Stazione di Misterbianco

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Misterbianco
stazione ferroviaria
La stazione di Misterbianco in corso di ristrutturazione, già verniciata di giallo.jpg
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàMisterbianco
Coordinate37°31′25.1″N 15°00′36.22″E / 37.52364°N 15.01006°E37.52364; 15.01006Coordinate: 37°31′25.1″N 15°00′36.22″E / 37.52364°N 15.01006°E37.52364; 15.01006
Lineeferrovia Circumetnea
Caratteristiche
TipoStazione in superficie, passante
Stato attualein uso
Attivazione1895
Interscambinessuno
DintorniUffici Posta centro

La stazione di Misterbianco è una stazione ferroviaria posta al km 12 della Ferrovia Circumetnea al servizio della città di Misterbianco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La stazione vista dal lato stradale.

I lavori per la costruzione del primo tratto della ferrovia e dei suoi impianti ebbero inizio nel 1889. Il 2 febbraio 1895 la stazione venne messa in servizio assieme al tratto, che da Catania Borgo arrivava ad Adernò (oggi Adrano).

La stazione venne costruita in zona periferica, proprio all'inizio della strada comunale per il santuario della Madonna degli Ammalati, quindi di facile accessibilità e vicina rispetto al centro cittadino; con il passare degli anni è stata inglobata dal paese. Proprio nelle adiacenze si trovava il grande opificio di Monaco e figli, che si avvalse del servizio merci offerto, e che venne collegato con un binario di raccordo, dato che qualche anno dopo, la ferrovia ebbe accesso anche alle banchine del Porto di Catania tramite la propria Stazione di Catania Porto.

In futuro, a seguito della costruzione del tracciato della Metropolitana di Catania, la stazione attuale verrà abbandonata e sostituita da tre stazioni che comprenderanno diversi punti del paese: la zona commerciale, il centro storico e la periferia nord. Tuttavia, la realizzazione del progetto, attualmente, non è stata ancora avviata.

Strutture e impianti[modifica | modifica wikitesto]

La stazione dal lato dei binari, direzione Catania.
L'edificio della squadra manutenzione.
L'organo a cremagliera per l'azionamento dei passaggi a livello della stazione di Misterbianco.
Il binario che conduce nell'edificio della squadra manutenzione, il quale ormai non è più comunicante con la rete ferroviaria.

La stazione di Misterbianco è situata nella zona periferica, a nord-est della città, a poca distanza della centrale via Giacomo Matteotti, dall'ufficio centrale delle Poste Italiane e dal Municipio. L'edificio di stazione è a due elevazioni, ed è posto a sud del fascio binari viaggiatori; quest'ultimo è costituito da due binari interconnessi da due scambi elettromagnetici di estremità, dal segnalamento di protezione e partenza, e da un binario tronco parallelo, collegato al primo binario da uno scambio manuale; attraverso quest'ultimo si accede al piano caricatore merci ormai in disuso.

Molti anni fa era stata avviata la fase propedeutica dei lavori per l’installazione dei passaggi a livello automatici, i quali avrebbero sostituito le storiche barriere azionate manualmente dall’organo a cremagliera, tuttavia il progetto fu abbandonato, poiché fu appurato che nei rispettivi passaggi a livello non vi è lo spazio necessario per l’installazione degli organi di movimento; questo comporterà l’uso degli storici organi a cremagliera (nonché la presenza degli operatori di stazione), fin quando la stazione di Misterbianco non verrà sostituita dalla Metropolitana di Catania. Le uniche stazioni a mantenere ancora questo sistema, sono: quella di Misterbianco e quella di Paternò (in quest’ultima è rimasto solo quello lato Randazzo, poiché quello lato Catania è già automatico da parecchi anni).
Negli anni settanta[senza fonte] sono stati definitivamente asportati i binari del fascio merci e il raccordo industriale che conduceva allo Stabilimento di Monaco.

Interventi di riqualificazione e ristrutturazione[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Misterbianco in corso di ristrutturazione, già verniciata di giallo, vista dal lato ovest.
La stazione di Misterbianco in corso di ristrutturazione, già verniciata di giallo, vista dal lato sud.

A Luglio del 2021 sono iniziati i lavori di ristrutturazione della stazione, i quali erano già in progetto da molti anni. La ristrutturazione prevede il cambio del colore del fabbricato di stazione (dal bordeaux al giallo), il cambio delle attuali porte e finestre in legno con quelle in metallo, l'installazione della linea gialla tattile ex nova (per non vedenti) sul marciapiede del primo binario, la ristrutturazione degli interni, dei muri di confine a ridosso della strada e anche dei servizi igienici. Questi lavori sono già in parte completi, inoltre è stato nuovamente installato il sistema di videosorveglianza, il quale da qualche tempo era disattivato.

Movimento[modifica | modifica wikitesto]

Una presenza eccezionale: l'automotrice FCE ALn 56 restaurata e riportata nei colori originali, fotografata alla stazione di Misterbianco.

L'offerta d'orario in vigore dal 1º febbraio 1899 prevedeva la fermata di tutti i treni in circolazione sulla linea: si trattava di tre coppie di treni misti di 1ª, 2ª, 3ª classe e di una coppia di misti, limitata a Paternò, di sola 3ª classe[1]. La stazione era origine di un consistente traffico merci dall'adiacente stabilimento di Monaco.

La stazione svolge traffico di tipo pendolare .

L'orario di servizio invernale 2017 offriva 16 treni giornalieri in arrivo da Catania, e in prosecuzione, e 14 treni per la città etnea. Il servizio si svolge solo nei giorni feriali. Il numero di corse subisce una riduzione dell'offerta nel periodo estivo tra giugno e settembre e nei restanti periodi di chiusura generalizzata delle scuole.

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

La stazione è dotata di:

  • Altoparlanti annuncio sonoro arrivo treni
  • Sala d'attesa sala d'attesa
  • Biglietteria a sportello biglietteria a sportello
  • Biglietteria automatica biglietteria automatica
  • WC servizi igienici

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Società Siciliana di lavori pubblici, Orario ufficiale delle strade ferrate del Regno d'Italia, quadro 261, Torino, Roma, Fratelli Pozzo, febbraio 1899, p. 120.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]