San Giovanni Galermo

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San Giovanni Galermo
San Giuvanni 'i Alemmu
StatoItalia Italia
RegioneSicilia Sicilia
ProvinciaCatania Catania
CittàCatania
CircoscrizioneIV Circoscrizione
Altri quartieriCibali, Trappeto, una parte di San Nullo
Codice postale95123
Nome abitantigalermoti
PatronoSan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno

Coordinate: 37°33′06″N 15°03′01″E / 37.551667°N 15.050278°E37.551667; 15.050278

Catania-Stemma.png
Catania
Municipalità

San Giovanni Galermo, o solamente Galermo (San Giuvanni 'i Alemmu in dialetto catanese) è un quartiere della parte nord-ovest di Catania. Fu comune autonomo fino al 1926; dal 2013[1] fa parte della IV Circoscrizione, risultata dall'accorpamento delle ex V e VI Municipalità, che include anche i quartieri di Cibali, di una parte di San Nullo e di Trappeto.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

La frazione deve principalmente il suo nome all'antico villaggio di Galermo, che secondo la tradizione è citato per la prima volta da Giovanni Boccaccio nel suo Genealogie deorum gentilium, dove l'autore fa menzione di Teodonzio, presunto storico greco probabilmente inventato, il quale a sua volta fa riferimento di un villaggio presso Catania denominato «Panhormus», ossia Palermo. Per questo gli scrittori catanesi antichi ritengono che Galermo sia la voce corrotta di «Panormo»[2].

Secondo altre fonti il termine Galermo deriverebbe dall'arabo Gareleme, che significa "buca" o "grotta di acqua", tesi a cui dà credito anche lo storico Tommaso Fazello[2], mentre invece secondo Salvatore Costante - storico galermitano - il toponimo ha derivazione dal greco Chalermo, a sua volta derivato da Charermo, nome composto dalle parole ckas (caverna) e érēmos (eremo, deserto, abbandonato), che ha significato simile, ossia "caverna abbandonata"[3].

Nel XIV secolo, il villaggio di Galermo assunse la denominazione San Giovanni di Galermo, in onore al santo patrono san Giovanni Battista.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Si trova nell'estrema parte nordoccidentale del territorio comunale, a 310 metri s.l.m., al di là della tangenziale di Catania. Il suo territorio, fisicamente quasi esterno a quello del comune di Catania di cui fa parte, confina a sud-ovest con Misterbianco e le rispettive frazioni di Belsito e Poggio del Lupo, a nord-ovest con San Pietro Clarenza, a nord e a nord-est con Mascalucia, a est con Gravina di Catania e a sud, per la parte con cui il territorio è contiguo a Catania col quartiere Trappeto. Spesso San Giovanni Galermo è considerato un tutt'uno con i separati quartieri di Balatelle a nord e Misericordia a sud, per via del fitto tessuto urbano delle case popolari.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Villaggio di origine ellenica[4] l'antico casale di Galermo fu probabilmente fondato dai Calcidesi e secondo alcune fonti greche e romane in epoca romana vi erano le 'domus' della famiglia aristocratica di Sant'Agata, patrona della città di Catania, testimonianze che coincidono con la tradizione orale, secondo cui Sant'Agata sia nata nei pressi di via Immacolata; in seguito appartenne alla diocesi di Catania fino al 1641, anno in cui fu ceduto a Girolamo Gravina, pretore di Palermo e pari del Regno di Sicilia[5], esponente della nobile famiglia di origine normanna. Sotto i Gravina, il casale etneo fu unito al vicino feudo di Plachi (l'odierna Gravina di Catania), anch'esso di loro proprietà[6].

Il feudo passò nel 1686 ai Valguarnera, avendo l'unica figlia del Gravina, Marianna, contratto matrimonio nell'anno medesimo con Giuseppe Valguarnera dei principi di Gangi[6].

Gravemente danneggiata dall'eruzione dell'Etna del 1669 e dal violento terremoto del 1693, in entrambe le situazioni venne poi ricostruita nello stesso luogo.

Nel 1820 fu costituito comune autonomo a seguito della riforma amministrativa del 1817, ed amministrativamente inserito nel circondario di Mascalucia[7], appartenente al distretto di Catania; il centro, borgo agricolo, contava all'epoca poco più di un migliaio di abitanti.

Con Regio Decreto 21 febbraio 1926 n. 374, il comune di San Giovanni di Galermo venne soppresso e aggregato al vicino comune di Catania[8], divenendone dunque frazione. Fino a quell'epoca, il borgo mantenne il carattere rurale che aveva sempre avuto: anche il piano della Chiesa Madre, vero centro del villaggio, era definito da elementi architettonici di scarso valore, ed era caratterizzato dalla presenza di piccoli edifici e terreni con carattere rurale.

Un primo intervento che modificò l'assetto del piano fu la realizzazione, in epoca fascista, di una strada intercomunale che collegava a Catania il comune di San Pietro Clarenza (la via San Pietro Clarenza).

Fu a partire dal secondo dopoguerra che San Giovanni Galermo vide modificare il proprio assetto urbanistico, in particolare dopo l'approvazione del PRG Piccinato del 1964, che prevedeva la costruzione di alloggi popolari per 13 mila abitanti. Il piano fu applicato solo parzialmente, poiché gli alloggi popolari ivi edificati ospitarono solo metà degli abitanti previsti, e ciò fu dovuto all'imperversare nella zona del fenomeno dell'abusivismo edilizio. La popolazione registrò un notevole incremento, grazie all'afflusso di numerosi abitanti degli altri quartieri di Catania - in modo particolare dal centro storico - che vi si stabilirono e scelto come "quartiere dormitorio", passando dalle poche migliaia di unità a oltre 14 mila alla vigilia degli anni 2000.

La frazione di San Giovanni Galermo all'interno del territorio comunale di Catania ha rappresentato una circoscrizione a sé dal 1978, rimasta intatta nel 1995 quando divenne V Municipalità. Successivamente, in seguito alla delibera del consiglio comunale n° 13 del 12 dicembre 2013 che ha ridotto le Municipalità da 10 a 6, e trasformate nuovamente in Circoscrizioni, San Giovanni Galermo è stata inserita nella IV circoscrizione che comprende anche i quartieri di Cibali, una parte di San Nullo e di Trappeto.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

La strada principale è la via San Giovanni Battista, che rappresenta l'ingresso alla frazione dalla parte sud, il cui tratto termina alla centrale piazza Grande, e attraversata quest'ultima, c'è la via della Montagna che si conclude a piazza Chiesa Madre, che rappresenta il nucleo storico attorno al quale si sviluppò l'antico abitato di San Giovanni Galermo. Altre strade importanti della "parte antica" di San Giovanni Galermo sono la via Calvario che si trova a nord e inizia dalla piazza Chiesa Madre, la via della Misericordia che si trova a sud e dà il nome al quartiere e conduce in territorio di Misterbianco, la già menzionata via San Pietro Clarenza, e la via Girolamo Gravina, che da piazza Grande conduce in direzione di Gravina.

La "parte moderna" è rappresentata dalle zone di edilizia popolare sviluppatesi negli anni sessanta-sessanta, ovvero la via Don Minzoni nella parte sudovest dell'abitato, il quartiere Balatelle a nordovest, e dalla zona residenziale a est al confine col comune di Gravina di Catania.

Nel territorio di San Giovanni Galermo sono concentrate un discreto numero di attività commerciali; sono presenti tre plessi di scuola primaria e uno di scuola secondaria, facente tutte parte del medesimo istituto. Particolarmente carente per quel che concerne gli spazi verdi, nella frazione non esiste alcun giardino pubblico.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere è servito da diverse linee di autobus urbani gestiti da AMT[10] con i seguenti percorsi:

Fino a qualche anno fa era in esercizio la linea 259 con partenza da piazzale Raffaello Sanzio, copriva Gravina di Catania e la parte orientale di San Giovanni Galermo, ormai soppressa.

La FCE ha redatto il progetto definitivo per una linea di metropolitana detta "pedemontana"[11],lunga 18,5 km collegherà Catania con i comuni dell'area pedemontana etnea. La linea passerà sul territorio del quartiere, con ubicate tre stazioni: "Galermo sud",questa in realtà più vicina al quartiere Trappeto, Tangenziale vicina lo svincolo che serve il quartiere e "Galermo Nord" nel quadrante nord orientale del territorio in direzione Gravina di Catania. Il progetto è stato presentato nel 2009 a Roma, è in attesa di finanziamento.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le Circoscrizioni del Comune di Catania » Circoscrizioni » La Città » Comune di Catania, su www.comune.catania.it. URL consultato il 23 agosto 2015.
  2. ^ a b AA.VV., Le Città, Castella, Terre, e Luoghi esistenti, e non esistenti in Sicilia, la Topografia Littorale, li Scogli, Isole, e Penisole intorno ad essa, Palermo, Stamperia di Francesco Cichè, 1709, pp. 76 e 292
  3. ^ S. Costante, La storia di Mongibello. Origini e vicende di Galermo., 1979, pp. 30-31
  4. ^ S. Costante, La storia di Mongibello. Origini e vicende di Galermo., 1979, p. 29
  5. ^ V. M. Amico, Dizionario Topografico Della Sicilia (tradotto e annotato da G. Di Marzo), Palermo, Morvillo, 1855, p. 485
  6. ^ a b F.M. Emanuele Gaetani, Della Sicilia nobile, Parte II, Libro I, Palermo, nella Stamperia de' Santi Apostoli, 1754, p. 123
  7. ^ D.A. Vacca, Collezione delle leggi e de'decreti reali del regno delle Due Sicilie, Napoli, Dalla Stamperia reale, 1838, p. 134
  8. ^ Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, Parte Prima, Anno LXVII, 18 marzo, 1926, numero 60, p. 1114
  9. ^ San Giovanni Battista in San Giovanni Galermo, diocesi.catania.it.
  10. ^ Percorsi e Orari, su www.amt.ct.it. URL consultato il 21 agosto 2015.
  11. ^ Nuova pagina 1, su siciliamia.net. URL consultato il 21 agosto 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Salvatore Costante, La storia di Mongibello. Origini e vicende di Galermo., Catania, Edigraf, 1979.
  • Renato D'Amico (a cura di), Catania - I quartieri nella metropoli, edizioni Le Nove Muse, Catania, 2001.
  • Francesco Pergolizzi, Salvatore Costante, San Giovanni di Galermo - Memorie storiche, Catania, Tip. Sarica, 1975.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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