Opere nuove, 1985, p. 25)

La condotta intransigente costerà al magistrato garganico la rimozione dall'incarico relativo al processo Matteotti, sembrerebbe su diretto interessamento del Duce, attraverso una rimozione per promozione, che lo costringerà a lasciare il suo ufficio a Roma alla volta di Catania. In seguito, mandato forzatamente in pensione, si stabilì a Vieste presso il fratello Luigi. All'insigne magistrato sono intitolati una strada e l'Istituto di Istruzione Superiore della sua città natale, Rodi Garganico.

La sua vita è stata ispirazione per il romanzo di Raffaele Vescera "Il giudice e Mussolini" (Damiani Editore, 2019)

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • La legge penale nel tempo: tesi di diritto penale comparato, Tipografia del Commercio, Napoli 1882.
  • Il fenomeno giuridico nella scienza sociale: introduzione allo studio della filosofia del diritto, Tipografia italiana, Roma 1908.
  • La Scuola Storica Italiana del Diritto i suoi fondatori, Colitti, Campobasso 1918.
  • Germanicae res: come va trattata la nazione tedesca durante e dopo la guerra, Colitti, Campobasso 1918.
  • Problemi di ieri… e di domani, Tipografia Italiana di pubblicità, Roma 1918.
  • Finalità e funzione della giustizia popolare in corte d'assise, Casa tipografico-editrice Colitti, Campobasso 1923.
  • Pietro Giannone nella storia del diritto e nella filosofia della storia (Conferenza tenuta nel 1921), in “Studio giuridico napoletano”, vol. 12 (1925), pt. 2, pp. 6–44. Il saggio è stato ripubblicato da Mario Simone nei Quaderni di Capitanata, Amministrazione provinciale di Capitanata, Foggia 1974.
  • Il potere giudiziario al cospetto del nuovo parlamento, Catania, Edizioni del Corriere di Sicilia, 1948 [data desunta dal testo]. (Sul front.: Documenti umani: dal 1849 al 1922. Settanta anni di vita pubblica italiana).
  • Cronistoria del processo Matteotti; prefazione e note di A. Scabelloni e S. Migliorino;

Cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti, l’anziano magistrato Mauro Del Giudice, presidente della sezione di accusa della Corte d’appello di Roma, coraggiosamente si autoassegnò l’inchiesta invece di affidarla al consigliere anziano della Sezione, «contagiato da lue fascista», nonostante il tentativo di dissuasione del primo presidente della Corte. Due giorni dopo l’arresto di Giovanni Marinelli (22 giugno 1924), Del Giudice viene posto sotto tutela e, scrive il magistrato nella sua Cronistoria, «una cinquantina di fascisti facinorosi vennero a fare una dimostrazione sotto casa mia». Il 27 luglio 1924, il giornale L’Impero scriveva: «È inutile alludere, più o meno velatamente, a Mussolini per il delitto Matteotti. Il Duce, salvatore della Patria, non si tocca», per poi aggiungere: «Chi tocca il Duce sarà polverizzato». Quella che seguì è storia nota: il trasferimento del magistrato Del Giudice e del processo Matteotti a Chieti «per ragioni di ordine pubblico», con il suo farsesco epilogo": Pasquale Serrao d’Aquino, La legalità del male, Questione Giustizia, 22 novembre 2018.
  2. ^ "La fonte incomparabilmente più importante per chi voglia approfondire in modo soddisfacente i fatti in questione, rimane comunque il materiale istruttorio raccolto nel 1924-25 dal Presidente della sezione penale Mauro Del Giudice, in preparazione del processo che si tenne poi a Chieti. Questo materiale è reperibile nella Biblioteca della London School of Economics grazie alle trascrizioni che ne fece fare, a suo tempo, Gaetano Salvemini servendosi del materiale processuale segreto, in possesso comunque della famiglia Matteotti. Lo stesso materiale, sul quale poi si è fondato anche il secondo processo agli assassini di Matteotti nel 1947, è rimasto, nella sua versione originale, in custodia dell'Archivio Centrale dello Stato a Roma, ma non è stato consultabile fino al 2004. Data la sua vastità e la data relativamente recente in cui diventato possibile accedervi anche nel nostro Paese, non risulta strano il fatto che molti degli studi, anche recenti, sul delitto Matteotti abbiano ignorato questa imprescindibile fonte o non ne abbiano tenuto debitamente conto": ENRICO TIOZZO, LA GIACCA DI MATTEOTTI E IL CAPITANO PALLAVICINI, Belfagor : rassegna di varia umanità : LX, 3, 2005, Firenze : L.S. Olschki, 2005, p. 263. In effetti, l'Archivio Centrale dello Stato di Roma conserva, nel fondo Corte d'Assise di Roma, tutta la documentazione dell'istruttoria a carico degli imputati dell'omicidio Matteotti.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Filippo Turati, L'epicedio, Lo Monaco, Palermo 1954. La seconda edizione di Cronistoria è stata pubblicata da Matteo Matteotti, Opere nuove, Roma 1985.
  • Luciano Di Tizio, La giustizia negata. Dietro le quinte del processo Matteotti, con presentazione di Ottaviano Del Turco, Ianieri Edizioni, 2006.
  • Marcello Benegiamo, A scelta del Duce: il processo Matteotti a Chieti, Texus, L'Aquila 2006
  • Teresa Maria Rauzino, "Mauro del Giudice, un magistrato scomodo", in "Figure egemoni del Novecento", Ori del Gargano, Schena, Fasano 2006.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN2462909 · ISNI (EN0000 0000 6126 4561 · BNF (FRcb11146817p (data) · WorldCat Identities (ENviaf-2462909