Misterbianco

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Misterbianco
comune
Misterbianco – Stemma Misterbianco – Bandiera
Misterbianco – Veduta
Vista del paese dalla strada Madonna degli ammalati.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitanaProvincia di Catania-Stemma.svg Catania
Amministrazione
SindacoAntonino Di Guardo (indipendente) dal 9-5-2012 (secondo mandato)
Territorio
Coordinate37°31′06″N 15°00′25″E / 37.518333°N 15.006944°E37.518333; 15.006944 (Misterbianco)Coordinate: 37°31′06″N 15°00′25″E / 37.518333°N 15.006944°E37.518333; 15.006944 (Misterbianco)
Altitudine213 m s.l.m.
Superficie37,68 km²
Abitanti50 049[1] (31-07-2018)
Densità1 328,26 ab./km²
FrazioniBelsito, Belvedere, Campanarazzu, Casa Landolina, Cravone, Cubba, Lineri, Madonna degli Ammalati, Monte Palma, Piano Tavola, Piano del Lupo, Poggio Lupo, Serra Inferiore, Serra Superiore
Comuni confinantiCamporotondo Etneo, Catania, Motta Sant'Anastasia, San Pietro Clarenza
Altre informazioni
Cod. postale95045
Prefisso095
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT087029
Cod. catastaleF250
TargaCT
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona C, 1 078 GG[2]
Nome abitantimisterbianchesi
Patronosant'Antonio abate
Giorno festivo17 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Misterbianco
Misterbianco
Misterbianco – Mappa
Posizione del comune di Misterbianco nella città metropolitana di Catania
Sito istituzionale

Misterbianco (Mustarjancu in siciliano[3]) è un comune italiano di 50 049 abitanti della città metropolitana di Catania in Sicilia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Giuseppe Mazzini con al centro, il monumento ai cittadini caduti in tempo di guerra
Il Palatenda, centro sportivo e ricreativo
Ex ospizio, attuale biblioteca comunale
L'auditorium Nelson Mandela, attuale teatro comunale

Anticamente l'abitato si sviluppava su di un rilievo alle pendici dell'Etna con terre fertili e attraversato dal fiume Amenano. Il nome cittadino deriva da Monasterium Album, un Monastero che sorgeva in contrada Campanarazzu, i cui monaci probabilmente domenicani indossavano un saio bianco, che venne distrutto, assieme all'antico borgo, dall'eruzione dell'Etna del 1669. La ricostruzione nel nuovo sito di contrada Milicia avvenne grazie all'autorizzazione a erigere il nuovo comune che gli abitanti chiesero subito al Tribunale del Regio Patrimonio, autorizzazione che si concluse con l'acquisto del nuovo territorio avvenuta il 24 novembre 1670 e pagato al prezzo di 501 onze, 12 tarì e 10 grana; il territorio apparteneva in precedenza al Convento delle Moniali di San Giuliano di Catania. La ricostruzione fu condotta in maniera per quanto possibile fedele alla precedente struttura cittadina.

Fu riedificata la piazza dei Quattro Canti, le chiese, i quattro palazzi signorili - Santonocito, Scuderi, Anfuso e Santagati - e buona parte dei monumenti, ivi compresa la stele con la croce, trasportata dall'antico comune e che fu installata sul poggio da cui ha preso il nome l'attuale Poggio Croce. Casale di Catania fino al 1642, divenne Terra indipendente a seguito dell'acquisto da parte di Gian Andrea Massa, di nobile famiglia genovese, che lo cedette dopo qualche giorno alla famiglia Trigona, allora baroni di San Cono e Dragofosso, che nel 1685 ottennero il titolo di Duchi di Misterbianco.

A Misterbianco vi sono alcune aree archeologiche con reperti del Neolitico, insediamenti greco - romani e bizantini (nella contrada Erbe Bianche) e i resti di un Acquedotto d'età romana.

Da ricordare i resti dell'antica Chiesa Madre, dedicata a Santa Maria de Monasterio Albo, citata in alcuni documenti trecenteschi, e in alcuni cinquecenteschi sotto il titolo di Santa Maria delle Grazie. Dell'originaria costruzione, distrutta dall'eruzione del 1669, restava fino ai primi anni del 2000 solo parte dell'antico campanile. In seguito a degli scavi archeologici è stata riportata alla luce l'intera navata, il pavimento originale, l'abside, gli altari laterali e gli ambienti circostanti.

Fino alla metà degli anni cinquanta Misterbianco era solo un grosso centro agricolo alle porte di Catania. Negli anni sessanta iniziarono a svilupparsi, nell'area a nord ovest, insediamenti industriali per lo più connessi al settore produttivo edile. La popolazione al censimento del 1971 risultava essere di 18.836 abitanti. A partire dagli anni settanta, in conseguenza dello sviluppo caotico ed irrefrenabile delle costruzioni nelle zone dove ora sorgono le frazioni di Lineri, Poggio Lupo, Serra, Belsito e Montepalma si è verificato un vertiginoso aumento della popolazione, confluitavi dall'hinterland Etneo più povero e dai quartieri più disagiati della città di Catania.

Contemporaneamente si sviluppava a macchia d'olio l'area commerciale/industriale arricchendosi di anno in anno di nuove aziende sempre più importanti, soprattutto nel settore della grande distribuzione, e in quelli ad alto contenuto tecnologico come nel caso dell'Alenia. Il censimento del 1991 registrava già un numero di abitanti di 40.785 unità, dei quali la metà residenti nelle varie frazioni. Il fenomeno, pur in scala più ridotta, prosegue e ciò a causa del sempre più alto costo delle unità immobiliari nel centro di Catania, che spinge molti a cercare alloggio nei comuni circostanti, come Misterbianco.

Chiese, Monumenti e Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Giuseppe
La chiesa di Santa Margherita
  • Chiesa della Madonna delle Grazie (parrocchia, situata a Misterbianco, in piazza papa Giovanni XXIII)
  • Chiesa di San Nicolò (parrocchia, situata a Misterbianco, con ingresso principale in via San Giuseppe e secondario in via San Nicolò),
  • Chiesa di S. Angela Merici (parrocchia, situata a Misterbianco, in via Sant'Antonio Abate),
  • Chiesa della Divina Misericordia (parrocchia, situata a Misterbianco, in via Giuseppe Barone),
  • Chiesa di S. Giuseppe (situata a Misterbianco, in via San Giuseppe),
  • Chiesa di S. Lucia o S. Orsola (situata a Misterbianco, in via Giacomo Matteotti),
  • Chiesa della Madonna del Carmine (situata a Misterbianco, in piazza Carmine),
  • Chiesa di S. Margherita (situata fuori dal centro abitato di Misterbianco, in via Santa Margherita),
  • Chiesa di S. Rocco (situata a Misterbianco, in via Giacomo Matteotti),
  • Chiesa di S. Bernadetta (parrocchia, situata a Lineri, in piazza Enrico Berlinguer e con ingresso principale in via Bernadette),
  • Chiesa del Beato Cardinale Dusmet (parrocchia, situata a Monte Palma, in via Bologna),
  • Chiesa di S. Massimiliano Kolbe (parrocchia, situata a Belsito, in via delle Viole),
  • Chiesa di S. Carlo Borromeo (parrocchia, situata a Serra Superiore, in via Piano del lupo),
  • Chiesa della Madonna degli Ammalati (situata fuori dal centro abitato di Misterbianco nella contrada omonima, in via Madonna degli Ammalati),
  • Chiesa di Campanarazzu (vecchia chiesa madre, situata fuori dal centro abitato di Misterbianco, in via Campanarazzu),
  • Monumento ai Caduti (situato a Misterbianco, in piazza Giuseppe Mazzini),
  • Monumento a Garibaldi (situato a pochi metri dal precedente monumento),
  • Monumento a Nunzio Caudullo (situato a Misterbianco, nella sua ex residenza, in via Vittorio Veneto),
  • Terme romane (situate a Misterbianco, in piazza della Resistenza),
  • Poggio Croce (situato a Misterbianco, all'interno del parco comunale, in piazza XXV Aprile),
  • Palazzo del Senato (situato a Misterbianco, in via Municipio, attualmente adibito agli uffici comunali),
  • Palazzo Ducale (situato a Misterbianco, in piazza Dante Alighieri, ex residenza della stirpe dei duca di Misterbianco),
  • Ospizio (situato a Misterbianco, in via Giacomo Matteotti, attuale biblioteca comunale),
  • Stabilimento di Monaco (situato a Misterbianco, in via Municipio, attualmente, in parte adibito agli uffici comunali e in parte adibito a museo dei costumi di carnevale).
  • Museo di arte sacra (situato a Misterbianco, in via Madonna delle Grazie).

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade principali di collegamento[modifica | modifica wikitesto]

Piazza della Repubblica, cuore del centro urbano di Misterbianco
La chiesa di San Rocco

Misterbianco è attraversato dalla strada statale 121 Catanese, che partendo da Catania porta a Paternò, Adrano, Regalbuto, Agira, Enna e fino a Palermo. È collegato a San Giovanni Galermo per mezzo della strada provinciale n. 12, che la attraversa collegandola alla strada statale 192 della Valle del Dittaino.

È collegata, per mezzo della Tangenziale di Catania, alla A18 e alla strada statale 114 Orientale Sicula per Siracusa.

È attivo un servizio di trasporto urbano di minibus, che collegano il centro alla zona Commerciale e alle varie frazioni e di servizi urbani e suburbani con autobus della Ferrovia Circumetnea e dell'A.S.T., che lo collegano a Catania e all'hinterland.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è attraversato dalla Ferrovia Circumetnea (F.C.E.) e servito da una stazione ferroviaria (posta in periferia, in piazza Orazio Costorella) e da una fermata in corrispondenza della frazione di Montepalma-Lineri, posta tra due strade, via Alcide De Gasperi (lato Lineri) e via Ferrara (lato Montepalma). È quindi ben collegato con Catania e con i comuni del circondario etneo tra cui Paternò, Adrano, Bronte, Randazzo.

Il tracciato ferroviario sarà sostituito da quello della Metropolitana il cui percorso, in fase di appalto) sarà sotterraneo e avrà tre stazioni nel territorio comunale, una in corrispondenza dell'area commerciale, una al centro e una ulteriore alla periferia nord. Le stazioni Fontana e Monte Po sostituiranno quella ferroviaria di Lineri.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Santa Lucia

Tra Misterbianco e Catania sorge un'importante zona commerciale e industriale nella quale sono presenti alcune imprese di grande distribuzione di livello europeo. Molte imprese all'ingrosso e al dettaglio, operanti nei settori dell'abbigliamento e dell'arredamento, dell'informatica e delle forniture da ufficio, del bricolage e della refrigerazione sono sorte negli ultimi decenni del XX secolo. Una grande area, tra l'attuale zona commerciale e la frazione di Monte Palma, ospitava fino a qualche decennio fa una delle più grandi imprese del settore costruzioni, l'impresa Costanzo, travolta dagli scandali del periodo di Tangentopoli[5]. In essa si producevano prefabbricati pesanti in calcestruzzo per uso autostradale, ferroviario e civile, nonché interi edifici industriali, commerciali e per uso civile; l'impresa ebbe anche l'appalto di due lotti dell'allora costruendo Tunnel della Manica ed occupava diverse migliaia di persone nei suoi vari settori di attività, oggi è del tutto abbandonata. Negli anni duemila sono diminuite le imprese commerciali e industriali insediatesi in precedenza e sono state sostituite da una miriade di imprese commerciali di piccole, medie e grandi dimensioni, all'ingrosso e al dettaglio, cinesi.

Frazioni, Contrade e Località[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso del piazzale della Madonna degli Ammalati
Il palazzo del Senato

Madonna degli Ammalati[modifica | modifica wikitesto]

Il santuario della Madonna degli Ammalati
La chiesa della Madonna del Carmine

Madonna degli Ammalati è una località di soggiorno e villeggiatura estiva frequentata dai misterbianchesi; è posta in zona collinare a nord-est del centro urbano. La frazione è sorta su parte dell'area dell'antico abitato di Misterbianco, seppellito dalla lava del 1669, di cui rimasero intatte soltanto alcune parti, ancor oggi visibili oltre alla chiesa della Madonna degli Ammalati e al sito archeologico di Campanarazzu. Quanto rimasto dell'edificio religioso crollò in seguito al terremoto del Val di Noto del 1693 eccetto la parete nord sulla quale si trovava l'affresco raffigurante Maria SS. Aegrotorum (degli Ammalati).

Nella prima metà del Settecento il sacerdote Domenico Bruno iniziò a ricostruire la chiesetta restaurando i frammenti di intonaco sopravvissuti e diede inizio al culto alla Madonna degli Ammalati la cui festa, di quattro giorni, si conclude il secondo lunedì di settembre; questa inizia con una processione che accompagna una campana di 51 kg, sopravvissuta alla lava, ma rifusa nell'Ottocento, dalla chiesa di S. Nicolò nel centro cittadino, fino alla chiesa del cosiddetto Chianu 'e malati; vengono celebrate varie messe, si esegue la tradizionale "Cantata" nei pressi del "Piano" ove i membri della commissione per i festeggiamenti, con un sacco in mano, aspettano 'o passu (al passaggio) i fedeli per la raccolta delle offerte. Durante le giornate si svolgono aste sacre. Il lunedì mattina la campana viene riportata in paese. La sera viene portata in processione insieme alla riproduzione del quadro della Madonna degli Ammalati; a fine processione vengono accesi dal Poggio croce i fuochi pirotecnici fino a notte fonda.

L'antico sito di Campanarazzu è raggiungibile lungo la strada che collega la frazione alla strada provinciale 12/1 Misterbianco-San Giovanni di Galermo.

Lineri e Montepalma[modifica | modifica wikitesto]

Lineri e Montepalma sono due grosse frazioni nelle quali abita circa un terzo della popolazione di Misterbianco, site ad est del centro principale, vicine alla città di Catania.

Lineri è sorta intorno agli anni sessanta attorno al casello numero 7 della Ferrovia Circumetnea (divenuto in seguito fermata Lineri) e conta buona parte della popolazione. Le abitazioni sono sorte nel dopoguerra in conseguenza di una lottizzazione delle vaste aree sciarose e di una intensa costruzione abusiva in assenza di un Piano regolatore generale comunale.

Piano Tavola[modifica | modifica wikitesto]

Piano Tavola è suddivisa amministrativamente tra i comuni di Belpasso, Misterbianco, Camporotondo Etneo e Motta Sant'Anastasia. È un grosso borgo circondato da insediamenti industriali ed artigianali che aspira ad essere eretto in comune autonomo. Ha una sua stazione ferroviaria della Ferrovia Circumetnea (situata in via Nazionale).

Altre[modifica | modifica wikitesto]

Le frazioni di Belsito, Belvedere, Casa Landolina, Piano del Lupo, Poggio Lupo, Serra Superiore e Serra Inferiore si trovano immediatamente a nord di Lineri, a ridosso della strada provinciale 12/1; Piano del Lupo e Poggio Lupo sono sede di numerose imprese di produzione e commercializzazione di materiale edile.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Il Carnevale di Misterbianco, nato ufficialmente nel 1981, ha vissuto un lungo e laborioso cammino prima di approdare ai "Costumi più belli di Sicilia".

Sonica è un festival di musica rock, nazionale e internazionale, nato nel 1996 da un'idea di Antonio Biuso e Nuccio La Ferlita.

Festa Sant'Antonio abate[modifica | modifica wikitesto]

La festa di Sant'Antonio abate a Misterbianco viene celebrata tre volte l'anno, il 17 gennaio, il 12 dicembre e la prima domenica di agosto con la festa principale, detta a festa ranni. La festa che si svolge a gennaio dura due giorni, il 16 e il 17.

Il 16 si svolge in chiesa madre dove dopo la messa vengono eseguite le cantate dei quattro quartieri: S. Orsola, Maestri, Panzera e S. Angela Merici.

L'indomani mattina il paese viene svegliato da delle ripetizioni di colpi sparati da un mortaio di calibro 8 posizionato a Poggio Croce. La giornata viene scandita dalle messe e dalle benedizioni. A tarda sera una messa solenne e infine i "tradizionali" centouno colpi scuri e fuochi d'artificio.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Qui sotto sono illustrati i dati riguardanti i vari sindaci che si sono susseguiti dal 1946 a oggi. [6]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
novembre 1946 maggio 1947 Salvatore Caruso Partito Socialista Italiano Sindaco
maggio 1947 luglio 1951 Agostino Condorelli Partito Socialista Italiano Sindaco
luglio 1951 giugno 1952 Giuseppe Poli - Commissario prefettizio
giugno 1952 agosto 1954 Benedetto Caruso n.d. Sindaco
agosto 1954 dicembre 1955 Giuseppe Gangemi n.d. Sindaco
10 dicembre 1955 17 novembre 1973 Salvatore Gennaro Partito Comunista Italiano Sindaco
novembre 1973 febbraio 1976 Salvatore Giovanbattista Marchese Partito Comunista Italiano Sindaco
febbraio 1976 luglio 1980 Tullio Pecora Partito Comunista Italiano Sindaco
luglio 1980 febbraio 1982 Nunzio Giardinaro Democrazia Cristiana Sindaco
febbraio 1982 settembre 1985 Antonino Belfiore Partito Socialista Italiano Sindaco
settembre 1985 novembre 1985 Josè Calabrò Partito Comunista Italiano Sindaco
novembre 1985 marzo 1988 Salvatore Saglimbene Democrazia Cristiana Sindaco
marzo 1988 aprile 1989 Antonino Di Guardo Partito Comunista Italiano Sindaco
aprile 1989 luglio 1989 Francesco Pappalardo Democrazia Cristiana Sindaco
luglio 1989 giugno 1990 Nicolò Scialabba - Commissario straordinario
12 giugno 1990 14 ottobre 1991 Salvatore Saglimbene Democrazia Cristiana Sindaco [7]
21 dicembre 1991 24 giugno 1993 Enrico La Pira - Commissario straordinario [7]
21 dicembre 1991 24 giugno 1993 Pietro Lisi - Commissario straordinario [7]
21 dicembre 1991 14 aprile 1993 Gaetano Infantino - Commissario straordinario [7]
15 aprile 1993 24 giugno 1993 Salvatore Raciti - Commissario straordinario [7]
25 giugno 1993 1º dicembre 1997 Antonino Di Guardo Partito Democratico della Sinistra Sindaco [7]
2 dicembre 1997 28 maggio 2002 Antonino Di Guardo Democratici di Sinistra Sindaco [7]
29 maggio 2002 15 maggio 2007 Antonina Caruso Nuova Sicilia Sindaco [7]
16 maggio 2007 8 maggio 2012 Antonina Caruso Movimento per le Autonomie Sindaco [7]
9 maggio 2012 11 giugno 2017 Antonino Di Guardo liste civiche Sindaco [7]
12 giugno 2017 in carica Antonino Di Guardo liste civiche Sindaco

Informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Misterbianco fa parte della regione agraria n. 8 (Piana di Catania)[8].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio della città è l'A.S.D. Misterbianco calcio che milita nel girone B dell'Eccellenza.

Nel 2014 è arrivata seconda in campionato disputando i play-off regionali, vincendoli e perdendo in semifinale ai play-off nazionali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://demo.istat.it/bilmens2018gen/index.html
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 398.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ La Repubblica, 20 novembre 1992
  6. ^ I sindaci di Misterbianco, dal dopoguerra ai giorni nostri., su misterbianco.com. URL consultato il 16 aprile 2017. Sindaci - I sindaci di Misterbianco, su pabel.it. URL consultato il 17 aprile 2017.
  7. ^ a b c d e f g h i j http://amministratori.interno.it/
  8. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, su gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 5 luglio 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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