Governo Mussolini
| Governo Mussolini | |
|---|---|
| Stato | |
| Presidente del Consiglio | Benito Mussolini (PNF) |
| Coalizione | PPI[1], PDSI[2], PLI[3], PNF[4], ANI[5], Militari[6], Indipendenti[3] |
| Legislatura | XXVI, XXVII, XXVIII, XXIX, XXX[7] |
| Giuramento | 31 ottobre 1922 |
| Dimissioni | 25 luglio 1943 (Caduta del fascismo) |
| Governo successivo | Badoglio I 27 luglio 1943 |

Il governo Mussolini è stato il cinquantanovesimo esecutivo del Regno d'Italia, guidato da Benito Mussolini, il più lungo della storia dell'Italia unita.
Sorto su incarico di re Vittorio Emanuele III in seguito alle dimissioni del governo precedente, indotte dalla Marcia su Roma, il governo Mussolini è stato in carica dal 31 ottobre 1922 al 27 luglio 1943 (sebbene Mussolini fosse stato rimosso già due giorni prima), per un totale di 7573 giorni, ovvero 20 anni, 8 mesi e 25 giorni (il c.d. "ventennio fascista").[8]
Ottenne la fiducia alla Camera dei deputati il 17 novembre 1922, poco dopo la suddetta marcia su Roma, con 306 favorevoli, 116 contrari e 7 astensioni. Il 29 novembre ottenne la fiducia anche al Senato del Regno con 196 voti favorevoli e 19 contrari.[9][10][11]
Dall'insediamento del Governo nel 1922 fino al 1º luglio 1924 il governo fu composto sia da fascisti, sia da popolari, liberali, post-mazziniani e nazionalisti; tale organigramma fu però transitorio, poiché, come detto, dopo la contestata vittoria alle elezioni politiche del 1924, ebbe luogo un rimpasto che trasformò il Governo in un monocolore fascista apertamente dittatoriale (comprendendo in tal senso anche alcuni militari, presenti l’ultima volta nel governo Orlando). Negli anni furono sostituiti ministri e sottosegretari, ma il grande rimpasto avvenne del febbraio 1943, quando a seguito delle avverse sorti della guerra, sostituì ministri storici come Galeazzo Ciano, Dino Grandi e Giuseppe Bottai.
Il Governo cadde a seguito dell'approvazione dell'ordine del giorno Grandi da parte del Gran consiglio del fascismo, il 25 luglio 1943, e al successivo giuramento del Governo Badoglio I.
Modificazioni dei dicasteri
[modifica | modifica wikitesto]Nel corso degli anni furono istituiti, alterati o soppressi per via di necessità belliche e politiche (essendo stato sia un regime totalitario che un governo di guerra), tramite regio decreto e legge, una serie di ministeri. Tra i vari, nello specifico:
- Con R.D. del 16 novembre 1922, n. 1459, fu istituito il Commissariato generale per i servizi della Marina militare in sostituzione del soppresso Sottosegretario per la marina militare, poi soppresso con R.D. del 30 aprile 1924, n. 596;
- Con R.D. del 31 dicembre 1922, n. 1700, vennero revocati tutti i regi decreti istituitivi del "Ministero del tesoro", con la conseguente soppressione dello stesso;
- Con R.D. del 24 gennaio 1923, n. 62, fu istituito il Commissariato generale per l’aeronautica, poi elevato a Ministero con R.D. del 30 agosto 1925, n. 1513;
- Con R.D. del 25 febbraio 1923, n. 391, fu soppresso il "Ministero per le terre liberate dal nemico" e le sue competenze ripartite.
- Con R.D. del 27 aprile 1923, n. 915, fu soppresso il "Ministero del lavoro e della previdenza sociale" e le sue competenze redistribuite;
- Con R.D. del 5 luglio 1923, n. 1439, il "Ministero dell'Agricoltura" ed il "Ministero dell'industria e del commercio" furono riuniti nel nuovo "Ministero dell'economia nazionale", per poi essere nuovamente trasformato nel "Ministero dell'agricoltura" con R.D. del 12 settembre 1929, n. 1661;
- Con R.D. del 30 aprile 1924, n. 596, fu ridenominato il "Ministero delle poste e dei telegrafi" in "Ministero delle comunicazioni", con nuove competenze aggiunte;
- Con L. del 24 dicembre 1925, n. 2263, fu ridenominata la Presidenza del Consiglio dei ministri in "Capo del Governo Primo Ministro Segretario di Stato";
- Con R.D. del 2 luglio 1926, n. 1131, venne istituito il "Ministero delle corporazioni", il quale prese in carico tutte le disposizioni in tema corporativo previste dalla L. 3 aprile 1926, n. 563;
- Con R.D. del 12 settembre 1929, n. 1661 il "Ministero della pubblica istruzione" fu soppresso e sostituito dal "Ministero dell'educazione nazionale";
- Con R.D. del 20 luglio 1932, n. 884, venendo sottratte al "Ministero della giustizia e degli affari di culto" le competenze riguardanti i culti (affidati al Ministero dell'interno), esso assumeva la denominazione di "Ministero di grazia e giustizia";
- Con R.D. dell’11 gennaio 1937, n. 4, fu conferito al Segretario del Partito Nazionale Fascista, che già poteva partecipare alle sedute del Consiglio dei ministri secondo la L. del 14 dicembre 1929, n. 2099, il titolo di Ministro Segretario di Stato e, successivamente, con R.D. del 27 giugno 1941, n. 600, il diritto di iniziativa legislativa e di altri provvedimenti utili;
- Con R.D. dell’8 aprile 1937, n. 43, il "Ministero delle colonie" fu ridenominato in "Ministero dell'Africa Italiana";
- Con R.D. del 27 maggio 1937, n. 752, fu denominato "Ministero della cultura popolare" il "Ministero per la stampa e la propaganda", già istituito e posto sotto il diretto ed esclusivo controllo del capo del governo con R.D. del 6 settembre 1934, n. 1434, ed elevato da Sottosegretariato a Ministero con R.D. del 24 giugno 1935, n. 1009;
- Con R.D. del 20 novembre 1937, n. 1928, fu elevato a "Ministero per gli scambi e le valute" il "Sottosegretariato per gli scambi e le valute", già istituito con R.D. del 29 dicembre 1935, n. 2186;
- Con R.D. del 6 febbraio 1943, n. 24, fu elevato a "Ministero della produzione bellica" il "Sottosegretariato della produzione bellica", già istituito con R.D. del 23 maggio 1940, n. 499;
Compagine di governo
[modifica | modifica wikitesto]Appartenenza politica
[modifica | modifica wikitesto]All'atto del suo insediamento, il 31 ottobre 1922:
| Partito | Presidente | Ministri | Commissari | Sottosegretari | Totale | |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Partito Nazionale Fascista | 1 | 3 | 2 | 13 | 19 | |
| Partito Popolare Italiano (1919) | - | 2 | - | 3 | 5 | |
| Democrazia Sociale[12] | - | 2 | - | - | 2 | |
| Partito Liberale Italiano | - | 2 | - | - | 2 | |
| Militare | - | 2 | - | - | 2 | |
| Associazione Nazionalista Italiana | - | 1 | - | 2 | 3 | |
| Indipendente (politica) | - | 1 | - | - | 1 | |
Con l’appoggio esterno di Partito dei Combattenti, Partito Economico, Partito Agrario Siciliano, Partito Sardo d'Azione (sebbene dal 24 maggio al 1º luglio 1924) e di parte del Partito Liberale Democratico Italiano e del Partito Socialista Riformista Italiano.
A partire dalla trasformazione in governo monocolore di maggioranza (Regime fascista), il 1º luglio 1924:
| Partito | Presidente | Ministri | Sottosegretari | Totale | |
|---|---|---|---|---|---|
| Partito Nazionale Fascista | 1 | 20 | 20[13] | 41 | |
Situazione parlamentare
[modifica | modifica wikitesto]Al momento della sua formazione, il 31 ottobre 1922 e del suo primo discorso parlamentare, il 16 novembre 1922, al 24 maggio 1924 (XXVI legislatura):
NOTA: Nonostante questo governo riuscì a districarsi, almeno inizialmente in ragione delle dichiarazioni espresse in occasione del discorso del bivacco, tra le dinamiche parlamentari sulla fiducia (che venivano spesso attuate indirettamente e tramite vari ordini del giorno), tale prassi rimase ciononostante solo una convenzione costituzionale (come dimostra l’assegnazione dell’incarico ad un membro di un partito non prevalente, ma anzi marginale in assemblea). Ufficialmente infatti, ai tempi del Regno d'Italia, poiché secondo lo Statuto Albertino il governo rispondeva concretamente al solo Re (il quale, dando egli stesso una prima fiducia al governo, aveva il potere di far resistere l’esecutivo ad un voto della Camera dei deputati, come alcune volte fece), il rapporto con il Parlamento in senso moderno non era pienamente obbligatorio (ed in tal senso vari sono stati i casi di formazione o sopravvivenza di un governo palesemente privo di tale supporto), pur diventato oramai fondamentale. Per questo motivo, ed anche in ottica storica, il grafico sottostante espone, secondo ricostruzioni e dichiarazioni, nonché secondo la composizione del governo ed anche secondo il voto effettivamente subìto, il supporto che questo ha ottenuto.
| Camera | Collocazione | Partiti | Seggi |
|---|---|---|---|
| Camera dei deputati[14] | Governo | PPI (95), PNF (37), PLI (33), PDSI (27) | 192 / 535 |
| Appoggio esterno | BN (47), PLDI (47), PDC (10), PSRI (5), PE-PAS (5) | 114 / 535 | |
| Astensione | LST (7) | 7 / 535 | |
| Opposizione | PSI (100), PCd'I (14), SI (1) | 116 / 535 | |
| Non votanti/Assenti | PSI (23), BN-D. (21), PLI-D. (20), PPI-D. (12), PLDI-D. (11), PRI (6), PSRI-D. (6), PDSI (3), LST (2), PCd'I (1) | 105 / 535 |
Dal 24 maggio (XXVII legislatura) al 1º luglio 1924:
| Camera | Collocazione | Partiti | Seggi |
|---|---|---|---|
| Camera dei deputati[14] | Maggioranza | PNF (375), PLI (15) | 390 / 535 |
| Appoggio esterno | PLDI (14), PSd'Az (2) | 16 / 535 | |
| Astensione | LST (4) | 4 / 535 | |
| Opposizione | PPI (39)[15], PSU (24), PSI (22), PCd'I (19), PDSI (10)[16], PRI (7), PCod'I (4) | 139 / 535 | |
Dal 1º luglio 1924 al 9 novembre 1926:
| Camera | Collocazione | Partiti | Seggi |
|---|---|---|---|
| Camera dei deputati[14] | Maggioranza | PNF (375) | 375 / 535 |
| Astensione | LST (4), PSd'Az (2) | 6 / 535 | |
| Opposizione | PPI (39), PSU (24), PSI (22), PCd'I (19), PLI (15)[17], PLDI (14)[17], PDSI (10), PRI (7), PCod'I (4) | 154 / 535 | |
Dal 9 novembre 1926 (Data della dichiarazione di decadenza dei deputati aventi fatto parte della precedente Secessione dell'Aventino) al 20 aprile 1929 (XXVIII legislatura):
NOTA: A partire da questa legislatura, a seguito dell’epurazione del dissenso come parte del consolidamento del regime fascista (Leggi fascistissime), viene riportato il grafico parlamentare a soli fini di completezza storico-narrativa, in quanto svuotato di ogni significato pratico.
| Camera | Collocazione | Partiti | Seggi |
|---|---|---|---|
| Camera dei deputati[14] | Maggioranza | PNF (374) | 374 / 535 |
| Opposizione | PLI (6)[18] | 6 / 535 | |
Dal 20 aprile 1929 (XVIII legislatura) al 23 marzo 1939 (XXIX legislatura):
| Camera | Collocazione | Partiti | Seggi |
|---|---|---|---|
| Camera dei deputati[14] | Maggioranza | PNF (400) | 400 / 400 |
Dal 23 marzo 1939 (XXX legislatura) al 25 luglio 1943 (Caduta del fascismo):
| Camera | Collocazione | Partiti | Seggi |
|---|---|---|---|
| Camera dei fasci e delle corporazioni[14] | Maggioranza | PNF (681) | 681 / 681 |
Al momento della sua caduta, il 25 luglio 1943 (Caduta del fascismo):
NOTA: Anche qui, pur non essendo l’organo titolato a regolare il rapporto di fiducia parlamentare con il governo, viene riportato il grafico a fini storico-narrativi, ma soprattutto per il grande impatto successivo di tale votazione e la sua relativa autorevolezza.
| Organo | Collocazione | Partiti | Seggi |
|---|---|---|---|
| Gran Consiglio del Fascismo[20] | Governo | PNF (8) | 8 / 28 |
| Astensione | PNF (1) | 1 / 28 | |
| Opposizione | PNF (19) | 19 / 28 | |
Composizione
[modifica | modifica wikitesto]| Carica | Titolare | Sottosegretari | ||
|---|---|---|---|---|
| Presidenza del Consiglio dei ministri | Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio | |||
| Capo del Governo Primo Ministro Segretario di Stato[21] | Benito Mussolini (PNF) |
| ||
| Ministri senza portafoglio | Sottosegretario | |||
| Ministro a disposizione per incarichi speciali | Giovanni Giuriati (PNF) (dall'11 marzo 1923 al 24 gennaio 1924) |
Carica non assegnata | ||
| Ministero | Ministri | Sottosegretario | ||
| Affari Esteri | Benito Mussolini (PNF) Ad interim (dal 31 ottobre 1922 al 17 giugno 1924; poi titolare fino al 12 settembre 1929) |
| ||
| Dino Grandi (PNF) (dal 12 settembre 1929 al 20 luglio 1932) | ||||
| Benito Mussolini (PNF) (dal 20 luglio 1932 all'11 giugno 1936) | ||||
| Galeazzo Ciano (PNF) (dall'11 giugno 1936 al 6 febbraio 1943) | ||||
| Benito Mussolini (PNF) (dal 6 febbraio 1943) | ||||
| Interno | Benito Mussolini (PNF) (dal 31 ottobre 1922 al 17 giugno 1924) |
| ||
| Luigi Federzoni (PNF) (dal 17 luglio 1924 al 6 novembre 1926) | ||||
| Benito Mussolini (PNF) (dal 6 novembre 1926) | ||||
| Grazia e Giustizia[22] | Aldo Oviglio (PNF) (dal 31 ottobre 1922 al 5 gennaio 1925) |
| ||
| Alfredo Rocco (PNF) (dal 5 gennaio 1925 al 20 luglio 1932) | ||||
| Pietro De Francisci (PNF) (dal 20 luglio 1932 al 24 gennaio 1935) | ||||
| Arrigo Solmi (PNF) (dal 24 gennaio 1935 al 12 luglio 1939) | ||||
| Dino Grandi (PNF) (dal 12 luglio 1939 al 6 febbraio 1943) | ||||
| Alfredo De Marsico (PNF) (dal 6 febbraio 1943) | ||||
| Guerra | Armando Diaz (Militare) (dal 31 ottobre 1922 al 30 aprile 1924) |
| ||
| Antonino Di Giorgio (Militare) (dal 30 aprile 1924 al 4 aprile 1925) | ||||
| Benito Mussolini (PNF) Ad interim (dal 4 aprile 1925 al 3 gennaio 1926; poi titolare fino al 12 settembre 1929) | ||||
| Pietro Gazzera (Militare) (dal 12 settembre 1929 al 22 luglio 1933) | ||||
| Benito Mussolini (PNF) (dal 22 luglio 1933) | ||||
| Marina | Paolo Thaon di Revel (Militare) (dal 31 ottobre 1922 all'8 maggio 1925) |
| ||
| Benito Mussolini (PNF) Ad interim (dall’8 maggio 1925 al 3 gennaio 1926; poi titolare fino al 12 settembre 1929) | ||||
| Giuseppe Sirianni (Militare) (dal 12 settembre 1929 al 6 novembre 1933) | ||||
| Benito Mussolini (PNF) (da 6 novembre 1933 al 25 luglio 1943) | ||||
| Aeronautica (istituito) |
Benito Mussolini (PNF) Ad interim (dal 30 agosto 1925 al 3 gennaio 1926; poi titolare fino al 12 settembre 1929) |
| ||
| Italo Balbo (PNF) (dal 12 settembre 1929 al 6 novembre 1933) | ||||
| Benito Mussolini (PNF) (dal 6 novembre 1933 al 25 luglio 1943) | ||||
| Africa Italiana[23] | Luigi Federzoni (ANI poi PNF)[24] (dal 31 ottobre 1922 al 17 giugno 1924) |
| ||
| Benito Mussolini (PNF) Ad interim (dal 17 giugno al 1º luglio 1924) | ||||
| Pietro Lanza di Scalea (PNF) (dal 1º luglio 1924 al 6 novembre 1926) | ||||
| Luigi Federzoni (PNF) (dal 6 novembre 1926 al 18 dicembre 1928) | ||||
| Benito Mussolini (PNF) (dal 18 dicembre 1928 al 12 settembre 1929) | ||||
| Emilio De Bono (PNF) (dal 12 settembre 1929 al 17 gennaio 1935) | ||||
| Benito Mussolini (PNF) (dal 17 gennaio 1935 all'11 giugno 1936) | ||||
| Alessandro Lessona (PNF) (dall'11 giugno 1936 al 20 novembre 1937) | ||||
| Benito Mussolini (PNF) (dal 20 novembre 1937 al 31 ottobre 1939) | ||||
| Attilio Teruzzi (PNF) (dal 31 ottobre 1939) | ||||
| Ricostruzione delle Terre liberate dal Nemico (soppresso) |
Giovanni Giuriati (PNF) (dal 31 ottobre 1922 al 5 febbraio 1923) |
Umberto Merlin (PPI) (dal 31 ottobre 1922 al 5 febbraio 1923) | ||
| Tesoro (soppresso) |
Vincenzo Tangorra (PPI) (dal 31 ottobre al 21 dicembre 1922) |
| ||
| Alberto de' Stefani (PNF) Ad interim (dal 21 dicembre al 31 dicembre 1922) | ||||
| Finanze[25] | Alberto de' Stefani (PNF) (dal 31 ottobre 1922 al 10 luglio 1925) |
| ||
| Giuseppe Volpi (PNF) (dal 10 luglio 1925 al 9 luglio 1928) | ||||
| Antonio Mosconi (PNF) (dal 9 luglio 1928 a 20 luglio 1932) | ||||
| Guido Jung (PNF) (dal 20 luglio 1932 al 24 gennaio 1935) | ||||
| Paolo Thaon di Revel (PNF) (dal 24 gennaio 1935 al 6 febbraio 1943) | ||||
| Giacomo Acerbo (PNF) (dal 6 febbraio 1943) | ||||
| Agricoltura (soppresso) |
Giuseppe De Capitani d'Arzago (PLDI) (dal 31 ottobre 1922 al 5 luglio 1923) |
Ottavio Corgini (PNF) (dal 31 ottobre 1922 al 7 giugno 1923) | ||
| Industria e Commercio (soppresso) |
Teofilo Rossi (DL) (dal 31 ottobre 1922 al 5 luglio 1923) |
Giovanni Gronchi (PPI) (dal 31 ottobre 1922 al 27 aprile 1923) | ||
| Economia Nazionale (istituito e soppresso) |
Orso Mario Corbino (PLDI) (dal 1º agosto 1923 al 1º luglio 1924) |
| ||
| Cesare Nava (PNF) (dal 1º luglio 1924 al 10 luglio 1925) | ||||
| Giuseppe Belluzzo (PNF) (dal 10 luglio 1925 al 9 luglio 1928) | ||||
| Alessandro Martelli (PNF) (dal 9 luglio 1928 al 12 settembre 1929) | ||||
| Agricoltura e foreste (istituito) |
Giacomo Acerbo (PNF) (dal 12 settembre 1929 al 24 gennaio 1935) |
| ||
| Edmondo Rossoni (PNF) (dal 24 gennaio 1935 al 31 ottobre 1939) | ||||
| Giuseppe Tassinari (PNF) (dal 31 ottobre 1939 al 26 dicembre 1941) | ||||
| Carlo Pareschi (PNF) (dal 26 dicembre 1941) | ||||
| Corporazioni (istituito) |
Benito Mussolini (PNF) (dal 2 luglio 1926 al 12 settembre 1929) |
| ||
| Giuseppe Bottai (PNF) (dal 12 settembre 1929 al 20 luglio 1932) | ||||
| Benito Mussolini (PNF) (dal 20 luglio 1932 all'11 giugno 1936) | ||||
| Ferruccio Lantini (PNF) (dall'11 giugno 1936 al 31 ottobre 1939) | ||||
| Renato Ricci (PNF) (dal 31 ottobre 1939 al 6 febbraio 1943) | ||||
| Carlo Tiengo (PNF) (dal 6 febbraio al 19 aprile 1943) | ||||
| Tullio Cianetti (PNF) (dal 19 aprile 1943) | ||||
| Scambi e valute (istituito) |
Felice Guarneri (PNF) (dal 20 novembre 1937 al 31 ottobre 1939) |
Salvatore Gatti (PNF) (dal 18 febbraio all'8 maggio 1941) | ||
| Raffaello Riccardi (PNF) (dal 31 ottobre 1939 al 6 febbraio 1943) | ||||
| Oreste Bonomi (PNF) (dal 6 febbraio 1943) | ||||
| Produzione bellica (istituito) |
Carlo Favagrossa (Militare) (dal 6 febbraio 1943) |
Carica non assegnata | ||
| Lavori Pubblici | Gabriello Carnazza (DS poi PNF[24]) (dal 31 ottobre 1922 al 1º luglio 1924) |
| ||
| Gino Sarrocchi (PNF) (dal 1º luglio 1924 al 5 gennaio 1925) | ||||
| Giovanni Giuriati (PNF) (dal 5 gennaio 1925 al 30 aprile 1929) | ||||
| Benito Mussolini (PNF) (dal 30 aprile al 12 settembre 1929) | ||||
| Michele Bianchi (PNF) (dal 12 settembre 1929 al 3 febbraio 1930) | ||||
| Araldo di Crollalanza (PNF) (dal 13 febbraio 1930 al 24 gennaio 1935) | ||||
| Luigi Razza (PNF) (dal 24 gennaio 1935 al 7 agosto 1935) | ||||
| Giuseppe Cobolli Gigli (PNF) (dal 5 settembre 1935 al 31 ottobre 1939) | ||||
| Adelchi Serena (PNF) (dal 31 ottobre 1939 al 30 ottobre 1940) | ||||
| Giuseppe Gorla (PNF) (dal 30 ottobre 1940 al 6 febbraio 1943) | ||||
| Zenone Benini (PNF) (dal 6 febbraio 1943) | ||||
| Lavoro e previdenza sociale (soppresso) |
Stefano Cavazzoni (PPI) (dal 31 ottobre 1922 al 27 aprile 1923) |
Silvio Gai (PNF) (dal 31 ottobre 1922 al 27 aprile 1923) | ||
| Comunicazioni[26] | Giovanni Antonio Colonna di Cesarò (DS) (dal 31 ottobre 1922 al 5 febbraio 1924) |
| ||
| Costanzo Ciano (PNF) (dal 5 febbraio al 30 aprile 1934) | ||||
| Umberto Puppini (PNF) (dal 30 aprile 1934 al 24 gennaio 1935) | ||||
| Antonio Stefano Benni (PNF) (dal 24 gennaio 1935 al 31 ottobre 1939) | ||||
| Giovanni Host-Venturi (PNF) (dal 31 ottobre 1939 al 6 febbraio 1943) | ||||
| Vittorio Cini (PNF) (dal 6 febbraio al 24 luglio 1943) | ||||
| Giuseppe Peverelli (PNF) (dal 24 luglio 1943) | ||||
| Pubblica Istruzione (soppresso) |
Giovanni Gentile (Indipendente poi PNF)[24] (dal 31 ottobre 1922 al 1º luglio 1924) |
| ||
| Alessandro Casati (Indipendente) (dal 1º luglio 1924 al 5 gennaio 1925) | ||||
| Pietro Fedele (PNF) (dal 5 gennaio 1925 al 9 luglio 1928) | ||||
| Giuseppe Belluzzo (PNF) (dal 9 luglio 1928 al 12 settembre 1929) | ||||
| Educazione Nazionale (istituito) |
Balbino Giuliano (PNF) (dal 12 settembre 1929 al 20 luglio 1932) |
| ||
| Francesco Ercole (PNF) (dal 20 luglio 1932 al 24 gennaio 1935) | ||||
| Cesare Maria De Vecchi (PNF) (dal 24 gennaio 1935 al 15 novembre 1936) | ||||
| Giuseppe Bottai (PNF) (dal 15 novembre 1936 al 6 febbraio 1943) | ||||
| Carlo Alberto Biggini (PNF) (dal 6 febbraio 1943) | ||||
| Cultura Popolare[28] | Galeazzo Ciano (PNF) (dal 26 giugno 1935 all'11 giugno 1936) |
| ||
| Dino Alfieri (PNF) (dall'11 giugno 1936 al 31 ottobre 1939) | ||||
| Alessandro Pavolini (PNF) (dal 31 ottobre 1939 al 6 febbraio 1943) | ||||
| Gaetano Polverelli (PNF) (dal 6 febbraio 1943) | ||||
| Segretario del Partito Nazionale Fascista[29] | Achille Starace (PNF) (dall'11 gennaio 1937 al 31 ottobre 1939) | |||
| Ettore Muti (PNF) (dal 31 ottobre 1939 al 30 ottobre 1940) | ||||
| Adelchi Serena (PNF) (dal 30 ottobre 1940 al 26 dicembre 1941) | ||||
| Aldo Vidussoni (PNF) (dal 26 dicembre 1941 al 19 aprile 1943) | ||||
| Carlo Scorza (PNF) (dal 19 aprile 1943) | ||||
| Commissariati generali | ||||
| Servizi della marina mercantile (istituito e soppresso) |
Costanzo Ciano (PNF) (dal 19 novembre 1922 al 30 aprile 1924) | |||
| Aeronautica (istituito e soppresso) |
Benito Mussolini (PNF) (dal 24 gennaio 1923 al 30 agosto 1925) | |||
Cronologia
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Ufficialmente fino al 27 aprile 1923, una fazione molto consistente di membri del partito, dissenziente da tale decisione, continuò a supportare il governo in appoggio esterno.
- ↑ Fino al 5 febbraio 1924.
- 1 2 3 4 Fino al 1º luglio 1924.
- ↑ Monocolore dal 1º luglio 1924 e, dal 17 gennaio 1925, anche partito unico (Leggi fascistissime).
- 1 2 Unitasi al Partito Nazionale Fascista (PNF) nel 1924.
- ↑ Affiliatisi al Partito Nazionale Fascista (PNF).
- ↑ Prima ed unica della Camera dei fasci e delle corporazioni.
- ↑ I primi atti politici dell'on. Mussolini, in La Stampa, 1º novembre 1922, p. 1.«Subito dopo aver prestato giuramento, Mussolini ha preso possesso della Presidenza del Consiglio e del Ministero dell'interno assumendo la direzione immediata di tutti i servizi. Lo stesso on. Facta ha fatto all'on. Mussolini la consegna della Presidenza del Consiglio»
- ↑ Marcia su Roma in "Dizionario di Storia", su treccani.it. URL consultato il 20 aprile 2018.
- ↑ LEGISLATURA XXVI — 1ª SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DEL 17 NOVEMBRE 1922, p. 8471 (PDF), su storia.camera.it.
- ↑ Si veda anche la voce Storia del fascismo italiano.
- ↑ Ufficialmente Partito Democratico Sociale Italiano (PDSI).
- ↑ Tra cui, 2 sottosegretari di estrazione militare affiliati.
- 1 2 3 4 5 6 Viene qui riportata la situazione parlamentare solo di questa camera (e non anche del Senato del Regno) poiché, sebbene entrambe partecipassero al processo di controllo del rapporto di fiducia con l'esecutivo, per convenzione costituzionale in caso di disaccordo era la decisione della camera bassa a prevalere, risultando essere la posizione ufficiale del Parlamento nella sua totalità.
- ↑ Il partito aveva già lasciato la coalizione di governo, in disaccordo con le politiche esecutive (muovendosi in appoggio esterno e poi all’opposizione), in data 27 aprile 1923.
- ↑ Il partito aveva già lasciato la coalizione di governo, in disaccordo con le politiche esecutive (muovendosi in appoggio esterno e poi all’opposizione), in data 5 febbraio 1924.
- 1 2 Il partito aveva già lasciato la coalizione di governo, in disaccordo con le politiche esecutive (muovendosi in appoggio esterno e poi all’opposizione), in data 1º luglio 1924.
- ↑ Successivamente dichiarati altresì decaduti nel corso dell’anno, con un provvedimento separato.
- ↑ Gli altri 157 seggi sono stati resi vacanti.
- ↑ Pur non essendo un organo legislativo (e dunque non legalmente titolato a conferire e revocare la fiducia parlamentare al governo, ma semmai a manifestare favore o sfavore non fattualmente vincolante), bensì, già da tempo, un organo di rilievo costituzionale e nei fatti organizzativo e dispositivo dell’intera dirigenza del Partito Nazionale Fascista e della politica generale del paese (vista anche la grande carenza di convocazioni della Camera dei fasci e delle corporazioni), le sue decisioni risultavano particolarmente autorevoli nella forza persuasiva e di ampio consenso: per queste ragioni, dunque, lo stesso Benito Mussolini, per quanto ormai idealmente un capo totalitario, le teneva in considerazione. Viene dunque qui mostrata la situazione interna di questo organo a soli fini enciclopedici, non solo perché fu l’unica manifestazione esplicita di dissenso che portò alla caduta del governo, ma anche per via della grande rilevanza nel più ampio quadro storico-politico del periodo dell’ordine del giorno Grandi, il quale veniva proprio votato da quest’organo.
- ↑ Fino al 29 dicembre 1925, Presidente del Consiglio dei ministri (Legge 24 dicembre 1925, n. 2263).
- ↑ Fino al 20 luglio 1932, Ministero della Giustizia e degli Affari di Culto.
- ↑ Fino all’8 aprile 1937, Ministero delle colonie.
- 1 2 3 Dal 1923.
- ↑ Dal 31 dicembre 1922 assume anche le competenze del soppresso Ministero del tesoro.
- ↑ Fino al 30 aprile 1923, Ministero delle poste e telegrafi.
- ↑ Dal 1925.
- ↑ Istituito come “Ministero per la stampa e la propaganda” ed operativo con tale denominazione fino al 27 maggio 1937.
- ↑ Elevato a “Ministro Segretario di Stato” con R.D.L. 11 gennaio 1937 - XV, n. 4.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Francesco Bartolotta, Parlamenti e Governi d’Italia (dal 1848 al 1970), vol. II, Vito Bianco Editore, 1971.
- Claudio Pavone, Storia d'Italia nel secolo ventesimo: Strumenti e fonti, Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia (Riferimento)
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Governo Mussolini
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Scheda sul Governo Mussolini, su storia.camera.it. URL consultato il 12 febbraio 2023.
